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Archive for ottobre 2020

A cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri.

Padre Michele alla Festa di Santo Stefano patrono di Potenza Picena e della Parrocchia 2018. Foto di Elisa Cartuccia

Tre anni fa, il giorno 15 ottobre 2017 salutavamo l’arrivo a Potenza Picena del nuovo parroco della Parrocchia dei Santi Stefano e Giacomo, padre Michele Ardò, pugliese, di Manfredonia, giunto da Terni, in Umbria e appartenente all’ordine dei Frati Minori.

Prendeva il posto di don Andrea Bezzini, trasferito alla Parrocchia di San Lorenzo Martire a Montecosaro.

Insieme a Padre Michele sono giunti anche altri due frati minori, padre Lorenzo Turchi di Potenza Picena, come vice-parroco e padre Gabriele Lazzarini di Monteprandone, la città di San Giacomo della Marca.

Il giorno mercoledì 30 settembre 2020 siamo venuti a conoscenza direttamente da padre Michele Ardò che la comunità francescana umbra, da cui egli dipende, aveva deciso il suo trasferimento in Sardegna.

Per tutti è stata una notizia inaspettata, sconcertante, inspiegabile.

La comunità parrocchiale di Potenza Picena ha accolto la scelta di trasferire padre Michele con stupore, non giustificandola. Non si può lasciare una Parrocchia dopo soli tre anni quando si è intrapreso positivamente un percorso pastorale e comunitario che stava dando positivi risultati.

Padre Lorenzo Turchi e Padre Michele Ardò. Terza Festa Patronale di S. Stefano a Potenza Picena. Foto di Elisa Cartuccia

La nostra città in questi tre anni di guida da parte di padre Michele ha vissuto un’intensa vita pastorale comunitaria, piena di tante iniziative, non solo religiose, ma anche culturali.

Appena arrivato a Potenza Picena ha saputo riproporre, dopo 150 anni, la Festa di Santo Stefano il giorno 3 agosto, ”Invenzione di Santo Stefano” cioè la festa che ricorda il ritrovamento del suo corpo. Santo Stefano è il titolare della Parrocchia, insieme a San Giacomo Maggiore e Patrono principale della città di Potenza Picena.

Meravigliosa la prima festa di Santo Stefano del 2018, seguita con successo da quella del 2019 ed arrivata, quest’anno, alla terza edizione, conclusa da poco e svolta nonostante le restrizioni del Covid-19.

Inoltre ci piace ricordare anche le due ultime iniziative del 2020 messe in campo dalla Parrocchia, queste di carattere storico-religioso-artistico e fotografico:

La prima, la mostra degli ex voto del Santuario della Madonna delle Grazie di Potenza Picena, esposti nel contesto della Fototeca Comunale “Bruno Grandinetti”, nella ex chiesa di Santa Caterina d’Alessandria , dal 1 agosto 2020 fino al 16 agosto 2020.

Il vescovo Mons. Rocco Pennacchio insieme a Padre Michele Ardò. Terza Festa Patronale di S. Stefano a Potenza Picena. Foto di Elisa Cartuccia

La seconda, la mostra fotografica sui 100 anni di Karol Wojtyla “Cento anni con Karol”, che si sta svolgendo in questi giorni, inaugurata il giorno sabato 3 ottobre  2020 e che proseguirà fino al giorno 1 novembre 2020, sempre all’interno dei locali della Fototeca Comunale.

Queste due iniziative sono state condivise con il locale Fotoclub.

Padre Michele Ardò lascerà Potenza Picena il giorno mercoledì 21 ottobre 2020 per andare in Sardegna, obbedendo ad una decisione della comunità francescana.

Noi lo salutiamo affettuosamente.

Ci mancherai Padre Michele.

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A cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri.

Adriano Andreani. Foto Famiglia Andreani.

Negli anni Cinquanta ha operato a Potenza Picena un altro fotografo, oltre a Bruno Grandinetti.

Si tratta di Adriano Andreani, detto “lo fornaretto” per via del lavoro che svolgeva il padre in Via Caprera (fornaio).

Adriano ha iniziato la sua attività di fotografo agli inizi degli anni Cinquanta, con la ditta Foto Fulgor, poi nel 1958 è andato a Roma dove ha svolto il mestiere di operatore cinematografico.

Pubblicando, nel corso degli anni, gli articoli sul nostro blog, spesso ci siamo imbattuti su foto scattate da Adriano Andreani.

Egli, inoltre, ha raccolto, nel corso di tutta la sua vita, molto materiale fotografico ed attrezzature per le operazioni cinematografiche, donando questa straordinaria collezione al Comune di Montelupone, che gli aveva offerto il locale dove poterla ospitare.

Sono in totale n.277 macchine fotografiche, di cui n.44 italiane e molte attrezzature per le riprese cinematografiche, provenienti da ogni parte del mondo, che vanno dalla fine dell’Ottocento ai giorni nostri, con esclusione delle moderne digitali.

Disegno di Adriano Andreani del 1949. Scuola d’arte Ambrogio della Robbia di Potenza Picecna. ASCPP

Adriano è nato a Potenza Picena il giorno 11 luglio 1933 da Enrico, fornaio e Iginia Rebichini ed aveva tre sorelle, Dina, Maria e Bruna. Ha frequentato la scuola elementare locale ed anche la Scuola d’Arte “Ambrogio della Robbia” con il prof. Giuseppe Asciutti. Il giorno 23/04/1966 ad Assisi si è sposato con la signora Vera Del Vecchio ed hanno avuto una figlia, Barbara.

È morto a Roma il giorno 04/07/2012 e sepolto nel cimitero di Montelupone.

È un peccato che la sua straordinaria collezione non sia rimasta a Potenza Picena, la nostra città ha perso un grande patrimonio.

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A cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri.

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A Potenza Picena la tradizione dei vasari è legata sicuramente alla famiglia dei Galeazzi, detti per il loro lavoro i “coccioni”.

Abitavano nella zona di Via delle Rupi, nei pressi delle Fontanelle, vicino alla Porta del Cunicolo o della Cava dove avevano anche la loro fornace di cottura del materiale di terracotta. La materia prima, cioè l’argilla, era prelevata nella zona limitrofa, chiamata anticamente La Cava, per la presenza di argilla da estrarre. Alla fine del Settecento in questa contrada è stata anche costruita una Fonte, chiamata Fonte della Cava, più popolarmente “della Ca”, la quale, che aveva ben cinque archi, viene anche citata nel libro di Carlo Cenerelli Campana del 1852 sulla storia di Monte Santo. Ancora oggi, passeggiando per Via Macerata, lungo la Circonvallazione Nord, sulla scarpata sotto le abitazioni, si possono scoprire con sorpresa resti di terracotta e ceramiche, riconducibili al lavoro della famiglia Galeazzi, che abitavano proprio sopra.

La famiglia Galeazzi è documentato che iniziò l’attività di vasari tra la fine del Settecento e gli inizi dell’Ottocento con Carlo, prima, con i figli Domenico e Paolo, poi. Successivamente, tra la fine dell’Ottocento ed i primi del Novecento troviamo ancora altri Galeazzi cimentarsi in questa nobile attività artigianale ed artistica, tra cui Carlo e Luigi, figli di Domenico, oltre che Lorenzo ed Ignazio, figli di Paolo.

Con loro finisce la tradizione della famiglia Galeazzi come vasari a Potenza Picena.

Trai i lavori degli allievi della Scuola d’arte “Ambrogio Della Robbia” di Potenza Picena abbiamo trovato materiale realizzato da un allievo di nome Galeazzo Galeazzi, figlio di Carlo e di Anna Guzzini, nato a Potenza Picena il giorno 16/11/1892. Si tratta di lavori in terracotta, creta ed alcuni disegni.

SANTA MARIA MADDALENA

Secondo lo storico marchigiano Anselmo Anselmi di Arcevia, che è venuto a Potenza Picena diverse volte tra la fine dell’Ottocento e gli inizi del Novecento e che ha avuto modo di conoscere sia i rappresentanti della famiglia Galeazzi che i loro prodotti, la tradizione dei vasari a Monte Santo è molto antica e, sulla base dei documenti d’archivio storico, risale addirittura al Cinquecento. Egli cita diversi vasari che compaiono nei documenti dell’archivio notarile di Monte Santo, tra cui nel 1516 nel quartiere di San Paolo, troviamo il maestro Stefano di Giovanni, figulo (come anticamente venivano chiamati i maestri vasari); nel quartiere di San Giovanni abitavano i vasai da Pesaro ed un maestro Biagio, figulo, mentre nel quartiere di Sant’Angelo, il maestro Sabato, vasaio ebreo. Ad alcuni di questi il comune concesse qualche privilegio e, nel 1548, il 3 aprile, ai maestri figulinari Domenico e Battista Bellotti si concedeva la licenza “gaciendi molendinellum pro coloribus prope Potentiam”.

Inoltre è documentata la presenza e l’attività a Monte Santo, grazie alle ricerche di Anselmo Anselmi, di fra’ Ambrogio della Robbia, plastificatore di Firenze nel periodo tra il 1523 ed il 1527/1528, dove aveva casa ed officina in Contrada San Giovanni. Egli è stato anche cappellano presso la Pieve di Santo Stefano e dovrebbe essere morto nella nostra città a causa della peste.

Aveva lasciato una sua importante testimonianza artistica, una Maddalena, terracotta policroma del sec. XVI, trafugata nel nostro Comune il giorno 13 gennaio del 1997 e mai più ritrovata.

Nel 2001, durante gli scavi nella grotta posta sotto la Torre Civica, nella zona che corrisponde al palazzo della banca, dove anticamente c’era la Pieve di Santo Stefano, demolita nel 1796, sono emerse tante testimonianze di ceramiche invetriate che vengono fatte risalire dagli esperti al periodo rinascimentale santese.

Quindi da questa ricostruzione storica si evince che l’attività dei vasari a Monte Santo è stata sempre molto fiorente ed il ruolo della famiglia Galeazzi fondamentale, da non dimenticare.

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