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Archive for aprile 2016

Riportiamo il testo integrale del provvedimento (privilegio) del Vescovo di Fermo Liberto del giorno 27 settembre 1128 con cui si fonda la città di Monte Santo. Il testo è stato tradotto dal prof. Gianfranco Morgoni.
Il 27 settembre di ogni anno dovrebbe essere ricordato dalla nostra comunità come il giorno di fondazione della città e celebrato degnamente.

La fondazione di Monte Santo

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In nome della santa e indivisibile Trinità, lo Liberto, per grazia di Dio uomo venerabile, signore e vescovo della Chiesa Fermana, desiderando migliorare lo stato generale della nostra Chiesa, su consiglio ed esortazione dei nostri fedeli chierici e laici, ritenendo e prospettando essere assai utile e vantaggioso per la nostra Chiesa creare la città di Monte Santo, consultatomi coi predetti fedeli, ordinai che la stessa venisse istituita ed edificata. Pertanto io, signore e vescovo Liberto, condono e rimetto in perpetuo a tutti gli abitanti della predetta città di Monte Santo e ai loro eredi i diritti di ospitalità e ricovero nonché la facoltà di emettere sentenze che sono di pertinenza della nostra Chiesa, entro le senàite territoriali, con l’eccezione di quelle che ci avremo riservato, vale a dire le sentenze riguardanti i casi di omicidio, adulterio, furti, aggressioni con spargimento di sangue o rottura d’ossa o sequestro di persona, ed escluso il tributo di ospitalità dovuto in occasione deN’arrivo dell’imperatore o del sommo pontefice. Parimenti concedo e lascio agli abitanti della predetta città di Monte Santo e ai loro eredi in perpetuo quanto spetta di diritto alla nostra Chiesa in merito agli affari che verranno negoziati da me o da voi nel mercato che ivi si terrà dentro o fuori nelle terre del circondario. Allo stesso modo prometto che non prenderò o farò prendere fraudolentemente nessuno entro il territorio comunale senza la volontà espressa dai consoli pro tempore eletti, o dai dodici probi viri, e accorrerò lealmente in vostro soccorso entro i limiti territoriali della vostra città, nei confronti di quanti vi avranno mosso guerra. Se però sorgerà una qualche questione tra voi residenti nella predetta città, solo in questo caso mi asterrò dall’intervenire, ma nei riguardi dell’esterno vi proteggerò da coloro che vi faranno guerra a motivo dell’edificazione di questa città, e se in occasione di tali eventi la città medesima riportasse dei danni a seguito di proditorie azioni distruttive, mi adopererò perché gli stessi venissero riparati.

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Stemma Comunale del 1765.

Tutto ciò che è sopra scritto io lo prometto con riferimento alla mia persona e a quella dei miei successori, che saranno ugualmente tenuti ad osservarlo scrupolosamente; inoltre, nell’eventualità che da parte di me medesimo vescovo Liberto o di qualcuno dei miei successori si ometta di osservare quanto sopra scritto e deliberatamente venissimo meno in tutto o in parte agli impegni assunti o mancassimo alle promesse, porremo riparo per voi ed i vostri eredi mediante una pena pecuniaria valutata in mille bisanti, restando intesi che, una volta versata tale somma, quanto sopra è scritto rimarrà stabilmente confermato, sempre che ciò che avrete con noi pattuito sarà stato convenientemente osservato e adempiuto. Tale atto viene emesso nell’anno dell’incarnazione del Signore MCXXVIII, il quinto giorno prima delle calende di ottobre, nel mese di settembre, anno indizionale sesto, a Fermo.
lo Firmone Causidico legale rappresentante incaricato dal predetto signore e vescovo Liberto
scrissi e completai questo privilegio.
lo Pietro giureconsulto causidico universale.
lo Suppone di Ada avvocato della predetta Chiesa.
lo che rispondo al nome di Firmo Trasone.
lo Guglielmo medico e Alberto Grimaldi ed Alberico del castello denominato Morro e Arduino di Gusone da Foriano, invitati dal predetto vescovo Liberto, siamo testimoni di questo atto di privilegio.

 

Testo tratto dal Volume I° Liber Iurium dell’Episcopato e della città di Fermo (977 – 1266) a cura di Delio Pacini Ancona 1996 – Archivio Storico Comunale Potenza Picena.

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Testo integrale in latino.

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Maddalena profuga per sempre

Copertina del libro “Maddalena Profuga Per Sempre”


A cura della dott.ssa Graziella Carassi

Mi è stato chiesto dalla redazione della rivista “I Santesi” di scrivere delle notizie riguardanti il mio romanzo storico “Maddalena profuga per sempre”. Devono dire che tale libro ha avuto una buona accoglienza. Infatti è stato selezionato dalla Regione Marche per rappresentare il nostro territorio al Salone del Libro di Torino nel maggio 2012, occasione in cui ha avuto gli interventi del Presidente del Consiglio Regionale, Dr. Vittoriano Solazzi, dell’ex Vice-Presidente del Consiglio Regionale del Piemonte, Dott.ssa Bianca Vetrino e dell’avvocato sanbenedettese Silvio Venieri. (Sarà presentato più tardi al castello di Grinzane Cavour).
La prima presentazione del libro è avvenuta al Teatro “Serpente Aureo” di Offida, gremito nonostante il caldo afoso del 19 agosto 2011, alle ore 16,30! Oltre alle autorità e alla prof.ssa Olimpia Gobbi, è venuta dal Friuli-Venezia-Giulia la dott.ssa Serenella Ferrari della Fondazione “Coronini Cronberg” di Gorizia, che ha parlato in modo competente e struggente della divisione della città in due governi diversi, l’italiano e lo sloveno, e quindi dei relativi profughi.
Ho sentito doveroso stabilire la seconda presentazione a San Benedetto del Tronto, con i contribuiti del compianto prof. Ugo Marinangeli, del dott. Gabriele Cavezzi e della Prof.ssa Olimpia Gobbi, che hanno suscitato molto interesse ed anche degli interventi dal posto, tra cui quelli della scrittrice Isa Tassi Marinangeli, della dott.ssa Marina Brancaccio e del prof. Gino Troli, già assessore alla cultura della Regione Marche.
In quella occasione il prof. Troli mi suggerì di inviare il libro al prof. Duccio Demetrio dell’Università dell’Autobiografia di Anghiari (Arezzo), suggerimento che accolsi volentieri. Il suddetto prof. Demetrio espresse in una lettera giudizi gratificanti nei confronti della mia scrittura. Ed è per questo che l’anno dopo mi invitò a leggere qualche pagina al teatro di Anghiari per la sezione “Appoggiàti al leggio”.
Successivamente il libro è stato presentato al “Pio Sodalizio dei Piceni” di Roma da parte del dott. Giuseppe Martini, della prof.ssa Claudia Pagan, della giornalista Grazia Mandrelli e della presentatrice televisiva Rosanna Vaudetti, con gli interventi del compianto presidente dott. Giorgio Bizzarri e dell’on. Pietro Colonnella.
Inoltre è stato presentato tre volte ad Ascoli Piceno. Nella prima edizione nell’aula del Consiglio della Provincia con la prof.ssa Antonella Roncarolo, l’ambasciatore emerito ascolano Enrico De Maio e con gli interventi del compianto on. Pietro Paolo Menzietti e del Consigliere Regionale Paolo Perazzoli. La seconda volta alla libreria “Rinascita” con la prof.ssa Franca Maroni, la dott.ssa Maria Antonietta Lupi e l’avv.ssa Maria Rita Bartolomei, con gli interventi del sindaco di San Benedetto del Tronto Giovanni Gaspari, della regista Edelweiss Cinaglia, dei proff. Luigi Portelli e Luigi Morganti, dell’avv. Luigi Girardi. La terza volta, al locale “Decumano” dell’arch. Guido Carassi, con l’assessore alle politiche sociali prof.ssa Donatella Ferretti, la prof.ssa Franca Maroni e il critico d’arte prof. Stefano Papetti.
Mi sembra giusto anche menzionare la presentazione fatta dalla prof.ssa Grazia Rampioni assieme ad altri al Teatro “Mugellini” di Potenza Picena, dove l’amministrazione ha avuto la cortesia di regalarmi un manifesto fatto da mio nonno, Gaudenzio Rampioni, primo titolare di una tipografia del paese all’inizio del Novecento.
Altre presentazioni nella nostra Regione hanno visto come relatori la prof.ssa Maria Elisa Redaelli, l’arch. Anna Rosa Romano, i proff. Alfredo Luzi e Giarmando Dimarti.

Per questo libro ho ricevuto sei premi.
Nel 2014 il libro è stato premiato a Rovigo con medaglia d’oro nella sezione “Saggio Storico”. Certamente mi sentii onorata di questa attribuzione, avvenuta nel teatro in cui il mio corregionale Beniamino Gigli si era esibito per la prima volta, coincidenza che consideravo di buon auspicio per me. Però, nel profondo, ero un po’ perplessa circa l’inserimento del mio lavoro nella sezione “Saggio Storico” in quanto rivendicavo la creatività e la libertà inventiva proprie del romanzo.
Successivamente nel 2015 ho ricevuto il Premio “Mario Soldati” a Torino per la narrativa e poi altri riconoscimenti, di cui due a Roma, uno ad Aulla (La Spezia) ed uno a Milano.
Numerose le recensioni e le interviste radiofoniche: “Radio R”, un’emittente di Recanati; “Radio 105”, di livello nazionale; “Radio Vaticana”; “Cronache Maceratesi”; “Agoradio” di Osimo.

Confermo che il ricavato della vendita di questo libro, sia nella prima che nella seconda edizione, va in beneficenza alla Lega del Filo d’Oro di Osimo. Infatti Maddalena era molto propensa a caldeggiare e sostenere questa istituzione, motivo per il quale ho anche intestato l’appartamento da me ricevuto come sua erede alla suddetta Opera.

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rosa-mugellini

Biglietto di Rosa Mugellini

 

Il giorno 24 febbraio 2016 abbiamo iniziato la promozione pubblica del volume sul M° Bruno Mugellini, contenente gli atti del Convegno Nazionale del 21 gennaio 2012, curato da Professori Paola Ciarlantini e Paolo Peretti, voluto e sostenuto materialmente dal Dott. Roberto Domenichini, nostro concittadino ed attuale Direttore dell’Archivio di Stato di Pesaro.
Nell’arco di un mese sono state vendute n° 52 copie, con un ricavato di 520 € che il Dott. Roberto Domenichini intende destinare al recupero e restauro di beni del nostro patrimonio pubblico. È stata un’opera apprezzata da tutti, in particolare dai musicisti oltre che dai parenti di Bruno Mugellini.
Infatti è stata mandata alla nipote Rosa Mugellini, che vive a Roma con suo figlio Bruno Re professore di conservatorio e musicista di viola da gamba, alla pronipote Laura Mugellini di Barbiano di Cotignola a Ravenna. Rosa Mugellini ci ha mandato un toccante biglietto di ringraziamento È stata anche inviata al Prof. Emiliano Giannetti di Spoltore (Pescara), che si è laureato al Conservatorio Musicale con una tesi sul M° Bruno Mugellini ed che ha curato negli anni passati per l’Enciclopedia dell’Istituto Treccani la voce “Bruno Mugelllini”.
Il M° Lorenzo Di Bella di Civitanova Marche ha particolarmente gradito il dono del volume fatto dal nostro collaboratore George Dernowski durante il concerto che ha tenuto a Civitanova Alta presso il teatro Annibal Caro il giorno 4 Marzo 2016.

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Il Prof. Bruno Re

Anche il direttore d’orchestra Alfredo Sorichetti di Civitanova Marche ha molto apprezzato il volume che gli ha consegnato Mario Carlocchia della ditta MAP di Potenza Picena.
Il libro è stato fatto recapitare anche alla pianista di Recanati Ilaria Baleani, al direttore d’orchestra Enrico Reggioli e a suo fratello Sergio, violinista dei Nomadi.
Gli Amici della Musica di Potenza Picena, tramite il loro presidente Paolo Tasselli che ringraziamo, hanno promosso questo volume durante i tre concerti che si sono tenuti presso la loro sede tra febbraio e marzo 2016, vendendo tra gli intervenuti 12 copie.
Particolarmente apprezzato dal M° Camillo Valenti che lo ha acquistato durante il concerto dedicato a Gioacchino Rossini, tenuto il giorno 29 febbraio 2016, insieme a sua moglie, il mezzo-soprano Maria Luisa Abategiovanni.
Il volume ha suscitato scarso interesse tra gli amministratori locali, nonostante sia stato donato al nostro Sindaco Francesco Acquaroli il giorno 22 febbraio 2016. Solo l’assessore al turismo Paolo Scocco ed il Presidente del Consiglio Comunale Mirco Braconi lo hanno acquistato.
Tra i consiglieri comunali segnaliamo l’acquisto del volume da parte di Franco Senigagliesi, Danny Palmieri, Fausto Cavalieri e Tommaso Gaballo. Gli altri assessori e consiglieri comunali non lo hanno richiesto, evidentemente a loro non interessa la vita e l’opera di uno dei personaggi più importanti della nostra città che ci da lustro anche in un contesto europeo nel campo musicale da tantissimi anni.

Laura-Mugellini

La Dott.ssa Laura Mugellini.

L’opera è stata molto apprezzata dal senatore Mario Morgoni. È stato chiesto al nostro Comune di presentare il volume a Potenza Picena nel Teatro che dal giorno 28 ottobre del 1933 porta gloriosamente il suo nome. Gli Amici della Musica, l’associazione culturale Montesanto e la Corale S. Stefano si sono offerti di collaborare a questo importante evento.
I curatori, Paola Ciarlantini e Polo Peretti, insieme al Dott. Roberto Domenichini hanno comunque intenzione di presentarlo anche a Fossombrone, città dove il Maestro è sepolto ed a Fermo presso il Conservatorio “G.B. Pergolesi”.
Speriamo che la nostra città non possa perdere l’opportunità di presentarlo in anteprima nel contesto regionale. Cogliamo ancora una volta l’occasione per ringraziare di cuore Paola Ciarlantini, Paolo Peretti ed il Dott. Roberto Domenichini per tutto quello che hanno fatto per realizzare questo importante volume che da lustro alla nostra città.

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Insieme della volta del teatro. Foto di Sergio Ceccotti.

Insieme della volta del teatro. Foto di Sergio Ceccotti.

La parte decorativa e pittorica del nostro Teatro “Bruno Mugellini” non è stata mai studiata a fondo. Tutti definiscono il teatro piccolo (uno dei più piccoli delle Marche), ma uno scrigno d’arte, una “bomboniera”.
A parte il sipario dedicato a Minerva, che all’epoca la società condominiale lo ha acquistato a Macerata dal Seminario, è molto interessante sia il quadro, una tempera, che sta al centro del plafone sul soffitto della struttura, opera realizzata dal pittore laziale Ignazio Tirinelli, che tutte le decorazioni che si trovano sulla volta, cioè le venti vele dipinte da Filippo Persiani di Morrovalle in maniera da dare un senso concavo al soffitto che in realtà è completamente piatto.
Per quanto riguarda il quadro di Ignazio Tirinelli, che si trovava a Roma quando lo ha dipinto ed è costato 70 scudi, questo ha un chiaro e preciso significato ed è espressamente dedicato per volontà dei Deputati condomini all’Italia, alla commedia ed alla tragedia, “in luogo della musica, destinando il teatro alla prosa”.
Si tenga conto che il giorno 17 Marzo 1861 era stata dichiarata l’Italia unita. Il teatro di Monte Santo è stato inaugurato il giorno 27 dicembre del 1862. Al centro di questo quadro ovale un tempo c’era una gancio che serviva a sorreggere il lampadario che illuminava la platea.
Le decorazioni che si trovano intorno al quadro di Ignazio Tirinelli, cioé le 20 vele, rappresentano soggetti animali, sei uccelli acquatici, sei soggetti vegetali e floreali ed otto soggetti tra baccanti in atto di danza e puttini alati festanti, alcuni dei quali sventolano dei drappi tricolori in omaggio all’Italia da poco unita. In origine il pittore decoratore Filippo Persiani, prima dell’unità d’Italia, aveva proposto ai Deputati condomini per abbellire la volta del teatro un soggetto diverso, cioè al centro Apollo con intorno le nove muse, Clio, Urania, Melpomene, Talia, Tersicore, Erato, Calliope, Euterpe e Polinnia.
Questa affermazione è supportata da un documento autografo di Filippo Persiani che si trova nel nostro Archivio Storico Comunale.

Quadro di Ignazio Tirinelli. Foto di Sergio Ceccotti.

Particolare centrale della volta. Foto di Sergio Ceccotti.

Il progetto di Persiani, che non ha una data, probabilmente è stato cambiato in conseguenza degli sviluppi storici e politici dell’epoca, cioè l’avvenuta unità d’Italia del 1861.
Nel 1990, durante i lavori di restauro del teatro, che era chiuso dal 1970, sia il quadro di Ignazio Tirinelli che le decorazioni di Filippo Persiani sono state sottoposte ad un accurato restauro da parte delle restauratrici Patrizia Antinori ed Elisabetta Vinciguerra.
Grazie alla foto scattate con molta professionalità il giorno 18 gennaio 2016 da parte di Sergio Ceccotti di Potenza Picena, abbiamo avuto la possibilità di focalizzare meglio sia la tela che tutti i 20 soggetti delle vele ed il risultato è stato veramente straordinario per la comprensione dell’insieme delle decorazioni. Lo studio delle parti decorative e del quadro è stato effettuato dal Prof. Gianfranco Morgoni di Potenza Picena, nostro collaboratore, ed è molto importante per capire meglio il glorioso Teatro “Bruno Mugellini”, valorizzando l’opera sia del pittore laziale Ignazio Tirinelli, che quella del pittore e decoratore di Morrovalle Filippo Persiani.

Documenti allegati:

  • pdficon_large Decorazioni volta teatro  – Le decorazioni sulla volta del Teatro Bruno Mugellini a Potenza Picena – a cura di Gianfranco Morgoni
  • pdficon_large progetto persiani 2 – Progetto originario decorazioni di Filippo Persiani del Teatro Mugellini – A.S.C.P.P.
  • pdficon_large lettera_tirinelli web 2 – Lettera del pittore Ignazio Tirinelli a Filippo Persiani per il quadro del plafone – A.S.C.P.P.

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Porta Galiziano, facciata. Foto di Sergio Ceccotti.

Porta Galiziano, facciata. Foto di Sergio Ceccotti.

Potenza Picena si è caratterizzata nel corso degli anni del Novecento per aver abbattuto due delle sue più importanti porte medievali del centro storico, con la motivazione che erano un’ostacolo al progresso della nostra comunità, mentre al contrario secondo noi erano un vanto della nostra storia e tradizione millenaria di cui essere orgogliosi.
Abbiamo iniziato quest’opera distruttiva nel 1950, abbattendo la porta principale di ingresso al nostro centro storico, la porta Girola o Marina, per consentire in particolare l’ingresso delle corriere delle SAP. Oggi, ironia della sorte, questi mezzi non possono neppure entrare nel centro storico.
Quella di porta Marina era un manufatto molto bello ed integro, con i suoi merli ghibellini a coda di rondine. Oggi ci rimangono a ricordo di questo monumento solo le belle foto e cartoline scattate negli anni prima da Secondo Torregiani poi da Bruno Grandinetti.
Nel 1956 siamo passati all’abbattimento della Porta di San Giovanni, nei pressi della Chiesa della Madonna delle Grazie. Anche in questo caso la motivazione era modernista. Ampliare la porta abbattendola, eliminando quello che secondo gli amministratori dell’epoca era un rudere monumentale, testimonianza della nostra povertà economica.

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Infiltrazione d’acqua pluviale all’interno della Porta di Galiziano. Foto di Sergio Ceccotti.

L’unica porta che siamo riusciti a salvare dalla furia modernista dei nostri amministratori è stata quella di Galiziano, le cui origini risalgono al Sec. XIV, con interventi successivi nel 1567, nel 1775 ed infine nel 1894, dove nel 1961, grazie alla sensibilità del Sindaco, l’Avv. Silvano Mazzoni, è stata trovata una soluzione tecnica che consentisse il passaggio delle auto, isolandola dalla cinta muraria. Anche questa porta il giorno 3/11/1997 era stata chiusa al transito pedonale per un distacco di materiale dalla volta interna, causato dalle continue infiltrazioni d’acqua pluviale. Solo dopo una pubblica denuncia del degrado della struttura fatta il giorno 6/6/1998, l’anno successivo è stata sottoposta ad un intervento di restauro da parte dell’Amministrazione Comunale, guidata all’epoca dal Sindaco Mario Morgoni, Assessore ai Lavori Pubblici Ezio Manzi. I lavori, del valore di L. 78.000.000, sono stati eseguiti dall’impresa edile di Umberto Parigi di Potenza Picena. Il giorno 9 giugno 1999 è stata inaugurata con una solenne cerimonia. Oggi, dopo quasi 17 anni, la porta di Galiziano corre di nuovo dei rischi per le gravi infiltrazioni d’acqua pluviale che si sono manifestate in tutta la loro gravità in particolare il giorno mercoledì 23 marzo 2016. Cosa è successo?

Porta Galiaziano, particole della facciata. Foto di Sergio Ceccotti.

Porta Galiziano, particole della facciata. Foto di Sergio Ceccotti.

La guaina che era stata collocata sopra al manufatto si è sollevata ed andrebbe completamente sostituita. È una spesa irrisoria, ma se il lavoro non viene eseguito subito si rischiano danni molto più gravi. Inoltre bisogna trovare anche una soluzione per il convogliamento dell’acqua che defluisce dalla sommità della porta e va sopra l’aiuola. Quest’acqua non viene convogliata in fogna, ritorna all’interno del manufatto, scavando nelle fondamenta. Anche in questo caso bisogna trovare subito una soluzione altrimenti il danno potrebbe essere molto più grave.

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Copertina del libro

Grazie alla segnalazione che ci è stata fatta dalla studentessa universitaria di Porto Potenza Picena Carol Bedini, che in questi giorni ha iniziato un lavoro di ricerca presso il nostro Archivio Storico Comunale per preparare una tesi di laurea sulla nostra Pinacoteca Comunale “Benedetto Biancolini”, struttura che era stata inaugurata il giorno 27 settembre del 1980 insieme alla Biblioteca, siamo venuti a conoscenza che è in rete il testo integrale del volume che racconta la storia di Monte Santo pubblicato nel 1852 a Ripatransone dalla Tipografia di Giacomo Jaffei e Figli e scritto da Carlo Cenerelli Campana della nostra città.
Il volume era stato finanziato all’epoca dalla famiglia di Ippolita Compagnoni Marefoschi, nobildonna di Monte Santo, che si era sposata con lo storico ripano Filippo Bruti Liberati, autore tra il 1839 ed il 1858 di ben 14 lettere scritte sopra la nostra città che noi abbiamo pubblicato in quanto di notevole interesse storico.
All’autore di questo importante volume “Istoria dell’antica città di Potentia rediviva in Montesanto”, città nominata fin dal 1128, Carlo Cenerelli Campana, noi abbiamo già dedicato un articolo con la sua biografia, nato a Monte Santo il giorno 14/7/1773 e morto nella nostra città il 18/6/1859.
Il merito di questa iniziativa editoriale in rete è dell’Università americana di Harvard.
Già nel 1978 la casa editrice di Bologna Atesa aveva curato un’edizione del volume in anastatica, per conto della locale filiale della Banca Popolare delle Provincie di Ancona e Macerata, grazie all’iniziativa di Alberto Rosciani.

Frontespizio

Frontespizio

La nostra Biblioteca Comunale di Via Trento, che conserva una copia originale del volume, porta dal giorno 11 ottobre del 2002, delibera di Giunta Comunale n° 277, gloriosamente in alto il nome di Carlo Cenerelli Campana, grazie alla proposta formulata da quattro nostri benemeriti concittadini il giorno 14/9/2002, don Carlo Leoni, Bruno Grandinetti, Paolo Onofri e Gianfranco Morgoni, recepita dall’Amministrazione Comunale guidata all’epoca dal Sindaco Mario Morgoni, assessore alla cultura Fabio Sacconi.
Grazie di nuovo alla studentessa Carol Bedini che ci ha fornito questa importante informazione che noi vogliamo condividere coi nostri lettori sparsi un tutto il mondo che amano la storia, la cultura e la tradizione civile e religiosa della nostra città.

Istoria dell’antica città di Potentia rediviva in Montesanto – Google Books

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