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Archive for settembre 2020

Presentazione a cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri.

Coperina del libro Le sue pietre, la sua Anima Padre Pietro Lavini Fotografia e storia di Adriana Pierini.

Il giorno 9 agosto 2020 presso il Monastero di San Leonardo sui Monti Sibillini, è stato presentato per la prima volta il libro fotografico-storico di Adriana Pierini “Le sue pietre, la sua anima, padre Pietro Lavini”.

Questo progetto editoriale nasce nel giugno del 2013 dal primo incontro di Adriana Pierini presso il Monastero di San Leonardo. La fotografa di Recanati Adriana Pierini chiese umilmente al “muratore di Dio” di poter portare avanti questo suo progetto fotografico e storico ed ebbe l’assenso di padre Pietro. Questo incontro avveniva tre anni prima dalla morte di padre Pietro Lavini.

La prima volta che Adriana Pierini ha esposto queste foto è stato il giorno 7 novembre 2015, tre mesi dopo la morte del frate muratore, foto esposte in permanenza nel Monastero di San Leonardo.

Adriana Pierini è una fotografa di Recanati, nata nel 1954 ed ha lavorato presso il Comune di Recanati, curando il settore turistico. È socia del Fotocineclub di Recanati ed il Presidente onorario dello stesso, Antonio Baleani, ha curato la parte biografica di Adriana Pierini.

Padre Pietro Lavini, al secolo Armando, è nato a Potenza Picena il giorno 7/7/1927 in Via S. Croce n.344 da Nazzareno e da Palmina Reucci. È morto il giorno 9 agosto 2015 presso l’Ospedale di Comunanza ed è sepolto presso la Cappella dei frati Cappuccini e dei frati Minori nel Cimitero di Potenza Picena.

Padre Pietro aveva un altro fratello, anche lui frate cappuccino, padre Isidoro, morto il giorno 31/7/2015 a Macerata, pochi giorni prima di padre Pietro ed una sorella, Armanda, ancora oggi vivente, che si è sposata con Luigi Domenichini ed hanno avuto due figli, il prof. Silvano Domenichini ed il dott. Roberto Domenichini, attualmente Direttore dell’Archivio di Stato di Pesaro.

Il libro è stato patrocinato dall’Arcidiocesi di Fermo, dalla Provincia Picena dei frati Cappuccini, dal Monastero di Santa Caterina di Santa Vittoria in Matenano, dal Comune di Montefortino, dal centro Studi “Fortunato Duranti” di Montefortino, dal Fotocineclub di Recanati ed ha avuto il riconoscimento da parte della FIAF L04/2020.

Adriana Pierini. Foto A. Baleani

Contiene interventi dell’Associazione Laga Insieme ONLUS “Amici per Natura” di Amatrice ed Accumoli (il libro è stato realizzato grazie al loro sostegno), di Adriana Pierini con le sue 17 foto artistiche e bellissime di padre Pietro Lavini, del Sindaco di Montefortino, Domenico Ciaffaroni, del Presidente dell’Associazione Laga Insieme onlus, Biancamaria Classetti, del Presidente onorario della Fiaf Giorgio Tani, di padre Gianfranco Priori, Rettore del Santuario Madonna dell’Ambro, di Vicenzo Varagona, giornalista Rai, di Onorato Diamanti del Centro Studi “Fortunato Duranti” di Montefortino, per quanto riguarda la parte storica. Contiene anche il capitolo IX del libro di padre Pietro Lavini “Lassù sui monti”.

Il libro contiene inoltre un’altra interessante novità, oltre al testo in italiano, è stata prevista la traduzione in inglese, curata dalla signora Marie Condon.

Il libro è stato stampato dalla Tecnostampa di Loreto nel mese di Luglio 2020 e si può trovare presso il Monastero di San Leonardo ed il Santuario Madonna dell’Ambro, lasciando un contributo di € 15. I proventi raccolti saranno destinati al recupero di una parte del Monastero: realizzazione di un Museo-Fototeca da ubicare al suo interno. Il libro inoltre si può richiedere lasciando un commento a questo articolo.

Ci si augura che questo bellissimo libro possa essere anche presentato a Potenza Picena, la città dove padre Pietro Lavini è nato, come è già avvenuto per il libro di Vincenzo Varagona “Il muratore di Dio” il giorno 11/12/2016 presso la sala riunioni “Umberto Boccabianca” di Via Trento, iniziativa curata dalla Biblioteca Comunale “Carlo Cenerelli Campana”.

Padre Pietro Lavini

Potenza Picena, la sia città natale, dovrebbe intitolare a Padre Pietro Lavini il piazzale che si trova tra via S. Croce e Vico Guarnieri, che verrà prossimamente anche pavimentato, collocato a poca distanza dalla casa dove lui è nato il giorno 7/7/1927. Sarebbe un bellissimo omaggio al “muratore di Dio”.

Ringraziamo, infine, il dott. Roberto Domenichini per averci messo a disposizione il libro dedicato a suo zio da parte di Adriana Pierini.

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A cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri.

Ex voto Santuario Madonna delle Grazie Potenza Picena realizzato dal Prof. Giuseppe Asciutti. Foto Bruno Grandinetti.

Dopo l’esposizione pubblica nella mostra “Per Grazia Ricevuta”, organizzata dal Fotoclub di Potenza Picena dal 1 agosto fino al giorno 16 agosto 2020, presso la Fototeca Comunale “Bruno Grandinetti”, durante la 3° Festa Patronale di Santo Stefano, vogliamo ora far conoscere meglio gli ex voto presentati nella mostra.

I 51 ex voto sono rappresentati nelle bellissime foto scattate negli anni Settanta da Bruno Grandinetti e oggi gentilmente messe a disposizione dal Fotoclub per farle ammirare in tutta la loro bellezza ai nostri affezionati lettori.

Nell’ambito della mostra sono stati esposti sia i 26 ex voto originali, che i 25 riprodotti solo in fotografia, in quanto gli originali sono scomparsi dalla Collegiata di Santo Stefano.

Il più antico ex voto è datato 1833 e riguarda un incidente con un biroccio, mentre il più recente è del 12 febbraio 1940, di Leonella Rebichini, una bambina di 4 anni, salvata da una grave malattia.

Ex-voto della Madonna delle Grazie di Potenza Picena

La maggior parte degli ex voto sono ottocenteschi ed una piccola parte della prima metà del Novecento. In quattro di questi riconosciamo la mano artistica del Prof. Giuseppe Asciutti, come in quello del 1936 di Stella Tartabini, un incidente con il biroccio. Stella Tartabini nata il 10/2/1909, figlia di Marone e di Maria Rossi, abitava in C.da Asola.

A noi è molto familiare il soggetto di un ex voto del 1935, Luigino Rossini, detto “Lo stagnì”, dove lui bambino di due anni cade dalla finestra della sua abitazione posta in Via Piave a Potenza Picena. Anche questo ex voto dovrebbe essere opera del prof. Giuseppe Asciutti, che abitava poco distante dalla famiglia Rossini. Luigino Rossini era nato il il 5/4/1933 da Vitaliano e da Maria Girotti.

Un terzo ex voto che potrebbe essere attribuito al prof. Giuseppe Asciutti, sia per lo stile che per la firma, è quello di Paolo Calcabrini del 1936, raffigurante un incendio durante le fasi di trebbiatura. Paolo Calcabrini, nato il 3/7/1871 da Francesco era un mezzadro ed abitava in C.da Molino. Il quarto ex-voto dovrebbe essere quello del 1940 di Leonella Rebichini. Era nata a Potenza Picena il 27/6/1936 da Ferdinando e da Teresa Pesci e si è sposata con Tarcisio Pescetti. È oggi vivente ed abita con il figlio Gerio a Civitanova Marche.

Ex voto Santuario Madonna delle Grazie Potenza Picena realizzato dal Prof. Giuseppe Asciutti. Foto Bruno Grandinetti.

Molti di questi ex voto fotografano episodi che si sono verificati nel contesto del lavoro agricolo delle nostre rigogliose campagne, in quanto questo tipo di attività era la più diffusa nella nostra città.

Un ex voto del 7 giugno 1863 di Serafino Mazzoni documenta un’aggressione con coltello avvenuta davanti alla chiesa della Madonna delle Grazie; grazie ad esso possiamo vedere come era, all’epoca, la facciata di questo Santuario.

Serafino Mazzoni già in precedenza, nel 1858, aveva dedicato un ex voto, nel quale viene rappresentato lui salvato dall’annegamento in un fiume, pensiamo il Potenza.

Tutti gli ex voto fino al 1970 erano conservati sulle pareti del Santuario della Madonna delle Grazie, poi, a causa del crollo del tetto, sono stati portati via e collocati presso la Collegiata di Santo Stefano.

Bruno Grandinetti li ha potuti fotografare in questa fase.

Dopo i lavori di restauro del Santuario (la riapertura è avvenuta nel 1973), gli ex voto non sono più ritornati al suo interno.

Le origini di questo Santuario sono molto antiche e la originaria cappella dovrebbe risalire al Quattrocento. L’immagine della Madonna con il Bambino che si venera al suo interno è un affresco del XV secolo, di autore ignoto, nel passato era stato attribuito a Pietro da Montepulciano.

La Cappella nel 1788, per vetustà, doveva essere demolita per ordine dell’Arcivescovo di Fermo, Mons. Andrea dei Conti Minucci ed il materiale utilizzato per il restauro della chiesa di San Giacomo Maggiore.

La popolazione di Monte Santo si oppose a questa decisione del Vescovo di Fermo e chiese l’intervento economico del conte Leandro Mazzagalli di Recanati, affinchè finanziasse le opere di ristrutturazione del tempietto e ne acquisisse il patronato.

In questo modo la chiesa fu salvata, ingrandita, abbellita ed inaugurata nel 1794. Cento anni dopo, nel 1894, è stato festeggiato il centenario di questo avvenimento con l’apposizione delle corone d’oro sulla Vergine e sul Bambino, facendo grandiosi festeggiamenti, sia religiosi che civili.

La festa della Madonna delle Grazie si festeggia il giorno 2 luglio.

Ex voto Santuario Madonna delle Grazie Potenza Picena realizzato dal Prof. Giuseppe Asciutti. Foto Bruno Grandinetti.

Gli ex voto originali andrebbero restaurati e successivamente esposti al pubblico. Si propone alla Parrocchia dei Santi Stefano e Giacomo di Potenza Picena di far predisporre un progetto di restauro dei 26 ex voto originali, cercando tra le famiglie della parrocchia e non solo, mecenati disposti a finanziare l’intervento.

Inoltre sarebbe bene che tutti gli ex voto venissero riprodotti fotograficamente ed esposti in permanenza sulle pareti del Santuario della Madonna delle Grazie.

E’ nostra intenzione predisporre una pubblicazione con tutte le 51 foto degli ex voto, con una nostra presentazione iniziale. La pubblicazione, se riuscisse a trovare uno sponsor, potrebbe essere venduta al pubblico ed il ricavato utilizzato per far restaurare gli ex voto originali.

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Esterno ex-Ospedale Bonaccorsi

Il Palazzo dell’ex Ospedale Civico Bonaccorsi di Corso Vittorio Emanuele II a Potenza Picena è stato invaso dai piccioni.

Negli anni scorsi parte del tetto era crollato e nessuno aveva provveduto a ripararlo o comunque ad evitare che potessero entrare i piccioni. Da questa apertura sono potuti entrare indisturbati i piccioni, nidificando al suo interno e riempiendo i locali della struttura dei loro escrementi, creando un grave problema igienico-sanitario.

Come era successo per tanti altri palazzi storici abbandonati al loro destino nel nostro Centro storico, anche nel caso del Palazzo ex Ospedale Civico Bonaccorsi, struttura di proprietà comunale, la mancata manutenzione del tetto ha consentito ai piccioni di entrare, viverci, riprodursi tranquillamente. Nel caso dei palazzi privati occupati dai piccioni, il nostro comune con ordinanza n° 43 del 30/3/2010, aveva obbligato i proprietari a risanare i locali e a chiudere le aperture che avevano consentito l’ingresso dei piccioni. Ora nel caso del Palazzo dell’ex Ospedale Bonaccorsi di proprietà comunale valgono lo stesso le norme di legge? I nostri vigili urbani obbligheranno il nostro comune ad intervenire immediatamente sul fabbricato? Interverrà la Sopritendenza di Ancona?

Questo Palazzo storico che ha visto nascere nel 1737 l’Ospedale Civico al suo interno, dopo il donativo del conte Mons. Alessandro Bonaccorsi, alla chiusura dell’Ospedale ha poi ospitato anche la Scuola Media di Potenza Picena, prima della costruzione nel nuovo fabbricato della Circonvallazione Le Grazie. Successivamente ha ospitato il Poliambulatorio, poi il Circolo degli anziani “Armando Fioranelli”, gli Scout di Potenza Picena ed altre associazioni sportive e ricreative locali.

Il Palazzo in questione è stato inserito fin dal 29/6/2011, delibera del consiglio Comunale n° 20, tra i beni immobili del nostro comune da poter vendere al prezzo di Euro 626.000.

Stemma della Famiglia Bonaccorsi e lapide che ricorda Alessandro Bonaccorsi

Nel 2012, il giorno 27 Aprile delibera n° 14, il consiglio comunale ha apportato una variante al piano particolareggiato del nostro Centro Storico, prevedendo l’uso della struttura per fini abitativi.

Nel 2013, decreto n° 233 del 4/10/2013, la Soprintendenza di Ancona ha dichiarato il Palazzo di interesse storico ed architettonico, vincolandolo.

Sono trascorsi quasi 10 anni da quando per la prima volta questo Palazzo storico è stato messo in vendita al prezzo di Euro 626.000 e nessuno ha presentato offerte di acquisto.

Nel frattempo per la chiusura, l’abbandono e la mancata manutenzione parte del tetto è crollato, sono potuti entrare i piccioni che nel corso degli anni hanno colonizzato l’intera struttura.

In queste condizioni nessuno sarà interessato ad acquistarlo, neppure se regalato.

È preferibile sistemare il tetto, ripulirlo al suo interno dagli escrementi dei piccioni e toglierlo dall’elenco dei beni immobili del nostro comune da vendere ed utilizzarlo per finalità sociali e culturali della nostra comunità.

Questo antico Palazzo del nostro centro storico ha fatto la stessa fine della chiesa di Sant’Agostino, abbandonata e dove parte del tetto dell’abside era crollato e regnavano indisturbati tantissimi piccioni. Poi il “miracolo” di un servizio televisivo del TG Marche, grazie all’iniziativa del dott. Roberto Domenichini, ed il nostro Comune guidato dal sindaco Mario Morgoni ha deciso il recupero della ex chiesa di Sant’Agostino ed oggi noi tutti ci vantiamo della bellezza ed originalità del l’Auditorium “Ferdinando Scarfiotti”.ù

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vasca termale di epoca romana

A cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri.

Dal giorno 18 aprile 2008 presso l’atrio della Fototeca Comunale “Bruno Grandinetti”, nella ex chiesa di Santa Caterina d’Alessandria, si trova il più antico reperto archeologico della città di Potenza Picena.

Si tratta di una vasca romana ad uso termale di forma ellissoidale, con scolpite in rilievo due maniglie circolari in un solo lato, foro interno, marmo bianco con venature.

La vasca è alta cm. 60, larga cm. 175 e profonda cm.75, risalente secondo gli esperti della Soprintendenza Archeologica delle Marche al periodo dal II sec. a.C. al II – III sec. d.C.

In precedenza la vasca termale di epoca romana si trovava nel deposito comunale sotto l’asilo nido di Via XXX Giugno a Potenza Picena, il giorno 10/03/1998 è stata ritrovata da Bruno Grandinetti, insieme al sipario dedicato a Minerva del nostro teatro “Bruno Mugellini”. Il sipario successivamente è stato prelevato, restaurato e ricollocato al suo posto all’interno del nostro Teatro il giorno 18/11/2006.

Padre Nazzareno Girio Pistelli

Il giorno 10/04/2001 la vasca termale di epoca romana è stata visionata dalla dott.ssa Edvige Percossi della Soprintendenza Archeologica delle Marche di Ancona, confermando l’antichità del manufatto di origine romana. La dott.ssa Percossi è la figlia di Luigi Percossi, nostro concittadino che si è trasferito a Recanati per lavoro.

Da uno studio della dott.ssa Luigina Lampacrescia riguardante “Le vasche marmoree di grandi dimensioni dalle Marche”, siamo venuti a conoscenza che vasche simili a quella di Potenza Picena si trovano anche ad Ascoli Piceno (n.2), Pioraco (n.1), Jesi (n.2) e Pesaro (n.2).

In tutti i casi citati dalla Lampacrescia nel suo studio non si conosce il luogo del ritrovamento e quando questo sia avvenuto.

Comunque è uno studio molto interessante ed approfondito, che noi facciamo conoscere ai nostri affezionati lettori.

Nel caso di Potenza Picena, probabilmente abbiamo individuato sia il luogo che il periodo del ritrovamento della vasca termale di epoca romana.

Bruno Grandinetti. Foto per gentile concessione di Beniamino Carestia.

Dal nostro ricchissimo archivio storico comunale di Via Trento è emerso, da una relazione di padre Nazzareno Pistelli, Regio Ispettore Onorario a Potenza Picena della Soprintendenza di Ancona, che la vasca termale di epoca romana è stata trovata durante gli scavi, seguiti dalla Soprintendenza Archeologica di Ancona, nella zona di San Paterniano di Potenza Picena, scavi iniziati nel 1921, cioè quasi 100 anni fa.

Questi ritrovamenti a San Paterniano sono documentati presso la Soprintendenza Archeologica delle Marche di Ancona.

La vasca termale di epoca romana di Potenza Picena è quindi l’unica nelle Marche di cui si conosce il luogo del ritrovamento ed il periodo.

vasca termale di epoca romana

vasca termale web.pdf – Studio della Dott.sa Luigina Lampacrescia su “Vasche Marmoree di Grandi dimensioni dalle Marche”.

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Piazzale S. Croce a Potenza Picena. Foto di Sergio Ceccotti.

Dopo quanto era già accaduto nel 2001, con la previsione di asfaltare sia il Piazzale San Martino che il Vico della Libertà nel quartiere di Galiziano a Potenza Picena, di nuovo si ritorna a parlare di asfaltare un piazzale nel nostro centro storico medioevale, poco distante dal Piazzale San Martino e da vico della Libertà.

Si tratta del Piazzale posto tra Vico Guarnieri e via S. Croce, che per questo non va comunque chiamato Piazzale Santa Croce, ma bensì Piazzale Guarnieri. Comunque ad oggi questo Piazzale non ha un nome. Il piazzale non esisteva storicamente, si è formato con l’abbattimento di 5 abitazioni private, contraddistinte con le particelle catastali 805, 806, 807, 813 e 814. Sul Cittadino di Recanati del giorno 19 Agosto 2020 è uscito un breve comunicato stampa del nostro comune che informava i cittadini dell’approvazione del progetto di asfaltatura di 3 vie di Potenza Picena. Due sono al Porto, Via Emilia e Via Piacenza ed una si trova nel Capoluogo, nel nostro Centro Storico, chiamata Piazzale Santa Croce (delibera di Giunta Comunale n° 104 del 11/8/2020), per una spesa complessiva di Euro 93.466,94.

Per quanto riguarda gli interventi da eseguirsi sulle vie Emilia e Piacenza a Porto Potenza Picena niente da ridire, ma per quanto riguarda l’intervento sul Piazzale Santa Croce prevedendo l’asfalto si rimane inorriditi dalla scelta, che penso non sia stata condivisa dalla Soprintendenza di Ancona.

Tutto l’intero quartiere di Galiziano, le Vie S. Croce, Carlo Zima, Le Rupi, Piazzale San Martino, Vico della Libertà, Vico del Ponte, Galvani e Volta, sono pavimentate correttamente e non si capisce il motivo per cui nel caso del Piazzale Santa Croce si debba deturpare l’intero contesto con l’asfalto. La decisione va comunque cambiata, prevedendo la pavimentazione, che costerà sicuramente di più dell’asfalto, ma sarà eterna ed in armonia con tutto il contesto della pavimentazione del quartiere.

Nel 2001 il sottoscritto, don Carlo Leoni e Bruno Grandinetti siamo riusciti a convincere il Sindaco dell’epoca Mario Morgoni a cambiare il progetto del Piazzale San Martino e Vico della Libertà, sostituendo l’asfalto con una bellissima pavimentazione che oggi tutti possono ammirare, che ha trasformato questi spazi come i più belli dell’intero Centro Storico di Monte Santo.

Sindaco Noemi Tartabini, assessore ai lavori pubblici, architetto Luisa Isidori, non asfaltate il Piazzale Santa Croce e cambiate il progetto prevedendo la pavimentazione. L’area del piazzale è di soli 200 mq.

Piazzale S. Croce a Potenza Picena. Foto di Sergio Ceccotti.

Il Piazzale in oggetto, ad oggi senza una denominazione ufficiale, potrebbe essere intitolato a padre Pietro Lavini (al secolo Armando), il “muratore di Dio” che ha ricostruito il Santuario di San Leonardo sui Monti Sibillini, nato a Potenza Picena il giorno 7 Luglio del 1927 a pochi metri da questo Piazzale, in Via Santa Croce n° 379, da Nazzareno e da Palma Reucci e morto il giorno 9 Agosto del 2015 all’Ospedale di Amandola.

Sarebbe una scelta molto intelligente e saggia, da adottare da parte dei nostri amministratori, insieme a quella di pavimentare il Piazzale.

AGGIORNAMENTO DEL 17/9/2020

Prendiamo atto positivamente che l’Amministrazione Comunale di Potenza Picena intende pavimentare Piazzale S. Croce. Ha prevalso il buon senso, hanno vinto i nostri concittadini.

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A cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri.

La chiesa di San Francesco di Potenza Picena è una delle più belle della nostra città.

Muratori dell’Impresa Edile Clementoni Pasquale e Figli di Potenza Picena sul tetto della Chiesa di S. Francesco nel 1937. Insieme a loro Padre Nazzareno Pistelli. Foto Biblioteca Francescana Falconara.

E’ chiusa dal giorno 30/10/2016 in conseguenza della forte scossa di terremoto che si è verificata proprio quel giorno. Ad oggi, dopo quasi 4 anni, ancora non è stata prevista la riapertura al pubblico.

La chiesa è di proprietà del Ministero degli Interni, fondo edifici di culto. Infatti la chiesa di San Francesco, grazie all’interessamento di padre Nazzareno Pistelli di Potenza Picena, Regio Ispettore Onorario della Soprintendenza di Ancona, nel 1937 è stata dichiarata Monumento Nazionale.

Nel periodo che va dal 1934 al 1937, padre Nazzareno Pistelli è riuscito a far eseguire degli importanti lavori di restauro della chiesa di San Francesco, per una spesa complessiva di Lire 44.000. Questa somma è stata raggiunta grazie al contributo del Ministero degli Interni per Lire 20.000, del Comune di Potenza Picena per Lire 6.000, della Parrocchia di Santo Stefano per Lire 2.000 e del Ministero dei Lavori Pubblici per Lire 16.000.

Maratori dell’Impresa Edile Clementoni Pasquale e Figli di Potenza Picena sul campanile della Chiesa di S. Francesco nel 1937. Foto di Padre Nazzareno Pistelli. ASCPP.

Per l’esecuzione dei lavori edili erano state contattate le seguenti ditte: Impresa Edile Pasquale Clementoni e Figli, Attilio Riccobelli ed Edoardo Clementoni. L’incarico è stato poi affidato all’impresa di Pasquale Clementoni e Figli di Potenza Picena. La fornitura degli infissi in legno è stata affidata alla falegnameria di Oreste Orselli di Potenza Picena. Ha seguito i lavori per la Soprintendenza di Ancona il dott. G. Pacchioni, mentre per il Corpo Reale del Genio Civile di Macerata l’Ing. Corrado Corallini. I lavori sono stati fotografati da padre Nazzareno Pistelli ed in una foto conservata presso la Biblioteca Francescana di Falconara dei Frati Minori, abbiamo trovato sul tetto della chiesa di San Francesco, insieme agli operai dell’impresa di Pasquale Clementoni e Figli, anche padre Nazzareno Pistelli. Questa foto ci è stata messa a disposizione da padre Gabriele Lazzarini, che ringraziamo di cuore.

Pasquale Clementoni capostipite della famiglia. Foto Fam. Clementoni,

I lavori di restauro della chiesa di San Francesco si sono resi necessari dopo che la struttura negli anni passati era stata utilizzata come magazzino di cereali, in particolare durante e dopo la prima guerra mondiale. Successivamente è stata un po’ abbandonata e si sono manifestati in particolare seri problemi al tetto.

L’impresa edile di Pasquale Clementoni e Figli ha portato a termine regolarmente i lavori di restauro della chiesa di San Francesco.

Il capostipite dell’impresa Pasquale Clementoni era nato a Potenza Picena il giorno 23/11/1871 da Girio e da Lucia Sodini, con lui lavoravano i suoi figli Giuseppe, Alessandro, Mariano, Filiberto, Raffaele e Giulio. Tra i muratori dell’impresa Clementoni si ricordano Luigi Ceccotti, Rinaldo Carestia e Scataglini Fiore.

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