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Archive for marzo 2009

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Capitolo 3

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Orazione P Gabriele Monti (Biografia)

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Scipioni Mariano

Scipioni Mariano

Il 22 Marzo del 1944 venivano fucilati dai nazi-fascisti a Montalto, località del Comune di Cessapalombo, insieme ad altri 24 ragazzi, due giovani di Potenza Picena, Cutini Mariano e Scipioni Mariano, tra di loro veri amici. Per una scelta che rispondeva alle loro convinzioni di fede religiosa e di libertà, si erano rifiutati di rispondere alla chiamata alle armi disposta, con il bando del 4/11/1943, dalla Repubblica Sociale Italiana, ed insieme il 2 Febbraio 1944, giorno della Candelora, decisero di lasciare le loro famiglie ed unirsi ai patrioti del gruppo 201, comandato dal Tenente Achille Barilatti, che nelle montagne maceratesi si opponeva ai nazi-fascisti.
Sono stati gli unici patrioti di Potenza Picena morti nella guerra partigiana che si è combattuta nelle nostre zone.
Erano due ragazzi come tanti altri, lavoratori, uniti da una profonda fede religiosa e convinti antifascisti (erano aderenti all’Azione Cattolica locale e frequentavano la Parrocchia di S. Stefano; una lapide oggi posta all’interno dell’Oratorio li ricorda come giovani dell’Azione Cattolica caduti per la Patria. La lapide venne inaugurata il 19/10/1947 alla presenza dell’Arcivescovo di Fermo Mons. Norberto Perini e dell’On. Renato Tozzi-Condivi, ed era collocata in origine all’interno del Teatro S. Stefano (poi cinema Aurora).
Scipioni Mariano nasce a Potenza Picena il 16/2/1925 in via Umberto I° n. 165, da Bonaventura, campagnolo, e da Valentini Teresa, anche lei campagnola. Frequenta la Scuola Elementare locale con l’insegnante Maria Vittoria Spagnoli. Successivamente, dopo l’Avviamento Professionale, segue i corsi della Scuola d’Arte diretta dal Prof. Giuseppe Asciutti, ed inizia a lavorare come manovale muratore.
Cutini Mariano nasce invece il 13/4/1924 in C.da S. Girio n. 378, da Giuseppe, contadino e Sabbatini Anna, anche lei contadina. Frequenta la Scuola Elementare rurale di Tergi-Pamperduto, con l’insegnante Maria Pastocchi, e dopo l’Avviamento Professionale inizia a lavorare come operaio nella Fornace Antonelli.

Cutini Mariano

Cutini Mariano

Il Comune di Potenza Picena (delibera di Giunta n. 98 del 25/10/1945) “nell’intento di onorare le vittime della ferocia nazi-fascista, Cutini Mariano e Scipioni Mariano morti il 22/3/1944 nell’eccidio di Montalto, tenendone vivo il ricordo nell’animo della cittadinanza, delibera di intitolare al nome di Cutini Mariano l’attuale Via Massucci ed al nome di Scipioni Mariano il Vicolo Bernabei”.

Il Comune di Tolentino, in data 19/4/1947, ha conferito la cittadinanza onoraria ai congiunti di Mariano Cutini e Mariano Scipioni, Giuseppe e Bonaventura, per l’apporto dato dai loro figli alla lotta di Liberazione, combattuta al fianco dei giovani tolentinati.
L’Esercito Italiano nel 1962 ha conferito ai due giovani di Potenza Picena morti a Montalto la Croce al Merito di Guerra, alla memoria, per attività partigiana. La nostra comunità non deve dimenticare il sacrificio di questi due ragazzi, eroi italiani, che hanno pagato con la vita la loro convinzione di fede e di libertà.

Si ringraziano le famiglie Cutini e Scipioni per la loro collaborazione e per aver fornito documenti, foto e notizie sui loro congiunti fucilati a Montalto il 22 Marzo 1944. Su ringraziano inoltre Lucio Pastocchi e sua moglie Dian Furiasse (originaria di Montalto), Giulia e Sendra Asciutti per i loro suggerimenti.

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Padre Nazzareno Girio Pistelli

Padre Nazzareno Girio Pistelli

Il Sacerdote padre Nazzareno Pistelli (all’anagrafe Girio, Nazzareno) nasce a Potenza Picena il 5 giugno 1887, in contrada Via Piana, da Giuseppe, stradino, e Filippetti Maria, casalinga.
Uomo di profonda fede, entra nell’Ordine dei Frati Minori Osservanti (gli Zoccolanti) e successivamente ne esce, rimanendo Sacerdote Cappellano. Muore ad Ostra, in provincia di Ancona, il 24 marzo 1959.
Il Sacerdote padre Nazzareno Pistelli va ricordato comunque per la sua grande preparazione culturale, storica in particolare, e per essere stato per molti anni Regio Ispettore onorario della Soprintendenza ai musei e agli scavi, monumenti e belle arti delle Marche.
In questo suo ruolo, dopo aver fatto dichiarare Monumento Nazionale il Tempio (la Chiesa) di S. Francesco, si è attivato per farla restaurare, nel 1937, e riaprire la culto. I lavori furono eseguiti dall’impresa edile di Pasquale Clementoni e Figli di Potenza Picena. Il complesso religioso era a tal punto fatiscente che rischiava di essere abbattuto. Una lapide posta in fondo alla chiesa di S. Francesco ricorda questo suo impegno.
Successivamente ha salvato dalla distruzione anche il Santuario della Madonna della Neve, facendo dichiarare monumento nazionale la sacra immagine della Vergine, affresco attribuito a Pietro Domenico da Montepulciano. Anche le grate, in stile barocco, dei cori della Chiesa di S. Tommaso del Monastero delle Clarisse, grazie al suo intervento, vennero poste sotto tutela facendole dichiarare monumento nazionale.
Ha pubblicato, nel 1943, un volumetto sulla storia del Santuario della Madonna delle Grazie. Inoltre ha scritto un’altra opera storica dal titolo “Potenza Picena attraverso i secoli”, che non è stata mai pubblicata.
Un’altra grande passione di padre Nazzareno Pistelli era la fotografia. Per il suo ruolo di Ispettore onorario della Soprintendenza ai monumenti ha fotografato Chiese, monumenti ed opere d’arte di Potenza Picena.
Sono state ritrovate alcune lastre in vetro e documenti fotografici riconducibili al suo lavoro, tra cui l’unica riproduzione della facciata della Chiesa di S. Giacomo Maggiore prima dei lavori eseguiti su progetto dell’architetto Eusebio Petetti nel 1943. Anche gli interventi sul tetto e sul campanile della Chiesa di S. Francesco nel 1937 sono stati da lui fotodocumentati.
La sua macchina fotografica a soffietto, posseduta poi da Bruno Grandinetti, è oggi esposta all’interno della Fototeca Comunale, intitolata allo stesso Bruno, ospitata nella Chiesa di S. Caterina.
Padre Nazzareno Pistelli è senza dubbio un personaggio straordinario ed uno dei figli più illustri della nostra terra. Il salvataggio dalla distruzione della Chiesa di S. Francesco e del Santuario della Madonna della Neve, due elementi essenziali del patrimonio religioso e storico della nostra comunità, gli ha conferito un merito tale che i cittadini di Potenza Picena devono sentire una profonda riconoscenza nei suoi confronti e conservarne perennemente la memoria.

Notizie tratte da “Potentini illustri” di Norberto Mancini. Recanati, 1950, Ed. Pupilli.

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Cappella dei Contadini

Pittore nativo di Ascoli Piceno (1717), fu chiamato a Monte Santo per eseguire alcuni affreschi nella Villa Bonaccorsi. Si stabilì quindi nel nostro paese e ivi tenne una scuola frequentata da numerosi allievi, tra cui Bernardino Costanzoni e Giovanni Sari.
E’ l’autore del quadro raffigurante S. Emidio che protegge la nostra città dal terremoto, eseguito nel 1773 a ricordo del sisma verificatosi a Monte Santo nel 1770, e noto soprattutto perché vi compare il celebre scorcio del paese sostenuto dal putto, così com’era all’epoca. La tela, oggi nella Sala “Antonio Carestia” della Giunta Comunale nel Palazzo Municipale, dopo il restauro effettuato nel 1997 da parte di Gianfranco Pasquali di Macerata, era originariamente collocata nella chiesetta del cimitero.
Affrescò anche il presbiterio dell’oratorio dei contadini, sotto la Collegiata di S. Stefano, e ritoccò il quadro all’altare maggiore della chiesa di S. Tommaso (“L’Incredulità di S. Tommaso” attr. a Francesco Caccianiga, sec. XVIII) che, già dipinto nel secolo precedente, nel 1780 dovette essere adattato alle dimensioni del nuovo altare, con l’aggiunta di una lunetta nella parte superiore.
Nel 1791, incaricato dal Comune, eseguì il quadro di S. Girio per la chiesa omonima. In questo dipinto, recentemente restaurato, compaiono le figure del Santo, della Vergine col Bambino ed anche una bella veduta settecentesca di Monte Santo, in cui si intravedono, tra l’altro, la vecchia facciata del palazzo comunale con il loggiato superiore oggi chiuso, e la Porta Marina.Quanto alle opere eseguite fuori dal nostro Comune, si ha notizia di un quadro a Città della Pieve (PG) e di un altro nella chiesa di S. Agostino a Civitanova Alta raffigurante alcuni santi ed un putto disposti attorno ad una preesistente immagine della Vergine. Fu interpellato inoltre, nel 1753, da Giovanni Maria Costantini, padre cappuccino, studioso di varie discipline, anch’egli nostro illustre conterraneo, per esprimere un parere circa il modo di procedere al restauro degli affreschi del Pomarancio nella sacrestia della Basilica della Santa Casa di Loreto. Presso la stessa Basilica, eseguì comunque il restauro di una cappella.
Morì a Monte Santo il 23 maggio 1797.
Il Comune di Potenza Picena (delibera di Giunta n° 306 del 14/5/1999), accogliendo la proposta degli organizzatori della mostra fotografica di Bruno Grandinetti “Ignoti sulla bocca di tutti”, (Bruno Grandinetti, Paolo Onofri e Gianfranco Morgoni), ha deciso di intitolare al pittore Benedetto Biancolini la Pinacoteca Comunale di Via Trento.
Notizie tratte da:
– A. R. e NANNI MONELLI, G. SANTARELLI, Le Clarisse a Potenza Picena, Ancona 1993
– N. MANCINI, Potentini illustri, Recanati, 1950
– F. GRIMALDI, Pittori a Loreto – Committenze tra ‘500 e ‘600, Ancona 1988
– Libri degli Atti Consiliari presso l’Archivio Storico Comunale di Potenza Picena

Galleria fotografica

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Sant'Isidoro

Sant'Isidoro dopo il restauro (foto Luigi Anzalone)

Il giorno martedì 17 Febbraio 2009 è ritornato restaurato il quadro di S. Isidoro “l’agricoltore” della Collegiata di S. Stefano, ed è stato collocato nella seconda cappella in cornu Evangelii (a sinistra) all’interno della Chiesa, dedicata al Sacro Cuore. Il restauro è stato eseguito dalla ditta Ars Nova di Montecosaro, per un importo complessivo dei lavori di € 4.488, IVA compresa, interamente finanziato dalla Parrocchia dei SS. Stefano e Giacomo di Potenza Picena.

Il quadro di S. Isidoro “l’agricoltore”, patrono delle campagne e dei raccolti, di piccole dimensioni (cm 143×212), in origine era collocato nella Cappella dei Contadini, sotto la Collegiata di S. Stefano, dove si svolgevano le funzioni religiose solo alla domenica ad uso dei contadini. La Congregazione dei Contadini, dedicata alla Purificazione di Maria, la cui festa si celebrava il 2 Febbraio di ogni anno, giorno della Candelora, era stata fondata dai Gesuiti di Monte Santo probabilmente nel XVI sec., insieme a quella dei Cittadini e degli Artisti, ed ha operato fino agli inizi del Novecento.

Il quadro dedicato a S. Isidoro dovrebbe risalire alla seconda metà del sec. XVIII e rappresenta una bella scena campestre, dove in secondo piano abbiamo due angeli che fanno lavorare due paia di buoi, mentre dietro al Santo c’è un nobile che assiste al “miracolo”  dell’acqua; sullo sfondo un paese, forse Monte Santo, visto dalla vallata del Potenza. Inoltre vi sono in basso, sulla destra, anche degli attrezzi tipici del lavoro nei campi, quali la vanga, la zappa ed il badile. L’opera con molta probabilità dovrebbe essere stata eseguita da Benedetto Biancolini, o da un suo allievo (il pittore, nativo di Ascoli Piceno, a Monte Santo aveva anche una sua scuola, i cui allievi più importanti erano Bernardino Costanzoni e Giovanni Sari). Inoltre Benedetto Biancolini nello stesso periodo aveva affrescato il presbiterio della Cappella dei Contadini, dove compaiono quali elementi decorativi anche strumenti agricoli. In Collegiata si festeggiava la festa di S. Isidoro il giorno 15 Maggio. Un’altra importante opera d’arte, una delle poche superstiti della Chiesa di S. Ignazio e del Collegio dei Gesuiti di Monte Santo (insieme a quella attribuita di Benedetto Luti (1666-1724) “La morte (il transito) di S. Giuseppe”, anche di questo quadro è stato avviato il restauro, affidato alla stessa ditta Ars Nova di Montecosaro per una spesa complessiva di € 6.141), testimonianza importante della nostra tradizione religiosa ed artistica, è stata finalmente recuperata ed il merito è sicuramente del Parroco don Andrea Bezzini, che in quest’opera di valorizzazione del patrimonio locale, i cittadini di Potenza Picena dovrebbero sostenere, anche economicamente.

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