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Archive for agosto 2015

Foto panoramiche scattatte da Roberto Stramucci nel settembre 1993 a Potenza Picena.

Foto dove sono visibili i monti della Croazia.

Potenza Picena è famosa per il suo Pincio da dove si può ammirare in giornate limpide un bellissimo panorama che spazia dal mare ai monti e dove tutti dicono che si possono anche vedere i monti della ex Jugoslavia, oggi Croazia.
Questa affermazione si tramanda da padre in figlio ma io purtroppo non ho mai avuto la fortuna di vederli questi monti fino ad oggi immortalati in una foto, e come me credo tantissimi cittadini di Potenza Picena.
Qualche giorno fa, grazie alla disponibilità della sig.ra Nelide Mazziero di Potenza Picena, l’artigiana che ha restaurato nel mese di Maggio 2015 il Gonfalone del Comune di Potenza Picena confezionato nel lontano 1933 dalle monache benedettine locali utilizzando anche il filo d’oro, finalmente sono riuscito a vedere concretizzato questo sogno.
Nelide Mazziero mi ha mostrato delle foto scattate nel mese di Settembre del 1993 all’alba dal figlio Roberto Stramucci dal terrazzo della loro abitazione in Via Umberto I con una macchina compatta con rullino.
Da queste foto si vedono chiaramente i monti dell’ex Jugoslavia, oggi Croazia, vicino a Spalato ad una distanza di 277 chilometri circa, il cui massiccio montuoso si chiama Biokovo ed ha una vetta alta 1762 metri.
Queste foto, scattate la bellezza di 22 anni fa, sono una testimonianza straordinaria del panorama stupendo che si può ammirare in determinate condizioni dalla nostra Potenza Picena e sono di una suggestione struggente.
È uno spettacolo unico e coinvolgente, meraviglioso e toccante riuscire a vedere così chiaramente a distanza di 277 chilometri in linea d’aria l’altra sponda dell’Adriatico, così nitida che sembra di toccarla.

Roberto Stramucci (foto fornita da Nelide Mazziero)

Roberto Stramucci (foto fornita da Nelide Mazziero)

Grazie alla disponibilità della sig.ra Nelide Mazziero e di suo figlio Roberto Stramucci, che ci hanno consentito di riprodurre queste foto, oggi tutti hanno finalmente la possibilità di poter ammirare questo spettacolo unico nel suo genere, che vale la pena di godersi in particolare dalla nostra città, straordinario belvedere marchigiano verso l’Adriatico all’alba in una giornata limpida.

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Il giorno Sabato 1 Agosto 2015, alle ore 21,30 si è tenuto il tradizionale concerto d’estate del Complesso Musicale “Città di Potenza Picena”.
Il concerto, inizialmente programmato in Piazza Matteotti, per motivi meteorologici si è dovuto tenere all’interno dell’Auditorium “Ferdinando Scarfiotti”, nella ex chiesa di S. Agostino.
La moderna struttura con le sue 180 poltroncine in pelle Frau non è riuscita a contenere i tanti cittadini che sono intervenuti al tradizionale evento, sempre molto atteso.

Concerto d'estate del 1 Agosto 2015 del Complesso Musicale Città di Potenza Picena, presso l'auditorium Ferdinando Scarfiotti. Foto di Aido Consolani.

Concerto d’estate del 1 Agosto 2015 del Complesso Musicale Città di Potenza Picena, presso l’auditorium Ferdinando Scarfiotti. Foto di Aido Consolani.

Il Corpo Bandistico locale, presieduto da Mario Romagnoli, per l’occasione era formato da 48 elementi (tra di loro la prima tromba della Banda della Guardia di Finanza Sandro Ciampechini) provenienti da diverse località vicine, non solo da Potenza Picena ma anche da Recanati, Porto Recanati, Montecosaro, Montelupone, Civitanova Marche, Fermo, Morrovalle, diretto dal Maestro Samuele Travaglini del luogo, diplomato in pianoforte al Conservatorio “G.B. Pergolesi” di Fermo.
Presente per l’Amministrazione Comunale, l’assessore al turismo Paolo Scocco ed il Presidente del Consiglio Comunale Mirco Braconi, mentre la serata è stata presentata dalla Sig.ra Stefania Offidani.
Il concerto è andato avanti per circa un’ora e mezzo e gli spettatori non si sono di certo annoiati, anche se l’acustica della struttura non era ottimale.
Il nostro Corpo Bandistico, le cui origini risalgono al Novembre del 1842, è la prima volta che si esibisce con i suoi 48 elementi all’interno di questa meravigliosa struttura inaugurata il giorno 19 Dicembre del 2004 ed intitolata al premio Oscar per la scenografia del film di Bernardo Bertolucci “L’ultimo Imperatore” Ferdinando Scarfiotti. Nell’ambito della serata hanno avuto modo anche di esibirsi i giovani della Junior Band preparati dalla maestra Cristiana Chmielewski e composta ai clarinetti: Arianna Pescetti, Veronica Carlini, Claudia Carota, Giacomo Renzi, Edoardo Linardelli, al flauto Valeria Grandinetti, Aurora Valentini, Camilla Latini, al sax contralto Leonardo Pescetti.

Concerto d'estate del 1 Agosto 2015 del Complesso Musicale Città di Potenza Picena, presso l'auditorium Ferdinando Scarfiotti. Foto di Aido Consolani.

Concerto d’estate del 1 Agosto 2015 del Complesso Musicale Città di Potenza Picena, presso l’auditorium Ferdinando Scarfiotti. Foto di Aido Consolani.

Inoltre nell’intervallo ha potuto anche cantare la giovane Veronica Carlini del luogo, ed è stata una bella sorpresa.
Dopo il tradizionale bis richiesto a gran voce dal numeroso pubblico, la serata si è conclusa con l’inno di Mameli (video) che ha coinvolto tutti i presenti.
Indubbiamente una bella ed entusiasmante serata che fa onore ai componenti del nostro complesso bandistico, istituzione orgoglio della nostra comunità che ci si augura venga sempre di più sorretta dalle nostre istituzioni locali e dalla cittadinanza.

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Alla scoperta delle personalità più nascoste della fotografia italiana che con la loro attività contribuiscono alla crescita culturale del Paese

a cura di Claudio Marcozzi.

Enzo Romagnoli all'inaugurazione del Museo dedicato alle fotocamere Kodak. Foto ©  Claudio Marcozzi.

Enzo Romagnoli all’inaugurazione del Museo dedicato alle fotocamere Kodak. Foto © Claudio Marcozzi.

La provincia italiana è ricca di persone che lavorano in silenzio raggiungendo livelli di eccellenza di cui si parla troppo poco e anche nel settore della fotografia ci sono individualità capaci di portare avanti progetti che nulla hanno da invidiare a quelli più celebrati dai media, anzi, spesso è proprio nei piccoli ambiti periferici che tante iniziative possono più facilmente realizzarsi. Ci sono naturalmente i pro e i contro nel lavorare lontano dai centri propulsivi, bisogna viaggiare molto per avere dei contatti che non siano solo di mail e di monitor ma abbiano il calore che va da una stretta di mano in poi, fino al toccare le stampe fotografiche e sentirne la magia anche col tatto, mentre la voce dell’autore aggiunge quello che manca alla visione. Si è più distanti dalla comunicazione che conta, perché anche in questo caso una semplice mail può essere utile a stabilire il contatto e mantenerlo, ma quello che diventa determinante, anche con i media, le gallerie e le grandi aziende del settore, è sempre il rapporto diretto. Esistono, fortunatamente, anche aspetti positivi, che sono quelli tipici delle realtà locali, frutto di conoscenze e vicinanze, di stime reciproche confermate dagli anni che possono dare impulso immediato alle iniziative. In una grande città bisogna mettersi in fila per ottenere udienza nelle istituzioni, mentre nei piccoli centri basta un incontro per strada o in un bar con un sindaco o un assessore per dare la spinta necessaria a tanti progetti.

Letture portfolio con Nino Migliori.

Letture portfolio con Nino Migliori.

A Potenza Picena, nelle Marche, c’è Enzo Romagnoli, da tempo conosciuto come un grande organizzatore di manifestazioni fotografiche la cui attività è ben nota anche fuori regione. Con un passato di consulente aziendale e una grande passione per la fotografia, è stato tra i fondatori del fotoclub locale, ricoprendone la carica di presidente per cinque anni. Non so in quante altre parti del mondo sia possibile mettere in programma ben 45 eventi in cinque anni, tutti di buon livello, bene, a Potenza Picena è successo, grazie soprattutto a lui. Ottime mostre, conferenze, corsi, letture di portfolio, incontri con autori e critici, edizione di libri, quando Romagnoli si mette in moto diventa un rullo compressore. La sua capacità di raccogliere fondi e sponsorizzazioni è incredibile, merito del rispetto che si è saputo guadagnare con il suo precedente lavoro e anche della cordialità con cui sa gestire i rapporti con le persone. L’amministrazione comunale ha concesso al fotoclub una sede importante, la chiesa sconsacrata di Santa Caterina (1280) con gli ambienti annessi. Ora la navata è diventata una grande sala per le esposizioni, mentre gli altri spazi sono destinati alle riunioni, ai laboratori e agli archivi. Nello stesso luogo è ospitata la Fototeca Comunale, affidata in gestione al circolo, che raccoglie diversi fondi di fotografi scomparsi, come il potentino Bruno Grandinetti, al quale è intitolata.
Romagnoli ha al suo attivo anche alcune mostre personali, ma questo aspetto non figura in cima alla sua lista di priorità, sicuramente si diverte di più ad organizzare e promuovere mostre degli altri, si sente più gratificato quando può contribuire a dare spazio e soddisfazione a qualche autore che con il proprio lavoro è riuscito a fulminare la sua attenzione, che sia già noto o sia un giovane che merita di essere valorizzato poco importa. Giusto per fare qualche nome: Nino Migliori, Francesco Cito, Giuliana Traverso, Antonio Manta, Renzo Tortelli, Daniele Cinciripini, Gianluigi Scarfiotti e, tra i più giovani, Ilaria Di Biagio e Gianluca Ferroni.

Mostra di Sandro Mongardini allestita nello Spazio Produttivo del Panificio Eredi Borroni durante la notte Magica della Fotografia.

Mostra di Sandro Mongardini allestita nello Spazio Produttivo del Panificio Eredi Borroni durante la notte Magica della Fotografia.

Tra le tante manifestazioni ce n’è però una che può essere considerata come il fiore all’occhiello, la “Notte Magica della Fotografia”. Una notte bianca, in pratica, ma questa ha qualcosa che la distingue e la caratterizza fortemente: delle 49 mostre aperte in contemporanea (avete letto bene, quarantanove!) ben 46 sono ospitate in luoghi privati, soprattutto abitazioni che i cittadini hanno aperto e messo a disposizione. Questo ha generato un coinvolgimento totale degli abitanti, uno scambio continuo di esperienze e di considerazioni da parte di chi raramente produce o visita mostre, un tipo di ospitalità particolare che va dall’allestimento e custodia delle opere al piacere dell’accoglienza fino al buffet dolce o salato preparato in casa, tanto per dare una prova ulteriore delle sapienze locali. Alcune mostre sono poi allestite all’interno di attività produttive, artigianali, commerciali e ricreative, creando delle associazioni intriganti tra la tipicità dello spazio e il tipo di mostra che non mancano di sorprendere per la genialità progettuale. Le istituzioni, naturalmente, non mancano all’appello, mettendo a disposizione i locali prestigiosi di cui dispongono. Il percorso di visita è poi disseminato di proiezioni multimediali su maxischermo, punti di ristoro, angoli caratteristici destinati alla musica, mostre di altre arti, in un corollario di appuntamenti che arricchiscono il visitatore di emozioni indimenticabili.
Un intero centro storico animato dalla passione per la fotografia e la diffusione di cultura con un evento così pensato è innegabile. Il sogno di Enzo Romagnoli, frequentatore delle Notti di Arles, soprattutto quella del quartiere della Roquette, era di fare qualcosa di simile nel suo paese e alla fine c’è riuscito alla grande, trasformando in realtà quella che a molti appariva come una follia.
Grande collezionista di apparecchi fotografici, ha deciso di donare al comune una parte della sua collezione e così nel mese di marzo del 2014 è stato inaugurato il Museo di Fotocamere d’Epoca tematico dedicato alla Kodak: tutte le macchine prodotte dalla gloriosa casa di Rochester sono custodite in vetrine con dati storici, da George Eastman fino ai tempi più recenti con un percorso che evidenzia l’evoluzione delle tecnologie. Un indubbio arricchimento per tutta la comunità.

Monaci della Scuola Buddista di Danbulla. Foto © Enzo Romagnoli.

Monaci della Scuola Buddista di Danbulla. Foto © Enzo Romagnoli.

Ma parliamo un po’ anche del Romagnoli fotografo, e del suo ultimo lavoro, un reportage nello Sri Lanka. Di sicuro non è andato fin laggiù per fare il turista, ma il suo interesse per la gente lo ha portato nelle zone interne dell’isola a cercare quegli incontri che soli possono dare il giusto senso ad ogni viaggio. Dopo le vaste piantagioni di the e il caldo feroce della foresta equatoriale, ha deciso di fermarsi nella provincia di Sabaragamuwa, tra i minatori di Ratnapura. Il nome del capoluogo significa “città delle gemme” e costituisce infatti un importante centro del commercio internazionale di pietre preziose. Dietro ai mondi scintillanti degli affari, però, ci sono spesso storie umane che di sfarzoso hanno ben poco, storie di persone che stentano a mettere insieme la giornata.
Le miniere sono in realtà dei pozzi costruiti in modo rudimentale, senza rispettare le norme più elementari di sicurezza, in cui gli uomini si calano a mani nude reggendosi alle strutture. Una volta sul fondo sono in ammollo, rastrellano e portano in superfice il pietrisco mentre le pompe rumoreggiano per liberare quel budello dall’acqua. Gli incidenti, ovviamente, sono frequenti.
Quella di Ratnapura è una pianura alluvionale dove il fiume Kalu Ganga e i suoi affluenti erodono continuamente i fianchi delle montagne, provocando uno sbriciolamento che contiene una percentuale di gemme commerciabili che vengono raccolte e selezionate dai cercatori con i loro setacci. Ai minatori spetta di diritto una piccola parte delle pietre, quelle meno pregiate, che va poi ad alimentare il contrabbando per le strade della città.
Intorno ai pozzi, in mezzo al fiume e nelle baracche in cui alloggiano Enzo Romagnoli si è fuso con loro, dopo aver preso confidenza anche con gli scorpioni e le sanguisughe, per raccontare gli stenti, i pericoli e le piccole soddisfazioni di una comunità che vive con dignità ai margini del mondo.

Minatori dello Sri Lanka attivi lungo i fiumi della zona di Ratnapura. Foto © Enzo Romagnoli.

Minatori dello Sri Lanka attivi lungo i fiumi della zona di Ratnapura. Foto © Enzo Romagnoli.

Da un ambiente come questo, fino alle scuole buddiste dei templi di Dambulla, il passaggio è dal materialismo più rude al misticismo delle tecniche spirituali.
Quello di Dambulla è il tempio di roccia meglio conservato dello Sri Lanka e sovrasta le pianure circostanti. Nel circondario vi sono oltre 80 grotte, alcune delle quali ricche di statue e pitture dedicate al Buddha ed alla sua vita: vi sono in totale 153 statue del Buddha e i murali coprono un’area di oltre 2000 metri quadrati. Numerosi sono i monasteri, ben conservati, con le loro scuole.
Qui Romagnoli si è soffermato per raccontare la giornata dei giovani allievi, monaci bambini e ragazzi più avanti nel loro percorso di crescita, li ha seguiti senza essere invadente e ci ha reso partecipi anche dell’orgoglio delle famiglie locali, soprattutto delle zone rurali, di avere un figlio che faccia da tramite tra loro e la divinità.
Anche nel villaggio dei Mujahadeen Puram, abitato dalla minoranza Tamil di religione musulmana, ha incrociato sguardi che arricchiscono lo spirito, stabilendo quel contatto profondo che va oltre le barriere linguistiche, oltre la diffidenza verso l’estraneo di passaggio, oltre la miseria evidente. Il rapporto umano, quando è sincero, può fare a meno di molti dogmi erroneamente importanti altrove, basta uno sguardo, basta un cenno, un sorriso. E quando le parole non bastano, o non servono, basta una fotografia.

Articolo tratto dalla rivista “Fotografia Reflex – Luglio 2015”

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Interno sala Mostre Centro Culturale “Umberto Boccabianca”

Interno sala Mostre Centro Culturale “Umberto Boccabianca”

La Sala mostre “Umberto Boccabianca” di Via Trento n° I è stata inaugurata nel 1999 e in tutti questi anni è stata utilizzata per tantissime iniziative, mostre, riunioni, presepio artigianale di Gianfranca Sabbatini.
Nel 2002 è stata intitolata al grande educatore che ha operato nella nostra città, anche se nativo di Ripatransone. il prof. Umberto Boccabianca.
Nel 1996, grazie all’iniziativa di un gruppo di volontari, tra cui il fotografo Bruno Grandinetti e Paolo Onofri, insieme all’Amministrazione Comunale dell’epoca, guidata dal Sindaco Mario Morgoni, questi sotterranei che si trovano sotto la chiesa di San Francesco, utilizzati fino a quel momento come deposito comunale, sono stati liberati completamente da tutto quello che contenevano da tanti anni.
Al suo interno sono venuti fuori anche oggetti molto antichi e straordinari, alcuni dei quali successivamente restaurati, come 1’orologio da torre Isidoro Sommaruga del 1887, oggi collocato nel foyer del Teatro Comunale “Bruno Mugellini”, il carrettino antincendio dei pompieri di Monte Santo degli inizi dell’Ottocento, oggi collocato nel corridoio della Biblioteca Comunale “Carlo Cenerelli Campana” e la targa metallica del Touring Club Italiano degli inizi del Novecento ricollocata a Porta Girola o Marina. All’interno del locale non c’era il pavimento e l’impianto elettrico ed in queste condizioni Bruno Grandinetti vi ha voluto tenere una sua straordinaria mostra fotografica, curata da Paolo Onofri, dal 9 al 31 Agosto 1997 “Ignoti sulla bocca di tutti”, seconda edizione, dove sono state esposte 115 foto bellissime. La mostra ha riscosso un grandissimo successo di pubblico, raccogliendo tra i visitatori anche la ragguardevole somma di 2.000.000 delle vecchie lire, utile per il restauro successivo del quadro di Benedetto Biancolini “S. Emidio” del 1770 oggi esposto all’interno della sala “Antonio Carestia” del Palazzo Comunale. Una seconda mostra fotografica si è tenuta in questa struttura dal 25 aprile 1998 al 17 maggio 1998 dedicata a Secondo Torregiani “Omaggio all’artista e all’uomo a 45 anni dalla morte”.

Nazzareno Girotti intento ripulisce la fontana

Nazzareno Girotti intento ripulisce la fontana

Dal 1999 ad oggi sulle pareti di questa originalissima struttura sono stati conficcati chiodi, piccoli e grandi, viti ed arrecato danni vistosi alle pareti con tantissimi buchi che hanno ridotto la struttura ad una groviera.
In presenza di questa drammatica situazione nessuno aveva fino ad oggi provveduto alla rimozione dei chiodi e delle viti ed alla chiusura dei tanti buchi. Grazie alla disponibilità di un nostro volenteroso concittadino, Nazzareno Girotti, che già altre volte era intervenuto gratuitamente al recupero e restauro delle nostre fontane, in particolare quelle della Madonna della Neve e delle Fontanelle, e all’autorizzazione dell’economo comunale, dott.ssa Simona Ciasca, il giorno Venerdì 24 Luglio 2015, nell’arco di una giornata ha completamente tolto tutti i chiodi e le viti dalle pareti, chiuso e stuccato a regola d’arte tutti i buchi utilizzando il prodotto fornito gratuitamente dall’impresa edile dei fratelli Clementoni, Massimo e Gianfranco, di Potenza Picena.
A conclusione dello straordinario lavoro gratuito si sono potuti contare circa 80 tra chiodi e viti tolti dalle pareti e la bellezza di circa 150 buchi chiusi.
Nazzareno Girotti, attualmente pensionato di 75 anni, durante la sua vita lavorativa ha operato anche come muratore con l’impresa edile di Parigi Parigino di Potenza Picena, dopo aver imparato il mestiere nella scuola d’Arte “Ambrogio Della Robbia” di Potenza Picena sotto la direzione del prof. Giuseppe Asciutti.

Sala U. Boccabianca durante la mostra di Gianfranca Sabbattini del 28 luglio 2002. Foto Luigi Anzalone.

Sala U. Boccabianca durante la mostra di Gianfranca Sabbattini del 28 luglio 2002. Foto Luigi Anzalone.

Oggi i locali originalissimi della sala mostre “Umberto Boccabianca” grazie all’intervento di Nazzareno Girotti sono ritornati all’originario splendore. Ci si augura vivamente che la struttura venga così conservata per tanto tempo, negando a chiunque la possibilità di conficcare di nuovo alle antiche pareti altri chiodi e quant’altro, verificando sempre alla riconsegna dei locali che niente è stato inserito. Ci si augura inoltre che l’Amministrazione comunale trovi il tempo per ringraziare Nazzareno Girotti, come ha già fatto l’economo comunale, dott.ssa Simona Ciasca, in data 5/8/2015.
Da parte nostra, anche a nome di tutta la comunità di Potenza Picena, ringraziamo di cuore Nazzareno Girotti per tutto quello che ha fatto, come ringraziamo l’economo comunale per aver autorizzato il lavoro, delegandomi a seguirlo per suo conto.

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Stemma Comunale spezzato in due parti. Foto Paola Carestia.

Stemma Comunale spezzato in due parti. Foto Paola Carestia.

Finalmente la restauratrice Paola Carestia di Potenza Picena ha iniziato il restauro dello stemma comunale in pietra arenaria del sec. XIV del Palazzetto del Podestà di Piazza Matteotti nella nostra città.
Lo stemma, il più antico della nostra comunità, si era spaccato nel mese di novembre 2014 in due parti, ed era stato salvato dalla sicura frantumazione della parte inferiore grazie all’intervento provvidenziale degli operai comunali.
Paola Carestia che già nei mesi scorsi si era cimentata nel felice recupero sia dell’epigrafe marmorea del 1567 di Porta Girola o Marina che della colonnina rinascimentale del 1562 di Piazza Matteotti, è stata di nuovo contattata dall’economo comunale, dott.ssa Simona Ciasca, per il suo recupero e in data 18 Marzo 2015 ha presentato un preventivo di spesa di €uro 260,00 + Iva.
Successivamente dei privati cittadini hanno manifestato la volontà di voler finanziare il suo restauro. Infatti in data 7 Luglio 2015 le sorelle Chiara, Francesca ed Elisabetta Ballesi di Macerata, figlie dell’avvocato Giorgio e della sig.ra Margherita Mazzoni hanno fatto un bonifico al nostro Comune dell’importo di Euro 320,00, finalizzato a questo specifico recupero dello stemma comunale in pietra arenaria del sec. XIV del Palazzetto del Podestà.

Palazzetto del Podestà con lo stemma comunale in pietra arenaria collocato sulla parete. Foto tratta dal libreo "Fascino della Storia il Respiro del Mare”, op. cit.

Palazzetto del Podestà con lo stemma comunale in pietra arenaria

Il lavoro di Paola Carestia si concluderà entro il mese di Agosto 2015 e la nostra comunità ritornerà ad ammirarlo nel suo originario splendore.

Ringraziamo le sorelle Chiara, Francesca ed Elisabetta Ballesi per questo loro nobile gesto, come ringraziamo Paola Carestia per questo suo ennesimo recupero di un pezzo della nostra storia.
Un ringraziamento particolare va rivolto all’economo comunale, responsabile del nostro patrimonio storico ed artistico, che ha saputo portare avanti con professionalità e passione questo ennesimo intervento, incaricata da parte dell’Amministrazione Comunale di seguire i lavori di restauro avvalendosi della collaborazione di Paolo Onofri, collaboratore e consulente storico dell’Ufficio Economato.

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