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A cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri.

Edificio ex lavatoio oggi Hochey Club House

Oltre 90 anni fa, nel 1928, veniva costruito il lavatoio pubblico in Via Le Rupi, oggi Lodovico Scarfiotti, nel nostro centro storico, utilizzando l’acqua del nuovo acquedotto comunale.

La necessità di costruire il nuovo lavatoio pubblico rispondeva ad un’esigenza di carattere igienico-sanitaria.

Le nostre vergare, prima della costruzione del nuovo lavatoio nel nostro centro storico, ma anche dopo, erano solite lavare i loro panni presso le fonti pubbliche di Galiziano e della Concia, attrezzate allo scopo.

In quel periodo a Potenza Picena il Podestà del nostro comune era l’avvocato Paolo Scarfiotti, figlio di Lodovico Scarfiotti, tra i fondatori, insieme agli Agnelli, della Fiat di Torino e titolare del Cementificio di Porto Recanati.

Giovanni Monsù. ASCPP.

L’area dove si costruiva il nuovo lavatoio pubblico era comunale e si era previsto di costruirlo attaccato al fabbricato di proprietà del sig. Giovanni Chiatti, facocchio locale, cioè costruttore di birocci. L’accordo che fu trovato tra il nostro comune ed il sig. Chiatti prevedeva la possibilità per il nostro ente di costruire il fabbricato attaccato all’abitazione del sig. Chiatti, consentendo a quest’ultimo di poter aprire sopra il tetto della struttura due finestre. Inoltre al Chiatti si concedeva gratuitamente lo spazio davanti alla sua abitazione, derivante dallo scarico pubblico, solo per deposito.

Il progetto del nuovo lavatoio pubblico venne redatto dal nostro ufficio tecnico comunale, diretto all’epoca dal geometra Raoul Moschini ed i lavori edili eseguiti dall’Impresa Clementoni Pasquale e Giovanni Monsù di Potenza Picena, per una spesa complessiva di lire 8.719,45, lavoro assegnato a trattativa privata.

L’uso di questo lavatoio pubblico andò avanti per molti anni, fino agli inizi degli anni sessanta, poi con l’avvento delle nuove tecnologie cadde in disuso.

Nel 1965, grazie all’iniziativa della locale Pro-Loco di Potenza Picena, fondata ufficialmente in quell’anno, il cui Presidente era il maestro Edgardo Latini, la struttura venne trasformata in un locale tipico “Le Fontanelle”, gestito inizialmente dal sig. Aldo Linardelli. Il nome derivava dalla presenza al suo interno di tante fontanelle d’acqua, con piano utile per il lavaggio dei panni. Il locale tipico, che poteva disporre anche di due gance di bocce, veniva aperto solo nel periodo estivo e andò avanti per molti anni, fino agli inizi degli anni novanta, quando l’ultima persona che lo gestì fu la sig.na Francesca Di Salvatore.

Pasquale Clementoni capostipite della famiglia. Foto Fam. Clementoni,

Vicino a questo locale, sul prato, venne collocata nel 1961 una fontana in cemento, oggi ancora presente e funzionante, opera degli allievi della Scuola d’Arte “Ambrogio della Robbia” di Potenza Picena, guidati dal prof. Giuseppe Asciutti. Tra i ragazzi che lavorarono a questa fontana vogliamo ricordare Nazzareno Girotti, Elio Melatini, Antonio Mancini, Claudio Linardelli.

Maestoso in altezza il secolare pino che si trova sul prato davanti al fabbricato, con una circonferenza del tronco alla base di metri 2,70.

Sotto la scarpata delle Fontanelle sono ancora oggi visibili porzioni dell’antica cinta muraria medievale di Monte Santo. Vicino si trovava la Porta del Cunicolo o della Cava di ingresso alla nostra città, la quarta, dopo quelle di Galiziano, San Giovanni e Girola o Marina.

Oggi la struttura di Via Lodovico Scarfiotti è la sede della Casa dell’Hockey di Potenza Picena.

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A cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri.

Concerto vocale e istrumentale del 1921. ASCPP

Tra le tante iniziative organizzate dopo la fine della prima guerra mondiale a favore degli orfani di guerra di Potenza Picena, ci piace ricordare il gran concerto vocale e istrumentale diretto dalla prof.ssa Olga Urbani Vietti di Roma che si è tenuto il giorno 27 agosto 1921, cioè quasi 100 anni fa, all’interno del Teatro condominiale di Potenza Picena.

Potenza Picena ha avuto 117 caduti durante la prima guerra mondiale, che sono ricordati sulla lapide collocata alla base della Torre Civica di Piazza Giacomo Matteotti.

Tra questi caduti troviamo anche 6 soldati che hanno lasciato orfani di guerra.

Si ricordano Severino e Rosa Donati, figli di Sante, Attilio ed Antonio Marabini, figli di Giuseppe, Elisa, Domenico, Maria e Luigi Gironelli, figli di Giuseppe, Anna ed Orlanda Carlocchia, figlie di Nazzareno, Romelia e Luigi Fanelli, figli di Dario ed infine Maria ed Ubalda Spinaci, figlie di Giuseppe.

Promosso da un comitato locale, composto dal prof. Alessandro Baldoni, Benedetto Orselli ed Alberto Pasqualetti, durante il concerto si è esibita la professoressa Olga Urbani Vietti suonando il pianoforte messo a disposizione dal maestro Filippo Garagnani, Direttore della locale Banda Cittadina. Hanno cantato il soprano sig.ra Barberi ed il baritono sig. Giustini. Sono state eseguite opere di Giuseppe Verdi (La Traviata, Ernani, La Forza del destino e Rigoletto), di Mascagni (Cavalleria Rusticana) e di Leoncavallo (Pagliacci).

Il trattenimento si è concluso con alcune canzonette eseguite dall’artista Sario Marri.

Tenuto conto delle finalità benefiche dell’evento, tutti gli artisti hanno operato a livello gratuito, ad eccezione del rimborso di spese di viaggio e vitto per il baritono Giustini e la vettura del canzonettiere Sario Marri.

All’evento benefico sono intervenute tantissime persone, per un totale di n.231 partecipanti ed il ricavato, da destinarsi agli orfani di guerra di Potenza Picena, è stato notevole per l’epoca, pari a lire 334,20 (tolte le spese pari a lire 127,80).

All’interno del nostro ricchissimo archivio storico comunale abbiamo anche ritrovato la locandina originale di tale straordinario evento, che oggi mettiamo a disposizione dei nostri affezionati lettori.

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A cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri.

A Potenza Picena esiste una straordinaria collezione di macchine per cucire creata e custodita con amore e passione da Guglielmo Percossi in Viale Trieste.

Guglielmo Perocossi con la sua collezione di macchine per cucire Necchi e non solo. Foto di Sergio Ceccotti.

Ci sono ben 17 macchine per cucire Necchi che risalgono ad un periodo compreso tra gli anni Venti e gli anni Sessanta del Novecento, tutte funzionanti, grazie alla bravura di Guglielmo. E’ una delle più importanti collezioni di macchine per cucire Necchi d’Italia, all’interno della quale troviamo anche un modello rarissimo, prodotta dalla ditta di Pavia in pochi esemplari.

Si tratta del modello RZZ del 1932 appartenuta alla zia di Guglielmo, la signora Valfrida Percossi, sorella del padre Elio Dante.

Inoltre ci sono anche macchine da cucire Singer (2), William (1), e Butterfly (1), questi tre marchi degli Stati Uniti, Muller (1) della Germania e Borletti (1) dell’Italia.

Le ultime acquisizioni di Guglielmo Percossi, nel 2018, sono tre antiche macchine per cucire della fine dell’Ottocento di fabbricazione tedesca, appartenute alle suore Clarisse di Via Marefoschi. Queste tre macchine, quando sono state ritirate, non erano funzionanti ed oggi grazie all’impegno ed alla capacità professionale di Guglielmo sono anche queste in perfette condizioni.

La collezione completa di Guglielmo è oggi composta da 26 macchine.

La collezione di macchine per cucire Necchi e non solo di Guglielmo Percossi. Foto di Sergio Ceccotti.

La passione di Guglielmo per le macchine Necchi nasce dal fatto che il padre Elio Dante Percossi nel dopoguerra a Potenza Picena era riuscito ad avere la rappresentanza della ditta Necchi di Pavia e ne curava la vendita e la manutenzione. Aveva aperto anche delle filiali a Porto Potenza Picena, Montelupone e Recanati. Curava ed organizzava anche corsi per ragazze per l’uso delle macchine da cucire, oltre che di cucito, taglio e ricamo.

Presso l’archivio storico comunale di Via Trento abbiamo anche trovato un catalogo originale delle macchine per cucire Necchi degli anni Trenta del Novecento, anche questo rarissimo, che facciamo conoscere per l’occasione.

La collezione di macchine per cucire Necchi e non solo di Guglielmo Percossi. Foto di Sergio Ceccotti.

La Necchi è un’antica azienda del settore siderurgico fondata a Pavia nel 1835 da Ambrogio Necchi.

Solo nel 1919, dopo la fine della prima guerra mondiale, il figlio di Ambrogio Necchi, Vittorio, ha iniziato la produzione di macchine per cucire modello BD, azionate a mano.

Le bellissime foto di Sergio Ceccotti consentono di far conoscere oggi a tutti i nostri affezionati lettori questo straordinario e raro patrimonio di Guglielmo Percossi.

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A cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri.

Padre Michele alla Festa di Santo Stefano patrono di Potenza Picena e della Parrocchia 2018. Foto di Elisa Cartuccia

Tre anni fa, il giorno 15 ottobre 2017 salutavamo l’arrivo a Potenza Picena del nuovo parroco della Parrocchia dei Santi Stefano e Giacomo, padre Michele Ardò, pugliese, di Manfredonia, giunto da Terni, in Umbria e appartenente all’ordine dei Frati Minori.

Prendeva il posto di don Andrea Bezzini, trasferito alla Parrocchia di San Lorenzo Martire a Montecosaro.

Insieme a Padre Michele sono giunti anche altri due frati minori, padre Lorenzo Turchi di Potenza Picena, come vice-parroco e padre Gabriele Lazzarini di Monteprandone, la città di San Giacomo della Marca.

Il giorno mercoledì 30 settembre 2020 siamo venuti a conoscenza direttamente da padre Michele Ardò che la comunità francescana umbra, da cui egli dipende, aveva deciso il suo trasferimento in Sardegna.

Per tutti è stata una notizia inaspettata, sconcertante, inspiegabile.

La comunità parrocchiale di Potenza Picena ha accolto la scelta di trasferire padre Michele con stupore, non giustificandola. Non si può lasciare una Parrocchia dopo soli tre anni quando si è intrapreso positivamente un percorso pastorale e comunitario che stava dando positivi risultati.

Padre Lorenzo Turchi e Padre Michele Ardò. Terza Festa Patronale di S. Stefano a Potenza Picena. Foto di Elisa Cartuccia

La nostra città in questi tre anni di guida da parte di padre Michele ha vissuto un’intensa vita pastorale comunitaria, piena di tante iniziative, non solo religiose, ma anche culturali.

Appena arrivato a Potenza Picena ha saputo riproporre, dopo 150 anni, la Festa di Santo Stefano il giorno 3 agosto, ”Invenzione di Santo Stefano” cioè la festa che ricorda il ritrovamento del suo corpo. Santo Stefano è il titolare della Parrocchia, insieme a San Giacomo Maggiore e Patrono principale della città di Potenza Picena.

Meravigliosa la prima festa di Santo Stefano del 2018, seguita con successo da quella del 2019 ed arrivata, quest’anno, alla terza edizione, conclusa da poco e svolta nonostante le restrizioni del Covid-19.

Inoltre ci piace ricordare anche le due ultime iniziative del 2020 messe in campo dalla Parrocchia, queste di carattere storico-religioso-artistico e fotografico:

La prima, la mostra degli ex voto del Santuario della Madonna delle Grazie di Potenza Picena, esposti nel contesto della Fototeca Comunale “Bruno Grandinetti”, nella ex chiesa di Santa Caterina d’Alessandria , dal 1 agosto 2020 fino al 16 agosto 2020.

Il vescovo Mons. Rocco Pennacchio insieme a Padre Michele Ardò. Terza Festa Patronale di S. Stefano a Potenza Picena. Foto di Elisa Cartuccia

La seconda, la mostra fotografica sui 100 anni di Karol Wojtyla “Cento anni con Karol”, che si sta svolgendo in questi giorni, inaugurata il giorno sabato 3 ottobre  2020 e che proseguirà fino al giorno 1 novembre 2020, sempre all’interno dei locali della Fototeca Comunale.

Queste due iniziative sono state condivise con il locale Fotoclub.

Padre Michele Ardò lascerà Potenza Picena il giorno mercoledì 21 ottobre 2020 per andare in Sardegna, obbedendo ad una decisione della comunità francescana.

Noi lo salutiamo affettuosamente.

Ci mancherai Padre Michele.

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A cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri.

Adriano Andreani. Foto Famiglia Andreani.

Negli anni Cinquanta ha operato a Potenza Picena un altro fotografo, oltre a Bruno Grandinetti.

Si tratta di Adriano Andreani, detto “lo fornaretto” per via del lavoro che svolgeva il padre in Via Caprera (fornaio).

Adriano ha iniziato la sua attività di fotografo agli inizi degli anni Cinquanta, con la ditta Foto Fulgor, poi nel 1958 è andato a Roma dove ha svolto il mestiere di operatore cinematografico.

Pubblicando, nel corso degli anni, gli articoli sul nostro blog, spesso ci siamo imbattuti su foto scattate da Adriano Andreani.

Egli, inoltre, ha raccolto, nel corso di tutta la sua vita, molto materiale fotografico ed attrezzature per le operazioni cinematografiche, donando questa straordinaria collezione al Comune di Montelupone, che gli aveva offerto il locale dove poterla ospitare.

Sono in totale n.277 macchine fotografiche, di cui n.44 italiane e molte attrezzature per le riprese cinematografiche, provenienti da ogni parte del mondo, che vanno dalla fine dell’Ottocento ai giorni nostri, con esclusione delle moderne digitali.

Disegno di Adriano Andreani del 1949. Scuola d’arte Ambrogio della Robbia di Potenza Picecna. ASCPP

Adriano è nato a Potenza Picena il giorno 11 luglio 1933 da Enrico, fornaio e Iginia Rebichini ed aveva tre sorelle, Dina, Maria e Bruna. Ha frequentato la scuola elementare locale ed anche la Scuola d’Arte “Ambrogio della Robbia” con il prof. Giuseppe Asciutti. Il giorno 23/04/1966 ad Assisi si è sposato con la signora Vera Del Vecchio ed hanno avuto una figlia, Barbara.

È morto a Roma il giorno 04/07/2012 e sepolto nel cimitero di Montelupone.

È un peccato che la sua straordinaria collezione non sia rimasta a Potenza Picena, la nostra città ha perso un grande patrimonio.

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