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Archive for novembre 2016

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Il giorno 14 aprile 2007 Potenza Picena ha avuto l’onore di una visita del Prof. Vittorio Sgarbi, famoso critico d’arte. Curatore della mostra “Simone De Magistris, un pittore visionario tra Lotto e El Greco” che si stava tenendo a Caldarola presso il Palazzo dei Cardinali Pallotta dal 4/4/2007 fino al 30/9/2007, il Prof. Vittorio Sgarbi ha voluto far visita alla nostra città, dove si trovano ben tre opere d’arte del pittore di Caldarola, autentici capolavori, ed una tavola di Bernardino Di Mariotto del 1506.
Una di queste opere si trova all’interno della Sala Giunta “Antonio Carestia” nel Palazzo Municipale, “Madonna con Bambino tra i Santi Rocco e Martino” del 1584, un’altra si trova all’interno della Chiesa di Sant’Antonio di Padova dei Frati Minori Riformati “Madonna di Loreto tra i Santi Giuseppe, Caterina d’Alessandria, Francesco d’Assisi e Sant’Antonio di Padova” del 1576 ed infine la famosa tavola dei Frati Cappuccini presso la Chiesa di S. Lorenzo “La Deposizione dalla Croce e i Santi Francesco d’Assisi e Lorenzo diacono” del 1576. Nei locali della Pinacoteca Comunale “Benedetto Biancolini” ha ammirato l’opera di Bernardino di Mariotto del 1506 “Madonna con Bambino tra i Santi Francesco d’Assisi, Antonio di Padova, Giovannino ed Angeli musicanti”.
Il Prof. Vittorio Sgarbi è stato accompagnato in questa sua visita alla opere di Simone De Magistris presenti nella nostra città dal Sindaco Sergio Paolucci e dalla Sig.ra Renza Baiocco dell’Ufficio Cultura del nostro Ente.
Ha fatto visita inoltre all’Auditorium Ferdinando Scarfiotti, nella ex chiesa di Sant’Agostino, dove ha potuto ammirare la struttura e lo splendido organo da sala Giovanni Fedeli del 1757, da poco restaurato, rimanendo favorevolmente entusiasta di questo recupero da parte dall’amministrazione comunale.
Nel contesto del nostro Teatro “Bruno Mugellini” ha potuto ammirare la struttura Ottocentesca e il suo sipario dedicato a Minerva restaurato ed inaugurato il giorno 18/11/2006. Nel foyer si è fatto fotografare insieme al nostro Sindaco Sergio Paolucci, al Dott. Domenico Pescetti, alla Dott.ssa Simona Ciasca e alla Sig.ra Renza Baiocco, componenti l’Ufficio Cultura del nostro Ente.
Al Caffé del Teatro il prof. Vittorio Sgarbi ha consumato un piacevole aperitivo con il banco ricco di prelibatezze eno-gastronomiche locali preparate dalla titolare Maria Carloni e da suo figlio Tony Giorgini.
sgarbi-a-potenza-picena-15-4-2007-43Per Potenza Picena è stato sicuramente un grande onore aver avuto la possibilità di ospitare un personaggio della levatura culturale ed artistica del Prof. Vittorio Sgarbi, che ha saputo valorizzare in questo modo le tre opere d’arte di Simone De Magistris presenti nel nostro territorio, la tavola di Bernadino Di Mariotto, l’Auditorium “F. Scarfiotti” ed il suo organo Fedeli, il Teatro Mugellini e il sipario dedicato a Minerva.
Ci si augura che possa di nuovo ritornare a Potenza Picena perché la sua presenza è sempre un grande evento da poter ricordare, magari per fargli ammirare la grande tela “Il Calvario”, inizi sec. XVIII di autore ignoto che è stata prelevata dal Monastero delle Clarisse di Potenza Picena e portata nei locali della nostra Pinacoteca il giorno 29 Settembre 2016. Il suo giudizio critico su quest’opera d’arte sarebbe sicuramente molto importante e qualificante.
Le foto che pubblichiamo in questo articolo, ci sono state messe gentilmente a disposizione da parte del giornalista Nico Coppari, che ringraziamo di cuore.

pdficon_large Filo News – Anno I° – Aprile 2007 n. 13

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A cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri

Il Calvario inizi Sec. XVII autore ignoto. Foto Sergio Ceccotti.Il Monastero delle Clarisse di Potenza Picena è stato chiuso nel mese di agosto del 2008 e le ultime monache presenti, 4 in tutto, si sono trasferite nel Monastero di San Giuseppe delle Sorelle Povere di Santa Chiara a Pollenza.
All’interno del Monastero di Potenza Picena, le cui origini risalgono al 1227, sono rimaste molte opere, in particolare nella cappellina, una tela molto significativa ma ridotta in pessime condizioni, il “Calvario” di autore ignoto, degli inizi del sec. XVIII.
Le sue dimensioni, centimetri 292×350, ed il tipo di tecnica pittorica, una tempera su tela, fanno supporre che quest’opera d’arte non sia stata mai collocata in un altare, in particolare in quello principale della Chiesa di San Tommaso Apostolo, bensì prevalentemente utilizzata come un fondale, sistemata in origine all’interno della Chiesa delle Clarisse, probabilmente nella parete del presbiterio, come accenna padre Giuseppe Santarelli nel suo libro del 1993 che parla del Monastero. Al Comune di Potenza Picena sono state donate della Clarisse molte opere, tra cui la suddetta tela, la quale il giorno 29 settembre 2016, al mattino, è stata trasferita dal Monastero delle Clarisse di via Marefoschi ai locali della Pinacoteca Comunale “Benedetto Biancolini” di Via Trento, ristrutturati di recente. Il trasferimento è stato autorizzato dalla Soprintendenza di Ancona ed effettuato dalla Ditta Archigeo di Fermo del Geom. Massimo Rugginelli Fanini e dell’Architetto Patrizia Rugginelli Fanini con i restauratori Linda Ricci e Paolo Sciapichetti.
Il Calvario part. inizi Sec. XVII autore ignoto. Foto Sergio Ceccotti.Questi ultimi hanno anche provveduto ad un’accurata pulizia della tela, togliendo in particolare la polvere che si era accumulata negli anni e fissando il nuovo telaio. L’intera operazione di trasporto, pulizia e sistemazione della tela è costata al nostro Comune la somma di Euro 700 + IVA. Le operazioni sono state coordinate dall’Economo Comunale.
Il Comune di Potenza Picena si è anche riproposto, in una fase successiva, di procedere al restauro della tela, visto il suo notevole valore artistico e religioso, anche se il costo dell’operazione sarà considerevole, tenuto conto delle dimensioni dell’opera d’arte e delle sue condizioni.
Nel passato la tela in oggetto non è sfuggita all’attenzione di padre Giuseppe Santarelli, esperto d’arte, che nel libro “Il Monastero delle Clarisse di Potenza Picena” del 1993 a pag. 64 cita questa opera definendola “il Calvario che raffigura Cristo in Croce, con i due ladroni sul patibolo a lati; sotto, a destra la Maddalena in ginocchio, stretta alla croce, la Madonna e San Giovanni (Evangelista, il discepolo prediletto dal Signore); a sinistra due soldati e sullo sfondo, altri (2) personaggi (uno di questi potrebbe anche essere il committente dell’opera e si nota anche la raffigurazione di una città che dovrebbe essere Gerusalemme).
La tela secondo l’inventario del 1728, citato nel libro, fu eseguita su commissione di suor Giovanna Evangelista Nobili di Corridonia, Abbadessa (del Monastero) nel 1728 e costò 30 scudi. Il Cristo denuncia noti modelli reneschi” (Guido Reni, Calvenzano (BO), 4/11/1575, Bologna 18/8/1642).
Il Calvario part. inizi Sec. XVII autore ignoto. Foto Sergio Ceccotti.Questa tela nel 1811, insieme ad altre otto presenti nelle chiese locali, cioè quella di Sant’Antonio di Padova dei Frati Minori, di San Tommaso Apostolo del Monastero delle Clarisse, di San Pietro, e di San Lorenzo dei Frati Cappuccini, secondo quanto scrive il Dott. Mauro Mancini nella sua tesi di Laurea del 1972 “Monte Santo e la sua Amministrazione sotto il Regno Italico (1808-1815) dai documenti dell’Archivio Storico del Comune”, doveva essere portata via dalla nostra città e collocata presso le collezioni della pubblica istruzione statali. La scelta era stata fatta da Antonio Boccolari, professore presso l’Accademia di Modena. Fortunatamente quanto previsto dal Prof. Boccolari non si è realizzato e le nove tele non sono state portate fuori da Monte Santo. Ci si augura che il proposito dell’Amministrazione Comunale di procedere al restauro di questa grande tela divenga realtà e che possiamo in un prossimo futuro vedere quest’opera nella sua originaria bellezza. Ringraziamo il nostro Sindaco Francesco Acquaroli per aver voluto fortemente valorizzare questa importante tela, come ringraziamo le Clarisse di Pollenza che hanno donato al nostro Comune questa bellissima opera d’arte.

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L'Inizio della fine della Società Ceramica AdriaticaSorta nel 1923 con il nome di “STABILIMENTO MATTONELLE ANTONELLI-TEBALDI”, ebbe un inizio di attività molto difficile, che richiese ingenti capitali per far fronte alle perdite che si verificavano con disarmante regolarità. Ci furono vari tentativi di dare una soluzione definitiva alle frequenti difficoltà economiche, ma, nonostante tutto, nel 1941 venne decisa la chiusura dello stabilimento, che fu posto in liquidazione, vendendo i macchinari che vi si trovavano. Sembrava il malinconico tramonto di una azienda importante e delle speranze di occupazione per tanta gente, ma non fu così. L’anno successivo, infatti, un gruppo di imprenditori tosco-liguri, dimostrando coraggio e fiducia nel futuro, presero lo stabilimento dell’ I.R.I., con l’intenzione di evitarne lo smantellamento e di farlo tornare operativo, nonostante le pessime condizioni in cui si trovava. Il lodevole intendo, però, trovò sul suo cammino le difficoltà relative alla seconda guerra mondiale, che videro la fabbrica requisita prima dall’Aeronautica Militare Italiana, poi dalle forze repubblichine, successivamente dalle forze alleate ed infine dai soldati polacchi, che lo restituirono alla fine del 1946. Le profonde ferite del terribile conflitto mondiale non scoraggiarono quel gruppo di industriali tosco-liguri di cui si è detto sopra; con grande impegno, sia professionale che finanziario, essi ricostruirono lo stabilimento, che riprese a funzionare nell’agosto 1947. Da allora e per molti anni la Società Ceramica Adriatica ha conosciuto un costante sviluppo industriale che l’ha portata ad essere una delle migliori d’Europa nel suo campo produttivo e che ha dato lavoro a parecchie centinaia di persone. Tale successo imprenditoriale ha visto come maggiore protagonista il Comm. EUGENIO QUAGLIA, presidente ed amministratore della S.C.A.: uomo di grandi doti: di illuminata imprenditoria e di sensibilità umana. Oltre che per i suoi successi industriali, seppe distinguersi per iniziative di carattere sociale, tra le quali la realizzazione di un asilo nido e di un doposcuola a Porto Potenza Picena, una colonia montana a Penna San Giovanni, il tutto per accogliere ed assistere i figli dei dipendenti della sua azienda. Nel 1958 ad EUGENIO QUAGLIA il Presidente della Repubblica conferì il titolo di Cavaliere al Merito del Lavoro, onorificenza meritata con una professionalità davvero notevole. La posizione di prestigio della S.C.A. nel campo nazionale ed internazionale durò per altro tempo, poi venne progressivamente perduta per l’affermarsi di aziende concorrenti. Nella storia locale, però, l’attività di questo stabilimento ha lasciato un’impronta indelebile e ad esso il ricordo della popolazione corre ancora con sincera gratitudine.
Queste foto, risalenti al 2010, purtroppo, per tanti porto potentini, sono il boccone amaro dell’abbandono. Ora lo spazio della S.C.A. ……… alla nuova Eco-Città.

Notizie Storiche tratte dal libro “Visioni Potentine” di Norberto Mancini del 1958.
Le foto sono state esposte nell’ambito della “Notte Magica della Fotografia®” organizzata a Potenza Picena nei giorni 3 e 4 settembre 2016 da Enzo Romagnoli, nel contesto dei locali della Biblioteca Comunale “Carlo Cenerelli Campana” di Via Trento.

BRUNO BELARDINELLI

foto-di-brunoBruno Belardinelli vive a Potenza Picena, e fin da giovane ha coltivato la passione per la fotografia, collaborando con le varie realtà potentine del momento e continuando, oggi, come attivo collaboratore del Fotoclub Potenza Picena di cui è stato anche uno dei membri fondatori.

L’amore per la fotografia lo ha portato ad applicare i vari processi manuali di sviluppo del rullino, di stampa del negativo e poi di ripresa fotografica. Attualmente, nel mondo digitale, contribuisce con la sua passione a far crescere il movimento fotografico locale.

Dedicato al pubblico, questo è il suo secondo lavoro, dopo la mostra fotografica “VIETNAM TODAY” del settembre 2012.

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_dsc0064-2Siamo arrivati alla quarta edizione del premio di poesia “Giovanni Pastocchi” di-versi, quest’anno il tema scelto era “sapori ed emozioni di terre settembrine”.
Il premio è inserito nel contesto della 56a edizione del Festa del Grappolo d’oro di Potenza Picena. La giuria, presieduta dalla Dott.ssa Cesarina Giustozzi di Macerata e composta dalla Prof.ssa Mariagrazia Lettina e dal Prof. Cesare Angeletti, ha vagliato la bellezza di ben 192 poesie giunte da tutta italia.
È stata una scelta molto difficile, ma alla fine la giuria ha deciso i primi 3 della classifica. Il primo premio è andato al Sig. Vanes Ferlini di Imola (BO) con la poesia “Il sangue del drago”, secondo posto alla Sig.ra Ornella Sala di Monza (Monza-Brianza) con al poesia “Cade l’estate”, terzo posto alla Sig.ra Cinzia Manetti di Siena con la poesia “Danza d’amore”.
Inoltre sono state segnalate altre poesie tra cui quella di Antonio De Rosa di Morano Calabro (CS), Paola Mara De Mastri di Cosio Valtellino (SO), Nicola Cordioli di Valeggio sul Mincio (VR), Giorgia Loi di Gonnesa (CI), Norberto Mazzucchelli di Saronno (VA), Maria Oggioni di Lecco ed Emanuela Agresti di Potenza Picena.

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Il vincitore Vanes Ferlini

La cerimonia di premiazione dei vincitori del quarto concorso si è svolta il giorno domenica 18 settembre 2016, alle ore 17,30, nel bellissimo contesto del Teatro “Bruno Mugellini”, gremito per l’occasione da un folto pubblico. La serata è stata presentata da Fabio Marano, con la presenza di Serenella Marano che ha letto diverse poesie del concorso.
Durante la serata è stato anche presentato il libro di Graziella Carassi “Maddalena profuga per sempre”, presente l’autrice che è stata intervistata da Fabio Marano. Presenti inoltre l’Assessore al Turismo del Comune di Potenza Picena Paolo Scocco, il Presidente della Pro-Loco organizzatrice dell’evento Giuseppe Castagna, la Sig.ra Laura Carota della Biblioteca Comunale “Carlo Cenerelli Campana” e due componenti la giuria Mariagrazia Lettina e Cesare Angeletti.
Assente giustificata la Dott.ssa Cesarina Giustozzi.
Presente infine Riccardo Pastocchi, nipote del poeta Giovanni Pastocchi, impossibilitato quest’ultimo a partecipare, che ha letto in conclusione alcune poesie tra le più significative del libro dello zio Giovanni “Colori e Sorrisi”.
Durante la serata gli alunni delle classi quinta A e B della Scuola Primaria di Potenza Picena “G. Leopardi”, guidati dalle insegnanti Paola e Mirna Bernabiti, Alessandra Grandinetti, Michela Parigi ed Elisabetta Melatini, hanno messo in scena una divertente rappresentazione dialettale agreste, che ripercorre le tradizioni gastronomiche legate all’uva, al vino e alla festa del Grappolo d’Oro che ha molto divertito il pubblico presente.
I vincitori del concorso sono stati omaggiati dai dirigenti della Pro-Loco con il libro sui 50 anni del Grappolo d’Oro, un rimborso spese ed una litografia dell’artista Ferdinando Piras. Bellissimo dono anche la formella in ceramica raffigurante la porta Galiziano, opera dell’artista locale Andrea Pierella. L’artista Mauro Mazziero inoltre ha impreziosito con i suoi lavori artistici la pubblicazione che raccoglie le poesie che hanno vinto il concorso o che sono state segnalate.

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Riccardo Pastocchi

Una bellissima serata quella offerta al teatro “Bruno Mugellini” che fa onore al grande lavoro della Pro-Loco di Potenza Picena guidata dal Presidente Giuseppe Castagna e complimenti alla giuria del Premio “Giovanni Pastocchi” per il notevole impegno nell’esaminare le poesie che sono giunte. Un grande successo nazionale. Le foto che pubblichiamo insieme all’articolo ci sono state messe gentilmente a disposizione da parte di Elisa Cartuccia di Potenza Picena, che ringraziamo di cuore. Sono veramente molto belle ed emozionanti.

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a cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri

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Sant’Emidio

Una delle opere d’arte più significative e rappresentate, è sicuramente il “Sant’Emidio che protegge Monte Santo”, olio su tela cm 177×113 del 1770 di Benedetto Biancolini. Il pittore Benedetto Biancolini, nato ad Ascoli Piceno nel 1717 e morto a Monte Santo il 23 Maggio 1797, è autore tra l’altro del quadro di San Girio nella omonima chiesa realizzato nel 1791 su incarico del nostro comune e degli affreschi del presbiterio della Cappella dei Contadini, sotto alla Collegiata di Santo Stefano.
Intervenne inoltre sia sul quadro dell’altare maggiore della Chiesa di San Tommaso nel Monastero delle Clarisse, “l’Incredulità di San Tommaso” del Sec. XVII, attribuito a Francesco Caccianiga, che nel contesto della Chiesa di Sant’Agostino sull’opera “San Nicola da Tolentino intercede per le anime del Purgatorio”, inizi sec. XVII, scuola di Cristoforo Roncalli, detto il Pomarancio.
Il Biancolini ha dipinto anche nella Villa Bonaccorsi ed ha tenuto a Monte Santo una fiorente scuola di pittura.
Il 14 Maggio 1999, con delibera di Giunta Comunale n. 306, il Comune di Potenza Picena ha intitolato a Benedetto Biancolini la propria Pinacoteca Comunale di Via Trento, che era stata inaugurata il giorno 27/9/1980. Il quadro di Sant’Emidio era stato commissionato al pittore Benedetto Biancolini dalla nostra comunità dopo che il terremoto del 1770 non aveva arrecato gravi danni sia alle cose che alle persone. Nella scritta in latino della lapide posta sulla destra del quadro si legge “terra tremuit et con tutore nostro quievit MDCCLXX B.B.P.P.” (la terra ha tremato ma grazie all’intervento del nostro protettore (Sant’Emidio) si è calmata 1770, Benedetto Biancolini pictor pinxit).
Inoltre in segno di ringraziamento Sant’Emidio verrà considerato comprotettore della nostra città. Sant’Emidio, patrono di Ascoli Piceno, protettore contro i terremoti, veglia dal 1770 sulla comunità di Monte Santo, proteggendola dagli eventi sismici, fino ad oggi con buoni risultati.

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Particolare con Monte Santo

La raffigurazione di Monte Santo di fine Settecento che troviamo in questo quadro, sorretta da un putto, è molto importante e realistica. Troviamo in questa raffigurazione la torre della piazza principale con la cuspide, struttura alta all’epoca mt. 46,90, successivamente abbattuta da un fulmine il giorno 11 gennaio 1886, che l’ha ridotta di metri 12,40, portandola agli attuali metri 34,50. La pieve di Santo Stefano, demolita nel 1796, viene raffigurata nella piazza principale e troviamo anche la chiesa di San Francesco da poco iniziata a costruire (nel 1766) ma non conclusa (è stata terminata nel 1778). Si nota in primo piano l’imponente cinta muraria rifatta nel 1567 a difesa dal pericolo dei Turchi, con due grandi bastioni e porta Girola con dietro la Chiesa di San Paolo. Il Palazzo Comunale mostra sopra una torretta, che verrà eliminata nella seconda metà dell’Ottocento; si notano inoltre la Chiesa di Sant’Antonio Abate ed il Collegio dei Gesuiti. Indubbiamente il tutto rappresenta uno spaccato santese di fine Settecento del centro storico molto originale.
Il quadro, dopo essere stato ospitato all’interno del Palazzo Comunale, è stato portato nel contesto della chiesetta del cimitero del Capoluogo, dove è rimasto fino al 1980, quando è stato collocato nei locali della Pinacoteca Comunale.

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la terra ha tremato ma grazie all’intervento del nostro protettore (Sant’Emidio) si è calmata 1770, Benedetto Biancolini pictor pinxit

Dal giorno 18/1/2006 è stato di nuovo sistemato nel contesto della sala giunta “Antonio Carestia” nel Palazzo Municipale. La tela, ridotta in pessime condizioni, è stata sottoposta nel 1998 ad un accurato intervento di restauro da parte di Gianfranco Pasquali di Macerata per una spesa complessiva di Lire 3.827.040 (iva compresa). Questo quadro aveva una particolare cornice curva che solo nel 2006 è stata sottoposta ad un intervento di restauro per renderla lineare ed il lavoro è stato eseguito da Orietta Olivetti di Ostra Vetere.
Durante la mostra fotografica di Bruno Grandinetti “Ignoti sulla bocca di tutti”, seconda edizione, che si è tenuta nei locali recuperati di San Francesco dal giorno 9 al 31 agosto 1997, tra i visitatori sono stati raccolti la bellezza di Lire 2.000.000 da destinarsi al restauro del Sant’Emidio.
Questo quadro deve quindi considerarsi a tutti gli effetti l’opera a cui tutti i santesi si sentono maggiormente legati ed affezionati.

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Bruno Grandinetti - Fototeca Comunale "B. Grandinetti"Proseguendo l’attività della Fototeca, il giorno 25 giugno 2016 alle ore 18,00 è stata inaugurata la quarta edizione della mostra fotografica “Come eravamo”, quest’anno incentrata sull’anno 1955. Sono state esposte nel contesto dei suggestivi locali della Sala “Umberto Boccabianca” di Via Trento n. 53 foto scansionate da Caterina Grandinetti, figlia di Bruno, e restaurate da Enzo Romagnoli.
La mostra è proseguita fino al giorno 10 luglio 2016. È stata inaugurata alla presenza del Presidente del Consiglio Comunale Mirco Braconi, di Enzo Romagnoli, delle Sig.re Bruna Simonetti e Caterina Grandinetti, moglie e figlia di Bruno Grandinetti.
Ancora una volta dall’immenso archivio di Bruno Grandinetti sono usciti 53 capolavori fotografici che documentano un’epoca di Potenza Picena, i suoi personaggi, i costumi della nostra comunità. Nelle foto tornano di nuovo, come l’anno scorso, personaggi come Alberto Rosciani, futuro imprenditore nel campo dell’abbigliamento femminile che nel 1962, insieme al socio Gino Cameranesi e successivamente con la moglie Giuseppina “Juska” Fioranelli, riuscirà a far nascere una delle più importanti realtà produttive nel campo dell’abbigliamento, la Rogin Fashion.
Troviamo inoltre in una foto molto bella e significativa dei ragazzi che suonano insieme delle piccole fisarmoniche, modello “Pinocchio” della ditta locale “La Fisarmonica” di Egisto Bontempi. Tra di loro l’attuale presidente della Banda Cittadina di Potenza Picena Mario Romagnoli.
005_1955_giugno_foglio_10La ditta “La Fisarmonica” aveva iniziato la sua attività a Potenza Picena nel 1937, proveniente da Castelfidardo e nel corso degli anni si è molto sviluppata, arrivando con il figlio di Egisto, l’Ing. Paolo Bontempi, a diventare il leader mondiale nel settore degli strumenti musicali giocattolo.
Proviamo di nuovo in questa mostra, come la precedente, le foto di Mario e Roberto Carlocchia, oltre quella della piccola Antonella Mazzarella in braccio alla mamma Sig.ra Giovannella Maggini Mazzarella.
Mario con il fratello Roberto poi con la moglie Antonella fonderanno la Ditta MAP, leader nel campo pubblicitario a livello nazionale. In un’altra foto troviamo insieme i fratelli Borroni, Antonio, Giuseppe e Mario, oltre alla Sig.ra Lina Sabbatini, moglie di Antonio. Questi tre personaggi porteranno avanti diverse attività economiche nella nostra città come il forno, il supermercato, lo snack-bar, l’albergo centrale, un ristorante.
Per quanto riguarda il forno, avviato dal capostipite Ulderico Borroni, questa attività prosegue con grande successo portata avanti oggi dai nipoti di Antonio, Matteo, Andrea ed Eva Borroni, e nel 2019 festeggeranno i 100 anni.
In questa mostra spicca la foto di un giovane Mario Zucchini al mare, dove fa bella figura con il suo fisico statuario. Mario è stato un grande campione di calcio ed ha giocato in serie B con l’Anconitana. Finalmente in questa mostra troviamo delle foto dove è anche presente uno degli artefici di questa iniziativa, Enzo Romagnoli.
036_1955_maggio_foglio_4Molti ragazzi che troviamo in alcune delle foto esposte, negli anni successivi emigreranno in massa come muratori e non solo a Parigi, come Luigi e Gerardo Rinaldelli, Valeriano Simonacci, Benito Giri, Giavanni Patacconi, Giri Santino, Antonio Giannini e Pietro Giannini, tanto per fare alcuni nomi. Alcuni di loro ritorneranno a Potenza Picena.
Anche tre matrimoni delle famiglie di Potenza Picena fanno bella figura in questa mostra, quello di Luigi Scataglini e Maria Cutini, di Luigi Riccobelli e Amelia Pepa ed Isidori Giuseppe con Ruffini Ida. Grazie all’impegno di Caterina Grandinetti e di Enzo Romagnoli ancora una volta i cittadini di Potenza Picena hanno avuto la possibilità di poter ammirare questi 53 capolavori fotografici di Bruno Grandinetti e la partecipazione di oltre 200 persone ne è stata la testimonianza del successo dell’iniziativa, che ci si augura possa continuare in futuro con altri importanti recuperi.

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