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Archive for novembre 2012

A cura di Michele Emili

Mario Clementoni

Mario Clementoni

“Il gioco è una cosa seria. Non bisognerebbe mai smettere di giocare, specialmente quando si diventa grandi”.

E’ famoso in tutto il mondo “l’uomo dei giochi”. Mario Clementoni, potentino verace (o meglio, “montesantese”, com’egli stesso ama definirsi), ha mantenuto da sempre un cordone ombelicale fatto di affetto, ricordi e amicizie indelebili con la sua città di origine, dove ha vissuto la sua infanzia e dove, con ogni probabilità, ha maturato le scelte del suo futuro.

Dire Clementoni infatti vuol dire Potenza Picena: una famiglia storica di “Montesanto”, legata a questi luoghi da figli che hanno dato lustro e onore a tutto il nostro territorio (ricordiamo, ad esempio, il M° Arturo Clementoni, apprezzato musicista e compositore, zio di Mario). Attualmente Mario Clementoni è il più famoso industriale italiano nel campo del gioco e del giocattolo. Ha fondato la sua azienda quasi quarant’anni fa, e oggi esporta la sua produzione in numerosissimi Paesi di tutto il mondo: i giochi Clementoni sono tradotti in dieci lingue. Nato a Potenza Picena il 27 gennaio 1925, è sposato con la Sig.ra Matilde Brualdi, che lo ha sempre affiancato in azienda. Anche i quattro figli, Stefano, Patrizia, Pierpaolo e Giovanni, ricoprono incarichi direttivi nei diversi reparti. (altro…)

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Presentazione di Claudio Marcozzi
fotografo – giornalista

Inaugurazione mostra

Il viaggio è la strada, non la meta. Viaggio è percorso, incontri e comunicazione, un assorbimento che si traduce in esperienza e cultura. Il contatto diretto porta spesso esiti diversi da quelli immaginati leggendo o vedendo da lontano e ogni stereotipo si frantuma passo dopo passo quando fisicamente si procede nel teatro esotico in cerca di conferme che invece di arrivare prendono un posto sempre più lontano nel nostro archivio mentale, fino a scomparire di fronte alle evidenze vissute in prima persona. Così i luoghi diventano parte di noi, nel profondo, come fondali che hanno ospitato la nostra presenza anche solo per poco tempo, e ogni incontro ci arricchisce di saperi, di sorrisi scambiati senza spendere un soldo, e con le poche parole e le gestualità saranno conservati nella memoria come tesori.

Inaugurazione mostra fotografica

Questo andare di Bruno Belardinelli in terra vietnamita, pur senza l’autonomia del viandante libero ma con le costrizioni di un programma imposto, riesce a farci immaginare una curiosità cordiale verso un paese noto quasi esclusivamente per i ricordi di cronache giovanili, cronache di guerra, e a tramandarcene un volto rispondente al percorso di ricerca che si è voluto ritagliare personalmente allontanandosi dal gruppo per trovare la vita vera, il quotidiano che non recita e non si mette in posa. Perché la quotidianità è lo spettacolo più grande, quando c’è una fotografia a raccontarcelo.

 Bruno Belardinelli nato a Potenza Picena il 7/11/1947 da Dorino e Giuseppa Battistelli, perito meccanico, oggi in pensione, sposato con la Sig.ra Adalgisa Ripa e padre di Italo, abita in Via Giovanni XXIII nel Capoluogo di Potenza Picena.

Inaugurazione mostra

Fin da giovane ha coltivato la passione per la fotografia. Ha collaborato con le varie associazioni che sono nate in passato nell’ambito potentino, e oggi è membro fondatore del Fotoclub di Potenza Picena. Ha portato avanti la sua passione fotografica con impegno, curando in passato le conoscenze dei vari processi di sviluppo, stampa e ripresa fotografica, e oggi, nel mondo digitale, contribuisce con la sua passione, a far crescere il movimento fotografico locale. “Vietnam Today” è il suo primo lavoro che viene presentato.

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di Pamela Temperini

Quella terra che s’affaccia
di sui colli alla marina
come sposa da balconi
nella limpida mattina;
[…] o mia terra benedetta,
nell’ignara tua semenza
riconosco i vivi e i morti,
dei millenni l’esperienza;
o mia terra benedetta,
qui dei sogni nella gloria
curvo interrogo il tuo seme
e ritrovo la mia storia.

(da “La Terra”
di Bruno Arzeni)

Biografia di Bruno Arzeni

È un giorno qualunque di un anno preciso, il 1944. Dei bimbi giocano nella corte di un modesto casale alla periferia di Macerata. È l’ora della merenda, lo sanno, e per questo si affollano intorno a Piera che ha promesso loro pane e marmellata. Ma la gioia di gustare questa prelibatezza si spegne quando la signora Helga, vicina di casa, interviene ammonendo che il contenuto delle scatolette, distribuite dai tedeschi accampati nelle vicinanze, in realtà è lucido da scarpe. Nessuno metterà in dubbio le sue parole perché Helga Steinmeyer è una giovane tedesca, arrivata a Macerata anni prima, per amore di un affascinante docente italiano conosciuto all’Università di Monaco di Baviera: Bruno Arzeni. (altro…)

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Marina Romoli onlus

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Presentazione di Claudio Marcozzi
fotografo – giornalista

Taglio del nastro

Questo diario di Teresina è un racconto che Stefano Belardinelli ci offre con un coinvolgimento emotivo che non può nascondere, le immagini lo sottolineano in modo eloquente. La sua partecipazione ai momenti della giornata e ad ogni gesto della donna sa quasi di missione destinata alla conservazione di un patrimonio. La storia della vita di molti dei nostri vecchi è un bene culturale intangibile: intangibile rispetto alla concretezza dei monumenti, ma potrebbe essere riconosciuto ugualmente dall’Unesco. Dovremmo averlo tutti dentro di noi come un imprinting incancellabile, ma le follie della vita moderna ci allontanano da tanta scienza e saggezza per farci perdere nelle fragili, voluttuose apparenze vendute come traguardi irrinunciabili. Quella di Teresina è una storia d’amore verso la terra e gli esseri viventi, una storia di dedizione e di rispetto.

Mostra Il mondo di Teresina e Vietnam Today

Di sacrifici e di forza interiore. Di carattere. Le sue mani ce lo dimostrano con un capitolo preciso, dedicato al lavoro, agli affetti, a una salda praticità: parlano e insegnano. Il suo sguardo fiero, velato dalle intemperie ma che sa essere ancora penetrante, e le sue rughe, da leggere come le righe di un libro aperto sulla sua vita intera. Una vita di ordinaria semplicità ma proprio per questo straordinaria. Teresina è la storia delle nostre radici a volte dimenticate. Meritava questo monumento.

Stefano Belardinelli nato a Potenza Picena il 7/11/1952 da Dorino e Giuseppa Battistelli, ingegnere meccanico, sposato con la Dott.ssa Stefania Marabini e padre di Laura e Luca, abita nella frazione di S. Girio di Potenza Picena.

Fin da giovane ha coltivato la passione per la fotografia, maturata frequentando lo studio di Bruno Grandinetti. Ha collaborato con le varie associazioni che sono nate in passato nell’ambito potentino, e oggi è membro fondatore del Fotoclub di Potenza Picena e recentemente anche co-Presidente, insieme a Zeonia Romagnoli ed Enzo Romagnoli. Ha portato avanti la sua passione fotografica con impegno, curando in passato le conoscenze dei vari processi di sviluppo, stampa e ripresa fotografica, e oggi, nel mondo digitale, contribuisce con la sua passione, a far crescere il movimento fotografico locale. “Il Mondo Di Teresina” è il suo primo lavoro che viene presentato.

Mostra Il mondo di Teresina e Vietnam Today

Teresa (Teresina) Rebichini, soggetto delle foto di Stefano Belardinelli, è nata a Potenza Picena il 22/2/1920 da Enrico e Pasqualina Scataglini, sposata con Guido Mazzoni, vive nella nostra città in C.da Altavilla.

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Bruno Laurencich, Estela Percossi e Arianna Serra.

Il giorno giovedì 23 agosto 2012 è venuta a Potenza Picena per una breve visita Estela (Stella) Percossi, figlia di Mario Percossi, “il gaucho”, l’artista della nostra emigrazione in terra argentina, autore della statua della Libertà che sormonta la Piramide de Mayo di Largo Leopardi, unica copia al mondo di quella presente a Buenos Aires in Argentina.

Insieme a lei il figlio Bruno Laurencich, con la fidanzata Arianna ed il padre di quest’ultima Alessandro Serra di Roma.

Bruno Laurencich, oggi ha 25 anni ed era stato a Potenza Picena quando aveva solo 5 anni, ha ereditato dal nonno Mario la vena artistica. La mamma Estela (Stella) Percossi, architetto, vive e lavora a Tarragona (Catalogna) in Spagna.

Sono stati ricevuti in Comune dal Vice-Sindaco Ugo Riccobelli, parente dei Percossi e dall’assessore al Turismo Silvio Calza. Insieme a loro Maria Ciuccarelli, anche lei parente dei Percossi, con il marito Bruno Manazza e il figlio Federico.

Nella sala “Antonio Carestia” della Giunta Comunale hanno potuto ammirare l’opera di Mario Percossi in terracotta “Il Gaucho”, eseguita nel 1980 in Argentina e donata alla nostra comunità.

Autoritratto

Sono stati accompagnati a visitare il Teatro Comunale “Bruno Mugellini”, l’Auditorium “Ferdinando Scarfiotti” con il suo antico organo da sala del 1757 di Giovanni Fedeli, la Fototeca Comunale “Bruno Grandinetti” nella Chiesa di S. Caterina d’Alessandria.

Non poteva di certo mancare la visita alla Piramide de Mayo di Largo Leopardi, simbolo dell’indipendenza argentina e testimonianza della nostra emigrazione in quella terra lontana. Gli ospiti si sono rammaricati che il monumento fosse completamente circondato da auto ed anche danneggiato da vandali in uno dei pannelli.

Per concludere si sono goduti lo splendido panorama che si poteva ammirare dal Pincio.

Potenza Picena si sente orgogliosa di aver potuto accogliere degnamente i discendenti di Mario Percossi, una delle figure più significative della nostra comunità.

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