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Archive for agosto 2019

V0000248 Horatius Augenius. Line engraving, 1688.Di Norberto Mancini

Un oblio ingiustificato, non da oggi, copre la memoria di alcuni potentini che, attraverso i secoli, recarono il loro valido contributo al progresso dell’arte sanitaria. Meritano di esser conosciuti non solo perché beneficiarono spesso l’umanità sofferente con geniali e severe conquiste, ma anche in quanto sono il decoro e il vanto della terra nativa e della nostra regione.

Il primo insigne medico di cui si occupano gli annali di Potenza Picena è Lodovico Augeni assai famoso nella professione sanitaria che esercitò nelle principali città della Toscana e della Romagna. Egli fu accettissimo a diversi principi francesi e al papa Cle­mente VII che lo prese al suo servizio.

Nel 1511 andò a insegnare nello studio di Perugia. Morì vecchissi­mo il 17 gennaio del 1573. Gae­tano Marini, nel primo tomo della sua opera «Degli archiatri pon­tifici», afferma che scrisse un «Trattatello dei vini».

Figlio del precedente è Orazio Augeni (1527-1603). Fu lettore di logica all’Università di Macerata. A Roma, nella Sapienza, tenne la cattedra di medicina teorica straordinaria per cinque anni, sino al 1558. In seguito si ritirò a vita privata. Ma per breve tempo, poi­ché il principe Carlo di Savoia gli assegnò la prima cattedra di medicina nello studio di Torino dove rimase sino al 1593. Fu as­sunto, in ultimo, alla cattedra di medicina teorica in Padova. In questa città, carico di anni e consunto dalle fatiche, morì nel 1603. Pubblicò non poche opere. Se ne può vedere l’elenco nel primo to­mo dell’opera incompleta «Biblioteca picena» di Filippo Vecchietti e Tommaso Moro. Il figlio Ilario le fece stampare di nuovo offrendole, con lettera dedicatoria, al cardinale Alessandro Peretti. Al­l’edizione egli aggiunse di suo due indici: l’uno contenente il titolo dei capitoli delle varie materie e l’altro delle cose più degne di osservazione. L’edizione uscì a Ve­nezia nel 1607 «apud haeredem Damiani Zenari».

Console Generale Gaetano Solanelli

Gaetano Solanelli

Gli storici della medicina consi­derano Sebastiano Augeni (+1578) come uno dei migliori scienziati del suo tempo. Esercitò la professione di medico a Camerino. Recatosi a Firenze, per alcuni suoi interessi, Cosimo de’ Medici gli affidò la cattedra di medicina dell’Università di Pisa. Da questa, dopo vari anni, passò a quella di Perugia dove si trattenne lunganente. Lasciò opere di non piccolo pregio che trattano svariatissimi argomenti. Notevole quella intitolata «De natura humana».

Arcangelo Mercenari ( + 1585) in­segnò nell’Università di Padova. Ebbe una lunga polemica, su que­stioni di carattere scientifico, con Orazio Augeni. Le dottissime ri­sposte che diede al suo concitta­dino furono raccolte in volume. Si hanno di lui parecchi lavori di non secondaria importanza.

Gli storici Carlo Cenerelli Cam­pana, Antonio Maria Costantini, Giovanni Panelli e Filippo Bruti Liberati ci danno scarse notizie su altri due medici potentini: Giu­lio Pechini e Nicola Casanova. Vissero nel secolo XVI. Si distin­sero assai nelle discipline medico-­scientifiche. Il secondo stampò vari suoi scritti.

Molto interessante la vita di Gaetano Solanelli (1834-1898). Lau­reatosi giovanissimo all’Università di Bologna, andò a perfezio­narsi alla Sorbona di Parigi. Fu anche per qualche tempo in In­ghilterra. Egli si trovava in pa­tria il 18 settembre del 1860 quan­do tutta la popolazione era fuori Porta Marina — non esisteva ancora via Piana — e sul colle dei Cappuccini per seguire costernata le sorti della battaglia di Castelfidardo. Quando i «papalini», sbandati e in fuga, protestandosi vittime di una imboscata, attra­versarono la vallata del Potenza per risalire affannosamente i colli di Montesanto e di Montelupone, i cittadini ritennero prudente di rientrare nelle loro case e di chiu­dere le porte del paese. Il Solanelli e altri pochi animosi resta­rono fuori delle mura per soccor­rere i feriti e gli invalidi sotto il porticato della chiesa della Madonna della Neve e per con­vincere i fuggiaschi, violenti per disperazione e per paura, a pro­seguire il loro cammino verso Macerata.

Prof. Bruno Brunacci

Prof. Bruno Brunacci

Dopo un breve regime militare, il Solanelli fu il primo sindaco di Montesanto e quando il Governo Piemontese si trasferì a Firenze, eleggendo questa città a capitale, egli e il consiglio comunale, al­l’unanimità, deliberarono di cam­biare il nome di Montesanto in quello di Potenza Picena.

Per quanto fosse dottore, in me­dicina e chirurgia, riuscì ad entrare nella carriera diplomatica. Fu console d’Italia a Larnaca di Cipro, a Trebisonda, a Tagarong sul Mare d’Azof, a Gerusalemme e a Corfù dove chiuse l’operosa esistenza terrena. I suoi resti mor­tali furono portati nella terra na­tale il 7 marzo del 1898.

Poche le notizie della vita di Bruno Brunacci (1879-1919). Essa fu breve e fruttuosa. Nacque da famiglia antichissima della quale una donna, Piera, fu cognata a Dante Alighieri, e alla quale ap­partenne il celebre cardinale Ercole Brunacci-Consalvi, ministro di Pio VII. Insegnò fisiologia nel­le Università di Siena e di Roma. Egli portò contributi preziosi spe­cialmente alla conoscenza della secrezione parotidea e biliare nel­l’uomo e dell’adattamento degli anfibi all’ambiente liquido esterno mediante la regolazione dei loro liquidi interni. A proposito scrisse pregevoli lavori che resero noto il suo nome in Italia e all’estero, soprattutto in Germania.

Ecco, in ultimo, uno scienziato e umanista di fama internaziona­le: Balduino Bocci (1852-1945). Fu medico provinciale di Roma e pro­fessore di fisiologia nell’Ateneo ro­mano e in quello di Siena. Pub­blicò geniali memorie su l’ottica fisiologica e su la meccanica car­diaca.  Numerosissimi i lavori scientifici da lui dati alle stam­pe, quali: «L’Organo del gusto», «Immagini visive cerebrali» e «Guida allo studio sperimentale della psicologia». Quest’ultimo è il risultato della sua vita di scienziato e specialmente degli intenti che lo guidarono e lo sorressero nell’ardua via dell’insegnamento.

Balduino Bocci

Balduino Bocci

Oltre che scienziato il Bocci fu scrittore, critico, saggista e poe­ta. Molti i suoi libri di argomento letterario. Di particolare valore i seguenti: il poema epico-lirico «Italia! Italia», «Piccolo Decamerone eroico», «Il dinamismo cerebrale del genio: G. Leopardi» e « Le api ».

Maestro della esperienza scien­tifica, scrittore animoso e affascinante, poeta della grazia, uomo di vecchio stampo tutto d’un pezzo, Balduino Bocci può essere addita­to come esempio alle nuove gene­razioni.

Recentemente è stato proposto alla dottoressa Maria Sabbatini, attivissima dirigente del Circolo didattico di Potenza Picena ed amante dello spirito e dell’arte, della storia e della vita delle Mar­che, di adoperarsi perché al Bocci venga dedicato il nuovo edificio scolastico di Porto Potenza.

Articolo tratto dal Resto del Carlino del 1969.

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mappa-circondario-montesanto

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A cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri

La quarta Porta Medievale di Monte Santo, la meno conosciuta, si chiama­va Porta del Cunicolo o della Cava e si trovava nel quartiere di Sant’An­gelo, nella zona della Circonvallazione nord, posta a tramontana.

Il suo nome “La Cava”, o in dialetto santese “la Ca’”, è riferito alla presenza in zona di una cava di argilla, materia prima sia per le fornaci che per i vasari. Secondo Carlo Cenerelli Campana, nella sua storia di Monte Santo del 1852, in questa zona sono stati trovati strati di creta smaltata di sostanza argentea (pagina 110).

Il secondo nome della Porta, cioè “cunicolo”, evidenzia la presenza in zona di una cavità, di una grotta, di un cunicolo appunto. In questo caso si­curamente si fa riferimento alla cavità, al cunicolo che conduceva da questa zona fino alla Piazza centrale, Piazza Grande oggi Piazza Giacomo Matteotti. Questa cavità durante la seconda guerra mondiale è stata utilizzata come rifugio antiaereo e poi successivamente chiusa.

La Porta del Cunicolo o della Cava viene menzionata in una mappa del 1817, ma già all’epoca era stata chiusa; la Porta era situata nelle vicinanze della Fonte della Cava, nei pressi delle attuali fontanelle. Ancora oggi a testimonianza del manufatto antico rimane un rudere di muro a ridosso delle abitazioni di Via Lodovico Scarfiotti con evidenti feritoie.

mura

Resti delle antiche mura

Vista la posizione della Porta, questa era di modeste dimensioni, sormon­tata da “pinnacoli” e riservata solo all’accesso pedonale.

Nei pressi della Porta si trovava la Fonte della Cava le cui origini ri­salgono alla fine del Settecento: composta da 5 archi è stata de­molita nel 1970. La porta era circondata da mura castellane, parti delle quali sono emerse durante i lavori di sistemazione della scarpata.

Con la presenza della cava di argilla, in una delle abitazioni poste so­pra, dove avevano anche un forno di cottura, lavorava una famiglia di vasari, i Galeazzi chiamati anche i “coccioni” per il tipo di lavoro che svolgevano. Questa famiglia storica di Monte Santo svolgeva il lavoro di vasari dalla fine del Settecento. È testimoniata anche la presenza di fra Ambrogio Della Robbia con un suo laboratorio e una sua fornace nel quartiere di San Giovanni a Monte Santo, vissuto nella nostra città agli inizi del Cinquecento. Aveva lasciato a Monte Santo una famosa terracotta della Maddalena, sottratta da ignoti al nostro Comune nel 1997.

Nei pressi delle Fontanelle, nel 1872, fu decisa la costruzione di una neviera, poi nello stesso spazio sorse il Parco della Rimembranza nel 1923 a ricordo dei 116 soldati di Potenza Picena morti durante la prima guer­ra mondiale. Nel 1927 questo Parco è stato abbellito da un tempietto prefabbricato, dono del cementificio Scarfiotti e Volpini di Porto Recanati.

Progetto definitivo neviera

Progetto definitivo della neviera dell’ing. Giuseppe Pierandrei. (Archivio Storico Comunale di Potenza Picena)

Nel terreno dei “coccioni” nel 1927 fu costruito inoltre il fabbricato che ospitava il lavatoio pubblico, poi nel 1965 trasformato in locale pubblico “Le Fontanelle” con due gancie di bocce, gestito dalla locale Pro Loco, il cui Presidente era il maestro Edgardo Latini.

Oggi questo locale è sede della Casa dell’Hockey di Potenza Picena. Davanti a questo locale nel 1944 sono stati ricavati i rifugi antiaerei, oggi chiusi.

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Bianchini e Scarfiotti

Il Prof. Lionello Bianchini e il Comm. Casimiro Scarfiotti

A cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri

Potenza Picena dopo la seconda guerra mondiale, con l’avvento della democrazia, nel 1946 è stata governata dall’Amministrazione Comunale guidata dal Sindaco comunista Antonio Carestia, che comprendeva i socialisti, i comunisti ed i repubblicani.  Nel 1951, il giorno 27 Maggio, è stato invece eletto Sindaco il dott. Nazzareno Riccobelli della Democrazia Cristiana, sostituito l’anno successivo dal maestro Lionello Bianchini, con una coalizione che comprendeva la Democrazia Cristiana, i repubblicani, i socialdemocratici e gli indipendenti. Sconfitti i socialisti con i comunisti.

Con le elezioni amministrative del giorno 27 Maggio 1956, cioè 63 anni fa, hanno replicato la vittoria del 1951 i democristiani con i suoi alleati, i repubblicani, i socialdemocratici ed i liberali. Sconfitti di nuovo i socialisti ed i comunisti che si presentavano insieme. È stato confermato Sindaco il maestro Lionello Bianchini.

Camillo Simonacci. Foto Massimo Simonacci.

Camillo Simonacci. Foto Massimo Simonacci.

In queste elezioni amministrative si sono presentate tre liste: quella della DC, insieme a PRI-PSDI e PLI ed avevano sul loro simbolo la scritta “Libertas, l’edera, il sole nascente e la bandiera italiana”, la seconda lista vedeva uniti i socialisti con i comunisti ed aveva sul loro simbolo una spiga di grano con la scritta “Lista Popolare”, la terza lista, che non ha eletto nessun consigliere comunale, aveva sul proprio simbolo la Torre Civica di Piazza Matteotti a Potenza Picena ed una vela, con la scritta “Lista Cittadina”.

Sono stati eletti consiglieri comunali per la maggioranza DC-PRI-PSDI-PLI i seguenti consiglieri: Bianchini Lionello, Bilò Nazzareno, Pasquali Silvio, Grandinetti Mario, Simonacci Camillo, Grandinetti Nello, Carestia Rinaldo, Romagnoli Giuseppe, Gelosi Giuseppe, Torresi Raoul, Fontana Umberto, Rinaldoni Rinaldo, Giustini Nicodemo, Mazzoni Umberto, Palloni Ivo, Paniconi Quirino. Per la minoranza PSI-PCI sono invece stati eletti Ricciardi Giuseppe, Cantarini Vincenzo, Cagnoni Americo e Verrucci Luigi.

Sono stati eletti assessori effettivi i consiglieri Simonacci Camillo (vice-sindaco), Pasquali Silvio, Torresi Raoul e Grandinetti Mario. Gli assessori supplenti erano Paniconi Quirino e Gelosi Giuseppe.

Romagnoli

Parte del Consiglio Comunale Eletto il 27 maggio 1956. Da sx seduti Torresi Raoul, Mario Grandinetti, Nello Grandinetti, Rinaldo Carestia, Giuseppe Romagnoli, Umberto Mazzoni. Foto B. Grandinetti. Per gentile concessione di Enzo Romagnoli.

Questa amministrazione Comunale, guidata dal Sindaco Lionello Bianchini, ha portato a termine regolarmente il suo mandato fino al 1960, quando alle elezioni amministrative del giorno 6/11/1960 è stato eletto Sindaco di Potenza Picena l’Avv. Silvano Mazzoni della Democrazia Cristiana.

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