Bruno Grandinetti – Grande fotografo, testimone della nostra comunità, intellettuale di estrazione popolare, esempio di impegno civile a favore della storia,tradizione, cultura e per la tutela dell’ambiente di Potenza Picena.
Bruno Grandinetti è stato un grande fotografo, testimone della nostra comunità dal 1950, anno in cui iniziò la sua attività a Potenza Picena, dove era nato il 10 Marzo del 1930.
Luoghi, personaggi ed avvenimenti sono stati immortalati dalla sua macchina fotografica e conservati con certosina pazienza e saggezza, costituendo oggi materiale indispensabile per ricostruire la storia civile e sociale della nostra comunità degli ultimi cinquant’anni.
Bruno Grandinetti ha inoltre documentato tutte le opere d’arte, i monumenti, le Chiese, le istituzioni di Potenza Picena.
Bruno non è stato solo un grande fotografo documentarista ed artista della macchina fotografica era anche un intellettuale di estrazione popolare, profondo conoscitore della nostra tradizione, cultura ed arte, esempio di militante dell’impegno civile a favore della comunità.
Ho conosciuto Bruno Grandinetti durante una delle più belle “battaglie” di impegno civile e culturale che si sono svolte a Potenza Picena nel 1982.
In quel periodo si era costituito un comitato che si proponeva l’obiettivo di far riaprire il Teatro Comunale “Bruno Mugellini”, chiuso dal dicembre 1970 per inagibilità.
Bruno faceva parte all’epoca dell’associazione ambientalista “Potenza Picena Città e Territorio”, che insieme al Circolo Culturale “Luigi Petetti” al Centro Culturale “Teorema” e alla Sezione “F. Margaritini” del PCI di Potenza Picena avevano raccolto tra i cittadini 1604 firme a sostegno della proposta di riapertura del Teatro. Questa grande “battaglia” di impegno civile e culturale si è conclusa nel 1990, con la riapertura del Teatro, riconsegnato alla città dopo un lungo restauro. In questa iniziativa Bruno si spese in prima persona, sia raccogliendo le firme, ma in particolare mettendo a disposizione il suo archivio fotografico riguardante il Teatro, per sensibilizzare maggiormente la cittadinanza.
Bruno aveva iniziato ad occuparsi della salvaguardia e della valorizzazione del nostro patrimonio storico ed artistico molto tempo prima, promuovendo insieme ad altri, la nascita dell’Associazione culturale ADOAP (Associazione Difesa Opere d’Arte Potentine), che organizzò nel 1971, in occasione del centenario della nascita del musicista potentino Bruno Mugellini, presso i locali dell’asilo nell’ex Monastero delle Benedettine, una grande mostra fotografica sulle opere d’arte, i monumenti e le Chiese di Potenza Picena, esponendo in prevalenza materiale del suo archivio. Questa Associazione ha svolto per diversi anni un ruolo importante di sensibilizzazione, in particolare tra i giovani del luogo, che hanno imparato a conoscere la propria realtà e ad amarla.
Ho avuto modo di conoscere più direttamente Bruno Grandinetti solo nel 1996, frequentando il suo studio fotografico, scoprendo le sue qualità, la sua grande umanità, la sua cultura, il suo coraggio civile nella difesa del nostro patrimonio storico ed artistico. In quel periodo, dopo l’elezione a Sindaco di Potenza Picena di Mario Morgoni, avvenuta nel mese di maggio del 1995, si sono create le condizioni per affrontare nodi storici della realtà di Potenza Picena, trascurati per molti anni, come il recupero e la valorizzazione dei sotterranei di S. Francesco, della Chiesa di S. Caterina e di quella di S. Agostino, con il suo straordinario organo da “sala”, della porta di Galiziano, dell’antico sipario del Teatro Comunale “B. Mugellini” e delle antiche fonti, in particolare quella di Galiziano.
Tutte queste tematiche hanno visto Bruno Grandinetti in prima fila, anche se non più giovanissimo, lottare insieme agli amministratori e ai tanti volontari che si sono impegnati per dare concretezza a questi recuperi.
Bruno ha aiutato a ripulire materialmente i sotterranei di S. Francesco, documentando fotograficamente tutto il contenuto (in questa circostanza sono stati ritrovati dei veri e propri “gioielli” antichi, come il carrettino dei pompieri degli inizi dell’Ottocento, l’antico orologio della Torre Comunale, un Sommaruga risalente al 1887, l’antica porta vetrata di accesso alla platea del Teatro Comunale “B. Mugellini” risalente al 1862, la targa del Touring (TCI) degli inizi del Novecento). Parte di questi “gioielli” successivamente sono stati anche restaurati.
Lo stesso impegno ha messo quando si è trattato di liberare sia la chiesa di S. Caterina che quella di S. Agostino, dove lui ha fatto apprezzare l’importante organo da “sala” che era abbandonato in questa struttura, successivamente individuato dagli studiosi Paolo Peretti e Fabio Quarchioni come opera di Giovanni Fedeli di Rocchetta di Camerino, costruito nel 1757.
Durante la pulizia della cantoria, sotto l’organo, Bruno ha ritrovato anche un’antica daga, arma bianca in dotazione alla locale Guardia Nazionale fino al 1876. Per quanto riguarda S. Agostino lui, insieme ad altri, è stato tra i promotori di un Comitato che chiedeva il recupero e la valorizzazione di questa importante struttura.
Bruno non si tirava mai indietro, e se molte di queste battaglie di impegno civile si sono concluse con dei successi, molto si deve proprio alla sua coerenza e al suo impegno. Le sue foto sono state sempre utilizzate per sensibilizzare l’opinione pubblica di Potenza Picena sulla necessità di questi recuperi. Ho avuto il piacere e l’onore di organizzare o curare le tre mostre personali fotografiche che Bruno ha fatto a Potenza Picena.
La prima, organizzata dal 14/12/1996 al 6/1/1997, in collaborazione con la Biblioteca Comunale (curatore Roberto Marconi, allestimento scenico Stefania Giorgetti e Luca Carestia), ospitata nei corridoi della struttura, dal significativo titolo “Ignoti sulla bocca di tutti”, una carrellata di personaggi del luogo, trattati con grande umanità e sensibilità dall’obiettivo di Bruno Grandinetti ha riscosso un grande successo di pubblico, con oltre 1200 visitatori (sono state esposte 71 foto). In quella occasione Bruno, il giorno dell’inaugurazione, volle far dono al Comune di Potenza Picena, per la sua Biblioteca, di una rara pubblicazione sul metodo teorico-pratico per lo studio del pianoforte di Bruno Mugellini, che lui aveva acquistato a Firenze durante il suo soggiorno in terra toscana, per seguire i corsi di fotografia presso l’Istituto Statale d’Arte “Porta Romana”. Bruno era fatto così, non chiedeva mai niente per sé, lui dava sempre qualche cosa alla nostra comunità.
Questa mostra di personaggi, visto il grande successo, ebbe un seguito nel 1997 (dal 9 al 31 agosto) con la seconda edizione ampliata con altre 44 foto, portando il totale a 115, a cui hanno collaborato Gianfranco Morgoni, Fratta Natale e Carestia Edmondo, tenutasi questa volta, per espressa volontà di Bruno nei locali dei sotterranei della Chiesa di S. Francesco che erano stati da poco ripuliti ma non restaurati, e dove addirittura non vi era il pavimento e l’impianto elettrico. Era il segnale che questa struttura antica poteva essere recuperata e utilizzata come sala mostre e riunioni, cosa che è avvenuta successivamente nel 1999, intitolandola al Prof. Umberto Boccabianca, grande pedagogista, figura riscoperta grazie a lui.
Anche in questa circostanza volle farsi promotore nell’ambito della mostra, che ha riscosso un grande successo di pubblico, della raccolta di fondi per il restauro di un quadro molto caro alla nostra comunità, il S. Emidio di Benedetto Biancolini, in occasione del bicentenario della morte del pittore a cui successivamente è stata intitolata la Pinacoteca, che si trovava in pessime condizioni e dove è presente il putto che sorregge Monte Santo in una raffigurazione della fine del Settecento. Grazie anche a questa iniziativa, sono stati raccolti 2.000.000 delle vecchie lire, il quadro e la cornice sono stati successivamente restaurati, e oggi il dipinto è esposto nella Sala “Antonio Carestia” della Giunta Comunale nel Palazzo Municipale. L’ultima mostra che ho curato di Bruno Grandinetti è stata quella del 2002, dal 27 Aprile al 19 Maggio, una anno prima che morisse (è morto il 12 Luglio 2003), dal significativo titolo “Nel passato il nostro futuro – alla ricerca di una identità”, e che è stata allestita nei locali ristrutturati del Palazzo Comunale.
Sono state esposte 155 foto, tra le più significative del suo archivio, e grande è stato il successo di pubblico, con oltre 1000 visitatori, compresi molti ragazzi delle Scuole Elementari e Medie di Potenza Picena. Anche in questa circostanza Bruno colse l’occasione per lanciare alcuni messaggi importanti alla cittadinanza, come la necessità di recuperare la Fonte di Galiziano, che è stato il logo della mostra, la salvaguardia degli affreschi Settecenteschi del Teatro Aurora, che rischiavano di essere distrutti, e inoltre promosse nell’ambito della mostra una raccolta di fondi per il restauro della pompa antincendio R. Czermack in dotazione al corpo municipale dei pompieri di Potenza Picena, risalente agli inizi dell’Ottocento, raccogliendo 774,70 €. Anche questi obiettivi sono stati raggiunti grazie a lui: il carrettino dei pompieri, con i soldi raccolti durante la mostra è stato restaurato, gli affreschi del teatro Aurora sono stati vincolati dalla Soprintendenza di Urbino, e il Comune di Potenza Picena ha programmato il restauro e la valorizzazione della Fonte di Galiziano, insieme a quella della Concia. Questo è stato Bruno Grandinetti, non solo un grande fotografo ma un grande uomo, un esempio di impegno civile da imitare.
Potenza Picena, 6 Luglio 2007

ogni volta che passo su qualche viuzza
con i muri non intonacati
con i mattoni denudati che ancora oggi
odorano d’antico
ogni volta che scappo dalla confusione
e mi rifugio sulla cresta della Castelletta
ad osservare la sagoma lontana e fiera
de Montesanto
ogni volta che scruto un volto
con uno sguardo fugace
e con un rispettoso e timido pensiero
cerco di carpirne un segreto nell’anima
ogni volta che respiro consapevolmente
la storia del Mio paese
non so come non so perchè ma sento quell’inconfondibile “clik” di una macchina fotografica
e se chiudo gli occhi già me lo vedo
a Bruno Grandinetti
in un fermo immagine sbiadito
pronto a catturare i segreti, i vizi e le peripezie
de un popolo de matti e de fantasie
13 marzo 2009
“un omaggio a lo fotografo de Montesanto”
Riccardo Pastocchi