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Archive for luglio 2015

Prof. Silvio Zavatti

Potenza Picena può vantare di aver avuto tra i suoi concittadini più illustri un personaggio della levatura del prof. Silvio Zavatti (Forli 10/11/1917- Ancona 13/5/1985), famoso studioso ed esploratore polare, fondatore dell’Istituto Geografico Polare, della rivista “Il Polo” e del Museo Polare (oggi a lui intitolato) ed ospitato presso la Villa Vitali di Fermo, ma in precedenza a Civitanova Marche.
Silvio Zavatti, dopo aver prestato il servizio militare in Marina durante la Seconda Guerra Mondiale nella nostra cittadina, presso la Torre di S. Anna di Porto Potenza Picena come addetto all’ascolto di trasmissioni in lingua inglese e al controllo del traffico marino nel periodo 1941-I942 e 1943, dopo la fine della guerra ritorna nella nostra città per sposarsi con la sig.ra Anna Maria Riccobelli il giorno 10/11/1945 nella Chiesa di S. Anna, andando ad abitare in Via Regina Margherita n° 118. Dal loro matrimonio nasceranno Franco e Renato.
Repubblicano, dopo essere stato partigiano nelle formazioni Sap di Forlì (vice-commissario politico Provinciale diploma di patriota n° 7482) e vice-Sindaco di Forlì nel periodo 1944/1945, nel 1946 si candida anche nel nostro Comune per le elezioni amministrative locali con la lista del blocco di unità popolare, che univa comunisti, socialisti, repubblicani ed indipendenti, e viene eletto consigliere comunale.

Copertina della rivista: “Civitanova Immagini e Storie n. 12 - Silvio Zavatti scritti su Civitanova Marche (1948 - 1981) a cura di Giulietta Bascioni Brattini - Comune Civitanova Marche  - Settembre 2006 - Biblioteca Comunale Carlo Cenerelli Campana.

Copertina della rivista: “Civitanova Immagini e Storie n. 12 – Silvio Zavatti scritti su Civitanova Marche (1948 – 1981)

Dopo che la lista del blocco di unità popolare aveva vinto le elezioni comunali del 10 Marzo del 1946 su quella della Democrazia Cristina, Silvio Zavatti, per la sua cultura, istruzione ed esperienza amministrativa, aspirava ad essere eletto come Sindaco di Potenza Picena, ma per contrapposizioni ideologiche tra comunisti e repubblicani, questo non è stato possibile. Addirittura per ostacolare l’elezione a Sindaco di Silvio Zavatti, è stato anche tirato in ballo il suo presunto passato giovanile fascista a Forlì, del tutto falso, in quanto era indiscutibile l’impegno antifascista di Silvio Zavatti, come anche il suo anticomunismo, era un uomo libero e democratico.

Dopo questa pagina non esaltante per la nostra comunità, il consiglio comunale registrò la spaccatura all’interno della maggioranza che aveva vinto le elezioni amministrative. Infatti viene eletto con voti 12 il comunista Antonio Carestia, il più votato dagli elettori e sostenuto da comunisti, socialisti ed indipendenti, mentre Silvio Zavatti ha ottenuto 8 voti, 4 dei repubblicani e 4 dei democristiani. Silvio Zavatti rimarrà, consigliere comunale fino al 1949, quando si traferirà a Civitanova Marche con la sua famiglia.
Durante la sua permanenza nel nostro Comune, l’Istituto Geografico Polare, fondato nel 1944 a Forlì da Silvio Zavatti, come pure la rivista “Il Polo” avranno la loro sede nel nostro centro, e la rivista avrà come Redattore il rag. Adriano Offidani di Porto Potenza Picena.

Copertina del libro “Silvio Zavatti Giornalista e amministratore della Ricostruzione a Forlì  1944-1945” a cura di Fabrizio Monti - Ottobre 2008 - Biblioteca Comunale Carlo Cenerelli Campana.

Copertina del libro “Silvio Zavatti Giornalista e amministratore della Ricostruzione a Forlì 1944-1945”

Inoltre il prof. Silvio Zavatti, durante il periodo in cui vivrà a Porto Potenza Picena, svilupperà degli studi molto interessanti sia sulla casa rurale che sugli usi nuziali locali, sulla distruzione delle spiaggia con l’estrazione della sabbia e farà osservazioni meteorologiche e condizioni climatiche su Porto Potenza Picena per conto dell’Istituto Chirurgico-Elioterapico “Divina Provvidenza” (l’attuale Istituto S. Stefano).

La nostrà città deve riscoprire questo straordinario personaggio della cultura e della scienza internazionale, che grazie al matrimonio con una nostra concittadina, la sig.ra Anna Maria Riccobelli, si è potuto stabilire nelle Marche, lasciando nella nostra Regione un segno straordinario della sua grande opera.
Civitanova Marche, Fermo e Forlì lo hanno già ampiamente ricordato, sia con pubblicazioni e manifestazioni, Potenza Picena quando si deciderà a fare qualche cosa?
Noi con questo scritto abbiamo voluto dare un modesto contributo, con la speranza che le nostre istituzioni locali possano colmare questa grave lacuna.

Documenti allegati:

  • pdficon_large ist_geografico_polare.pdf – Lettere del Dott. Silvio Zavatti a nome dell’Istituto Geografico Polare di Porto Potenza Picena al Comune di Potenza Picena del 25/11/1945 e 28/11/1945. Archivio Storico Comunale.
  • pdficon_large zavatti – montecanepino web.pdf – Studio del Prof. Silvio Zavatti su ” Le condizioni igeniche di una contrada Marchigiana” (Montecanepino di Potenza Picena) – Marzo 1945 – per gentile concessione del Dott. Renato Zavatti.

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Teresa Casalis in Douhet

Teresa Casalis in Douhet

Potenza Picena durante la seconda guerra mondiale è stato uno dei centri più importanti che hanno dato ospitalità a moltissimi sfollati provenienti in particolare da Livorno, Roma ed Ancona, ma non solo.
Il giorno 30 Giugno del 1944, quando sono arrivati nella nostra città i soldati polacchi del 4° Reggimento corazzato Skorpion al comando del colonnello Ignacy Kowalczewski, alcuni di questi sfollati sono morti in conseguenza del cannoneggiamento tedesco dalle colline di Recanati. In Piazza Principe di Napoli, come si chiamava all’epoca Piazza Giacomo Matteotti, sono morti gli sfollati di Livorno Elvira Vitelli e Ersilio Penco, madre e figlio, mentre presso l’abitazione della famiglia Mazzoni in contrada La Concia, la sig.ra Jolanda Silvestrini in Roberti Lauri di Sesto S. Giovanni (Milano) moglie del conte Mario Roberti Lauri. Erano tutti venuti a Potenza Picena per sfuggire ai bombardamenti nelle loro città ed hanno trovato la morte da noi.
Questo fatto mi ha sempre molto incuriosito fin da ragazzo, quando sentivo i racconti dei miei genitori e nonni.
Perché Potenza Picena è stata scelta da tantissimi sfollati che provenivano da tutta l’Italia e dove sono stati ospitati?
Tra di loro c’erano anche importanti personalità? C’erano famiglie di ebrei?
Nei racconti dei più anziani si parla in particolare della presenza di molti sfollati dalla città portuale di Livorno, che erano per la cronaca anche molto vivaci.

Felice

Felice Rao

Ho potuto fare una accurata ricerca presso il nostro Archivio Storico Comunale, ed in particolare nei documenti che fanno capo all’ECA, l’Ente Comunale di Assistenza, che doveva provvedere al sostentamento economico degli sfollati che ne avevano bisogno. Infatti erano pochi i casi di famiglie facoltose che in loco potevano avere anche delle ville estive, come il Console Cancellario d’Addario, la sig.ra Gina Casalis vedova del Generale Giulio Douhet, l’avvocato Bentivoglio, l’avvocato Palloni e pochi altri. A parte chi qui da noi aveva i suoi parenti, come il tenore Giovanni Pastocchi, la figlia del prof. Balduino Bocci, Lydia, i Rampioni, i Lanari, i Petetti, tutti gli altri avevano bisogno di tutto, anche del sussidio economico per sopravvivere. Tra questi anche la figlia del Prof. Umberto Boccabianca, Ilda, moglie di Ignazio Pierandrei (morto in Jugoslavia il giorno 18/7/1941), con i suoi sei figli Bruno, Nazzareno, Fabiola, Umberto, Guido e Maria Vittoria. Questo veniva fornito dall’Eca, dopo il parere positivo del Comandante della locale stazione dei Carabinieri, il Maresciallo Cosimo Scarli, che effettuava accurate indagini. La maggiore parte degli sfollati proveniva da Roma(171), Livorno (132), ed Ancona (124) e da tutte le altre parti d’Italia, compresa la Sicilia (237)e 3 addirittura da Zara. Molti di quelli presenti a Potenza Picena provenivano anche dai paesi vicini, come Porto Recanati (140) e Civitanova Marche (170), per un totale complessivo di 977 unità. Oltre a questi, da Porto Potenza Picena, nel Capoluogo si sono trasferite altre 454 persone.

Lydia Bocci

Lydia Bocci in Brunacci

C’erano tra di loro sotto falso nome dei ricercati dai nazi-fascisti perché ebrei, e che la nostra popolazione ha cercato di proteggere in tutti i modi?­ Dai racconti dei più anziani si accenna a due ebrei romani, ospiti della sig.ra Nelide Bernabei, che sposerà successivamente Mariano Ciuccarelli. Questi erano sotto falso nome e quando furono scoperti furono trasferiti in un campo di concentramento in Germania. Uno di loro si chiamava Samuele Funaro. Ho chiesto negli anni passati informazioni alla comunità ebraica di Roma, ma non sono riuscito a sapere che fine abbia fatto. Tra le tante famiglie di Ancona, una sicuramente aveva chiare origini ebraiche, quella dei Coen-Ascoli. Questa famiglia si è salvata ed è ritornata in Ancona. Purtroppo per quanto riguarda altre famiglie di origine ebraica non sono riuscito a rintracciarle, anche se sono convinto che tra le tante centinaia di presenze dovevano essercene, magari sotto falso nome.

Le comunità di Potenza Picena, di Porto Potenza Picena e dell’intera campagna, durante quei tragici momenti per la nostra Patria hanno saputo accogliere migliaia di sfollati, dare loro una casa, da mangiare, da riscaldarsi, in pratica sono riusciti a sopravvivere a questi tragici momenti. Se tutto questo è stato possibile è grazie al grande cuore dei santesi e all’impegno delle sue istituzioni. Tra i tanti sfollati si trovava anche Giuseppe Spizzico di Trani (Bari), che successivamente sposerà una nostra concittadina, mia zia Bice Bernabiti. Inoltre c’è stato un caso particolare di uno sfollato di nome Felice Rao, il cui vero nome era invece Giuseppe Genovese, originario di Barcellona Pozzo di Gotto, Messina, che era scappato, dopo un bombardamento dal carcere di Ancona dove era rinchiuso per un omicidio.

Hilda Boccabianca

Hilda Boccabianca in Pierandrei

Dopo la guerra era stato raggiunto a Potenza Picena dalla moglie Francesca Fugazzotto e dal figlio Gaetano ed abitavano in via Bonaccorsi e lui svolgeva il mestiere di venditore ambulante di giocattoli, lupini e castagne. Per questa straordinaria opera umanitaria la nostra città dovrebbe a ragione essere insignita di una onorificenza da parte dello Stato Italiano, di un pubblico riconoscimento comunque da parte delle città che maggiormente hanno usufruito della nostra ospitalità come Livorno, Roma ed Ancona, oltre che dalle città di Porto Recanati e Civitanova Marche, per aver aiutato tanti loro concittadini in quei tragici momenti della nostra storia.

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Copertina del libro Alta Valle del Potenza a cura di Luca Carestia

Copertina del libro Alta Valle del Potenza a cura di Luca Carestia

Un nostro concittadino, Luca Carestia (figlio di Beniamino), iscritto al Gruppo Grotte di Recanati, ha curato la pubblicazione del libro “Alta valle del Potenza – Ricerche di idrologia e carsismo” per conto della Federazione Speleologica Marchigiana.
Il libro, realizzato grazie al contributo stanziato della Regione Marche a favore della tutela e valorizzazione del patrimonio carsico e speleologico (L.R. n. 12/2000), è stato stampato dalla Tipografia Cingolani di Cingolani Rodolfo di Potenza Picena nel mese di giugno 2015 ed è dedicato all’amico e speleologo Alfredo Campagnoli, fondatore del Gruppo Grotte Recanati tragicamente scomparso nel settembre 2011.
Il libro raccoglie i risultati di tre progetti di ricerca proposti dal Gruppo Grotte Recanati, in collaborazione con il Gruppo Autonomo Speleologico Portocivitanova, dal Centro Ricerche Speleologiche “Nottoloni” di Macerata, dal Gruppo Speleologico Alta Valle del Potenza di Pioraco e contiene, oltre ad una parte storico-speleologica curata da Luca Carestia, un intervento del dr. Sandro Galdenzi – geologo e responsabile scientifico dei vari progetti – sulle acque sotterranee e grotte nell’alta valle del Potenza e da uno studio condotto dal prof. Felice Larocca dell’Università di Bari su La Grotta della Miniera a Sefro.
Riportiamo di seguito la premessa del libro:
“L’alta valle del Potenza rappresenta un’area di elevato interesse per lo studio della circolazione carsica nella regione marchigiana. Le acque superficiali dell’estesa zona dei Piani di Monte Lago si raccolgono in un inghiottitoio attraverso cui si immettono in circuiti drenanti sotterranei. Altri sistemi carsici sub-verticali con funzioni di assorbimento idrico sono conosciuti nel comprensorio (Grotta di Caprelle, M. Bordaino, etc.) e sono note grotte, sia permanentemente che momentaneamente attive, con funzioni di emergenza carsica. Alcune di queste sono legate a piccoli bacini sospesi rispetto alle valli fluviali (Grotta Piccola di Caprelle, Grotta della Botte, Grotta di Figareto), altre sono localizzate presso il fondovalle con flussi più rilevanti (Grotta del Castoro, Risorgente di Madonna dei Calcinai); infine grosse sorgenti sono alimentate da importanti acquiferi al nucleo delle strutture montuose (Sorgente di San Giovanni), anche con apporti da circuiti idrici più profondi (Sorgente sulfurea di Fiuminata). Il territorio dell’alta valle del Potenza offre quindi un vasto campo di indagine sia per la presenza di numerose cavità che per la diversità della loro tipologia; inoltre, a motivare ulteriormente la ricerca verso questa zona vi sono anche ragioni di natura storica. L’alta valle del Potenza è infatti stata il principale terreno su cui si sono sviluppate le attività dei gruppi speleologici del maceratese che, per vicinanza geografica ed una sorta di legame affettivo al proprio territorio, lo hanno lungamente frequentato e conosciuto.

Alfredo Campagnoli durante i rilievi nella grotta di Sasso Pozzo. Foto di Sandro Galdenzi.

Alfredo Campagnoli durante i rilievi nella grotta di Sasso Pozzo. Foto di Sandro Galdenzi.

Questo insieme di fattori ci ha spinto così a proporre ed elaborare dei progetti di ricerca finalizzati a raccogliere e sviluppare le conoscenze sui fenomeni carsici presenti in questa zona. Tali ricerche si sono concretizzate nel progetto La circolazione idrica sotterranea nell’alta valle del Potenza e in quelli su La circolazione idrica sotterranea nella grotta Sasso Pozzo di Gagliole e L’area carsica di Monte Lago e la Grotta di Caprelle.
La presente pubblicazione riunisce i risultati che sono stati ottenuti da questi studi, focalizzando la sua attenzione su aspetti di particolare rilevanza in ambito geomorfologico, naturalistico e storico-speleologico. Di quest’ultimo si è voluto dare un quadro generale che fosse capace di esporre l’attività speleologica che è stata condotta dai gruppi maceratesi, tenendo presenti le frequentazioni che si sono susseguite nell’arco del tempo e le testimonianze che a esse si accompagnano. Inserendo le tappe che hanno caratterizzato questo periodo di “brillanti investigazioni, si è voluta così offrire una più ampia prospettiva capace di sottolineare l’importanza di queste segnalazioni nell’avviare un dibattito sul valore degli spazi ipogei e, non ultima, una testimonianza dell’impegno, della passione e del contributo che è stato offerto allo studio delle cavità sotterranee.”

Pioraco - Grotta di Caprelle - Primo Pozzo Carburo - Foto di Andrea Gianangeli

Pioraco – Grotta di Caprelle – Primo
pozzo di accesso – Foto di Andrea Gianangeli

Tenuto conto dell’interessante contenuto di questa pubblicazione, consigliamo al nostro amico e concittadino Luca Carestia di presentarlo anche a Potenza Picena, la sua città.

Per chi volesse consultare il libro, informiamo che una copia è presente nella biblioteca comunale “carlo cenerelli campana” ed è inoltre disponibile presso queste biblioteche.

Per chi invece fosse interessato a riceverne una copia, può inviare una mail al seguente indirizzo: info[chiocciola]speleomarche.it

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Albo d'oro decorati valor militare provincia di Macerata

Capitano Giulio Torresi

Il giorno 1 luglio del 1944 moriva in un combattimento aereo nel cielo di Reggio Emilia, abbattuto da un aereo anglo-americano, il capitano Giulio Torresi di Potenza Picena, eroe della nostra Aeronautica Militare, pluridecorato al valor militare.
Il Capitano Giulio Torresi era nato in Ancona il giorno 6 Febbraio 1915 da Carlo di Potenza Picena e da Agnese Fiumani. Il padre Carlo a Porto Potenza Picena era titolare di una grande cantina vinicola che si trovava nell’attuale Traversa che porta il nome proprio della loro famiglia. Giulio Torresi studia in un collegio in Veneto, ma tutte le estati, le feste pasquali e natalizie ritorna nella sua Porto Potenza Picena dove ci sono i suoi più cari amici ed amiche.
Tra di loro c’era anche Emilia Cavalli che si laurea in scienze politiche coloniali, figlia di Everardo Cavalli, titolare della locale fabbrica S.I.F. (Società Italo-Francese) che produceva conserve e successivamente pomodori pelati, originari di Parma, che sposa a Loreto il giorno 26/8/1942 durante la guerra e dal loro breve matrimonio non avranno figli.
Giulio Torresi nel 1935 entrò in Aeronautica Militare e il giorno 4 giugno dello stesso anno giunse all’aeroporto del Lido di Ostia, Roma, dove il 18 luglio era già pilota d’aeroplano di un Caproni CA 100.
Il 4 novembre dello stesso anno veniva nominato “pilota militare” su un apparecchio CR 20. Il 10 giugno 1940 Giulio Torresi viene nominato tenente. Allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale e con l’entrata in guerra dell’Italia, Giulio Torresi si trova a combattere come pilota d’aereo in Nord-Africa, a Tobruk, Bengasi e Marmanica in Libia, dove per i suoi meriti militari gli vengono conferite due medaglie d’argento al valor militare, un encomio solenne ed una croce di ferro di seconda classe germanica.
Nel 1941 Giulio Torresi va a combattere anche in Albania poi successivamente raggiunge il fronte russo il 9 Agosto 1941. Anche su questo fronte riesce ad ottenere per i suoi meriti militari, una medaglia d’argento al valor militare ed una croce di ferro di seconda classe germanica. Il 7/2/1943 sul cielo di Napoli ottiene la quarta medaglia d’argento al valor militare. Il 22 giugno del 1943 Giulio Torresi raggiunge il grado di capitano.
Dopo l’8 settembre 1943 Giulio Torresi continua a combattere sui cieli del nord Italia con la Repubblica Sociale Italiana, comandante della Squadriglia di allarme Bonet, cercando di contrastare il dominio aereo degli anglo-americani sui cieli che andavano a bombardare le città italiane. Purtroppo il giorno 1 luglio del 1944 nel cielo di Reggio Emilia il Capitano Giulio Torresi, eroe pluridecorato della nostra Aeronautica Militare Italiana, veniva abbattuto da un aereo anglo-americano e moriva tragicamente.
torresi-carloIn questo modo finiva l’epopea di uno dei più grandi piloti della nostra aeronautica militare, a cui la sezione di Porto Potenza Picena dell’Arma gli ha voluto dedicare la propria associazione. Inoltre da parte di Mario Barbera Borroni di Potenza Picena, Guardia d’Onore al Sacrario Militare di Macerata, si sta portando avanti la proposta di intitolare al Capitano Giulio Torresi la Traversa oggi dedicata alla sua famiglia in pieno centro di Porto Potenza Picena, cioè Traversa Torresi, con la specifica del nome del Capitano Giulio, medaglia d’argento al valor militare. Siamo anche noi convinti che a distanza di oltre settant’anni dalla sua morte sia ora di ricordare questo straordinario eroe della nostra Aeronautica Militare, dedicandogli questa Traversa di Porto Potenza Picena, che comunque già porta il nome della sua famiglia dal 1936.

Notizie tratte dal volume “Il volo, l’aviazione, gli aviatori in Macerata e provincia” a cura di Marcello Pedretti, Tip. San Giuseppe, Pollenza, Luglio 1994, Archivio Storico Comunale Potenza Picena, dono di Mario Barbera Borroni.

Documento allegato:

  • pdficon_large lettera torresi giulio.pdf – Lettera di richiesta di Mario Barbera Borroni di intitolare al Capitano Giulio Torresi una via del nostro comune.

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Luigi Miglorelli a dx insieme a Paolo Onofri a sx davanti alla bacheca esterna del teatro Mugellini restaurata.

Luigi Miglorelli a dx insieme a Paolo Onofri a sx davanti alla bacheca esterna del teatro Mugellini restaurata.

I portoni, il legno in particolare, sono sempre stati i biglietti da visita più importanti di abitazioni e strutture pubbliche. I privati che hanno scelto di abitare nel centro storico di Potenza Picena ci tengono molto ai portoni in legno e ne curano scrupolosamente la manutenzione periodica annuale. Le chiese, a parte qualche positivo esempio, lasciano molto a desiderare, basta vedere i portoni d’ingresso della Chiesa di S. Francesco al Pincio.
Per quanto riguarda il fabbricato che attualmente ospita l’ufficio postale, un tempo Palazzo Marefoschi, in particolare il portone d’ingresso di Via Silvio Pellico, è veramente indecente il suo stato di manutenzione.
Le strutture comunali che sono state recuperate negli ultimi 15 anni, come ad esempio la sala “Umberto Boccabianca”, la Fototeca Comunale “Bruno Grandinetti” (ex-chiesa di S. Caterina d’Alessandria), l’Auditorium “Ferdinando Scarfiotti” (ex-chiesa di S. Agostino), la manutenzione ordinaria dei portoni non è stata mai fatta.

Portone di ingresso della sala “Umberto Boccabianca

Portone di ingresso della sala “Umberto Boccabianca” restaurata da Luigi Migliorelli.

Il Teatro Comunale “Bruno Mugellini”, mostra i tre portoni in condizione veramente pietose, come sono impresentabili quelli di ingresso al Palazzo Comunale, all’Ufficio Tecnico e Servizi Sociali, ai Vigili Urbani e allo Stato Civile.
Si tenga conto che in tutti questi casi i palazzi che ospitano queste strutture sono molto antichi. Il portone della sede degli Amici della Musica in C.so Vittorio Emanuele II è tra quelli ridotto peggio.
Negli ultimi tempi, grazie al contributo di volontari e all’impegno dell’Economo Comunale, Dott.ssa Simona Ciasca, con il consenso dell’Assessore al Patrimonio, Dott. Luca Strovegli, si è finalmente incominciato a sistemare alcuni portoni d’ingresso di diverse strutture comunale. In particolare l’intervento ha riguardato la Biblioteca Comunale “Carlo Cenerelli Campana”, la sala “Umberto Boccabianca” e l’Auditorium “Ferdinando Scarfiotti”. In quest’ultima struttura oltre al recupero dei tre portoni nuovi, sono state anche sistemate le due finestre e lucidata la targa in ottone esterna. Inoltre presso il Teatro Comunale “Bruno Mugellini” è stata restaurata la bacheca esterna alla struttura che era completamente arrugginita e riportata all’originario splendore.

Portonid i ingresso e targa in ottone dell'Auditorium Ferdiando Scarfiotti restaurati da Luigi Migliorelli.

Portonid i ingresso e targa in ottone dell’Auditorium Ferdiando Scarfiotti restaurati da Luigi Migliorelli.

Tutti questi lavori sono stati eseguiti a regola d’arte gratuitamente da un nostro concittadino benemerito, Luigi Migliorelli, che non solo ha messo il lavoro ma ha anche fornito tutti i prodotti che sono stati necessari per il recupero.
L’Ente in questo caso è riuscito in poco tempo a sistemare tutti i portoni d’ingresso di queste tre importanti strutture, oltre che la bacheca esterna del Teatro Ottocentesco, senza spendere un centesimo.
Ringraziamo di cuore Luigi Migliorelli per tutto quello che ha fatto per la nostra comunità, come ringraziamo la Dott.ssa Simona Ciasca, che ha facilitato in tutti i modi questi importanti recuperi e si è avvalsa della collaborazione di Paolo Onofri.
Ci auguriamo che anche da parte dell’Amministrazione Comunale di Potenza Picena ci sia un segno di riconoscenza nei confronti del lavoro fatto da Luigi Migliorelli.

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Arnaldo Cingolani all'interno della tipografia in una foto di Antonio Manta.

Arnaldo Cingolani all’interno della tipografia in una foto di Antonio Manta.

Una delle attività più importanti di una comunità è sicuramente quella legata alla tipografia.
Ogni aspetto della nostra società moderna passa obbligatoriamente per questo luogo. Abbiamo bisogno dei maestri tipografi sia nei momenti più felici (nascite, matrimoni, comunioni, cresime, feste), che in quelli più tristi, come i funerali.
Le attività produttive non ne possono fare a meno, come le istituzioni pubbliche, i partiti, i sindacati, le associazioni sportive, culturali e ricreative.
Anche gli scrittori, i poeti, gli artisti, i ricercatori storici debbono sempre fare affidamento su di un bravo tipografo.
L’attività tipografica in questi anni è molto cambiata. Dalla composizione manuale dei lavori, alla meccanizzazione ed oggi siamo arrivati all’uso delle moderne tecnologie informatiche.
Una cosa comunque non è cambiata. I tipografi debbono avere una grande cultura e competenza.
A Potenza Picena dal 1965 in Corso Vittorio Emanuele II, n. 17, opera con grande serietà e professionalità un grande maestro di questa arte tipografica, Arnaldo (Nando) Cingolani. Nato a Recanati il giorno 30/5/1941 da Rodolfo, muratore e da Alma Corvatta, dopo avere imparato il mestiere nella tipografia di Italiano Simboli a Recanati, nel 1965, all’età di 24 anni decide di mettersi in proprio, aprendo una tipografia nella nostra città. Successivamente, dopo il matrimonio a Recanati con la signora Luciana Olmi il giorno 31/5/1975, si trasferisce a Potenza Picena, dove nascono i loro due figli Rodolfo e Paola.
Nel 1965 nel nostro Comune era già operante la Tipografia di Mario Santini che si trovava all’epoca in Via Silvio Spinaci, vicino alla chiesa di S. Anna a Porto Potenza Picena. Mario Santini dopo aver lavorato nella Tipografia di Mario Corsi a Civitanova Marche, nel 1962 si mette in proprio nella nostra città, dove nel 1965 si sposa con la signora Luigina Girotti del luogo. A Potenza Picena capoluogo operava invece una filiale della Tipografia Rampioni di Porto Recanati. Anche il titolare di questa tipografia, Francesco Rampioni (Checco), era originario di Potenza Picena dove era nato nel 1897, figlio di Gaudenzio, il primo tipografo della nostra città.

Visita alla Tipografia Cingolani degli alunni di una Scuola Media Marietta Gioia di Casette d'Ete, il 14-03-89. Insieme ai ragazzi Arnaldo Cingolani, Giuseppe Massera, Roberto Micucci ed il Prof. Arturo Sardini.

Visita alla Tipografia Cingolani degli alunni di una Scuola Media Marietta Gioia di Casette d’Ete, il 14-03-89. Insieme ai ragazzi Arnaldo Cingolani, Giuseppe Massera, Roberto Micucci ed il Prof. Arturo Sardini.

Arnaldo Cingolani venendo da una città come Recanati di grandi tradizioni culturali e professionali, ha portato nel nostro piccolo centro una ventata di cultura ed anche la sua passione per la musica. Infatti fin da giovanissimo ha imparato a suonare il sassofono, ha fatto parte di diversi complessi musicali, tra cui i Sagittari e i Leoni, ed ha suonato nella Banda Cittadina “Beniamino Gigli” di Recanati. Anche a Potenza Picena si è dedicato alla locale Banda Cittadina, sia come suonatore che come dirigente del sodalizio, attività che ad oggi ancora continua a svolgere con assiduità.
Dalla Tipografia di Arnaldo Cingolani negli anni sono usciti anche due dei più importanti imprenditori del settore tipografico marchigiano, Franco e Giulio Biagiola, che hanno fondato a Recanati la Bieffe, una delle più importanti realtà produttive del settore tipografico dell’Italia centrale, che occupa oggi 80 dipendenti.
Ho fatto delle ricerche storiche sull’attività tipografica a Potenza Picena, dall’Unità d’Italia fino ad oggi.
Il primo documento che parla dell’insediamento di una tipografia a Potenza Picena risale al 1890, quando un certo Luigi Gavasci di Civitanova Marche vuole trasferire la sua attività tipografica da Sarnano a Potenza Picena. Il comune di Potenza Picena accoglie la sua richiesta mettendo a disposizione i locali del complesso di S. Agostino. A questo proposito in archivio ultimamente ho trovato un loro manifesto stampato nel 1890, altro non è emerso.
Risulta alla fine dell’Ottocento e agli inizi del Novecento operante la Tipografia di Gaudenzio Rampioni e figli. Gaudenzio era il padre di Francesco Rampioni che poi nel 1927 aprirà una tipografia a Porto Recanati.
Nel 1905 iniziano l’attività tipografica invece i tre fratelli Boni, Giambattista, Bono e Odoardo. Questi tre fratelli erano anche editori di una rivista musicale, “La Cappella Aloisiana. Rivista delle riviste di Musica Sacra” e per la sua stampa hanno costituito una tipografia, operante prima a Montefortino, poi a Potenza Picena e nel 1912 trasferita definitivamente a Fermo.
Dopo l’esperienza dei fratelli Boni e della Tipografia Rampioni, non c’è più traccia di tipografie presenti a Potenza Picena. Per i lavori tipografici la nostra comunità si doveva rivolgere alla Tipografia Smorlesi di Montelupone oppure a Tipografie di Macerata, Civitanova, Recanati oppure da Francesco Rampioni a Porto Recanati.
La Tipografia Cingolani è stata il luogo dove sono stati stampati gli oltre 3.800 sonetti del prof. Arturo Sardini, i libri di poesie di Serafino Sargentoni, Roberto Marconi, Ismail Iljasi, dove sono stati stampati i lavori artistici di Mauro Mazziero, manifesti e locandine delle innumerevoli mostre del locale Fotoclub e della Fototeca Comunale “Bruno Grandinetti”.

Arnaldo Cingolani all'interno della tipografia in una foto di Giuliano Margaretini.

Arnaldo Cingolani all’interno della tipografia in una foto di Giuliano Margaretini.

Anche il nostro blog è nato il giorno 15 maggio 2008 in questa Tipografia, grazie alla disponibilità di Arnaldo e alla competenza di Rodolfo, suo figlio, oggi titolare della tipografia e web master del nostro blog. Anche la figlia di Nando, Paola, è impegnata in questo progetto, scrivendo i testi e scansionando foto e documenti.
Quindi non solo tipografia, ma luogo dove un piccolo cenacolo di artisti, intellettuali, poeti, storici e ricercatori possono trovare ascolto e spazio, contando sempre sulla cortesia, disponibilità e competenza di un grande maestro come Arnaldo Cingolani e di suo figlio Rodolfo, genio dell’informatica. La comunità di Potenza Picena deve essere orgogliosa di questa famiglia che da Recanati ha arricchito il nostro patrimonio culturale e professionale.
Oggi la Tipografia è gestita dal figlio Rodolfo e collabora come dipendente Giuseppe Massera, Presidente della Società di Pallavolo Potentina Volley che quest’anno ha conquistato con merito la serie A1, anche se purtroppo per motivi economici hanno dovuto rinunciarvi.

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