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 Presentazione a cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri.

Clase 5^a C della Scuola Elementare con la Mª Giulia Asciutti.

Nel 1984, in occasione del 40° anniversario della liberazione di Potenza Picena dai nazi-fascisti, avvenuta il giorno 30/06/1944 ad opera dei soldati polacchi del reggimento corazzato Skorpion al comando del colonnello Ignacy Kowalczewski, la classe 5 C della scuola elementare “Giacomo Leopardi” di Potenza Picena,  sotto la guida della loro maestra Giulia Asciutti, figlia del professor Giuseppe Asciutti, ha portato a termine un interessante lavoro di ricerca storica sulla Resistenza a Potenza Picena, dal titolo molto significativo “Potenza Picena e la guerra di Liberazione”. La copertina della pubblicazione, finanziata dalla Banca Popolare di Ancona, è arricchita dalla riproduzione di un olio su tavola del prof. Asciutti, dove un soldato italiano della prima guerra mondiale è avvolto nella bandiera tricolore.

Dopo la presentazione dell’allora Direttore Didattico della scuola elementare di Potenza Picena, prof. Francesco Forti, i ragazzi e le ragazze hanno iniziato il loro lavoro di ricerca parlando dei due giovani partigiani, Mariano Cutini e Mariano Scipioni aderenti all’Azione Cattolica locale, uccisi dai nazi-fascisti il giorno 22 marzo del 1944, insieme a tanti altri giovani partigiani, a Montalto di Cessapalombo. Mariano Cutini, fornaciaio, era nato il 16/04/1924 a Potenza Picena, mentre Mariano Scipioni era nato nella nostra città il  16/02/1925.

Cutini Mariano

Nella ricerca sono contenute diverse interviste: una al fratello di Mariano Scipioni, Pietro, una a Lucio Pastocchi, figlio del comandante del Gap locale Giuseppe Pastocchi, anche lui all’epoca giovane partigiano  ed infine un’altra intervista alla signora Dina Furiassi in Pastocchi di Montalto, sempre a proposito dell’eccidio dei partigiani il 22/04/1944. Si parla inoltre del ruolo sia dei cattolici nella Resistenza che di quello delle donne.

Viene approfondito il tema della Resistenza a Potenza Picena, del ruolo sia del locale Gap e del suo comandante Giuseppe Pastocchi, che del Comitato di Liberazione locale, presieduto dal colonnello Giovanni Pasquali e di cui facevano parte anche il prof. Giuseppe Asciutti, Egisto Bontempi ed Azzolino Clementoni. Importante è stato il ruolo nella Resistenza locale del Convento dei Frati Minori di Sant’Antonio, con il suo Guardiano padre Giovanni Pieragostini.

Inoltre si parla anche degli 8 morti causati dal bombardamento tedesco del 30/06/1944, sia in Piazza Principe di Napoli che presso l’abitazione della famiglia Mazzoni in C.da La Concia.

Ai due partigiani uccisi il giorno 22 marzo 1944 sono state intitolate due vie del nostro centro storico:  a Cutini la via Massucci, vicino alla scuola elementare, mentre a Scipioni il Vicolo Bernabei.

Scipioni Mariano

Nel complesso è una bellissima ed interessante pubblicazione che noi abbiamo deciso di pubblicare con la foto che raccoglie tutti i ragazzi e le ragazze della classe 5C, insieme alla loro maestra Giulia Asciutti. I ragazzi e le ragazze che hanno portato a termine questo bellissimo lavoro sono: Stefano Torresi, Stefano Tasselli, Stefano Sansonetti, Francesca Reschini, Francesca Di Salvatore, Andrea Fontinovo, Silvia Latini, Sabrina Illuminati, Carla Pancotto, Elettra Bartolacci, Paolo Bongelli, Marco Cerioni, Giuliano Moriconi, Monica Antonelli, Alessandra Bambozzi, Silvia Mazzoni e Laura Torresi.

Questi ragazzi sono oggi adulti, la maggior parte di loro sono genitori e siamo sicuri che i loro figli saranno felici di poter conoscere questo lavoro di ricerca storica.

La pubblicazione, a cura del Direttore Didattico, prof. Francesco Forti, è stata anche inviata all’allora Presidente della Camera dei Deputati, onorevole Nilde Jotti ed in questa occasione pubblichiamo la lettera trasmessa dall’on. Jotti al Prof. Francesco Forti in data in data 29/4/1985.

Documento allegato

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A cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri.

Raul Baiocco mentre suona il suo organetto all’esterno del supermercato Si con Te Malatini. Foto Fam. Baiocco

Il giorno 15 febbraio 2016 è venuto a mancare Raul Baiocco, suonatore d’organetto di Potenza Picena ed appassionato della nostra tradizione folcloristica legata alla campagna santese ed in particolare al saltarello.

Nato a Montecosaro il giorno 1/9/1925 da Ulderico e da Adorna Silvestrini, si è sposato a Potenza Picena il giorno 3/6/1956 con la signora Liliana Melatini, figlia di Alfredo Melatini e dal loro matrimonio sono nate Renza e Claudia.

Vissuto sempre a Montecanepino, frazione di Potenza Picena, con la sua famiglia, ha lavorato prima in campagna poi è stato assunto nella ditta Bontempi, fabbrica di strumenti musicali di Potenza Picena.

Da sempre appassionato di musica, ha imparato a suonare l’organetto fin da giovane ed ha fatto parte di gruppi folcloristici locali, tra cui “Li Matti de Montecò”, che si esibivano in particolare durante la Festa di San Vincenzo Ferreri a Montecanepino, la Festa del Grappolo d’oro e durante la Sagra dei Piselli, manifestazione, quest’ultima, che veniva organizzata dagli abitanti di Montecanepino e che si tenne per ben sei edizioni, dal 1959 al 1964. Suonava molto bene anche la fisarmonica. Il suo nume d’arte era “Raul de Baioccos” ed ha pubblicato anche un disco insieme a Luigi Cotroné, Giudo Berrettoni e Luigi Ciccarelli.

L’organetto compagno di vita appartenuto a Raul Baiocco della ditta Ficosecco Castelfidardo. Foto Fam. Baiocco

Ha fatto parte ultimamente del Gruppo Folcloristico fondato dalla maestra elementare Anna Clementoni “Montesanto 92”, formato dai bambini e dalle bambine della scuola elementare “Giacomo Leopardi” di Potenza Picena. Il gruppo veniva seguito, nei 5 anni del ciclo scolastico, dalla maestra Anna insieme agli anziani di Potenza Picena, come Raul Baiocco, Fernando Borroni (Arsè), Emilio Pesci (lo “Crocchio”), Ficosecco e Bianca Capponi. Con questo gruppo si è esibito più volte in trasmissioni Rai e Mediaset.

La nostra città, con la scomparsa di Raul Baiocco, ha perso uno degli ultimi suonatori d’organetto ed un uomo che ha dedicato tutta la sua vita alla musica popolare ed alla tradizione folcloristica santese.

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È da molti anni che si parla di far restaurare la Fonte di Galiziano di Potenza Picena, risalente al sec. XV.

Fonte Galiziano – Foto Sergio Ceccotti

Questa fonte, insieme ad altre, viene anche citata nello Statuto Comunale di Monte Santo del 1432.

Il nostro comune è proprietario da sempre di questa fonte, come della Fonte La Concia, della Fonte di Carpineto e di quella di Fonte La Valle.

Nel 2018, il giorno 5 ottobre, l’architetto di San Severino Marche Debora Bravi, su incarico del nostro Comune, ha elaborato un progetto di restauro della Fonte di Galiziano molto ambizioso e costoso, che prevede una spesa complessiva di euro 95.053,71 + I.V.A, suddiviso in due stralci. Il primo, di €48.229,91 + I.V.A., prevede interventi di manutenzione e di restauro conservativo e ripristino dell’organismo edilizio. Il secondo, di €46.823,80 + I.V.A., prevede interventi di valorizzazione, attraverso la rimessa in funzione del sistema idrico, la messa in sicurezza e la protezione dell’area per il suo riutilizzo.

Questo ambizioso progetto, approvato dalla Soprintendenza di Ancona in data 2/1/2019, è stato poi inserito nel portale Art Bonus in data 17/04/2019.

Sipario dedicato a Minerva del Teatro Mugellini. Foto Sergio Ceccotti.

Ad oggi, dopo circa due anni, il nostro comune, per quanto riguarda questo progetto, non ha raccolto neppure un euro tra la popolazione. Inoltre nel Bilancio Comunale non sono stati previsti fondi per il suo recupero, neppure nel Bilancio Pluriennale, a riprova del fatto che i nostri amministratori non vogliono investire risorse comunali per il recupero della Fonte di Galiziano.

Cosa fare allora? C’è la possibilità di presentare il progetto di restauro alla Fondazione Cassa di Risparmio di Macerata, che negli ultimi anni finanzia solo progetti Art Bonus.

Noi abbiamo già pronto il progetto di restauro della Fonte di Galiziano dell’architetto Debora Bravi, è stato approvato dalla Soprintendenza di Ancona ed inserito sul portale Art Bonus.

Organo da sala Giovanni Fedeli del 1757. Foto Sergio Ceccotti.

Tutto è pronto, basta fare la richiesta alla Fondazione Cassa di Risparmio di Macerata nei tempi previsti (le domande scadono il 10 giugno 2021). L’operazione non ci costa niente. Perché non farla?

Molti comuni a noi vicini hanno ottenuto finanziamenti dalla Fondazione Carima, tra cui citiamo quello di Corridonia che ha ottenuto per il restauro della loro Fonte Oliva la considerevole somma di Euro 12.000,00.

Il nostro comune, nel recente passato, ha ottenuto dalla Fondazione Carima due finanziamenti piuttosto importanti, il primo di €10.000,00 per il restauro del sipario dedicato a Minerva del nostro Teatro “Bruno Mugellini”, poi inaugurato il giorno 18 novembre 2006, il secondo di €25.000 per il restauro dell’organo da sala Giovanni Fedeli del 1757 dell’Auditorium “Ferdinando Scarfiotti”, poi inaugurato il giorno 8/12/2007.

Perché perdere l’opportunità di reperire risorse finanziarie per il recupero di un così rilevante monumento della nostra città?

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Vicolo Scipioni collettiva di pittura. Foto Bruno Grandinetti.

Negli ultimi 3 anni il Vicolo Scipioni di Potenza Picena è stato sicuramente il più citato ed importante della nostra città.

Questo vicolo che da Via Cesare Battisti conduce alla piazza principale, Piazza Giacomo Matteotti, dal giorno 30 settembre 2017 (ordinanza n.188/2017) è sbarrato al transito pedonale, in conseguenza del pericolo che si può correre per i danni arrecati dalla scossa di terremoto del giorno 30 ottobre 2016 al palazzo adiacente Pierandrei.

L’attuale nome Vicolo Scipioni Mariano è stato deciso dalla Giunta Comunale di Potenza Picena in data 25/10/1945, delibera n.98, quando era sindaco della nostra città il “possidente” Antonio Mazzoni, figlio di Paolo e di Pasqualina Borroni, nato a Potenza Picena il 6/10/1884.

All’epoca, la Giunta Comunale era composta dagli assessori: Giuseppe Ricciardi, Gildo Zucchini, Alessandro Rinaldelli, Pietro Giusti e Luigi Verrucci.

Mariano Scipioni

Nella stessa delibera di Giunta Comunale è stata anche dedicata a Mariano Cutini Via Massucci, vicino all’ex scuola elementare (oggi sede di uffici comunali – ufficio tecnico e servizi sociali).

La motivazione della intitolazione delle vie ai due giovani partigiani di Potenza Picena, iscritti all’Azione Cattolica ed aderenti al PCI clandestino della nostra città era la seguente:

“Nell’intento di onorare le vittime della ferocia nazi-fascista Cutini Mariano e Scipioni Mariano uccisi il 22 luglio 1944 a Montalto, tenendone vivo il ricordo nell’anima della cittadinanza”.

In precedenza il vicolo Scipioni era chiamato “Bernabei”, dal nome di una famiglia di Monte Santo.

Questo vicolo nel passato veniva anche utilizzato per le mostre marguttiane di pittura che si organizzavano d’estate a Potenza Picena.

Il palazzo che si trova salendo a sinistra nella parte finale era anticamente della famiglia Mazzagalli, poi della famiglia Pierandrei. In questo palazzo il giorno 24 dicembre del 1871 è nato il musicista Bruno Mugellini, figlio del dott. Pio, medico condotto, e della signora Maria Paganetti, famoso in tutto il mondo per il suo metodo di esercizi tecnici per pianoforte del 1911, a cui la nostra città ha dedicato il giorno 28 ottobre 1933 il Teatro Condominiale, che si trova a poca distanza dal vicolo Scipioni. Il maestro Bruno Mugellini è morto a Bologna il giorno 15 gennaio 1912.

Sempre salendo, in fondo a destra, si trovava la chiesa di San Giovanni “De Platea” (oggi sede di uffici comunali) che faceva capo alla famiglia Bonaccorsi di Monte Santo.

Pallazzo Comunale. Sulla destra la Chiesa di San Giovanni Battista de “platea”. Foto anni 30 del Novecento.

Negli anni Sessanta del Novecento, il vicolo è stato il soggetto di una cartolina postale dove dal vicolo si intravede la Torre Civica, cartolina edita da Giulietti Delvio di Portocivitanova, stampata dalla ditta Alterocca di Terni, molto suggestiva e bella, che mostriamo ai nostri affezionati lettori.

Ci si augura che questo vicolo caratteristico della nostra città venga riaperto ai cittadini prima possibile.

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A cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri.

A Potenza Picena ci sono due piazze dedicate a medaglie d’oro al valor militare della Marina Militare.

Capitano di Corvetta Saverio Marotta

La prima si trova nel centro storico di Potenza Picena, vicino a Via Tripoli, ed è dedicata a Nazario Sauro, nato a Capodistria il giorno 20/09/1880 e morto durante la prima guerra mondiale il 10/08/1916. Il Piazzale in precedenza si chiamava Pozzo del Comune, da tutti conosciuto come “lo pozzetto”, purtroppo oggi non è presente una targa con l’indicazione del nome del piazzale.

L’ intitolazione risale al periodo successivo alla fine della prima guerra mondiale, già dal censimento del 1921 risultava questa intitolazione.

La seconda piazza dedicata ad una medaglia d’oro al valor militare si trova a Porto Potenza Picena, nello spazio compreso tra la chiesa di Sant’Anna e la Torre Civica, in questa piazza si trova dal giorno 29 luglio 1951 il monumento dedicato ai caduti del mare. L’intitolazione di questa piazza a Saverio Marotta è stata deliberata all’unanimità nella seduta del Consiglio Comunale del giorno 12/09/1953, Sindaco il maestro elementare Lionello Bianchini. Lo spazio, senza nome, in precedenza era chiamato comunemente “Piazza della Chiesa Parrocchiale”, e più anticamente “Piazza della Torre”. L’iniziativa di questa intitolazione è stata presa dalla locale sezione dell’Associazione Marinai d’Itala “Nazzareno e Giuseppe Carlocchia – Tullio Giorgetti”, presieduta da Nazzareno Bilò.

Saverio Marotta, nato a Falconara Marittima il giorno 14/09/1911 era un capitano di corvetta ed è morto durante un’operazione di guerra nel Mediterraneo Centrale il giorno 04/05/1943.

Nella delibera del Consiglio Comunale n.94 del 12/09/1953 si riporta integralmente la motivazione della medaglia d’oro al valor militare:

Piazza Saverio Marotta a Porto Potenza.

“È conferita la medaglia d’oro al valor militare alla memoria del capitano di corvetta S.P.E. Saverio Marotta fu Antonio e fu Daretti Pia nato a Falconara Marittima il giorno 14/09/1911, con la seguente motivazione:

Comandante di torpediniera (Perseo) in missione di scorta a nave trasporto, avvistata di notte forza navale soverchiante che muoveva all’attacco della formazione, con fredda determinazione ed indomito ardimento impegnava la sua unità nel contrattacco pur sotto il preponderante, intenso e preciso tiro concentrato delle artiglierie nemiche, tentandone per due volte il siluramento. Lanciati tutti i siluri, nonostante la sua unità fosse stata irrimediabilmente colpita, rispondeva all’offesa avversaria col fuoco di tutte le armi di bordo fino a che la torpediniera, crivellata dai colpi e ridotta ad informe relitto, veniva affondata.

Con un braccio asportato da un obice, quasi dissanguato, trovava, in disperato appello alle residue energie, la forza di impartire ai pochi superstiti l’ordine di abbandonare la nave e si abbatteva svenuto.

Ripresa conoscenza su di un battello su cui era stato trasportato dai suoi uomini, si faceva riportare a bordo, tra i caduti, per dividere con essi la sorte dell’unità che, nuovamente colpita, esplodeva affondando.

Luminoso esempio di indomabile spirito combattivo e di altissime virtù militari.

Mediterraneo centrale 4/5/1943”.

Il capitano di corvetta Saverio Marotta, oltre alla medaglia d’oro alla memoria, aveva anche ottenuto altre decorazioni al valor militare: due d’argento e tre di bronzo, un autentico eroe.

E’ un grandissimo vanto per Potenza Picena avere due piazze dedicate a medaglie d’oro al valor miliare come Nazario Sauro e Saverio Marotta, esempi per tutte le generazioni presenti e future.

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A cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri.

Il Maestro Bruno Mugellini, nato a Potenza Picena in Piazza Grande (oggi Giacomo Matteotti) il giorno 24 dicembre 1871 dal dott. Pio e da Maria Paganetti e morto a Bologna il 15 gennaio 1912, è famoso in tutto il mondo in particolare per il suo rivoluzionario metodo di esercizi tecnici per pianoforte.

Il nuovo metodo di Bruno Mugellini risale al 1911, un anno prima della sua prematura scomparsa a Bologna ed è composto da 8 libri, stampati in Germania dalla Casa Editrice Carisch e Janichem di Milano.

Durante il Convegno nazionale che si è svolto a Potenza Picena presso il Teatro “Bruno Mugellini” il giorno 21 gennaio 2012, organizzato dal nostro comune in occasione del centenario della morte del maestro, il prof. Antonio Tarallo del Conservatorio “G. Nicolini” di Piacenza ha svolto un intervento molto interessante e completo su “Bruno Mugellini ed il suo metodo di esercizi tecnici. Istruzioni per l’uso”, intervento che si può trovare all’interno del volume che raccoglie gli atti di questo straordinario convegno nazionale, l’unico che si è svolto in Italia.

Inoltre la dott.ssa Claudia Ottaviano di Ragusa ha svolto una tesi di laurea su “Bruno Mugellini e l’innovazione didattica pianistica italiana”, dove parla proprio del metodo di esercizi tecnici per pianoforte del 1911, tesi che si può consultare presso la nostra Biblioteca Comunale “Carlo Cenerelli Campana” di Via Trento.

Noi con questa nostra iniziativa editoriale musicale, cioè con la pubblicazione sul nostro blog degli 8 libri del metodo di Bruno Mugellini, vogliamo farli conoscere a tutti i nostri lettori.

Verranno pubblicati in 8 puntate, ogni fine mese, a decorrere dal mese di ottobre 2020 fino al mese di maggio 2021.

Piano degli otto volumi del Metodo di esercizi tecnici di Bruno Mugellini

Avendo trovato in rete tutti gli 8 libri del metodo (di cui uno addirittura originale del 1911, il libro n.3, mentre gli altri 7 sono delle riedizioni successive), acquistati privatamente, ora noi li vogliamo rendere pubblici.

In questo modo facciamo conoscere a tutti il metodo di esercizi tecnici per pianoforte di Bruno Mugellini, un grande musicista nato nella nostra città nel 1871, che gli ha dedicato il giorno 28 ottobre 1933 il suo Teatro Condominiale, nel 1951 una via principale del centro storico che da Piazzale Santo Stefano conduce alla piazza principale Giacomo Matteotti, che ha organizzato in suo nome nel 2012 un Convegno Nazionale, che ha acquistato un busto del maestro in ceramica, opera dell’artista di Recanati Michela Nibaldi e che organizza dal 2016 con successo un Festival a lui dedicato, giunto quest’anno alla 5° edizione.

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