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Archive for aprile 2019

Copertina guidaNel mese di ottobre del 1998 la tipografia San Giuseppe di Pollenza ha finito di stampare in 5.000 copie la prima guida storico-artistica di Potenza Picena, dal titolo molto significativo “Monte Santo”.

Il curatore di questa guida è stato Duilio Corona, nato a Isola Del Liri (Frosinone) il giorno 21/6/1964. I testi sono a cura di Roberto Domenichini, attualmente Direttore dell’Archivio di Stato di Pesaro, di Duilio Corona e di Moreno Campetella, mentre le foto sono state fornite da Bruno Grandinetti.

Il lavoro è stato commissionato dall’Amministrazione Comunale di Potenza Picena, all’epoca guidata dal Sindaco Mario Morgoni ed Assessore al Turismo era Antonino Bedini ed è costato la somma di lire 18.700.000 (IVA compresa) per la stampa e di lire 6.000.000 come compenso al curatore.

È un lavoro molto completo, i cui testi hanno un notevole rigore storico. Tra gli sponsors dell’iniziativa troviamo la ditta GMA Grandinetti srl di Porto Potenza Picena e la Mectherm di Potenza Picena. Oggi, a distanza di 20 anni, questa guida storico-artistica di Potenza Picena è oramai introvabile e sarebbe opportuno ristamparla di nuovo, apportando le necessarie integrazioni documentarie e fotografiche.

Il curatore di questa bella guida è morto a Potenza Picena il giorno 19/3/2005, all’età di soli 40 anni. Questo articolo è dedicato a lui, che nonostante non fosse di Potenza Picena, ha molto amato la nostra città.

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A cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri

Don Francesco Campolungo. Parroco di San Girio dal 4-9-1938 al 39-10-1938.

Don Francesco Campolungo. Parroco di San Girio dal 4-9-1938 al 39-10-1938.

La parrocchia di San Girio di Potenza Picena è stata istituita il giorno 28/11/1739, cioè 280 anni fa, dall’Arcivescovo di Fermo Mons. Alessandro Borgia ed alla sua guida si sono alternati 13 parroci fino ad oggi, compreso l’attuale, Don Aldo Marinozzi.

San Girio, il santo compatrono di Potenza Picena insieme a Santo Stefano, viene festeggiato ogni anno con una importante festa il giorno 25 maggio con manifestazioni sia religiose che civili, compresa la fiera e la processione che parte da viale Trieste di Potenza Picena fino al Santuario di San Girio.

Anticamente questa processione partiva dalla Collegiata di Santo Stefano. In queste parrocchie di campagna i parroci rimangono per molti anni. Ad esempio l’attuale, don Aldo Marinozzi, è parroco dal 1979, cioè da quarant’anni. Il precedente, don Elia Malintoppi è stato parroco dal 1946 fino al 1979, quando è morto, cioè per 33 anni.

Solo nel 1938, cioè 80 anni fa, c’è stato un parroco, don Francesco Campolungo che ha svolto il compito di parroco di San Girio per soli 2 mesi, dal 4 settembre 1938 fino al giorno 30 ottobre 1938, quando è morto in conseguenza di un tragico incidente stradale, all’Ospedale di Recanati, accaduto poco distante dal Santuario di San Girio.

Interno Chiesa di San Girio. Foto Bruno Grandinetti.

Interno Chiesa di San Girio. Foto Bruno Grandinetti.

Don Francesco Campolungo era nato a Civitanova Marche il giorno 14 aprile 1905 da Marone e da Maria Foresi. Comunque nel brevissimo tempo della sua presenza nella parrocchia di San Girio, don Francesco Campolungo si era fatto apprezzare da tutti i suoi parrocchiani.

Noi oggi, a distanza di 80 anni, lo vogliamo ricordare.

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San Giacomo Maggiore

San Giacomo Maggiore. Foto Sergio Ceccotti

Il nostro Comune ha incluso tra gli interventi finanziabili tramite l’Art Bonus il restauro delle 10 statue lignee degli Apostoli del sec. XVII.

Il progetto di restauro è stato predisposto dalla dott.ssa Letizia Bruscoli di Pesaro, approvato dalla Soprintendenza di Ancona ed inseri­to nel portale ufficiale Art Bonus del Ministero. La Bruscoli è la stessa professionista che nel corso del 2018 ha restaurato per conto delle Monache Benedettine di Santa Caterina in San Sisto di Potenza Picena la pala di Pietro Paolo Jacometti del 1630 ed altri quattro quadri, lavori finanziati dal Dott. Roberto Domenichini

Due nostri benemeriti concittadini hanno versato la somma complessiva di Euro 2.950 per il restauro di n° 4 statue degli Apostoli.

Si tratta del dott. Roberto Domenichini, Direttore dell’Archivio di Sta­to di Pesaro e del dott. Franco Senigagliesi, consigliere comunale.

Sant'Andrea

Sant’Andrea. Foto Sergio Ceccotti

Il dott. Roberto Domenichini ha versato con bonifico in data 11 Gennaio 2019 la somma di Euro 2.300 per il restauro delle statue di San Giacomo Maggiore, San Giacomo Minore e di Sant’Andrea, mentre il dott. Franco Senigagliesi in data 21 Gennaio 2019 ha versato con bonifico la somma di Euro 650 per il restauro della statua di San Filippo.

Sono trascorsi 3 mesi da quando i nostri due mecenati hanno effettuato i bonifici a favore del nostro comune, il Bilancio di previsione 2019 del nostro Ente è stato approvato dal Consiglio Comunale del 29 Marzo 2019, ed il giorno venerdì 19 Aprile 2019, al mattino, la Dott.ssa Letizia Bruscoli ha ritirato le 4 statue degli Apostoli per iniziare il lavoro di restauro. Presente l’Economo Comunale, Dott.ssa Simona Ciasca, che segue per conto dell’Ente il recupero del patrimonio artistico tramite l’Art Bonus e a cui va il merito principale di questa lodevole iniziativa ed il ringraziamento della comunità di Potenza Picena.

Questa Amministrazione Comunale nei suoi 5 anni di attività non ha impegnato neppure un centesimo del suo Bilan­cio per il restauro e recupero del nostro patrimonio storico ed artisti­co. Nel 2014 si erano impegnati a far restaurare i 4 antifonari dei sec. XVII e XVIII, hanno fatto venire a Potenza Picena don Vincenzo Fattori­ni del Monastero di San Silvestro di Fabriano che ha predisposto un progetto di restauro approvato dalla Soprintendenza ma non ne hanno restaurato neppure uno. Solo la famiglia Ballesi-Mazzoni di Macerata, i coniugi Giorgio e Margherita e le loro 3 figlie Chiara, Elisabetta e Francesca, hanno fatto qualche cosa (restauro dello stemma Comunale in pietra arenaria del sec. XIV ed il sipario del Teatro) ed oggi i dottori Roberto Domenichini e Franco Senigagliesi.

Apostolo Filippo?

Apostolo Filippo. Foto Sergio Ceccotti

Ci si augura che altri nostri concittadini mecenati che amano veramente Potenza Picena possano seguire l’esempio dei dottori Roberto e Franco per poter in questo modo completare il restauro delle altre 6 statue de­gli Apostoli. Amministratori di Potenza Picena, date in primo luogo voi l’esempio ed impegnatevi maggiormente a raccogliere altri finanziamenti dei nostri concittadini per poter raggiungere questo ambizioso obiettivo.

Perché i tre candidati sindaci di Potenza Picena, Noemi Tartabini, Edoardo Marabini e Stefano Mezzasoma non finanziano ognuno una statua?

Sarebbe un bel gesto, molto apprezzato dai nostri concittadini.

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Fonte di Galiziano

Foto di Sergio Ceccotti

Grazie all’impegno di molti volontari la Fonte di Galiziano di Potenza Picena è stata di nuovo ripulita completamente ed ora è molto bella ed originale, nonostante lo stato di abbandono. I lavori di pulitura si so­no svolti nei giorni di sabato 30, domenica 31 marzo 2019 e sabato 6 aprile 2019.

 

È stato un lavoro molto faticoso, in quanto sono trascorsi 11 anni da quando è stata ripulita l’ultima volta. Era infatti il giorno 3 Agosto del 2008 quando è stata inaugurata la Fonte di Galiziano ripulita, sempre da volontari, e mai dal nostro Comune, proprietario del bene antico, le cui origini risalgono al sec. XV.

Nel 2008 il nostro Comune, Sindaco l’ing. Sergio Paolucci, non ostacolò i lavori di pulizia e fece portare via tutta la terra che era stata ri­mossa dalla pavimentazione e dalle vasche della Fonte. Furono anche raccolte tra la popolazione ben 525 firme per chiedere il restauro della Fonte di Galiziano.

Oggi il nostro Comune non ha gradito questa operazione di pulizia gratui­ta, ha sempre fatto togliere tutte le locandine che venivano affisse sot­to al porticato del comune che informavano i cittadini dell’operazione di pulizia. Nessuno dell’Amministrazione Comunale si è visto durante i lavori di pulitura e speriamo che almeno portino via la terra, tanta, che abbia­mo rimosso dalla pavimentazione e dalle vasche e depositato sul ciglio della strada. Nel 2015, il giorno 12 dicembre, il Sindaco Francesco Acquaroli aveva ringraziato i volontari che si impegnavano per il bene comune. Ora danno fastidio. I tempi sono cambiati.

La pulitura delle tre vasche non è stata molto complicata, mentre la rimozione della tantissima terra che si era accumulata in undici anni sulla pavimentazione posta intorno alla Fonte ed alle vasche è stata un’operazione molto faticosa. Il risultato di questa operazione di pulizia è straordinario e documentato dalle bellissime foto scattate da Sergio Ceccotti.

La prima volta che questa fonte di Galiziano, insieme a quella della Con­cia, è stata ripulita avveniva nel 1994, nei giorni di Sabato 23 e Domenica 24 Luglio, da parte di molti ragazzi e ragazze del Centro Sociale “Millepiani” di Potenza Picena che avevano la loro sede nella strut­tura comunale di vico Balilla.

Sono quindi 25 anni che la popolazione di Potenza Picena, con molta pa­zienza e fatica, procede periodicamente alla pulizia della Fonte di Galiziano e ci si augura che questa del 2019 sia l’ultima volta. Il restauro della Fonte di Galiziano è tra gli interventi previsti dal nostro Comune con la legge Art Bonus, c’è un progetto di restauro pagato e già approvato dalla Soprintendenza di Ancona, ma non ancora inserito nel portale ufficiale Art Bonus del Ministero, e ci si augura che qualcuno lo faccia conoscere alla nostra popolazione. Inoltre il nostro Comune, se non lo hanno capito, si deve attivare per poter convincere tanti nostri concittadini, imprese, professionisti, artigiani e commer­cianti a finanziare questo progetto di restauro della Fonte, altri­menti bisogna prevedere in Bilancio uno stanziamento specifico per 1’intervento.

Fonte di Galiziano

Foto di Sergio Ceccotti

Per concludere un grazie particolare a tutti coloro che hanno contri­buito alla pulizia della Fonte di Galiziano e li citiamo solo per no­me: Marco, Antonio, Franco, Gabriele, Roberta, Edoardo e Richard. Grazie di cuore anche a tutti coloro che ci hanno sostenuto moralmente, anche se non sono venuti a pulire il manufatto antico.

 

Una volta ripulita la Fonte il nostro Comune si deve impegnare a tener­la in ordine, intervenendo periodicamente non solo nel taglio dell’erba ma provvedendo alla pulizia delle vasche e della pavimentazione, in attesa del sospirato restauro.

Noi continueremo comunque a vigilare e se necessario ad intervenire di nuovo.

Il progetto di restauro della Fonte di Galiziano in data mercoledì 14 aprile 2019 è stato inserito sul portale Art Bonus del Ministero.

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A cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri

Porta MarinaLa porta più importante di ingresso al Centro storico di Potenza Picena era sicuramente quella di Porta Girola o Marina e si trovava nel quartiere di San Paolo, vicino alla chiesa della Madonna della Neve e al campo del gioco del pallone col bracciale, oggi Largo Giuseppe Asciutti.

Era sormontata da “merli a coda di rondine” ed è stata demolita nel mese di dicembre del 1950. Fu infatti il Consiglio Comunale del giorno 8/12/1950, Sindaco Antonio Carestia, con voto unanime a deliberare la spesa di lire 1.080.000, su progetto dell’ ufficio Tecnico Comunale, direttore all’epoca l’ing. Raoul Moschini, per l’abbattimento e la sistemazione della porta principale di accesso al paese con la seguente motivazione: “premesso che da più tempo, in vista dell’aumentato traffico di automobili nella zona di Potenza Picena, si era imposta la necessità di doversi ampliare la porta principale di ingresso all’abitato (Porta denominata Girola), e ciò allo scopo di prevenire soprattutto seri pericoli per le persone transitanti per l’angusto spazio della Porta stessa”.

Nel contesto della nostra popolazione si levarono poche voci contrarie all’abbattimento della Porta Girola, tra queste ci piace ricordare padre Nazzareno Pistelli ofm ed il maestro Azzolino Clementoni.

Vogliamo ricordare che oltrepassando Porta Girola, si trovava a destra la piccola chiesa di San Paolo, presente fino al 1883, da cui prendeva il nome il quartiere, e si diramavano tre vie, da qui il nome di Trivio o Trebbio in dialetto santese dell’attuale scalinata di Via Trento, il cui ingresso era lateralmente a sinistra rispetto al muro che separava la porta dalla scalinata, mentre davanti al muro era posizionata una fontanella.

Porta MarinaSotto la Porta Girola si trovava dal 1567 la lapide che ricordava i lavori di restauro della cinta muraria di Monte Santo ad opera del patrizio alessandrino Cesare Guasco, commissario preposto alle fortezze pontificie sotto il Pontefice Pio V, a difesa dal pericolo dei Turchi. Questa lapide è stata restaurata da Paola Carestia nel 2014. Inoltre sotto la stessa porta si trovava un’immagine dell’Addolorata, sostituita, per vetustà, il 1 Novembre del 1951, da una immagine dell’Assunta in ceramica, opera eseguita dal decoratore di Civitella del Tronto Pietro D’Orazio, che lavorava in quel periodo presso la Società Ceramica Adriatica di Porto Potenza Picena, realizzata in occasione dell’Anniversario della Definizione del Dogma dell’Immacolata Concezione. La collocazione di questa immagine dell’Assunta è stata una decisione della locale Congregazione degli Artisti e dei Cittadini. Dopo il 1914 era stata inoltre collocata sulla parete a sinistra entrando della Porta Girola la targa metallica del Touring Club Italiano, dopo che il nostro Comune era diventato socio, con il numero 3572. Questa targa è un vero capolavoro a livello artistico e dava all’epoca informazioni sul nostro paese molto utili a livello turistico, come l’altitudine (metri 267), la distanza del Capoluogo da Porto Potenza Picena, da Macerata e da Recanati, ed inoltre indicava con simboli tutti i servizi presenti nel 1914 nella nostra città ed al Porto come le poste, il telegrafo, il telefono, il servizio automobilistico della SAP, la stazione ferroviaria. Questa targa dopo l’abbattimento della Porta nel 1950 è stata tolta ed abbandonata in un deposito comunale nei sotterranei di Via Trento di San Francesco, dove è stata ritrovata nel 1996, ripulita e conservata nella nostra Pinacoteca comunale. Nel 2013 è stata restaurata da Paola Carestia e da suo padre Beniamino e riposizionata all’ingresso del paese, nello stesso punto dove si trovava fino al 1950.

Della Porta Girola è documentata un intervento di restauro nel 1894 e noi oggi vogliamo far conoscere tutte le foto e cartoline che nel Novecento l’hanno immortalata. Le prime cartoline sono state quelle di Secondo Torregiani, Secondo “lo ritrattista”, poi le foto di padre Nazzareno Pistelli, il “salvatore” della chiesa di San Francesco, dei soldati polacchi del battaglione Skorpion ed infine quelle di Bruno Grandinetti, tra cui una in cui viene rappresentata la fase iniziale della demolizione. Anche nella prima cartolina degli inizi del Novecento, edizioni del Reale Stabilimento Tipo-litografico Feliciano Campitelli di Foligno, nel panorama di Potenza Picena si vede chiaramente la Porta Girola. In un documento del 1817 conservato presso il nostro Archivio storico comunale, viene ritratta la Porta Girola, già all’epoca con “merli a coda di rondine”.

Porta MarinaAnche in due opere d’arte del Seicento e del Settecento viene raffigurata porta Girola come si presentava in quei periodi. Si tratta del quadro presente all’interno della chiesa di San Sisto raffigurante La Madonna col Bambino tra i Santi Sisto Papa e Giovanni Battista del sec. XVII e del Sant’Emidio del 1770 di Benedetto Biancolini, presente presso la Sala Giunta “A. Carestia” nel Palazzo Municipale.

Dopo l’articolo dedicato all’abbattimento della Porta San Giovanni del 1956, proseguiamo con questo relativo all’abbattimento della Porta Girola del 1950. Due episodi che hanno cancellato per sempre queste testimonianze architettoniche antiche della nostra città, di cui noi comunque non vogliamo perdere la memoria storica e documentale, da poter trasmettere ai più giovani.

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A cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri

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“La Deposizione” di Simone De Magistris del 1876

Giovanni Libani, già insegnante in Caldarola, nel 1882 ha pubblicato pres­so la Tipografia Natalucci di Civitanova Marche un interessante libro dal titolo le “Memorie storiche degli illustri pittori caldarolesi”. Tra questi troviamo i pittori Giovanni Andrea Di Bernardino De Magistris, Simone De Magistris, Giovan Francesco e Polomino De Magistris, Solerzio e Federico de Magistris, Federico De Magistris e Durante De’ Nobili, tutti di Caldarola. Questa pubblicazione è stata incoraggiata dalla Regia Accademia “Raffaele Sanzio” di Urbino.

Il libro in oggetto, ripubblicato nel 1969, viene sempre citato dagli storici dell’arte, quando si parla in particolare delle opere di Simone De Magistris (1538 Caldarola – Ascoli Piceno 1611).

Per quanto riguarda Potenza Picena l’insegnante elementare Giovanni Libani, descrive dettagliatamente le tre opere del pittore di Caldarola che si trovano nella nostra città e che lui ha avuto modo di visionare, realizzate tra il 1576 ed il 1584. Mancano purtroppo le foto dei nostri tre capolavori come si trovavano all’epoca.

Per quanto attiene alla tavola del 1576 che si trovava all’interno della chiesa di San Lorenzo dei Frati Cappuccini, dice “Nel coro della chiesa de’ Cappuccini di Potenza-Picena, già Montesanto, avvi una tavola in buonissimo stato alta metri 2,85 larga 1,86, rappresentante la Deposizione di Cristo dalla Croce. Sono in essa quindici figure, fra le quali a destra in basso sta S. Francesco, dipintovi, a quanto sembra, in epoca posteriore da mano poco esperta, cosa che in parte diminuisce il pregio del quadro, che pel resto si può dire un vero capolavoro. A sinistra sotto la Vergine svenuta si legge: Simone De-Magistris da Cald. P. MDLXXVI. Nell’altare maggiore dell’abbandonata chiesa de’ Minori Osservanti fuori di Potenza-Picena trovasi pure una tavola, della grandezza circa della sunnominata, con la Vergine, che tiene in braccio il Bambino e a destra e a sinistra in alto un gruppo di Angeli vagamente intrecciati, che stanno in atto di cantar lodi tenendo in mano carte di musica. In basso sono collocati S. Giuseppe, S. Agata e Sant’Antonio di Padova, e a piè del quadro in un piccolo tronco di albero è questa iscrizione: Simone De Magistris da Caldarola P. MDLXXVI.

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Simone De Magistris, 1576, Madonna di Loreto tra i santi Giuseppe, Caterina d’Alessandria, Francesco d’Assisi e Antonio di Padova. Foto tratta dal libro “Il fascino della Storia il respiro del Mare. Potenza Picena.” a cura di Renza Baiocco.

Questa tavola però, che buonissima sembra per la composizione, ha ora perduto ogni pregio essendo stata barbaramente ritoccata, come risulta dalla seguente leggenda posta nella stessa: Lorentius Bonomus M. Oss. restauravit 1632.

Altro guasto anche peggiore, che io penso essere opera pure dello stesso Bonomo, si è il restauro del quadro in tela tuttora esistente nell’altar maggiore della piccola chiesa di S. Rocco nell’interno della città. In esso è dipinta la Vergine seduta entro un baldacchino, nella cui base si legge questa iscrizione:

Rem Sacram quoties habet
Hoc altare, Sacerdotes
ex poenis animam
Purgantibus eribit unam.

A. D.
MDLXXXIIII
S.M.F.

A destra della Vergine sta S. Martino e a sinistra S. Rocco. Nel timpano dell’altare è l’eterno Padre, e nel basamento sonvi piccoli quadretti della vita di S. Rocco lodatissimi per il disegno, ma poi, come tutto il resto, mascherati”.

Dalla descrizione del Libani si deduce che nel 1882 la chiesa dei Frati Minori di Sant’Antonio di Padova era “abbandonata” e che la chiesa di San Rocco era ancora presente nel nostro Centro Storico situata nell’omonima Piazza, oggi Giuseppe Garibaldi e che all’epoca la tela era completa di timpano e di basamento.

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San Rocco e San Martino

Questa opera di Simone De Magistris, chiama “La Sacra Conversione”, è stata esposta nel 2008 a Caldarola, nell’ambito della mostra, ideata e curata dal prof. Vittorio Sgarbi, “Scoperte nelle Marche intorno a De Magistris”.

Tra i libri antichi del Monastero di San Tommaso delle Clarisse, abbiamo trovato questo libro, ancora intonso, rarissimo, che noi oggi facciamo conoscere a tutti i nostri concittadini e a coloro che amano la tradizione artistica marchigiana, in particolare quella dei Pittori di Caldarola.

pdficon_large libani.pdf – Libro di Giovanni Libani del 1882 “Memorie Storiche degli Insigni Pittori Caldarolesi” – Archivio Storico Comunale Potenza Picena.

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matrimonioA cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri

La Parrocchia di San Girio di Potenza Picena è la più antica della nostra città, dopo quella di Santo Stefano. È stata istituita il giorno 28 novembre del 1739, cioè 280 anni fa, dall’Arcivescovo di Fermo Mons. Alessandro Borgia. Fino ad oggi ci sono stati 13 parroci, compreso l’attuale, don Aldo Marinozzi di Corridonia.

Dal giorno 8/9/1946 fino alla sua morte, è stato parroco di San Girio don Elia Malintoppi. Don Elia era nato il giorno 28/8/1904 a Falerone (AP) da Antonio e da Irene Ruffini ed è stato parroco a San Girio per ben 33 anni. È morto in Ancona il giorno 3/6/1979. Era laureato in Teologia, ed era un uomo di profonda cultura storica, artistica, oltre che religiosa.

Nella Parrocchia di San Girio don Elia Malintoppi viene ricordato in par­ticolare per due avvenimenti. Il primo lo ha portato a termine nel 1951 ed è consistito in grandi lavori di ristrutturazione della chiesa del Santuario di San Girio, con il rifacimento dell’abiside, scavando la cripta e nella realizzazione delle importanti decorazioni della chiesa, la­vori eseguiti dall’artista di Mombaroccio (PS) Ciro Pavisa, che riproducono le scene della vita di San Girio, compatrono di Potenza Picena, insieme a Santo Stefano. È un ciclo pittorico veramente straordinario sia da un punto di vista artistico che religioso, fondamentale per la nostra comunità.

celebrazioni San girioL’altra notevole iniziativa di don Elia Malintoppi è stata quella che ha avviato nel 1952, riuscendo grazie alla sua forza di convinzione, ca­parbietà e competenza storica, a riportare la festa di San Girio alle antiche tradizioni secolari, riuscendo di nuovo a far partecipare alla processione ed alla festa in forma ufficiale il nostro Sindaco, il maestro Lionello Bianchini, con tutta la Giunta Municipale, il Gonfalone del comune, la Banda Cittadina e con il dono di 12 ceri. Questa processione che si doveva recare da Potenza Picena al Santuario di San Girio, partiva all’epoca dalla Collegiata di Santo Stefano, mentre oggi parte dal Viale Trieste. Don Elia Malintoppi scrisse il giorno 10 maggio del 1952 una toccante lettera al nos­tro Sindaco, dove partendo dai grandiosi lavori che erano stati fatti nel 1951 nel Santuario di San Girio, chiedeva il ri­pristino dell’antica consuetudine, persa negli ultimi anni, della parte­cipazione in forma ufficiale delle nostre autorità comunali con il Gon­falone, della Banda Cittadina e del dono al Santo comprotettore della nostra città San Girio di n° 12 ceri il giorno 25 Maggio.

Faceva presente che il nostro comune doveva dare pubblica comu­nicazione alla cittadinanza con un manifesto, affisso almeno 10 giorni prima. Chiedeva inoltre che il giorno 25 Maggio, come era stato nel passato, fosse un giorno di precetto, cioè festivo per tutta la nostra co­munità. Indicava anche l’orario della processione, cioè al pomeriggio alle ore 17,00, per ragioni di convenienza.

Tutte queste richieste furono accolte dai nostri amministratori e la festa di San Girio è potuta proseguire con grande successo fino ad oggi. Storicamente la partecipazione delle nostre autorità comunali con il dono dei ceri al santo comprotettore della nostra città è cessata con l’Unità d’Italia del 17 Marzo 1861, anche se dobbiamo far presente che la festa di San Girio con la processione dal Capoluogo al Santuario è documentata nel Novecento, ed in particolare negli anni 1915-1919-1920 e le richieste di autorizzazione della processione sono addirittura sottoscritte dal prevosto della Collegiata di Santo Stefano.

Comunque una cosa è certa: il ripristino dell’antica tradizione della partecipazione delle autorità comunali, con il Gonfalone ed il dono dei 12 ceri al Santo comprotettore della nostra città si deve esclusivamente ad una persona, al parroco don Elia Malintoppi di Falerone, che ha saputo valorizzare un’antica consuetudine della nostra comunità, che esalta il profondo rapporto che c’è sempre stato tra San Girio e la città di Potenza Picena.

Lettera di don Elia Malintoppi del giorno 10/5/1952 al Sindaco di Potenza Picena.

Il sottoscritto don Elia Malintoppi, parroco di San Girio, si permette di esporre quanto segue: solo da qualche anno, e non si sa il perché, si è sospesa una delle più belle e care tradizioni di questa città, cioè la solenne processione di maggio e di venerazione che ogni anno il 25 Maggio partendo dalla Colle­giata, si recava in questa chiesa.

L’origine di questa Processione è plurisecolare e forse dovrà allacciarsi alla morte del Santo (1296) giacché gli Statuti di Monte Santo com­pilati nel 1431 la descrivono minutamente, stabiliscono che il Gonfalo­niere dovesse fare un’offerta di candele e tutte le Autorità vi dovessero prendere parte. Stabilirono pure che detta festa si celebrasse come festa di precetto.

Il sottoscritto, prendendo occasione dei grandiosi restauri compiti in questa chiesa, desidererebbe che questa processione in quest’anno venisse ripristinata, vi prendesse parte la Giunta Comunale, con il Gonfalone, con la simbolica offerta di candele, con la Banda Cittadina, ecc.

Per ragione di convenienza sarebbe bene farla nel pomeriggio verso le ore 17. All’arrivo qui in Chiesa si formerebbe una breve processione ed il tutto si chiuderebbe con l’omaggio al Santo.

Perché la cosa riuscisse nel miglior modo, sarebbe bene, che il Comune desse avviso alla popolazione, almeno 10 giorni innanzi con un pubblico manifesto. Il sottoscritto è ben lieto di essere sempre a dispo­sizione di codesta On. Giunta per ogni chiarimento ed altro.

Sicuro che la proposta trovi benevola accoglienza sentitamente ringrazia ed ossequia.

San Girio li 10 Maggio 1952

­­Firmato don Elia Malintoppi

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