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Archive for agosto 2022

A cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri

Fotocartolina di Bruno Grandinetti, sulla linea d’orizzonte è possibile scorgere la nuova costruzione a fianco alla Chiesa di San Lorenzo dei Cappuccini.

Chi frequenta il quartiere Colle Bianco a Potenza Picena o va a messa nella chiesa di San Lorenzo dei francescani si è potuto rendere conto, negli ultimi tempi, che il fabbricato che si trovava vicino al convento è stato abbattuto. Questo fabbricato da tutti veniva popolarmente chiamato delle “claviette”, perché ospitava, negli anni passati, una fabbrica di strumenti musicali. Quando è stato costruito questo particolare fabbricato a Colle Bianco?
Dai documenti del nostro archivio storico comunale di Via Trento, risulta che era stato costruito nel lontano 1949, su iniziativa della parrocchia di Santo Stefano, in particolare del parroco don Marone Cesanelli.
Il terreno dove è stato costruito il fabbricato era di proprietà dell’opera pia “Anton Mario Filippetti”, oggi fondazione “Anton Mario Filippetti”, il fabbricato veniva utilizzato come dormitorio per i ragazzi e le ragazze che frequentavano d’estate la colonia elioterapica, gestita dalle nostre monachette.
La popolazione di Potenza Picena ha contribuito economicamente alla costruzione del fabbricato.
Successivamente ha ospitato diverse attività produttive: prima una fabbrica di strumenti musicali la “Melody Guitars”, di Gerio Pescetti e Branko di Recanati, poi, negli ultimi tempi, la fabbrica di scarpe della famiglia Natalini, di Potenza Picena, che ne ha acquistato la proprietà. Tra gli operai della Melody Guitars si ricordano: Bocchini Nereo, Carestia Edmondo, Guerrini Giuseppe, Carlini Secondo, Perini Gianni, Luzi Leopoldo, Valentini Armando e Zallocco Primo.

Don Marone Cesanelli

La proprietà è rimasta ai Natalini, che l’hanno ceduta all’impresa edile di Giuseppe Castagna, di Potenza Picena, per ricavarci otto appartamenti.
Per non perdere la memoria di questo fabbricato che ha ospitato prima la colonia elioterapica, poi diverse attività produttive di Potenza Picena, abbiamo voluto scrivere questo articolo, riportando anche il disegno originario del progetto, che nel 1949 fu approvato dall’amministrazione comunale del sindaco Antonio Carestia.

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Lettera del Parroco Don Marone Cesanelli e disegni, caratteristiche costruttive del fabbricato. ASCPP

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A cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri

Cerimonia di Consacrazione Monastica di Suor Maria Beatrice al secolo Ilaria Antonini. Foto per gentile concessione di Suor Maria Beatrice.

Il monastero di Santa Caterina in San Sisto delle Benedettine di Potenza Picena è presente nella nostra città da molti secoli, secondo Mons. Giovanni Cotognini addirittura dal 1280.
Il primo documento che testimonia la loro presenza a Monte Santo risale al 1348, quando una certa signora Gebelosa donò al monastero diversi terreni. La pergamena che attesta la donazione è attualmente conservata presso l’archivio storico comunale di Via Trento.
Oggi, all’interno del monastero, si trovano quattro monache: la Priora, Madre Maria Agostina; la Abbadessa, Madre Maria Paola; Suor Maria Beatrice e Suor Marcella, che è entrata nel monastero di Potenza Picena il giorno 18 luglio 2019.
L’ultima consacrazione monastica è stata quella di Suor Maria Beatrice, al secolo Ilaria Antonini di Potenza Picena, nata a Loreto il giorno 13/07/1985.
Il 2 ottobre 2007 Ilaria ha ricevuto l’abito ed il nome di Suor Maria Beatrice, successivamente nel 2009, il giorno 8 settembre, ha celebrato la “professione semplice”.

Interno Chiesa di San Sisto – Monastero Benedettine di Santa Caterina in San Sisto a Potenza Picena – Foto Sergio Ceccotti.

Il giorno della sua consacrazione monastica (3 ottobre 2012) presso la chiesa Collegiata, erano presenti il Vescovo di Fermo, Mons. Luigi Conti, il parroco Don Andrea Bezzini, tutti i parroci del nostro territorio ed i religiosi della nostra comunità, oltre al Sindaco della nostra città, Ing. Sergio Paolucci e tantissimi cittadini. La Collegiata di Santo Stefano era stracolma. Presenti anche le altre quattro monache del monastero, con la Abbadessa Madre Maria Paola Bernardi.

Suor Maria Beatrice Antonini, quando nel 2007 decise di entrare nel monastero delle Benedettine di Potenza Picena, stava ancora studiando e faceva parte della banda cittadina locale.s

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A cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri

Presentazione restauro quadro di San Michele Arcangelo. Foto di Sergio Ceccotti.

Il giorno 1/8/2022 le restauratrici di Fano Paola Bartoletti e Maria Letizia Andreazzo hanno riconsegnato restaurato alla parrocchia dei Santi Stefano e Giacomo di Potenza Picena il quadro di San Michele Arcangelo, del sec. XVIII, di autore ignoto.
Il restauro del quadro è stato ufficialmente presentato dalle restauratrici nel contesto dell’Auditorium “Ferdinando Scarfiotti” alla presenza del vice parroco Padre Gabriele Lazzarini e dell’Assessore alla cultura del Comune di Potenza Picena Tommaso Ruffini.
Il restauro è stato completamente finanziato dal dott. Roberto Domenichini, nostro concittadino, oggi in pensione, ma fino al mese di settembre 2021 Direttore dell’Archivio di Stato di Pesaro. Il Dott. Roberto Domenichini è intervenuto con una relazione molto interessante che ha messo in rilievo il culto di San Michele Arcangelo a Monte Santo, tanto che agli inizi del Cinquecento la nostra comunità aveva eletto il santo quale protettore della nostra città. Inoltre anticamente vi erano ben tre chiese dedicate a San Michele: una all’interno del nostro centro storico, vicino alla porta di S. Giovanni, le altre due poste all’esterno, in campagna, in contrada Marignano e Sant’Angelo di Mortolo.
Il quadro era stato ritirato dalle restauratrici a Potenza Picena il giorno 10/02/2021.

Quadro di S. Michele Arcangelo prima del restauro. Foto di Roberto Doemnichini.

La parrocchia dei Santi Stefano e Giacomo di Potenza Picena, guidata dal giorno 28/02/2020 da padre Lorenzo Turchi e dal suo vice-parroco, padre Gabriele Lazzarini, ha portato a termine un altro importante recupero di un’opera d’arte che si trovava in origine all’interno della chiesa di San Giacomo Maggiore a Galiziano, chiesa oggi purtroppo ancora chiusa.
Per la Parrocchia dei Santi Stefano e Giacomo questo è il secondo restauro finanziato dal dott. Roberto Domenichini, nel 2015 aveva già finanziato il recupero dell’importante quadro di Giacinto Brandi, del sec. XVII, nel quale troviamo insieme San Girio, compatrono di Potenza Picena e Sant’Ignazio di Loyola, titolare della chiesa dei Gesuiti.

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A cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri

Operai della Fornace Antonelli con il direttore Raoul Bartolini

Una delle più importanti realtà produttive di Potenza Picena nel Novecento è stata sicuramente la Fornace Antonelli.
Questa azienda di laterizi si trovava ad operare in una zona ricca di argilla, materia prima necessaria e fondamentale per questo tipo di lavorazione, quella di Pan Perduto.
Il significato di questo toponimo era chiaro: essendo un terreno ricco di argilla non era adatto per l’attività agricola tradizionale e, pertanto, era considerato tempo perso lavorarlo (da qui il toponimo Pan Perduto). Oggi questa zona viene chiamata erroneamente Pamperduto.
Questa importante azienda della famiglia Antonelli operò fino agli anni Sessanta del Novecento, per essere oggi lasciata in uno stato di totale abbandono.
Grazie alla ricerca del nostro concittadino Tommaso Ruffini, oggi assessore alla Cultura e Turismo del Comune di Potenza Picena, iscritto nell’anno accademico 2006/2007 all’Università Politecnica delle Marche, Facoltà di Economia “Giorgio Fuà”, al corso triennale di Economia e Amministrazione delle Imprese, dal titolo La Fornace Antonelli di Potenza Picena, relatore il prof. Francesco Chiapparino, ci è consentito di poterne di nuovo parlare.
Già nel libro del 1958, Visioni Potentine, di Norberto Mancini, in uno dei capitoli l’autore aveva approfondito la storia di questa azienda, che in quel periodo era ancora in attività.
Per poter capire l’importanza di questa azienda nel nostro territorio, basta dire che era una delle poche attività industriali che occupavano molti operai ed operaie, nel 1958 ne risultavano ancora ottanta, mentre nel passato molte di più, ad esempio nel 1927 si raggiunsero le centoquarantasei unità, di cui novantanove operai e quarantasette operaie.

La fornace Antonelli in una illustrazione degli inizi del Novecento

Negli anni 1919/1920, prima dell’avvento del fascismo, era una delle realtà produttive più sindacalizzate del nostro territorio.
Durante i famosi scioperi di quegli anni, gli operai e le operaie della Fornace Antonelli scesero in sciopero, insieme ai muratori e manovali, oltre che ai mezzadri dei Bonaccorsi.
Anche il partigiano Mariano Cutini, ucciso a Montalto il giorno 22 marzo 1944 dai nazifascisti, era un operaio della Fornace Antonelli di Potenza Picena.
Fondatore della Fornace Antonelli fu il capostipite della famiglia, il conte Francesco Antonelli, uno dei primi nelle Marche ad aver introdotto i forni “Hoffmann”, che rivoluzionarono il processo produttivo delle Fornaci. Già nel 1888 risultava un forno “Hoffmann” alla Fornace Antonelli di Potenza Picena.
Dopo di lui i figli Antonio e Giuseppe.
Per un determinato periodo Antonio e Giuseppe si misero in società con Pantaleoni Adelchi di Macerata, dove, in Via Santa Croce, gestiva una fornace. Dall’unione di queste due realtà produttive nacque la SALA (Società Anonima Laterizi Antonelli).
Tommaso Ruffini, nel suo lavoro di ricerca, ha consultato sia l’archivio storico comunale di Potenza Picena di Via Trento, che l’archivio storico della Camera di Commercio di Macerata, da cui è risultato il nome di Pantaleoni Adelchi e della creazione della società SALA. Successivamente, dopo l’uscita di Pantaleoni dalla società, subentrò il conte Carlo Lazzarini di Potenza Picena e l’avvocato Nansen Cola, costituendo la SALGA.
Prima di morire, il conte Gian Mario Lazzarini, figlio di Carlo, uno dei proprietari dell’area della Fornace, ci aveva messo a disposizione alcuni documenti e foto che riguardavano i fratelli Antonio e Giuseppe Antonelli e la Fornace, che facciamo conoscere ai nostri lettori.
Dedichiamo questo nostro articolo a Gian Mario Lazzarini di Potenza Picena.

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