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Archive for gennaio 2018

Piramide de Mayo a Potenza Picena

Piramide de Mayo

Dopo un 2016 straordinario, quando è stato raggiunto e superato l’obiettivo delle 100.000 pagine consultate, il 2017 stranamente ci vede arretrare di 23.152 pagine, raggiungendo solo le 80.357, compreso il risultato del sito isantesi.it.

Nonostante siano aumentati notevolmente i visitatori, passati nel 2017 a 17.656, rispetto ai 15.522 del 2016, con un incremento di 2.134 unità, pari al 13.75% in più, nonostante siano stati inseriti nell’arco dell’anno 2017 ben 82 articoli, rispetto ai 76 del 2016, nonostante il forte incremento delle foto e dei documenti inseriti in quest’anno anomalo 2017 pari a 819 rispetto ai 915 del 2016, abbiamo dovuto assistere a questa riduzione delle pagine consultate dai nostri affezionati lettori, sparsi sia in Italia ed in tutto il mondo.

Non conosciamo il motivo di tale arretramento e speriamo che nel 2018 si possa ritornare sui risultati del 2016. Noi ce la mettiamo tutta, come al solito. Di questa anomala situazione non ne facciamo di certo un dramma, tenendo anche conto che ci stiamo avvicinando al traguardo ambizioso dei 10 anni di attività del nostro blog. Infatti abbiamo iniziato questa straordinaria avventura con Rodolfo Cingolani il giorno 15 Maggio del 2008.

Il bilancio definitivo di questo anno particolare è il seguente:

  • Pagine consultate 80.367, portando il totale complessivo, compreso il sito isantesi.it, a 643.285.
  • Articoli inseriti nell’anno 2017, 92, portando il totale a 612.
  • Foto e documenti inseriti nell’anno 2017, 819, portando il totale complessivo a 5.719.
  • video inseriti nel 2017, 1, portando il totale complessivo a 64.
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L’Assunta tra i Santi Tommaso Apostolo e Chiara d’Assisi. Foto di Sergio Ceccotti.

In questo anno ci sono state collaborazioni con Emilio Zamboni, Gianfranco Morgoni, Luca Carestia e Simona Ciasca.

In particolare con la dott.ssa Simona Ciasca il suo contributo sta diventando fondamentale in molti articoli che stiamo scrivendo insieme. Per quanto riguarda le traduzioni possiamo sempre contare sulle collaborazioni di Emilio Zambani per lo spagnolo, di George Dernowski per l’inglese, mentre per il francese possiamo sempre contare sia sulla prof.ssa Sandra Moroncinì che su Loretta Lazzarini.

Per le fotografie fondamentale è il contributo quantitativo e qualitativo di Sergio Ceccotti. Ogni suo servizio è un’operazione artistica che ci riserva sempre delle positive sorprese.

Insostituibile il contributo per la gestione del blog del Web master Rodolfo Cingolani, la vera anima del nostro lavoro.

don andreaIn questo anno abbiamo portato avanti l’ambizioso progetto di far conoscere a tutti la storia secolare delle nostre Parrocchie. Abbiamo già parlato delle Parrocchie di Santo Stefano, Sant’Anna, San Giacomo Maggiore e di quella di Montecanepino, manca all’appello solo quella di San Girio. In questo caso ritardiamo per la mancata consegna dei nomi dei parroci di questa antica Parrocchia che è stata istituita nel lontano 28 Novembre del 1739. Speriamo che prima possibile don Aldo Marinozzi, parroco di San Girio, ci possa consegnare l’elenco completo di tutti i parroci. Abbiamo continuato a far conoscere meglio le nostre opere d’arte del territorio, operazione che era già iniziata nel 2016, e che proseguirà anche quest’anno.

Abbiamo dato grande risalto ai festeggiamenti dei 50 anni dell’inaugurazione della Piramide de Mayo di Largo Leopardi, monumento simbolo della indipendenza argentina e testimonianza della nostra emigrazione in quella lontana terra del Sud-America, inaugurato il giorno 16 Luglio del 1967. Abbiamo anche organizzato una bella mostra presso i locali della Sala “Umberto Boccabianca” di Via Trento.

p. Michele Ardò

p. Michele Ardò

I nostri articoli continuano ad essere pubblicati sulla rivista trimestrale “Lo Specchio” Magazine di Porto Recanati, diretta da Lino Palanca, riscuotendo sempre molto interesse. Il nostro blog continua ad essere segnalato sia dal sito del Comune di Potenza Picena che da quello del ilcittadinodirecanati.it.

Un appello ai nostri lettori. Continuate a seguirci ed a sostenerci.

Il nostro operato è stato e sempre sarà al servizio del bene della nostra comunità.

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Sipario dedicato a Minerva del Teatro Mugellini. Foto Sergio Ceccotti.

Sipario dedicato a Minerva del Teatro Mugellini. Foto Sergio Ceccotti.

Il sipario ottocentesco dedicato a Minerva del nostro Teatro “Bruno Mugellini” che era stato danneggiato, verrà restaurato. Il danno riscontrato il giorno 16 Agosto 2017 non era molto grave, ma bisognava intervenire subito per evitare danni maggiori.
L’economo comunale, dott.ssa Simona Ciasca, responsabile del nostro patrimonio storico ed artistico, si è subito attivata per poter avere un preventivo per il restauro del sipario.
Il giorno 20 Settembre 2017 è venuta a Potenza Picena la restauratrice Linda Ricci, per conto della ditta Archigea di Massimo Rugginelli Fanini di Fermo per visionare il sipario danneggiato e successivamente è arrivato il preventivo per il lavoro necessario.
La spesa complessiva per l’intervento è di Euro 366,000 Iva compresa. I coniugi Giorgio Ballesi e Margherita Mazzoni di Macerata, contattati dalla Dott.ssa Simona Ciasca, hanno dimostrato la loro disponibilità a finanziare l’intervento.
Già nel 2015 le figlie dei coniugi Ballesi e Mazzoni, Chiara, Francesca ed Elisabetta, avevano finanziato il restauro dello stemma comunale in pietra arenaria del Palazzetto del Podestà, che si era spezzato in due parti.

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Da sx il Sindaco Francesco Acquaroli e Margherita Mazzoni. Inaugurazione restaurato stemma Comunale in Pietra Arenaria del Sec. XIV del giorno sabato 14 Novembre 2015. Foto Sergio Ceccotti.

Il restauro dello stemma, costato la somma di Euro 320,00, è stato effettuato con ottimi risultati da Paola Carestia di Potenza Picena ed oggi lo possiamo ammirare in tutta la sua bellezza all’interno della Sala Giunta “Antonio Carestia” nel Palazzo Municipale.
Il progetto di restauro del sipario in data 7 Novembre 2017 è stato inviato alla Soprintendenza di Ancona per l’approvazione, che è arrivata puntuale il giorno 28 Novembre 2017. Il procedimento verrà seguito dal dott. Pierluigi Moriconi ed il restauro verrà effettuato nei prossimi giorni.
In questo modo il nostro meraviglioso sipario potrà ritornare come quando è stato inaugurato il giorno 18 Novembre del 2006.
Un sentito ringraziamento la nostra comunità deve rivolgere ai coniugi Ballesi e Mazzoni di Macerata per questo loro ennesimo atto d’amore verso la nostra città.
Grazie anche alla dott.ssa Simona Ciasca per il suo impegno a far restaurare il nostro sipario.

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di Emilio Zamboni
image2Fin dalla più tenera età suonava la chitarra seguendo le orme del padre e dei fratelli. Più tardi prese lezioni private da un maestro e, successivamente, si iscrisse al Conservatorio Nazionale di Musica ed Arte Scenica “Carlos Lopez Bouchardo” di Buenos Aires.
Fece parte di diversi complessi di musica tradizionale, molto in voga all’epoca. All’età di vent’anni iniziò la sua carriera come solista, suonando in alcune emittenti radio della Capitale Federale, di Azul, provincia di Buenos Aires e nei Centri Culturali di tutto il Paese. Nel 1960 lo chiamò il virtuoso di armonica Hugo Diaz e con lui, dopo aver inciso a Buenos Aires un disco long playing per la TK, intraprese una lunga tournée attraverso il continente europeo. Terminato il giro, decise di fermarsi in Europa, precisamente a Madrid, in Spagna, dove fissò la sua residenza dall’anno 1963 fino al 2015.
In tutto questo periodo ebbe l’opportunità di svolgere un’intensa attività artistica, ottenendo premi sia come interprete che come compositore. Una delle sue opere fu incisa da Eduardo Falù. Inoltre realizzò arrangiamenti orchestrali per Luis Eduardo Aute, Alberto Cortez, Mari Trini, Patxi Andión, Maya, Adolfo Cedrán, Pablo Guerrero e molti altri ancora.
Come solista incise vari dischi LP e Compact Disc, con notevole successo. Diffuse la nostra musica, specialmente il tango, in Germania, Belgio, Olanda e in tutta la Spagna, comprese le isole Baleari e le Canarie.
Compì anche varie tournée, accompagnando con la sua chitarra artisti internazionali di grande livello, come Sarita Montiel, Luis Aguilé, Carlos Acuña e Mari Carmen Mulet.
Nel 1990 fu insignito del premio “Gardel d’Oro”, conferitogli dal Centro Culturale Argentino del Tango di Buenos Aires e inoltre, condusse un programma alla Radio Nazionale di Spagna intitolato “La Noche que me Quieras”.

image5DISCOGRAFÍA DI CARLOS MONTERO

  • *De la Huella – 1971
  • *De las Raices – 1973
  • *Tangos a mi Manera – 1973
  • *De allá lejos y este Tiempo – 1976
  • *Y Sigo con los Tangos – 1987
  • *Con el Tango en el Bolsillo – 1989
  • *Perfil de Tango – 1990
  • *Tangos a mi Manera II – 1990
  • *Naturalmente, tangos – 2001
  • *Tangos para Recordar – Canarias
  • *Tangolatría – 2008
  • *Tango a Modo Mio – 2016
  • *Lo Mejor de Carlos Montero
  • *Grandes Exitos-Varios
  • *Antología del Tango

In tutto Montero ha inciso novantatre tanghi. Inoltre, realizzò altre incisioni personali, come ad esempio: “16 sonetos cantados”.

Nel 2015 lo abbiamo potuto ascoltare presso l’Associazione “Amici della Musica Arturo e Flavio Clementoni” di Potenza Picena, dove si è esibito con la sua nuova modalità di canto ed accompagnamento. In quell’occasione ci promise di tornare nel 2016, ma il destino non lo ha consentito.

Riportiamo alcune note pubblicate in Spagna il giorno della sua morte, 4 maggio del 2016.

“In virtù di una lunga e importante carriera professionale ed artistica, Carlos Montero è considerato uno dei migliori musicisti (chitarrista-arrangiatore) contemporanei”.

“La critica riconosce la sua voce coinvolgente e profonda, con un repertorio che rappresenta un vero tesoro”.

“Carlos Fernando Luchini, critico musicale, e una delle massime autorità mondiali nel campo della musica popolare, ha detto: “Grandioso cantante” “Meraviglioso amico” “Non mi stanco di ripeterlo” “ Non è giusto che muoiano persone così buone, generose, oneste e tanto creative”.

“Manuel Gonzalez Ortega, direttore di Mestisay così si esprime: “Oggi è morto, a Madrid, Carlos Montero. Ci lascia la sua musica e il ricordo della sua umana generosità”. “Buon viaggio Carlos”.

Traduzione a cura di Gianfranco Morgoni

pdficon_large montero carlos – Programma di sala del concerto “Tango a modo mio” del 3/10/2015 per Amici della Musica di Potenza Picena

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Recordando CARLOS MONTERO

por Emilio Zamboni

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Carlos Montero con la sua chitarra a 8 corde

Desde temprana edad ejecutó la guitarra siguiendo los pasos de su padre y hermanos. Más tarde cursó estudios con un profesor particular y luego, se recibió en el Conservatorio Nacional de Música y Arte Escénico “Carlos Lopez Bouchardo” de Buenos Aires.
Integró diversos conjuntos folklóricos, muy de moda en la época. A los veinte años comenzó su carrera como solista, actuando en emisoras de la Capital Federal, de Azul, Provincia de Buenos Aires y en Centros Culturales de todo el país. En el año 1960 lo convocó el virtuoso de la armónica Hugo Diaz y con él, luego de grabar en Buenos Aires un disco de larga duración, T K, realizaron una extensa gira por el continente europeo. Finalizado el ciclo decidió quedarse en Europa, concretamente en Madrid, España, donde residió desde el año 1963 hasta el 2016.
Tuvo la oportunidad de desarrollar sus ccondiciones artísticas en ese medio, obteniendo premios como intérprete y compositor. Una de sus obras fue grabada por Eduardo Falù. Además realizó arreglos orquestales para Luis Eduardo Aute, Alberto Cortez, Mari Trini, Patxi Andión, Maya, Adolfo Cedrán, Pablo Guerrero y muchos otros.
Como solista grabó varios discos L.P y Compact Disc, con notable éxito. Difundió nuestra música, especialmente el tango, en Alemania, Bélgica, Holanda y toda España, incluyendo Islas Baleares y Canarias.
También realizó giras artísticas, acompañando con su guitarra a figuras internacionales como Sarita Montiel, Luis Aguilé, Carlos Acuña y Mari Carmen Mulet.
En 1990 fue galardonado con el premio “Gardel de Oro”, otorgado por el Centro Cultural Argentino de Tango de Buenos Aires y además, condujo un programa en la Radio Nacional de España titulado “La Noche que me Quieras”.

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Ritratto di Montero. Opera dell’artista Spagnolo Luis Eduardo Aute – 1973

DISCOGRAFÍA DE CARLOS MONTERO

  • *De la Huella – 1971
  • *De las Raices – 1973
  • *Tangos a mi Manera – 1973
  • *De allá lejos y este Tiempo – 1976
  • *Y Sigo con los Tangos – 1987
  • *Con el Tango en el Bolsillo – 1989
  • *Perfil de Tango – 1990
  • *Tangos a mi Manera II – 1990
  • *Naturalmente, tangos – 2001
  • *Tangos para Recordar – Canarias
  • *Tangolatría – 2008
  • *Tango a Modo Mio – 2016
  • *Lo Mejor de Carlos Montero
  • *Grandes Exitos-Varios
  • *Antología del Tango

El total de tangos grabados por Montero suman noventa y tres. Además, realizó otras grabaciones personales como por ejemplo: 16 sonetos cantados.

En el año 2015 pudimos apreciarlo en la “Associazione Amici Della Musica Arturo e Flavio Clementoni” de Potenza Picena, con su nueva modalidad de canto y acompañamiento. Nos prometió volver en 2016, pero el destino así no lo quiso.

Transcribimos algunos comentarios realizados en España el día de su muerte, cuatro de mayo de 2016.

“Con una larga e importante carrera profesional y artística, Carlos Montero es considerado uno de los mejores músicos (guitarrista-arreglador) contemporaneo”

“La crítica distingue su voz conmoviente y profunda, con un repertorio que es un verdadero tesoro”.

“Carlos Fernando Luchini, crítico musical, es uno de las maximas autoridades mundiales en el campo de la música popular dijo: “Grandioso cantante” “Maravilloso amigo” “No me canso de decirlo” “ No es justo que muera gente así buena, generosa, honesta y tan creativa”

“Manuel Gonzalez Ortega, director de Mestisay se manifesta: “Hoy a muerto en Madrid, Carlos Montero. “Nos queda su música y el recuerdo de su humana generosidad”. “Buen viaje Carlos”.

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a cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri

Giovanni Monsù. ASCPP.

Giovanni Monsù. ASCPP.

Il nostro Teatro Condominiale, inaugurato il giorno 27 Dicembre del 1862, solo nel 1919 ha potuto ospitare le prime proiezioni cinematografiche, all’epoca di cinema muto.
La prima società che ha potuto utilizzare il nostro Teatro è stata la Ditta Cinematografica Dall’Olio e C. di Potenza Picena, formata da Attilio Dall’Olio, Nazzareno Grandinetti, Giovanni Monsù ed Erginio Mazzarella.
Questa Società ha operato all’interno del nostro Teatro dal 1919 fino al 20/4/1921, dopo di che ha cessato la sua attività. Le proiezioni avvenivano due o tre volte la settimana ed una proiezione al mese doveva essere riservata ai bambini orfani di guerra.
I posti disponibili all’interno del Teatro erano solo quelli della platea, mentre non si potevano utilizzare sia i palchi di proprietà dei singoli condomini, che il loggione. In platea all’epoca c’erano 11 banchi dove le persone potevano sedersi. Il biglietto d’ingresso costava 1 lira.
Dopo di loro anche la Società Carnevalesca del luogo, guidata da Giuseppe Clementoni, padre di Mario Clementoni e fratello dei musicisti Arturo e Flavio, oltre che di Azzolino e Giulio, ha portato avanti le proiezioni cinematografiche all’interno del nostro Teatro. Della stessa Associazione faceva parte anche Achille Casciotti. La loro attività si è protratta dal 1921 fino al 1924.

Erginio Mazzarella. Foto di Sergio Ceccotti.

Erginio Mazzarella. Foto di Sergio Ceccotti.

Nello stesso periodo operava a Potenza Picena anche un altro Teatrino, chiamato Alessandro Manzoni e situato nel Palazzo Marefoschi, oggi occupato dalle Poste Italiane, che era gestito dalla comunità della Parrocchia di Santo Stefano, che poteva contenere 150 persone ed anche loro nel 1920 hanno avviato l’attività della proiezione cinematografica, affidando l’incarico alla società Cinematografica Popolare Excelsior ed il responsabile di tale nuovo servizio era Giuseppe Petetti, figlio del maestro Raffaele e fratello di Mons. Luigi e dell’architetto Eusebio.
Chi erano i soci che hanno iniziato per primi questa esperienza cinematografica all’interno del Teatro Condominiale di Potenza Picena? Sicuramente degli innovatori ed intraprendenti cittadini. Attilio Dall’Olio nato a Medicina (Bologna) era il padre di don Elio e di Maria, che ha poi sposato Piani Vincenzo ed è il nonno di Carlo Piani. Nel 1908 era emigrato, come tanti nostri concittadini, in Argentina per cercare fortuna. Dopo la morte del prof. Umberto Boccabianca, avvenuta a Potenza Picena il giorno 15/7/1910, pur stando in Argentina si fece promotore, insieme ad altri santesi, della realizzazione del bassorilievo dedicato al loro grande maestro, che si trovava collocato all’esterno della sede della Scuola d’Arte “Ambrogio Della Rabbia” in Via Massucci, oggi Mariano Cutini, e recentemente sistemato all’interno della sala dedicata ad Umberto Boccabianca in Via Trento. Il ritratto di Umberto Boccabianca è stato eseguito proprio da Attilio Dall’Olio in Argentina e porta la sua firma con la data del 1911.
Nazzareno Grandinetti, calzolaio e poi negoziante di scarpe era il padre di Manlio e Pino, Erginio Mazzarella, anche lui calzolaio, era invece il padre di Alessandro Mazzarella, il fondatore del Calzaturificio Kurbistan e nonno di Giuseppe del Calzaturificio Mercury. Per ultimo Giovanni Monsù era un imprenditore edile di Potenza Picena.

Giuseppe Clementoni

Giuseppe Clementoni

La loro esperienza cinematografica non era per niente conosciuta e tutti noi pensavamo che le proiezioni cinematografiche all’interno del nostro Teatro Condominiale fossero iniziate solo dopo i lavori di restauro del 1933 e la intitolazione del Teatro a Bruno Mugellini. Invece l’esperienza cinematografica era iniziata molti anni prima, già nel 1919, dopo la fine della prima guerra mondiale, a cui avevano anche partecipato due dei protagonisti di questa avventura, cioè Giovanni Monsù ed Erginio Mazzarella.

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a cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri

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Madonna in gloria coi santi Caterina d’Alessandria, Benedetto e Scolastica. Foto di Sergio Ceccotti.

Durante la giornata FAI d’autunno del 15 Ottobre 2017 a Potenza Pice-na è stata esposta al pubblico all’interno della ex chiesa di Santa Caterina d’Alessandria la pala d’altare di Pietro Paolo Jacometti del 1630 “Madonna in Gloria, tra i Santi Caterina d’Alessandria, Benedetto e Scolastica” di proprietà delle monache benedettine locali, che lo conservano all’interno del loro Monastero di Via Mariano Cutini. La tela è ritornata dopo 137 anni all’interno della chiesa di Santa Caterina d’Alessandria, dove fino al 1880 ornava l’altare maggiore. La pala d’altare ha bisogno dopo quasi 4 secoli di un accurato restauro e ripulitura, per poterla riportare all’antico splendore. Le monache benedettine di Santa Caterina in San Sisto di Potenza Picena, proprietarie del quadro, dopo l’esposizione pubblica si sono decise a procedere al suo restauro confidando sul contributo economico del dott. Roberto Domenichini, nostro concittadino ed attualmente Direttore dell’Archivio di Stato di Pesaro. Si stanno contattando diversi restauratori e restauratrici delle Marche per poter avere dei preventivi, per poi decidere a chi affidare l’incarico, dopo aver avuto la necessaria autorizzazione da parte della Soprintendenza di Ancona. Ritornando al quadro, quasi sconosciuto ai cittadini di Potenza Picena e mai menzionato nella storiografia artistica locale, (ad eccezione di Mons. Giovanni Cotognini, che ne parla sul suo libro del 1987 “Il Monastero delle Benedettine di Potenza Picena”), in basso si trova la firma dell’autore e l’anno di esecuzione, cioè il 1630.

Interno mostra Ora et Labora nella Chiesa di S. Caterina.

Interno mostra Ora et Labora nella Chiesa di S. Caterina.

Fino a poco tempo fa non si sapeva chi fosse il Petrus Recineten(sis) della firma, e solo grazie agli studi del dott. Roberto Domenichini recentemente si è scoperto che si tratta di Pietro Paolo Jacometti di Recanati, pittore, scultore ed architetto, nato nella città leopardiana nel 1580 e morto nel 1658, fratello di un altro scultore Tarquinio ed allievo dello zio artista Antonio Calcagni e del Pomarancio. Sue opere in bronzo si possono oggi trovare a Loreto, Osimo, Parma e Ragusa (Dalmazia), oltre che a Recanati. La tela di Potenza Picena del 1630 delle Benedettine è una delle poche che si conoscono dì Pietro Paolo Jacometti.
Il restauro di questa importante opera d’arte, poco considerata dagli storici locali, fa seguito al precedente restauro portato a termine dalle nostre monache benedettine nel 2007, anche questo finanziato con fondi raccolti tra la cittadinanza, iniziativa promossa sempre dal dott. Roberto Domenichini insieme ad altri cittadini di Potenza Picena. Il restauro è stato portato a termine dalle restauratrici Paola Carestia di Potenza Picena ed Eleonora Maria Miliani di Muccia, costato la somma complessiva di Euro 5.200. Il nostro Comune, grazie alla sensibilità del Sindaco Sergio Paolucci, ha contribuito con 1.000 Euro.
Il quadro è oggi collocato all’interno della Chiesa di San Sisto delle Benedettine e si tratta della “Madonna col Bambino tra i Santi Giovanni Battista e San Sisto”, fine sec. XVII, di autore ignoto. Per concludere un plauso al dott. Roberto Domenichini per il suo mecenatismo a favore delle opere d’arte e non solo di Potenza Picena.

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Dott. Roberto Domenichini

Dopo aver finanziato prima la stampa del volume contenente gli atti del Convegno Nazionale su Bruno Mugellini del 2012, successivamente il restauro del quadro di Giacinto Brandi del sec. XVII “Madonna col Bambino tra i Santi Ignazio e Girio”, di proprietà della Parrocchia dei Santi Stefano e Giacomo, oggi di nuovo le monache benedettine locali per ridare splendore a quest’opera d’arte.
Siamo certi che non sarà l’ultimo intervento a favore della nostra comunità; in quanto il Sig. Domenichini ha dato la propria disponibilità a finanziare altri 4 quadri sempre delle Benedettine locali, oltre che il restauro di 3 statue lignee degli Apostoli, di proprietà comunale, oggi conservate nella Pinacoteca Comunale “Benedetto Biancolini”.

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A cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri

L’Assunta tra i Santi Tommaso Apostolo e Chiara d’Assisi. Foto di Sergio Ceccotti.

Il Monastero di San Tommaso delle Clarisse di Potenza Picena è stato chiuso nel 2008 e le ultime monache presenti si sono trasferite a Pollenza presso il Monastero San Giuseppe delle Sorelle Povere di Santa Chiara. La Badessa del Monastero di Pollenza, madre Maria Eleonora De Nigris, ha voluto donare al nostro Comune molte opere d’arte, tele ed acqueforti, nonché mobili presenti nel Monastero di Potenza Picena. Tra queste opere d’arte abbiamo già parlato della grande tela “II Calvario” degli inizi del sec. XVIII. Ora vogliamo parlare di un’altra importante tela incorniciata, grande cm. 185 X cm. 250.
Si tratta di una bellissima raffigurazione dell’Assunta con i Santi Tommaso Apostolo e Chiara d’Assisi del sec. XVII, di autore ignoto. Nelle opere d’arte di Potenza Picena l’Assunta viene solo raffigurata in una tela, presente all’interno della Cappella degli Artisti, nel contesto della Collegiata di Santo Stefano.

L’Assunta della Cappella degli Artisti. Foto tratta dal libro “Il Fascino della Storia. Il respirto del mare”. A cura di Renza Baiocco.

Anticamente questo Oratorio era la sede della Congregazione degli scolari ed artieri (artigiani) sotto il titolo dell’Assunzione, la cui festa si celebra il giorno 15 Agosto. Nel passato, fino agli anni Cinquanta del Novecento, era una delle feste più importanti di Potenza Picena, dove si svolgevano sempre giochi popolari, tra cui quello del pallone col bracciale, la corsa dei cavalli in Via Piana, i fuochi d’artificio, la Banda Cittadina, la lotteria, oltre alle manifestazioni religiose presso la Collegiata di Santo Stefano.
L’Assunta viene anche raffigurata nell’immagine in maiolica inaugurata il giorno 1 novembre 1951 sulla parete di Porta Girola o Marina all’ingresso del Paese, opera del decoratore Pietro Di Orazio. E’ stata collocata a protezione della nostra città in occasione dell’anniversario della definizione del Dogma dell’Assunzione di Maria, proclamato dal Papa Pio XII il 1 novembre 1950.
I santi raffigurati nel quadro donato dalle monache di Pollenza sono strettamente legati alla Chiesa ed al Monastero delle Clarisse di Potenza Picena. L’Apostolo Tommaso è il titolare della loro chiesa, mentre Santa Chiara d’Assisi è la fondatrice dell’ordine delle Clarisse. Il nostro Monastero di Monte Santo è stato tra i primi ad essere fondato ed il suo più antico documento risale al 1227.

L’Assunta di Pietro di Orazio di Porta Marina. Foto di Sergio Ceccotti.

Indubbiamente questa tela, insieme a quella del Calvario, è una delle più belle donate dalle Clarisse di Pollenza al nostro Comune ed andrebbe valorizzata collocandola degnamente all’interno della Pinacoteca Comunale “Benedetto Biancolini” di Via Trento. Oggi si trova all’interno dell’Auditorium “Ferdinando Scarfiotti”.
Le belle foto di Sergio Ceccotti ci consentono di apprezzare meglio questa importante opera d’arte antica, sconosciuta a tutti. Un grazie alle Clarisse di Pollenza per questo dono alla nostra comunità.

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Lo Specchio n.19

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