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Grazie al contributo economico del Dott. Roberto Domenichini, nostro concittadino ed attualmente Direttore dell’Archivio di Stato di Pesaro, le monache Benedettine di Potenza Picena hanno potuto far restaurare quattro quadri.
Due di loro provengono dalla Chiesa di San Sisto e due dall’interno del Monastero. Si tratta nello specifico di quattro tele di autore ignoto:

  1. Olio su tela cm 200×100 raffigurante “Gesù Flagellato” – Sec. XVIII
  2. Olio su tela cm 200×100 raffigurante “Madonna Addolorata” – Sec. XVIII
  3. Olio su tela cm 98×120 raffigurante “Madonna del Buon Consiglio” – Sec. XVI
  4. Olio su tela cm 95×65 raffigurante “Madonna col Bambino” – Sec. XVIII

Il restauro è stato effettuato, con molta professionalità, dalla Signora Letizia Bruscoli di Pesaro. Le nostre monache Benedettine ringraziano di cuore il Dott. Roberto Domenichini, che si è anche impegnato al restauro del più famoso quadro di Pietro Paolo Jacometti del 1630 “Vergine in gloria tra i Santi Caterina d’Alessandria, Benedetto da Norcia e Scolastica”, che oggi si trova all’interno del loro Monastero e che anticamente fino al 1880 ornava l’altare maggiore della loro chiesa di Santa Caterina d’Alessandria, oggi Fototeca Comunale “Bruno Grandinetti”.
Anche la comunità di Potenza Picena ringrazia il Dott. Roberto Domenichini per questo suo ennesimo atto d’amore verso la nostra città ed in particolare verso le Monache Benedettine locali.
Negli anni passati il Dott. Roberto Domenichini aveva contributo al restauro del quadro, sempre delle Benedettine, “Madonna col Bambino, San Giovanni Battista e San Sisto”, fin sec. XVII di autore ignoto ed aveva finanziato il restauro del quadro della Collegiata di Santo Stefano “Madonna col Bambino ed Angeli, Sant’Ignazio di Loyola e San Girio”, sec. XVII di Giacinto Brandi.
Inoltre aveva provveduto, sempre a sue spese, alla stampa degli atti del Convegno Nazionale su Bruno Mugellini, svoltosi a Potenza Picena nel 2012, in occasione del centenario della morte del grande musicista nato nella nostra città il giorno 24/12/1871.
Il Dott. Roberto Domenichini per Potenza Picena si sta dimostrando un vero mecenate dell’arte e della cultura.

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cartolina7La spiaggia di Porto Potenza Picena è una delle più belle del litorale adriatico marchigiano, posta tra quelle molto più importanti di Porto Recanati e Civitanova Marche.
Oggi il turismo balneare è molto fiorente, ma quali sono state le sue origini ed i suoi protagonisti?
Il grande sviluppo popolare si è concentrato sicuramente solo dopo la seconda guerra mondiale, ma dai documenti contenuti nel nostro ricchissimo archivio storico comunale di Via Trento, possiamo avere delle interessanti informazioni storiche, che ci consentono di poter conoscere meglio il fenomeno turistico nella nostra realtà.
Il giorno 24 Luglio del 1910 è venuto a passare le sue vacanze estive a Porto Potenza Picena anche il Rettore dell’Università di Siena, il prof. Filippo Virgili, sicuramente ospite della villa del prof. Balduino Bocci, anche lui professore all’Università di Siena, villa che all’epoca si trovava lungo la strada di collegamento tra Potenza Picena e Porto Potenza Picena. Il Rettore dell’Università di Siena in una sua lettera definisce la spiaggia di Porto Potenza Picena “bellissima e tranquilla per il mio riposo estivo”, e questo è sicuramente una straordinario complimento.
cartolina5L’Enit, l’ente nazionale di promozione turistica, nel 1925 ha inviato un questionario nei giorni 11 e 26 Febbraio al nostro comune e dalle risposte del nostro Ente abbiamo la possibilità di poter conoscere meglio la realtà del turismo a Porto Potenza Picena in quel periodo. Nella risposta del nostro Podestà dell’epoca, l’avv. Paolo Scarfiotti, (il padre dello scenografo Ferdinando scarfiotti, premio Oscar nel 1988 per la scenografia del film di Bernardo Bertoluccì “L’Ultima Imperatore”) veniamo a sapere che in quel periodo al Porto non c’erano impianti sportivi e ritrovi mondani e che vi era solo un modesto albergo e che nella prossima stagione balneare 1925 ne apriva invece un’ altro, molto più signorile e fornito di camerette. Inoltre si dice che c’erano capanni che si affittavano a prezzi modicissimi, e si informa che nella nostra realtà è esistente un Istituto Educativo con educandato delle suore della Addolorata di Potenza Picena che fanno passare nel loro Palazzo al Porto alle loro ragazze 2 o 3 mesi di bagni. Vi era già un Sanatorio per bambini malati e convalescenti chiamato “Colonia Perugina”, fondato dal conte Giancarlo Conestabile della Staffa di Perugia.
L’Enit, nel 1925, dopo le risposte fornite dal nostra Comune, ha incluso la spiaggia di Potenza Picena in una pubblicazione di propaganda in lingua francese, che è stata stampata in 100.000 copie e distribuita sia in Italia che all’estero. La spiaggia di Potenza Picena si trova insieme a quelle di Pesaro, Fano, Mondolfo, Senigallia, Falconara, Porto Civitanova, Porto San Giorgio, Grottammare e San Bendetto del Tronto. Il Ministero della Cultura Popolare il giorno 17/7/1936 aveva dichiarato Porto Potenza Picena “Centro d’interesse turistico e di villeggiatura”.
cartolina9Di certo il turismo balneare all’epoca, negli anni Venti del Novecento, contava veramente poco nell’economia di Porto Potenza Picena e dell’intero comune. Era molto più importante l’industria e l’agricoltura, oltre che il sanatorio fondato dal conte Giancarlo Conestabile Della Staffa. Era già presente la SMAT (poi SCA), la fornace Antonelli, la SIF per citarne alcune delle industrie molto importanti a Porto Potenza Picena. C’era indubbiamente una bellissima spiaggia e pochi capanni che venivano affittati d’estate a prezzi modicissimi da alcuni pescatori. Per quanto riguarda gli Alberghi che vengono citati nel questionario dell’Enit nel 1925, il primo in assoluto che è sorto a Porto Potenza Piena è stato quello gestito da Sante Pasquali, aperto nel 1921 e chiamato Albergo Marino. Nella stagione estiva del 1925 poi ha aperto l’Albergo Piceno gestito da Prosperi Palmira coniugata Castrucci che era di Roma. A Potenza Picena nello stesso periodo operava in Corso Vittorio Emanuele II l’Albergo Vittoria, gestito da Tamanti Vittoria che era nata a Petritoli.
Per quanto riguarda invece i primi noleggiatori di casotti in un censimento del 1937 troviamo Riccardo Ricci che era all’epoca proprietario di n° 10 casotti, Primo Marconi di n° 4 e Nazzareno Marconi di n° 3 per un totale di n° 17 casotti presenti nella spiaggia di Porto Potenza Picena. Tutti e tre i gestori dei casotti erano anche pescatori. In questo interessante censimento del 1937 troviamo come noleggiatore di barche, sandolini e mosconi il sig. Domenico Carlini, figlio di Lorenzo, mentre l’attività della pesca era svolta in quel periodo dai seguenti pescatori Carlocchia Rinaldo, Giri Nicola, Giampaoli Arturo, Giampaoli Gino e Giampaoli Nazzareno. Nello stesso periodo gli affittacamere regolarmente autorizzati erano Piatti Luigi, Paccaloni Fosca, Barbetti Alessandro e Amadio Adornina, per un totale di n° 8 letti.
cartolina8Nel 1940, il giorno 15 Aprile, a Porto Potenza Picena si è anche costituita la “Pro Porto Potenza Picena” (antesignana dell’attuale Pro Loco) per promuovere meglio il turismo balneare, ed il primo Presidente è stato il maestro comm. Azzolino Clementoni.
Oggi l’attività turistica si è molto sviluppata e costituisce sicuramente un’importante fonte di reddito per la nostra comunità, ma è utile poter conoscere meglio la sua storia e l’evoluzione nel corso del Novecento. Dal 2008 Potenza Picena può vantare la Bandiera Blu, titolo che è stato sempre confermato in questi 10 anni consecutivi.

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a cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri
Senza titolo-2-6E’ uno dei più antichi insediamenti del secondo ordine francescano. Secondo la tradizione, il Monastero sarebbe stato fondato, vivente Santa Chiara, da due consorelle della Santa.
Il primo documento che lo riguarda è una bolla, in pergamena, emessa dal Pontefice Gregorio IX in data 20 Ottobre 1227, primo anno del suo Pontificato (era stato eletto Papa il giorno 19 marzo 1227).
Alle fondatrici vengono pure attribuite alcune tonachelle ancora oggi conservate nel luogo. Il monastero rivela un’architettura povera, in sintonia con gli ideali dell’ordine francescano, e si è sviluppato con interventi di vario tipo nel corso dei secoli, occupando una vasta area del centro storico, “dalla parte di tramontana”. La chiesa invece, è stata ricostruita tra la fine del sec. XVII e gli inizi del seguente, demolendo quasi del tutto la precedente struttura. Infatti all’interno mostra linee e decorazioni barocche, con l’eccezione degli altari in pietra policroma di stile neoclassico realizzati nel 1780. Sopra i due altari laterali sono presenti altrettanti dipinti (“L’Annunciazione” e “L’Immacolata tra i Santi Gioacchino ed Anna, Francesco e Chiara d’Assisi”) forse di scuola romana di fine secolo XVII, inizi sec. XVIII.
La pala d’altare maggiore, invece, che raffigura “L’incredulità di San Tommaso Apostolo”, è stata attribuita a Francesco Caccianiga (1700-1781). Nel cenobio è sempre stata in vigore la regola francescana e le monache hanno fatto vita comune. Fino all’arrivo delle armate napoleoniche, nel 1797, il monastero possedeva vari beni terrieri, in genere ricevuti con lasciti testamentari da persone pie. Le soppressioni napoleoniche e ancor più quelle post-unitarie del Commissario Valerio Lorenzo (1861) determinano uno sconvolgimento dell’assetto, non solo economico, del monastero.
Senza titolo-3-6Questo però è sopravvissuto alle vicissitudini, tanto che, nel 1881, per alcuni anni, il monastero di San Tommaso ha ospitato anche le monache benedettine di santa Caterina di Potenza Picena, cui era stata imposta, per decreto, la concentrazione presso altri Istituti.
La famiglia religiosa del monastero di San Tommaso di Potenza Picena ha visto sempre una notevole presenza di monache, che provenivano non solo dalla nostra città, ma anche dai comuni limitrofi. Nel 1899 si sono riuniti alle nostre monache n° 21 religiose provenienti dal Monastero di Petritoli che nel 1621 era stato fondato da due religiose provenienti dal Monastero di Monte Santo, suor Bernardina Coti e suor Caterina Spiriti. Nel 1927 si sono inoltre aggiunte altre 4 monache provenienti dal Monastero di Santa Maria di Loreto.
Nel 2008 per carenze di vocazioni, le ultime 4 monache rimaste sono state trasferite nel Monastero di San Giuseppe di Pollenza. Il Monastero di Potenza Picena è stato quindi definitivamente chiuso, compresa la bellissima chiesa in stile barocco di San Tommaso Apostolo, un vero gioiello. Nel Monastero di Monte Santo è vissuta tra il 3 Novembre del 1656 ed il 24/11/1713, giorno della sua morte, la Serva di Dio, suor Angela Benedetta Bongiovanni, che era nata a Servigliano il giorno 23/11/1640. Tra i sostenitori del Monastero di Potenza Picena negli ultimi anni risulta anche Giorgio La Pira (1904-1977).
Senza titolo-4-7Il giorno Lunedì 19 Febbraio 2018, al mattino, siamo potuti entrare all’interno del Monastero, dopo aver avuto l’autorizzazione da parte delle Clarisse di Pollenza, per poter prendere della documentazione storica dell’ordine di Potenza Picena.

pdficon_largetesto breve papale_web.pdf – Testo del Breve del Pontefice Gregorio IX del 20 ottobre 1227.

a cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri.
L'Assunta tra gli angeli. Sec XVII. Foto di Sergio Ceccotti.L’avvocato Silvano Mazzoni di Potenza Picena nella pubblicazione realizzata in occasione delle celebrazioni italo-argentine per l’inaugurazione della Piramide de Mayo di Largo Leopardi del giorno 16 Luglio 1967, nella rubrica relativa alle opere d’arte di Potenza Picena chiamata “L’A-B-C dell’arte a Montesanto”, cita per quanto riguarda il Monastero delle Clarisse di San Tommaso una tela raffigurante “La Vergine Assunta in Cielo”, attribuita al Pomarancio (Cristoforo Roncalli 1552-1626), e fa presente che il dipinto in questione era montato su “cornice finemente intarsiata” (secondo lui venduta ad un antiquario di Fermo nel 1963 dalle monache, che avevano probabilmente urgente bisogno di soldi per il loro Monastero).
La cornice è stata invece venduta nel 1961 e le monache hanno ricavato la notevole somma di Lire 250.000.
In questi cinquant’anni molti si sono domandati che fine avesse fatto la tela, una volta venduta la preziosa cornice. Si tenga conto che all’epoca, cioè nel 1961, un esperto, il sig. Giuseppe Bartozzi, aveva addirittura ipotizzato l’attribuzione della tela al Maratta, cosa però smentita sia dalla Soprintendenza di Urbino, tramite il suo soprintendete dott. Giuseppe Marchini, che da altri esperti d’arte del Vaticano.
Il nostro comune ha acquisito al proprio patrimonio una notevole quantità di tele, acqueforti, aggetti vari e mobili, donati dalle Clarisse di Pollenza, dopo che il Monastero di Potenza Picena era stato chiuso nel 2008.
quadro con corniceDi alcune tele abbiamo già avuto modo di parlare nel nostro blog, tra cui “Il Calvario”, “L’Assunta tra i Santi Tommaso Apostolo e Chiara”, e tutte le opere d’arte esposte dal giorno 2 Giugno 2017 nella Pinacoteca comunale “Benedetto Biancolini” di Via Trento.
Il giorno 30 Novembre 2017 inoltre sono stati definitivamente prelevati dal monastero di San Tommaso delle Clarisse tutti gli altri quadri, acqueforti e mobili che rientravano nel donativo a favore del nostro Comune e sono stati collocati temporaneamente nel soppalco dell’Auditorium “Ferdinando Scarfiotti”. Successivamente il giorno 22 Marzo 2018 le opere sono state trasferite nei locali di deposito della nostra Pinacoteca comunale. Tra questi quadri troviamo eccezionalmente anche quello citato dall’avvocato Silvano Mazzoni, purtroppo non più collocato nella sua straordinaria cornice intagliata, in quanto venduta nel 1961.
On quell’anno la persona che si era occupata per conto delle Clarisse della vendita del quadro e della cornice agli antiquari, è stato Mons. Giuseppe Bernacchia, nostro concittadino, nel passato Segretario del Vescovo di Fermo Mons. Carlo Castelli.
Nella corrispondenza con la Soprintendenza di Urbino, il Soprintendente dott. Giuseppe Marchini definisce la cornice del quadro “dorata e decorata da un motivo a girari in pastiglia rilevata”. Era stata inviata alla soprintendenza la foto del quadro con la preziosissima cornice, foto scattata da Bruno Grandinetti. Secondo la Soprintendenza di Mons. Giuseppe Bernacchi. Foto Studio Minnoni Fermo. Prop. Gianfranco Morgoni.Urbino l’attribuzione della tela al Maratta non era corretta, per motivi di qualità, per loro si trattava dell’opera di “un ignoto artista marchigiano della seconda metà del sec. XVII”.
Oggi l’opera d’arte in oggetto fa parte del patrimonio del nostro Comune ed andrebbe adeguatamente restaurata, incorniciata e valorizzata collocandola presso la nostra Pinacoteca Comunale, insieme a tutte le altre opere d’arte provenienti dal Monastero di San Tommaso delle Clarisse di Potenza Picena.

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1°_DSC3188Il Monastero delle Clarisse di Potenza Picena è stato chiuso nel 2008 e le ultime monache si sono trasferite nel Monastero di Pollenza. Tra i tanti beni del Monastero che sono stati ceduti al comune di Potenza Picena, troviamo anche un antico orologio da parete, non funzionante, con il quadrante in legno, decorato finemente.
Sul retro del quadrante si può leggere la firma del costruttore francese, Pietro Gautier, ed il n° 72. Secondo la tradizione orale delle nostre monache, che ci è stata riferita dal sig. Franco Clementoni, che per i lavori edili frequentava spesso il nostro Monastero, questo orologio dovrebbe risalire al settecento.
Per una conferma di questa ipotesi, abbiamo chiamato il sig. Sauro Corinaldi di Cingoli, esperto in materia di antichi orologi da torre, che tra l’altro ha restaurato nel 2004 l’orologio Isidoro Sommaruga del 1887 che oggi si trova nel foyer del Teatro “Bruno Mugellini”.
Il giorno Mercoledì 7 Marzo 2018, è venuto a Potenza Picena sia per visionare l’impianto Sommaruga del 1887, che l’orologio da parete di Pietro Gautier presso la nostra Pinacoteca Comunale “Benedetto Biancolini” in Via Trento.
Dopo aver visionato questo antico orologio da parete delle Clarisse, il sig. Sauro Corinaldi ha potuto confermare l’antichità dello strumento, sicuramente settecentesco, se non più antico. Ha per l’occasione fatto delle foto sia al quadrante che all’impianto, che purtroppo non è completo, anche se per i pezzi mancanti è possibile la loro ricostruzione per poterlo rendere ancora funzionante.
Si è impegnato a far visionare tutte le foto dell’orologio a dei suoi amici, esperti in questa tipologia di orologi. Ha fatto inoltre presente di aver visto a Firenze, presso il Museo Leonardo, alcuni orologi similari al nastro.

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Orologio Pietro Gautier da parete. Bene donato dalle Clarisse di Potenza Picena. Foto di Sergio Ceccotti.

Comunque ci ha confermato che anche in questo caso l’orologio in questione è un pezzo rarissimo, quindi molto importante da valorizzare adeguatamente all’interno della nostra Pinacoteca Comunale.
Ringraziamo il Sig. Sauro Corinaldi per la sua visita e la sua gratuita consulenza storica.

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L’Assunta di Pietro di Orazio di Porta Marina. Foto di Sergio Ceccotti.

Chiunque entra nel centro storico di Potenza Picena, non può fare a meno di notare sulla parete alla destra, nel Palazzo De Angelis, una bellissima immagine dell’Assunta su maiolica. Sotto a questa immagine c’è la scritta “I potentini a protezione della loro città nel I° anniversario della definizione del dogma. 1 Novembre 1951”.
L’autore di questa raffigurazione dell’Assunta non è il prof. Giuseppe Asciutti, come si afferma nel libro curato da Renza Baiocco “Il fascino della storia ed il respiro del mare. Potenza Picena” del 2009, ma bensì il decoratore di Civitella del Tronto in Abruzzo, Pietro Di Orazio, che nel 1951 lavorava presso la Ceramica Adriatica di Porto Potenza Picena.
Nel punto dove si trova questa immagine dell’Assunta fino al 1950 c’era la medioevale Porta Girola o Marina con merli a coda di rondine, cioè ghibellini. Questa porta di accesso al nostro centro storico è stata abbattuta con decisione del consiglio comunale del 8/12/1950 a votazione unanime, Sindaco Antonio Carestia, con la seguente motivazione: “premesso che da più tempo, in vista dell’aumentato traffico di automobili nella zona di Potenza Picena, si era imposta la necessità di doversi ampliare la porta principale di ingresso all’abitato (porta denominata Girola), e ciò allo scopo di prevenire soprattutto seri pericoli per le persone transitanti per l’angusto spazio della porta stessa”. In pratica è stata ampliata la porta, abbattendola!
Fino ad oggi nessuno era riuscito a capire a quale dogma si riferisse la scritta posta sotto all’immagine dell’Assunta. Il giorno Venerdì 5 Gennaio 2018 finalmente il prof. Gianfranco Morgoni, nostro collaboratore, è riuscito a trovare la soluzione. Il giorno 1 novembre del 1950 il Papa Pio XII proclamò il dogma dell’Assunzione di Maria e pertanto è questo l’anniversario citato sotto all’immagine della nostra Assunta. In passato molti avevano invece pensato al dogma dell’immacolata Concezione proclamato questo dal Pontefice marchigiano Pio IX il giorno 8/12/1854.
Sopra l’immagine dell’Assunta si trova un’antica epigrafe marmorea di cui ci siamo occupati in passato. Risale all’anno 1567 quando sotto Pio V il patrizio alessandrino Cesare Guasco, commissario preposto alle fortezze pontificie aveva dotato la città di una grande cinta muraria, e la liberò dal pericolo dei turchi.
Questa epigrafe marmorea molto importante per la nostra storia nel 2014 è stata restaurata da Paola Carestia di Potenza Picena e riportata all’antico splendore, mettendo anche sotto una targa metallica con il testo sia in latino che in italiano.
Un particolare che non può sfuggire a chi si occupa da tempo della storia di Monte Santo è la citazione “città” quando si parla della protezione dell’Assunta. Questo titolo che abbiamo acquisito ufficialmente solo nel 2015, il giorno 29 Ottobre con Decreto del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, secondo il nostro parere risale addirittura al giorno 27 Settembre del 1128, cioè a 890 anni fa, quando il Vescovo di Fermo Liberto proclamò Monte Santo “civitas”, cioè città.
Il giorno 27 Settembre di ogni anno dovrebbe essere degnamente ricordato e festeggiato dalla locale comunità come giorno di fondazione della nostra città.

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a cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri

Conte Commendator Carlo Buonaccorsi. Foto  Sergio Ceccotti.

Conte Commendator Carlo Buonaccorsi. Foto Sergio Ceccotti.

Il giorno 25 Marzo del 1918, cioè cento anni fa, moriva a Potenza Picena il conte Carlo Buonaccorsi. La sua morte improvvisa nel bosco della sua villa di Montecanepino, dove si era recato per una passeggiata, rimane ancora oggi molto misteriosa, anche se all’epoca si disse che era morto per un malore.
Nato a Potenza Picena il giorno 16 ottobre del 1877 dal conte Flavio e dalla Principessa di Roma Angela Chigi, fratello di Mario, Leopoldo, Gina, Alessandro, Giulio, Maria, Giulia ed Elena, il giorno 30/10/1916 sposa la Sig.ra Giuseppina Matteucci, figlia del fattore dei Buonaccorsi e non avranno figli. La moglie è morta il giorno 7/6/1970.
Compiuto il servizio militare, si è dedicato alla sua azienda agricola, occupandosi non solo dei campi, ma anche delle condizioni dei suoi contadini, migliorando notevolmente i patti colonici, con la riduzione dei pesi inerenti e la soppressione di antiche e vessatorie forme di tributi. Il padre, il conte Flavio Buonaccorsi era morto il giorno 20/8/1908, mentre la madre, la Principessa Angela Chigi il 12/1/1901.
I suoi funerali, imponenti, si sono tenuti in forma civile e si sono svolti il giorno 28 Marzo 1918, ed il suo corpo tumulato nella Cappella di famiglia nel nostro Cimitero. I discorsi commemorativi durante il funerale sono stati tenuti dall’avv. Trombettoni per la Cassa di Risparmio di Macerata, dall’ing. Volpino Volpini per l’Amministrazione Provinciale, e per quella comunale di Potenza Picena, dal Segretario comunale di Potenza Picena, dott. Tommasini Corrado e dal Direttore Didattico delle scuole Alessandro Palombari. Il ringraziamento della famiglia Buonaccorsi è stato pronunciato dal conte Corrado.
Ha parlato molto ampiamente di questo funerale il giornale “L’Unione” del giorno 4/4/1918. Il consiglio comunale di Potenza Picena ha ricordato il suo Sindaco nella seduta del giorno 28 Aprile 1918, dove ha parlato l’ing. Volpino Volpini e subito dopo si è tenuta presso il Teatro Condominale una pubblica commemorazione.
3°_DSC3185La figura del Conte Carlo Buonaccorsi è stata ricordata dal Dott. Giuseppe Gazzoni, ex-Segretario Comunale di Potenza Picena ed amico del Sindaco; questo intervento è stato anche stampato e distribuito ai partecipanti la commemorazione.
Carlo Buonaccorsi è stato consigliere ed assessore del comune di Potenza Picena dal 1901, poi dal 1907 Sindaco della nostra città, fino alla sua morte nel 1918. Nei 17 anni di Amministratore ed anche Sindaco viene ricordato in particolare per la sua battaglia per l’apertura di una sezione di Pretura nella nostra città, per la pubblica illuminazione elettrica, per l’acquedotto e la rete fognaria.
E’ stato consigliere provinciale di Macerata dal 1910 fino alla sua morte, Presidente della Cassa di Risparmio di Macerata dal 1912 e Presidente della Banca Popolare di Credito di Potenza Picena dal 1910 fino al 1913. E’ stato Console del Touring Club Italiano e nel 1913 gli è stata conferita la commenda dell’ordine della Corona d’Italia. Potenza Picena gli ha intitolato una via a Porto Potenza Picena, quella che costeggia la stazione ferroviaria vicino alla Torre.
4°_DSC3187La sua famiglia era una delle più antiche ed importanti di Monte Santo, insieme a quella dei Marefoschi. Tra i Bonaccorsi famosi a Potenza Picena vogliamo solo ricordare Mons. Alessandro Bonaccorsi, morto il giorno 6 Agosto del 1737 e che ha contribuito ad istituire nella nostra città l’Ospedale Civico in Corso Vittorio Emanuele II.
Lo scrittore Norberto Mancini nel 1950 ha inserito il conte Carlo Buonaccorsi tra i potentini illustri.
La morte di Carlo Buonaccorsi in questi anni è rimasta sempre un mistero, ma il ricordo di questo gentiluomo di provincia deve essere mantenuto vivo in quanto ha fatto molto per la nostra città come Sindaco ed amministratore pubblico.

Notizie tratte da:

  • In memoria del conte Comm. Carlo Buonaccorsi, a cura del Segretario comunale di Potenza Picena dott. Giuseppe Gazzoni 25/4/1918
  • “Potentini Illustri” di Norberto Mancini, Recanati 1950.
  • Filo Diretto n° 5 del gennaio 1999, “Carlo Buonaccorsi, un gentiluomo di provincia”, articolo a cura di Antonella Melatini.
  • I Bonaccorsi. Storia di un casato, Civitanova 1998, di Antonella Melatini
  • Archivio Storico Comunale di Potenza Picena.

pdficon_large carlo_buonaccorsi.pdf – testo del discorso del Segretario Comunale Giuseppe Gazzoni. Archivio Storico Comunale.

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