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Archive for ottobre 2009

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Adobe PDF icon Contratto x polittico atto del notaio Antonio Bertacchini, Vol. del 1491-1498 della Sezione di Archivio di Satato di Fermo. Contratto tra il pittore Veneto Vittore Crivelli e Frate Luca, guardiano del Convento di S. Francesco di Monte Santo, insieme a Frate Arcangelo vicario dello stesso convento dei Francescani Conventuali, per l’esecuzione del polittico della Chiesa di S. Francesco (17/10/1491). L’opera è stata completata e consegnata solo il 16 Maggio 1493 e pagata 86 fiorini d’oro. Il polittico doveva essere uguale a quello della cappella Euffreducci, collocata nella Chiesa Francescana di Fermo.

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La morte (Il transito) di S. Giuseppe

Il giorno lunedì 13 settembre 2009 è finalmente ritornato in Collegiata restaurato il grande quadro (cm 180×263) attribuito al pittore fiorentino Benedetto Luti (1666-1724) “La morte (il transito) di S. Giuseppe”, olio su tela, inizi sec. XVIII.

Il restauro è stato effettuato dalla ditta Ars Nova di Donatella Perugini e Francesca Pignani di Montecosaro (la stessa che in precedenza aveva già restaurato il “S. Isidoro”), per una spesa complessiva di € 6.140, compreso il restauro della vecchia cornice, purtroppo non più riutilizzabile, somma interamente a carico della Parrocchia dei SS. Stefano e Giacomo.

La scena del dipinto raffigura la morte di S. Giuseppe, circondato da Gesù, Maria ed alcuni angeli, ed è l’unica opera presente oggi in Collegiata che anticamente ornava la Chiesa di S. Ignazio dei Padri Gesuiti di Monte Santo (oltre alle statue dei Santi Ignazio, Francesco Borgia, Luigi Gonzaga, Francesco Saverio e Stanislao Kostka).

Infatti tutti gli altri quadri della Chiesa di S. Ignazio sono stati rimossi per far posto alle tele e alle tavole provenienti dalla antica Pieve di S. Stefano, demolita nel 1796, che si trovava nella Piazza centrale del Paese. In particolare il S. Stefano, posto oggi sopra l’altare maggiore, della Scuola Bolognese della prima metà del sec. XVII, la Discesa dello Spirito Santo del milanese Andrea Lanzani del sec. XVII, collocata nella Cappella della Pentecoste, ed il polittico di Pietro di Domenico da Montepulciano, raffigurante la Madonna col Bambino tra i Santi Michele Arcangelo, Girio, Stefano e Lorenzo degli inizi del sec. XV, venduto purtroppo a privati nel 1943 dalle Suore dell’Addolorata di Potenza Picena.

Gli altri quadri della Chiesa di S. Ignazio o sono dispersi, come quello di Giovanni Francesco Romanelli, detto il Viterbese o Raffaellino (Viterbo 1610 – 8/11/1662), commissionato dalla Sig.ra Caterina Massucci di Monte Santo e pagato nel 1661 150 scudi, raffigurante S. Francesco Saverio, oppure sono collocati presso altri Istituti religiosi, come l’opera attribuita al pittore romano Giacinto Brandi che ornava l’altare maggiore, raffigurante S. Ignazio e S. Girio del sec. XVII, oggi presso il convento del Cappuccini di Potenza Picena.

Il quadro della morte di S. Giuseppe, attribuito a Benedetto Luti, si trovava nell’altare di S. Giuseppe della Cappellania eretta da Carlo Gentili, mantenuto dalla Confraternita degli Agonizzanti.

Con questo ultimo restauro la Parrocchia dei SS. Sefano e Giacomo continua a portare avanti con coraggio la scelta i recuperare e valorizzare il grande patrimonio storico ed artistico della nostra comunità.

Notizie storiche a cura del dott. Roberto Domenichini.


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di Gianfranco Morgoni

Mons Luigi Boschi

Mons Luigi Boschi

Nacque il 3 agosto 1853 da genitori modesti e pii della parrocchia di S. Girio. Avendo manifestato sin dalla fanciullezza una vocazione sacerdotale, fu avviato agli studi presso il Seminario di Fermo. Passò quindi all’Almo Collegio Capranica di Roma, dove ebbe per compagno Giacomo della Chiesa, che nel 1914 sarebbe diventato Papa Benedetto XV, e con il quale mantenne sempre vincoli di amicizia. Dopo aver studiato Teologia all’Università del Collegio Romano, nel Natale del 1878 fu ordinato sacerdote.

Ritornato a Potenza Picena, dal 25 luglio 1888 fu parroco di S. Giacomo, fino a che, dopo aver ricevuto la nomina dal Pontefice Leone XIII, il 31 gennaio del 1904 si insediò come Vescovo nella Diocesi di Ripatransone. Morì il 20 gennaio 1924. Il 22 successivo si svolsero i suoi funerali e venne sepolto nel cimitero di Ripatransone. Il 20 febbraio dello stesso anno, ricorrendo il trigesimo della morte, fu celebrato un ufficio solenne nella nostra Chiesa Collegiata. L’11 febbraio del 1974 le sue spoglie vennero trasferite nella cripta della Cattedrale di Ripatransone.

L’attività episcopale di Mons. Luigi Boschi fu sempre caratterizzata da umiltà, spirito di sacrificio, amore e vicinanza al suo popolo, come evidenziato da Cesare Nisi nel necrologio pubblicato a Fermo nell’anno della sua morte.

Stemma del Vescovo Luigi Boschi

Stemma del Vescovo Luigi Boschi

Inoltre, nell’ambito del Movimento Cattolico, favorì la nascita di varie Società Operaie intitolate a S. Pio V, per l’assistenza ed il soccorso delle popolazioni più bisognose: operai, contadini, artigiani. Nel 1922, all’alba del Fascismo, pochi giorni prima della Marcia su Roma, subì azioni squadristiche manifestatesi attraverso atti vandalici contro l’Episcopio e le abitazioni di alcuni sacerdoti.

Sulla sua tomba nel cimitero di Ripatransone fu collocata questa epigrafe:

Aloisius Boschi – Archidioecesis Firmanae et Romani capranicensis collegi – doctrinae et pietatis meritis praeclarus alumnus – Ripanae Ecclesiae episcopus omnium plausu sacratus – viginti prope annos pastorale munus merite cessit – dignus qui ad maiora ascenderet – nisi humilitas virtutem eius aequasset pariter – patris boni et usque vigliantis vita splendide illuxit – omnesque eius mortem deflevere – funeribus triumphi ad Iustar Decoratam – vixit A. 70 M. 5 D. 17 – decessit die 20 Jan. 1924 – soror moerens adhuc posuit.

In occasione della celebrazione del trigesimo in Collegiata fu distribuito un ricordino che diceva:

Potenza Picena dolce terra natale da lui sempre teneramente amata – e che ne ammirò e sperimentò la carità generosa l’illuminato consiglio – come parroco e vicario foraneo – al figlio illustre – con solenni suffragi porge – l’estremo tributo – d’amore di venerazione di pianto.

Nella sagrestia della Chiesa Collegiata di S. Stefano sotto un quadro si legge:

Aloysio Boschi – domo Potentia Picena – viro pietate et doctrina conspicuo – Episcopo Ripano – anno XXII – diligentissimo – qui sancte decessit anno MCMXXIV – aetatis LXXI – Julius Gabriel Monti sodalis augustinianus – civi optime merito faciendum curavit – anno sacro MCMXXV.

(Note biografiche tratte da “Potentini Illustri”, di Norberto Mancini, 1950, e dall’enciclopedia libera online Wikipedia, Luigi Boschi, http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Luigi_Boschi&oldid=25325803 ,in data 6 ottobre 2009)

Potenza Picena, 6 ottobre 2009

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