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Archive for febbraio 2017

1_dsc9849Una delle opere d’arte di Potenza Picena più belle e significative è sicuramente il trittico di Paolo Bontulli da Percanestro del 1507, Madonna con Bambino tra i santi Giacomo Maggiore e Rocco, cm 195×212, tempera su tavola.

L’opera dal giorno 18 Giugno del 2014 si trova presso i locali della Fototeca Comunale Bruno Grandinetti, nella ex chiesa di Santa Caterina d’Alessandria.

La proprietà di questa tavola è della Parrocchia dei Santi Stefano e Giacomo ed il nostro Comune si è offerto di ospitarla nella propria struttura, assicurandola per una somma di Euro 250.000.

In precedenza il trittico era stato asportato dalla chiesa di San Giacomo Maggiore e dopo un accurato restauro da parte di Isidoro Bacchiocca di Urbino, collocato nel contesto dei locali della Galleria Nazionale delle Marche ad Urbino dal giorno 22 dicembre del 2013 fino al giorno 6 aprile 2014. Il trittico era stato prelevato dalla Chiesa il giorno 22 novembre 2013, in quanto la struttura non poteva più garantire l’incolumità dell’opera d’arte per il crollo della volta centrale in camorcanna.

Il pittore Paolo Bontulli da Percanestro è vissuto tra la fine del Quattrocento e gli inizi del Cinquecento ed era nato a Percanestro, anticamente borgo facente parte di Camerino, oggi rientrante invece nel territorio di Serravalle di Chienti.

Lo stile del pittore si richiama alla scuola di Carlo e Vittorio Crivelli. Di questo pittore poco conosciuto, di cui la maggiore opera è quella di Potenza Picena, nell’anno accademico 1974-1975 la studentessa Rosina Gentili ha effettuato un accurato studio, lavoro che si è concretizzato con una tesi di laurea presso l’Università degli Studi di Macerata, Facoltà di Lettere e Filosofia, relatore il Prof. Franco Barbieri, dal Titolo Paolo Bontulli da Percanestro (la copia della Tesi è disponibile presso la Biblioteca Comunale Carlo Cenerelli Campana di via Trento).

s.giacomo-internoLa chiesa di San Giacomo Maggiore, Parrocchia dal 20/10/1774, che ospitava il trittico si trova nel quartiere popolare di Galiziano e le sue origini risalgono alla seconda metà del Trecento. Al suo interno operava la Confraternita del Corpus Domini o di San Giacomo, le cui origini risalgono al Quattrocento (il più antico documento che parla di questa Confraternita è del 1430).

La tavola in oggetto dovrebbe essere stata commissionata da aderenti di questa Confraternita, che vengono indicati in basso sulla tavola ed il motivo dovrebbe essere stato una grave epidemia di peste, probabilmente quella che ha colpito la nostra comunità nel 1503-1504. La presenza di San Rocco, protettore contro la peste, insieme a San Giacomo Maggiore, titolare della Chiesa, potrebbe giustificare questa commissione dell’opera d’arte al pittore di Percanestro. Colpisce la presenza nell’opera di molta frutta, mele, pere, ciliege ed agrumi. Il trittico, oggi mancante in alto della lunetta e lateralmente delle due originali colonnine, ha mantenuto dopo cinque secoli la predella, dove ci sono qundici comparti.

Vengono rappresentati tutti e dodici gli Apostoli, al centro c’è il Redentore Benedicente ed ai lati l’Arcangelo Gabriele a sinistra e la Vergine Annunciata a destra. Per quanto riguarda la data di esecuzione dell’opera, non ci sono più dubbi che debba essere l’anno 1507, ma in passato molti hanno ipotizzato altre date, come 1505, 1502 o addirittura 1506, in quanto l’ultimo numero dell’anno della tavola era di difficile lettura.

Di quest’opera ne parla ampiamente e con molti dettagli il Marchese Filippo Bruti Liberati in due delle sue lettere sopra Monte Santo, sia nella III che nella IV, pubblicate rispettivamente nel 1840 e nel 1841. Anche lo storico Carlo Cenerelli Campana nella sua storia di Monte Santo del 1852 riprende quanto scritto in precedenza da Bruti Liberati e ne parla alle pagine 131 e 132.

don Gustavo Spalvieri

don Gustavo Spalvieri

Il trittico è stato sottoposto ad un accurato restauro nel 1955, grazie all’interessamento del parroco di San Giacomo, don Gustavo Spalvieri. Il restauro è stato effettuato a Firenze, con il lavoro eseguito da Giuseppe Rosi e riconsegnato alla nostra comunità il giorno 3 aprile del 1956. Il risultato di tale intervento è stato veramente straordinario ed il trittico è ritornato all’antico splendore. Oggi l’opera d’arte è ben conservata e valorizzata all’interno della Fototeca, ma l’augurio sincero è che prima possibile possa ritornare nel contesto della Chiesa di San Giacomo Maggiore a Galiziano, chiusa da diversi anni, perché significherebbe che la struttura finalmente è stata restaurata e riconsegnata alla popolazione di Potenza Picena, che ne sente la mancanza.

 

Notizie tratte da Un’opera salvata Madonna con Bambino e Santi di Paolo Bontulli a Potenza Picena a cura di Gabriele Barucca, Urbino, 2013.

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a cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri

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quadro di San Girio

Potenza Picena nell’Ottocento ha annoverato due importanti personalità che si sono occupate della sua storia antica, dei suoi monumenti e delle sue opere d’arte, oltre che dei suoi personaggi più importanti. Il primo è stato il marchese Filippo Bruti Liberati di Ripatransone, nato a Roma il 13/4/1791 e morto il 3/11/1867, sposato con una nostra concittadina, la contessa Ippolita Compagnoni Marefoschi e viene ricordato per aver scritto dal 1839 al 1858 n. 14 Lettere sopra Monte Santo.

Il secondo è stato Carlo Cenerelli Campana, nostro concittadino nato a Monte Santo il 14/7/1773 e morto il 18/6/1859, che viene ricordato per la sua storia di Monte Santo del 1852.

Noi ci siamo ampiamente occupati di questi due eminenti personaggi legati alla storia della nostra città, ma abbiamo sempre trascurato un terzo uomo illustre che prima di loro si era interessato della storia di Monte Santo nel Settecento. Si tratta di un religioso, p. Antonio Maria Costantini, al secolo Antonio Costantino, frate cappuccino che viene ricordato in particolare a Monte Santo perché è stato il postulatore della causa sopra il Culto immemorabile di San Girio, comprotettore della nostra città insieme a Santo Stefano Protomartire e a Santa Maria Maddalena, di cui ne parla Alessandro Marinucci nel suo libro pubblicato nel 1766 Della vita, culto e miracoli di San Girio Confessore Specialissimo Protettore di Monte Santo nel Piceno, santo originario della Francia, della città di Lunello. Questo frate cappuccino, nato a Monte Santo il giorno 19/1/1693 da Giuseppe, battezzato presso la Pieve di Santo Stefano, entrato secondo Norberto Mancini nell’ordine nel 1710 nel Convento di Camerino è morto ad Offida il giorno 26/2/1767, cioè 250 anni fa.

Oltre all’incarico di postulatore della causa di San Girio, ebbe l’incarico anche di postulare la causa di Beatificazione del Venerabile Bernardo d’Offida. Ebbe inoltre un incarico speciale: la compilazione degli Annali della Provincia dei Cappuccini Piceni. Ebbe una particolare predisposizione per lo studio della storia di Monte Santo, avendo la possibilità e capacità di poter consultare la documentazione del nostro Archivio Storico Comunale, degli altri archivi religiosi locali e di quello Episcopale di Fermo.

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Simone de Magistris, 1585-1588, sposalizio mistico di Santa Caterina d’Alessandria e i Santi Nicola da Tolentino e Antonio di Padova.

Per questo diede alle stampe diverse pubblicazioni, tra cui la più citata, ma mai ritrovata, Raccolta di documenti antichi estratti diligentemente dall’Archivio Storico Comunale di Montesanto e dall’Episcopale di Fermo, tipografia Domenico Poggiarelli, Ronciglione, 1742.

In molti hanno cercato questo scritto di p. Antonio Maria Costantini, ad esempio il Conte Monaldo Leopardi, padre del grande poeta Giacomo, il Marchese Filippo Bruti Liberati e R. De Amicis, ma inutilmente, tanto da arrivare alla conclusione che non sia mai esistito, nonostante che la tipografia Poggiarelli a Ronciglione abbia operato per diversi anni.

L’altra pubblicazione per cui viene ricordato è stata Memorie della Nobile Terra di Montesanto, manoscritto apocrifo esistente presso la Biblioteca Civile di Fermo (copia di questo interessante lavoro oggi si trova anche presso il nostro Archivio Storico Comunale, grazie all’interessamento del Dott. Roberto Domenichini). Oltre che di Monte Santo, il Costantini si è anche occupato della storia di Pausula, l’attuale Corridonia, scrivendo il testo Dissertazione sopra il sito ed altre antichità di Pausula celebre città nel Piceno, ma ora distrutta, manoscritto che esisteva presso la libreria dei Marchesi Raffaelli di Cingoli. Nella stessa libreria si trovava anche il seguente manoscritto: Catagolus documentorum, Iurium Privilegiorium ad historicam narrationem hominum et Terrae Montis Sancti Dioecesis Firmanae in Piceno spectantum ex variis locis publicis collectus.

Si interessò, secondo p. Callisto Urbanelli, anche alla ricerca delle acque del sottosuolo di Loreto e del prosciugamento delle paludi Pontine. Il Costantini viene ricordato inoltre come pittore e restauratore: è documentato un suo intervento di restauro nel 1742 sulla tavola di Simone De Magistris del 1576 la Deposizione dalla Croce e i Santi Francesco d’Assisi e Lorenzo Diacono presso la Chiesa di San Lorenzo dei Frati Cappuccini di Monte Santo.

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“La Deposizione” di Simone De Magistris del 1876

È intervenuto anche nel 1754 su un’altra tela di Simone de Magistris del 1585-1588 che si trovava a Tolentino, oggi conservata presso il Museo della Basilica di San Nicola da Tolentino, Sposalizio Mistico di Santa Caterina d’Alessandria e i Santi Nicola da Tolentino e Antonio di Padova. È intervenuto, secondo p. Floriano Grimaldi, nell’operazione di restauro degli affreschi del Pomarancio nella Basilica della Santa Casa di Loreto.

Indubbiamente p. Antonio Maria Costantini è stato un religioso di Monte Santo che ha saputo lasciare un segno molto importante per quanto riguarda la storia della nostra città ed il culto di San Girio, oltre che essere stato un bravo restauratore dell’epoca. Comunque deve essere annoverato di diritto tra gli storici di Potenza Picena, il primo del Settecento della nostra città.

Notizie tratte da Potentini Illustri di Norberto Mancini, Recanati, 1950, Industria Tipografica Pupilli.

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Atto di Battesimo di Antonio Maria Costantini del 19-1-1693. Archivio Storico Parrocchia Santi Stefano e Giacomo.

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Reinaldo Carestia Foto Franco Carestia.Il legame di Potenza Picena con l’Argentina è molto forte. La nostra città ha dato tantissimi suoi figli emigrati in particolare in quella nazione dell’America del Sud.
La nostra emigrazione è iniziata nella seconda metà dell’Ottocento fino agli anni Cinquanta del Novecento. La presenza a Potenza Picena in Largo Leopardi della copia della Piramide de Plaza de Mayo, simbolo dell’indipendenza Argentina, dal giorno 16 Luglio 1967 è la testimonianza del forte legame della nostra città con l’Argentina.

Oggi vivono in Argentina tantissimi discendenti dei nostri emigrati. Risultano infatti ufficialmente iscritti all’AIRE (Albo Italiani Residenti all’Estero) n. 2416 persone in tutto il mondo (dati relativi al 13/2/2017) e di questi ben 1813 risiedono in Argentina, pari al 75% del totale. Tra di loro ci sono tutti i discendenti di Clito, Salvatore Carestia, emigrato in Argentina nel 1926, che svolgeva a Potenza Picena il mestiere di facocchio, cioè era costruttore di birocci. Era nato nella nostra città il giorno 2/4/1904 in piazza Principe di Napoli, l’attuale piazza Giacomo Matteotti, da Antonio e Anna Moretti, secondo di 6 figli, tra cui Igino, Rinaldo, Maria, Fernanda e Luigi.

senza-titolo-1È vissuto a San Juan e si è sposato il giorno 24/07/1931 con la Sig.ra Maria Vincenza Moretti, anche lei figlia di emigrati provenienti da Potenza Picena, ed è morto il giorno 2/11/1990.

Uno dei suoi figli, ne ha avuti quattro, Reinaldo nato il giorno 23/4/1932, sposato con Garcia Ana il 23/4/1969, è stato un famoso astronomo che ha lavorato presso l’Osservatorio Astronomico Felix Aguilar di El Leoncito ed è morto il giorno 23/8/1993.

Nel 1977 gli addetti di questo Osservatorio Astronomico avevano scoperto un nuovo asteroide, chiamato all’epoca 1977cc, e dopo la morte di Reinaldo Carestia hanno voluto chiamarlo nel 1994 Carestia in suo onore.

Anche il museo che si trova all’interno dell’Osservatorio porta il nome di Reinaldo Carestia.

Il giorno giovedì 19 gennaio 2017 è venuta a Potenza Picena per la prima volta la figlia di Reinaldo, Nirva Ana, professoressa universitaria sposata con Palacio Reinaldo, la più grande dei 4 figli, insieme a suo figlio Santiago. È stata ospite di Franco Carestia, cugino del padre Reinaldo ed ha fatto visita a tutti i suoi parenti di Potenza Picena, tra cui Beniamino Carestia ed ha voluto conoscere la nostra città.

senza-titolo-6Venerdì 20 gennaio 2017, in mattinata, è stata ricevuta in Comune dal nostro Sindaco Francesco Acquaroli. Un altro figlio, Francisco, si trova attualmente in Italia e gioca a basket con la Società Virtus di Ruvo di Puglia (BA) che milita in serie C.

Gli altri due suoi figli sono Maria Fernanda e Reinaldo Nicolas.

Reinaldo Carestia, astronomo, si va ad aggiungere ai tanti famosi personaggi nati in Argentina da discendenti che provenivano da Potenza Picena, come la tennista internazionale Gabriela Sabatini, i calciatori Mauro German Camoranesi e Ignacio Martin Scocco, i pittori Giuseppe Domenichini e Luis Dottori, tanto per fare alcuni nomi. Di alcuni di essi il nostro blog si è occupato ampiamente.

Ringrazio Nirva Ana Carestia, Franco Carestia, Beniamino e Luca Carestia per la loro collaborazione.

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UN ASTEROIDE LLEVA EL NOMBRE “CARESTIA” EN RECUERDO DE REINALDO CARESTIA, ASTRÓNOMO EN ARGENTINA, HIJO DE CLITO DE POTENZA PICENA.

Reinaldo Carestia Foto Franco Carestia.El vínculo de Potenza Picena con Argentina es muy fuerte. Nuestra ciudad ha dado muchísimos de sus hijos que emigraron en particular a esa nación de América del Sur.

La emigración fue iniciada en la segunda mitad del ochocientos hasta los años Cincuenta del Novecientos. La presencia en Potenza Picena, en Largo Leopardi, de la copia de la Pirámide de Mayo, símbolo de la independencia Argentina, desde el día 16 de julio de 1967, es el testimonio de la fuerte unión de nuestra ciudad con Argentina.

Hoy viven en Argentina tantísimos descendientes de nuestro emigrados. En efecto, resultan en la realidad inscriptos en AIRE (Albo Italiano Residenti all’Estero) 2416 personas en todo el mundo ( datos al 13/02/2017) de los cuales 1813 residen en Argentina (75% del total). Entre estos estan todos los descendientes de Clito, Salvador Carestia, emigrado a la Argentina en 1926, que desempeñaba en Potenza Picena la profesión de facocchio, es decir, constructor de carruajes agrícolos. Era nacido en nuestra ciudad el dia 02/04/1904 en Plaza Príncipe de Nápoli, hoy Plaza Matteotti, hijo de Antonio y de Anna Moretti, fue el segundo de sus hermanos llamados Igino, Rinaldo, María, Fernanda y Luigi.

senza-titolo-1En Argentina vivió en la Provincia de San Juan y se casó el día 24 de julio de 1931, con la señora María Vincenza Moretti, también hija de emigrantes provenientes de Potenza Picena. Murió el día 2 de noviembre del año 1990.

Uno de sus cuatro hijos, Reinaldo, nacido el 23/04/1932, casado con García Ana 23 de abril 1960, fue un famoso astrónomo que trabajó en el Observatorio Astronómico Felix Aguilar de Leoncito. Murió el 23 de agosto de 1993.

En el año1977 los adeptos de este Observatorio Astronómico, descubrieron un nuevo asteroide llamado en esa época “1977 cc” y, despues de la muerte de Reinaldo Carestía, en 1994, lo rebautizaron “Carestia” en su honor. También el museo que se encuentra en el interior del Observatorio, lleva el nombre de Reinaldo Carestia.

El dia jueves 19 de enero del 2017 vino a Potenza Picena por primera vez, junto a su hijo Santiago, la hija de Reinaldo, Nirva Ana, la más grande de cuatro hijos, profesora universitaria casada con Palacio Reinaldo.. Fue ospedada por Franco Carestía, primo del padre Reinaldo. Visitó a todos sus parientes de Potenza Picena, entre ellos Beniamino Carestía; ha sido su deseo conocer toda nuestra ciudad.

senza-titolo-6En la mañana del viernes 20 de enero de 2017 fue recibida en la Comuna por nuestro Sindaco Francesco Acquaroli. Tiene tres hijos: Maria Fernanda, Reinaldo Nicolas y Francisco, este se encuentra en Italia y es integrante de un equipo de Basket en la Sociedad Virtus di Rugo di Puglia (BA) que milita en serie C.

Reinaldo Carestía, Astrónomo, se suma a famosos personajes nacidos en Argentina, descendientes de aquellos que provinieron de Potenza Picena, como la tenista profesional Gabriela Sabatini y los futbolistas Mario Germán Camoranesi e Ignacio Martín Scocco; los pintores Giuseppe Dominichini y Luis Dottori, entre otros nombres. De algunos de estos personajes nuestro blog se ha ocupado en su oportunidad.

Agradecemos a Nirva Ana Carestia, Franco Carestia, Beniamino y Luca Carestia, por vuestra colaboración.

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de-magistris-frati-minoria cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri

La città di Monte Santo durante il Regno Italico (1808-1815) era stata inserita nel contesto del Dipartimento del Musone, Distretto di Loreto dove Podestà era il Sig. Gasparini.

Durante questo periodo storico l’Italia era sotto il controllo dell’Imperatore Napoleone Bonaparte e molte istituzioni religiose furono soppresse, come conventi e monasteri e molte chiese furono chiuse. Le opere d’arte più importanti che si trovavano all’interno di queste chiese e monasteri furono scelte per essere portate via da Monte Santo e collocate nel contesto di pubbliche strutture statali.

Nel caso di Monte Santo la responsabilità di tale scelta fu affidata ad Antonio Boccolari, professore dell’Accademia di Modena.

Il Prof. Boccolari, dopo aver visitato le chiese e i Monasteri di Monte Santo, il giorno 8/7/1811 comunicò al Podestà della nostra città Gasparini l’elenco delle opere d’arte che dovevano essere portate via.

Su ogni tela scelta era stato posto il sigillo in ceralacca rosso con la scritta A.B.G.S. (le prime due lettere stanno per Antonio Boccolari).

Oggi a distanza di oltre due secoli, molte di queste tele scelte nel 1811 dal Boccolari conservano ancora il sigillo dell’epoca. Nello specifico il Boccolari aveva indicato le seguenti opere d’arte:

    1. presso la Chiesa di Sant’Antonio di Padova dei Frati Minori Riformati:
      • quadro olio su tela di Simone De Magistris del 1576 Madonna di Loreto tra i Santi Giuseppe, Caterina d’Alessandria, Francesco d’Assisi e Antonio di Padova
      • quadro olio su tela di Jacopo Negretti detto Palma il Giovane del 1595 La Crocifissione
    2. presso la Chiesa di San Pietro in Via Marefoschi (oggi la chiesa non è più presente):
      • quadro olio su tela attribuito da Mauro Barberini a Giandomenico Cerrini detto Il Cavalier Perugino seconda metà Sec. XVII Madonna col Bambino tra i santi Anna e Giuseppe. Oggi la tela è presente all’interno della Chiesa di Sant’Anna a Porto Potenza Picena.
    3. Presso la Chiesa di S. Lorenzo dei Frati Cappuccini:
      • tempera su tavola di Simone De Magistris del 1576 Deposizione dalla Croce tra i Santi Francesco d’Assisi e Lorenzo Diacono.
    4. Presso la Chiesa di San Tommaso Apostolo delle Clarisse:
      • quadro olio su tela L’incredulità di San Tommaso Apostolo Sec. XVII attribuito a Francesco Caccianiga
      • quadro olio su tela raffigurante Annunciazione sec. XVII-XVIII di autore ignoto
      • quadro olio su tela raffigurante l’Immacolata e i Santi Gioacchino, Anna, Francesco d’Assisi e Caterina d’Alessandria sec. XVII-XVIII di autore ignoto
    5. All’interno del Monastero delle Clarisse di Via Marefoschi:
      • quadro olio su tela raffigurante Annunciazione di autore ignoto
      • grande tempera su tela raffigurante Il Calvario inizi Sec. XVIII di autore ignoto.

Queste nove tele per nostra fortuna non furono mai portate via da Monte Santo in quanto, pur importanti, non furono giudicate dei capolavori degni di poter essere ospitati nel contesto di Gallerie Nazionali.

Si tenga conto che opere come quelle del De Magistris e di Palma il Giovane non dovevano all’epoca trovarsi in ottime condizioni di conservazione, inoltre di nessuna delle nove opere d’arte scelte dal Boccolari si indicava l’autore. Oggi le tele si trovano ancora, nella maggior parte dei casi, nel contesto delle nostre chiese.

Dott. Mauro Mancini (1926 - 1996). Foto prop. Famiglia Mancini Giustozzi.La tesi di laurea del Dott. Mauro Mancini di Potenza Picena del 1978 Montesanto e la sua Amministrazione sotto il Regno Italico (1808-1815) dai documenti dell’Archivio Storico del Comune, relatore il Prof. Dante Cecchi di Macerata, ci consente di poter conoscere questa vicenda dei nove quadri che dovevano essere portati via da Monte Santo nel 1811. La copia della tesi si trova depositata presso la nostra Biblioteca Comunale Carlo Cenerelli Campana di Via Trento dove chiunque sia interessato ha la possibilità di consultarla.

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bruno_mugelliniLeggendo attentamente la tesi della Dott.ssa Claudia Ottaviano di Ragusa su Bruno Mugellini e l’innovazione della didattica pianistica italiana, sono venuto a conoscenza che ci sono 8 volumi del metodo di esercizi tecnici per pianoforte.

Questi otto volumi del metodo che ha rivoluzionato la tecnica pianistica italiana e mondiale, sono stati stampati nel 1911 in Germania dalla casa editrice Carisch e Jänichen di Milano.

L’anno dopo, il giorno 15 gennaio 1912, il maestro Bruno Mugellini è morto prematuramente a Bologna all’età di soli 41 anni.

Presso la nostra Biblioteca Comunale Carlo Cenerelli Campana di via Trento abbiamo diversi volumi delle opere di revisione di Bruno Mugellini, ma nessuno degli otto volumi del metodo di esercizi tecnici per pianoforte che ha reso famoso Bruno Mugellini in tutto il mondo.

Consultando eBay sotto la voce Bruno Mugellini ci siamo resi conto che erano in vendita i primi cinque volumi della serie, uno addirittura originale del 1911, gli altri quattro erano ristampe del 1946, 1965, 1977 e 1979.

La spesa complessiva dei 5 volumi era di € 40 + spese di spedizione (si tenga conto che si trattava di 3 spedizioni distinte provenienti dalle provincie di Mantova, Pescara e Como).

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Cosnegna tesi Dott.ssa Claudia Ottaviano, da sx la Simona Ciasca, Francesco Acquaroli e Paolo Onofri. Foto Michele Emili.

Abbiamo immediatamente segnalato per iscritto al nostro Comune questa possibilità, sicuri di trovare interesse verso questo materiale librario considerato come il testamento pianistico di Bruno Mugellini. Nonostante il valore sia bibliografico che culturale del materiale, non abbiamo avuto alcun accenno di interesse da parte del nostro Ente.

A questo punto, per evitare di perdere l’occasione di poter portare a Potenza Picena questo materiale molto importante, abbiamo provveduto noi ad acquistarli come privati cittadini che amano la loro città ed anche Bruno Mugellini.

Nel giro di pochi giorni i 5 volumi sono arrivati e la nostra città è riuscita ad avere per il momento queste opere di Bruno Mugellini. Ci si augura che in futuro si possa completare la serie con l’acquisto degli altri 3 volumi mancanti cioè i numeri 6, 7 ed 8.

La città di Potenza Picena dove Bruno Mugellini è nato il giorno 24 dicembre del 1871, dove il Teatro porta dal 1933 il suo nome, dove una via del nostro centro storico è a lui dedicata, dove c’è stato nel 2012 un Convegno Nazionale in occasione del centenario della sua morte, dove nel 2016 si è svolto il primo Mugellini Festival, dove il nostro Ente ha acquistato da Mauro Mazziero un busto in ceramica di Bruno Mugellini, opera dell’artista di Recanati Michela Nibaldi, pagandolo la somma di € 2.500, ora non ha dimostrato interesse e sensibilità ad acquistare 5 volumi del metodo di esercizi tecnici per pianoforte di Bruno Mugellini per una spesa complessiva di € 40 + spese di spedizione.

Piano degli otto volumi del Metodo di esercizi tecnici di Bruno Mugellini

Piano degli otto volumi del Metodo di esercizi tecnici di Bruno Mugellini

In questo caso il nostro Ente non ha fatto di certo una bella figura nei confronti di un personaggio come il M° Bruno Mugellini. Comunque la comunità di Potenza Picena potrà vantare di possedere nella propria Biblioteca Comunale della presenza oggi dei primi cinque volumi del metodo di Bruno Mugellini. Tutto questo grazie all’interesse e alla sensibilità di privati cittadini.

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a cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri

S. Girio

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Il pittore Benedetto Biancolini ha lavorato a Potenza Picena, l’antica Monte Santo, anche se nato ad Ascoli Piceno trecento anni fa, nel 1717, da Francesco, ed è venuto nella nostra città chiamato dalla famiglia Bonaccorsi per degli affreschi da eseguirsi presso la loro villa di Montecanepino nel 1750. Dopo questo importante lavoro per i Bonaccorsi, Benedetto Biancolini è rimasto per sempre a Monte Santo, dove ha anche aperto una florida Scuola di Pittura che ha avuto tra i suoi migliori allievi Giovanni Sari, di Monteprandone e Bernardino Costanzoni.

Nella nostra città si è sposato con Maria Maddalena Vannelli di Monte Santo nella Chiesa di Sant’Antonio Abate il giorno 22 Dicembre 1754 e sono nati numerosi figli, maschi e femmine. E’ morto nella nostra città il giorno 23 maggio del 1797 ad 80 anni ed è stato sepolto nella Chiesa di Sant’Antonio di Padova dei Frati Minori.

E’ l’autore del quadro Sant’Emidio che protegge Monte Santo del 1770, eseguito a ricordo del sisma verificatosi nella nostra città in quell’anno e noto soprattutto perché vi compare il celebre scorcio del paese sostenuto dal putto, così com’era all’epoca. La tela, restaurata, si trova oggi all’interno della Sala Giunta Antonio Carestia nel Palazzo Municipale, ma in origine era collocata all’interno della Chiesetta del nostro Cimitero del Capoluogo.

Affrescò anche il presbiterio dell’Oratorio dei Contadini sotto la Collegiata di S. Stefano e ritoccò il quadro dell’altare maggiore della Chiesa di S. Tommaso delle Clarisse L’incredulità di San Tommaso Apostolo, attribuito a Francesco Caccianiga, che già dipinto nel secolo precedente, nel 1780 dovette essere adattato alle dimensioni del nuovo altare, con l’aggiunta di una lunetta.

Nella chiesa di S. Tommaso, nello stesso periodo secondo p. Giuseppe Santarelli il Biancolini dovrebbe essere intervenuto anche sugli altri due quadri degli altari laterali, lAnnunciazione e l’Immacolata e i Santi Gioacchino, Anna, Francesco e Chiara d’Assisi, tutti e due di autore ignoto.

img_0350Nel 1791, incaricato dal Comune di Monte Santo, eseguì il quadro di San Girio, compatrono della nostra città, per la Chiesa omonima. In questo quadro compaiono le figure del Santo, della Vergine col Bambino ed anche una bellissima veduta settecentesca di Monte Santo, in cui si intravedono, tra l’altro, la vecchia facciata del Palazzo Comunale con il loggiato superiore, oggi chiuso, e la Porta Girola (Porta Marina).

Intervenne, secondo Filippo Bruti Liberati e Carlo Cenerelli Campana, anche sul quadro attribuito alla scuola del Pomarancio sec. XVII, San Nicola da Tolentino intercede per le anime del Purgatorio presente all’interno della Chiesa di Sant’Agostino, oggi Auditorium Ferdinando Scarfiotti.

Quanto alle opere eseguite fuori dal nostro comune si ha notizia di un quadro a Città della Pieve (PG) ed un altro nella Chiesa di Sant’Agostino a Civitanova Alta raffigurante alcuni santi ed un putto disposto attorno ad una preesistente immagine della Vergine.

Fu interpellato, inoltre, nel 1753 da Antonio Maria Costantini, padre cappuccino studioso di varie discipline, anch’egli nostro illustre conterraneo, per esprimere un parere circa il modo di procedere al restauro degli affreschi del Pomarancio nella sacrestia della Basilica della Santa Casa di Loreto. Presso la Basilica eseguì comunque il restauro di una cappella.

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Sant’Emidio che protegge Monte Santo di Benedetto Biancolini – 1770 – olio su tela. Foto Sergio Ceccotti.

Il giorno 14 maggio 1999, con delibera di Giunta Comunale n. 306, il Sindaco Mario Morgoni ha intitolato a Benedetto Biancolini la Pinacoteca Comunale di via Trento, struttura che era stata inaugurata il giorno 27 settembre del 1980. La Pinacoteca, successivamente chiusa, è stata sottoposta a lavori di restauro ed inaugurata di nuovo il giorno 9 ottobre 2016 dal Sindaco Francesco Acquaroli.

Comunque Benedetto Biancolini, pur nativo di Ascoli Piceno, ha lasciato a Potenza Picena le sue più importanti testimonianze artistiche, molto significative per la nostra città ed è giusto ricordarlo a distanza di trecento anni dalla sua nascita.

Notizie tratte da:

  • Documenti relativi al giardino Buonaccorsi di Potenza Picena a cura di Lolita Ciuffoni e Floriana Menichelli, 1992.
  • Archivio Storico Parrocchia Santi Stefano e Giacomo di Potenza Picena
  • Libri degli atti Consiliari presso l’Archivio Storico Comunale di Potenza Picena
  • Norberto Mancini, Potentini Illustri, Recanati, 1950.
  • Anna Rosa Curi Monelli, Nanni Monelli, G. Santarelli, Le Clarisse a Potenza Picena, Ancona, 1993.
  • F. Grimaldi, Pittori e committenze a Loreto tra ‘500 e ‘600, Ancona, 1988.
  • Istoria dell’antica cittò di Potenza rediviva in Monte Santo, di Carlo Cenerelli Campana, Ripatransone, 1852.
  • Terza lettera sopra Monte Santo, di Filippo Bruti Liberati, 1840.

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