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Archive for novembre 2019

A cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri

Affreschi Ottocenteschi salone Monastero di San Sisto delle Benedettine di Potenza Picena. Foto Sergio Ceccotti.

Il Monastero di San Sisto delle Benedettine di Potenza Picena si trova oggi nel Palazzo un tempo della famiglia Compagnoni Marefoschi, del ra­mo dei Massucci. La via che costeggia l’ingresso del Monastero oggi si chiama via Mariano Cutini, ma in precedenza si chiamava via Massucci, dal nome della famiglia nobile proprietaria del Palazzo antico.

Le monache Benedettine di Potenza Picena hanno acquistato questo Palazzo solo nel 1887 dai conti Prospero, Alessandro e Giulio Compagnoni Marefoschi, figli di Camillo e di Mariani Carolina di Roma. Per quanto riguarda la chiesa di San Sisto, utilizzata dalle monache benedettine, questa era all’epoca di proprietà della Confraternita della Buona Morte. All’interno del Palazzo si trova ancora oggi un grande locale finemente affrescato sulla volta, risalen­te probabilmente agli inizi dell’ottocento, secondo gli esperti. Troviamo affrescati gli stemmi di famiglia sia dei Marefoschi, dei Mas­succi ed anche dei Compagnoni di Macerata e di Monte Santo. Ci sono inoltre 4 bellissime ed originalissime vedute, probabilmente riferite a Monte Santo. Troviamo la veduta di una Marina, di un molino con vallato, di un pon­te sul fiume Potenza ed una croce su di un colle, probabilmente l’attuale Colle Bianco. Questa croce è anche raffigurata nel catasto Federici del 1765, come è raffigurato il Molino con il vallato, poi in seguito chia­mato Molino Vecchio.

Affreschi Ottocenteschi salone Monastero di San Sisto delle Benedettine di Potenza Picena. Foto Sergio Ceccotti.

Sono degli affreschi molto belli ed originali, che andrebbero anche res­taurati per non perderne la memoria, testimonianza di quando il Palaz­zo in questione era ancora abitato dalla famiglia Compagnoni Marefos­chi, con il capostipite Camillo ed i suoi numerosi figli e figlie. Chi potrebbe essere l’autore di questi bellissimi affreschi? Il dott. Roberto Domenichini, attualmente Direttore dell’Archivio di Stato di Pesaro, presso l’archivio della famiglia Marefoschi ha trovato la ri­cevuta di un pagamento per delle decorazioni fatte dal pittore locale Da­miano Giardetti. Damiamo Giardetti era il padre di un altro pittore ricordato nel libro sulla storia di Monte Santo del 1852 di Carlo Cenerelli Campana, Lorenzo Giardetti, nato a Monte Santo il giorno 3/10/1818 e morto nella nostra città il giorno 17/8/1877 che aveva sposato la sig.ra Marianna Ciminari, mandataria proprio delle nostre Benedettine locali. Le foto messe a disposizione da parte di Sergio Ceccotti ci consentono di far conoscere meglio questi bel­lissimi affreschi del Palazzo un tempo dei Compagnoni Marefoschi, una delle famiglie nobili più importanti della nostra città, insieme ai Bonaccorsi, oggi Monastero di San Sisto delle Benedettine locali.

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A cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri

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quadro di San Girio

Tra gli storici di Monte Santo, l’antica Potenza Picena, bisogna ricordar padre Antonio Maria Costantini, frate cappuccino.

“Nato a Monte Santo il giorno 19 Gennaio del 1693 da Giuseppe e da Gironima, al secolo Antonio, vestì l’abito cappuccino il giorno 2 Feb­braio del 1710. Ordinato sacerdote partecipò ad un concorso interno per professore di teologia morale. Due i concorrenti che risultarono di pari merito, ma la cattedra non fu assegnata al padre Antonio Maria Costan­tini. Per addolcire la mancata nomina i superiori lo elessero guardia­no di una comunità. Egli rinunciò all’incarico per dedicarsi completamente agli studi.

Come studioso il padre Antonio Maria ebbe una gamma vastissima di inte­ressi. Impossibile in questa sede una rassegna completa della sua atti­vità culturale; se ne darà l’elenco solamente.

Tra gli incarichi che ebbe dai superiori vi fu quello di postulatore delle cause dei santi. In tale veste redasse il processo sopra la fama di santità di fra Bernardo da Offida, laico cappuccino, che inviò alla Congre­gazione dei Santi. Dalla stessa Congregazione ottenne la messa e l’uffi­cio propri per il beato Girio, comprotettore di Monte Santo.

Si era acquistata una notevole fama di restauratore di opere pittoriche poiché fu incaricato dal Governatore di Loreto di un progetto per il res­tauro degli affreschi del Pomarancio.

Coltivò la topografia storica e in particolare si interessò della ro­mana Pausulae, lasciando due dissertazioni manoscritte sul luogo dove esisteva questa città, molto apprezzate dagli studiosi del tempo.

La sua versatilità non aveva limiti. Come egli stesso afferma, “è stato suo studio il soggetto delle acque di vene invisibili e delle acque vi­sibili dei fiumi”. Per tale sua competenza il Governatore di Loreto lo incaricò di rimediare all’inefficienza del sistema di approvvigionamento idrico della città. Tuttavia la ricerca storica fu la sua attività princi­pale. Della sua produzione è pervenuta un saggio giovanile ri­masto inedito su “l’Origine e notizie della terra di Monte Santo, nobile, antica ed illustre nella Marca”. L’anno 1742 per i tipi del Poggiarelli di Ronciglione pubblicava un “Liber tertius in quo varia documenta, iura et privilegia hominum et regiminis Montis Sancti”. Si tratta, come preci­sa l’autore, di un catalogo di documenti in appoggio al “Trattato istorico del territorio di Monte Santo”. Nonostante le ricerche eseguite dai vari eruditi del Sette e Ottocento del primo volume di tale opera, che l’au­tore dice che fosse già pronto per la stampa, non si è mai trovato nulla.

Il padre Antonio Maria Costantini cessava di vivere nel Convento di Offida il giorno 26 Febbraio del 1767.

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“La Deposizione” di Simone De Magistris del 1876

Il padre Antonio Maria Costantini, tipico esponente della cultura erudi­ta e scientifica del suo tempo, con la sua lunga ed operosa esistenza ha dato un suo contributo alla cultura marchigiana del Settecento, con le sue ricerche storiche, topografiche e attività scientifiche molto appre­zzate dai dotti del suo tempo.” (da I Cappuccini a Potenza Picena di Callisto Urbanelli, Giuseppe Santarelli e Nanni Monelli, Edizioni Anibali, Ancona 1993).

Secondo il Bruti Liberati, padre Antonio Maria Costantini, restaurò anche la tavola di Simone De Magistris del 1576 “La Deposizione”, che si trova all’interno della Chiesa di San Lorenzo dei Frati Cappuccini di Potenza Picena. (da Filippo Bruti Liberati 3° lettera sopra Monte Santo del 1840 e lettera del 1842, Ripatransone Tipografia Jaffei. Potentini Illustri di Norberto Mancini, Recanati, Tipografia Pupilli 1950).

Per quanto riguarda Monte Santo, vi facciamo conoscere il suo manoscritto giovanile che si conserva in originale presso la Biblioteca Comunale di Fermo ed il libro del Marinucci sulla vita di San Girio del 1766, di cui il Costantini fu il postulatore della causa di beatificazione.

pdficon_largemanoscritto_padre_maria_costantini_web.pdf  – Manoscritto di Padre Antonio Maria Costantini “Origine e notizie della terra di Monte Santo, nobile, antica ed illustre nella Marca”. – Biblioteca Comunale di Fermo

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Atto di Battesimo di Antonio Maria Costantini del 19-1-1693. Archivio Storico Parrocchia Santi Stefano e Giacomo.

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Questo fine settimana si terrà a Montecassiano il 55° convegno del Centro Studi Storici Maceratesi. Tra i molti ed interessanti interventi vogliamo porre attenzione alla relazione della prof.ssa Maela Carletti “Tesori da custodirsi gelosamente”. Le ritrovate pergamene del monastero di S. Tommaso di Potenza Picena.

Invitiamo la cittadinanza a partecipare.

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Consegna delle 6 statue lignee restaurate. Da sx Simona Ciasca, Letizia Bruscoli e Paolo Onofri. Foto Letizia Bruscoli.

Il giorno venerdì 8 novembre 2019, alle ore 9,00, la Dott.ssa Letizia Bruscoli di Pesaro ha riconsegnato al nostro Comune restaurate le ultime 6 statue lignee degli Apostoli del sec. XVII. Era presente l’Economo Comunale, Dott.ssa Simona Ciasca, responsabile dei progetti Art Bonus dell’Ente.

Le statue, San Matteo, finanziata dal Panificio Eredi Borroni, San Giovanni Evangelista, finanziata da Samuele Grappini, San Paolo e San Simone Cananeo, finanziate da Enzo Romagnoli, San Bartolomeo e San Giuda Taddeo, finanziate dalla Ditta Elettromedia s.r.l., sono state collocate all’interno delle vetrinette nel corridoio della Pinacoteca Comunale “Benedetto Biancolini” di Via Trento.

Sono state messe insieme alle altre quattro statue che erano stata consegnate in precedenza, sempre da Letizia Bruscoli, il giorno 11 luglio 2019, San Filippo, finanziata dal Dott. Franco Senigagliesi, San Giacomo Maggiore, San Giacomo Minore e Sant’Andrea finanziate dal Dott. Roberto Domenichini.

La nostra città in questo modo ha portato a termine positivamente il suo primo progetto Art Bonus. I nostri 6 mecenati hanno potuto usufruire dei benefici fiscali della legge, che prevede un credito d’imposta del 65%, diluito in 3 anni.

Ora tutti a lavoro per proseguire con gli altri tre progetti Art Bonus previsti dal nostro Comune, i quattro antifonali dei Secc. XVI e XVII, la Fonte di Galiziano del sec. XV ed il quadro di Sant’Apollonia del Sec. XVIII.

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Teatro Bruno Mugellini con al centro la nuova illuminazione del plafone. Foto di Sergio Ceccotti.

In questi ultimi anni chiunque entrava nel nostro Teatro Comunale “Bruno Mugellini” si meravigliava della scarsa illuminazione interna.
Il sistema di illuminazione della volta della platea risale al 1990, quando il nostro Teatro è stato sottoposto ad un grande intervento di ristrutturazione.
Il sistema di illuminazione della platea, a parte le 10 lampade poste all’esterno dei palchi, è costituito da un impianto circolare collocato sulla volta, intorno al quadro dedicato al1’Unità d’Italia del pittore di Roma Ignazio Tirinelli. E’ formato da n° 26 lampade e ricoperto da una plafoniera di plastica. L’impianto è fisso, cioè non può scendere, e quindi per poter sostituire le lampade bisogna per forza salire sulla volta con un castello, togliendo prima tutte le poltroncine della platea. In precedenza questo impianto di illuminazione non era ricoperto da una plafoniera e poteva essere abbassato dall’interno della volta e contava 32 lampade. Era sicuramente molto più pratico.
L’ultima volta che gli operai comunali Rolando Moretti ed Armando Del Monte sono intervenuti per poter cambiare tutte le lampade risale ad oltre 10 anni fa. In questo lungo arco di tempo inoltre la plafoniera era diventata scura dal notevole sporco accumulato e dagli insetti morti depositati al suo interno, riducendo di molto la luminosità. Negli ultimi tempi erano funzionanti solo 10 lampade delle 26 presenti, per giunta in fase di esaurimento, e per lo sporco accumulato nella plafoniera la visibilità era veramente minima.

Teatro Bruno Mugellini con al centro la nuova illuminazione del plafone. Foto di Sergio Ceccotti.

In queste pessime condizioni di luminosità si presentava il nostro meraviglioso Teatro, non consentendo a nessuno di poter apprezzare in tutta la loro bellezza sia l’interno della struttura, i palchi ed il loggione, sia il sipario dedicato a Minerva, sia gli affreschi della volta, opera del decoratore di Morrovalle Filippo Persiani che il quadro dedicato all’Italia unita del pittore di Roma Ignazio Tirinelli.
Il giorno Giovedì 24 Ottobre 2019 è avvenuto il “miracolo”, atteso da molti anni, all’interno del nostro Teatro.
Dopo che gli operai comunali il giorno Lunedì 21 Ottobre 2019 avevano con cura smontato tutte le 58 poltroncine della platea, cioè le 6 file complete, sono intervenuti gli operai della ditta Stacchio, incaricati dal nostro Comune, hanno montato il castello e sono arrivati a lavorare sull’impianto di illuminazione della volta del Teatro.
Hanno smontato la plafoniera ripulendola minuziosamente con cura dallo sporco che si era accumulato in questi anni, ed hanno poi sostituito tutte le lampade presenti, cioè 26, comprese quelle 10 ancora funzionanti.
A quel punto hanno poi messo tutte lampade led a luce calda. Il loro lavoro si è concluso nella giornata di Giovedì 24 Ottobre 2019.
Il giorno successivo, cioè Venerdì 25 Ottobre 2019, al mattino, gli operai comunali hanno ricollocato al loro posto tutte le 58 poltroncine della platea.
Lo spettacolo che si è presentato dopo questo intervento era stupefacente, meraviglioso, mai visto prima all’interno del nostro Teatro.

Veduta della volta del plafone con la precedente illuminazione che risaliva al 1933. Foto B. Grandinetti. ASCPP.

La luce calda dei led dava un senso gradevole ed armonioso, riposante all’interno di questa struttura. Bellissima la veduta completa sia dei palchi che del loggione, meravigliosi in queste condizioni il sipario, gli affreschi della volta ed il quadro centrale. Sembra un altro Teatro. La sensazione che si prova oggi entrando nel nostro Teatro è di stupore, di meraviglia. Avevamo uno straordinario scrigno d’arte, di storia e di architettura e lo tenevamo in penombra.
Grazie a tutti coloro che si sono attivati per rendere possibile questo “miracolo”. Gli operai della ditta Stacchio, che hanno lavorato con molta professionalità, gli operai comunali che hanno smontato e poi rimontato le poltrone del Teatro, l’ufficio Tecnico Comunale e 1’Economo comunale, dott.ssa Simona Ciasca.
Le foto di Sergio Ceccotti scattate con questa nuova illuminazione dimostrano l’effetto positivo di questo “miracolo” avvenuto all’interno nostro Teatro “Bruno Mugellini”.
La nuova illuminazione è stata inaugurata sabato 9 novembre 2019, alle ore 18,00, con la presentazione del libro di padre Alberto Maggi “due in condotta”, Editore Garzanti.
Il Teatro era al completo sia nella platea che nei 23 palchi e gli spettatori hanno potuto ammirare con soddisfazione la nuova illuminazione del nostro Teatro.

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Egisto Bontempi al centro

A cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri
Sono trascorsi 40 anni da quando il Consiglio Comunale di Potenza Picena, sindaco l’insegnante Maria Magi, ha accettato il donativo fatto dai coniugi Bontempi, Egisto e sua moglie Maria Bianchi, del loro palazzo situato nel Centro Storico della città, tra via Silvio Pellico e Corso Vittorio Emanuele II.
Questo Palazzo antico appartenuto alla famiglia Marefoschi di Monte Santo, il cui ultimo proprietario è stato il conte Giulio Marefoschi, figlio di Alessandro e di Maria Camilla Rospigliosi Pallavicini, nel 1937 ha ospitato l’attività imprenditoriale per la produzione di fisarmoniche di Egisto Bontempi, venuto nella nostra città da Castelfidardo, chiamata all’epoca “La Fisarmonica”.
Quando la Bontempi ha costruito il nuovo stabilimento industriale in Viale don Bosco, questa struttura originaria è stata chiusa e non più utilizzata.
Il fabbricato era molto ampio e comprendeva all’epoca magazzini, appartamento, sottotetto e garage per un totale di Mq. 765 ed un volume di Mc. 3.800, valutato dai tecnici comunali all’epoca ben 115.000.000 di lire, una somma considerevole.
I coniugi Bontempi avevano manifestato la volontà di donare al Comune di Potenza Picena il palazzo in questione con una loro lettera del 1/9/1977 ed il nostro Ente ha accettato il loro donativo nel Consiglio Comunale del giorno 6/4/1979, delibera n° 30, con votazione unanime dei presenti, cioè 28 consiglieri.
Durante la discussione del consiglio comunale è intervenuto il capogruppo del Partito Comunista Italiano Massimo Gattafoni, che nel compiacersi del nobile gesto della famiglia Bontempi a favore del comune di Potenza Picena ha proposto ai consiglieri presenti l’utilizzazione della struttura per “alloggi-parcheggio a favore di famiglie costrette ad evacuare da immobili da sottoporre ad interventi straordinari di recupero e ciò al fine di avviare un discorso sulla rivalutazione e sul recupero del Centro Storico”. Il consiglio comunale all’unanimità ha accettato la proposta del capogruppo PCI Massimo Gattafoni.

Palazzo donato dai Coniugi Bontempi visto da Corso Vittorio Emanue II. Foto Sergio Ceccotti.

Nel corso degli anni questa destinazione originaria dei locali del Palazzo donato dai coniugi Bontempi è stata solo in parte rispettata. Infatti sono stati ricavati n° 7 appartamenti popolari dell’Erap, consegnati nel mese di Settembre 2018, mentre il resto del Palazzo donato è stato occupato dalle Poste Italiane, che lo hanno acquistato dal nostro Comune.
Comunque rimane il nobile gesto dei coniugi Bontempi, Egisto e Maria Bianchi, a favore della comunità di Potenza Picena, che li ringrazia di cuore.

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reliquiario 5

San Paolo

Il giorno 24 Ottobre 2019 la dott.ssa Letizia Bruscoli di Pesaro ha comunicato alla Soprintendenza di Ancona di aver completato il restauro delle ultime 6 statue lignee de­gli Apostoli del sec. XVII di Potenza Picena, mandando tutta la documentazione dei lavori. Per conoscenza è stata mandata anche al nostro Comune.

5 statue le aveva ritirate il giorno giovedì 11 Luglio 2019, San Gio­vanni Evangelista, finanziata da Samuele Grappini per Euro 800, San Pao­lo e San Simone Cananeo, finanziate da Enzo Romagnoli per Euro 1.500, San Bartolomeo e San Giuda Taddeo, finanziate dalla ditta Elettromedia srl di Potenza Picena per Euro 1.550. L’ultima statua, quella di San Matteo, era stata ritirata il giorno 13 Agosto 2019 ed è stata finanzia­ta dal Panificio Eredi Borroni, per Euro 700.

In data giovedì 11 Luglio 2019 la dott.ssa Letizia Bruscoli aveva già consegnato restaurate le prime 4 statue degli Apostoli, San Giacomo Mag­giore, San Giacomo Minore e Sant’Andrea, finanziate dal dott. Roberto Domenichini per Euro 2.300 e San Filippo, finanziata dal dott. Franco Senigagliesi per Euro 650.

Tutti i nostri mecenati hanno usufruito dei benefici fiscali della leg­ge Art Bonus, che prevede un credito d’imposta del 65%, diluito in 3 anni.

Come era già avvenuto per il restauro delle prime 4 statue lignee degli Apostoli, il lavoro della dott.ssa Letizia Bruscoli ci ha restituito queste ultime 6 statue in condizioni veramente eccellenti, con un ri­sultato del suo restauro straordinario.

Le statue ridotte molto male, dei veri ruderi storici, hanno ria­cquistato di nuovo tutta la loro originaria bellezza, in particolare le parti decorate in foglia d’oro, il corpo e gli elementi attributivi degli Apostoli, i colori argentei dei volti e delle mani, oltre al ba­samento portareliquario, dove è stato riportato anche in questo caso al colore originario verde, molto bello. In queste condizioni le sta­tue comunicano un senso di purezza. Eliminati tutti i tarli, chiuse tut­te le spaccature del legno, in particolare quella molto evidente sul volto del san Bartolomeo e ricostruite tutte le parti mancanti.

Le statue ridotte molto male, dei veri ruderi storici, hanno ria­cquistato di nuovo tutta la loro originaria bellezza, in particolare le parti decorate in foglia d’oro, il corpo e gli elementi attributivi degli Apostoli, i colori argentei dei volti e delle mani, oltre al ba­samento portareliquario, dove è stato riportato anche in questo caso al colore originario verde, molto bello. In queste condizioni le sta­tue comunicano un senso di purezza. Eliminati tutti i tarli, chiuse tut­te le spaccature del legno, in particolare quella molto evidente sul volto del san Bartolomeo e ricostruite tutte le parti mancanti.

Le statue ridotte molto male, dei veri ruderi storici, hanno ria­cquistato di nuovo tutta la loro originaria bellezza, in particolare le parti decorate in foglia d’oro, il corpo e gli elementi attributivi degli Apostoli, i colori argentei dei volti e delle mani, oltre al ba­samento portareliquario, dove è stato riportato anche in questo caso al colore originario verde, molto bello. In queste condizioni le sta­tue comunicano un senso di purezza. Eliminati tutti i tarli, chiuse tut­te le spaccature del legno, in particolare quella molto evidente sul volto del san Bartolomeo e ricostruite tutte le parti mancanti.

reliquiario 3

San Giuda Teaddeo

Le statue ridotte molto male, dei veri ruderi storici, hanno ria­cquistato di nuovo tutta la loro originaria bellezza, in particolare le parti decorate in foglia d’oro, il corpo e gli elementi attributivi degli Apostoli, i colori argentei dei volti e delle mani, oltre al ba­samento portareliquario, dove è stato riportato anche in questo caso al colore originario verde, molto bello. In queste condizioni le sta­tue comunicano un senso di purezza. Eliminati tutti i tarli, chiuse tut­te le spaccature del legno, in particolare quella molto evidente sul volto del san Bartolomeo e ricostruite tutte le parti mancanti.

La complessa gestione organizzativa di questo progetto culturale Art Bo­nus del restauro delle 10 statue lignee degli Apostoli del sec. XVII è stata seguita con molta professionalità e competenza dall’economo co­munale, dott.ssa Simona Ciasca, che fin dall’inizio ha creduto sulla possibilità di poter portare a termine questo ambizioso progetto ed ha an­che contribuito in maniera determinante a trovare i tanti finanziatori, e deve essere considerato come esempio positivo della gestione oculata del recupero del nostro patrimonio storico ed artistico.

Un precedente molto incoraggiante per poter proseguire con tutti gli altri progetti Art Bonus previsti dal nostro Comune, tra cui il restau­ro dei 4 antifonali dei secc. XVI e XVII, il quadro di Santa Apollonia del sec. XVIII ed infine il restauro della Fonte di Galiziano del sec. XV.

Grazie comunque a nome di tutta la nostra comunità alla dott.ssa Simona Ciasca per aver portato a termine positivamente questo progetto molto ambizioso e qualificante per la nostra città.

Grazie anche al lavoro molto ben eseguito dalla restauratrice Letizia Bru­scoli di Pesaro.

reliquiario 1

San Bartolomeo Apostolo

Grazie infine ai tanti mecenati santesi che hanno creduto in questo pro­getto e lo hanno finanziato: il dott. Roberto Domenichini, il dott. Fran­co Senigagliesi, Samuele Grappini, Enzo Romagnoli, i titolari della ditta Elettromedia srl di Potenza Picena Pietro Pantaleoni, Emidio Vagnoni, Maria Riccobelli e Maurizio Riccobelli ed i titolari del Panificio Ere­di Borroni di Potenza Picena, Matteo, Eva ed Andrea Borroni.

Le 6 statue lignee degli Apostoli, dopo l’approvazione dei lavori da parte della Soprintendenza di Ancona, verranno consegnate al nostro comune e collocate insieme alle altre 4 all’interno delle vetrinette nel corridoio della Pi­nacoteca comunale “Benedetto Biancolini” di Via Trento, a disposizione di tutti coloro che le vogliono ammirare. Si possono visitare dal lunedì al venerdì di tutti i giorni, dalle ore 16,00 fino alle ore 19,00.

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