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Archive for ottobre 2016

Ernesto Riccobelli

Ernesto Riccobelli

Mi chiamo Ernesto Riccobelli e sono nato nel 1953 a Potenza Picena dove tutt’ora abito e lavoro come pubblico dipendente.
Mi sono appassionato alla fotografia all’età di 15 anni innamorandomi di tutto ciò che potevo vedere, fotografare e successivamente riscoprire in camera oscura utilizzando un piccolo e rudimentale ingranditore interamente autocostruito con l’aiuto di un amico anch’esso appassionato di fotografia.
Purtroppo per diversi motivi ho dovuto, in fasi alterne, abbandonare questa mia passione limitandomi ad impressionare nella pellicola i “ricordi “ dei viaggi effettuati con la famiglia.
Da alcuni anni sono riuscito a riprendere in modo costante questa mia vecchia passione recuperando quel mio piccolo bagaglio di nozioni fotografiche per adeguarlo alle nuove tecnologie digitali ponendo particolare attenzione alla post produzione.
Negli ultimi anni mi sono “concesso” alcuni viaggi in Brasile dove, pur con non poche difficoltà dovute soprattutto alla precaria sicurezza personale ho voluto mettere in luce quella parte di società fatta di individui che abitano le Favelas, uomini, donne e bambini portatori di una cultura unica che fonde musica, samba, bossa nova e football con un’enorme voglia di riscatto.
Sono stato particolarmente colpito dal fatto che, in una società del genere la bruttezza possa essere vissuta con un senso di colpa mentre la povertà non produce alcun complesso, tanto che le ragazze delle “favelas” vanno in spiaggia, fianco a fianco con le ragazze delle famiglie ricche, accomunate da un ridottissimo costume da bagno e dalla sensualità prorompente.

Uno Sguardo nelle favelas

Foto di Ernesto Riccobelli

Le foto sono state esposte, nell’ambito della “Notte Magica della Fotografia” organizzata a Potenza Picena nei giorni 3 e 4 settembre 2016 da Enzo Romagnoli, nel contesto dei locali dell’abitazione della signora Rosetta Ciuccarelli, madre di Ernesto Riccobelli, in via Bruno Mugellini, n. 53.

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Araldo Polidori

Araldo Polidori

Il giorno 23 dicembre 1916 nasceva a Potenza Picena in C.da Via Piana, n. 356 Araldo Polidori, il fotografo che ha documentato con le sue immagini la realtà ed i personaggi di Porto Potenza Picena e non solo.
Araldo era figlio di Rocco, operaio presso la Società Ceramica Adriatica e di Pavoni Regina, casalinga di Porto Potenza Picena. Suo padre Rocco era venuto a Porto Potenza Picena proveniente dall’Abruzzo, da Tollo, in provincia di Chieti. Araldo Aveva un altro fratello, Romeo, più grande di lui e di mestiere calzolaio e 3 sorelle, Ottavia, Sigismonda ed Agata.
Prima di fare il fotografo come professione, Araldo Polidori svolgeva il lavoro di calzolaio, insieme al fratello Romeo. Solo nel 1950 inizia come collaboratore fotografico per il Messaggero di Roma. Araldo “opera a Porto Potenza Picena, ma anche a Montelupone e paesi limitrofi come Loro Piceno, Petriolo, Mogliano che raggiunge negli anni 50 e 60 in bicicletta, rimanendo fuori anche più giorni.” “La vita quotidiana portopotentina viene immortalata ininterrottamente fino a pochi anni dalla sua morte. Classica è la vespa con cui correva ad immortalare qualsiasi avvenimento, dal ciuchino con il bambino e il suo pallone, ai villeggianti in riva al mare.”
Il giorno 30 settembre 1945 a Fossombrone si sposa con la Signora Giuseppina Tinti e dal loro matrimonio nasceranno Claudia ed Albadea. Muore a Civitanova Marche il giorno 30 gennaio 2009. Nel 2011 le figlie Claudia ed Albadea donano alla fototeca comunale “Bruno Grandinetti” di Potenza Picena tutto il materiale fotografico del loro padre Araldo, formato da quasi 600.000 negativi, costituendo nel contesto della nostra fototeca il fondo “Araldo Polidori”.

Rocco Polidori padre di Araldo

Rocco Polidori

Dall’anno 2013, a luglio, a Porto Potenza Picena, organizzata dalla Fototeca Comunale e dalla locale Pro-Loco vengono esposte una serie di foto di Araldo Polidori, “uno sguardo al passato”, recuperate e restaurate da Enzo Romagnoli che riscuotono un grande successo di pubblico.
Le foto vengono esposte lungo la traversa Torresi nel centro di Porto Potenza Picena.

 

Notizie tratte dalla nota biografica della Fototeca Comunale “Bruno Grandinetti” di Potenza Picena.

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Consegna tesi di laurea

Il giorno 21 maggio 2016, prot. n. 9159 avevo offerto al nostro comune, per la sua Biblioteca Comunale “Carlo Cenerelli Campana” la copia della tesi di laurea su Bruno Mugellini revisore del Prof. Emiliano Giannetti di Spoltore (Pescara), attualmente docente presso il Conservatorio “Luisa D’Annunzio” di Pescara, che ha curato per conto dell’Istituto dell’Enciclopedia Treccani la voce “Bruno Mugellini”. Dopo quasi 5 mesi dall’offerta, il giorno martedì 11 ottobre 2016, l’Economo Comunale, Dott.ssa Simona Ciasca, mi ha comunicato la decisione del Comune di Potenza Picena di accettare il donativo “che arricchisce il patrimonio culturale della nostra Biblioteca Comunale “Carlo Cenerelli Campana” e ci consente di conoscere meglio uno dei nostri figli più illustri, il Prof. Bruno Mugellini, a cui, tra l’altro, la nostra città sta dedicando in questo mese di ottobre 2016 il primo Mugellini Festival.”
Il giorno giovedì 17 ottobre 2016 la tesi è stata consegnata nelle mani del nostro Sindaco Francesco Acquaroli. Ringrazio la Dott.ssa Simona Ciasca per il suo impegno a far accettare al nostro comune il donativo del Prof. Emiliano Giannetti, ma resto convinto che questo metodo portato avanti per l’accoglimento dei donativi alla nostra biblioteca comunale non è corretto, funzionale ed efficace. Serve solo a far arrabbiare quei cittadini volenterosi che vogliono il bene della nostra istituzione culturale.
Amministratori di Potenza Picena, di maggioranza e di opposizione, non continuate su questa strada, ascoltate i consigli di coloro che amano la nostra biblioteca comunale e nominate gli organismi di direzione di questa struttura, che poi dovranno decidere anche nel merito dei donativi, con celerità e competenza. Il Consiglio Comunale del 29/11/1975, delibera n° 141, aveva approvato un apposito regolamento per il funzionamento della nostra biblioteca, aggiornatelo ed applicatelo subito.

pdficon_large Regolamento-biblioteca-1975.pdf – Regolamento Biblioteca Comunale Potenza Picena del 27/11/1975.

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a cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri

Monache Benedettine

Le monache Benedettine di Potenza Picena

Nel 1980, in occasione del XV Centenario della nascita di San Benedetto (480 – 1980) è stato pubblicato un opuscolo contenente notizie molto interessanti riguardanti tutti i monasteri benedettini di Abruzzo, Marche ed Umbria.
All’interno di questo opuscolo, che raccoglie notizie di ben 52 Monasteri presenti nelle 3 regioni del Centro Italia, troviamo anche quelle riguardanti il Monastero di Potenza Picena.
Le monache benedettine sono presenti a Potenza Picena, l’antica Monte Santo, fin dall’anno 1280 secondo un catalogo generale benedettino.
La prima testimonianza certa e documentata è il testamento datato 1348 dove una signora santese, tale Gebelosa, lascia al Monastero delle benedettine di Monte Santo alcuni suoi beni terrieri. Questo documento si trova in pergamena presso l’Archivio Storico Comunale di Potenza Piceana.
Il complesso del Monastero di Santa Caterina d’Alessandria, oggi sede limitatamente alla parte della ex chiesa della Fototeca Comunale “Bruno Grandinetti” , è stato lasciato dalle monache solo nel 1881, quando un decreto governativo impose loro la concentrazione presso altro istituto.
Le monache lasciano Santa Caterina e si trasferiscono per qualche anno nel Monastero di San Tommaso delle locali Clarisse.

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Interno Chiesa di San Sisto – Monastero Benedettine di Santa Caterina in San Sisto a Potenza Picena – Foto Sergio Ceccotti.

Solo nel 1887 si offrirà loro la possibilità di acquistare il Palazzo Marefoschi, detto dei Massucci, nella omonima via, oggi intitolata al partigiano Mariano Cutini (l’attuale sede dell’ordine). Il giorno 22 maggio 1933 il Monastero è riuscito ad ottenere il riconoscimento giuridico del Re Vittorio Emanuele III. Le monache in questa nuova sede utilizzano per le loro funzioni religiose la Chiesa di San Sisto, che era di proprietà della Confraternita dell’Orazione e Morte, in Vico Dogali.
Oggi all’interno del Monastero si trovano 5 monache, ma nel passato ha ospitato una comunità molto più numerosa. Infatti controllando tutti i censimenti della popolazione fatti dal 1853 al 1951, conservati presso il nostro Archivio Storico Comunale, è emersa una realtà molto viva del Monastero di Santa Caterina delle Benedettine di Potenza Picena. Infatti nel 1853 risultavano 19 monache, nel 1861 n° 27, nel 1871 n° 21, nel 1881 n°14, nel 1921 n° 11, nel 1931 n° 17, nel 1936 n° 18 e nel 1951 n° 23.
L’ultima monaca che è entrata in Monastero ed ha vestito l’abito delle benedettine locali è stata Ilaria Antonini il 3/10/2012 (all’epoca di anni 26), prendendo il nome di Suor Maria Beatrice. Tra le tante monache che hanno vestito l’abito religioso abbiamo trovato anche la figlia di Carlo Cenerelli Campana, Francesca.
Il padre viene ricordato perché nel 1852 ha scritto la famosa storia di Monte Santo.
Nel 1987 lo studioso e religioso locale Mons. Giovanni Cotognini, ha avuto modo di poter consultare l’archivio del Monastero ed ha scritto il libro, “Il Monastero delle Benedettine di Potenza Picena”, l’unico che parla dettagliatamente della nostra istituzione religiosa e della sua storia.
Il Monastero delle Benedettine locali è molto legato alla comunità di Potenza Picena, di cui è stato sempre parte integrante. La comunità monastica è guidata oggi dalla Abbadessa Madre Maria Paola Bernardi e la sua vita interna si svolge serenamente ed armonicamente tra preghiere e lavoro, nell’impegno di fedeltà all’ideale monastico benedettino, che per oltre sette secoli si è mantenuto vivo.

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Coretto interno monastero Benedettine di Santa Caterina in San Sisto a Potenza Picena – Foto Sergio Ceccotti.

In particolare le monache di Potenza Picena vengono ricordate per il loro lavoro di ricamo e di rammendo e anche per i loro dolci che sapevano e sanno ancora preparare con antiche ricette. All’interno della Chiesa di San Sisto è esposto l’antico Crocifisso molto venerato del Sec. XVI, secondo il Dott. Mauro Mazziero, il quadro “Madonna col Bambino tra i santi Giovanni Battista e San Sisto” di autore ignoto, fine sec. XVII restaurato nel 2007 da Paola Carestia ed Eleonora Milani.
Nel contesto del Monastero si trova la pala raffigurante “Madonna in Gloria con i Santi Caterina, Benedetto e Scolastica”, Sec. XVII, autore ignoto.
Stupenda la poltrona conservata nel Monastero dove si è seduto il Pontefice Pio IX nel 1857 quando si è fermato al Porto di Monte Santo, insieme alla sua papalina.
L’articolo è arricchito da un bellissimo servizio fotografico di Sergio Ceccotti, con immagini scattate sia all’interno del Monastero che nella Chiesa di San Sisto. Ringraziamo Sergio per averci messo a disposizione in esclusiva questo suo lavoro artistico che documenta in maniera eccellente il nostro Monastero, facendoci conoscere meglio questo luogo di clausura.
Notizie tratte da:
“Il Monastero delle Benedettine di Potenza Picena” di Giovanni Cotognini, 1998, Forlì.
“Monte Santo itinerari storico – artistici del Comune di Potenza Picena” a cura di Duilio Corona, 1998, Pollenza.

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Quadro San Nicola da Tolentino intercede per le anime del Purgatorio. Foto di Sergio Ceccotti.

A cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri
Tra le opere d’arte presenti nel contesto dell’Auditorium “Ferdinando Scarfiotti”, nella ex chiesa di Sant’Agostino, dal 2007 troviamo la pala d’altare raffigurante “San Nicola da Tolentino intercede per le anime del Purgatorio” olio su tela inizi Sec. XVII, attribuito alla Scuola di Cristoforo Roncalli, detto il Pomarancio (Pomarance 1552 – Roma 1626).
L’opera in oggetto è stata restaurata nel 1972 a cura della Soprintendenza alle Gallerie delle Marche di Urbino, grazie all’interessamento iniziale del Sindaco di Potenza Picena, Avv. Silvano Mazzoni.
Nel 2003 il Comitato VII Centenario San Nicola da Tolentino ha richiesto l’opera di Potenza Picena per una mostra sul Santo.
Per quanto riguarda il Santo a cui è dedicata la pala, individuato in San Nicola da Tolentino, è chiaro a tutti che la sua raffigurazione non è sicuramente nello stile iconografico del Santo, sempre dipinto minuto, senza barba e mai a torso nudo. Secondo Filippo Bruti Liberati che ne parla nella sua Terza Lettera sopra Monte Santo, scritta nel 1840 in occasione del matrimonio del Conte Paolo Emilio Carradori e di Vittoria Perozzi, rappresentava in origine “San Girolamo semi-nudo al quale il Biancolini tolse dalla destra il sasso ed aggiunse nell’intero quadro molti accessori, affinché indicasse San Nicola di Tolentino”, Santo dell’ordine degli Agostiniani, nato a Sant’Angelo in Pontano nel 1245 e morto a Tolentino nel 1305. L’opera secondo il Bruti liberati è attribuibile al Pomarancio. Secondo Carlo Cenerelli Campana nella sua “Istoria dell’antica città di Potenza rediviva in Montesanto”, del 1852 l’autore doveva essere invece Carlo Maratta e raffigurava “San Nicola di Tolentino nell’atto di flagellarsi”.

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Particolari del quadro San Nicola da Tolentino intercede per le anime del Purgatorio. Foto di Sergio Ceccotti.

Anche secondo Norberto Mancini su “Visioni Potentine” del 1958 il quadro è opera del Maratta. L’intervento di Benedetto Biancolini, pittore che ha operato a Monte Santo anche se nativo di Ascoli Piceno, ha adattato la tela alle dimensioni dei nuovi altari laterali della Chiesa di Sant’Agostino, aggiungendo una lunetta in alto e facendo un’aggiunta in basso, portando le dimensioni complessive della tela a cm 340 x cm 180. Si può anche notare una firma “Pomarance” sulla sinistra, in basso, che non dovrebbe essere originale, ma aggiunta dal Biancolini.
Quando l’opera d’arte è stata sottoposta ad un accurato intervento di restauro a cura della Soprintendenza di Urbino e restituita il giorno 27/7/1972 al Sindaco di Potenza Picena Alberto Rosciani, viene definita “San Pietro che libera le anime del Purgatorio” del Pomarancio.
Nel 1998 secondo la Dott.ssa Claudia Caldari, Direttrice Storica dell’Arte della Soprintendenza di Urbino, l’autore della tela è Cristoforo Roncalli. Nel libro “San Nicola da Tolentino e le Marche, culto e arte” a cura di Roberto Tollo e Elena Bisacci, pubblicato nel 1999, risulta al suo interno anche la scheda riferita all’opera di Potenza Picena e la Dott.ssa Chiappini Di Sorio afferma che l’autore, a suo parere, potrebbe essere il fratello del Pomarancio, Donato Roncalli.

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Firma Pomarance sul quadro San Nicola da Tolentino intercede per le anime del Purgatorio. Foto di Sergio Ceccotti.

Anche secondo questa studiosa “inconsueta risulta sul piano iconografico la raffigurazione di San Nicola da Tolentino”. Secondo infine il Dott. Roberto Domenichini, nostro concittadino ed attualmente Direttore dell’Archivio di Stato di Pesaro, gli autori potrebbero essere degli allievi del Pomarancio, ed esattamente il recanatese Pietro Paolo Giacometti e l’umbro Giovanni Antonio Scaramuccia.
La storia della pala dedicata a San Nicola da Tolentino di Potenza Picena è molto bella ed affascinante e siamo convinti sia giusto che tutti la possono conoscere ed apprezzare.

Riferimenti bibliografici:
1. Terza Lettera sopra Monte Santo di Filippo Bruti Liberati, 1840, Ripatransone.
2. Istoria dell’antica città di Potenza rediviva in Montesanto di Carlo Cenerelli Campana, 1852, Ripatransone
3. Visioni Potentine di Norberto Mancini, 1958, Fermo.
4. San Nicola da Tolentino e le Marche, culto e arte a cura di Renato Tollo ed Elena Bisacci, 1999, Tolentino
5. Monte Santo, itinerari storico-artistici del Comune di Potenza Picena – curatore Duilio Corona, 1998, Pollenza.

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L’organo Giovanni Fedeli del 1757 e il quadro di Pietro Tedeschi – Foto Sergio Ceccotti.

Il 31 agosto del 2006 veniva presentato all’interno dei locali dell’Auditorium “Ferdinando Scarfiotti”, nella ex chiesa di Sant’Agostino, il restaurato organo da sala Giovanni Fedeli del 1757, recuperato dopo un lungo intervento effettuato dall’organaro Michel Formentelli.
Quel giorno hanno avuto l’onore di suonarlo per la prima volta il M° Mauro Ferrante, soprintendente incaricato di seguire per conto di Urbino gli organi antichi ed il Maestro Spagnolo F. Muñoz.
Il restaurato organo, costato la somma complessiva di Euro 53.217 + IVA, è stato finanziato in parte dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Macerata per un importo di € 25.000. Potenza Picena in questo modo ha recuperato un capolavoro dell’arte organaria marchigiana, uno dei pochi organi da sala positivo giunto fino a noi e lo metteva a disposizione della nostra comunità.
Il 14 aprile 2007 anche il critico d’arte Prof. Vittorio Sgarbi, in visita a Potenza Picena, non ha perso l’occasione di visionarlo complimentandosi con il nostro sindaco per il suo recupero funzionale. In previsione della sua inaugurazione ufficiale, avvenuta il giorno 8 dicembre del 2007, in occasione dei 250 anni dalla costruzione dello strumento, l’amministrazione Comunale guidata dal Sindaco Sergio Paolucci, ha voluto fare le cose in grande, pubblicando un libro sia sull’organo che sulla presenza dell’Ordine Agostiniano a Potenza Picena, curato da Renza Baiocco, con testi di Paolo Peretti, Marco Coppari e Mauro Ferrante, con allegato un cd musicale contenente n. 23 tracce eseguite il giorno 28/10/2007 anche con l’organo Giovanni Fedeli suonato da Mauro Ferrante e Luca Scandali.
Il giorno dell’inaugurazione hanno suonato l’organo i Maestri Mauro Ferrante e Luca Scandali. Sull’onda dell’entusiasmo iniziale il 2008 è stato l’anno in cui l’organo Fedeli della Chiesa di Sant’Agostino è stato maggiormente utilizzato in concerti. Infatti ha suonato il 19/01/2008, M° Mauro Ferrante, il 22/5/2008 con la rassegna sinfonie d’organo sempre il M° Mauro Ferrante, il 1/8/2008 il M° Camillo Valenti ed il giorno 27/12/2008 il M° Giovanni Maria Parrucci.
Nel 2009 il giorno 8 ottobre ha suonato nel contesto di Terra d’Organi con i Maestri Francis Chapelet e Frederic Dechamps, ed il giorno 18/12/2009 con il Concerto di Natale organizzato dagli Amici della Muscia di Potenza Picena ha suonato il M° Maurizio Maffezzoli.

Organo da sala Giovanni Fedeli del 1757. Foto Sergio Ceccotti.

L’organo Giovanni Fedeli del 1757 e il quadro di Pietro Tedeschi – Foto Sergio Ceccotti.

Nel mese di Gennaio 2011 inoltre il nostro organo ha avuto l’onore di una attenzione internazionale, essendo stato scelto per effettuare la registrazione integrale con strumenti originali d’epoca delle sei suonate da Chiesa per violino e basso continuo di Tommaso Albinoni (1671-1750) per conto della casa discografica olandese Brilliant Classics.
All’organo Fedeli il M° Luca Scandali.
Dopo tale utilizzo il quasi silenzio totale di uno strumento che ha necessità di essere suonato spesso per riuscire a mantenere la propria funzionalità. Diversamente alla prima occasione, la carenza si manifesterà e si renderà necessario un costoso intervento del tecnico Michel Formentelli.
Infatti durante l’ultimo concerto del M° Camillo Valenti del giorno 17/10/2014 si è manifestata questa carenza. In complessivi dieci anni dal suo restauro l’organo Fedeli di Potenza Picena è stato utilizzato per soli 9 concerti e due registrazioni. Un po’ poco.
Perché l’Amministrazione Comunale non prevede almeno un concerto all’anno da inserire nel contesto della stagione teatrale come aveva fatto nelle edizioni 2008 e 2008/2009? Oppure meglio perché non prevedere con le associazioni musicali locali (Amici della Musica, Corali S. Stefano e Sant’Anna, l’Accademia Musicale “Bruno Mugellini” e le due Pro-Loco) una stagione organistica, sull’esempio della città di Sant’Elpidio a Mare, programmando diversi concerti d’organo, utilizzando anche l’organo dei fratelli Bazzani del 1848 della Collegiata di Santo Stefano?

Filo News Gennaio 2011 n.3

L’organo Giovanni Fedeli del 1757 e il quadro di Pietro Tedeschi – Foto Sergio Ceccotti.

Abbiamo la fortuna di poter aver nel nostro comune due straordinari organo che sono stati magistralmente restaurati da Michel Formentelli e raramente li sentiamo suonare in concerti, un vero peccato. Il nostro Assessore alla Cultura, che è il Sindaco Francesco Acquaroli, e l’Assessore al turismo Paolo Scocco si ricordano che abbiamo anche l’organo Fedeli e che non basta solo vantarsene del suo recupero e della sua presenza, ma che bisogna anche farlo suonare?
Perché non vengono presi contatti con l’Accademia Organistica Elpidiense di Sant’Elpidio a Mare, con il suo presidente Giovanni Martinelli e con l’Associazione organi, arti, borghi di Camerino, per organizzare insieme qualche evento musicale? Dedichiamo nel mese di ottobre 2016 diverse iniziative, tra cui il Mugellini Festival, esibizioni delle Corali Santo Stefano e Sant’Anna e concerti degli Amici della Musica, ma a nessuno è venuto in mente di poter prevedere una concerto con lo straordinario organo da sala positivo di Giovanni Fedeli del 1757 oppure con il monumentale organo dei F.lli Bazzani 1848 della Collegiata di S. Stefano? Un vero peccato.

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