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Archive for ottobre 2018

a cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri
Marcello BompadreUno dei fabbri più bravi di Potenza Picena è stato sicuramente Marcello Bompadre, da tutti conosciuto con l’appellativo di “Marcello de Peló”. La sua officina di fabbro si trova vicino al Piazzale Santo Stefano. Agli inizi del Novecento era l’officina di Gualtiero Maggini e Marcello Bompadre è stato un suo allievo, insieme a Nando Scataglini. Successivamente Marcello Bompadre ha insegnato il mestiere di fabbro al nipote Eugenio Borroni, che ha continuato l’attività all’interno dell’officina.
Marcello Bompadre era nato a Potenza Picena il giorno 4/3/1912 in Via Santa Croce n° 267 da Cesare, campagnolo e da Teresa Focaracci, casalinga ed aveva un’altra sorella più piccola, Maria che sposerà Dino Domenichini. Il giorno 28/10/1937 si è sposato con la sig.ra Ester Borroni e non avranno figli. Marcello Bompadre era il nipote di padre Eugenio Bompadre, il frate cappuccino che nel 1940 ha scritto un volumetto con la vita di San Girio.
Oltre al lavoro di fabbro molteplici erano gli interessi di Marcello Bompadre: ricordiamo il suo amore per il canto corale e la sua partecipazione nel contesto della Schola Cantorum Santo Stefano con il maestro don Francesco Pallottini.
Nell’ambito della Festa del Grappolo d’Oro, iniziata il 9 ottobre del 1955, Marcello è stato uno dei più valenti carristi, sia come costruttore, insieme a Rinaldo Carestia, che come protagonista dei carri allegorici. E’ stato consigliere comunale del nostro comune per la Democrazia Cristiana dal 1960 al 1964, (Sindaco l’avvocato Silvano Mazzoni), assessore e vicesindado dal 1966 al 1970 (Sindaco Rolando Simonetti). In questa seconda legislatura insieme a lui troviamo, come assessori effettivi Mariano Ciuccarelli e Giuliano Perna e come assessori supplenti Edoardo Clementoni e Dino Mazzoni. Ha fondato il giorno 21 novembre 1965 l’Associazione “Pro Potenza Picena” antesignana dell’attuale Pro-Loco, insieme ad Edgardo Latini, Pietro Zallocco, Edoardo Clementoni, Belfredo Belardinaelli, Francesco Marzetti, Luigi Patacconi, Pietro Scipioni, Mario Bocchini, Mauro Mancini e Remo Scoccia. Ha frequentato la scuola elementare locale sia con il maestro Azzolino Clementoni che con la maestra Giulia Marconi. Tra i suoi compagni di scuola vogliamo ricordare lo scrittore Norberto Mancini, Mariano Ciuccarelli, Dino Ciuccarelli, Dino Domenichini, Giovanni Girotti, Orselli Angelo, Consolani Nazzareno, Carlini Francesco, Piani Memorino, Casciotti Millo, Ceccotti Cittadino e Rita Carlini.
Marcello BompadreHa frequentata la Scuola d’Arte “Ambrogio Della Rabbia” con profitto con il prof. Giuseppe Asciutti, sezione fabbri.
Presso il nostro archivio storico si trovano diversi suoi disegni e nella Sala “Giuseppe Riccobelli” della Scuola d’Arte un bellissimo lavoro in ferro battuto.
Nel 1964 è stato insignito dal Presidente della Repubblica Antonio Segni dell’onorificenza di Cavaliere al merito della Repubblica.
E’ morto a Potenza Picena il giorno 12/10/1996.

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foto di Giuliano Margaretini e Sergio Ceccotti

a cura di Sergio Pasquali
Oltre il silenzioIl silenzio è un luogo.
Il silenzio è fatto di muri bianchi, di pavimenti antichi, di mobili semplici e di soffitti troppo alti.
Il silenzio è uno sguardo che scava dentro le anime e poi, dal terrazzo del Convento, si spinge ben oltre l’orizzonte delle colline e del mare.
Il silenzio non è l’assenza di parole, ma la misura delle parole.
Entri in un Convento di clausura; ti aspetti toni dimessi, sguardi forse intristiti dalla solitudine per quello che il mondo considera un irragionevole distacco dalla Vita.
Seduto davanti alla grata del parlatorio, attendi che creature di un altro pianeta si materializzino dall’altra parte, pensando che il termine stesso “parlatorio” è il principe degli ossimori, una contraddizione che all’incerto visitatore appare erroneamente evidente.
La madre Abadessa sembra apparire dal nulla, senza rumori di passi che l’abbiano annunciata.
Sottile, le mani tranquille. Assai più degli occhi che, inquieti, cerchiati di rosso, non si staccano mai da chi parla e sembrano raccontare i lunghi anni trascorsi nella preghiera, il poco sonno, gli inevitabili dubbi, la continua ricerca di Dio.
Al suo fianco, Suor Beatrice, sorriso largo e sguardo vivace, a ricordare l’entusiasmo della gioventù e l’indubitabile coraggio di una scelta contro il Tempo.
Di lei sai che ha abbracciato la clausura ancora giovanissima, a 20 anni.
Abbracciato: la clausura non si può semplicemente scegliere, puoi solo abbracciarla. Non ci puoi convivere, ti ci devi perdere dentro: è l’estrema frontiera della spiritualità religiosa contemporanea
Due donne (delle cinque in tutto che abitano un Convento la cui vastità è memoria di passati splendori) che hanno pronunciato voto di castità, povertà e obbedienza e rinunciato a vivere in questo Mondo e in questo Tempo. Ti raccontano, con imprevista leggerezza, di una scelta che le religiosissime famiglie di provenienza hanno contrastato finché hanno potuto; della loro vita di “prima”; di quelli che hanno lasciato fuori; dei ricordi che le accompagnano.
Oltre il silenzioTi parlano di preghiere incessanti e di una fede inscalfibile; soggetta all’umanità del dubbio ma forte della speranza del divino.
Dio. Non altri che Dio.
Ogni pensiero, ogni forza, ogni respiro, ogni rinuncia, ogni lode cantata nella piccola Chiesa di San Sisto quando ancora l’alba è lontana, ogni orazione sussurrata nella propria cella, ogni lettura ascoltata nell’austerità del refettorio, ogni sguardo affacciato sul creato: tutto è rivolto a Dio.
Le ascolti parlare, le osservi.
Pensi che, è vero, la grata del parlatorio separa due mondi.
Pensi che la Vita è davvero un fiume che scorre.
Ma, adesso, non sei più tanto sicuro di chi stia dentro e chi fuori.

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a cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri

Visita Giovanna PistarelliIl giorno 22/5/2014 avevamo scritto un articolo che narrava la storia della famiglia di Giovanna Pistarelli in Argentina a Cañada de Gómez, Provincia di Santa Fe.
La sua famiglia era emigrata in Argentina dopo la seconda guerra mondiale, prima il padre Venanzo nel 1948, poi lei con la nonna Anna Piani nel 1949 ed infine sua madre Emilia Grandinetti con i suoi fratelli Carlo e Bruno e sua sorella Rosanna nel 1951.
Giovanna Pistarelli è nata a Potenza Picena, in Via Tripoli n° 10, il giorno 17/8/1932 ed in Argentina ha sposato il sig. Antonio Marcolin ed hanno avuto tre figli: Daniel nel 1954 Josè Luis nel 1962 e Gabriela nel 1966.
Giovanna Pistarelli segue il nostro blog da molti anni ed è la persona che ha fatto la maggiore quantità di commenti ai nostri articoli. I suoi interventi sono sempre molto interessanti e ci hanno consentito di conoscere molte cose della nostra città, dei suoi luoghi e personaggi, aneddoti, storie e soprannomi addirittura, che noi francamente non conoscevamo.
Giovanna Pistarelli per mezzo della mamma Emilia Grandinetti, trova ancora a Potenza Picena molti suoi parenti, tra cui è un piacere ricordare il fotografo Bruno Grandinetti suo cugino venuto a mancare nel 2003 in quanto la madre Emilia era la sorella del padre di Bruno, Primo Grandinetti. L’ultima volta che Giovanna è venuta a Potenza Picena dall’Argentina è stato nel 2000, cioè 18 anni fa. Quest’anno è arrivata nella sua città natale agli inizi di Settembre 2018 insieme al figlio Daniel ed alla sua nuora Graciela Maria Toledo e si è trattenuta da noi fino al giorno venerdì 5 Ottobre 2018, quando è ripartita.
Purtroppo i primi giorni della sua permanenza a Potenza Picena sono stati molto sfortunati per lei in quanto si è infortunata ad un piede ed è stata costretta a non uscire di casa, nell’abitazione del cugino Roberto Grandinetti in Via Castelfidardo.
Nonostante l’infortunio, la sig.ra Giovanna Pistarelli, molto caparbia,ha anticipato di molto l’eliminazione del gesso al piede e non ha perso tempo per poter visitare di nuovo Potenza Picena ed i suoi tantissimi parenti. Ha seguito anche le fasi della Festa del Grappolo d’Oro.
Con lei è stata sempre vicina la sua amica Rosetta Ciuccarelli. Prima di ripartire per l’Argentina, Giovanna ha avuto la possibilità di essere ricevuta in Comune dal nostro Sindaco, Noemi Tartabini.
L’incontro era stato fissato per il giorno Mercoledì 3 ottobre 2018, alle ore 10,30, presso la Sala della Giunta comunale “Antonio Carestia”. Insieme a lei è venuto il figlio Daniel Marcolin e sua moglie.
Visita Giovanna PistarelliPurtroppo per impegni improrogabili il nostro sindaco non è potuta essere presente all’incontro con la sig.ra Giovanna ed è stata sostituita dall’assessore ai lavori pubblici, architetto Luisa Isidori, che ha accolto calorosamente Giovanna ed i suoi familiari, donandogli una copia del libro “Il fascino della storia ed il respiro del mare. Potenza Picena”, curato da Renza Baiocco.
Giovanna nell’occasione ha voluto incontrare la dott.ssa Simona Ciasca, che scrive gli articoli sul blog insieme a Paolo Onofri, anche lui presente. Presente inoltre il nipote di Giovanna Pistarelli, Beniamino Carestia, figlio della cugina Ermanna Grandinetti.
Giovanna ed i suoi familiari hanno anche visitato il nostro Teatro “Bruno Mugellini” ammirando il sipario dedicato a Minerva, “zelante cultrice delle scienze e delle arti”.
Il servizio fotografico è stato effettuato da Sergio Ceccotti e come al solito realizzato con molta professionalità.

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a cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri

Pala Pietro Paolo Jacometti.

Pala dopo il restuaro

Il giorno Mercoledì 3 Ottobre 2018, al mattino, ha fatto ritorno all’interno del Monastero di San Sisto delle Benedettine di Potenza Picena la pala di Pietro Paolo Jacometti del 1630 “Madonna con Bambino tra i Santi Caterina d’Alessandria, Benedetto da Norcia e Scolastica”.
La pala, dopo il lavoro di restauro effettuato dalla dott.ssa Letizia Bruscoli di Pesaro, è stata esposta all’interno dei locali della ex-chiesa di Santa Caterina d’Alessandria, dove fino al 1880 aveva ornato l’altare maggiore, dal giorno Sabato 15 Settembre 2018 fino al giorno Domenica 30 Settembre 2018.
La pala ha riscosso un grandissimo interesse da parte dei visitatori della mostra fotografica “Oltre il silenzio”, con foto scattate da Sergio Ceccotti e Giuliano Margaretini all’interno del Monastero di San Sisto delle locali Benedettine.
Inoltre il giorno Sabato 22 Settembre 2018, alle ore 17,00, si è tenuto un incontro nella sede del Fotoclub di Potenza Picena durante il quale hanno parlato il dott. Roberto Domenichini dell’opera di Pietro Paolo Jacometti e la dott.ssa Letizia Bruscoli del lavoro di restauro della pala del Monastero di San Sisto delle Benedettine.
Il restauro eseguito dalla dott.ssa Letizia Bruscoli e finanziato dal dott. Roberto Domenichini, ci ha ridato in tutta la sua bellezza sia artistica che religiosa la pala di Pietro Paolo Jacometti.
Letizia Bruscoli nei mesi scorsi, sempre per conto delle Benedettine di Potenza Picena, aveva già effettuato il restauro di altri 4 quadri sia della chiesa di San Sisto che del Monastero, lavori sempre finanziati dal dott. Roberto Domenichini.
In questa occasione facciamo conoscere la tela dopo il restauro e confrontandola con l’immagine prima dell’intervento, ci si può facilmente rendere conto degli straordinari miglioramenti apportati.

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Pala prima del restauro.

La foto di Sergio Ceccotti, come al solito bellissima, ci fa godere in tutta la sua bellezza del capolavoro di Pietro Paolo Jacometti e ci fa apprezzare il lavoro di restauro. Inoltre grazie alla disponibilità della restauratrice ed alla gentilezza delle monache Benedettine facciamo conoscere anche alcune delle fasi del restauro che sono molto interessanti e significative, con foto scattate da Letizia Bruscoli.

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a cura di p. Marziano Rondina o.s.a.
delegato Regionale Piceno

Padre Cherubino Carlini

Padre Cherubino Carlini

Nella serenità della sua età patriarcale si è spento alle ore 11 del 26/10/1998 nel suo Convento del SS.mo Salvatore in Montegiorgio, avendo esercitato il suo puntuale servizio comunitario fino all’ultimo momento, anche se da qualche mese era ben visibile il suo progressivo indebolirsi.
Ci ha lasciato così il confratello più anziano tra gli agostiniani piceni, amato e rispettato da tutti noi, oltre che per la veneranda età, per le rilevanti qualità personali e per la sua esemplarità di frate agostiniano e di sacerdote.
Il ricordo di lui ci fa sentire la preziosa eredità di un riconosciuto testimone di autentici valori e di benefici stimoli.
Il P. Cherubino Carlini, figlio di Enrico e Giuseppina Asciutti, era nato a Potenza Picena il 5 maggio del 1908. Appena adolescente chiede di entrare nel nostro Ordine attirato da uno zio materno, il benemerito P. Agostino Asciutti (+1932); il 17 novembre 1920 fu accolto nel nostro Convento di S. Maria del Soccorso a Cartoceto (PS), ove ricevette la prima formazione sotto la guida del P. Giuseppe Gentilucci.
Iniziò il noviziato il 29 ottobre del 1923 nel Santuario della Madonna del Buon Consiglio di Genazzano, avendo come Maestro il P. Giuseppe Ascenzi, ed emise la Professione Religiosa il 31 ottobre 1924 come figlio della Provincia Picena, alla quale fino all’ultimo ha mostrato il suo devoto attaccamento.
Ha trascorso gli anni del Professorio e tutto il corso di formazione nel Santuario di S. Nicola a Tolentino; qui emise la Professione Solenne il 21 giugno 1929 e ricevette l’Ordinazione Presbiterale 1’8 settembre del 1930 da Mons. Luigi Ferretti.
Padre Cherubini CarliniHa vissuto la sua conventualità, appena sacerdote, nel Convento di Cartoceto insegnando lettere ai postulanti agostiniani e svolgendo il compito di Sacrista. Nel 1931 fu inviato all’Abbadia di Fiastra come Maestro degli studenti. Nel 1932 tornò a Tolentino e vi rimase per tredici anni insegnando filosofia e teologia morale nel professorio dove ebbe tra gli alunni il P. Agostino Trapè. Fu Definitore della Provincia Picena, Vice-Priore, e per dieci anni solerte sacrista della Basilica di S. Nicola.
Dal 1946 al 1961 fu nel Convento di Offida svolgendo per lo più la mansione di priore e di sacrista ive rimase fino alla chiusura del convento. Dal 1962 al 1981 fu nel convento di S. Agostino a Fermo, nella monumentale Chiesa, ricca di tanta arte e di prestigiosa memoria agostiniana, svolgendo, di volta in volta, il ruolo di Priore, Sacrista, Depositario.
Dal 1981 fino alla morte è stato nel Convento del SS.mo Salvatore di Montegiorgio continuando, in piena sintonia con i confratelli P. V. Rossi e P. N. Radenti, l’onorata tradizione di quel Convento con l’ufficio prima di Priore e poi di Sacrista guadagnandosi la stima di tutti.
Queste le date, gli eventi e i servizi di una lunga vita agostiniana puntualmente ricordata secondo dati d’archivio, ma per tutti noi, che abbiamo conosciuto e amato P. Cherubino, tutto ciò riassume lo svolgersi di una vita impegnata e dignitosa che arricchisce la nostra eredità spirituale e l’espressione del nostro Carisma.
Padre Cherubini CarliniIl P. Cherubino Carlini, piccolo nella statura, umile e riservato, resta per tutti noi un grande esempio di vita, di fedeltà vocazionale e di sensibilità umana e spirituale.
Ha sinceramente e fattivamente amato l’Ordine e la Provincia prodigandosi, senza riserve, fino all’ultimo momento. E se il suo personale carisma si è espresso nell’ufficio di Sacrista, egli è stato soprattutto il modello di una vita metodica e ordinata, fin nei minimi dettagli, con la precisione di un orologio, manifestando una interiore correttezza e fedeltà che erano la conquista della sua maturità di uomo e di agostiniano.
Amava il decoro della liturgia mettendo volentieri a disposizione anche le sue qualità canore. La sua esemplarità di consacrato e di ministro dell’altare è stata riconosciuta anche da tanti religiosi e sacerdoti che lo hanno scelto come confessore e direttore spirituale. Era circondato dalla sincera simpatia dei laici, che gli riconoscevano la squisitezza della sua affabilità e signorilità. Sentiva molto il servizio dell’accoglienza e dell’ospitalità nei confronti dei confratelli, familiari e amici.
In Dio lo sentiamo vivo e nostro premuroso fratello soprattutto nell’esercizio di quella attività orante che ora ce lo rende più prezioso in cielo.
I funerali si sono svolti il giorno 27 ottobre nella nostra chiesa conventuale di Montegiorgio con l’affollata partecipazione di confratelli, familiari, sacerdoti e amici.
E’ seguita la tumulazione nella tomba dei frati agostiniani del cimitero di Montegiorgio.
Ringraziamo il Signore per il grande dono che questo confratello è stato per la Chiesa e per la nostra famiglia agostiniana e accompagniamolo con la nostra fraterna preghiera e con l’adempimento dei suffragi che le nostre Costituzioni prevedono al n. 111c.
Padre Cherubini CarliniE il Signore, che ci ha allietato per tanti anni con la sua preziosa presenza, per l’intercessione di nostra Signora della Grazia, del S. Padre Agostino e di S. Nicola ci conceda anche, per la preghiera del P. Cherubino, sante vocazioni che ne colmino il vuoto e ne continuino l’esemplare testimonianza.
Tolentino, 26 novembre 1998.

Nel trigesimo del suo transito commemoriamo il Confratello Padre Cherubino Carlini.

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Interno teatro "B. Mugellini" anni 60 -  foto Bruno Grandinetti

Interno teatro “B. Mugellini” anni 60 – foto Bruno Grandinetti

a cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri
Durante un colloquio con il geometra Bruno Moschini di Potenza Picena Domenica 29 Aprile 2018, nei pressi della Collegiata di Santo Stefano, siamo venuti a conoscenza di un fatto molto interessante relativo al nostro Teatro “Bruno Mugellini”.
Il padre di Bruno Moschini, il geometra Raoul, era il Direttore dell’Ufficio Tecnico del nostro Comune nel periodo dei primi anni Venti del Novecento e secondo Bruno aveva predisposto un progetto di ristrutturazione del nostro glorioso Teatro, che all’epoca era ancora condominiale, prevedendo al primo piano la sede della Cassa di Risparmio di Macerata e nei piani superiori gli uffici comunali.
Questo progetto non è stato mai trovato tra i documenti oggi conservati nel nostro archivio storico comunale di Via Trento, ma se fosse vero la nostra comunità ha rischiato seriamente di vedere scomparire il teatro,vanto storico, artistico ed architettonico.
Dopo questo colloquio, il giorno 2 Maggio 2018 abbiamo iniziato una ricerca mirata tra i documenti del nostro archivio storico.
Con nostra sorpresa abbiamo trovato una delibera del Consiglio Comunale del giorno 4 Marzo 1923, dove tra i consiglieri comunali troviamo anche l’avvocato Lodovico Scarfiotti, il nonno del pilota Lodovico, ed in quella seduta si è discusso effettivamente il riscatto del teatro condominiale, per poi poterci ricavare successivamente degli uffici comunali, per una spesa complessiva di Lire 1.000. Nella delibera non si parlava di ospitare la sede della Cassa di Risparmio di Macerata, ma si faceva presente che l’Ente era carente di locali per i suoi uffici, ed in particolare lo stato civile, sanitario, tecnico ed economato, e quindi si chiedeva la restituzione della struttura del teatro Condominiale, costruito tra il 1856 ed il 1862 all’interno, del Palazzo Comunale. Il Teatro non sarebbe stato trasformato subito, ma si consentiva di poter trovare un’altra collocazione per continuare ad esercitare l’attività teatrale.
Per nostra fortuna la Giunta Provinciale Amministrativa, che esaminava gli atti dei comuni, non ha approvato questa delibera del nostro Consiglio Comunale perché hanno “ritenuto che gli argomenti adotti non dimostrano in alcun modo l’opportunità del provvedimento e delle spese”.

Il Consiglio Comunale dopo la bocciatura dell’organo di controllo amministrativo provinciale non è più ritornato su questo tema ed il nostro Teatro negli anni successivi è stato anche oggetto di una importante ristrutturazione, con l’intitolazione al nostro concittadino illustre, il musicista Bruno Mugellini e inaugurato il giorno 28 Ottobre 1933, cioè 85 anni fa.
È certo che se il progetto del nostro comune non avesse trovato ostacoli, noi oggi non potremmo più ammirare questo gioiello della nostra comunità, che tutti ci invidiano.
Ringraziamo il sig. Bruno Moschini per aver portato alla luce questo interessante avvenimento storico che ha riguardato il nostro Teatro.
Ci si augura che, a seguito di ricerche più approfondite, possa anche venire fuori il progetto del geometra Raoul Moschini.

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