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A cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri.

Lionello Bianchini

Il giorno 17 gennaio 2021 a San Girio di Potenza Picena è venuto a mancare il prof. Lionello Bianchini all’età di 97 anni.

Fu Sindaco di Potenza Picena dal mese di maggio 1952 fino al 1960, per due mandati, in rappresentanza della Democrazia Cristiana.

Quando nelle elezioni amministrative del 1951 venne eletto sindaco di Potenza Picena il dott. Nazzareno Riccobelli, Lionello Bianchini ricopriva il ruolo di assessore. Poi nel 1952 il dott. Riccobelli, per motivi di lavoro, si dimise dalla carica di sindaco, ma non da quella di consigliere comunale, allora lo sostituì il maestro Lionello Bianchini. Oltre che da lui, la Giunta era composta dai seguenti assessori: Mazzarella Alessandro, Zucchini Gildo, Pasquali Silvio, Grandinetti Aido e Gaetano Giovannetti Solanelli.

Con le elezioni amministrative del 1956 Lionello Bianchini venne riconfermato Sindaco per la seconda volta fino al 1960. Con lui, questa volta, furono nominati assessori: Simonacci Camillo, Grandinetti Mario, Torresi Raoul, Pasquali Silvio, Paniconi Quirino e Gelosi Giuseppe. Successivamente Lionello Bianchini ricoprì anche il ruolo di consigliere comunale dal 1966 al 1970, dal 1970 al 1975 e dal 1980 al 1985. Negli anni sessanta venne nominato per diversi anni Presidente della Società Calcio di Potenza Picena.

Fu maestro elementare nella scuola di San Girio, poi si laureò presso l’Università di Urbino in Pedagogia ed ricoprì il ruolo di Dirigente Scolastico a Recanati.

Il Prof. Lionello Bianchini e il Comm. Casimiro Scarfiotti

Il Prof. Bianchini era nato a Pievebovigliana (MC) il giorno 19/09/1923 da Gioele, maestro elementare e medaglia d’argento al valor militare per aver combattuto durante la prima guerra mondiale e da Tullia Silvetti. Sposò la signora Fernanda Zallocco e dal loro matrimonio nacquero Paolo, Anna e Sabina.

Lionello Bianchini combatté durante la seconda guerra mondiale in Albania con il 17° Reggimento di Fanteria e dal 09/09/1943 fino al 07/05/1945 fu internato in un campo di concentramento nazista per soldati italiani in Austria, costretto ai lavori forzati, perché si era rifiutato di continuare a combattere a fianco dei tedeschi.

Nel 2015 fu decorato con la medaglia d’onore del Presidente della Repubblica per essere stato un internato di guerra. Fu, a Potenza Picena, uno dei più importanti dirigenti della Democrazia Cristiana ed anche un ottimo oratore.

Durante i suoi 8 anni da Sindaco viene ricordato, in particolare, per molte iniziative di carattere culturale, religioso e folcloristico. Tra queste vogliamo ricordare con piacere la riproposizione nel 1953 della Festa di San Girio con la processione da Potenza Picena, partendo dalla Collegiata di Santo Stefano, con la partecipazione del Sindaco, della Giunta Comunale, con il gonfalone e la Banda Cittadina ed il dono al Santo di n.12 ceri, accogliendo la richiesta del parroco di San Girio, don Elia Malintoppi, questa tradizione era stata interrotta dopo l’Unità d’Italia del 17 marzo 1861. Ricordiamo, inoltre, nel 1955 la proclamazione di Potenza Picena “Città di Maria”.

Don Elia Malintoppi (secondo a dx) durante la festa di San Girio del 1954. Tratto dal calendario parrocchiale 2010.

La statua dell’Assunta collocata il giorno 15 agosto sulla facciata della Torre Civica di Piazza Matteotti è stata opera dell’artista Nino Patrizi, fratellastro di Lionello Bianchini. Nello stesso anno iniziò la prima Festa del Grappolo d’oro.

Nel 1956, in aprile, ricordiamo l’arrivo a Potenza Picena dell’Aeronautica Militare, con il proprio quartier generale nel palazzo Mancinforte (Cori) in Via Mugellini, occupando anche l’ex Ospedale Civile “Alessandro Bonaccorsi”.

Nel 1958 concretizzò il donativo da parte dei fratelli Scarfiotti, Luigi, Paolo, Casimiro e Maria del terreno dove nel 1946 i soldati polacchi del Reggimento Skorpion avevano costruito il campo sportivo di Potenza Picena, intitolato alla madre dei fratelli Scarfiotti, la signora Luigia Favale Scarfiotti.

Nel 1959 infine introdusse la Sagra dei Piselli, che purtroppo andò avanti per soli 5 anni, fino al 1964.

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A cura di Paolo Onofri.

Veduta aerea del centro storico. Per gentile concessione dell’Associazione Centro Culturale.

Ogni via, vico, piazza o piazzale della nostra città ha un nome, evidenziato con una targa.

Il Consiglio Comunale di Potenza Picena del giorno 14 ottobre 1981, cioè 40 anni fa, Sindaco Maria Magi, aveva deciso i nomi di molte vie del capoluogo, di Porto Potenza Picena, di Semprinia e dello Spinnaker.

Tra quelli di Potenza Picena troviamo Via della Pace, Vicolo del Monumento (riferito al monumento alla Madonna del Colle Bianco), Traversa XXIV Maggio (il giorno in cui durante la prima guerra mondiale è entrata l’Italia), Piazzale Camillo Benso di Cavour, Via Dante Alighieri (a Porto Potenza Picena c’è una via con lo stesso nome), Via Francesco Petrarca, Via Giovanni Boccaccio, Via Le Fonti (per la presenza in questa via delle Fonti di Galiziano e della Concia), Via Alessandro Volta, Via Enrico Fermi e Vico del Forno (vicino al forno degli Eredi Borroni). Queste ultime tre vie si trovano nel Centro Storico e la denominazione della Via Enrico Fermi è stata data ad un vicolo che già storicamente aveva un nome, cioè Vicolo Subissi, dal cognome della famiglia del veterinario che abitava in questa zona, Giuseppe Subissi.

Sono trascorsi 40 anni da quando queste vie hanno avuto il nuovo nome ed in molte di esse non è stata mai collocata una targa. Nello specifico ad oggi mancano le targhe nelle seguenti vie: Via delle Fonti, dove ci sono molte famiglie e dove si trova anche il Poliambulatorio, Vico del Forno, Via Enrico Fermi, Via Alessandro Volta, Piazzale Camillo Benso di Cavour (dove si trova il Supermercato Conad) e Vicolo del Monumento.

I cittadini che abitano in queste vie quanto altro tempo dovranno aspettare per vedere collocate finalmente le targhe con il nome delle vie?

È un loro diritto ed il nostro comune deve obbligatoriamente collocare le targhe.

Amministratori di Potenza Picena colmate questa grave carenza nella toponomastica di Potenza Picena, che va ad unirsi alla mancanza di targhe nel Piazzale Nazario Sauro e Vico del Ponte nel Centro Storico della nostra città.

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A cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri.

Nel settembre del 1943 in Albania vi erano 6 divisioni italiane, inquadrate nella 9° Armata, per un totale di 118.000 uomini.

Lapide ai caduti di Potenza Picena – I e II Guerra Mondiale

Dopo l’8 settembre del 1943 questi soldati hanno dovuto fare una scelta molto sofferta: continuare a combattere a fianco dei nazisti o prendere la via della montagna per sottrarsi alla cattura ed organizzarsi a combattere i tedeschi, o imbarcarsi per l’Italia, oppure unirsi nelle file dell’Esercito Nazionale di Liberazione Albanese (ENLA) continuando a combattere. I più numerosi, 75.000 furono catturati e portati nei campi di concentramento.

Nel nostro blog abbiamo già parlato di tre soldati italiani di Potenza Picena che hanno scelto di continuare a combattere i nazisti: Albino Onofri, Armando Giorgini ed Amos Rossi, morto il giorno 15/11/1944.

Ora vogliamo parlare di un altro ufficiale dell’Esercito Italiano che dopo l’8 settembre del 1943 ha deciso di continuare a combattere i nazisti, venendo fucilato il giorno 5 ottobre 1943 a Porto Edda.

Si tratta del Capitano Mario Spina, della Divisione “Parma”, nato a Grottammare il giorno 06/07/1916, figlio di Giuseppe e della maestra Luigia Cottignoli, insegnante della scuola elementare di Potenza Picena, i quali abitavano in Corso Vittorio Emanuele II n.7.

Il suo nome è scritto nella lapide che si trova nella facciata della Torre Civica di Piazza Matteotti.

Copertina dal libro “Albania Quarantatré di Massimo Coltrinari” 1995

Il Capitano Spina è stato decorato con la Medaglia d’Argento al Valor Militare alla memoria con la seguente motivazione: “Dopo l’armistizio partecipava con accanito valore ai combattimenti sostenuti dalla Divisione “Perugia” contro il nuovo nemico. Catturato con i resti del proprio reparto e condannato a morte per la resistenza opposta, teneva contegno fermo e dignitoso. Colpito a morte da una raffica di mitragliatrice, cadeva al grido di Viva l’Italia”. (Albania, Ottobre 1943).

Il Capitano Mario Spina deve essere considerato a tutti gli effetti partigiano combattente ed annoverato tra gli eroi della nostra Resistenza, di cui essere orgogliosi.

Nel 1995, in occasione del Cinquantennale della Liberazione, è stato pubblicato il libro “Albania Quarantatre” di Massimo Coltrinari, ufficiale e studioso di Ancona, per iniziativa del “Centro Studi e Documentazione dell’Associazione Reduci della prigionia, dall’internamento e dalla Guerra di Liberazione”, dove si parla dell’avvio dei militari ai campi di concentramento nazisti. Da questo libro, che raccoglie le testimonianze di molti soldati italiani che hanno vissuto la tragica esperienza dell’8 settembre 1943 in Albania, abbiamo tratto alcune foto che pubblichiamo in questa sede.

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A cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri.

Il giorno 4 gennaio 2021 si è spento a Potenza Picena Nazareno Torregiani all’età di anni 68.

nazareno torregiani

Nazareno Torregiani è nato a Macerata il giorno 07/01/1952 da Anselmo e da Vittoria Burini.

Il giorno 11/07/1981 si è sposato con la signora Anna Margherita Macellari e dal loro matrimonio sono nati Linda, Fabio e Paola.

Impiegato, perito industriale, ha svolto la sua attività all’interno della ditta Bontempi di Potenza Picena.

Nazareno Torregiani è stata una persona molto legata a Potenza Picena, dove era impegnato socialmente ed anche politicamente.

È stato Presidente dell’Avis di Potenza Picena negli anni 1977 e 1978, poi Presidente della Pro Loco locale dal 1979 al 1980.

Dal 1980 fino al 1985 è stato assessore allo sport con il Sindaco Maria Magi ed in consiglio comunale rappresentava il Partito Socialdemocratico. Nelle elezioni amministrative del 1999 si è candidato a Sindaco di Potenza Picena con la lista chiamata “Nuovo Paese”.

Le elezioni in quell’anno sono state vinte dal candidato Sindaco Mario Morgoni e Nazareno Torregiani ha svolto il ruolo di consigliere comunale dell’opposizione. Con lui, nella sua lista, sono stati eletti i consiglieri comunali Paolo Malatini, Mario Mazzoni, Massimo Bufalari, Francesco Acquaroli e Giordano Giampaoli.

Infine era anche un grandissimo tifoso della squadra di calcio del Potenza Picena, che seguiva sempre negli incontri casalinghi.

A cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri.

Giuseppe Asciutti

Giuseppe Asciutti nasce a Potenza Picena il giorno 14 gennaio 1898 in Via Tridenti, 167 (l’attuale Via Umberto I), da Pietro, calzolaio e Giulia Maggini, casalinga. Aveva altri due fratelli, Oreste, classe 1889, emigrato in Argentina ed Alessandro, classe 1893, morto durante la prima guerra mondiale il giorno 27/8/1916 sul Monte Colbricòn per ferite riportate in combattimento. Il giorno 18 aprile 1927 sposa Anna Pastocchi e dalla loro unione nascono Sandra e Giulia.

Frequenta, interrompendo il corso di studi durante la prima guerra mondiale dove partecipa come fante trincerista, le Accademie di Belle Arti prima di Urbino, poi di Roma, dove consegue il diploma nel 1922.

Lascia Roma e si trasferisce a Pergola, dove insegna per diversi anni disegno, plastica ed intaglio nella Scuola d’arte Giannini.

Nel 1926 ritorna a Roma, dove presta la sua valente opera presso il laboratorio d’Arte antica Angelelli. Nel 1928 si trasferisce definitivamente a Potenza Picena, dove insegna disegno, plastica ed intaglio nei corsi di avviamento professionale di Porto Recanati e Potenza Picena e, in seguito, viene anche chiamato a dirigere la vecchia e rinomata Scuola d’Arte applicata all’industria “Ambrogio della Robbia” di Potenza Picena, scuola fondata nel 1874 da Domenico Filippetti ma che ebbe enorme impulso in particolare sotto la guida di un grande educatore, il Prof. Umberto Boccabianca. La scuola, sotto la sua guida per circa quarant’anni, ha preparato giovani artisti ed artigiani di Potenza Picena, con lezioni di disegno, di elementi di architettura, di impiego del cemento, unitamente all’intaglio del legno e della tecnica artistica del ferro battuto.

Gli allievi della Scuola d’arte “Ambrogio della Robbia” hanno eseguito sotto la direzione del maestro Asciutti diversi lavori pregevoli, tra cui la bella fontana che ornava il Pincio, nonché quelle collocate presso le Fontanelle e la Madonna della Neve; hanno fregiato lampade votive, costruito mobili ed altre opere di notevole pregio, non dimenticando le numerose pergamene votive eseguite con ammirevole perizia e precisione ed incisioni xilografiche.

Ha partecipato con successo alle mostre d’arte di Macerata nel 1922, di Recanati nel 1937,  di nuovo a Macerata nel 1944 e di Montelupone nel 1957. Ha esposto anche i suoi lavori a Roma nel 1926 ed a Buenos Aires nel 1936. Nel 1944 è stato nominato membro del CLN (Comitato di Liberazione Nazionale) di Potenza Picena. E’ morto a Potenza Picena il giorno 9 maggio 1981.

Ha lasciato una grande quantità di opere d’arte, tra cui pitture ad olio, lavori in xilografia, pergamene in miniatura, terracotte, sculture in legno, opere in ferro battuto, donate nel 2010 dalle figlie Sandra e Giulia al Convento dei Frati Minori di Potenza Picena, che hanno costituito la sala “Giuseppe Asciutti” all’interno del loro Convento.

Il prof. Giuseppe Asciutti nel 1937 era entrato nell’Ordine Francescano Secolare di Potenza Picena.

Il Comune di Potenza Picena, con pubblica manifestazione, il giorno 20 dicembre 1998, in occasione dei festeggiamenti per il Centenario della nascita dell’artista, ha intitolato al prof. Giuseppe Asciutti il Piazzale antistante la Chiesa della Madonna della Neve, spazio un tempo dedicato al gioco del pallone al bracciale (da noi più comunemente chiamato gioco del pallone e della palloncella), in applicazione della delibera di Giunta Comunale n.320 del 22/04/1995.

Al Prof. Giuseppe Asciutti ha dedicato la sua tesi di diploma la dott.ssa Rita Soccio di Recanati dal titolo “Asciutti, un caso popolare di citazionismo”, anno accademico 1993/1994, Accademia delle Belle Arti di Macerata, sezione decorazione, relatore Chiarissimo Prof. Mariano Apa.

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A cura di Paolo Onofri.

Viale Trieste con la Porta Girola o Marina. Foto p. Nazzarenod Pistelli.

Potenza Picena, grazie all’intuizione del prof. Umberto Boccabianca, dal 1900 può vantare un bellissimo e suggestivo viale alberato composto da 88 tigli, Viale Trieste, in prossimità dell’ingresso principale del nostro centro storico, quello di Porta Girola o Marina, la cui struttura è stata demolita nel 1950 per poter allargare l’accesso.

Il viale alberato è stato creato nel lontano 14 marzo 1900, in occasione della prima festa degli alberi organizzata a Potenza Picena dal Prof. Umberto Boccabianca con le scuole elementari locali, collocandovi 88 tigli. Il viale è lungo 360 metri, largo 2,60 metri e dispone di n.14 panchine in pietra, molto belle ed utili per la socializzazione, in particolare degli anziani che durante l’estate sono soliti passeggiare lungo il viale, un tunnel alberato refrigerante.

Nel 2003 le condizioni del fondo erano gravissime, pieno di buche e di rialzi del terreno causati dalle radici dei tigli. Un gruppo di 150 nostri concittadini ha deciso di lanciare un appello al Comune con una petizione per poter sistemare il viale e renderlo, in questo modo, di nuovo sicuro. L’appello dei nostri concittadini è stato accolto dall’amministrazione comunale, all’epoca guidata dal sindaco Mario Morgoni ed il viale è stato sistemato ed asfaltato.

Il Prof. Umberto Boccabianca insieme agli alunni della Scuola Elementare di Potenza Picena

Le piante dei tigli sono soggette all’azione corrosiva degli insetti e debbono periodicamente essere sostituite da piante nuove. Nel 2019 ne sono state sostituite 2, nel 2020 ben 3. Quest’anno nessuna. Purtroppo da 3 anni nello spazio che occupava il tiglio n.88 non c’è più la pianta e nel corso di questi 3 anni non è stata più rimpiazzata. Pensavamo di poterla vedere collocata durante le sostituzioni dei tigli del 2019 e del 2020, ma niente è avvenuto. Niente nemmeno quest’anno. In questo modo il tunnel d’ombra dei tigli lascerà un vuoto nel punto dove è mancante la ottantottesima pianta.

Norberto Mancini, scrittore e poeta di Potenza Picena, ha dedicato a Viale Trieste una bellissima poesia, pubblicata nel libro “Visioni potentine” del 1958, che noi facciamo conoscere ai nostri lettori. Il nome “Trieste” è stato dato solo dopo la fine della prima guerra mondiale, in precedenza si chiamava Via Piana.

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