Feeds:
Articoli
Commenti

Archive for novembre 2013

Incoronazione della Beata Vergine Maria tra i Santi Giovanni Evangelista e Giovanni Battista

Incoronazione della Beata Vergine Maria tra i Santi Giovanni Evangelista e Giovanni Battista

La Parrocchia dei Santi Stefano e Giacomo di Potenza Picena ha provveduto a recuperare un’altra importante e significativa opera d’arte religiosa, sconosciuta ai più. Si tratta di una pala che era ospitata all’interno della vecchia Chiesa di S. Giovanni Battista di Montecanepino, collocata nell’altare Maggiore, anticamente di proprietà della nobile famiglia Carradori, demolita negli anni Settanta del Novecento.

Nel luogo dove si trovava è stata successivamente costruita una piccola edicola votiva con la statua della Madonna dove viene celebrato il Rosario nel mese di maggio.

L’opera dovrebbe essere ottocentesca, non si conosce l’autore, ed è un olio su tela di cm 136×193. Raffigura l’Incoronazione della Beata Vergine Maria ad opera della Santissima Trinità, con ai piedi in contemplazione della scena i Santi Giovanni Evangelista con l’aquila e il Vangelo in mano e Giovanni Battista con il bastone, Santo quest’ultimo a cui la Chiesa era dedicata, ed un Santo Vescovo non ancora identificato.

Dopo la demolizione della Chiesa la tela fu salvata, tolta dalla cornice e arrotolata ad un tubo di plastica. Risultava già all’epoca mancante una parte dell’angolo sinistro. È rimasta in queste precarie condizioni fino ai giorni nostri, conservata gelosamente da Gerardo Malatini, che l’ha donata alla Parrocchia.

Il restauro, costato la somma di € 2.800,00 Iva compresa, è stato effettuato dalla Ditta Ars Nova di Donatella Perugini e Francesca Pignani di Montecosaro, ed è stato seguito dal Dott. Gabriele Barucca della Soprintendenza per i Beni Storici e Artistici ed Etonoantropologici delle Marche di Urbino.

La spesa è stata sostenuta insieme dalla Parrocchia dei Santi Stefano e Giacomo di Potenza Picena e dal Comitato organizzatore della Festa di S. Vincenzo Ferreri di Montecanepino.

INCORONAZIONE DELLA VERGINE

Quadro prima del restauro

Il quadro restaurato verrà presentato ai residenti di Montecanepino e a tutta la cittadinanza di Potenza Picena il giorno Domenica 1 Dicembre 2013, nell’ambito della Novena dell’Immacolata, presso la Chiesa di S. Giovanni Evangelista dell’antico borgo dove sarà collocato definitivamente e dove il parroco don Andrea Bezzini celebrerà una Santa Messa animata dalla locale Corale S. Stefano. L’intervento di restauro ha restituito l’opera all’originaria bellezza, salvo la lacuna dell’angolo sinistro, non più ricostruita. Indubbiamente una tela di non straordinario valore artistico, pur significativa da un punto di vista religioso per la comunità di Montecanepino. Ottimo comunque il lavoro di restauro della Ditta Ars Nova di Montecosaro, viste anche le pessime condizioni della tela, che già in passato aveva provveduto ad effettuare altri significativi interventi su opere d’arte della Collegiata di S. Stefano, come il ”Sant’Isidoro” e “La morte (il transito) di S. Giuseppe” attribuito a Benedetto Luti. La comunità di Montecanepino, grazie al recupero dell’antica pala d’altare, si riappropria di un’importante testimonianza della sua storia e tradizione religiosa, di cui essere orgogliosi.

Read Full Post »

Concerto d'organo Collegiata S. Stefano

Read Full Post »

Prof. Arturo Sardini.

Prof. Arturo Sardini.

Il prof. Arturo Sardini nasce a Montappone il giorno 25 ottobre del 1934 da Giuseppe e Angela Maria Bellabarba. Sesto di 8 figli (Amedeo, Rosa, Renato, Luciana, Sara, Rita e Marcella), frequenta le scuole locali di Montappone. Agli inizi degli anni Cinquanta si trasferisce con la sua famiglia in Argentina, dove si diploma in pianoforte al Conservatorio Musical Santa Cecilia di Buenos Aires. Ritornato in Italia, frequenta l’Istituto Magistrale “Luigi Mercantini” di Ripatransone e successivamente si laurea in Lettere e Pedagogia presso l’Università di Urbino. Insegna Lettere e Filosofia negli Istituti Superiori di diverse città delle Marche e d’Italia. Il 26 Novembre del 1967 si sposa con la sig.ra Raffaella Sasso nella Chiesa di S. Claudio di Corridonia e dal loro matrimonio nasce il 15/11/1968 Angelo Mario. Dal 22 Maggio del 1974 si trasferisce definitivamente a Potenza Picena, dove insegna nella locale Scuola Media e nella nostra città fino al 10 Giugno 2012, giorno del decesso presso la Clinica “Villa dei Pini” di Civitanova Marche. Nonostante si allontani per diverse vicende da Montappone, rimane sempre legato alla sua terra d’origine, ricordata non solo con le frequenti visite, ma anche nei sui versi. La città di Montappone il giorno 16 Luglio del 2000 gli conferisce la cittadinanza onoraria. Durante la sua vita il prof. Arturo Sardini ha avuto rapporti epistolari con alte personalità della Cultura, della Chiesa e della Politica. Ha scritto e pubblicato oltre 3.800 sonetti.

Prof. Sardini

Il Profl Arturo Sardini ed Ernesto Sabato

Può vantare una notevole quantità di titoli accademici tra cui: Accademia Universale Guglielmo Marconi – Roma (1978); Accademia Tiberina – Roma (1979); International Academy Of Sciences And Arts – United Nations Unesco N.G.O. – New York (1980); Accademia Internazionale di S.Marco (1980); Accademia delle Scienze di Roma (1981); Accademia Teatina Per le Scienze – Chieti (1984); Accademia Toscana Il Macchiavello; C.D.A.P. Gela; Accademico Benemerito Centro Culturale, Letterario e Artistico Portoghese; “Pioniere della Cultura Europea”. Inoltre ha ricevuto notevoli premi di poesia: “Gli allori di Pompei” (Parlamento Europeo); Il Temerario-Città di Cassino (1977), La Scarpina d’Oro (1977) Città di Vigevano; TelEuropa (1979); Seleroma (1980); Giuseppe Ungaretti-Accademia Internazionale di S. Marco (1981); Il Gran Sigillo d’Oro Dei Dioscuri – Taranto (1983); Primo Parlamento Europeo; Accademia Ligure Apuana; Publio Virgilio Marone (1981); Eugenio Montale (1982); Salvatore Quasimodo (1983); Alessandro Manzoni (1985); Giacomo Leopardi (1987); Donatello (1987). Sono versi i suoi non più usuali ai nostri tempi e che rispecchiano una realtà vissuta, tradizioni del passato e situazioni del presente. È’ grazie a queste considerazioni che nel 1977 gli venne assegnato, su 997 concorrenti, il secondo premio all’11° Concorso Internazionale di poesia organizzato dalla Columbian Academy di St. Louis (USA). È stato scritto di lui: “La sua poesia è soffusa di delicate immagini che penetrano lo spirito e lo ritemprano e di una armonia classica che ci riporta ad assaporare le bellezze del verso in contenuti di alta umanità”. I suoi sonetti sono stati pubblicati nelle seguenti pubblicazioni e testi: Ceccardiana ’82 – Ceccardiana ’86 – Ceccardiana ’87 – Accademia Ligure Apuana “Ceccardo Roccatagliata Ceccardi”, ed. Zappa, Sarzana; Antologia della Poesia dedicata alla Mamma, Antonio Carello Editore, Catanzaro 1980; Cupra e la Val Menocchia, mensile di vita e di cultura, Cupra Marittima; Cronache, periodico mensile, Cooperativa 2020, Civitanova Marche, Febbraio 1992, n°I pp. 26-27; Il Museo e la Memoria, Museo della Civiltà Contadina ed Artigiana di Ripatransone, G. Maroni Editore, Ripatransone 1995, pp. 85,86,87; Poeti e Narratori a Vigevano, Edizione Letteraria Comunità Europea “Arte e Cultura” di Vigevano, 1997, p. 177; La nostra Ripa, Museo della Civiltà Contadina ed Artigiana di Ripatransone, Antica Tipografia Franceschini, 1999; Voce Francescana, Tip. Sita, Ancona; Chiesa Viva, Mensile di Formazione e Cultura, ed. Civiltà, Brescia; Mater Misericordiae, Bollettino Mensile Santuario della Misericordia, Macerata; Il Messaggio della Santa Casa, Mensile del Santuario di Loreto.

Il Prof. Arturo Sardini riceve dal Sindaco di Montappone la cittadinanza onoraria.

Il Prof. Arturo Sardini riceve dal Sindaco di Montappone la cittadinanza onoraria.

Ha collaborato con il prof. Fortunato Frontoni di Montappone alla redazione del volume “Montappone” storia, tradizioni, leggende dalle origini al duemila, Grapho5 edizioni, dove sono pubblicati diversi suoi sonetti, dedicati alla terra natale ed ai suoi cari affetti e ricordi. Ha composto anche numerosi testi musicali nelle edizioni “Bang Bang”, Milano, la stessa Casa Editrice dove incideva anche Claudio Villa. Con la sua morte Potenza Picena, Montappone, le Marche e l’Italia hanno perso una straordinaria personalità della nostra cultura di cui sentiremo sicuramente la mancanza. Notizie tratte dal libro “Montappone” storia, tradizioni, leggende dalle origini al duemila, di Fortunato Frontoni, Grapho5 edizioni, luglio 2000.

Raccolta sonetti Prof. A. Sardini

Articoli correlati:

Read Full Post »

Locandina presentazione a Potenza Picena.

Read Full Post »

LE-UNDICI-DI-NOTTE-E-L'ARIA-OSCURA

Copertina del libro di Lino Palanca

Abbiamo avuto modo di leggere attentamente l’ultimo lavoro di ricerca culturale sul territorio di Lino Palanca “Le undici di notte e l’aria oscura…canti popolari, filastrocche e altro tra Potenza e Musone, stampato nel mese di luglio 2013 presso l’Industria Grafica Bieffe di Recanati, con il patrocinio dell’Associazione “Lo specchio-Magazine” di Porto Recanati e dedicato dall’autore ai suoi nipoti Asia e Giulio. Lino Palanca, incessante animatore della vita culturale di Porto Recanati e non solo, è stato docente di lingua e letteratura Francese presso il Liceo di Osimo, oggi Direttore della Rivista Trimestrale “Lo specchio Magazine”, con cui noi collaboriamo, e di “Potentia” archivi di Porto Recanati e dintorni, autore di molte pubblicazioni, tra cui spiccano Gli Scarfiotti a Porto Recanati (1991), A Marcello piacciono le fave (1992) insieme ad Aldo Biagetti, Il Cantiere navale Gardano e Giampieri (1941- 1966) storia vera di una leggenda (2000), insieme ad Aldo Biagetti, Dalla Liberazione alla Casa del Popolo (2005), D’onore e d’orgoglio. Vita di Attilio Valentini, giornalista (2006), Con il cuore si vince. Storie arancioni (2009), Lèngua Màtre, Vocabolario del dialetto Portorecanatese (2010), Portorecanatesi nel XIX e XX secolo (2012). Il libro “Le undici di notte e l’aria oscura” raccoglie 650 testi di canti religiosi, canzoni politiche, di guerra e protesta sociale, ninne nanne, stornelli, dispetti e anche filastrocche, favole e indovinelli, raccolti da Lino Palanca nei Comuni che fanno capo alla bassa valle del Potenza e Musone. E’ stato un lungo e paziente lavoro di ricerca che ha toccato località come Potenza Picena, Porto Recanati, Recanati, Loreto, Castelfidardo, Numana, e Sirolo. In questo volume sono pubblicati testi di autori locali editi e non, come Severino Donati e Norberto Mancini per Potenza Picena, Pina Zaccari e Mario Mancinelli per Porto Recanati, Augusto Ciccarelli per Loreto, Renzo Bislani per Castelfidardo. Inoltre sono stati fondamentali i contributi di Daniela Ascani, Luana Bonci, Giovanni Simonetti, Luciana Interlenghi, Gabriella Paoletti, Giovanni Marinelli, Antonio Mengarelli e Luciano Paccamiccio.

Lino Palanca

L’opera già straordinaria nei suoi contenuti è stata arricchita dai disegni dell’artista Luciana Interlenghi di Recanati, veri fotogrammi di un racconto dal tono poetico La stessa idea che ebbe il nostro Norberto Mancini nel libro Visioni Potentine del 1958, dove ospitò xilografie del prof. Giuseppe Asciutti e di Giuseppe Boni per illustrare il capitolo riguardante la Demologia potentina (il Saltarello, La Pasquella, la Venuta, la Passione di Cristo ecc…). Il lavoro di Lino Palanca contribuisce a recuperare uno straordinario patrimonio della nostra tradizione popolare che diversamente andrebbe perso, dimostrando anche il suo grande valore culturale e sociale, trasmettendolo alle nuove generazioni che non debbono solo avere il mito di internet, ma anche essere capaci di riappropriarsi delle radici più profonde della cultura dei loro padri e dei loro nonni. Il libro inoltre è impreziosito da un CD dove sono incisi dieci canti scelti tra quelli presenti nel testo, eseguiti dal gruppo folk di Porto Recanati “La Fiumarella”. Per quanto riguarda Potenza Picena, Lino Palanca ha scelto i lavori di due dei più importanti uomini di cultura del Novecento santese, Norberto Mancini da Visioni Potentine e Severino Donati da Galazzà e dintorni, autori molto diversi tra di loro, ma uniti nel grande amore per la loro Potenza Picena.

Locandina presentazione a Potenza Picena.

Locandina presentazione a Potenza Picena.

Di certo non avevano bisogno di questo libro per essere ricordati nel panorama culturale locale, ma grazie a Lino Palanca questi due straordinari personaggi varcano i confini di Potenza Picena per essere conosciuti in una dimensione territoriale molto più ampia e qualificata. Il libro, dopo essere stato presentato a Porto Recanati il giorno 13/9/2013, a Recanati il 10/10/2013, verrà anche fatto conoscere a tutti i cittadini di Potenza Picena ed in particolare ai ragazzi e alle ragazze delle nostre scuole del Capoluogo e di Porto Potenza il giorno Sabato 23 Novembre 2013 alle ore 10.00 presso il Teatro Comunale”Bruno Mugellini”, presente per l’occasione Lino Palanca e non solo.


Read Full Post »

Antonio Giannini sulla sella del Monte Vettore.

Antonio Giannini sulla sella del Monte Vettore.

Finalmente un bella notizia. L’Amministrazione Comunale (Delibera di Giunta n° 192 del 8/11/2013) e l’Associazione Amici della Musica “Arturo e Flavio Clementoni” di Potenza Picena hanno accolto la nostra proposta di intitolare la sede di Corso Vittorio Emanuele II, 10 alla memoria dell’indimenticabile Antonio Giannini, per tanti anni Presidente del sodalizio musicale santese, scomparso un anno fa, il giorno 12 novembre 2012.

È il degno riconoscimento da parte di tutta la comunità di Potenza Picena dell’importante ruolo svolto nel campo culturale e musicale in particolare dal sarto Antonio Giannini, per tutti “Salvatorello”.

Ringraziamo tutti coloro che si sono adoperati affinché questo importante progetto si potesse concretizzare in tempi brevi. In particolare vogliamo ringraziare il Presidente attuale degli Amici della Musica Paolo Tasselli e tutto il Direttivo del sodalizio, il Sindaco di Potenza Picena Sergio Paolucci e l’Assessore alla Cultura Andrea Bovari. Ringraziamo inoltre la famiglia di Antonio Giannini, la moglie Augusta Borroni e il figlio Giovanni (Gianni) per aver autorizzato l’intitolazione.

La cerimonia di intitolazione dei locali si è tenuta il giorno mercoledì 13 novembre 2013 alle ore 17,00 presso la sede dell’Associazione Amici della Musica, che da questo giorno si chiamerà “Sala Musica Antonio Giannini”. Sono intervenuti, nonostante l’orario insolito, molti cittadini per rendere omaggio alla memoria di Antonio Giannini, il cui ricordo rimane sempre vivo nella comunità di Potenza Picena.

Cerimonia intitolazione sala musica Antonio Giannini

La famiglia Giannini, il Sindaco e Paolo Tasselli

Presente per l’Amministrazione Comunale il Sindaco Sergio Paolucci, i familiari di Antonio Giannini, la moglie Augusta Borroni, il figlio Giovanni (Gianni) con sua moglie Arianna Rinaldelli e la figlia Ilaria, molti suoi parenti, il Presidente Paolo Tasselli e i soci degli Amici della Musica, rappresentanti di associazioni locali, come la Corale S. Stefano, la Banda Cittadina e il Fotoclub. Presenti inoltre il M° Enrico Polci, il sarto dei Vip Latini Nazzareno con la moglie Iole, titolare a Recanati di un laboratorio artigiano con cui Antonio Giannini collaborava.

Il Presidente degli Amici della Musica Paolo Tasselli in conclusione della manifestazione ha comunicato che il giorno sabato 21 dicembre 2013 si terrà un concerto di Pianoforte dedicato alla memoria di Antonio Giannini, presso la Sala Musica che porta il suo nome.

Articoli correlati:

Read Full Post »

A Potenza Picena la rete realizzata da Antonio Bernacchia per l’Unione Sportiva proprio insieme ai soldati polacchi del IV Reggimento Corazzato Skorpion il Pulk 4 Pancerny di stanza a Potenza Picena che li batté con sette reti di scarto.
di Paolo Boldrini

Antonio Bernacchia sulla dx

Sei a zero nel calcio è un cappotto. Perdere 8 a 1 gli somiglia da vicino, ma può essere una vittoria, se la partita chiude un’epoca di lutti e rovine.

Succede a Potenza Picena il 10 giugno 1946. Il gol della bandiera porta la firma di tale Antonio Bernacchia. Dettagli, perché vincono tutti, non ultimi i potentini che hanno finalmente un bel campo da calcio.

Gli uomini dell’Unione sportiva lo hanno realizzato proprio insieme ai soldati polacchi del IV Reggimento corazzato Skorpion, il Pulk 4 Pancerny di stanza a Potenza Picena che li batte con sette reti di scarto.

Complice la donazione di un terreno da parte della famiglia Favale-Scarfiotti (quella dell’avvocato Lodovico Scarfiotti, proprietario del cementificio di Porto Recanati e fondatore, assieme agli Agnelli, della Fiat di Torino) il gruppo italo polacco s’era da tempo messo all’opera per realizzare il campo.

Potenza Picena era stata liberata dai polacchi del generale Anders il 30 giugno del 1944, all’inizio delle violente operazioni militari nel settore adriatico. E il contributo dell’armata fu decisivo.

Ma come arrivarono i loro battaglioni nelle Marche? Facciamo un passo indietro.

L’armata polacca in esilio sbarca in Italia nel dicembre 1943 partendo dall’Egitto. È voluta dagli inglesi, che la inquadrano nella VIII armata britannica comandata dal generale Montgomery. Fa base in Puglia poi s’innesta nelle operazioni alleate.

Lancieri e fucilieri dei Carpazi andranno all’attacco dei tedeschi attestati in difesa della linea Gustav (tra Ortona e Gaeta). Il battesimo di sangue si compie in avvicinamento a Montecassino, luogo della tragedia in cui lasceranno un migliaio di morti e trecento dispersi. Ma prima hanno il tempo di saggiare l’Abruzzo meridionale: in Val di Sangro incontrano gli uomini della brigata Maiella, e iniziano con loro una collaborazione proficua.

Inaugurazione dello stadio comunale "U.S. Potentina-Skorpion" di Potenza Picena costruito dai soldati polacchi.

Inaugurazione dello stadio comunale “U.S. Potentina-Skorpion” di Potenza Picena costruito dai soldati polacchi.

I tedeschi sembrano ripiegare molto più a nord, in direzione della linea Gotica (da Spezia a Pesaro), in realtà difendono le posizioni tra il basso livornese e la val di Chienti. Il 17 giugno 1944 i polacchi del II corpo d’armata sostituiscono il V corpo inglese al comando delle operazioni nel settore adriatico.

Dipendono solo formalmente dalla Ottava armata britannica, perché hanno in pratica carta bianca sul piano militare. Sono con loro i ventimila uomini del generale Umberto Utili, comandante del Cil, il Corpo italiano di liberazione.

Nelle battaglie tra Ancona e Filottrano Utili può contare sui parà della Nembo. L’attacco alle postazioni tedesche è affidato ai polacchi lungo la fascia costiera e agli uomini del Cil nell’interno.

La serie di scontri si svolge tra il 21 giugno e il 2 settembre 1944. L’offensiva nelle Marche centrali vede il passaggio del Chienti e del Musone, poi le battaglie di Loreto e di Ancona. Il capoluogo è liberato il 18 luglio. La strategia del generale Anders si rivela vincente: simula l’attacco frontale verso Ancona da sud, mentre accerchia la città con truppe da nord all’altezza di Falconara. Il fianco sinistro è protetto nell’occasione dagli uomini del Cil. I polacchi entrano in città da Porta Santo Stefano. I loro Sherman possono così sfilare in corso Garibaldi.

Skorpion-0008

10 giugno 1946 partita inaugurale campo sportivo

Le operazioni si concludono il 2 settembre, quando il II° Corpo libera Pesaro e Gradara.

In patria la loro situazione è invece rovinosa: combattono insieme ai sovietici contro i tedeschi, ma al dunque i comandanti della resistenza polacca vengono fatti fuori o arrestati dalla Nkvd, la polizia “del popolo”. Decapitata la struttura, ai soldati viene offerto di entrare nell’armata filosovietica di Zigmunth Berling. L’alternativa sono i campi di lavoro in Urss. Nei fatti la Polonia passa dalla spartizione russo tedesca dell’anteguerra alla dominazione sovietica, dalla padella alla brace.

Nell’agosto del ‘44 i 36 mila dell’armata interna polacca resistono aspettando improbabili aiuti dagli alleati occidentali. Vengono sopraffatti dai tedeschi che scatenano l’offensiva e lo fanno -ironia della storia- con formazioni che comprendono persino la brigata Kaminsky, formata da cittadini sovietici che avevano aderito al nazismo.

Varsavia cade. La sua distruzione è un’ecatombe di quarantamila morti.

In Italia i polacchi delle Marche, come gli altri che hanno combattuto il nazismo all’estero, non accettano il nuovo governo comunista del loro paese, e in larga parte rifiutano il rimpatrio. Il generale Anders rappresenta con rabbia questa situazione al premier inglese Winston Churchill, il 26 agosto ‘44 a Fano.

Le ripercussioni confermano il difficile rapporto dei polacchi con le compagini partigiane più orientate. È in questo quadro che va letta la vicenda di Potenza Picena, approdo di un percorso che non sarà inusuale. Per molti di loro infatti la nuova patria sarà l’Italia. Si troveranno bene, come negli inizi potentini: buone integrazioni e almeno una trentina di matrimoni misti italo-polacchi in paese.

Quel campo da calcio fu anche un atto di amicizia nella disperazione della patria perduta.

Inaugurazione dello stadio "U. S. Potentina Skorpion"

Inaugurazione dello stadio “U. S. Potentina Skorpion”

L’armata proseguirà verso nord. Il 21 aprile 1945 i polacchi liberano Bologna.

Alla fine delle operazioni del II Corpo polacco sul fronte italiano tra Cassino, Ancona e l’Emilia si conteranno oltre quattromila morti e novemila feriti.

Poi Anders cercherà la strada di casa. Ma la Polonia occupata dai sovietici lo priva della cittadinanza assieme ad altri 75 ufficiali dell’esercito. È il settembre 1946. Da quella data vivrà esule a Londra, sino alla fine dei suoi giorni. Muore il 12 maggio 1970, e viene seppellito dove lui aveva chiesto: nel cimitero militare polacco di Montecassino, al fianco dei suoi compagni caduti in battaglia.

Articolo tratto dal Corriere Adriatico, 20 ottobre 2013

Articolo correlato:

Read Full Post »

Older Posts »

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: