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Archive for luglio 2010

Mons. Giuseppe Maria Bravi

Mons. Giuseppe Maria Bravi

Potenza Picena può vantare tra i suoi figli più illustri Giuseppe Maria Bravi, Vescovo di Tipasa e primo Vicario Apostolico europeo di Colombo, Ceylon, nello Sri Lanka.

Giuseppe Maria Bravi nasce infatti a Monte Santo, l’attuale Potenza Picena, il 6/12/1813 da Giovanni Battista e Serafina Belletti. Il padre si era trasferito da Monterosso di Sassoferrato a Monte Santo per seguire la sua professione di amministratore delle proprietà terriere della famiglia del conte Carradori Flamini. Dopo aver frequentato le scuole a Monte Santo, prosegue gli studi classici a Recanati. A 16 anni entra nell’ordine Silvestrino di Fabriano. Dopo la sua professione solenne avvenuta nel 1831 nella Chiesa di S. Benedetto di Fabriano, fu assegnato al Monastero di S. Maria Nuova di Matelica. Per gli studi filosofici si recò a Perugia e Fabriano, nel Monastero di S. Benedetto, mentre per lo studio della teologia scelse il Monastero di S. Silvestro di Osimo. Ricevette il suddiaconato dal Vescovo di Fabriano e Matelica Mons. Pietro Balducci il 4/4/1835. Il diaconato e sacerdozio gli vennero conferiti rispettivamente il 9/12/1835 ed il 19/6/1836 da Mons. Alessandro Bernetti, Vescovo di Recanati e Loreto, nella sua Cappella privata di Loreto. (altro…)

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Frontespizio del libro di Carlo Cenerelli Campana

Grazie al nostro blog finalmente siamo stati in grado di ritrovare i discendenti della nobile famiglia di Carlo Cenerelli Campana, autore nel 1852 del libro sulla storia di Monte Santo “Istoria dell’antica città di Potenza rediviva in Montesanto”, stampato presso la Tipografia Jaffei di Ripatransone.

Questa straordinaria scoperta viene dopo la recente individuazione del Palazzo della famiglia Cenerelli Campana a Potenza Picena, posto in via Tripoli, in prossimità della Piazzetta che porta il loro nome.

Si è messo in contatto con noi il Signor Luigi Cenerelli, residente a Firenze, discendente del figlio di Carlo Cenerelli Campana, Luigi, nato a Monte Santo nel 1822 e morto in Osimo nel 1890, sposato con la Signora Luigia Angiolani, che già nel 1861 risultava presente in Osimo. Era l’unico figlio maschio che non aveva seguito la vita religiosa, a differenza dei fratelli don Giovanni e don Francesco (anche una sorella, Francesca, risulta tra le suore di clausura del Monastero delle Benedettine di Potenza Picena).

Durante i lavori di ricerca sulla famiglia Cenerelli Campana abbiamo fatto un’altra scoperta molto interessante. La stele recintata da un’inferriata posta all’ingresso, sulla sinistra, del cimitero di Potenza Picena, di cui nessuno conosceva il significato, sappiamo ora che è dedicata ai coniugi Francesco Angelelli e Maria Cenerelli, la prima figlia di Carlo Cenerelli Campana.

L’individuazione dei discendenti di Carlo Cenerelli Campana è un grande avvenimento per la nostra comunità, che ha la possibilità di riallacciare i rapporti con i rappresentanti di una famiglia che ha fatto la storia di Monte Santo.

Si spera che l’Amministrazione Comunale di Potenza Picena inviti il Sig. Luigi Cenerelli e i suoi famigliari nella nostra città per fargli conoscere il paese dove è nato e vissuto il loro antenato, che dopo 150 anni è molto cambiato ma che comunque non ha mai dimenticato uno dei suoi figli più illustri che ha saputo valorizzare la storia, la tradizione e la cultura di Monte Santo, intitolandogli anche nel 2002 la Biblioteca Comunale di Via Trento.

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Documenti e la Storia di Potenza Picena

È stato stampato nel mese di maggio 2010 presso la Litografica Com di Capodarco di Fermo il libro di Don Vincenzo Galiè, noto storico e ricercatore marchigiano, studioso della topografia antica e dell’archeologia delle basse Marche, oltre che parroco di Campofilone (FM), “I documenti e la storia di Potenza Picena”.

Il volume, il terzo che Don Vincenzo Galiè scrive esclusivamente su Potenza Picena e il suo territorio (il primo è stato pubblicato nel 1992 “Da «Potentia» a Monte Santo a Potenza Picena”, il secondo nel 2006 “Trovata la città romana di Potentia di epoca imperiale”), approfondisce alcuni temi già affrontati nelle precedenti pubblicazioni, con delle novità per quanto riguarda l’individuazione del Porto di Potentia del periodo imperiale, che lui colloca nella zona degli stagni (dei laghetti), dove nel 1673 è stata costruita la Torre Nuova e da ulteriori elementi per ricostruire la storia del Porto di Monte Santo e del suo Castello (oggi Porto Potenza Picena), e sulle origini e sviluppo di Monte Santo, documentando che l’antica denominazione della città era Monte Santo Stefano. Inoltre vi sono interessanti notizie su alcuni aspetti della vita religiosa e civile di Monte Santo, tratti dalla visita Apostolica del 1573, di Mons. Giovan Battista Maremonti e di quella Pastorale del 1765 di Mons. Ubaldo Paracciani, Arcivescovo di Fermo. È un libro sicuramente interessante visto che Don Vincenzo Galiè, da competente storico, si basa sempre nei suoi lavori sulla consultazione sia dei documenti di archivio, che della migliore bibliografia in materia. Anche quando arriva a delle conclusioni documentate con l’utilizzo di strumenti moderni, come il georadar, non condivise dalla Soprintendenza Archeologica delle Marche di Ancona, come nel caso della individuazione dei resti della città romana di Potentia di epoca imperiale nel territorio del nostro Comune in località Marignano, il suo lavoro è prezioso e va rispettato perché porta sempre delle meditate argomentazioni, con cui necessariamente confrontarsi.

Don Galiè

Don Vincenzo Galiè con quest’ultima pubblicazione è arrivato a 61 lavori di ricerca da quando ha iniziato a scrivere nel lontano 1974, trattando svariati argomenti di diverse realtà marchigiane, confermandosi come uno dei più importanti studiosi che hanno approfondito la storia antica di Monte Santo, insieme a Carlo Cenerelli Campana, autore nel 1852 del libro “Istoria dell’antica città di Potenza rediviva in Montesanto”. Don Vincenzo è molto legato alla nostra comunità, pur essendo nato a Monte Fiore dell’Aso (AP) il 20 agosto 1940, perché è stato parroco della Parrocchia di S. Giovanni Evangelista di Montecanepino dal 1967 al 1986 e cappellano dell’Istituto di Riabilitazione S. Stefano di Porto Potenza Picena.

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La Chiesa di S. Anna agli inizi del Novecento

E’ stata inaugurata sabato 26 giugno 2010 dal Sindaco di Potenza Picena Sergio Paolucci, presso la Torre di S. Anna in Piazza Marotta, la mostra “Anime e Muri” Porto Potenza dal 1857 al 1926, uno sguardo al passato, organizzata dalla locale Pro-Loco e dal Comune, curata da Piero Cingolani, con la consulenza storica di Paolo Onofri e la collaborazione di Gianluca Sbrollini, Massimo Ricciardi, Roberto Purifico, Carlo Del Medico, Marco Malatini, Silvia Lambertucci, David Dernowski, Delio Ricci, Alessandro Carella e Mario Moroni.

La mostra rimarrà aperta fino al 31 Agosto, tutti i venerdì, sabato e domenica, dalle ore 21,30 alle ore 23,30 e si potrà anche visitare la Torre. Partendo dai documenti conservati sia nell’Archivio Storico Comunale che in quello della Parrocchia di S. Anna, si ricostruisce la storia della comunità di Porto Potenza dal 1857, anno in cui il Papa marchigiano Pio IX il giorno 16 Maggio sosta al Porto di Monte Santo, nei pressi del Castello e riceve tutta la comunità civile e religiosa, fino al 1926, quando il Vescovo di Fermo, Mons. Carlo Castelli il giorno sabato 23 Ottobre alle ore 9,00 inaugura la nuova Chiesa di S. Anna, progettata dall’Architetto santese Eusebio Petetti, fortemente voluta dal parroco Don Silvio Spinaci, dal Comune di Potenza Picena, Sindaco l’Avv. Paolo Scarfiotti e dall’intera comunità locale, che ha contribuito a finanziare la costruzione. Con questa mostra la cittadinanza di Porto Potenza e dell’intero Comune ha la possibilità di conoscere più dettagliatamente il ruolo svolto dalla nuova linea ferroviaria e dalla locale stazione, inaugurata il 17 Maggio 1863, nel contesto di uno sviluppo urbanistico e demografico che ha portato nel giro di diversi decenni ad una notevole crescita della zona costiera, a discapito sia del Capoluogo, delle sue frazioni, Montecanepino e S. Girio e di tutta la campagna.

Schizzo del progetto

Porto Potenza da località balneare frequentata solo nel periodo estivo, dove prevalente era l’attività della pesca, si trasforma in breve tempo in comunità e la prima cosa a cui si pensa nel 1863 è la costruzione di una Chiesa, di una “cappellina a dir messa”, anche al servizio dei frequentatori della stazione ferroviaria. Prima dell’arrivo di Don Silvio Spinaci, quando viene istituita la Parrocchia nel 1899, il Comune pagava un cappellano che si recava al Porto a dir messa nei giorni festivi. Il primo cappellano è stato p. Francesco Quadrini, seguito da Don Alessandro Mercuri, che svolgeva anche il compito di maestro elementare  per i bambini del luogo, fino a Don Antonio Pierconti. Già nel 1870 si parlava di istituire la nuova Parrocchia al Porto, i cui abitanti dipendevano da quella di S. Stefano del Capoluogo. Nel 1898, vista la crescita demografica del Porto, 71 capi famiglia chiedono al Sindaco di Potenza Picena, Cav. Ettore Bocci, di attivarsi per la istituzione di una nuova Parrocchia. Il provvedimento del Vescovo di Fermo, Mons. Roberto Papiri, arriverà solo il 15/3/1899 e la Parrocchia si chiamerà di S. Anna. A proposito del nome della Chiesa e della Parrocchia, la tradizione ha sempre attribuito questo fatto alla presenza del quadro raffigurante la “Vergine con Bambino tra i Santi Gioacchino e Anna” del sec. XVII, proveniente dalla Chiesa di S. Pietro di Potenza Picena. Sulla base dei documenti di archivio, prima che il quadro fosse trasferito nella Chiesa del Porto, già in una lettera del 1879 il Vescovo di Fermo, Mons. Amilcare Malagola, in una sua visita chiamava la Chiesa del Porto di S. Anna.

Scopriamo con questa mostra il ruolo svolto dal Conte Alessandro Buonaccorsi, marito di Ada Casalis figlia del Sen. Bartolomeo, sia per la comunità del Porto che per la nuova Chiesa. La prima somma che Don Silvio Spinaci poteva utilizzare per la costruzione della nuova Chiesa era quella messa a disposizione dal Conte fin dal 1896, pari a lire 15.000. Anche la famiglia Casalis doveva mettere a disposizione gratuitamente un’area per costruire la nuova Chiesa, ma Don Silvio Spinaci chiedeva una zona più centrale del paese, corrispondente all’attuale Piazza Douhet, ma in questo caso doveva pagarla. A questo punto vista la scarsità dei fondi a disposizione, si è ripiegato sull’attuale sede, abbattendo la vecchia Chiesa ed altri fabbricati utilizzando lo spazio messo a disposizione gratuitamente dal Comune, che contribuiva anche con una somma di lire 78.000. Anche Pio XI, come il Conte Giancarlo Conestabile della Staffa, ha contribuito per la costruzione della nuova Chiesa.

Don Silvio Spinaci, I° Parroco di S. Anna

Fa un certo effetto vedere esposto il progetto della nuova Chiesa di S. Anna dell’Arch. Eusebio Petetti, come riprodotti i vecchi manifesti di fine Ottocento delle prime feste organizzate a Porto Potenza durante la stagione estiva, con i fuochi artificiali del pirotecnico Ermenegildo Spagnolini del 1893 e con i giochi popolari dell’epoca, come le “corse umoristiche” del 1898. Per non parlare di quello della prima fiera di S. Anna del 1907, che all’epoca era di merci ed animali, organizzata dalla Società Operaia di Mutuo Soccorso  “Giovanni Colocci”.

Indubbiamente la mostra ci consente di riappropriarci di un passato che è alla base della originalità della comunità di Porto Potenza, unita e solidale intorno ai suoi simboli religiosi e civili più antichi, la Chiesa di S. Anna, la Torre del Porto, e la Stazione Ferroviaria.

La mostra per il suo grande valore storico e documentale dovrebbe essere fatta conoscere a tutti i ragazzi delle scuole del Comune di Potenza Picena ed anche ai cittadini del Capoluogo.

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