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Archive for marzo 2015

Copertina del libro “Colori e Sorrisi" di Giovanni Pastocchi.

Copertina del libro “Colori e Sorrisi” di Giovanni Pastocchi.

Nel suggestivo scenario del nostro Teatro Comunale “Bruno Mugellini” domenica 21 Settembre 2014 è stato presentato il libro di Giovanni Pastocchi “Colori e sorrisi” stampato dalla tipografia Cingolani, che raccoglie poesie in dialetto santese abbinate alle opere d’arte del grande prof. Giuseppe Asciutti, zio dell’autore, pittore, scultore, xilografo e uomo di fede. Questo libro di Giovanni Pastocchi, poeta dialettale della nostra città, nato il giorno 3 Aprile del 1931, figlio di Emilio, rinomato sarto e di Igina Sensini, maestro elementare, contabile in una azienda edile in Francia, a Pontoise di Parigi, ed alla fine dipendente nel nostro Comune, viene dopo il primo libro di sue poesie “O Mondesando mia” pubblicato nel 1992, ed è stato possibile grazie all’impegno economico ed organizzativo della Pro Loco di Potenza Picena, del suo Presidente Giuseppe Castagna e di tutti i componenti il direttivo dell’associazione, compreso il nipote Riccardo Pastocchi, figlio del fratello, il barbiere Massimo. Il ricavato della vendita del libro, per espressa volontà dell’autore, viene destinato al Convento dei Frati Minori di Potenza Picena. Il libro come avevamo accennato abbina le poesie di Giovanni Pastocchi con le opere d’arte dello zio Giuseppe Asciutti, donate dalle figlie Giulia e Alessandra al Convento dei Frati Minori di Potenza Picena, costituendo quindi un parziale catalogo dell’artista, per un totale n. 37 lavori, compresa la copertina, che tutti possono finalmente ammirare nella loro straordinaria bellezza. Rispetto al primo libro “O Mondesando mia” del 1992, questo secondo volume contiene n°21 nuove poesie, che arricchiscono il già vasto repertorio delle opere del Pastocchi. Una novità molto interessante contenuta nel libro è un piccolo glossario del dialetto santese utilizzato da Giovanni Pastocchi nelle sue poesie, per un totale di n°250 parole, molto utili per capire meglio il senso delle sue opere. Il libro è stato presentato nel contesto della premiazione dei vincitori del 2° Premio di poesia “Giovanni Pastocchi”, dedicato al nostro poeta dialettale ancora vivente, iniziativa inserita nel contesto dei festeggiamenti della Festa del Grappolo d’Oro di Potenza Picena giunta alla 54° edizione.

Giovanni Pasticchi

Giovanni Pasticchi

La giuria, presieduta da Cesare Angeletti e composta da Cesarina Giustozzi e Maria Grazia Lettina, ha assegnato il primo premio a Fulvia Marconi di Ancona per la poesia “Il nettare d’ambrosia”, il secondo a Paolo Borsoni di Ancona per la poesia “Il profumo dell’uva”, ed il terzo ad Antonio Cirillo di Barga (Lucca) per la poesia “Pros.it”. Sono state inoltre segnalate le seguenti poesie: “Terra mia” di Silvano Cappelletti di Valenza (Alessandria), “Un brindisi” di Eros Schiff di Bagnaria Arsa (Udine) e “Una goccia appena” di Vanes Ferlini di Imola (Bologna). Una cosa curiosa che tutti debbono sapere è che Giovanni Pastocchi coltivava da molto tempo questo progetto che oggi si è finalmente concretizzato, fin dai tempi dei festeggiamenti dei 100 anni dalla nascita dello zio prof. Giuseppe Asciutti, nel 1998, cioè 16 anni fa. Oggi grazie anche allo straordinario impegno di suo nipote Riccardo Pastocchi, questo suo sogno si è potuto concretizzare.

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attuale lapide

attuale lapide

Chi conosce i nomi di tutti i caduti e dispersi del Comune di Potenza Picena sia della prima che della seconda guerra mondiale, compresi i partigiani? Nessuno, a parte Mario Barbera Borroni, massimo esperto di storia militare di Potenza Picena e della Provincia, Guardia d’Onore al Sacrario Militare di Macerata che recentemente ha scritto un libro “Albo d’Oro dei decorati al valor militare della Provincia di Macerata”. Grazie a questa foto che noi oggi pubblichiamo, messa gentilmente a disposizione dall’economo comunale, dott.ssa Simona Ciasca, e scattata da Mario Barbera Borroni, abbiamo la possibilità di conoscere nel dettaglio sia il numero complessivo dei nostri soldati caduti e dispersi, che i loro nomi. Quest’anno coincide con la ricorrenza dei 100 anni dall’entrata in guerra dell’Italia durante la prima guerra mondiale (24/5/1915), dove in tale conflitto Potenza Picena ha sacrificato ben 117 suoi figli, tra caduti e dispersi. Un numero veramente molto elevato, un tributo di sangue straordinario. Inoltre il 2015 è anche l’anno della ricorrenza dei 70 anni dalla fine della seconda guerra mondiale (1945-2015), che ha visto il sacrificio di 61 santesi, tra caduti e dispersi, oltre ai due partigiani trucidati a Montalto il giorno 22 marzo 1944 dai nazi-fascisti, Mariano Cutini e Mariano Scipioni.

Lapide del 1923

Lapide del 1923

L’attuale lapide in marmo fu inaugurata nel 1949, il giorno 2 Ottobre, e fu realizzata della ditta di Luigi Gabrielli di Macerata, costata la somma di Lire 180.875, totalmente finanziata da un apposito comitato che si era costituito localmente. Questa nuova inaugurazione si era resa necessaria dopo che il giorno 30 Giugno 1944 una cannonata tedesca sparata dalle colline di Recanati aveva colpito la precedente lapide distruggendola e causando la morte di 5 persone in Piazza, due donne e tre uomini, ed il ferimento di alcuni cittadini, tra cui un bambino di soli 3 anni, Sandro Carlini, che si trovava in braccio alla zia Maria Carlini, lei invece purtroppo morta. Una seconda cannonata tedesca aveva superato la Torre civica andando a colpire l’abitazione della famiglia Mazzoni in contrada La Concia, causando anche qui la morte di 3 donne. La lapide marmorea distrutta il 30/6/1944 era stata inaugurata il giorno 11/11/1923 ed aveva le seguenti dimensioni cm. 340Xcm.212 ed ovviamente conteneva solo i nomi dei caduti e dei dispersi della prima guerra mondiale. Il bozzetto della lapide era opera dell’artista di Macerata Giuseppe Mainini, mentre era stata realizzata dalla ditta Gabrielli Egidio sempre di Macerata. La spesa complessiva per l’opera era stata di lire 8.500 e tutta la popolazione aveva contribuito a rendere possibile questo ambizioso progetto. Lo stesso giorno che era stata inaugurata la lapide di Piazza Principe di Napoli, oggi Giacomo Matteotti, era stata anche inaugurato il Parco della Rimembranza in Via Lodovico Scarfiotti.

monumento hai caduti

bozzetto lapide del 1923.

Nel 1968, il giorno 4 novembre, in occasione del 50° anniversario della fine della prima guerra mondiale e della vittoria italiana, fu collocata inoltre una piccola lapide marmorea sotto a quella grande che ricordava questo evento. La foto dell’inaugurazione ci è stata fornita dalla sig.ra Luisarita Staccini attualmente residente a Gabicce Mare, figlia del maresciallo dei Carabinieri Luigi Staccini, che per diversi anni, dal 1962 al 1970, ha retto la nostra Caserma e di cui nella nostra città è rimasto un bellissimo ricordo. Luisarita Staccini è stata fin dall’inizio tra le più affezionate lettrici del nostro blog ed è anche lei titolare di un blog a gentile richiesta…, molto interessante.

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La Natività

La Natività

La Parrocchia dei Santi Stefano e Giacomo di Potenza Picena, guidata dal 6/11/2007 da don Andrea Bezzini, che è subentrato all’indimenticabile don Carlo Leoni, prosegue nell’opera silenziosa ma continua di recupero e valorizzazione di importanti testimonianze storiche ed artistiche della nostra Collegiata di Santo Stefano. Dopo aver restaurato negli anni passati diversi importanti quadri come il Sant’ Isidoro del sec. XVIII di autore anonimo e la “Morte (il transito) di San Giuseppe” del sec. XVIII attribuito a Benedetto Luti, e nel 2013 “L’Incoronazione della Beata Vergine Maria tra i Santi Giovanni Evangelista e Battista del sec. XIX di autore anonimo della Chiesa di San Giovanni Battista di Montecanepino, in questo caso grazie anche al contributo economico del comitato della Festa di San Vincenzo Ferreri, oggi il dinamico don Andrea Bezzini ha portato a termine altri due importanti e significativi recuperi. Si è trattato del restauro di opere d’arte così dette minori, ma sempre molto significative. Abbiamo un’originale “Traslazione della Santa Casa di Loreto” del sec. XIX di autore anonimo (proveniente secondo il Dott. Roberto Domenichini, dalla Chiesa di San Marco un tempo proprietà del Santuario di Loreto) ed una “Natività” del sec. XVIII, sempre di autore anonimo.

traslazione-della-santa-casa-di-loreto

Traslazione della Santa Casa di Loreto

Il restauro delle due tele è terminato nel mese di Dicembre 2014 e sono state esposte, la prima, all’interno della Collegiata di Santo Stefano, la seconda, nel contesto della mostra curata da Mauro Mazziero e da Alessandro Piras “Racconti di Natale” che si è tenuta nella Fototeca comunale “Bruno Grandinetti”, nell’ex Chiesa di Santa Caterina d’Alessandria, dal 21/12/2014 al 6/1/2015. Pochi sanno che è inoltre ritornata dopo tanti anni nella sua sede naturale ed originaria, dove era stata collocata per secoli, un’altra importante opera d’arte che ci rimanda alla presenza a Monte Santo dei Padri Gesuiti, che era conservata nel Convento locale dei Cappuccini. Si tratta del quadro raffigurante Sant’Ignazio di Loyola, fondatore dell’ordine dei Gesuiti, ritratto insieme al compatrono di Monte Santo, San Girio, del sec. XVIII di Giacinto Brandi. Interessante in questo piccolo quadro una raffigurazione di un antico centro storico, che dovrebbe rappresentare Monte Santo. Inoltre il culto di San Girio a Monte Santo come compatrono della nostra città si deve proprio ai Gesuiti. Questo quadro, mancante di cornice, è potuto ritornare nella nostra Collegiata di Santo Stefano, chiesa dedicata in precedenza a Sant’Ignazio, grazie all’opera di sensibilizzazione del dott. Roberto Domenichini, alla disponibilità dei Frati Cappuccini, ed in particolare a padre Floriano Grimaldi e all’accoglimento di don Andrea Bezzini. Ora dopo il ritorno in Collegiata questa stupenda opera d’arte, molto importante e significativa per la nostra comunità, andrebbe subito restaurata, incorniciata ed esposta alla devozione dei fedeli.

Madonna col Bambino tra i Santi Ignazio e Girio

Madonna col Bambino tra i Santi Ignazio e Girio

Un importante contributo economico potrebbe essere offerto dal comitato che ogni anno organizza la festa di San Girio il 25 Maggio, adottando questo quadro per rendere possibile il suo restauro, oppure farlo finanziare da un nostro concittadino, il dott. Roberto Domenichini, direttore dell’Archivio di Stato di Pesaro, che si è offerto da tempo di sostenere la spesa per il suo recupero, ponendo la sola condizione di farlo ritornare all’interno della Collegiata di Santo Stefano. Un’altra importante acquisizione si è concretizzata ultimamente, sempre nel contesto della nostra Collegiata di Santo Stefano. Infatti il giorno 20 Gennaio 2015 è stato collocato all’interno della Collegiata l’antico presepe in terracotta di scuola marchigiana del sec.XVII di proprietà delle monache Clarisse di Pollenza, che era stato per diversi secoli nel nostro Monastero di San Tommaso.

Presepe in terracotta, scuola marchigiana

Presepe in terracotta, scuola marchigiana

Dopo l’esposizione nel contesto della mostra “Racconti di Natale”, grazie all’interessamento di uno dei suoi curatori, Mauro Mazziero, del consigliere comunale dott. Antonio Rosali, del Parroco don Andrea Bezzini, con l’accordo sia delle monache Clarisse di Pollenza che della Diocesi di Fermo e della Soprintendenza artistica di Urbino, nella persona del dott. Gabriele Barucca, è stato lasciato di nuovo in permanenza a Potenza Picena in deposito presso la Parrocchia dei Santi Stefano e Giacomo, mentre la proprietà rimane del Monastero delle Clarisse di Pollenza. Tutta questa importante operazione si è potuta concretizzare grazie anche all’impegno dell’economo comunale, Dott.ssa Simona Ciasca, che ha mediato a lungo tra la Soprintendenza di Urbino, le monache Clarisse di Pollenza, la Diocesi di Fermo e la Parrocchia dei Santi Stefano e Giacomo di Potenza Picena. Anche in questo caso si è riusciti a raggiungere un bel risultato di gruppo che fa onore alla nostra comunità.

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Antico gonfalone d'oro del 1933

Antico gonfalone d’oro del 1933

Il più antico Gonfalone del Comune di Potenza Picena, quello commissionato dalla nostra comunità nel 1933 alle Monache Benedettine locali, confezionato utilizzando anche il filo d’oro,oltre ad essere ricamato in maniera straordinaria, presto ritornerà all’antico splendore. Dopo la nostra segnalazione, l’Amministrazione Comunale di Potenza Picena ha deciso di procedere al suo recupero e valorizzazione. Tenendo conto che il tessuto di raso di seta originario dove era stato ricamato sia lo stemma che le relative scritte era ormai logoro ed irrecuperabile, si è deciso di procedere ad una operazione molto complessa e delicata. Salvare sia il ricamo che le scritte, ricollocandole in un nuovo tessuto di raso di seta in una tonalità di colore consona al manufatto. L’operazione molto difficile che presuppone una professionalità particolare, è stata affidata dall’economo comunale, dott.ssa Simona Ciasca,alla sig.ra Nelide Mazziero di Potenza Picena, esperta ricamatrici ed anche artista. Infatti Nelide Mazziero oltre che essere una bravissima ricamatrice e sarta, con moltissimi anni di esperienza, pittura ed esegue anche opere d’arte a ricamo. Inoltre ha eseguito negli anni precedenti, dipingendolo, anche lo stendardo della locale Confraternita della Pia Morte e Orazione San Giovanni Decollato.

IMG_6693 I lavori sono iniziati e vengono seguiti dall’economo comunale, dott.ssa Simona Ciasca, che si avvale anche del contributo ed esperienza di Mauro Mazziero e di Paolo Onofri, consulente storico e collaboratore dell’Ufficio Economato. Anche in questo caso Potenza Picena si riappropria di una originale testimonianza artistica e storica della sua gloriosa tradizione ed un importante contributo sicuramente è stato svolto dal nostro blog, sensibilizzando l’amministrazione comunale e la cittadinanza e ponendo per primo all’attenzione di tutti questo capolavoro, riscoprendo la sua antica storia ed importanza artistica. Da parte nostra vogliamo rivolgere un ringraziamento particolare al Dirigente dell’Ufficio Anagrafe del Comune di Potenza Picena, Luigino Garbuglia, che ha riscoperto per primo il Gonfalone e lo ha esposto al pubblico per diversi anni nel suo ufficio (senza questa operazione noi non lo avremmo mai potuto conoscere), al nostro Sindaco Francesco Acquaroli che ha dimostrato sensibilità nel voler recuperare questa artistica testimonianza, all’assessore al turismo Paolo Scocco, che per primo ha creduto in questo recupero, a Mauro Mazziero che ci ha aiutato a capire sia l’importanza artistica del Gonfalone che a trovare le soluzioni tecniche, insieme a Nelide Mazziero per il corretto recupero, IMG_6695ma in particolare all’Economo Comunale, dott.ssa Simona Ciasca, responsabile del nostro patrimonio storico ed artistico che ha immediatamente provveduto ad avviare l’operazione di restauro affidando l’incarico, con saggezza, alla sig.ra Nelide Mazziero, trovando nel Bilancio il relativo finanziamento e salvando in questo modo un capolavoro della nostra migliore tradizione artistica ed artigianale. È stato veramente un lavoro di gruppo, che fa onore alla nostra comunità. Ci si augura, una volta completato il restauro, che il Gonfalone d’oro verrà adeguatamente valorizzato.

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