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Presentazione a cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri.

Padre Bernardino Pulcinelli. Foto di P. Lorenzo Turchi.

Nel 1958 Norberto Mancini ha pubblicato il libro “Visioni Potentine” e al suo interno troviamo un interessante contributo di padre Bernardino Pulcinelli dal titolo “Asterischi artistici potentini”.

Padre Bernardino Pulcinelli in quell’anno era Guardiano del Convento dei Frati Minori di Sant’Antonio di Padova di Potenza Picena. È arrivato nella nostra città nel 1957 ed è rimasto fino al 1959.

Critico d’arte, archivista e Direttore della Biblioteca Francescana e Picena di Falconara Marittima “S. Giacomo della Marca” è nato a Sassoferrato il giorno 25/01/1922, cioè quasi cento anni fa ed è morto in Ancona il giorno 9/4/2006. È stato Direttore della Biblioteca Francescana e Picena fino al 2006, l’anno della sua morte.

Quando era guardiano dei Frati Minori a Potenza Picena ha fatto restaurare la pala di Palma Il Giovane del 1599 “La Crocefissione”.

Copertina del libro

Padre Bernardino Pulcinelli, nel suo articolo apparso su “Visioni Potentine”, analizza le opere d’arte ed i monumenti di Potenza Picena e del Porto. Quello che colpisce nel suo articolo è la profonda conoscenza del patrimonio artistico della nostra città e dei suoi monumenti e palazzi storici, tenuto conto che si trovava a Potenza Picena solo dal 1957, cioè da appena un anno. Sicuramente aveva letto la storia di Monte Santo di Carlo Cenerelli Campana del 1852, anche perché presso la Biblioteca Francescana e Picena di Falconara si trova il manoscritto originale della storia.

Nella presentazione, qui riprodotta integralmente, troviamo il suo carattere schietto e competente di storico ed esperto d’arte:
“Tracciare un panorama artistico di Potenza Picena non è difficile perché i monumenti architettonici e pittorici in essa raccolti sono pochi e di relativa importanza. Quali le cause? Basta scorrere la storia cittadina, per rendersi conto da quanto cordiale disinteresse furono perseguitati i monumenti e le opere pittoriche. I primi hanno subito radicali trasformazioni suggerite da fini utilitari spesso opposti al fine principale per cui erano stati lodevolmente ideati; i secondi, i superstiti, per la incompetenza di mani pietose, sono stati deturpati, svisati nell’intenzione di conservarli ai posteri e gli scomparsi furono vittime dell’umana cupidigia, unico motivo della grande dispersione di pregevoli opere in genere appartenenti a famiglie di primo piano o ad Istituti Religioisi. Da questo generale, progressivo disfacimento sono restati a noi, indice di un passato di gloria e di mecenatismo, alcuni ricordi”.

Padre Bernardino Pulcinelli nel suo articolo analizza molte opere d’arte della nostra città, presenti sia all’interno del Palazzo Municipale, che nelle diverse chiese. Colpisce la sua descrizione della tavola di Bernardino di Mariotto del 1506, del trittico di Paolo Bontulli da Percanestro del 1507 (di questa opera dirà che è stata restaurata nel 1956 grazie al parroco di San Giacomo Maggiore, don Gustavo Spalvieri), della Crocefissione di Palma Il Giovane del 1595, delle due opere di Simone de Magistris del 1576 presenti nei conventi dei Frati Minori e dei Frati Cappuccini, del S. Nicola da Tolentino che intercede per le anime del Purgatorio del sec. XVII della scuola del Pomarancio nella chiesa di S. Agostino, della pala della chiesa di Sant’Anna al Porto del sec. XVII raffigurante la Vergine tra Sant’Anna e Gioacchino. Parla anche della terracotta “La Maddalena” del sec. XVI attribuita ad Ambrogio Della Robbia conservata all’interno del Palazzo Comunale, rubata nel gennaio del 1997 e mai più ritrovata.

Convento dei Frati Minori di Potenza Picena. ASCPP

Stranamente non parla della terza opera di Simone De Magistris del 1584 raffigurante la Vergine tra i Santi Rocco e Martino, di proprietà della Confraternita di S. Rocco. Nessun accenno neppure all’opera di Pietro Tedeschi “La Maddalena ai piedi della croce” del sec. XVIII, che si trovava nella chiesa di S. Agostino (all’epoca non era ancora stata attribuita al Tedeschi).

Grazie alla disponibilità e collaborazione di Padre Lorenzo Turchi e di Padre Gabriele Lazzarini siamo riusciti ad aver la foto di Padre Bernardino Pulcinelli, che qui riportiamo.

Asterichi potentini da visioni_potentine.pdf – di Padre Bernardino Pulcinelli

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A cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri.

Lapide funeraria all’interno della Ex Chiesa di S. Caterina d’Alessandria. Foto Sergio Ceccotti.

Durante i lavori di ristrutturazione della ex chiesa di Santa Caterina d’Alessandria, oggi Fototeca Comunale “Bruno Grandinetti”, un tempo chiesa del Monastero delle Benedettine locali, è emersa un’antica lapide con iscrizioni funerarie in latino ed il progettista dei lavori dell’epoca, l’Architetto Giorgio Scataglini di Potenza Picena ha voluto evidenziare questa antica testimonianza con un vetro trasparente ed illuminandola con un faretto, per permettere di vederla e leggerne il testo.

La struttura, dopo la conclusione dei lavori, è stata inaugurata il giorno 28 novembre 2003.

Fino ad oggi pochi avevano fatto caso a questa lapide funeraria, in quanto si vede solo se si accende il faretto posta sopra. Noi, nel fare l’inventario dei beni storico-artistici di questa struttura il giorno mercoledì 26 agosto 2020, ci siamo resi conto della sua importanza storica ed abbiamo provato a leggere la scritta in latino, ma la visuale non era completa. Solo successivamente, grazie ad una bellissima foto di Sergio Ceccotti senza il faretto acceso, ci siamo potuti rendere conto del testo completo. Dal tipo di scrittura della lapide, si capisce che è molto antica, in stile romano, probabilmente risalente al periodo medioevale-rinascimentale.

Abbiamo chiesto la collaborazione, per poter tradurre correttamente iltesto, sia al dott. Roberto Domenichini, Direttore dell’Archivio di Stato di Pesaro, che al prof. Gianfranco Morgoni.

Tutti e due ci hanno confermato l’antichità della lapide e la sua importanza.

Per quanto riguarda il testo inizialmente avevamo pensato alla tomba di un rappresentante di una famiglia patrizia di Monte Santo, nello specifico a Francesco Ruggeri. La famiglia Ruggeri viene citata da Carlo Cenerelli Campana nel suo libro sulla storia di Monte Santo del 1852, come una delle tante famiglie locali che si sono estinte dal sec. XIV in poi. Questa nostra tesi è stata confermata con la traduzione in italiano del testo latino della lapide.

Interno mostra Ora et Labora nella Chiesa di S. Caterina.

Il testo latino di questa lapide funeraria è il seguente:

Francisci.Tumulus
Ruggeri.Flore. Iuvent
Quem. Ferus.Heu. Petas
Equore.Mersit.Equus

Che tradotto significa:

Tumulo sepolcrale di Francesco Ruggeri
Che nel fiore degli anni un cavallo impetuoso
Violentemente colpì e, ahimè, uccise.
Quindi questo Francesco Ruggeri dovrebbe essere morto giovane colpito da un cavallo.

La tradizione della sepoltura dei nobili all’interno delle chiese di Monte Santo era una prassi comune, mentre i rappresentanti del popolo venivano seppelliti in fosse comuni. Ad esempio nella chiesa della Madonna della Neve, fuori Porta Girola o Marina, troviamo ancora oggi la lapide che ricorda la sepoltura in quella chiesa del corpo di Ludovico Marefoschi, che nell’anno 1702 aveva istituito, con proprio testamento, nella nostra città l’orfanotrofio femminile a lui intitolato.

Anche nella chiesa di Sant’Agostino, oggi Auditorium “Ferdinando Scarfiotti”, si trovano ancora oggi sotto il pavimento le tombe con i resti dei defunti. All’interno di una di queste, quella centrale vicino all’altare maggiore, nel passato venne trovata una daga della Guardia Nazionale.

Durante i lavori di costruzione del nuovo Albergo Centrale nel 1960 in Piazza Giacomo Matteotti sono emersi resti umani, in quanto in quella zona della nostra piazza fino al 1796 si trovava la Pieve di Santo Stefano, elevata ad Insigne Collegiata nel 1754 dal Pontefice Benedetto XIV ed aveva un Cimitero.

Durante i lavori di sistemazione della Collegiata di Santo Stefano nel 1997, sotto il pavimento della chiesa, all’interno di una cassa in legno, è emerso un corpo mummificato, probabilmente di un gesuita in abiti religiosi, ben conservato. La chiesa, prima del trasferimento della Collegiata di Santo Stefano nel 1796, era del Collegio dei Gesuiti, dedicata a Santo Ignazio di Loyola.

Solo dopo il provvedimento adottato il giorno 17/10/1808 dal Consiglio Comunale di Monte Santo è stato costruito il Cimitero posto vicino al Convento dei Frati Cappuccini al Colle Bianco, dove si trova tutt’ora ed i cui lavori iniziarono dopo il giorno 29/06/1817.

Per quanto riguarda la lapide della ex Chiesa di Santa Caterina, posta vicino alla vasca termale romana, essa costituisce sicuramente un’importante attrazione storica della nostra città ed uno dei tanti tesori da far conoscere e valorizzare.

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A cura di Lorenzo Turchi.

Copertina del libro germogli di Santa Chiara a cura di Lorenzo Turchi.

Presentazione di Simona Ciasca e Paolo Onofri.

Il monastero di S. Tommaso delle Clarisse di Potenza Picena è chiuso dal 2008 e le ultime monache si sono trasferite a Pollenza presso il Monastero di S. Giuseppe. Oggi è rimasta in vita la sola abadessa di Potenza Picena, suor Agnese.

Il Monastero delle Clarisse di S. Tommaso di Monte Santo è stato, nelle Marche, uno dei primi insediamenti delle seguaci di Santa Chiara, insieme a quello di S. Severino Marche, lo testimoniano due antiche bolle pontificie del 1227 e del 1231 di Gregorio IX, conservate dalle monache di Monte Santo. Inoltre, secondo la tradizione, all’interno del Monastero erano conservate gelosamente due tonachelle delle fondatrici del Monastero di Monte Santo, oggi in fase di restauro presso la Biblioteca Francescana di Falconara Marittima. Il restauro delle due tonachelle è stato affidato alla restauratrice Paola Belletti, con la supervisione della dott.ssa Raffaela Chiucchioni.

Il libro “Germogli di Santa Chiara” fa parte della collana “Itinerari” della Biblioteca Storica Francescana e Picena di Falconara “S. Giacomo della Marca”, il cui Direttore è Padre Lorenzo Turchi, mentre il Vice-bibliotecario è Padre Gabriele Lazzarini.

La Biblioteca Francescana di Falconara conserva al suo interno la copia manoscritta della “Storia di Monte Santo” del 1852 di Carlo Cenerelli Campana, compresa la parte con l’elenco delle famiglie nobili della nostra città, con i rispettivi stemmi familiari (questa parte degli stemmi delle famiglie nobili di Monte Santo non è presente nel libro a stampa). Indubbiamente è un autentico cimelio storico della nostra città.

Padre Lorenzo Turchi. Insediamento nuovo parroco di Potenza Picena, padre Michele Ardò. Foto di Sergio Ceccotti.

Il curatore del libro, padre Lorenzo Turchi, originario di Potenza Picena, nato il giorno 11/01/1978, è oggi Parroco della nostra città dal 28/11/2020, mentre Padre Gabriele Lazzarini è il suo vice. Padre Lorenzo è anche professore presso la Pontificia Università Antonianum di Roma.

All’interno del libro sono contenuti 4 contributi di approfondimento molto interessanti: il primo è della dott.ssa Francesca Bartolacci, esperta di storia medioevale presso l’Università di Macerata, dal titolo “Le origini e le evoluzioni del francescanesimo femminile”, il secondo “Il Monastero di S. Tommaso di Potenza Picena” è di Lorenzo Turchi. Il terzo è di Maela Carletti, ricercatrice in Paleografia latina presso l’Università di Macerata e si intitola “I documenti del Monastero: le pergamene del XIII secolo”, infine il quarto ”I libri delle monache” è di Monica Bocchetta, esperta in storia del libro e delle biblioteche presso l’Università di Macerata.

In fondo troviamo un’interessante appendice fotografica che riguarda le pergamene, i libri, la statua di S. Chiara, le monache del Monastero di S. Tommaso e la festa di S. Chiara nella nostra citta del giorno 11 agosto 1953, fotografie inedite, ritrovate da Padre Gabriele Lazzarini negli album fotografici di Padre Mario Silvestrini, per molti anni padre spirituale del monastero di S. Tommaso.

Nel complesso è un libro molto interessante che consigliamo a tutti di leggere attentamente e di conservarlo gelosamente. Indubbiamente Padre Lorenzo Turchi ha portato a termine un’eccezionale operazione di ricerca storica e religiosa sul Monastero di S. Tommaso delle Clarisse di Potenza Picena.

Il volume, che è stato stampato nel 2020 da Andrea Livi di Fermo con il contributo della Regione Marche e della Città di Potenza Picena, si può richiedere alla Parrocchia del Santi Stefano Giacomo.

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A cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri.

Sipario dedicato a Minerva del Teatro Mugellini. Foto Sergio Ceccotti.

Il Teatro Comunale “Bruno Mugellini” di Potenza Picena nel 1990, il giorno giovedì 3 maggio, è stato ufficialmente inaugurato dopo i lunghi lavori di restauro, costati complessivamente un miliardo e cento milioni delle vecchie lire. Nella stessa giornata è stato anche inaugurato il Palazzetto dello Sport a Porto Potenza Picena.

Le elezioni amministrative si sono tenute pochi giorni dopo, il 6 e 7 maggio 1990 ed hanno portato all’elezione del Sindaco Paolo Moscioni della Democrazia Cristiana.

I lavori di restauro sono iniziati nel 1984 e si sono conclusi nel mese di febbraio 1990. Il nostro Teatro Comunale nel 1970 era stato chiuso per inagibilità e solo grazie all’iniziativa di un comitato promotore locale, formato dal Centro Culturale “Teorema”, dal Circolo dell’Azione Cattolica “Luigi Petetti”, dall’Associazione “Città e Territorio” e dalla Sezione “F. Margaritini” del PCI di Potenza Picena, nel 1982 sono state raccolte tra la popolazione ben 1604 firme in calce alla petizione popolare che chiedeva il restauro del nostro bellissimo teatro, la cui inaugurazione risale al giorno 27 dicembre 1862 durante la quale si esibì la Compagnia di Demetrio Mugnaini con lo spettacolo “Il più brutto anatroccolo d’Inghilterra”, ovvero Glocester il Crudele soprannominato “cuore di volpe”.

Il progetto e la direzione dei lavori relativi all’intervento di recupero sono stati affidati all’Ing. Dino Caraceni con la collaborazione dell’Architetto Franco Cortellucci.

Le opere murarie sono state eseguite dalle ditte: I.C.E.S.P. snc di Ancona, Pa.co.ri. srl di Roma ed Enzo Giannini di Porto Potenza Picena, l’impianto elettrico è stato affidato alla Ditta di Evelia Mazzantini di Macerata, mentre l’impianto di riscaldamento, idrico ed antincendio alla Ditta Linardelli e Reucci di Potenza Picena.

Gli stucchi sono stati restaurati da Renzo Lambertucci, le decorazioni ed il quadro del plafone sono stati restaurati da Patrizia Antinori ed Elisabetta Vinciguerra, le opere di falegnameria sono della Ditta dei F.lli Pastocchi di Potenza Picena, i tendaggi della ditta Italscene di Spoleto e le poltrone della platea della ditta Poltrona Frau di Tolentino.

Il Sindaco, Prof. Leonardo Melatini, taglia il nastro, all’inaugurazione del teatro. Vicino a lui Girio Marabini e Favio Sampaolo. 3 maggio 1990, inaugurazione del Teatro Bruno Mugellini, dopo i lavori di Restauro. Foto di Bruno Grandinetti.

Nell’ambito di questo intervento è rimasto fuori il sipario dedicato a Minerva degli inizi dell’Ottocento di autore ignoto, che è stato successivamente restaurato e collocato al suo originario posto, con l’inaugurazione del 18 novembre 2006.

Alla cerimonia di inaugurazione del teatro restaurato è intervenuto il sindaco Prof. Leonardo Melatini e tutti i componenti della Giunta Comunale: Girio Marabini, Maria Magi, Alfredo Antinori, Fabio Sampaolo, Luciano Bilò e Giovanni Pitzalis. Sono intervenuti anche il consigliere regionale Ferdinando Foschi di Recanati e l’imprenditore di Recanati Mario Clementoni.

Alla cerimonia di inaugurazione era presente anche la Banda Cittadina, diretta dal Maestro Edgardo Latini.

Ad arricchire l’evento è stata prevista, inoltre, una mostra di pittura di Aldo Beltrami presso la chiesa di San Francesco e la presentazione del libro curato dal dott. Mauro Mancini sul Teatro e su Bruno Mugellini.

Il servizio fotografico della giornata di inaugurazione del teatro restaurato è stato curato da Bruno Grandinetti.

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A cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri

Una delle più importanti aziende vitivinicole del nostro territorio è sicuramente l’Azienda Casalis Douhet di Monte Coriolano, che risale, sembrerebbe, al 1899; abbiamo, inoltre, a Potenza Picena altre due aziende: la Santa Cassella e la Cooperativa Montesanto.

Il fondatore di questa azienda, il senatore Bartolomeo Casalis, che è stato anche Prefetto di Macerata, era di Torino ed ha acquistato i terreni un tempo di proprietà della Prepositura di Santo Stefano, dati in enfiteusi ai conti Matteucci di Fermo.

I vigneti di questa importante tenuta erano già presenti quando il senatore Bartolomeo Casalis ha acquistato questi terreni, oppure li ha introdotti lui?

Dai documenti d’archivio storico emerge che la data del 1899 è innanzitutto sbagliata, in quanto l’attività della casa vinicola Casalis è documentata già molti anni prima, nel 1880 risulta come conduttore il figlio del Senatore Casalis, Francesco (enologo), mentre nel 1899 risultano ben 250.000 viti su 33 ettari di terreno.

I vigneti della tenuta Casalis Douhet di Montecoriolano di Potenza Picena. Foto tratta dal libro “Il Fascino della Storia, il respiro del Mare” Op. Cit.

I vigneti in origine dovrebbero essere stati introdotti addirittura dai frati francescani conventuali che avevano il possesso di tali terreni, compresa la villa e la chiesa di San Francesco.

Questo particolare dei vigneti di Monte Coriolano è citato già nel 1852 nel libro scritto da Carlo Cenerelli Campana “Istoria dell’antica città di Potenza rediviva in Montesanto” (pagina 16 di questo testo).

Quindi da questo documento storico si può desumere che la presenza di questi vigneti è molto più antica di quanto noi oggi crediamo e va sicuramente fatta risalire ai frati francescani conventuali.

Indubbiamente un importante ruolo nel miglioramento di questi vigneti si deve al senatore Bartolomeo Casalis, al figlio Francesco, avvocato ed enologo, alle figlie Teresa e Ida, ma in particolare al generale Giulio Douhet, marito di Teresa Casalis.

Questo chiarimento è doveroso, anche per sfatare la tesi per cui la produzione di vino nella nostra realtà è stata introdotta dai piemontesi Casalis e da Lodovico Scarfiotti, il nonno del grande pilota di Formula uno. Anche le famiglie locali dei Bonaccorsi e dei Marefoschi erano grandi produttori di vino.

Villa Casalis a Montecoriolano di Potenza Picena.

Da un documento del nostro Archivio Storico risulta inoltre che l’Azienda delle sorelle Casalis (così si chiamava all’epoca) esportava il suo vino addirittura in Argentina, fin da 1910.

Queste notizie storiche valorizzano ancora di più la storia e la tradizione della casa vitivinicola di Monte Coriolano di Potenza Picena, di cui possiamo essere orgogliosi.

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A cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri.

Il Maestro Bruno Mugellini, nato a Potenza Picena in Piazza Grande (oggi Giacomo Matteotti) il giorno 24 dicembre 1871 dal dott. Pio e da Maria Paganetti e morto a Bologna il 15 gennaio 1912, è famoso in tutto il mondo in particolare per il suo rivoluzionario metodo di esercizi tecnici per pianoforte.

Il nuovo metodo di Bruno Mugellini risale al 1911, un anno prima della sua prematura scomparsa a Bologna ed è composto da 8 libri, stampati in Germania dalla Casa Editrice Carisch e Janichem di Milano.

Durante il Convegno nazionale che si è svolto a Potenza Picena presso il Teatro “Bruno Mugellini” il giorno 21 gennaio 2012, organizzato dal nostro comune in occasione del centenario della morte del maestro, il prof. Antonio Tarallo del Conservatorio “G. Nicolini” di Piacenza ha svolto un intervento molto interessante e completo su “Bruno Mugellini ed il suo metodo di esercizi tecnici. Istruzioni per l’uso”, intervento che si può trovare all’interno del volume che raccoglie gli atti di questo straordinario convegno nazionale, l’unico che si è svolto in Italia.

Inoltre la dott.ssa Claudia Ottaviano di Ragusa ha svolto una tesi di laurea su “Bruno Mugellini e l’innovazione didattica pianistica italiana”, dove parla proprio del metodo di esercizi tecnici per pianoforte del 1911, tesi che si può consultare presso la nostra Biblioteca Comunale “Carlo Cenerelli Campana” di Via Trento.

Noi con questa nostra iniziativa editoriale musicale, cioè con la pubblicazione sul nostro blog degli 8 libri del metodo di Bruno Mugellini, vogliamo farli conoscere a tutti i nostri lettori.

Verranno pubblicati in 8 puntate, ogni fine mese, a decorrere dal mese di ottobre 2020 fino al mese di maggio 2021.

Piano degli otto volumi del Metodo di esercizi tecnici di Bruno Mugellini

Avendo trovato in rete tutti gli 8 libri del metodo (di cui uno addirittura originale del 1911, il libro n.3, mentre gli altri 7 sono delle riedizioni successive), acquistati privatamente, ora noi li vogliamo rendere pubblici.

In questo modo facciamo conoscere a tutti il metodo di esercizi tecnici per pianoforte di Bruno Mugellini, un grande musicista nato nella nostra città nel 1871, che gli ha dedicato il giorno 28 ottobre 1933 il suo Teatro Condominiale, nel 1951 una via principale del centro storico che da Piazzale Santo Stefano conduce alla piazza principale Giacomo Matteotti, che ha organizzato in suo nome nel 2012 un Convegno Nazionale, che ha acquistato un busto del maestro in ceramica, opera dell’artista di Recanati Michela Nibaldi e che organizza dal 2016 con successo un Festival a lui dedicato, giunto quest’anno alla 5° edizione.

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