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Archive for aprile 2015

a cura di Suor Maria Candida Italiani

Copertina del libro Cenni storici dell’Istituto  “Figlie del SS.mo Redentore e della B. V. Addolorata”

Copertina del libro Cenni storici dell’Istituto
“Figlie del SS.mo Redentore e della B. V. Addolorata”

Il Ritiro delle suore del SS/mo Redentore e Beata Vergine Addolorata ebbe origine il 5 aprile 1816, Venerdì di Passione da cinque zitelle che si riunirono in una casa privata con l’intento di dedicarsi esclusivamente al servizio di Dio.
Negli anni successivi il numero di esse andò sempre più accrescendosi in modo che nell’anno 1822 raggiunsero il numero di dodici e dalla casa primiera trasferirono la loro abitazione in una parte dell’antico Collegio dei PP. Gesuiti, ossia casa Prepositurale, ceduta loro in uso da quel Rev.do Proposto D. Luigi Pasquali. Morto quel Rev.do Proposto, le zitelle ottennero, con rescritto Pontificio del 26 marzo 1838, in perpetuo l’abitazione per dieci suore, con obbligo di fare scuola alle fanciulle e con obbligo di mantenere e nettare la biancheria della Chiesa Prepositurale e somministrarle le Ostie. Continuarono le zitelle a vivere così riunite sino all’agosto 1874. In quell’anno il Ritiro prese aspetto di casa religiosa tanto che l’Eminentissimo Cardinale Filippo De Angelis, Arcivescovo e Principe di Fermo volle dare una regola e ciò avvenne con decreto del 24 agosto 1874.
In quell’occasione l’Eminenza Sua dava alla Comunità un suo rappresentante con il nome di deputato Ecclesiastico nella persona del Reverendissimo Signor Proposto.
Fu poi nel novembre del 1882 che si compirono i desideri delle Suore con l’emissione dei voti semplici su le basi dalla regola stessa prescritte. I santi voti furono ricevuti da S.E. Rev.ma Mons. Rocco Anselmini, Vescovo di Nocera, mandatovi con speciali facoltà da S.E. Rev.ma Mons. Amilcare Malagola Arcivescovo e Principe di Fermo.

Suor Maria Candida Italiani

Suor Maria Candida Italiani

Oggi le Suore chiamate Figlie dell’Addolorata, occupano tutto l’antico convento dei PP. Gesuiti.
Una parte della casa fu ceduta loro dal Conte Giuseppe Carradori con l’obbligo di provvedere in perpetuo alla funzione della Coroncina nella chiesa di S. Sisto insieme all’obbligo di mantenere in perpetuo due giovanette nell’Istituto in qualità di educande; un’altra parte della casa fu comprata dal Conte Alessandro Carradori; una terza parte, le Suore la godono in forza, come accennato, del Rescritto Pontificio; ed infine alcune camere furono date dal Proposto D. Giuseppe Gironelli in commutazione di un pezzo di terreno ceduto per la fabbrica della casa parrocchiale, con approvazione di S.E. Mons. Roberto Papiri, Arcivescovo e Principe di Fermo.
Le Suore possiedono macchine da tessuto in damasco, seta, lana, cotone, e per questi lavori sono conosciute e ricercate. Hanno pure un fiorente Educandato con scuole medie parificate.
Altre case religiose di queste Suore sono in Amandola, Fontespina di Porto Civitanova, Meldola (Forlì), Porto Potenza Picena.

Articolo tratto dal libro di Mons. Giovanni Cotognini “Il Capitolo dell’Insigne Collegiata di Santo Stefano in Monte Santo” del 25 luglio 1951. Appendice 14 pubblicato sul blog.

Suor Maria Candida Italiani, al secolo Nivea, nata a Meldola (Forlì) il giorno 9/9/1934 da Aldo e Argentina Giulianini, morta a Potenza Picena presso la Casa Madre dell’Istituto il giorno 6/8/1990.

Documento allegato:

pdficon_large addolorata.pdf – Libro di Suor Maria Candida italiani

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A cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri

sipario teatro mugellini

sipario teatro mugellini

Nel 1856 a Monte Santo, l’antico nome di Potenza Picena cambiato il giorno 21/12/1862, sorge un comitato per la costruzione del Teatro Condominiale. Tra i promotori dell’iniziativa troviamo il conte Osvaldo Carradori, Achille Gasparrini e il dott. Silvestro Bravi, che ottengono le necessarie autorizzazioni governative e comunali.
Per la costruzione non vengono impegnate nuove aree, ma si decide di utilizzare un’ala del Palazzo Comunale. Ne risultano sacrificate, al piano terra, le stanze una volta adibite a deposito dei pegni del Monte di Pietà e ad Archivio Pubblico.
La progettazione dell’opera viene affidata al recanatese Giuseppe Brandoni, che già si era cimentato a Monte Santo nel parziale rifacimento della villa di campagna dei Compagnoni Marefoschi (Palazzo Rosso). L’architetto Brandoni ha utilizzato al massimo il poco spazio disponibile creando, oltre alla platea, tre ordini di palchi, per complessivi 152 posti.
Gli stucchi e le decorazioni sono dovute a Filippo Persiani di Morrovalle; la tela dipinta a olio, posta al centro del plafone del soffitto, è opera del pittore romano Ignazio Tirinelli, che nel soggetto commissionato, l’incoronazione di una giovane donna, ha voluto rendere omaggio all’Unità d’Italia, da poco avvenuta.
Il teatro fu dotato di un bellissimo sipario, largo 7,04 metri ed alto 5,61 metri, raffigurante una scena mitologica, dedicato a Minerva “zelante cultrice delle scienze e delle arti”, come è scritto, in latino, sulla pietra raffigurata nell’opera. Il sipario fu acquistato dalla Società Teatrale dal Seminario di Macerata e non se ne conosce l’autore.
L’inaugurazione avvenne sabato 27 dicembre 1862 con l’opera drammatica “Il più brutto Uomo dell’Inghilterra ovvero Glocester il Crudele, soprannominato Cuore di Volpe”, data dalla compagnia del capocomico Demetrio Mugnaini. Nel corso della stagione furono effettuate altre 24 recite di opere comiche e drammatiche.
Il 28 ottobre 1933 il Teatro fu poi intitolato al musicista Bruno Mugellini, nato a Potenza Picena nel 1871 e morto a Bologna nel 1912.

Decorazioni della volta del Teatro Comunale

Decorazioni della volta del Teatro Comunale

Nello stesso periodo, in concomitanza con la destinazione della struttura anche a sala cinematografica, furono effettuati lavori di manutenzione straordinaria, per cui si tolsero i primi due palchi laterali all’ingresso e la vetrata artistica di accesso alla platea, mettendo al loro posto due colonnine metalliche. Anche il terzo ordine di palchi fu trasformato in loggione.
Negli anni seguenti il Teatro ha consentito lo svolgimento di diverse attività culturali e ricreative, assolvendo pienamente ad una funzione sociale e civile, fino a che, nel 1970, ne fu decretata la chiusura, a causa della mancanza dei requisiti di agibilità e sicurezza.
Nel 1982, grazie all’impegno di un comitato promotore, furono raccolte tra la popolazione di Potenza Picena ben 1604 firme, con il fine di richiederne il restauro, e finalmente l’Amministrazione Comunale provvide ad avviare i lavori che hanno portato alla riapertura del Teatro nel 1990.
Le opere eseguite hanno migliorato la sicurezza e la funzionalità delle strutture ed hanno riportato le decorazioni all’antico splendore. Il sipario non era stato recuperato, e solo il giorno 18 novembre del 2006, dopo attento lavoro di restauro, eseguito dalla Ditta Kriterion di Bologna, è stato ricollocato ed inaugurato.

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English version by George Dernowski

THEATRE “BRUNO Mugellini”

sipario teatro mugellini

sipario teatro mugellini

In 1856 in Monte Santo, the ancient name of Potenza Picena, (changed on the 21st December 1862), a committee is formed for the construction of a Town Hall Theatre. Among the promoters of the initiative are; Count Osvaldo Carradori, Achille Gasparrini and Dr. Sylvester Bravi, who obtain the necessary government and municipal authorizations.
For the construction new areas are not taken over as the decision was to use a wing of the Town Hall itself. This resulted in the sacrifice of the rooms once used for storage of the pawnshop and the Public Archives, which were situated on the ground floor.
The stucco and decorations are the works of Filippo Persiani from Morrovalle; the oil painted canvas, located in the centre of the ceiling, is the work of the Roman painter Ignazio Tirinelli who, keeping in mind the subject commissioned, the coronation of a young woman, wished to use this said subject to pay tribute to the Unification of Italy, just recently occurred.
The theatre was equipped with a beautiful curtain, 7,04 meters in width and 5,61 meters in height, depicting a mythological scene, dedicated to Minerva, a “zealous cultivator of sciences and arts” as is testified in Latin on the stone depicted in the work of art. The curtain, executed by an unknown artist, was purchased by the Theatrical Company from the Macerata Seminary.
The inauguration of the theatre took place on Saturday, December 27th, 1862 with the dramatic opera “The ugliest man in England or Glocester the Cruel, nicknamed Heart of Fox”, (Il più brutto Uomo dell’Inghilterra ovvero Glocester il Crudele, soprannominato Cuore di Volpe) given by novelist company directed by Demetrio Mugnaini. In the course of the season other 24 performances of comic and dramatic works were held.
On 28th October 1933 the theatre was later named after the musician Bruno Mugellini, born in Potenza Picena in 1871 and died in Bologna in 1912.

Decorazioni della volta del Teatro Comunale

Decorazioni della volta del Teatro Comunale

In the same period, coinciding with the destination of the structure into a cinema, extraordinary maintenance works were carried out by taking out the first two entrance side boxes together with the artistic stained-glass window which gave access to the pit, putting in their place two small metal columns. Even the third order of boxes was turned into a gallery.
In the following years the theatre has permitted the holding of cultural and recreational activities, fully fulfilling a social and civic function, until, in 1970, it was decreed the closure, due to the lack of accessibility and safety requirements.
In 1982, through the efforts of an organizing committee, 1.604 signatures were collected among the population of Potenza Picena with the purpose of requesting the theaters restoration, and finally the City Council provided the initiation of work that led to the re-opening of the Theatre in 1990.
The works carried out have improved the safety and functionality of the structure enhancing the decorations bringing them back to their former glory. The curtain had not been recovered, and only on 18th November 2006 was it finally relocated and inaugurated after a careful and delicate work of restoration, carried out by the firm Kriterion of Bologna.


Version française par Loretta Lazzarini

Le Théâtre Municipal Bruno Mugellini

sipario teatro mugellini

sipario teatro mugellini

En 1856, à Potenza Picena, l’ancienne commune de Monte Santo  ayant été ainsi rebaptisée le 21 décembre 1862, est créé un comité en vue de la construction d’un  théâtre en copropriété. Parmi les promoteurs du  comité, on trouve le comte Osvaldo Carradori, Achille Gasparrini et le docteur Silvestro Bravi, qui obtiennent les autorisations nécessaires de la commune et de l’Etat.
Pour construire le théâtre, plutôt que de créer de nouveaux espaces, on décide d’utiliser une aile de l’hôtel de ville. Aussi, les salles du rez-de-chaussée,  qui servaient autrefois à stocker les archives publiques et les gages  du Mont-de-piété, sont sacrifiées.
Le projet de l’œuvre est confié à l’architecte Giuseppe Brandoni de Recanati qui avait déjà travaillé à Monte Santo en projetant  la réfection d’une partie de la maison de campagne Compagnoni-Marefoschi (connue sous le nom d’Hôtel Rouge). L’architecte a utilisé au mieux le petit espace à disposition en créant, en sus du parterre, pas moins de trois rangs de loges, comprenant au total 152 places.
Les stucs et les décorations sont dues à Filippo Persiani de Morrovalle;  la peinture à l’huile sur toile qui se trouve au centre du plafond est l’œuvre du peintre romain Ignazio Tirinelli, qui selon la commande qu’on lui avait faite, savoir le couronnement d’une jeune fille, a voulu rendre hommage à l’unité de l’Italie, récemment advenue.
Le théâtre est doté d’un remarquable rideau de 7,40 mètres de large et  de 5,61 mètres de haut qui représente   une scène mythologique dédiée à Minerve <<l’amatrice zélée des sciences et des arts >>, comme en témoigne l’inscription en latin sur la pierre représentée dans l’oeuvre. Le rideau, dont l’auteur reste inconnu, a été acheté par la Société du théâtre auprès du Séminaire de Macerata.
L’inauguration eut lieu le samedi 27 décembre 1862 avec l’oeuvre tragique “L’homme le plus laid d’Angleterre, ou Glocester le Cruel, surnommé Cœur-de-Renard”, donné par la troupe de Demetrio Mugnaini. Pendant toute la saison furent mises en scène 24 autres pièces dramatiques ou comiques.
Le 28 octobre 1933 le théâtre fut baptisé du nom de Bruno Mugellini, pianiste et compositeur né à Potenza Picena en 1871 et mort à Bologne en 1912.

Decorazioni della volta del Teatro Comunale

Decorazioni della volta del Teatro Comunale

À cette même époque, le théâtre devint aussi salle de cinéma et des travaux de restructuration furent effectués: le deux premières loges latérales et le vitrail artistique à travers lequel  on  accédait au parterre furent retirés.  À leur place furent installées deux  fines colonnes métalliques. Le troisième niveau de loges fut transformé en  paradis.
Au cours des années suivantes, le théâtre est devenu un espace multiculturel et de loisirs, qui lui ont fait jouer parfaitement son rôle civil et social, et cela  jusqu’en 1970, quand sa fermeture fut décrétée pour des problèmes de conformité aux normes de sécurité.
En 1982, grâce à l’engagement d’un comité de soutien,  1.604 citoyens de Potenza Picena  signèrent une pétition pour en demander  la réhabilitation et enfin, la commune commença les travaux de restauration, qui ont conduit à la réouverture du théâtre en 1990.
Les travaux de restauration ont amélioré la sécurité et la fonctionnalité  du théâtre et un travail de restauration a permis de rendre aux décorations leur ancienne splendeur. Le rideau, qui n’avait pas été restauré à cette occasion, a été remis à sa place et inauguré le 18 novembre 2006 seulement, après  une restauration minutieuse effectuée par la firme Kriterion de Bologne.


Versión española por Emilio Zamboni

Teatro Municipal “Bruno Mugellini”

sipario teatro mugellini

sipario teatro mugellini

En el año 1856 en Monte Santo, antiguo nombre de Potenza Picena cambiado el 21 de diciembre de 1862, surgió un comité para la construcción de un Teatro Condominal. Entre los promotores de la iniciativa encontramos al conde Osvaldo Carradori, Achille Gasparrini y al doctor Silvestro Bravi, que obtuvieron la necesaria autorización gobernativa y comunal.
Para la construcción del teatro no fueron ocupadas otras áreas, se decidió utilizar en la planta baja del municipio, un lugar que estaba destinado para depósito de elementos de empeño del Monte de Piedad o para archivo público.
El proyecto de la obra fue confiada a Giuseppe Brandoni, nacido en Recanati, que ya se había visto actuar en la remodelación de la villa de campaña de Marefoschi (Palazzo Rosso). El arquitecto Brandoni utilizó al máximo el poco espacio disponible creando, además de la platea, tres filas de palcos que completaban 152 puestos.
Las figuras de yeso y las decoraciones se deben a Filippo Persiani de Morrovale; la tela pintada al oleo en el centro del techo (plafond), es obra del pintor romano Ignazio Tirinelli, que le encargaron rendir homenaje a la reciente Unidad de Italia y para esto, realizó el acto de coronación de una joven mujer.
El teatro fue dotado de un bellísimo telón de 7,04 metros de largo por 5,61 metros de alto, con una escena mitológica de Minerva “Zelante cultrice delle scienze e delle arti”, escrita en latín sobre la piedra representada en la obra. El telón fue adquirido a la Sociedad Teatral del Seminario de Macerata y no se conoce el autor.
La Inauguración se realizó el sábado 27 de diciembre de 1862, con la ópera dramática “Il più brutto Uomo dell’Inghilterra ovvero Glocester il Crudele, soprannominato Cuore di Volpe” ( El mas bruto Hombre de Inglaterra, o bien, Glocester el cruel, denominado “Corazón de Zorro”) por la Compañia de cómicos dirigida por Demetrio Mugnaini. En el curso de esta estación se efectuaron otras 24 funciones de obras cómicas y dramáticas.
El 28 de octubre de 1933 el teatro fue denominado con el nombre del músico Bruno Mugellini, nacido en Potenza Picena en el año 1871 y fallecido en Bologna en 1912.

Decorazioni della volta del Teatro Comunale

Decorazioni della volta del Teatro Comunale

En este período, coincidiendo con la transformación del teatro también a sala cinematográfica, se efectuaron trabajos de manutención extraordinaria y por tal razón, se eliminaron los dos primeros palcos laterales al ingreso y la vitrina artística de acceso a la platea, ubicando en este puesto dos columnitas metálicas.También el tercer palco fue transformado en galería grande.
En los siguientes años se desarrollaron distintas actividades culturales y recreativas, cumpliendo plenamente una función social y civil hasta que, en 1970 fue clausurado por causa de los requisitos de seguridad.exigidos.
En el año 1982, gracias al empeño de un comité promotor, fueron recogidas, entre la población de Potenza Picena, 1604 firmas, con el fin de pedir la restauración y finalmente la administración comunal para dirigir el trabajo que llevó a la reapertura del teatro en 1990.
La obra realizada mejoró la funcionalidad y la seguridad de la estructura que llevaron la decoración al antiguo esplendor. El telón no fue recuperado en un principio, solo, el 18 de noviembre del 2006, después del trabajo especial de Ditta Kriterion di Bologna, fue recolocado e inaugurado.

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Scrivania restaurata

Scrivania restaurata

Continua la meritoria opera di restauro del nostro concittadino Franco Carestia a favore della comunità di Potenza Picena, sempre effettuata a titolo gratuito. Dopo aver restaurato 11 pezzi tra oggetti in ferro battuto ed un leggio in legno di noce intagliato del 1933, oggi felicemente inseriti nel contesto del Museo-Gipsotèca della Scuola d’Arte “Ambrogio Della Robbia”, sala “Giuseppe Riccobelli” di Via Trento n°3, Franco ha fatto un altro importante recupero. Si tratta di una piccola scrivania in abete, considerata da un esperto antiquario degli inizi del Novecento, già tra i beni mobili che l’Ente voleva vendere fin dal 2009. Fortunatamente il lotto dove era inserita questa scrivania, cioè il lotto B, pur procedendo a diversi ribassi, non è stato assegnato a nessuno. Dopo che il Museo-Gipsotèca si era arricchito del deposito di una macchina da scrivere Olivetti modello M40 degli anni Trenta del Novecento appartenuta al prof. Giuseppe Asciutti, restaurata sempre gratuitamente da Franco Carestia, abbiamo pensato di poter utilizzare la scrivania collocandovi sopra la macchina. Grazie alla disponibilità dell’economo comunale, dott.ssa Simona Ciasca, che ha autorizzato il restauro, la scrivania è stata prelevata dal magazzino del deposito comunale di Via Edmondo De Amicis (presso il chiostro di S.Agostino) e consegnata a Franco Carestia. Le condizioni del bene non erano di certo rassicuranti, bisognava fare un grosso lavoro di restauro per poterla riportare all’antico splendore. Franco Carestia, in fase di lavorazione, tenendo conto sia della tipologia del manufatto, che della tecnica di costruzione, oltre che la presenza di tutte e 5 le serrature originali, è arrivato alla conclusione che probabilmente l’epoca del mobile non è il secolo XX, ma bensì precedente, cioè della seconda metà dell’Ottocento. Oltre al lavoro gratuito, Franco, ha messo a sue spese tutti i materiali che sono stati necessari per eseguire il definitivo restauro, compresa la pelle e tutti i chiodini, per un totale di n° 107, collocati minuziosamente sul ripiano per poter fissare il materiale. Inoltre, Franco, da artista qual’è, è riuscito anche a far funzionare perfettamente tutte e 5 le serrature, predisponendo anche le 2 chiavi.

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Franco Carestia ricevuto in Comune.

Avevamo anche programmato, per completare il contesto museale, il recupero di una antica sedia in legno con bracciolo degli inizi del Novecento che l’Ente ha tra le sue proprietà, attualmente collocata nell’Ufficio Commercio. La sedia in questione è stata prelevata in data 26 Marzo 2015 e consegnata a Franco Carestia per il suo restauro, sempre gratuito. In data 23 Marzo 2015 sia la scrivania restaurata, che la macchina da scrivere Olivetti modello M40, insieme ad una antica sedia in legno data in prestito da Franco Carestia sono stati portati nei locali della Sala “Antonio Carestia” della Giunta Comunale nel Palazzo Municipale per farli vedere sia al nostro Sindaco Francesco Acquaroli che agli altri amministratori comunali e consiglieri. Il giorno Martedì 24 Marzo 2015 la scrivania con la macchina da scrivere sono stati trasferiti presso il Museo-Gipsotèca della Scuola d’Arte “Ambrogio Della Robbia”. Cogliamo l’occasione da parte nostra per ringraziare di cuore ancora una volta Franco Carestia per questo straordinario intervento di recupero di un bene unico ed originale, che non è costato niente, neppure un centesimo al nostro Ente. Ringraziamo inoltre l’economo comunale, dott.ssa Simona Ciasca, per averci consentito questo restauro ed avermi autorizzato a seguirlo per suo conto. Nel suo lavoro si sta dimostrando veramente una persona molto corretta e saggia, che sa ascoltare i consigli ed i suggerimenti. Potenza Picena la ringrazia di tutto quello che sta facendo per la salvaguardia e valorizzazione del nostro patrimonio mobiliare storico ed artistico.

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Stemma Fam. Bonaccorsi.

Mentre stavamo scrivendo questo articolo, Franco Carestia ha completato un altro importante restauro di un’opera presente nel contesto del Museo-Gipsotèca. Si tratta di uno stemma della nobile famiglia Bonaccorsi di Potenza Picena, eseguito dagli allievi della Scuola, in creta, dipinto ed incorniciato. Anche in questo caso Franco ha provveduto alla stuccatura delle parti lesionate, al ripristino di quelle mancanti, riportando all’antico splendore tutta la parte decorativa, compresa la cornice.

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di Pier Marino Simonetti

Luigi Parigi con il suo nipotino Nicolas. Foto Famigli Parigi. La natura degli uomini è molteplice, nelle forme del carattere si compone di svariati modi con i quali entra in relazione con i simili e con il prossimo. Luigi Parigi nella sua breve vita, fermata un pomeriggio di settembre per un equivoco dei suoi meccanismi, ha vissute molte delle espressioni con le quali, donne e uomini, costruiscono assieme alla natura ed al loro ingegno, la società civile che ci ospita. Se ben vissute, possono essere patrimonio da ricordare con emozione anche senza la necessità di legarle a persone a cui la storia affida compiti eccezionali. Anzi, legate al gusto dell’umiltà ed alla normalità dell’esistenza, sono un valore per gli affetti. Famiglia, studio prima, professione poi, politica, amicizia, ognuno di questi arcipelaghi, Luigi li ha attraversati con la consapevolezza del timoniere impegnato a condurre per mare il piroscafo all’approdo sicuro del porto scelto. La sua abilità di nostromo, è stata l’intelligenza di non aver posto limiti esclusivi fra i suoi molteplici interessi, distribuendo le sue esperienze umane e professionali, senza escludere nessuno. La sua appartenenza politica, per esempio, non gli ha impedito di avere amici di altra formazione culturale: valevano per lui, principalmente i rapporti umani e professionali, sui quali riversava vitalità e passione. Ricordo sempre il piacere di averlo commensale nelle occasioni famigliari: si alternavano gioco, sorriso, storia, politica e giovialità, trovando, nella diversa cultura politica, occasione di dibattito sincero. In quei momenti a tavola, poche erano le altre occasioni d’incontro, ho apprezzato in lui, oltre alla preparazione scientifica propria del farmacista, l’interesse per alcuni aspetti legati alla conoscenza di fenomeni di confine fra scienza e esoterismo, per i quali era un vero esperto. Dalla occasione più banale, alla interpretazione iconografica di alcune pale d’altare o decori di un antico palazzo, gli era facile far notare agli amici, riferimenti storici e artistici, che senza la sua conoscenza, sarebbero passati inosservati ai più.

luigi con famigliaÈ lui che mi ha introdotto alle molte meraviglie di Potenza Picena, storie di uomini e d’arte molto interessanti. Per queste sue passioni, negli interminabili giorni seguiti alla morte di Luigi, nei quali era impossibile portare omaggio alla sua salma, pensai che il modo migliore per ricordarlo, fosse stato, quello di dedicargli un piccolo racconto, ispirato ad un personaggio del Flauto Magico di Mozart, l’uccellatore Papageno.

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di Andrea Bovari

5-10-14 serie a 104321Missione compiuta: la squadra di baseball delle Pantere di Potenza Picena ha conquistato la promozione in serie A! L’ultimo ostacolo rimasto sulla via di questo entusiasmante successo, la compagine di Settimo Torinese, è stato superato grazie alle vittorie nelle due partite giocate sul diamante “Augusto Carestia” di San Girio: 8-6 nella prima, 7-6 nella seconda. Daniele Senigagliesi, manager del team potentino, alla vigilia della sfida finale aveva pronosticato il successo: non era una previsione incauta e gratuita ma la consapevolezza che tutto l’ambiente del baseball locale era pronto per il grande salto, preparato con serietà ed impegno in tanti anni di attività sportiva, caratterizzata da uno spirito di sana aggregazione che ha permesso di accogliere tanti ragazzi, anche extracomunitari. Daniele è l’immagine della felicità: “Negli ultimi tre anni –dice- abbiamo conquistato, in rapida successione, la promozione in serie B, la Coppa Italia di categoria e, adesso, la promozione in serie A! Una progressione notevole, frutto di un lavoro quotidiano che tutta la nostra società porta avanti con dedizione ed entusiasmo. Gli atleti e noi tecnici possiamo contare su una dirigenza che opera nel miglior modo possibile e che ci dà serenità: sentiamo il sostegno di un gruppo unito, di persone che si impegnano ogni giorno per promuovere lo sport tra i giovani. I risultati, quando si lavora sodo, arrivano.” La sfida col Settimo Torinese è stata intensa. “Si –conferma Senigagliesi- gli avversari ci ha impegnati a fondo, soprattutto nella seconda gara, quando sono riusciti a portarsi sul 2-6. Quando sembrava che quella partita fosse perduta, è venuto fuori il meglio di noi stessi e i piemontesi, logorati dalla pressione cui li abbiamo sottoposti, hanno ceduto nettamente. Siamo riusciti a mettere a segno tre battute valide consecutive, dando luogo ad una rimonta perentoria.” Lucida e precisa l’analisi di Daniele che, poi, ha un pensiero affettuoso per Augusto Carestia, il ragazzo che perse la vita in un incidente in montagna ed a cui è intitolato il ‘diamante’ di San Girio: “Augusto è sempre con noi, lo sentiamo vicino ogni volta che ci sediamo in panchina o che scendiamo in campo. Era un bravo lanciatore e, soprattutto, un ragazzo d’oro.

augusto11Avrebbe vissuto con noi questa grande esperienza con la sua consueta voglia di far bene, con la sua concentrazione, con la sua generosità. Tutta la nostra attività sportiva si svolge nel suo caro ricordo.” Ecco, in conclusione, tutti i giocatori protagonisti della promozione in serie A: Michele Acacia, Luca Belluccini, Andrea Borroni, Andrea Ceccotti, Daniele Ceresani, Toni Dorta, Lorenzo Garbuglia, Francesco Longarini, Riccardo Longarini, Leonardo Natalini, Elias Petrelli, Gabriele Quattrini, Michele Quattrini, Riccardo Ramazzotti, Matteo Riccobelli, Enrico Simonetti, Stefano Stramucci, Jonathan Vargas, Lenny Vargas, Carlo Venanzoni (capitano). Tecnico: Benito Francia Ventura; manager: Daniele Senigagliesi.

Articolo tratto dalla rivista “Infinito Letterario” – anno II  2014 – n. 3 – Falconara (AN)

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Gonfalone restaurato. Foto Mario Barbera Borroni.La sig.ra Nelide Mazziero di Potenza Picena ha completato il difficile restauro del nostro Gonfalone d’oro, confezionato nel lontano 1933 dalle monache benedettine locali. L’esperienza, la professionalità, la passione messa da parte di Nelide Mazziero nell’esecuzione di questo difficile intervento di restauro di un antico manufatto, che era ridotto veramente molto male (era stato definito da molti solo uno “straccio”), è stata veramente encomiabile. Il risultato finale è semplicemente straordinario. La nostra comunità ha salvato dal degrado una vera e propria opera d’arte, testimonianza della migliore tradizione artistica ed artigianale di Potenza Picena. Completato il restauro, il Gonfalone si spera che venga collocato in permanenza all’interno della teca nella Sala”Antonio Carestia” della Giunta Comunale nel Palazzo Municipale, in modo che tutti possano ammirarlo nel suo straordinario splendore. Le fasi di recupero del manufatto sono state seguite con competenza e professionalità dall’economo comunale, dott.ssa Simona Ciasca, responsabile del nostro patrimonio storico ed artistico, che si è avvalsa anche della collaborazione di Paolo Onofri, consulente storico dello Ufficio Economato e di Mauro Mazziero, artista ed esperto d’arte. Da parte nostra la ringraziamo per la dedizione che mette sempre nel suo delicato lavoro a favore della salvaguardia e valorizzazione del nostro patrimonio.

Antico gonfalone d'oro del 1933

Antico gonfalone d’oro del 1933

Grazie inoltre a Nelide Mazziero per la cura e la professionalità che ha messo nel suo lavoro molto delicato di recupero del nostro Gonfalone d’oro. Nelide Mazziero è una delle ultime testimoni e protagoniste della nostra migliore tradizione artistica ed artigianale nel campo del ricamo.

Durante le fasi di restauro del Gonfalone ho avuto modo di ammirare tutti i suoi lavori, veri capolavori artistici, eseguiti in tanti anni di attività, quadri sia dipinti che ricamati. Tutte queste straordinarie opere d’arte, grazie alla disponibilità di Nelide Mazziero e all’impegno dell’economo comunale, dott.ssa Simona Ciasca, dovrebbero essere esposte in una originale mostra personale che si prevede di organizzare durante la prossima estate a Potenza Picena presso i locali del Centro Culturale “Umberto Boccabianca”. Sarà sicuramente un’evento straordinario, ne siamo sicuri.

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