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Archive for dicembre 2015

Statua dell’Assunta dopo il restauro. Foto di Luigi Anzalone.

Statua dell’Assunta dopo il restauro. Foto di Luigi Anzalone.

In data 18 Giugno 1955 il Consiglio Comunale di Potenza Picena, accogliendo la richiesta avanzata dal Prevosto e Vicario Foraneo Mons. Giacomo Fortunati, parroco della Parrocchia di Santo Stefano, proclamava Potenza Picena “Città di Maria”, decidendo di collocare sulla facciata della torre civica una effigie in pietra della Madonna Assunta, opera dello scultore ginesino Nino (Giovanni) Patrizi (1911-1973).
La statua è stata inaugurata il giorno 15 agosto 1955. Il Prof. Giuseppe Asciutti a ricordo di questo avvenimento, ha eseguito una bellissima pergamena, oggi conservata nel Palazzo Municipale. Il Sindaco che ha preso questa importante decisione per la nostra comunità era il Prof. Lionello Bianchini, ancora oggi vivente.
I consiglieri comunali che l’hanno approvata erano: Ado Grandinetti, Silvio Pasquali, Alessandro Zallocco, Umberto Rossi, Giuseppe Piersanti, Giacomo Cecarini, Antonio Pescetti, Rinaldo Rinaldoni, Orlando Paniconi e Gaetano Solanelli. Si è astenuto il consigliere comunale Giuseppe Ricciardi.
Il nostro comune nel 2005, Sindaco l’Ing. Sergio Paolucci, accogliendo una nostra sollecitazione, ha voluto ricordare il 50° anniversario convocando il giorno 18 giugno 2005 un Consiglio Comunale straordinario presso l’Auditorium “Ferdinando Scarfiotti” alla presenza dei parroci delle tre parrocchie locali: don Carlo Leoni per la parrocchia di S. Stefano e S. Giacomo, don Aldo Marinozzi per la parrocchia di San Girio e don Cesare Di Lupidio per la parrocchia di S. Anna.
Inoltre era anche presente il Sindaco dell’epoca, il Prof. Lionello Bianchini.
In tale circostanza il Consiglio Comunale decise all’unanimità dei presenti il restauro della statua dell’Assunta e la ripresa delle scritte del basamento che si trova sotto all’effigie.

Mons. Giacomo Fortunati

Mons. Giacomo Fortunati

Oggi 2015 il Comune di Potenza Picena, anzi la città di Potenza Picena, titolo conferito dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella il giorno 29/10/2015, ha festeggiato insieme alla Parrocchia dei SS. Stefano e Giacomo i 60 anni della proclamazione di “Città di Maria” con diverse iniziative, tra cui una originale fiaccolata dell’Immacolata il giorno 8/12/2015, con una processione che è partita dalla Collegiata di S. Stefano per giungere al Colle Bianco per rendere omaggio al monumento a Maria, inaugurato nel 1962 per ricordare i 100 anni del cambio del nome da Monte Santo a Potenza Picena (1862-1962) e dedicato ai caduti di tutte le guerre della nostra città.

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Eduardo Ruben Domenichini (secondo da dx) ricevuto in Comune dal Sindaco Francesco Acquaroli.

Il giorno lunedì 17 ottobre 2015, al mattino, il Sig. Eduardo Ruben Domenichini di Buenos Aires, insieme alla moglie e a due suoi amici ha fatto visita per la prima volta a Potenza Picena.
Nipote di Augusto Domenichini, che era nato a Potenza Picena il giorno 2/8/1889 da Nazzareno e Maria Meloni in Via Santa Croce, n. 265, primo di 9 figli, tra cui Giuseppe diventato famoso pittore in Argentina e di cui noi oggi conserviamo due sue opere che ci sono state donate nel 2003 dalla figlia Elena, venuta appositamente nella nostra città, un olio su tela del 1927 “Ritratto di mio padre”, conservato presso la Biblioteca Comunale “Carlo Cenerelli Campana”, ed un acquerello temperato del 1967 “La mia casa natale”, raffigurante la casa dove è nato il pittore nel 1903 in via Santa Croce, oggi proprietà della famiglia Foglia, conservato nell’ufficio della Segretaria del Sindaco, Sonia Mogliani.
Augusto Domenichini è emigrato in Argentina il giorno 2/12/1907 all’età di 18 anni e non è più ritornato nella nostra città. E’ stata una mattinata molto intensa per Eduardo Ruben Domenichini, sua moglie e i suoi amici. E’ stato ufficialmente ricevuto dal nostro Sindaco Francesco Acquaroli in Comune, si è fatto fotografare insieme alla bandiera argentina che si conserva gelosamente nella Sala “Antonio Carestia” della Giunta e donata alla nostra città dalla famiglia Tramannoni di Rosario.

Augusto Domenichini

Augusto Domenichini

Hanno potuto visitare il Teatro “Bruno Mugellini”, l’Auditorium “Ferdinando Scarfiotti” dove hanno avuto il privilegio di poter anche suonare l’organo da sala di Giovanni Fedeli del 1757.
Sono stati presso lo stato Civile per poter fotografare l’atto di nascita del nonno Augusto, scoprendo che aveva un secondo nome, Giuseppe, a loro sconosciuto.
Sono andati poi nel quartiere di Galiziano, a Santa Croce, dove hanno potuto vedere la casa dove nel 1889 è nato Augusto, hanno visto all’esterno la Chiesa di San Giacomo Maggiore dove è stato battezzato il loro nonno e la porta Galiziano, l’unica porta medievale che si è salvata a Potenza Picena.
Tenuto conto che a Potenza Picena ci sono ancora dei loro lontani parenti, tra cui il Dott. Roberto Domenichini, il Prof. Silvano Domenichini e la Sig.ra Teresa Domenichini, figlia di Dino e moglie di Beniamino Carestia, in quest’ultimo caso sono andati a trovarla nella sua abitazione di Viale Cesare Battisti, dove hanno scattato insieme delle foto.
Hanno infine visitato l’Archivio Storico e la Biblioteca Comunale “Carlo Cenerelli Campana”, dove hanno potuto ammirare il ritratto del bisnonno Nazzareno, eseguito nel 1927 dal pittore Giuseppe Domenichini.
Inoltre hanno potuto rendersi conto di quando è emigrato in Argentina il loro nonno Augusto. Era il giorno 2/12/1907 ed Augusto di mestiere cordaio aveva compiuto da poco i diciotto anni ed è partito come tantissimi altri santesi.

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Scalinata di Via Galiziano, quartire dove è nato Augusto Domenichini, nonno di Eduardo Ruben.

Ultima tappa prima di ripartire, la visita e la rituale foto alla Piramide de Mayo di Largo Leopardi, simbolo dell’indipendenza argentina e testimonianza dell’emigrazione santese verso quella terra lontana, unica copia al mondo di quella presente in Plaza de Mayo a Buenos Aires. Ci auguriamo che il Sig. Eduardo Ruben Domenichini e sua moglie possano di nuovo ritornare a Potenza Picena per ritrovare le loro lontane radici e rinsaldare i rapporti di amicizia con la nostra città.


 

Potenza Picena tuvo la ocasión de ver por primera vez al Señor Eduardo Rubén Domenichini de Buenos Aires, nieto de Augusto Domenichini, quien partió de nuestra ciudad en 1907 y no retornó.

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Eduardo Ruben Domenichini (secondo da dx) ricevuto in Comune dal Sindaco Francesco Acquaroli.

El dia 17 de octubre de 2015, por la mañana, el Señor Eduardo Rubén Domenichini de Buenos Aires, junto a su señora y dos amigos, visitó por primera vez Potenza Picena.
Nieto de Augusto Domenichini, quien había nacido en Potenza Picena el dia 2 de agosto de 1889, calle Santa Croce N° 265, hijo mayor de Nazzareno y de María Meloni; tuvo ocho hermanos, entre ellos, Giuseppe, famoso pintor en Argentina del cual nosotros conservamos dos obras donadas en el año 2003 por su hija Elena, venida expresamente a nuestra ciudad: un oleo en tela del año 1927 “Retrato de mi Padre”, que se conserva en la Biblioteca Comunal Carlos Cenerelli Campana y, una aquarela atemperada del año 1967, “La Mia Casa Natale” representando la casa de Santa Croce, donde nació el pintor en 1903, conservada en la oficina de la secretaria del Sindico, Sonia Mogliani.
Augusto Domenichini emigró a la Argentina el día 2 de diciembre de 1907 a la edad de 18 años y no retornó a nuestra ciudad. La casa de la calle Santa Croce es hoy propiedad de la familia Foglia
Para Eduardo Rubén Domenichini, su mujer y sus amigos fue una mañana muy intensa. Lo recibió oficialmente en la comuna nuestro Sindico Francesco Acquaroli; se hizo fotografiar junto a la bandera argentina que se conserva celosamente en la sala “Antonio Carestía” de la Junta y donada a nuestra ciudad por la familia Tramannoni de Rosario, Argentina. Pudieron visitar el Teatro “Bruno Mugellini”, el auditorio “Ferdinando Scarfioti”, donde tuvieron el privilegio de poder sonar el órgano de sala de Giovanni Fedeli del 1757.

Augusto Domenichini

Augusto Domenichini

Visitaron la oficina de Estado Civil para poder fotografiar el certificado de nacimiento del abuelo Augusto y descubrieron que tuvo un segundo nombre, Giuseppe, desconocido para ellos. Fueron a la calle Santa Croce, del barrio Galiziano, para ver la casa donde en 1889 nació Augusto, vieron la Iglesia San Giacomo Maggiore donde fue bautizado y la puerta Galiziano, única puerta medieval que aún perdura.
Sabiendo que en Potenza Picena viven perientes lejanos, entre ellos el Doctor Roberto Domenichini, el Profesor Silvano Domenichini y la Señora Teresa Domenichini, hija de Dino y mujer de Beniamino Carestía, fueron a visitarla en su casa de la calle Cesare Battisti donde se fotografiaron juntos.
Visitaron el Archivo Histórico y la Biblioteca Comunal “Carlo Cenerelli Campana”, donde admiraron el retrato del bisabuelo Nazzareno realizado en 1927 por el pintor Giuseppe Domenichini.

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Scalinata di Via Galiziano, quartire dove è nato Augusto Domenichini, nonno di Eduardo Ruben.

Además se informaron con precisión que el abuelo Augusto partió para la Argentinanel día 2 de diciembre de 1907, de profesión cordelero, había cumplido los dieciocho años.y partió como otros tantos santeses.
Ültima etapa de Eduardo Rubén Domenichini antes de partir, la visita y la ritual foto a la Pirámide de Mayo de la Plaza Leopardi, símbolo de la independencia argentina y testimonio de la emigración santese hacia aquella lejana tierra, unica réplica en todo el mundo de la original de Buenos Aires.
Deseamos que el Señor Eduardo Rubén Domenichini y su señora esposa, puedan retornar a Potenza Picena para volver a encontrarse con sus lejanas raices y consolidar su relación con nuestra ciudad.

Traducción para Emilio Zamboni.

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Foto della pianta di fico nata sul muro del terrazzetto, sopra alla cella campanaria della torre civica. Foto Sergio Ceccotti.

Foto della pianta di fico nata sul muro del terrazzetto, sopra alla cella campanaria della torre civica. Foto Sergio Ceccotti.

 

Sopra al terrazzetto della nostra torre civica di Piazza Matteotti a Potenza Picena è nata una pianta di fico che oggi ha raggiunto una notevole dimensione del tronco.
La pianta dovrebbe essere nata spontaneamente, grazie alla presenza di tanti piccioni e cornacchie che frequentano il nostro monumento, ha attecchito sul muro della parete e con le sue radici, dopo molti anni, lo ha spaccato letteralmente rialzandone i mattoni, con un grave danno alla torre.
A nessuno è venuto in mente, in tutti questi anni di intervenire, tagliando la pianta ed evitando danni molto più gravi per la torre e per la nostra comunità?
Dopo che ci siamo resi conto di questa grave situazione, abbiamo provveduto ad avvisare sia l’Economo Comunale, Dott.ssa Simona Ciasca, il nostro Sindaco Francesco Acquaroli e il responsabile dell’Ufficio Tecnico Comunale, Ing. Giuseppe Percossi.
Non solo, abbiamo scritto in data 3/12/2015 alla Soprintendenza ai Monumenti di Ancona, all’att.ne dell’Arch. Alberto Mazzoni, per richiedere un suo sopraluogo sul terrazzetto della torre civica e trovare insieme all’Amministrazione Comunale e all’Ufficio Tecnico una soluzione definitiva al problema della pianta di fico, rimediando ai danni già fatti e cogliendo anche l’occasione per risanare completamente lo spazio dalla presenza di erbacce infestanti che danneggiano ugualmente la struttura.

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Torre civica vista dall’alto, dove sul terrazzetto è visibile la pianta di fico con le foglie. Foto di Nazareno Battistelli.

Dobbiamo salvaguardare il nostro monumento simbolo, appunto la torre civica di piazza Matteotti, evitando anche di far correre dei rischi ai nostri concittadini. La nostra torre, quando ancora c’era la cuspide, abbattuta da un fulmine il giorno 11/1/1886, aveva sulla sua sommità, su di uno dei pilastri, una pianta di olivo benedetto (era una tradizione religiosa della nostra comunità) collocata su di un vaso in pietra fissato con due ferri ad occhio, come viene raffigurata nella famosa pianta topografica del 1773 eseguita dal geometra e catastiere Giuseppe Federici di Filottrano, copia della quale si trova esposta all’interno del Palazzo Municipale (l’originale si conserva nel nostro Archivio Storico), e che è anche il logo di una famosa azienda vitivinicola di Potenza Picena, la Cooperativa Agricola Montesanto, che si trova lungo la strada Regina.

Raffigurazione del centro storico di Monte Santo, del 1773 dove si vede la Torre Civica con la pianta di olivo benedetto. Foto tratta dal libro “Potenza Picena. Il fascino della Storia il respiro del mare”. A cura di Renza Baiocco. 2009.

Raffigurazione del centro storico di Monte Santo, del 1773 dove si vede la Torre Civica con la pianta di olivo benedetto. Foto tratta dal libro “Potenza Picena. Il fascino della Storia il respiro del mare”. A cura di Renza Baiocco. 2009.

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Sacrario ai caduti per la Patria del cimitero di Potenza Picena con la croce in marmo. Foto Mario Barbera Borroni.

Presso il nostro Cimitero del capoluogo nel 1937 si decise di costruirvi un Sacrario a ricordo dei caduti per la Patria di Potenza Picena durante la Prima Guerra Mondiale.
Il piccolo manufatto, progettato dal Geom. Comunale Raul Moschini, fu costruito su di uno spazio posto all’ingresso del Cimitero, sulla sinistra entrando, davanti alla chiesetta.
È una struttura molto semplice ma significativa, dove al centro troneggiava una bellissima croce in marmo. È un monumento lasciato un po’ in abbandono, senza mai fare opera di manutenzione, salvo l’interesse delle Associazioni Combattentistiche e d’Arma locali.
Purtroppo il giorno giovedì 11 dicembre 2014 questo monumento ai nostri caduti è ritornato, suo malgrado, all’attenzione di tutti.
La croce in marmo è stata involontariamente abbattuta dagli operai di una impresa che stava lavorando all’interno del Cimitero. Il comune di Potenza Picena è stato immediatamente informato, così come sono stati informati tempestivamente anche gli amministratori, Sindaco Francesco Acquaroli in testa.
Le stesse Soprintendenze ai Monumenti e ai Beni Artistici sono state da noi informate in data 16/12/2014. La Soprintendenza ai Monumenti di Ancona, tramite l’Arch. Alberto Mazzoni, ha poi scritto al comune in data 7/1/2015, sollecitando il recupero del manufatto.
Il Sacrario con la croce abbattuta è stato fotografato da Mario Barbera Borroni, guardia d’onore al Sacrario Militare di Macerata, che ci ha messo a disposizione anche una foto del nostro monumento dove è presente la croce.
È vero che è stato un incidente involontario l’abbattimento della croce al sacrario dedicato ai caduti durante la prima guerra mondiale, ma guarda caso avviene proprio nell’anno del centenario dell’inizio di questo tragico conflitto mondiale.

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Sacrario ai caduti per la Patria del cimitero di Potenza Picena con la croce in marmo. Foto Mario Barbera Borroni.

È un bel primato negativo, che non fa di certo onore alla nostra città. La croce del sacrario va subito ricollocata (tanto il relativo costo è a carico dell’assicurazione), rispettando sia le precedenti misure che il materiale con cui era fatta.
Vediamo quanto tempo ancora dovrà trascorrere prima che venga ricostituito il contesto del nostro Sacrario. Noi che avevamo segnalato l’accaduto sia alla Soprintendenza ai Monumenti di Ancona che a quella ai Beni Artistici di Urbino, non siamo stati neppure informati degli sviluppi del caso. Ci sono stati incontri a Potenza Picena con l’Arch. Alberto Mazzoni della Soprintendenza di Ancona, ma non siamo stati neppure invitati.
Le cose nel nostro comune funzionano cosi. Pazienza.

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Luigi Miglorelli a dx insieme a Paolo Onofri a sx davanti alla bacheca esterna del teatro Mugellini restaurata.

Luigi Migliorelli, dopo aver recuperato nei mesi scorsi i portoni di ingresso della Sala “Umberto Boccabianca”, della Biblioteca Comunale “Carlo Cenerelli Campana”, dell’Auditorium “Ferdinando Scarfiotti” e la bacheca esterna del Teatro “Bruno Mugellini”, continua con l’opera di recupero, sistemando altri portoni.
In questi ultimi tempi ha sistemato prima il portone di ingresso principale del Teatro “Bruno Mugellini”, poi quello della platea e dell’ufficio che si trova a fianco dell’ingresso della stessa struttura. In questo caso ha provveduto anche a sistemare sia l’inferriata che la finestra di questo ufficio. Inoltre ha anche sistemato il portone che si trova nel vicoletto che da su Via Marefoschi, che consente l’accesso da dietro al palcoscenico del nostro Teatro.
I lavori come al solito sono stati eseguiti a regola d’arte, con la solita professionalità di cui è capace Luigi Migliorelli, a titolo gratuito e sono stati autorizzati dall’economo comunale, dott.ssa Simona Ciasca.
La vernice per questi interventi è stata preparata da Beniamino Carestia e finanziata privatamente da Paolo Scocco, Antonio Rosali e da Sonia Mogliani, la segretaria del Sindaco.

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Portone ingresso principale Teatro “B. Mugellini”.

Ringraziamo Luigi Migliorelli per tutto quello che ha saputo fare a favore della nostra comunità, come ringraziamo l’economo comunale dott.ssa Simona Ciasca, per aver autorizzato questi ultimi lavori ed averli seguiti con competenza. Grazie anche ai finanziatori dell’acquisto della vernice necessaria all’intervento.
Durante l’intervento sui portoni del nostro Teatro “Bruno Mugellini” da parte di Luigi Migliorelli, ho provveduto io stesso a rimuovere dal pavimento in mattoni di cotto tutte le gomme da masticare schiacciate che erano presenti da tanto tempo e che deturpavano il contesto di questo bellissimo pavimento.
Anche in questo caso, con un pò di buona volontà, si è riusciti ad ottenere uno straordinario risultato, recuperando al suo originario splendore la pavimentazione che è inserita nel contesto del loggiato del Palazzo più importante della nostra comunità, Palazzo che ospita la sede del nostro Municipio, che risale alla seconda metà del Settecento ed è stato progettato da uno dei migliori allievi del Vanvitelli, l’architetto ticinese Pietro Bernasconi.
Un Palazzo che rappresenta la nostra comunità si deve presentare degnamente ai cittadini ed ai tanti visitatori, visto che è il simbolo di una città orgogliosa della propria storia, cultura e tradizione civile e religiosa.
In questi ultimi giorni Luigi Migliorelli ha anche ripulito tre vecchie pinze in ferro usate nel passato dagli allievi della Scuola d’Arte “Ambrogio Della Robbia” di Potenza Picena e trovate nel magazzino del chiostro di Sant’Agostino, grazie all’interessamento dell’economo comunale, dott.ssa Simona Ciasca.

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Portone di ingresso alla platea del Tetro B. Mugellini.

Queste tre pinze, che venivano utilizzate dagli allievi che frequentavano il corso per fabbri, sono state collocate oggi nella Sala “Giuseppe Riccobelli” del Museo-Gipsotèca della Scuola d’Arte “Ambrogio Della Robbia” di Via Trento e fanno una bella figura vicino ai lavori in ferro battuto realizzati tanti anni fa dagli allievi, come Marcello Bompadre (Marcello de Pelò), Lamberto Matalucci e Fernando Cameranesi.

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Torre civica vista dal versante di via Mariano Cutini. Foto Sergio Ceccotti.

Torre civica vista dal versante di via Mariano Cutini. Foto Sergio Ceccotti.

Il giorno Martedì 24 Novembre 2015, in mattinata, è venuto a Potenza Picena il tecnico Adriano De Santis di Fermo chiamato dall’economo comunale, dott.ssa Simona Ciasca, per poter effettuare l’intervento sul nostro orologio della Torre Civica, impianto non più funzionante da diversi mesi.
L’intervento del sig. De Santis ha riattivato il meccanismo che consente il suono armonioso delle ore e dei quarti, avendo sostituito in blocco l’impianto che suona le ore, martello che batte su di una campana molto grande del diametro di cm. 120, fusa nel 1950 dalla fonderia Pasqualini di Fermo.
All’interno della cella campanaria ci sono nel complesso n°4 campane, sempre fuse nel 1950 dalla Fonderia Pasqualini, oggi tutte purtroppo bloccate dal tempo, con i batocchi interni completamente arrugginiti.
L’intervento complessivo del sig. Adriano De Santis è costato la somma di Euro 718,00 + Iva.
La popolazione di Potenza Picena e non solo si era mobilitata nei giorni scorsi, grazie all’iniziativa di Nazzareno Girotti, e nel giro di un mese, dal giorno 28 Settembre 2015 al giorno 29 Ottobre 2015, sono state raccolte n° 560 firme che sono state consegnate nelle mani del nostro Sindaco Francesco Acquaroli nel corso del consiglio comunale del 29/10/2015, nel contesto dell’Auditorium “Ferdinando Scarfiotti”.
Il passo successivo sarà la sostituzione del quadrante arrugginito del versante di Via Mariano Cutini. È uno spettacolo indecoroso la vista di questo quadrante completamente arrugginito, ed il nostro obiettivo è quello di farlo sostituire con un’altro e renderlo anche questo funzionante, in abbinamento con il quadrante della Piazza Matteotti. Si tenga conto che il nostro orologio risultava già a doppio quadrante nel 1852, quando si parla della Torre Civica nel libro sulla storia di Monte Santo di Carlo Cenerelli Campana. All’epoca la Torre Civica poteva ancora vantare la cuspide ed era alta complessivamente metri 46,90 (rispetto agli attuali 34,50), una dalle più alte della Provincia di Macerata, a doppio quadrante che all’epoca era in pietra a numeri arabi (1,2,3,4 ecc..), poi sostituito nel 1887 con il lamierone in ferro della Ditta Isidoro Sommaruga di Milano, con i numeri romani (I,II,III,IV ecc…), come è anche oggi.

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Vecchio quadrante ottocentesco. Foto Sergio Ceccotti.

Allo scopo si potrebbe recuperare l’antico quadrante che si trovava un tempo sul versante di Piazza Matteotti e rimosso negli anni Sessanta, oggi abbandonato all’interno del chiostro di Sant’Agostino, che potrebbe essere restaurato e ricollocato sulla parete, ripristinando anche l’antico meccanismo che lo collegava all’impianto dell’orologio, ancora oggi presente all’interno della Torre Civica.
Ringraziamo in questa felice circostanza Nazzareno Girotti che ha promosso l’iniziativa della raccolta delle firme per far riattivare 1’impianto dell’orologio ed ha provveduto a ripulire anche l’interno della Torre e la cella campanaria, l’economo comunale, dott.ssa Simona Ciasca, che si è impegnata per far riattivare da parte del tecnico di Fermo Adriano De Santis l’impianto dell’orologio, autorizzando la ripulitura della Torre e della cella campanaria.
Grazie anche all’Amministrazione Comunale che ha saputo dare ascolto alla richiesta dei nostri concittadini ed ha stanziato la somma necessaria in Bilancio. La Torre Civica oggi, grazie all’impegno dei volontari e alla disponibilità di Simona Ciasca, è di nuovo accessibile senza problemi, avendola liberata dalla presenza di piccioni e da diversi quintali di escrementi che si erano accumulati negli anni. Sono stati portati via con i mezzi del Cosmari ben due camion interi di sacchi pieni di escrementi raccolti sia lungo le scalinate, i pianerottoli e sulla cella campanaria della Torre Civica.

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Pianta di fico cresciuta nel terrazzetto sovrastante la torre. Foto Sergio Ceccotti.

Mai più la nostra Torre Civica, le cui origini risalgono all’anno 1732 quando fu posta la prima pietra, deve essere abbandonata al degrado più totale ed in preda ai piccioni, dove addirittura sopra al terrazzetto è cresciuta una pianta di fico, che sta danneggiando il monumento e va tolta immediatamente. Anzi battiamoci per farla restaurare internamente e renderla finalmente visitabile ai cittadini ed ai turisti. Il panorama che si può vedere dell’alto della torre è veramente straordinario!

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