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Archive for marzo 2019

03°_DSC6684Vicino al Poliambulatorio di Potenza Picena si trova la Fonte di Galizia­no, le cui origini risalgono al sec. XV. La fonte viene infatti citata nello Statuto Comunale del 1433, insieme a quella di Carpineto e ad al­tre fonti.

Da molti anni si parla del suo restauro, ma ad oggi l’unica cosa che si può notare è il degrado sempre maggiore di questo antico manufatto della nostra tradizione secolare. Il nostro comune, proprietario del bene, l’unica cosa che sa fare è il taglio dell’erba nell’area interessata. Nel passato non veniva fatto neppure questo.

Non si procede alla pulizia delle 3 vasche e della fonte, oltre che alla rimozione delle erbacce e dello sporco che si accumula nel corso dell’anno intorno alla Fonte di Galiziano nella pavimentazione.

In queste condizioni di totale abbandono il manufatto si sta gradualmen­te sgretolando ed addirittura si rischia di vedere crollare l’arco che si trova sopra alla fonte. Una delle due finestre che era protetta con sostegni in legno, potrebbe crollare e bisogna riposizio­nare le protezioni che sono state tolte.

Fonte di Galiziano come si trova oggi. Foto di Sergio Ceccotti.Nel 2003 la dott.ssa Elisabetta Menghini di Potenza Picena aveva predi­sposto sia uno studio su questa fonte che su tutte le altre fonti del nostro territorio comunale, oltre che sul Giardino Marefoschi che si tro­va vicino alla Fonte di Galiziano, elaborando anche un progetto di res­tauro che aveva donato al nostro comune il giorno 6/11/2003.

Il suo studio sulle fonti di Monte Santo e sul Giardino Marefoschi è stata la sua tesi di laurea in restauro architettonico all’università di Napoli “Federico II”, dove si è laureata nel 2003. Copia della sua tesi si trova presso la nostra Biblioteca Comunale “Carlo Cenerelli Campana” ed è consultabi­le da tutti liberamente.

Nel 2008 dei volontari avevano proceduto alla completa pulizia della Fonte di Galiziano, e di tutto lo spazio che si trova intorno, inaugurato poi il giorno 3 agosto dello stesso anno, oltre a raccogliere tra la po­polazione locale ben 525 firme per il restauro della fonte. Tra i primi firmatari di questa petizione popolare, consegnata al sindaco Sergio Paolucci il giorno 13/9/2008, i fotografi Gian Luigi Scarfiotti e Renzo Tortelli, oltre alla dott.ssa Elisabetta Menghini, che ha consentito di raccogliere le firme anche nell’ambito della mostra che aveva organiz­zato nei locali della Sala “Umberto Boccabianca” sul tema delle fonti di Potenza Picena e sul Giardino Marefoschi.  Nel 2015, delibera n. 95 del 28/4/2015, la Giunta comunale guidata dal Sindaco Francesco Acquaroli aveva inserito il progetto di restauro della Fonte di Galiziano tra quel­li che potevano usufruire del beneficio della legge Art Bonus, insieme ai 4 antifonari dei sec. XVI e XVII, alle 10 statue lignee degli Apo­stoli del sec. XVII, al quadro di Santa Apollonia del sec. XVIII ed allo stemma comunale in pietra arenaria del sec. XIV del Palazzetto del Po­destà. Il progetto di restauro della fonte di Galiziano della dott.ssa Elisabetta Menghini non è stato preso in considerazione, anche se gra­tuito. Nel 2018, delibera di Giunta comunale n. 165 del 19/11/2018 sono stati riproposti gli interventi per quanto riguarda la legge Art Bonus sugli antifonari, sulle statue degli Apostoli, sulla fonte di Galiziano e sul quadro di Santa Apollonia. È stato dato l’incarico per un nuovo progetto di restauro della Fonte di Galiziano all’architetto di San Severino Mar­che Debora Bravi che ha previsto l’intervento in due stralci, il primo di 48.000 Euro + IVA, il secondo di 46.000 Euro +IVA, per un totale di Euro 94.000+IVA. Il progetto in oggetto, costato la somma di Eu­ro 1.000, è stato poi approvato dalla Soprintendenza di Ancona agli inizi di Gennaio 2019, ma non ancora inserito nel portale ufficiale Art Bonus del Ministero. La promozione da parte dell’Amministrazione comu­nale per quanto riguarda il progetto di restauro della Fonte di Gali­ziano si è solo limitata ad un articolo di giornale che è uscito il giorno 4/12/2018 sul Corriere Adriatico, poi più niente, anche se conti­nuamente richiesto.

02°_DSC6672Chi deve fare una adeguata promozione presso gli imprenditori, le aziende artigianali, commerciali ed i professionisti, oltre che presso i nostri concittadini per poter raccogliere fondi per il restauro della fonte di Galiziano?

Aspettando pazientemente il nostro Comune, chiamiamo a raccolta tutti i cittadini di Potenza Picena di buona volontà per poter ripulire la fonte di Galiziano. L’appuntamento è fissato per il giorno sabato 30 marzo 2019 alle ore 15,00. I lavori di pulitura della fonte proseguiranno anche la domenica 31 marzo 2019 con inizio alle ore 9,00.

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A cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri

don-aldo-marinozziDopo aver ampiamente parlato dei parroci delle Parrocchie di San Gia­como Maggiore, Sant’Anna, Santo Stefano e San Giovanni Evangelista di Montecanepino, finalmente concludiamo con la Parrocchia di San Girio, grazie alla disponibilità di Don Aldo Marinozzi che ci ha fornito l’elenco dei parroci e degli economi spirituali che si sono avvicendati in questa Parrocchia.

La Parrocchia di San Girio a Potenza Picena è stata istituita il giorno 28/11/1739, cioè 280 anni fa, dall’Arcivescovo di Fermo, Mons. Alessan­dro Borgia, ed è quindi la più antica della nostra città, dopo quella di Santo Stefano. Il territorio di competenza di questa Parrocchia è pre­valentemente rurale e può contare sul Santuario di San Girio, chiesa le cui origini risalgono al sec. XVI e che è stata trasformata nel 1936, su disegno e progetto dell’architetto di Potenza Picena Eusebio Petetti e del canonico Marcello Manfroni, a tre navate, con il rifacimento della facciata e del campanile, quando parroco era don Enrico Acciarri di Cupramontana. Nel 1951 il Parroco don Elia Malintoppi di Falerone ha provveduto al rifacimento dell’abside ed alle deco­razioni interne, affidando l’incarico all’artista di Mombaroccio (PS) Ciro Pavisa (1890-1972). Nel 1875, parroco don Salvatore Osimani di Numana, si è provveduto al rifacimento della nuova canonica su progetto dell’ingegnere Francesco Temperini ed i lavori sono stati eseguiti dall’impresa Edile di Civitanova di Fioretti Pietro, per una spesa complessiva di Lire 3687,06. Altri interventi alla canonica ed alla Chiesa di San Girio nel 1921, parroco don Enrico Acciarri, per una spesa di Lire 27.991,86.

don elia malintoppiLa chiesa contiene al suo interno dal 1793 il qua­dro di San Girio del pittore Benedetto Biancolini, opera finanziata dal nostro Comune, dove troviamo un’antica raffigurazione di Monte Santo con

il Palazzo Municipale dove si può ancora notare il doppio loggiato. La parte superiore è stata chiusa dopo la costruzione del nostro Teatro Con­dominiale, inaugurato il giorno 27 Dicembre del 1862.

Don Francesco Campolungo. Parroco di San Girio dal 4-9-1938 al 39-10-1938.La Parrocchia e la chiesa sono dedicati a San Girio, compatrono della nostra città insieme a Santo Stefano, santo che è nato in Francia, a Lunello, nel 1274 e che è morto nella nostra città nel 1298. Il culto im­memorabile di San Girio fu approvato dal Pontefice Benedetto XIV il 1 agosto 1742. A Monte Santo dal 1377 il giorno 25 Maggio di ogni anno si svol­ge la festa di San Girio, insieme alla fiera, questa istituita il giorno 10/l/1606. A San Girio era tradizione, documentata fin dal 1876, parroco don Salvatore Osimani, fare durante la “terza festa di Pasqua”, il martedì dopo l’Angelo una processione a cui partecipavano tutte le confraternite di Potenza Picena, con il simulacro, la statua di San Vincenzo Ferreri, per la benedizione delle campagne. Dal 1652 abbiamo un cappellano nel Santuario di San Girio. I parroci che si sono alternati alla guida di questa Parrocchia ru­rale dal 1739 sono stati fino ad oggi 13, compreso l’attuale don Al­do Marinozzi, oltre che 13 economi spirituali.

Dal 1739 fino ad oggi i parroci e gli economi sono stati i seguenti:

    1.  – Don Felice Ciminari di Monte Santo dal 7/5/1740 al 16/10/1775
      Don Pietro Ciminari economo dal 16/10/1775 al 11/5/1776
    2. – Don Vittorio Panepesel dal 11/5/1776 al 2/9/1785
      Don Cristoforo Ruffini economo dal 2/9/1785 al 26/10/1785
    3.  – Don Marco Rodilossi dal 26/10/1785 al 14/2/1815
      Don Terenzio Pierandrei economo dal 14/2/1815 al 16/2/1816
    4.  – Don Giovanni Battista Compagnoni dal 16/1/1816 al 11/9/1826
      Don Giovanni Magner economo dal 11/9/1826 al 24/10/1826
    5.  – Don Francesco Quintili dal 24/10/1826 al 20/4/1842
      Don Filippo Quintili economo dal 20/4/1842 al 29/6/1843
    6. – Don Raffaele Baglioni dal 26/6/1843 al 25/6/1855
      Don Bernardino Scarcarelli economo dal 25/6/1855 al 4/6/1856
    7. – Don Salvatore Osimani di Numana dal 4/6/1856 al 15/9/1889
      Don Antonio Vecchi economo dal 15/9/1889 al 18/5/1890
    8. – Don Antonio Pierconti di Potenza Picena dal 18/5/1890 al 3/1/1917
      Don Fiorenzo Macarri economo dal 3/1/1917 al 15/12/1919
      Don Giuseppe Gironelli economo dal 15/12/1919 al l/l/1920
    9.  – Don Enrico Acciarri di Cupramarittima dal 1/1/1920 al 21/4/1938
      Don Marone Cesanelli economo dal 21/4/1938 al 4/9/1938
    10.  – Don Francesco Campolungo di Civitanova Marche dal 4/9/1938 al 30/10/1938
      Don Marone Cesanelli economo dal 30/10/1938 al 12/3/1939
    11.  – Don Roberto Remia di Grottazzolina dal 12/3/1939 al 6/5/1946
      Don Fernando Angelici economo dal 6/5/1946 al 8/9/1946
    12. – Don Elia Malintoppi di Falerone dal 8/9/1946 al 3/6/1979
    13. –  Don Aldo Marinozzi di Corridonia dal 18/10/1976 economo e parroco dal 3/7/1979

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cartolina via le rupia cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri

Durante la seconda guerra mondiale a Potenza Picena furono scavati due rifugi antiaerei, oggi chiusi. Un terzo rifugio fu ricavato in un tunnel già esistente, situato nelle zona della Cava, in prossimità della Fonte omonima. La decisione di costruirli fu adottata solo nel 1944, nel mese di gennaio, per poter garantire ai nostri concittadini un sicuro riparo in caso di bombardamento aereo. Il progetto di questi nuovi rifugi fu redatto dall’ingegnere comunale Raoul Moschini, mentre il Commissario Prefettizio era il maestro Renato De Angelis e furono completati nel mese di marzo 1944. Uno dei rifugi che tutti ricordano, in quanto da ragazzi ci si andava a giocare al suo interno, è sicuramente quello posto sotto il Pincio, il cui ingresso principale si trovava davanti alle Fontanelle, un tempo lavatoio pubblico ed oggi sede dell’Hockey Club di Potenza Picena, dove all’ingresso si trovava una cabina elettrica, oggi non più presente.

Questo rifugio era lungo in totale metri 81 (metri 30 + 20 + 31) ed il suo scavo è costato la somma di Lire 4.455. Aveva un ingresso principale e due diramazioni laterali, quella a sinistra sbucava davanti al Parco della Rimembranza mentre quella a destra sopra al locale che veniva utilizzato da Mario Scipioni “lo Callarà” per le sue lavorazioni in rame.

Percorso del rifugio di Via Le Rupi. ASCPP.

Pianta del rifugio di via Le Rupi

Il secondo rifugio, molto più esteso di quello del Pincio, chiamato di Via Le  Rupi, posto nella via omonima, vicino all’abitazione di Amicucci “Frogna”, di fronte al manufatto che serviva al cordaio Luigino Cittadini per la lavorazione delle corde; pochi se lo ricordano, in quanto è stato  subito chiuso ed era lungo metri 153 (41 + 43 + 39,20 + 10×3) ed aveva un’unica uscita posta sotto il Mercato delle Monache e per il suo scavo è stata spesa la somma di Lire 7.660. I due rifugi scavati ex novo dagli operai incaricati dal nostro comune avevano una larghezza all’ingresso di metri 1,30 ed un’altezza di metri 1,90.

Un terzo rifugio, chiamato della Cava, fu ricavato utilizzando un tunnel già esistente che si trovava sopra la zona della   Cava, vicino alla Fonte omonima. In questo caso non sappiamo la lunghezza di questo rifugio, mentre per il suo utilizzo furono eseguiti dei lavori di consolidamento edilizio, come archi e muri. Infatti furono eseguiti n. 8 archi in muratura di sostegno al voltone a sesto intero con pilastri da 30 centimetri, un muro di chiusura a spessore di cm 30 in fondo ad una galleria ed infine un muro di sostegno ad una svolta di incrocio di una galleria, per una spesa di Lire 1.960. Questa galleria dopo la guerra è stata sepolta sotto la scarpata, che è stata utilizzata dalla nostra comunità come discarica pubblica e Severino Donati, in un suo racconto, ne parla ampiamente (nel volume “Galazzà e dintorni” del 2006). Nel racconto, a pagina 43 “la Cà”, dice che questa grotta addirittura arrivava fino in Piazza Matteotti, all’interno della cisterna, chiamata “Neara”, che si trova davanti al Palazzo comunale.

Le somme necessarie per lo scavo dei rifugi di Potenza Picena furono raccolte tra i nostri concittadini possidenti terrieri, che versarono Lire 20 per ogni ettaro di terreno posseduto. Inoltre i mattoni necessari per i lavori al rifugio della Cava furono trasportati dal carrettiere Umberto Melatini, mentre la stigliatura (levigatura) dei picconi utilizzati per lo scavo dei rifugi fu fatta da Bartoli Angelo (Angiolì) e Domenichini.

Percorso del rifugio del Pincio. ASCPP.

Pianta del rifugio del Pincio

Per concludere, anche un gruppo di nostri concittadini, Giuseppe Natali, Enrico Valentini e Domenico Rinaldelli avevano chiesto al nostro Comune di poter ricavare a loro spese un rifugio nella grotta della “Neara”, la Neviera, che si trovava sotto al Parco della Rimembranza ed il cui ingresso era nella scarpata sottostante. Di questa neviera ne ha parlato molto dettagliatamente Luca Carestia in un articolo pubblicato nel nostro blog.

Nel nostro ricchissimo archivio storico comunale di Via Trento abbiamo inoltre trovato anche i disegni abbozzati dei percorsi dei rifugi sia del Pincio che di quello di Via Le Rupi, e sono dei documenti veramente eccezionali che facciamo conoscere a tutti per la prima volta.

Inoltre, grazie ad una foto di Bruno Grandinetti, utilizzata per una rara cartolina, facciamo conoscere l’ingresso del rifugio di Via Le Rupi, oggi completamente coperto ed irriconoscibile, come si presentava all’esterno nel 1953, dopo una nevicata.

pdficon_large la ca.pdf di Severino Donati – Estratto dal libro “Galazzà e dintorni” 2006

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Porta San Giovanni Prima della demolizione. Foto Bruno Grandinetti.

A cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri

Il centro storico di Potenza Picena (Monte Santo fino al 21 dicembre 1862), era circondato da mura castellane ed aveva 4 porte di accesso, dislocate nei 4 quartieri della nostra città.

Quella principale si chiamava Porta Girola o Marina e si trovava nel quartiere di san Paolo ed è stata demolita nel 1950, posta vicino alla chiesa della Madonna della Neve, quella di San Giovanni, nell’omo­nimo quartiere, posta vicino alla chiesa della Madonna delle Grazie, demolita nel 1956, quella meno conosciuta del Cunicolo (anticamente Conicchiaro) o della Cava, posta vicino alla Fonte della Cava nel quartiere di San Angelo, di cui si hanno notizie documentali solo in una mappa del 1817 e resta oggi un pezzo del muro nei pressi delle Fontanelle, ed infine l’unica che è rimasta ancora oggi integra, quella di Galiziano, posta nel quartiere di San Pietro, vicino alla chiesa della Madonna delle Lagrime o del Pianto. Questa chiesetta è stata demolita nel 1961 per allargare la strada provinciale, mentre la Porta di Galiziano è stata isolata nel I960 dalla cinta muraria. La Porta di Galiziano è stata poi restaurata solo nel 1999, ed inaugurata il giorno 9 Giugno 1999.

In questo articolo vogliamo parlare della demolizione della Porta di San Giovanni avvenuta nel 1956 e dell’ampliamento dell’ingresso al paese.

Il Consiglio Comunale di Potenza Picena del giorno 29/3/1953, con voto unanime, Sindaco il maestro Lionello Bianchini, aveva approvato il progetto di ampliamento e sistemazione della Porta San Giovanni, redatto dall’ingegnere comunale Raoul Moschini, con la conseguente demolizione del manufatto antico, con la seguente motivazione “Da tempo si risente la necessità di ampliare e sistemare convenientemente la Porta San Giovanni di accesso al Capoluogo di Potenza Picena, necessità maggiormente posta in evidenza dalla circostanza che il Capoluogo è provvisto di un solo accesso per i veicoli” (quello di Porta Girola o Marina). I lavori di demolizione della Porta San Giovanni e di ampliamento dell’ingresso sono stati eseguiti dall’impresa edile dell’ing. Raoul Moschini e del figlio Bruno solo nel 1956, dopo aver vinto la gara d’appalto dei lavori con un ribasso del 0,01%, mentre l’altra impresa partecipante, quella di Scataglini Ferdinando, aveva presentato un’offerta maggiorata del 2%. Il costo complessivo dei lavori di demolizione dell’antica Porta e di ampliamento dell’ingresso al paese è stato di Lire 2.413.600, ed i lavori sono stati collaudati dall’ingegnere romano Giuseppe Ferranti. Le origini di questa Porta sono molto antiche e solo il Civalli nel 1597 nella sua visita triennale alla nostra città parla di questo manufatto e cita la presenza in un arco di una lapide con la data 1200 (MCC). E’ documentato un intervento di restauro alla Porta San Giovanni nel 1894.

Interno Porta San Giovanni prima della demolizione. Foto Bruno Grandinetti.

Nel locale che si trovava sotto la Porta San Giovanni il cordaio di Potenza Picena Cittadini Cittadino e suo figlio Luigino tenevano la loro attrezzatura di lavoro per poter fare le corde lungo la Circonvallazione Le Grazie. Appena oltrepassata Porta San Giovanni si trovava una cantina caratteristica, gestita da Amelia Fontinovo, “la frajentina”, moglie di Ernesto Ronconi. Poco distante c’era anche una antica fontanella per l’acqua, oggi purtroppo sostituita da un manufatto moderno. Abbiamo voluto far conoscere la storia della demolizione di Porta San Giovanni, dopo che padre Gabriele Lazzarini ci ha gentilmente messo a disposizione delle foto scattate da Bruno Grandinetti sia della Porta prima dell’abbattimento, che di quelle del 1956 mentre la stavano demolendo, foto appartenute al prof. Giuseppe Asciutti, per non perdere la memoria collettiva di questa parte antica della nostra città, da poter trasmettere ai più giovani.

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06°_DSC6369Potenza Picena possiede uno strumento musicale quasi unico nel suo genere in Europa. Si tratta di un organo da sala costruito da Giovanni Fedeli nel 1757, che è stato ottimamente restaurato nel 2007 da Michel Formentelli, ed inaugurato il giorno 8 dicembre di quell’anno, e che si trova all’interno dell’Auditorium “Ferdinando Scarfiotti”, nella ex chiesa di Sant’Agostino. Il restauro complessivamente è costato Euro 53.217 + IVA.

Dal giorno della sua inaugurazione, dopo il lungo restauro, è stato fatto suonare poche volte, ed addirittura negli ultimi 5 anni quasi mai, solo 3 volte. È stato fermo anche per la chiusura forzata della nostra struttura dopo la forte scossa di terremoto del giorno 30/10/2016. La struttura è stata riaperta solo il giorno 22 settembre 2018.

Gli organizzatori del XIII° Festival Internazionale “Terra d’organi antichi” di Camerino nel 2018 ha scelto di fare un concerto anche a Potenza Picena, facendo suonare insieme al nostro organo, un pianoforte. Ai due strumenti i maestri Maurizio Maffezzoli (organo) e Alberto Napolioni (pianoforte).

Il concerto di Potenza Picena, l’ultimo del Festival, si è tenuto il giorno venerdì 14 Dicembre 2018 alle ore 21,15.

È stata una serata molto poco partecipata (erano presenti solo 12 spettatori), ma straordinaria da un punto di vista musicale, avendo la possibilità per la prima volta di poter ascoltare insieme sia l’organo Fedeli che il pianoforte. In particolare è stata una grandissima emozione ascoltare le melodie particolari del nostro organo da sala, con il suono unico dell’usignolo, le zampogne che fanno di questo strumento antico una vera orchestra strumentale straordinaria.

Abbiamo anche avuto l’opportunità di ascoltare all’organo un pezzo di un nostro concittadino, il musicista Antonio Maria Costantini (1787-1854) “Pastorale in Do”.

11°_DSC6307Lo strumento, dopo il lavoro di ripulitura effettuato da Michel Formentelli nei giorni precedenti al concerto, che sono stati anche molto costosi per il lungo periodo di fermo dello strumento (hanno dovuto ripulire una ad una le canne dell’organo, dove al loro interno oltre che la polvere si era depositata anche la muffa), dovrebbe essere con molta più frequenza fatto suonare di fronte ad un numeroso pubblico, perché lo strumento merita di essere ascoltato da tutti, in quanto veramente eccezionale ed unico nel suo genere.

L’organo da sala Giovanni Fedeli del 1757, insieme all’organo da chiesa di Pietro Bazzani del 1848 della Collegiata di Santo Stefano, anche questo restaurato da Michel Formentelli, dovrebbero essere suonati insieme nel contesto di una stagione organistica, da organizzarsi a Potenza Picena, seguendo l’esempio di quella che fanno da diversi anni a San Elpidio A Mare (fm).

Inoltre nell’ambito della stagione teatrale, dovrebbe essere riservata una serata per un concerto d’organo Fedeli, come accadeva qualche anno fa ed esperienza non più ripetuta.

Anche nell’ambito del Mugellini Festival che si tiene a Potenza Picena dal 2016, questo straordinario strumento del 1757 dovrebbe essere fatto suonare insieme al pianoforte, come è successo il giorno 14 Dicembre 2018.

Per concludere anche tutte le Associazioni locali che si occupano in qualche modo di musica, compresi gli “Amici della Musica”, dovrebbero utilizzare questo strumento di Sant’Agostino per organizzare dei concerti. In questo modo nell’arco di ogni anno l’organo da sala Giovanni Fedeli potremmo avere la possibilità di ascoltarlo molto più spesso e godere delle sue straordinarie armonie.

08°_DSC6306Inoltre dovremmo comunque dedicare un concerto d’organo al Dott. Fabio Quarchioni di Macerata, organologo morto il giorno 27/6/2017, che insieme al prof. Paolo Peretti ha scoperto nel 1997 dietro alla canna centrale dell’organo la firma del costruttore e l’anno di costruzione, cioè “Giò Fedeli 1757”. Inoltre, sempre insieme al prof. Paolo Peretti, ha condotto uno studio sulla vita musicale a Potenza Picena, parlando della Banda Cittadina, della corale Santo Stefano, degli organi e dei musicisti di Potenza Picena che ci sono stati nel corso dei secoli.

Sergio Ceccotti con le sue foto ha immortalato questa serata che vogliamo ricordare e farla conoscere a tutti.

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Piazzale Nazario Sauro oggi

Piazzale Nazario Sauro oggi

A cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri

Nel nostro Centro Storico c’è una zona del paese che veniva chiamata Pozzo del Comune, oggi Piazzale Nazario Sauro.

Tutti popolarmente ricordano questa zona del nostro centro storico con il nome di “Pozzetto” o “Lo pozzo”.

Perché questo nome particolare? C’era in questo quartiere popolare del nostro centro storico un pozzo di raccolta delle acque piovane, profondo metri 12,50, compresi metri 4,50 di acqua. Anche un’altra zona poco distante portava un nome particolare, “Pozzo della Farina”, l’attuale Via Piave.

Nel nostro ricchissimo archivio storico comunale di Via Trento nel libro delle adunanze e delle delibere del consiglio comunale del giorno 19/4/1872, ed in quello della Giunta Municipale del 15/3/1872, il giorno 11 Marzo 1872 viene ricordato un episodio che ha visto un giovane locale salvare dal sicuro annegamento un anziano.

Erano presenti al fatto, avvenuto alle ore 7,30 del mattino, Giuseppa Camilletti e Giovanni Luzi detto il “poeta”.

L’anziano di nome Cesare Micucci di 68 anni, pensionato che un tempo svolgeva il compito di guardiano delle nostre carceri, era caduto accidentalmente all’interno del pozzo del comune e stava rischiando di annegare. Un giovane di Potenza Picena dell’età di 21 anni, Ferdinando Percossi, dopo 30 minuti è sceso nel pozzo con una lunga scala e lo ha salvato da sicura morte, portandolo fuori a spalla.

Il nostro comune per questo suo nobile gesto eroico lo ha voluto premiare. Ferdinando Percossi era un giovane canepino nato il giorno 4/5/1851 da Domenico e da Gonelli Paola ed abitava in contrada S. Antonio, l’attuale Via Tripoli, quindi poco distante dal pozzo del comune.

Nazario Sauro

Nazario Sauro

L’uomo che lui ha salvato dalla sicura morte Cesare Micucci era originario di Panicale (Pg), che all’età di 3 anni aveva avuto un tocco di apoplessia. Viveva nella nostra città in contrada San Sisto con la moglie Livio Carolina, cieca, e la figlia Filomena. Morirà poi il 18/9/1872.

Abbiamo voluto ricordare questo straordinario avvenimento a distanza di 147 anni perché ci è sembrato giusto rendere un doveroso omaggio al coraggio di questo giovane canepino.

 

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Planimetria del Centro Storico di Potenza Picena di Fine Ottocento

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