Feeds:
Articoli
Commenti

A cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri

Sipario dedicato a Minerva del Teatro Mugellini. Foto Sergio Ceccotti.

Sipario dedicato a Minerva del Teatro Mugellini. Foto Sergio Ceccotti.

Il giorno 18 novembre del 2006,cioè dieci anni fa, veniva solennemente inaugurato il sipario dedicato a Minerva dopo il delicato e complesso restauro effettuato dai tecnici della ditta Kriterion di Bologna, guidati dalla Dott.ssa Francesca Rabbi.
Tutte le fasi del lavoro di recupero del sipario si sono svolte nel contesto del locale della Cappella dei Contadini, nella Collegiata di S. Stefano, grazie alla disponibilità del parroco Don Carlo Leoni.
Il giorno dell’inaugurazione è stato un evento straordinario per la nostra comunità. Il restauro è costato complessivamente la somma di € 26000 + IVA. Il nostro comune in questa operazione ha potuto usufruire di un contributo economico da parte della Fondazione Cassa di Risparmio di Macerata, pari ad € 10.000. Oggi il fotografo di Potenza Picena Sergio Ceccotti, nostro collaboratore, ha effettuato un servizio sia sul sipario che sul Teatro “Bruno Mugellini”, mettendo in risalto ogni particolare artistico e decorativo.

Teatro Bruno Mugellini Potenza Picena. Foto Sergio Ceccotti.

Teatro Bruno Mugellini Potenza Picena. Foto Sergio Ceccotti.

Questo bellissimo lavoro segue a distanza di pochi mesi quello fotografico riguardante la volta della platea ed il quadro del plafone dedicato all’Italia, riuscendo in questo modo a dare un insieme completo di tutta la parte decorativa e pittorica del nostro meraviglioso Teatro, inaugurato il giorno 27 dicembre 1862.
Grazie di cuore al fotografo Sergio Ceccotti per questo suo impegno professionale gratuito. I suoi scatti sono delle opere d’arte e ci consentono di guardare con occhi diversi questo nostro Teatro, definito da tutti “bomboniera” o “scrigno d’arte”, di cui dobbiamo essere orgogliosi.
Noi, nel nostro piccolo, insieme a Sergio Ceccotti cerchiamo di valorizzarlo nel migliore dei modi, anche attraverso la fotografia.

Articoli correlati:

Corridoio dell'ingresso della Biblioteca Comunale.

Corridoio dell’ingresso della Biblioteca Comunale.

La nostra Biblioteca Comunale di Via Trento, inaugurata il giorno 27 settembre del 1980, ma funzionante regolarmente solo dal 1996, grazie alla disponibilità del dott. Roberto Domenichini e di pochi altri volontari, oggi è gestita dell’“Accademia dei Calaginosi”, il cui presidente è attualmente Mauro Mazziero.
La biblioteca viene seguita da Laura Carota e Roberto Marconi. I locali della struttura sono insufficienti da molto tempo ed addirittura è stato completamente occupato il corridoio di ingresso con armadietti e scaffalature, uno spettacolo non certo edificante per chi entra.
Nel corso degli anni passati il fondo librario è cresciuto anche grazie ai tanti donativi di privati cittadini. Purtroppo negli ultimi tempi qualsiasi donativo è stato accettato e siamo arrivati al punto di essere costretti, per motivi di mancanza di spazio, a dover fare una selezione del materiale librario ed il giorno 7 giugno 2016 una parte di questi libri sono stati buttati addirittura al macero. Per evitare il ripetersi di situazioni analoghe in futuro per quanto riguarda i donativi di privati cittadini, l’amministrazione comunale, tramite il Dott. Sandro Stefanelli, vice segretario Comunale, ha dato tassativa disposizione ai gestori della Biblioteca di non accettare più donativi di libri e dal giorno 18 maggio 2016 la competenza in materia passa nelle mani della Dott.ssa Simona Ciasca, Economo Comunale. Non è chiaro chi poi deve decidere se accettare o meno un donativo e quali sono i criteri guida. Comunque ho potuto sperimentare in prima persona questo nuovo metodo nella gestione dei donativi e vi assicuro che l’impatto è stato veramente preoccupante.
Ho donato in data 21 maggio 2016, prot. n. 9159, una copia della tesi di Laurea su Bruno Mugellini Revisore del Prof. Emiliano Giannetti di Spoltore (PE) con una lettera scritta, come mi era stato indicato.

Interni Biblioteca Comunale

Interni Biblioteca Comunale

Sono trascorsi quasi quattro mesi ed ancora non mi ha risposto nessuno, funzionario o amministratore, in maniera positiva o negativa che sia. Credo che sia in primo luogo una questione di buona educazione dare sempre una risposta ad un cittadino che fa comunque il nobile gesto del donativo. Poi vorrei capire il motivo per cui il nostro ente non accetta il donativo in oggetto.
Per mancanza di posto? Non scherziamo!
Il nostro Sindaco Francesco Acquaroli, che poi è anche assessore alla cultura, come l’Assessore al Turismo Paolo Scocco, da me contattati, hanno dimostrato interesse per l’opera del Prof. Emiliano Giannetti, ma poi non hanno il tempo di assumere una decisione amministrativa talmente elementare?
Si tenga conto che nel mese di ottobre 2016 vi sarà la prima edizione del Mugellini Festival, ed il nostro Comune non accetta una tesi di laurea sul grande Maestro. Capisco che l’obiettivo del nostro Ente è quello di non accettare più donativi privati per la nostra biblioteca per mancanza di spazio, ma comunque cercate con coerenza di dare precise indicazioni su chi deve decidere se accettare o meno i donativi (l’Economo Comunale, il Dott. Sandro Stefanelli o altri) e degnatevi sempre di dare una risposta scritta, segno di correttezza.

Microsoft Word - Le edizioni.doc

Copertina tesi Prof. E. Giannetti

La Biblioteca Comunale “Carlo Cenerelli Campana” di Via Trento non è proprietà di qualche amministratore o funzionario dell’Ente, ma di tutti i cittadini di Potenza Picena.
Sono convinto che il Comune di Fossombrone, città dove è sepolto Bruno Mugellini, accetterebbe immediatamente il donativo in oggetto.
Il testo integrale del lavoro del Prof. Emiliano Giannetti è stato pubblicato sul blog. I nostri lettori hanno avuto modo di apprezzarlo da tempo.

Articoli correlati:

senza-titolo-5

La Maddalena ai piedi della croce – sec. XVIII Pietro Tedeschi (opera firmata) foto luigi anzalone

 

La scelta di riportare all’interno dei locali dell’Auditorium “Ferdinando Scarfiotti”, nella ex-chiesa di Sant’Agostino, tutte le sei pale d’altare, ricollocandole al loro originario posto dove sono state per oltre 2 secoli, è stata molto importante ed appropriata.
Dal 27 settembre del 1980 queste opere d’arte si trovavano all’interno dei locali di via Trento dove quel giorno è stata inaugurata la Pinacoteca (insieme alla Biblioteca Comunale), poi successivamente intitolata al pittore Benedetto Biancolini che ha lavorato a Monte Santo, anche se nativo di Ascoli Piceno.
Le sei pale d’altare, di dimensioni notevoli (cm 340×180) erano state collocate all’interno di piccole stanze ed il visitatore era costretto ad ammirarle ad una distanza di pochi metri. Troppo vicine ed in questo modo si perdeva sicuramente molto del fascino e della loro bellezza.
Queste pale d’altare sono nate per essere posizionate negli altari laterali ed in quello centrale della Chiesa di Sant’Agostino e solo in questo naturale contesto si possono con maggiore efficacia ammirare ed apprezzare.
Inoltre tutti i soggetti dei quadri hanno a che fare con questa chiesa e con i santi dell’ordine degli Agostiniani. L’idea di poter creare all’interno della Chiesa di Sant’Agostino una “pinacoteca naturale” è molto vecchia, risale addirittura al 1974 quando era Sindaco il Prof. Gabriele Nocelli e si è potuta concretizzare solo nel 2007, grazie alla lungimiranza del Sindaco Sergio Paolucci, con l’approvazione del Dott. Gabriele Barucca della Soprintendenza di Urbino. Tutte le fasi di trasferimento delle opere d’arte dalla Pinacoteca comunale all’Auditorium “Ferdinando Scarfiotti” sono state seguite con competenza e professionalità dalla Dott.ssa Simona Ciasca, Economo Comunale di Potenza Picena.

senza-titolo-4

La Maddalena ai piedi della croce – sec. XVIII Pietro Tedeschi (opera firmata) foto luigi anzalone

In occasione del trasferimento delle 6 pale d’altare, si è anche provveduto al restauro di 3 di queste tele, ed in particolare quelle che necessitavano maggiormente di un intervento di consolidamento. Il compito del delicato restauro è stato affidato dal nostro comune alla ditta Kriterion di Bologna, responsabile la Dott.ssa Francesca Rabbi, che già in precedenza aveva provveduto al restauro ed alla sua ricollocazione nel contesto del Teatro “Bruno Mugellini” dell’antico sipario dedicato a Minerva ed inaugurato il giorno 18 novembre del 2006.
L’intervento di restauro ha riguardato la “Maddalena ai piedi della Croce” di Pietro Tedeschi del Sec. XVIII, la “Vergine del Rosario” attribuita ai fratelli Ricci di Fermo del Sec. XVIII e la “Madonna col Bambino ed i Santi Monica e Agostino”, sempre del Sec. XVIII di autore ignoto, per una spesa complessiva di € 22.423,33, iva inclusa.
Insieme a queste 3 pale d’altare restaurate sono state ricollocate a loro posto inoltre il “San Nicola” da Tolentino che intercede per le anime del “Purgatorio” degli inizi del Sec. XVII della scuola di Cristoforo Roncalli detto “Il Pomarancio” (opera che era già stata restaurata nel 1972 ad Urbino), la “Vergine col Bambino, Santa Chiara, il Beato Antonio da Amandola, San Clemente da Osimo e Sant’Agostino” Sec. XVIII, il “Miracolo del pozzo” Sec. XVIII, gli ultimi due di autore ignoto.
Successivamente sono state ricollocate all’interno della ex-chiesa altre due opere, la “Maddalena” e “Sant’Agostino” Sec. XVIII di autore ignoto.
Anche queste due tele erano state restaurate negli anni scorsi. Infine è stata collocata sul soppalco (anche se inizialmente era prevista nella Sagrestia della ex-chiesa), la famosa tavola di Bernardino di Mariotto del 1506 “Madonna col Bambino tra i santi Francesco, Antonio di Padova e Giovannino ed Angeli Musicanti”.

senza-titolo-6

La Maddalena ai piedi della croce – sec. XVIII Pietro Tedeschi (opera firmata) foto luigi anzalone

L’Auditorium “Ferdinando Scarfiotti” infine dal giorno 31 agosto 2006 si è arricchito della presenza dell’organo da sala Giovanni Fedeli del 1757 restaurato da Michel Formentelli di Camerino. Successivamente l’Auditorium è stato visitato dal Prof. Vittorio Sgarbi.
In questo modo la ex-chiesa di Sant’Agostino oggi Auditorium intitolato a Ferdinando Scarfiotti, scenografo nato a Potenza Picena il 6/3/1941 e morto a Los Angelese il 30/4/1994, premio Oscar del film “L’ultimo imperatore” di Bernardo Bertolucci, può e deve essere considerato a tutti gli effetti una “pinacoteca naturale” della nostra città e per questo fatta conoscere e valorizzare in ogni modo ed occasione, come è avvenuto nei giorni 3 e 4 settembre 2016 durante le due giornate della “Notte magica della fotografia®” promossa da Enzo Romagnoli, che hanno richiamato nella nostra città tantissimi appassionati di fotografia da tutta l’Italia.

Articoli correlati:

Nazario Sauro

Nazario Sauro

Il 2014 è stato l’anno del centenario dell’inizio della prima guerra mondiale. L’Italia è entrata nel conflitto mondiale l’anno successivo il giorno 24 maggio 1915.
La nostra città ha voluto ricordare questo avvenimento il giorno 4 novembre 2014 con delle celebrazioni che si sono tenute sia a Porto Potenza Picena che a Potenza Picena.
Dal 1921 nel centro storico di Potenza Picena c’è un piazzale dedicato ad uno degli eroi della prima guerra Mondiale, Nazario Sauro medaglia d’Oro al Valor Militare nato a Capodistria il giorno 20/9/1880 e morto il giorno 10 agosto 1916, cioé 100 anni fa, giustiziato dagli austriaci con l’impiccagione.
Nazario Sauro pur essendo cittadino austriaco, con l’entrata in guerra dell’Italia si arruola nel nostro esercito, ma viene catturato dagli austriaci e giustiziato. Prima di morire ha gridato diverse volte “Viva l’Italia”.
Da moltissimi anni la targa di questo Piazzale nel nostro centro storico è mancante. Abbiamo segnalato questa carenza già dal 1997, ma nessuno ha provveduto ad acquistarla.
Avevamo anche indicato di utilizzare temporaneamente la targa che era stata ordinata nel lontano 1971, cioè 45 anni fa, ma in questo caso non essendo in marmo non la vogliono collocare. Peccato che dello stesso materiale sono tutti i numeri civici ed alcune targhe presenti.

Piazzale Nazario Sauro oggi

Piazzale Nazario Sauro

Il piazzale che dal lontano 1921 porta il nome della medaglia d’Oro al Valor Militare Nazario Sauro, un tempo si chiamava Pozzo del Comune, ma popolarmente da tutti gli anziani viene ancora chiamato “lo pozzo” o “pozzetto” per la presenza nel passato in questo piazzale di un pozzo pubblico di raccolta dell’acqua piovana.
Anche la via dedicata al partigiano di Potenza Picena Mariano Cutini avrebbe bisogno di altri cartelli con l’indicazione del nome ed anche in questo caso potrebbero utilizzare le tre targhe di cui il Comune già dispone. Stesso discorso per il Vico del Ponte a Galiziano.
In attesa che il Comune possa finalmente acquistare le targhe in marmo o in metallo per lo meno utilizzi quelle di cui ha il possesso da ben 45 anni. Bastano solo quattro buchi ed altrettante viti. Se non sono capaci, lo facciamo noi.

Motivazione ufficiale del conferimento della medaglia d’0ro al valor militare a Nazario Sauro:

«Dichiarata la guerra all’Austria, venne subito ad arruolarsi volontario sotto la nostra bandiera per dare il contributo del suo entusiasmo, della sua audacia ed abilità alla conquista della terra sulla quale era nato e che anelava a ricongiungersi all’Italia. Incurante del rischio al quale si esponeva, prese parte a numerose, ardite e difficili missioni navali di guerra, alla cui riuscita contribuì efficacemente con la conoscenza pratica dei luoghi e dimostrando sempre coraggio, animo intrepido e disprezzo del pericolo. Fatto prigioniero, conscio della sorte che ormai l’attendeva, serbò, fino all’ultimo, contegno meravigliosamente sereno, e col grido forte e ripetuto più volte dinnanzi al carnefice di «Viva l’Italia!» esalò l’anima nobilissima, dando impareggiabile esempio del più puro amor di Patria.»

Articoli correlati:

bruno-grandinetti manif-PROGRAMMA

terremoto_amatrice_fondi.jpg

stemma_catasto_rusticoPresso il nostro ricchissimo Archivio Storico Comunale di Via Trento, sistemato in questa struttura dal 1991 ed ordinato con cura e professionalità dal Dott. Roberto Domenichini, oggi Direttore dell’Archivio di Stato di Pesaro, è presente anche la raccolta di volumi del Dizionario di Erudizione Storico-Ecclesiatica, da Pietro sino ai nostri giorni, scritto dal Cav. Gaetano Moroni Romano, secondo aiutante di Camera di Sua Santità Pio IX, composto da n. 103 volumi.

Nel nostro caso purtroppo sono mancanti 4 di questi volumi, ma in particolare il volume XL, cioè il quarantesimo, dove al suo interno alla voce Monte Santo, c’è la storia della nostra città.

Gli altri volumi che attualmente mancano sono i numeri 39, 41 e 73. È un vero peccato comunque non avere il volume n° 40, quello che contiene l’interessante storia di Monte Santo, che sicuramente avrà fatto gola a chi nel passato ha avuto modo di consultarlo e farlo scomparire (purtroppo ad oggi nessuno ha denunciato alle autorità competenti la scomparsa di questi 4 volumi, come non è stata denunciata la scomparsa di tutti i volumi della collana dell’Abate Colucci delle Antichità Picene del sec. XVIII).

Raffigurazione di Monte Santo del 1773Nel caso del volume n. 40, molto importante per la storia della nostra comunità, sarebbe opportuno ricercarlo sul mercato dell’antiquariato ed acquistarlo anche per la sua importanza bibliografica. Comunque grazie alla cortesia ed alla disponibilità del nostro collaboratore Prof. Gianfranco Morgoni, siamo riusciti ad avere il testo che parla della storia di Monte Santo scaricando e poi impaginando la copia anastatica di Google Books. Leggendola l’abbiamo trovata molto interessante e degna di essere conosciuta da parte di tutti, proprio perché riteniamo il suo contenuto non solo utile agli storici e ricercatori ma anche importante per tutti i nostri concittadini che amano la città, la sua storia, cultura, tradizione civile e religiosa.

In questo libro del 1846 è presente ad esempio la dicitura Potenza Picena, riferita alla colonia romana di Potentia, che solo nel 1862, il 21 dicembre verrà utilizzata come nuovo nome della nostra città, cambiando quello di Monte Santo. Ci sono inoltre tantissime notizie e curiosità molto importanti.

Citiamo alcune di queste che ci hanno colpito. Il privilegio del Vescovo di Fermo Liberto del 1128 per la fondazione dalla Città di Monte Santo, il nome antico della nostra città, Monte Santo Stefano, cosi detta dalla chiesa matrice che si trovava nella piazza principale, abbattuta nel 1796, e da cui prese il nome di Monte Santo. In questo caso c’è anche il riferimento al patrono principale della nostra città, cioè il protomartire Santo Stefano, così come viene codificato chiaramente nello Statuto Comunale del Sec. XV. Oggi noi abbiamo perso questa memoria storica religiosa, non celebriamo più degnamente il nostro patrono principale, ci inventiamo nel 2015 una fiera a lui dedicata, mai ricordata nei secoli passati, cioè senza alcun riferimento storico. In pratica ciò che è storicamente accertato, cioè il patrono principale della nostra città lo dimentichiamo, mentre ci inventiamo ex-novo, con finalità commerciali, una fiera a lui dedicata.

img_0354

Copertina del primo volume del dizionario Storico-Ecclesiastico di Gaetano Morono del 1840. Foto di Elena Garbuglia.

Grazie alla disponibilità e competenza del Prof. Gianfranco Morgoni, che ha trascritto il lavoro del Moroni, oggi noi possiamo mettere a disposizione di tutti il testo integrale del 1846. È una straordinaria operazione di divulgazione storica mai tentata nel passato.

Si tenga conto infine che questo testo su Monte Santo del 1846 è stato scritto prima della storia di Carlo Cenerelli Campana che è del 1852, anzi in questo testo si fa spesso riferimento a quanto scritto in precedenza dal Moroni.

Documento allegato:

pdficon_large Moroni vol XL.pdf – La storia di Monte Santo secondo il Moroni.

Aricoli correlati:

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: