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Archive for the ‘Avvenimenti’ Category

Giuseppe-Pastocchi

Giuseppe Nazzareno Pastocchi

A cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri

Potenza Picena è stata liberata dai nazi-fascisti il giorno 30 giugno del 1944 dalle truppe alleate polacche del Reggimento corazzato Skorpion al comando del colonnello Ignacy Kowalczewski.

Il giorno successivo, il 1 luglio 1944, il CLN (Comitato di Liberazione Nazionale) di Potenza Picena formato dal prof. Giuseppe Asciutti, dal maestro Azzolino Clementoni e dell’imprenditore Egisto Bontempi, dava l’incarico di sindaco della nostra città al colonnello Giovanni Pasquali. Il colonnello Giovanni Pasquali è stato poi confermato nel suo ruolo dall’ufficiale incaricato degli affari civili del Governo alleato Militare William A. Lessa.

Il colonnello Giovanni Pasquali nato a Potenza Picena il giorno 24/6/1887, eroe della prima guerra mondiale, più volte decorato, ha prestato servizio anche durante la seconda guerra mondiale nello Stato Maggiore dell’Esercito ed è morto il giorno 3/1/1963.

Il sindaco Pasquali, diventato anche Presidente del C. L.N., il giorno 8 Luglio 1944 ha nominato i componenti della Giunta Comunale: Mazzoni Antonio, in rappresentanza del Partito democra­tico Liberale e degli Istituti Bancari, Pastocchi Nazzareno Giuseppe, in rappresentanza del Partito Comunista Italiano e dell’Artigianato, Azzolino Clementoni, in rappresentanza del Partito Democratico Cristiano e della classe impiegatizia, Bontempi Egisto, in rappresentanza del Partito Socia­lista Italiano e della classe degli industriali.

La funzione di assessore anziano, o vice-sindaco era stata assegnata al sig. Pastocchi Nazzareno Giuseppe.

Il giorno 12/10/1944 si sono dimessi dalla carica di assessori Egisto Bon­tempi, “adducendo di non aver tempo da dedicare alle mansioni specifiche”, ed Azzolino Clementoni, “per comportamento poco garbato di alcuni cittadi­ni, ne discuteva il contenuto e si concludeva che una chiarificazione avrebbe dovuto avvenire fra il vice-sindaco Pastocchi e l’assessore Clementoni”. La Giunta comunale aveva respinto sia le dimissioni di Egisto Bontempi che quelle di Azzolino Clementoni.

Le prime elezioni amministrative si sono svolte il giorno 10 marzo 1946 vinte da una coalizione formata da socialisti, comunisti e repubblicani, ed è stato eletto Sindaco il comunista Antonio Carestia.

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Questo fine settimana si terrà a Montecassiano il 55° convegno del Centro Studi Storici Maceratesi. Tra i molti ed interessanti interventi vogliamo porre attenzione alla relazione della prof.ssa Maela Carletti “Tesori da custodirsi gelosamente”. Le ritrovate pergamene del monastero di S. Tommaso di Potenza Picena.

Invitiamo la cittadinanza a partecipare.

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A cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri

Bruno Re Foto di Luigi Gasparroni.

Il giorno Domenica 8 Settembre 2019, alle ore 17,30, presso il Teatro “Bruno Mugellini” di Potenza Picena, nell’ambito della 4° Edizione del Mugellini Festival, come anteprima, si è svolto il concerto del duo Bruno Re alla viola da gamba e Barbara Vignanelli al fortepiano, con musiche di Johann F. Ruhe, Bach ed Abel.
La serata è stata anche l’occasione per presentare al pubblico gli appuntamenti del Mugellini Festival da parte dei Direttori artistici Lorenzo Di Bella e Mauro Mazziero.
Barbara Vignanelli è docente di clavicembalo e tastiere storiche al Conservatorio di Santa Cecilia di Roma, mentre Bruno Re è titolare della Cattedra di viola da gamba nello stesso Conservatorio ed è il pronipote di Bruno Mugellini, a cui il nostro Teatro è intitolato dal giorno 28 Ottobre del 1933. Sua madre, la sig.ra Rosa Mugellini, oggi ancora vivente alla veneranda età di 92 anni e risiede a Roma, è venuta a Potenza Picena insieme al figlio Bruno il giorno 21 Gennaio del 2012, in occasione delle celebrazioni per l’anniversario del centenario della morte di Bruno Mugellini. Bruno Mugellini era nato a Potenza Picena il giorno 24 Dicembre del 1871 ed è morto a Bologna il 15 Gennaio del 1912 ed è sepolto a Fossombrone. La sig.ra Rosa Mugellini ha donato al Mugellini Festival una tavola originale con le foto di Bruno Mugellini e di Rosina Ceppetelli, la sua prima moglie.

Bruno Re e Barbara Vignanelli. Foto di Luigi Gasparroni.

Era presente al concerto anche un’altra discendente diretta di Bruno Mugellini, la sig.ra Laura Mugellini di Barbiano di Cotignola (Ravenna).
Il prof. Bruno Re e la prof.ssa Barbara Vignanelli al mattino di Domenica 8 settembre 2019 hanno anche avuto la possibilità di visionare in Teatro gli 8 volumi del metodo di esercizi tecnici per pianoforte di Bruno Mugellini, il testamento pianistico del maestro, pubblicati nel 1911, un anno prima della sua morte, mostrati da Paolo Onofri che li ha raccolti pazientemente a sue spese due anni fa.
Il concerto è stato veramente emozionante e suggestivo. Per la prima volta all’interno del nostro Teatro abbiamo avuto il piacere di ascoltare insieme il suono armonioso di due strumenti antichi, una viola da gamba ed un fortepiano.
Quest’ultimo strumento viene dall’Umbria, costruito dal cembalaro Urbano Petroselli di Castiglione del Lago (Perugia), basandosi sullo strumento di Anton Walter di Vienna del 1795.
La presentazione della figura di Bruno Mugellini è stata fatta con molta competenza storica dalla prof.ssa Paola Ciarlantini di Recanati, una delle massime esperte di Bruno Mugellini nelle Marche, insieme al prof. Paolo Peretti, mentre la presentazione della serata è stata fatta dal musicologo Nicolò Rizzi.

Bruno Mugellini

Calorosa l’accoglienza ed il gradimento, del numeroso pubblico che è accorso ad ascoltare la magica serata musicale, che rimarrà nella storia sia del nostro Teatro che della città di Potenza Picena.
Ai due musicisti gli organizzatori del Mugellini Festival hanno fatto dono di una copia del volume contenente gli atti del Convegno Nazionale su Bruno Mugellini che si è tenuto a Potenza Picena il giorno 21 Gennaio del 2012, grazie alla disponibilità del dott. Roberto Domenichini. Ringraziamo gli organizzatori del Mugellini Festival per averci messo a disposizione le foto della magica serata al Teatro Mugellini, scattate dal fotografo Luigi Gasparroni.

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A cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri
780972Oltre duecento anni fa, nel 1817, nella notte di San Giovanni tra il 24 ed il 25 Giugno, a Macerata è stato organizzato il primo moto del Risorgimento marchigiano. Pochi animosi di Macerata e delle terre vicine, tra cui Monte Santo, Montelupone, Monte Cosaro, Montolmo (Corridonia), Loreto, Filottrano, Ancona, Fermo ed Ascoli Piceno, affiliati alla società Carbonara hanno tentato di insorgere contro “la tirannide sacerdotale e straniera, ma scoperti e oppressi giacquero nelle galere pontificie.” Il tentativo rivoluzionario probabilmente fallì perché qualcuno dei congiurati tradì. Comunque non bisogna dimenticare il coraggio di tutti coloro che hanno messo a rischio la propria vita per lottare per la libertà e l’unità d’Italia. Questo ambizioso obiettivo è stato raggiunto solo il giorno 17 Marzo del 1861.
La città di Monte Santo, come quella vicina di Montelupone, è stata una del¬le realtà territoriali più attive nell’organizzazione di questo tentativo rivoluzionario. Forte da noi era la società Carbonara e molte riunioni si sono svolte in città.
Ma chi erano i santesi che hanno partecipato a questo fallito tentativo rivoluzionario del 1817 e che in due casi hanno anche pagato con la galera il loro impegno?
Il più importante è stato sicuramente Pierangelo Pierangeli, possidente, figlio di Saverio e di Teresa Ventura, nato a Monte Santo il giorno 17 Ottobre 1791. Aveva sposato la sig.ra Maria Tanfoni di Civitanova; era un ex carabiniere che aveva servito nel Corpo della Gendarmeria sotto il Governo di Gioacchino Murat, Re di Napoli.

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Stemma Comunale tratto dal frontespizio del Catasto rustico di Monte Santo (1762-1765) presso l’archivio storico di Potenza Picena, disegnato da Giuseppe Federici.

Pierangeli era l’elemento di spicco che poteva tenere i contatti con gli organizzatori di questo tentativo rivoluzionario marchigiano-romagnolo, i vari Papis, Riva, Carletti e Braga. Per questo suo ruolo strategico nel complotto venne condannato dal Tribunale di Roma all’ergastolo a vita e fu rinchiuso nel Forte di Civita Castellana (VT) il giorno 24/11/1818 e venne messo in libertà solo il giorno 26/2/1831.
Un altro condannato dal Tribunale di Roma è stato Luigi Fioretti, di Monte Santo. Gli è stata inflitta la pena di anni 7 ed è stato rinchiuso nel Forte di Civita Castellana fino al giorno 16/7/1822, dopo di che è stato trasferito al carcere di Macerata.
Altri santesi hanno partecipato a vario titolo a questo tentativo rivoluzionario, ma non sono stati condannati dal Tribunale di Roma; tra di loro troviamo Bernardino Canepini, Luigi Canepini, Vincenzo Michelangeli e Fedele Somma.
A testimonianza di quanto avvenuto a Macerata nel 1817, in via Garibaldi, sulla parete del Palazzo Cioci, oggi si trova ancora una lapide marmorea con il seguente testo:

Nel 1817
Pochi animosi di Macerata e delle terre vicine affratellati nella società dei Carbonari qui si accordarono
per insorgere contro la tirannide sacerdotale e straniera ma scoperti e oppressi giacquero nelle galere pontificie

Noi con questo articolo abbiamo voluto ricordare e rendere omaggio a tutti i santesi che hanno partecipato in vario modo a questo fallito tentativo rivoluzionario del 1817. Già nel 1950 Norberto Mancini nel suo libro “Potentini illustri”, aveva reso omaggio ai nostri Carbonari santesi.

Notizie tratte da:
“Potentini Illustri” del 1950 di Norberto Mancini, Recanati Tipografia Pupilli.
Domenico Spadoni “Il tentativo rivoluzionario marchigiano-romagnolo del 1817 – Atti e Memorie della Regia Deputazione di Storia per le Marche, serie IV, volume III, anno 1926”. “La Rucola” di Macerata n° 233 dell’ottobre 2017, articolo di Romano Ruffini.

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img078A cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri

Nel 2018 la Parrocchia dei Santi Stefano e Giacomo di Potenza Picena, guidata dal parroco padre Michele Ardò e dal suo vice padre Lorenzo Turchi, ha riproposto per la prima volta, dopo 150 anni, la Festa di Santo Stefano, patrono principale della nostra città, il giorno 3 Agosto, giorno della Invenzione di Santo Stefano, cioè del ritrovamento del suo corpo. La festa si è svolta con grande successo dal giorno 2 al giorno 5 Agosto 2018, festa della Madonna della Neve.

Non è stata riproposta la fiera della Madonna della Neve che si è sempre tenuta a Monte Santo il giorno 5 Agosto, istituita dal Pontefice Clemente X il giorno 13 Luglio del 1672, una delle più antiche della nostra città. La fiera si è regolarmente tenuta fino alla fine degli anni Cinquanta del Novecento, sia in Piazza Matteotti che presso il Piazzale della Madonna della Neve, un tempo campo da gioco del pallone col bracciale, poi campo di calcio ed oggi semplicemente un parcheggio.

La fiera della Madonna della Neve viene citata sia nel libro sulla storia di Monte Santo del 1852 di Carlo Cenerelli Campana (pag. 107), che in quello di Norberto Mancini “Visioni Potentine” (pag. 13) del 1958.

Santino S. StefanoLe uniche fiere religiose che si celebrano nella nostra città sono quelle legate alla Festa di San Girio del giorno 25 Maggio, fiera risalente al 1606 e quella di Sant’Anna a Porto Potenza Picena il giorno 27 Luglio, fiera istituita nel 1906 ed approvata con decreto il giorno 11 Febbraio 1907. Sono due fiere legate a due feste patronali.

Per arricchire la festa del Patrono si potrebbe riproporre la fiera della Madonna della Neve del giorno 5 Agosto.

Rivolgiamo pertanto un appello alla Parrocchia dei Santi Stefano e Giacomo di Potenza Picena, al suo parroco, padre Michele Ardò ed al suo vice padre Lorenzo Turchi ed alla comunità parrocchiale affinché con la prossima edizione 2020 della festa patronale di Santo Stefano si possa riproporre dopo oltre 60 anni la fiera della Madonna della Neve il giorno 5 agosto. In questo modo la festa del nostro patrono principale, Santo Stefano, sarebbe davvero completa.

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Cooperativa Operaia di Consumo “Alessandro Manzoni” nel 1919. Foto di Sergio Ceccotti. ASCPP

A cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri

Dopo la fine della prima guerra mondiale anche a Potenza Picena si orga­nizzarono le prime cooperative operaie di consumo, sia da parte dei so­cialisti che da parte dei cattolici, per poter aiutare la nostra popolazione.

Per quanto riguarda i cattolici il giorno 27 Agosto del 1919, cioè 100 anni fa’, è nata la cooperativa operaia di consumo “Alessandro Manzoni”, all’interno dei locali del teatrino omonimo, nel Palazzo di proprietà della famiglia Marefoschi, che era a disposizione della Parrocchia di San­to Stefano ed il cui responsabile era don Gustavo Spalvieri.

Questo locale è oggi sede dell’ufficio postale di Potenza Picena, mentre nel 1937 ha ospitato la fabbrica di fisarmoniche di Egisto Bontempi, chia­mata “La Fisarmonica”. Il Palazzo è stato successivamente donato dalla famiglia Bontempi al nostro Comune.

I fondatori di questa cooperativa di consumo erano tutti cattolici popolari e tra di loro troviamo il prof. Alessandro Baldoni, che era il Presidente, il maestro di musica e direttore della locale Banda cittadina Filippo Garagnani, vice-presidente, mentre gli altri componenti il Consiglio di amministrazione erano Arturo Sargentoni, Igino Marchetti, Rocco Rossi, Odoardo Maggini, il maestro elementare Renato De Angelis, Luigi Petetti e suo fratello Francesco, Giuseppe Morichetti, Nazzareno Mancini, Antonio Rinaldoni. Il segretario della cooperativa era Luigi Petetti e la socie­tà era regolata da uno Statuto sociale. In questa cooperativa successiva­mente avranno dei ruoli importanti sia il maestro Azzolino Clementoni che Bruno Gatti.

Il locale che ospitava il negozio della cooperativa era situato inizialmente in via Silvio Pellico, sempre nel palazzo Marefoschi, ed il cassiere era il sig. Rocco Rossi.

I prodotti che trattava la cooperativa di consumo erano moltissimi e tra questi troviamo olio, sapone, petrolio, cuoio, conserva, legumi, cece, stoccafisso, caffè, pepe, latticini, zucchero, baccalà, alici, stoffa, farina, carbone, scarpe usate, carni conservate, salmone, sarde e garofani.

I soci della cooperativa avevano la possibilità di poter acquistare i prodotti a prezzi più vantaggiosi. La cooperativa aveva anche aperto un conto corrente sia presso la filiale di Potenza Picena della Banca Cattolica che presso la Banca Popolare di Potenza Picena. I Sindaci revisori effettivi della Cooperativa erano i signori Piersanti, Alessandroni e Tommasini.

La cooperativa è andata avanti anche con l’avvento del fascismo ed ha concluso la sua attività solo il giorno 31/12/1930 (il negozio era stato spostato all’epoca in Via Garibaldi, oggi via Bruno Mugellini).

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A cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri

Porta Galiziano negli anni '30.L’unica Porta medievale di Potenza Picena che si è salvata è stata quella di Ga­liziano, nell’omonimo quartiere, anticamente chiamato di San Pietro. Le altre tre porte di accesso al centro storico di Monte Santo non esistono più; la prima che è scomparsa, quella più piccola, solo pedonabile, era quella del Cunicolo o della Cava, che si trovava a tramontana, nella zona delle Fontanelle, nel quartiere di Sant’Angelo. Oggi a ridosso del­le abitazioni di Via Lodovico Scarfiotti, troviamo un muretto con delle feritoie che testimonia la sua esistenza.

La seconda, la più importante, quella chiamata Girola o Marina, si trova­va nel quartiere di San Paolo, vicino alla chiesa della Madonna della Neve ed è stata abbattuta nel mese di dicembre del 1950.

La terza, quella di San Giovanni, nel quartiere omonimo, vicino alla chiesa della Madonna delle Grazie, è stata abbattuta nel 1956.

Anche la Porta di Galiziano ha corso questo rischio nel 1960, quando è stata trovata la soluzione isolandola dalla cinta muraria antica.

Nel 1961 allargando la strada Provinciale che porta a Montelupone e Macerata, è stata invece abbattuta la Madonnetta, cioè la chiesa della Ma­donna delle Lacrime o del Pianto. Nello stesso anno, il giorno 29 Otto­bre 1961, sotto alla Porta di Galiziano, è stata collocata una terracotta del prof. Giuseppe Asciutti, raffigurante la Madonna con Bambino, mentre da­vanti alla Porta è stato collocato uno stemma comunale di Poten­za Picena, sempre in terracotta, opera del prof. Giuseppe Asciutti.

Porta Galiziano. Foto di Sergio Ceccotti.Fino al 1946 era presente invece lo stemma sabaudo. Il giorno 3/11/1997, si è verificato il distacco di materiale dalla volta interna del manufatto antico, e al quel punto la Porta di Galiziano è stata chiusa al transito pedonabile.

L’Amministrazione Comunale, guidata all’epoca dal sindaco Mario Margoni, ha richiesto all’ufficio Tecnico comunale di predisporre un progetto di res­tauro, in due stralci, il quale è stato successivamente approvato dalla Soprintendenza ai monumenti di Ancona ed i lavori sono stati affidati all’impresa edile di Potenza Picena di Umberto Parigi e del figlio Sergio, per una spesa complessi­va di Lire 78.000.000. In questo modo la Porta di Galiziano è stata riportata al suo antico splendore storico ed architettonico.

L’inaugurazione della Porta di Galiziano restaurata è avvenuta il gior­no mercoledì 9 giugno del 1999, cioè 20 anni fa, e sono intervenuti molti ragazzi e ragazze delle scuole elementari e medie di Potenza Picena, insieme ai loro insegnanti e professori, oltre che al Preside ed al Direttore Di­dattico.

All’inaugurazione della Porta di Galiziano doveva partecipare anche il parroco della Parrocchia dei Santi Stefano e Giacomo, don Carlo Leoni, ma per le polemi­che che la sua presenza aveva sollevato, non è più intervenuto.

Per la benedizione è invece stato presente il guardiano dei frati Minori, padre Nazzareno Capriotti.

Porta Galiziano. Foto di Sergio Ceccotti.La presentazione storica della Porta di Galiziano è stata fatta da Paolo Onofri, che per l’occasione aveva anche preparato e distribuito tra gli intervenuti ed i ragazzi di tutte le scuole, una pubblicazione che parla­va sia della Porta di Galiziano che delle altre tre porte medievali di Monte Santo, sponsorizzata dalla Cooperativa Vini Montesanto di Potenza Picena e stampato dalla Tipografia Cingolani Arnaldo, con foto di Bruno Grandinetti.

Sono intervenuti: il prof. Arturo Sardini, il Diret­tore didattico della scuola elementare prof. Francesco Forti ed il Pre­side della scuola media, prof. Dario Magnamassa, mentre una bambina ha letto una poesia.

Il sindaco Mario Margoni ha parlato a nome dell’Amministrazione comuna­le. Una bambina delle scuole ha infine tagliato il nastro di inaugura­zione della Porta di Galiziano restaurata.

Il servizio fotografico è stato curato da Luigi Anzalone, da pochi me­si operante a Potenza Picena, mentre Giordano Giretti di New Look ha effettuato delle riprese, oggi inserite in Rete.

Il restauro della Porta di Galiziano rappresenta un evento veramente straordinario che ci ha ridato in tutta la sua bellezza originaria questo monumento simbolo storico della nostra comunità, di cui essere orgogliosi.

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