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A cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri

don-aldo-marinozziDopo aver ampiamente parlato dei parroci delle Parrocchie di San Gia­como Maggiore, Sant’Anna, Santo Stefano e San Giovanni Evangelista di Montecanepino, finalmente concludiamo con la Parrocchia di San Girio, grazie alla disponibilità di Don Aldo Marinozzi che ci ha fornito l’elenco dei parroci e degli economi spirituali che si sono avvicendati in questa Parrocchia.

La Parrocchia di San Girio a Potenza Picena è stata istituita il giorno 28/11/1739, cioè 280 anni fa, dall’Arcivescovo di Fermo, Mons. Alessan­dro Borgia, ed è quindi la più antica della nostra città, dopo quella di Santo Stefano. Il territorio di competenza di questa Parrocchia è pre­valentemente rurale e può contare sul Santuario di San Girio, chiesa le cui origini risalgono al sec. XVI e che è stata trasformata nel 1936, su disegno e progetto dell’architetto di Potenza Picena Eusebio Petetti e del canonico Marcello Manfroni, a tre navate, con il rifacimento della facciata e del campanile, quando parroco era don Enrico Acciarri di Cupramontana. Nel 1951 il Parroco don Elia Malintoppi di Falerone ha provveduto al rifacimento dell’abside ed alle deco­razioni interne, affidando l’incarico all’artista di Mombaroccio (PS) Ciro Pavisa (1890-1972). Nel 1875, parroco don Salvatore Osimani di Numana, si è provveduto al rifacimento della nuova canonica su progetto dell’ingegnere Francesco Temperini ed i lavori sono stati eseguiti dall’impresa Edile di Civitanova di Fioretti Pietro, per una spesa complessiva di Lire 3687,06. Altri interventi alla canonica ed alla Chiesa di San Girio nel 1921, parroco don Enrico Acciarri, per una spesa di Lire 27.991,86.

don elia malintoppiLa chiesa contiene al suo interno dal 1793 il qua­dro di San Girio del pittore Benedetto Biancolini, opera finanziata dal nostro Comune, dove troviamo un’antica raffigurazione di Monte Santo con

il Palazzo Municipale dove si può ancora notare il doppio loggiato. La parte superiore è stata chiusa dopo la costruzione del nostro Teatro Con­dominiale, inaugurato il giorno 27 Dicembre del 1862.

Don Francesco Campolungo. Parroco di San Girio dal 4-9-1938 al 39-10-1938.La Parrocchia e la chiesa sono dedicati a San Girio, compatrono della nostra città insieme a Santo Stefano, santo che è nato in Francia, a Lunello, nel 1274 e che è morto nella nostra città nel 1298. Il culto im­memorabile di San Girio fu approvato dal Pontefice Benedetto XIV il 1 agosto 1742. A Monte Santo dal 1377 il giorno 25 Maggio di ogni anno si svol­ge la festa di San Girio, insieme alla fiera, questa istituita il giorno 10/l/1606. A San Girio era tradizione, documentata fin dal 1876, parroco don Salvatore Osimani, fare durante la “terza festa di Pasqua”, il martedì dopo l’Angelo una processione a cui partecipavano tutte le confraternite di Potenza Picena, con il simulacro, la statua di San Vincenzo Ferreri, per la benedizione delle campagne. Dal 1652 abbiamo un cappellano nel Santuario di San Girio. I parroci che si sono alternati alla guida di questa Parrocchia ru­rale dal 1739 sono stati fino ad oggi 13, compreso l’attuale don Al­do Marinozzi, oltre che 13 economi spirituali.

Dal 1739 fino ad oggi i parroci e gli economi sono stati i seguenti:

    1.  – Don Felice Ciminari di Monte Santo dal 7/5/1740 al 16/10/1775
      Don Pietro Ciminari economo dal 16/10/1775 al 11/5/1776
    2. – Don Vittorio Panepesel dal 11/5/1776 al 2/9/1785
      Don Cristoforo Ruffini economo dal 2/9/1785 al 26/10/1785
    3.  – Don Marco Rodilossi dal 26/10/1785 al 14/2/1815
      Don Terenzio Pierandrei economo dal 14/2/1815 al 16/2/1816
    4.  – Don Giovanni Battista Compagnoni dal 16/1/1816 al 11/9/1826
      Don Giovanni Magner economo dal 11/9/1826 al 24/10/1826
    5.  – Don Francesco Quintili dal 24/10/1826 al 20/4/1842
      Don Filippo Quintili economo dal 20/4/1842 al 29/6/1843
    6. – Don Raffaele Baglioni dal 26/6/1843 al 25/6/1855
      Don Bernardino Scarcarelli economo dal 25/6/1855 al 4/6/1856
    7. – Don Salvatore Osimani di Numana dal 4/6/1856 al 15/9/1889
      Don Antonio Vecchi economo dal 15/9/1889 al 18/5/1890
    8. – Don Antonio Pierconti di Potenza Picena dal 18/5/1890 al 3/1/1917
      Don Fiorenzo Macarri economo dal 3/1/1917 al 15/12/1919
      Don Giuseppe Gironelli economo dal 15/12/1919 al l/l/1920
    9.  – Don Enrico Acciarri di Cupramarittima dal 1/1/1920 al 21/4/1938
      Don Marone Cesanelli economo dal 21/4/1938 al 4/9/1938
    10.  – Don Francesco Campolungo di Civitanova Marche dal 4/9/1938 al 30/10/1938
      Don Marone Cesanelli economo dal 30/10/1938 al 12/3/1939
    11.  – Don Roberto Remia di Grottazzolina dal 12/3/1939 al 6/5/1946
      Don Fernando Angelici economo dal 6/5/1946 al 8/9/1946
    12. – Don Elia Malintoppi di Falerone dal 8/9/1946 al 3/6/1979
    13. –  Don Aldo Marinozzi di Corridonia dal 18/10/1976 economo e parroco dal 3/7/1979

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cartolina via le rupia cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri

Durante la seconda guerra mondiale a Potenza Picena furono scavati due rifugi antiaerei, oggi chiusi. Un terzo rifugio fu ricavato in un tunnel già esistente, situato nelle zona della Cava, in prossimità della Fonte omonima. La decisione di costruirli fu adottata solo nel 1944, nel mese di gennaio, per poter garantire ai nostri concittadini un sicuro riparo in caso di bombardamento aereo. Il progetto di questi nuovi rifugi fu redatto dall’ingegnere comunale Raoul Moschini, mentre il Commissario Prefettizio era il maestro Renato De Angelis e furono completati nel mese di marzo 1944. Uno dei rifugi che tutti ricordano, in quanto da ragazzi ci si andava a giocare al suo interno, è sicuramente quello posto sotto il Pincio, il cui ingresso principale si trovava davanti alle Fontanelle, un tempo lavatoio pubblico ed oggi sede dell’Hockey Club di Potenza Picena, dove all’ingresso si trovava una cabina elettrica, oggi non più presente.

Questo rifugio era lungo in totale metri 81 (metri 30 + 20 + 31) ed il suo scavo è costato la somma di Lire 4.455. Aveva un ingresso principale e due diramazioni laterali, quella a sinistra sbucava davanti al Parco della Rimembranza mentre quella a destra sopra al locale che veniva utilizzato da Mario Scipioni “lo Callarà” per le sue lavorazioni in rame.

Percorso del rifugio di Via Le Rupi. ASCPP.

Pianta del rifugio di via Le Rupi

Il secondo rifugio, molto più esteso di quello del Pincio, chiamato di Via Le  Rupi, posto nella via omonima, vicino all’abitazione di Amicucci “Frogna”, di fronte al manufatto che serviva al cordaio Luigino Cittadini per la lavorazione delle corde; pochi se lo ricordano, in quanto è stato  subito chiuso ed era lungo metri 153 (41 + 43 + 39,20 + 10×3) ed aveva un’unica uscita posta sotto il Mercato delle Monache e per il suo scavo è stata spesa la somma di Lire 7.660. I due rifugi scavati ex novo dagli operai incaricati dal nostro comune avevano una larghezza all’ingresso di metri 1,30 ed un’altezza di metri 1,90.

Un terzo rifugio, chiamato della Cava, fu ricavato utilizzando un tunnel già esistente che si trovava sopra la zona della   Cava, vicino alla Fonte omonima. In questo caso non sappiamo la lunghezza di questo rifugio, mentre per il suo utilizzo furono eseguiti dei lavori di consolidamento edilizio, come archi e muri. Infatti furono eseguiti n. 8 archi in muratura di sostegno al voltone a sesto intero con pilastri da 30 centimetri, un muro di chiusura a spessore di cm 30 in fondo ad una galleria ed infine un muro di sostegno ad una svolta di incrocio di una galleria, per una spesa di Lire 1.960. Questa galleria dopo la guerra è stata sepolta sotto la scarpata, che è stata utilizzata dalla nostra comunità come discarica pubblica e Severino Donati, in un suo racconto, ne parla ampiamente (nel volume “Galazzà e dintorni” del 2006). Nel racconto, a pagina 43 “la Cà”, dice che questa grotta addirittura arrivava fino in Piazza Matteotti, all’interno della cisterna, chiamata “Neara”, che si trova davanti al Palazzo comunale.

Le somme necessarie per lo scavo dei rifugi di Potenza Picena furono raccolte tra i nostri concittadini possidenti terrieri, che versarono Lire 20 per ogni ettaro di terreno posseduto. Inoltre i mattoni necessari per i lavori al rifugio della Cava furono trasportati dal carrettiere Umberto Melatini, mentre la stigliatura (levigatura) dei picconi utilizzati per lo scavo dei rifugi fu fatta da Bartoli Angelo (Angiolì) e Domenichini.

Percorso del rifugio del Pincio. ASCPP.

Pianta del rifugio del Pincio

Per concludere, anche un gruppo di nostri concittadini, Giuseppe Natali, Enrico Valentini e Domenico Rinaldelli avevano chiesto al nostro Comune di poter ricavare a loro spese un rifugio nella grotta della “Neara”, la Neviera, che si trovava sotto al Parco della Rimembranza ed il cui ingresso era nella scarpata sottostante. Di questa neviera ne ha parlato molto dettagliatamente Luca Carestia in un articolo pubblicato nel nostro blog.

Nel nostro ricchissimo archivio storico comunale di Via Trento abbiamo inoltre trovato anche i disegni abbozzati dei percorsi dei rifugi sia del Pincio che di quello di Via Le Rupi, e sono dei documenti veramente eccezionali che facciamo conoscere a tutti per la prima volta.

Inoltre, grazie ad una foto di Bruno Grandinetti, utilizzata per una rara cartolina, facciamo conoscere l’ingresso del rifugio di Via Le Rupi, oggi completamente coperto ed irriconoscibile, come si presentava all’esterno nel 1953, dopo una nevicata.

pdficon_large la ca.pdf di Severino Donati – Estratto dal libro “Galazzà e dintorni” 2006

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Porta San Giovanni Prima della demolizione. Foto Bruno Grandinetti.

A cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri

Il centro storico di Potenza Picena (Monte Santo fino al 21 dicembre 1862), era circondato da mura castellane ed aveva 4 porte di accesso, dislocate nei 4 quartieri della nostra città.

Quella principale si chiamava Porta Girola o Marina e si trovava nel quartiere di san Paolo ed è stata demolita nel 1950, posta vicino alla chiesa della Madonna della Neve, quella di San Giovanni, nell’omo­nimo quartiere, posta vicino alla chiesa della Madonna delle Grazie, demolita nel 1956, quella meno conosciuta del Cunicolo (anticamente Conicchiaro) o della Cava, posta vicino alla Fonte della Cava nel quartiere di San Angelo, di cui si hanno notizie documentali solo in una mappa del 1817 e resta oggi un pezzo del muro nei pressi delle Fontanelle, ed infine l’unica che è rimasta ancora oggi integra, quella di Galiziano, posta nel quartiere di San Pietro, vicino alla chiesa della Madonna delle Lagrime o del Pianto. Questa chiesetta è stata demolita nel 1961 per allargare la strada provinciale, mentre la Porta di Galiziano è stata isolata nel I960 dalla cinta muraria. La Porta di Galiziano è stata poi restaurata solo nel 1999, ed inaugurata il giorno 9 Giugno 1999.

In questo articolo vogliamo parlare della demolizione della Porta di San Giovanni avvenuta nel 1956 e dell’ampliamento dell’ingresso al paese.

Il Consiglio Comunale di Potenza Picena del giorno 29/3/1953, con voto unanime, Sindaco il maestro Lionello Bianchini, aveva approvato il progetto di ampliamento e sistemazione della Porta San Giovanni, redatto dall’ingegnere comunale Raoul Moschini, con la conseguente demolizione del manufatto antico, con la seguente motivazione “Da tempo si risente la necessità di ampliare e sistemare convenientemente la Porta San Giovanni di accesso al Capoluogo di Potenza Picena, necessità maggiormente posta in evidenza dalla circostanza che il Capoluogo è provvisto di un solo accesso per i veicoli” (quello di Porta Girola o Marina). I lavori di demolizione della Porta San Giovanni e di ampliamento dell’ingresso sono stati eseguiti dall’impresa edile dell’ing. Raoul Moschini e del figlio Bruno solo nel 1956, dopo aver vinto la gara d’appalto dei lavori con un ribasso del 0,01%, mentre l’altra impresa partecipante, quella di Scataglini Ferdinando, aveva presentato un’offerta maggiorata del 2%. Il costo complessivo dei lavori di demolizione dell’antica Porta e di ampliamento dell’ingresso al paese è stato di Lire 2.413.600, ed i lavori sono stati collaudati dall’ingegnere romano Giuseppe Ferranti. Le origini di questa Porta sono molto antiche e solo il Civalli nel 1597 nella sua visita triennale alla nostra città parla di questo manufatto e cita la presenza in un arco di una lapide con la data 1200 (MCC). E’ documentato un intervento di restauro alla Porta San Giovanni nel 1894.

Interno Porta San Giovanni prima della demolizione. Foto Bruno Grandinetti.

Nel locale che si trovava sotto la Porta San Giovanni il cordaio di Potenza Picena Cittadini Cittadino e suo figlio Luigino tenevano la loro attrezzatura di lavoro per poter fare le corde lungo la Circonvallazione Le Grazie. Appena oltrepassata Porta San Giovanni si trovava una cantina caratteristica, gestita da Amelia Fontinovo, “la frajentina”, moglie di Ernesto Ronconi. Poco distante c’era anche una antica fontanella per l’acqua, oggi purtroppo sostituita da un manufatto moderno. Abbiamo voluto far conoscere la storia della demolizione di Porta San Giovanni, dopo che padre Gabriele Lazzarini ci ha gentilmente messo a disposizione delle foto scattate da Bruno Grandinetti sia della Porta prima dell’abbattimento, che di quelle del 1956 mentre la stavano demolendo, foto appartenute al prof. Giuseppe Asciutti, per non perdere la memoria collettiva di questa parte antica della nostra città, da poter trasmettere ai più giovani.

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06°_DSC6369Potenza Picena possiede uno strumento musicale quasi unico nel suo genere in Europa. Si tratta di un organo da sala costruito da Giovanni Fedeli nel 1757, che è stato ottimamente restaurato nel 2007 da Michel Formentelli, ed inaugurato il giorno 8 dicembre di quell’anno, e che si trova all’interno dell’Auditorium “Ferdinando Scarfiotti”, nella ex chiesa di Sant’Agostino. Il restauro complessivamente è costato Euro 53.217 + IVA.

Dal giorno della sua inaugurazione, dopo il lungo restauro, è stato fatto suonare poche volte, ed addirittura negli ultimi 5 anni quasi mai, solo 3 volte. È stato fermo anche per la chiusura forzata della nostra struttura dopo la forte scossa di terremoto del giorno 30/10/2016. La struttura è stata riaperta solo il giorno 22 settembre 2018.

Gli organizzatori del XIII° Festival Internazionale “Terra d’organi antichi” di Camerino nel 2018 ha scelto di fare un concerto anche a Potenza Picena, facendo suonare insieme al nostro organo, un pianoforte. Ai due strumenti i maestri Maurizio Maffezzoli (organo) e Alberto Napolioni (pianoforte).

Il concerto di Potenza Picena, l’ultimo del Festival, si è tenuto il giorno venerdì 14 Dicembre 2018 alle ore 21,15.

È stata una serata molto poco partecipata (erano presenti solo 12 spettatori), ma straordinaria da un punto di vista musicale, avendo la possibilità per la prima volta di poter ascoltare insieme sia l’organo Fedeli che il pianoforte. In particolare è stata una grandissima emozione ascoltare le melodie particolari del nostro organo da sala, con il suono unico dell’usignolo, le zampogne che fanno di questo strumento antico una vera orchestra strumentale straordinaria.

Abbiamo anche avuto l’opportunità di ascoltare all’organo un pezzo di un nostro concittadino, il musicista Antonio Maria Costantini (1787-1854) “Pastorale in Do”.

11°_DSC6307Lo strumento, dopo il lavoro di ripulitura effettuato da Michel Formentelli nei giorni precedenti al concerto, che sono stati anche molto costosi per il lungo periodo di fermo dello strumento (hanno dovuto ripulire una ad una le canne dell’organo, dove al loro interno oltre che la polvere si era depositata anche la muffa), dovrebbe essere con molta più frequenza fatto suonare di fronte ad un numeroso pubblico, perché lo strumento merita di essere ascoltato da tutti, in quanto veramente eccezionale ed unico nel suo genere.

L’organo da sala Giovanni Fedeli del 1757, insieme all’organo da chiesa di Pietro Bazzani del 1848 della Collegiata di Santo Stefano, anche questo restaurato da Michel Formentelli, dovrebbero essere suonati insieme nel contesto di una stagione organistica, da organizzarsi a Potenza Picena, seguendo l’esempio di quella che fanno da diversi anni a San Elpidio A Mare (fm).

Inoltre nell’ambito della stagione teatrale, dovrebbe essere riservata una serata per un concerto d’organo Fedeli, come accadeva qualche anno fa ed esperienza non più ripetuta.

Anche nell’ambito del Mugellini Festival che si tiene a Potenza Picena dal 2016, questo straordinario strumento del 1757 dovrebbe essere fatto suonare insieme al pianoforte, come è successo il giorno 14 Dicembre 2018.

Per concludere anche tutte le Associazioni locali che si occupano in qualche modo di musica, compresi gli “Amici della Musica”, dovrebbero utilizzare questo strumento di Sant’Agostino per organizzare dei concerti. In questo modo nell’arco di ogni anno l’organo da sala Giovanni Fedeli potremmo avere la possibilità di ascoltarlo molto più spesso e godere delle sue straordinarie armonie.

08°_DSC6306Inoltre dovremmo comunque dedicare un concerto d’organo al Dott. Fabio Quarchioni di Macerata, organologo morto il giorno 27/6/2017, che insieme al prof. Paolo Peretti ha scoperto nel 1997 dietro alla canna centrale dell’organo la firma del costruttore e l’anno di costruzione, cioè “Giò Fedeli 1757”. Inoltre, sempre insieme al prof. Paolo Peretti, ha condotto uno studio sulla vita musicale a Potenza Picena, parlando della Banda Cittadina, della corale Santo Stefano, degli organi e dei musicisti di Potenza Picena che ci sono stati nel corso dei secoli.

Sergio Ceccotti con le sue foto ha immortalato questa serata che vogliamo ricordare e farla conoscere a tutti.

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Piazzale Nazario Sauro oggi

Piazzale Nazario Sauro oggi

A cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri

Nel nostro Centro Storico c’è una zona del paese che veniva chiamata Pozzo del Comune, oggi Piazzale Nazario Sauro.

Tutti popolarmente ricordano questa zona del nostro centro storico con il nome di “Pozzetto” o “Lo pozzo”.

Perché questo nome particolare? C’era in questo quartiere popolare del nostro centro storico un pozzo di raccolta delle acque piovane, profondo metri 12,50, compresi metri 4,50 di acqua. Anche un’altra zona poco distante portava un nome particolare, “Pozzo della Farina”, l’attuale Via Piave.

Nel nostro ricchissimo archivio storico comunale di Via Trento nel libro delle adunanze e delle delibere del consiglio comunale del giorno 19/4/1872, ed in quello della Giunta Municipale del 15/3/1872, il giorno 11 Marzo 1872 viene ricordato un episodio che ha visto un giovane locale salvare dal sicuro annegamento un anziano.

Erano presenti al fatto, avvenuto alle ore 7,30 del mattino, Giuseppa Camilletti e Giovanni Luzi detto il “poeta”.

L’anziano di nome Cesare Micucci di 68 anni, pensionato che un tempo svolgeva il compito di guardiano delle nostre carceri, era caduto accidentalmente all’interno del pozzo del comune e stava rischiando di annegare. Un giovane di Potenza Picena dell’età di 21 anni, Ferdinando Percossi, dopo 30 minuti è sceso nel pozzo con una lunga scala e lo ha salvato da sicura morte, portandolo fuori a spalla.

Il nostro comune per questo suo nobile gesto eroico lo ha voluto premiare. Ferdinando Percossi era un giovane canepino nato il giorno 4/5/1851 da Domenico e da Gonelli Paola ed abitava in contrada S. Antonio, l’attuale Via Tripoli, quindi poco distante dal pozzo del comune.

Nazario Sauro

Nazario Sauro

L’uomo che lui ha salvato dalla sicura morte Cesare Micucci era originario di Panicale (Pg), che all’età di 3 anni aveva avuto un tocco di apoplessia. Viveva nella nostra città in contrada San Sisto con la moglie Livio Carolina, cieca, e la figlia Filomena. Morirà poi il 18/9/1872.

Abbiamo voluto ricordare questo straordinario avvenimento a distanza di 147 anni perché ci è sembrato giusto rendere un doveroso omaggio al coraggio di questo giovane canepino.

 

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Planimetria del Centro Storico di Potenza Picena di Fine Ottocento

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Locandina della mostra


A cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri

Una delle feste più tradizionali ed originali che si svolgevano a Potenza Picena nel passato è stata sicuramente la Sagra dei piselli, manifestazio­ne che si è tenuta per sei anni consecutivi dal 1959 al 1964, la prima do­menica di Maggio in un solo giorno, organizzata dalla Pro Potenza Picena, dal Comune di Potenza Picena, dal dopolavoro Enal e dell’Ente Provinciale per il Turismo.

Era l’occasione per celebrare uno dei prodotti più importanti del nostro territorio, appunto il pisello nostrale rampicante (pisum sativum), che veniva coltivato particolarmente in grandi estensioni di terreno collinare nelle loca­lità di Montecanepino, Mortolo, Monte Maggio, Monte Cucco, S. Paterniano e Castelletta.

Potenza Picena, insieme ai comuni di Fermo, Civitanova, S. Elpidio a Mare, Porto S. Giorgio, Altidona, Lapedona, Pedaso, Campofilone, Massignano, Grottammare e S. Benedetto del Tronto, era uno dei maggiori produttori marchigiani di piselli.

Il pisello nelle nostre campagne era coltivato in particolare nei territori rivolti a Sud, dove c’erano terreni leggeri, sabbiosi, brecciosi, che si riscaldavano presto, riparati dai venti.

I piselli che si coltivavano a Potenza Picena avevano acini molto piccoli, dolci, adatti alla alimentazione umana.

La Pro Potenza Picena (l’attuale Pro-Loco) nel 1959, Presidente il M° Ed­gardo Latini, credo unica in tutta le Marche, insieme al Comune di Potenza Picena, guidato dal Sindaco Prof. Lionello Bianchini, ebbe l’intuizione di organiz­zare una Sagra per celebrare questo prodotto squisito della nostra terra, con sfilata di carri, la presenza dei nostri tradizionali birocci trainati da buoi, l’intervento di gruppi folcloristici marchigiani, gare di saltarello, elezione di miss Primavera e miss “pisellina”. Inoltre negli stand allestiti in Piazza Matteotti venivano anche offerti i piselli cotti con la barbaglia, in porchetta e pancetta. Non potevano man­care naturalmente i vini locali offerti dalla Cantina dei Colli Potentini (l’attuale Cantina Montesanto).

Locandina della III edizione delle sagra dei piselli 1961

II Fotoclub di Potenza Picena, all’epoca diretto dal Presidente Enzo Romagnoli, ha restaurato le foto di Bruno Grandinetti riguardanti le sei edizioni della Sagra dei piselli ed ha allestito una bellissima mostra che si doveva svolgere presso il Pincio, ma che per motivi tecnici è stata spostata presso i locali della Sala “Umberto Boccabianca” in Via Trento n° 1, e si è tenuta nei giorni 3-4-5 Agosto 2012, riscuotendo un grande successo di pubblico. Sono state esposte n° 43 foto delle sei edizioni dal 1959 al 1964. Per consentire a tutti i cittadini che non hanno avuto la possibilità di vi­sitare la mostra e a coloro che vivono lontani da Potenza Picena, ma man­tengono forti legami con la loro città di origine, il Fotoclub di Potenza Picena ci ha consentito di pubblicare in esclusiva sul nostro blog tutte le immagini esposte nella mostra.

In questo modo anche chi vive lontano da Potenza Picena potrà godersi la bellezza di queste straordinarie immagini di Bruno Grandinetti.

Stornello dedicato alla Sagra dei Piselli di Potenza Picena

Potenza Picena, Sagra dei Piselli (1959-1964) foto Archivio Storico Comunale della Fototeca “Bruno Grandinetti”. Restauro effettuato dal Fotoclub di Potenza Picena, custode e responsabile della struttura www.fcpp.it

A cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri

Francesco Margaritini. ASCPP

Francesco Margaritini

La locale sezione del Partito Comunista Italiano di Potenza Picena è stata intitolata da sempre a Francesco Margaritini.

Ma chi era questo personaggio?

Era nato a Potenza Picena il giorno 1/10/1892 in via S. Croce n° 389 da Giambattista e da Maria Carestia ed aveva un altro fratello Stanislao (Giulio), più grande di lui. La madre Maria Carestia era la figlia di Emidio, quindi sorella di Augusto e di Antonio.

Francesco Margaritini aveva frequentato la scuola elementare locale, solo la prima e la seconda classe, con il maestro Anfolzo Anfolzi e tra i suoi compagni di classe troviamo nell’anno scolastico 1900/1901 il futuro maestro di musica Arturo Clementoni, Simonacci Abele, il padre dello on. Marcello Simonacci di Recanati, Riccobelli Attilio di Giuliano, Percossi Roberto, Percossi Guido, Mazzarella Virgilio, Belluccini Alfredo (lo sifonà) e Grandinetti Leone.

Ha partecipato alla prima guerra mondiale come caporale zappatore, fante nella zona di Gorizia ed è stato insignito della medaglia al merito di guerra. Ha lavorato come fornaciaio presso la fornace Antonelli, come il fratello Stanislao.

Aveva sposato il giorno 20/7/1914, prima di partire per la guerra, la sig.ra Cleta Pupitti e dal loro matrimonio è nato il giorno 6/5/1928 Giambattista (Giovanni) Margaritini. È anche emigrato in Argentina a La Plata, come fornaciaio, negli anni Trenta del Novecento.

Da sempre antifascita, dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, organizza a Potenza Picena la cellula del Partito comunista Italiano, iscrivendosi il giorno 1 Novembre del 1943. Con lui troviamo Antonio Carestia, suo cugino, che sarà poi sindaco di Potenza Picena dal 1946 fino al 1951, Giuseppe Pastocchi, Edmondo Pastocchi, Severino Donati, Secondo Torregiani (Secondo lo ritrattista), Nazzareno Patacconi, Giuseppe Persichini, Bonaventura Granati, Cutini Mariano, Scipioni Mariano e Giuseppe Carota. Faceva parte del locale GAP che ha accolto trionfalmente il giorno 30 giugno del 1944 i soldati polacchi del Reggimento Skorpion al comando del colonnello Ignacy Kowalczewski, anche se questi non hanno gradito le loro bandiere rosse. Durante la presenza dei soldati polacchi a Potenza Picena in Via Tripoli, dove Francesco Margaritini abitava con la sua famiglia, il giorno 29 Aprile del 1945 è intervenuto per difendere una donna dalle molestie di un soldato polacco ubriaco. L’epilogo di questa drammatica vicenda è stata l’uccisione del soldato polacco, colpito da una coltellata dal fornaciaio Francesco Margaritini, a sua volta colpito dalla pistola del polacco. I soldati polacchi hanno sempre avuto con la popolazione di Potenza Picena un buon rapporto, ed infatti dopo la fine della guerra molti di loro, ben 33, si sono sposati con ragazze del posto, ma ci sono stati anche alcuni episodi sgradevoli, come quello del giorno 29/4/1945, dove hanno trovato la morte sia il soldato polacco, di cui non siamo riusciti a sapere il suo nome, che il nostro concittadino, Francesco Margaritini, intervenuto per difendere una donna.

Maria Teresa Granati nel 1959 a Potenza Picena alla Festa dell'Unità.

Maria Teresa Granati

I soldati polacchi del battaglione Skorpion a Potenza Picena inoltre vengono anche ricordati per aver costruito il nuovo campo sportivo, inaugurato il giorno 10/6/1946, con un incontro di calcio tra una rappresentativa di giovani locali ed una squadra di soldati polacchi. L’incontro è finito 8 a 1 per i polacchi, con il goal della bandiera segnato per il Potenza Picena da Antonio Bernacchia e tra i giocatori del Potenza Picena troviamo anche Mario Zucchini, che poi proseguirà la sua carriera agonistica fino a giocare con l’Anconitata in serie B.

 

Dopo la morte di Francesco Margaritini i suoi compagni di cellula, in particolare il cugino Antonio Carestia, hanno voluto ricordarlo intitolandogli la locale sezione, dove sul pavimento ancora oggi spicca un vero capolavoro artistico ed artigianale, la bandiera del Partito Comunista Italiano, lavoro eseguito dai muratori locali, Giuseppe Carota ed Arturo (Adelmo) Granati.

In questa sezione sono cresciuti tra gli altri Romualdo Clementoni, nato il 2/8/1927 e morto il 30/7/1986, che nel 1970 verrà eletto consigliere regionale delle Marche per il PCI di Macerata, carica che ricoprirà fino al 1980, e Maria Teresa Granati nata il 30/9/1937, che nel 1976 verrà eletta a Modena Deputata del PCI, carica che ricoprirà fino 1979 e che nel 1964 a Potenza Picena è stata la prima donna eletta nel nostro consiglio comunale, Sindaco Rolando Simonetti.

Romualdo Clementoni secondo da dx seduto. ASCPP

Romualdo Clementoni

Quindi da questa sezione sono usciti il primo Consigliere Regionale ed il primo deputato al parlamento, nati a Potenza Picena, Romualdo Clementoni e Maria Teresa Granati. Successivamente Potenza Picena ha avuto come Consigliere Regionale Francesco Acquaroli, come senatore Mario Morgoni e che oggi sono membri della Camera dei Deputati.

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