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Archive for the ‘Edizioni’ Category

A cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri.

Trenta anni fa, nel mese di maggio 1990, il dott. Mauro Mancini di Potenza Picena ha pubblicato il libro “Il Teatro Bruno Mugellini, cenni storici, Bruno Mugellini, l’uomo, l’insegnante, l’artista”, stampato dalla Tipografia Bieffe di Recanati e sponsorizzato dalla ditta Poltrona Frau di Tolentino, a cura dell’amministrazione comunale di Potenza Picena, guidata dal Sindaco Leonardo Melatini.

Il teatro Bruno Mugellini riapriva al pubblico in quell’anno, il 1990, dopo lunghi e costosi lavori di restauro. Soltanto il sipario dedicato a Minerva non fu stato restaurato e ricollocato al suo posto, operazione effettuata solo nel 2006.

Il dott. Mauro Mancini, nato a Potenza Picena il giorno 13/11/1926 da Alfonso (Catillo), facocchio (cioè costruttore di birocci) e da Adriana Morresi, sposato con la signora Giuliana Giustozzi, ha avuto tre figli: Maria Grazia, Maurizio e Maria Michela.

È stato dirigente dello Stato Civile di Potenza Picena e sindaco di Montelupone dal 1960 fino al 1965. Si è laureato nell’anno accademico 1977/1978 presso l’Università degli Studi di Macerata, facoltà di Giurisprudenza, corso di laurea in scienze politiche con la tesi “Montesanto e la sua amministrazione sotto il Regno Italico (1808-1815), dai documenti dell’archivio storico del Comune “, relatore il Prof. Dante Cecchi. È stato un dirigente politico della Democrazia Cristiana di Potenza Picena, ha fatto parte della Corale Santo Stefano e nel 1965 è stato tra i fondatori della Pro-Loco di Potenza Picena, Presidente il maestro Edgardo Latini. È morto il giorno 18/06/1996.

Il dott. Mancini aveva già pubblicato nel 1980 un volumetto sulla storia del Teatro Mugellini, a cura della Carima, dopo aver consultato il nostro ricchissimo archivio storico comunale.

Mauro Mancini. Foto Giuliana Giustozzi.

Il nostro teatro, inaugurato il giorno 27 dicembre 1862, è stato costruito grazie all’iniziativa di 20 condomini locali, che hanno finanziato i lavori, diventando ognuno di loro proprietario di un palco, mentre il Comune ha messo a disposizione il locale dove poter ricavare il teatro. Il progetto è opera dell’architetto di Recanati Giuseppe Brandoni, mentre le decorazioni sono del decoratore di Morrovalle Filippo Persiani. Il quadro del plafone, raffigurante l’incoronazione dell’Italia, è opera del pittore di Roma Ignazio Tirinelli. Il giorno 28 ottobre 1933, dopo i lavori di ristrutturazione, il teatro è stato intitolato al musicista Bruno Mugellini, nato a Potenza Picena il 24 dicembre 1871 dal dott. Pio e dalla signora Maria Paganetti e morto a Bologna il giorno 15 gennaio 1912.

Per quanto riguarda le notizie su Bruno Mugellini, il dott. Mauro Mancini ha esaminato tutta la documentazione che è riuscito a trovare sia a Bologna, presso il Conservatorio Musicale “G.B. Martini”, dove Mugellini aveva studiato prima, poi successivamente insegnato, che a Fossombrone dove il maestro è vissuto e dove è sepolto.

Il lavoro svolto dal dott. Mancini sia sul teatro che su Bruno Mugellini è un ottimo approfondimento e noi vogliamo farlo conoscere ai nostri lettori, in occasione della ricorrenza dei 30 anni dalla sua pubblicazione.

Il volume è oggi introvabile.

Nel 2012, in occasione del centenario della morte di Bruno Mugellini, il giorno 21 gennaio presso il teatro che porta il suo nome dal 28 ottobre 1933, si è svolto un convegno nazionale che ha richiamato a Potenza Picena tutti i maggiori studiosi del maestro. Presente anche la nipote, la signora Rosa Mugellini di Roma, insieme al figlio Bruno Re, anche lui famoso musicista.

Nel 2016 è stato pubblicato da Andrea Livi di Fermo il volume che raccoglie gli atti del convegno nazionale, grazie alla disponibilità finanziaria del Dott. Roberto Domenichini, Direttore dell’Archivio di Stato di Pesaro.

Dal 2016 si svolge a Potenza Picena il Mugellini Festival.

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A cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri.

Copertina del libro

Settanta anni fa, nel 1949, è pubblicato dalla casa editrice Cappelli di Bologna il romanzo storico “La morte è nelle foibe” di Giancarlo Marinaldi, pseudonimo di Carlo Gonan.

Il romanzo storico è autobiografico dell’autore, esule da Pola ed è ambientato nel periodo dal 1943 al 1945, nei territori italiani di Fiume, Pola e di tutta l’Istria, occupata dopo l’8 settembre 1943 dalle truppe jugoslave di Tito.

Prima dell’arrivo degli alleati, nel 1945, questi territori italiani hanno vissuto pagine tragiche a causa dell’occupazione jugoslava, che ha visto il perpetuarsi di crimini nei confronti degli italiani, fascisti e antifascisti, uccisi gettati nelle foibe, in particolare nel racconto si parla di quella di Vines.

Le foibe sono delle cavità carsiche e sono state la tomba di migliaia di italiani, nei cui confronti si è consumata una vera e propria pulizia etnica nel periodo dal 1943 fino al 1945.

Nel 1947 è incominciato poi l’esodo di oltre 300.000 nostri compatrioti, scappati da questi territori prima italiani, poi passati alla Jugoslavia.

Alcuni di questi sono anche venuti a Potenza Picena e noi abbiamo raccontato la loro storia in un nostro precedente articolo, tra cui il maestro Silvio Hodach.

Il libro in oggetto, uscito solo nel 1949, faceva parte della Biblioteca del Centro di Lettura della scuola elementare di San Girio ed è molto interessante.

Carlo Gonan, autore del libro, è nato a Marzana (Pola) nel 1910. È stato insegnante dal 1933 fino al 1943, poi richiamato in servizio ad Abbadia e quindi in Jugoslavia sino all’8 settembre 1943. Sorpreso dall’armistizio, raggiunge in borghese a Marzana i propri familiari. Preso dagli slavi, durante l’insurrezione partigiana, viene processato dal Tribunale del popolo e condannato a morte per i suoi sentimenti di italianità. Condotto sino all’orlo della foiba di Vines, ebbe salva la vita per la richiesta corale dei propri compaesani che misero in risalto la sua onestà di intenti e la limpida condotta morale.

Ritornato a Pola per riprendere l’insegnamento, prende parte alla lotta clandestina di liberazione e diventa membro della Resistenza. A guerra terminata ricopre l’incarico di capo-dipartimento dell’istruzione nell’amministrazione cittadina di Pola, dimettendosi quasi subito da tale incarico. Trasferitosi esule a Padova nel 1945, insegna in quella città fino al 1949, quando raggiunge Imperia, dove si impegna attivamente nelle fila della Democrazia Cristiana. Viene per due volte eletto Sindaco di questa città, dal 1956 al 1962, dove ricopre anche la carica di Segretario Provinciale della Democrazia Cristiana dal 1962 al 1965.

Vinto il concorso come Preside del Liceo Scientifico di Villafranca Lunigiana, si assenta per un breve periodo da Imperia. Vi ritorna successivamente, concludendo la sua carriera di insegnante alla Presidenza del Liceo Classico cittadino.

Si sposa con la signora Alda Gatti ed hanno tre figli: Marina, Giancarlo e Giuseppe. Muore ad Imperia il giorno 30/10/1976.

Il resto del Carlino 9/2/2019

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A cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri.

Inaugurazione restaurato stemma Comunale in Pietra Arenaria del Sec. XIV del giorno sabato 14 Novembre 2015. Foto Sergio Ceccotti.

Cento anni fa, nel 1919, è stato pubblicato il libro del dott. Luigi Pratesi “La Historia Servatae Libertatis di Montesanto” del 1562, contributo alla conoscenza delle vicende patrimoniali della Chiesa, stampato a Macerata dallo stabilimento Cromo-Tipografico Commerciale.

Il libro è dedicato alla memoria del conte Carlo Bonaccorsi, per molti anni benemerito Sindaco di Potenza Picena, “in cui alle vicende storiche di quel comune va unito il nome glorioso della sua famiglia”, i Bonaccorsi.

Il conte Carlo Bonaccorsi morì il giorno 25/03/1918.

Questa storia, che riguarda la nostra città, scaturisce da una decisione del Pontefice Pio IV, il milanese Giovanni Angelo Medici, eletto Papa il giorno 26/12/1559.

Il Pontefice Pio IV emanò il 16 maggio 1562 un Breve con il quale concedeva la città di Monte Santo al duca di Ferrara Francesco D’Este, in cambio di Benevento, che in questo modo passava al duca Cesare Gonzaga di Mantova, marito della nipote del Pontefice, Camilla, figlia del conte Gilberto Borromeo.

ritratto di pio iv

Il Segretario del Pontefice Pio IV era all’epoca il Cardinale Carlo Borromeo, suo nipote. La decisione del Pontefice Pio IV fu presa senza consultare il Collegio Cardinalizio ad esclusivo vantaggio di un suo parente, il duca Cesare Gonzaga di Mantova.

La popolazione di Monte Santo, una volta venuta a conoscenza di questa decisione del Pontefice Pio IV, si oppose e si mobilitò in ogni direzione per far cambiare la volontà del Pontefice. Furono presi contatti con alcuni Cardinali che sostenevano Monte Santo: Savelli, Carpi ed i veneziani Marcantonio da Mula e Bernardo Novaforo, oltre che l’ammiraglio Duca Marcantonio Colonna. Una delegazione di rappresentanti santesi si recò a Roma per essere ricevuta dal Papa e fargli cambiare idea sulla concessione di Monte Santo al Duca Francesco d’Este di Ferrara.

Tutta la popolazione di Monte Santo era contraria a passare dalla Santa Sede al potere temporale del signore di Ferrara, ad eccezione di un certo Cinzio Volpizio, che invece sosteneva la causa di Francesco d’Este, il quale aveva mandato a Monte Santo il suo emissario Borgheselli per prendere possesso della città. La popolazione per opporsi uccise Cinzio Volpizio a pugnalate ed il suo corpo fu abbandonato vicino al portone di ingresso del Monastero delle Clarisse di Monte Santo. Dopo questo delitto, a Roma, il Pontefice Pio IV, in accordo con il Duca Francesco d’Este di Ferrara, lasciò libero il comune di Monte Santo e gli concesse un altro territorio. Questo avvenne il giorno 19 settembre del 1562.

In questo modo la lotta del popolo di Monte Santo risultò vittoriosa ed il nostro comune rimase legato alla Santa Sede, nonostante si fosse ribellato ad una decisione del Pontefice nepotista Pio IV.

francesco deste 1516 1578

In segno di ringraziamento della mancata infeudazione, i rappresentanti della nostra comunità decisero di fare un pellegrinaggio al Santuario della Madonna di Loreto, portando in processione una raffigurazione in argento del palazzo comunale della città e lasciando in offerta al Santuario 5 fiorini d’oro.

Inoltre si decise di rendere festivo il giorno 19 settembre di ogni anno e di ripetere il pellegrinaggio al Santuario della Madonna di Loreto, portandovi sempre la raffigurazione del palazzo comunale in argento e lasciando in offerta 5 fiorini d’oro alla Madonna. La processione partiva dalla chiesa della Madonna della Neve, vicino Porta Girola.

marcantonio colonna

Questo tradizionale pellegrinaggio del 19 settembre è proseguito nel corso dei secoli, fino alla seconda metà del sec. XX. Oggi viene organizzato un pellegrinaggio a Loreto portando l’immagine della Madonna di Loreto del Monastero delle Clarisse il giorno sabato prima dell’inizio delle lezioni scolastiche, a settembre. Il giorno non si fa ricadere, quindi, col 19 settembre e non c’è alcun riferimento alla vicenda storica del 1562.

Oggi noi, a distanza di 100 anni, vogliamo far conoscere il libro scritto nel 1919 del Dott. Luigi Pratesi, in quanto lo riteniamo molto interessante e utile per capire la storia di Monte Santo e del suo attaccamento all’autonomia amministrativa ed alla Chiesa di Roma, che ha portato la nostra popolazione nel 1562 a mobilitarsi contro una decisione del Pontefice Pio IV ed a vincere la battaglia.

Conte Commendator Carlo Buonaccorsi. Foto Sergio Ceccotti.

Al suo interno troviamo il testo integrale del Breve del 16 Maggio 1562 del Pontefice da cui è partita tutta la vicenda che viene narrata nel libro di Luigi Pratesi. Anche Carlo Cenerelli Campana, nel suo libro del 1852 “Istoria dell’antica città di Potenza Rediviva in Montesanto” parla molto ampiamente di questa vicenda. Questo avvenimento è stato tratto da un manoscritto anonimo che era conservato presso il nostro Archivio Storico Comunale. Questo documento, che hanno potuto visionare sia Carlo Cenerelli Campana che il dott. Luigi Pratesi, oggi non è più presente nel nostro Archivio Storico e pertanto il libro del Pratesi è fondamentale per poter ricordare questa storia.

Documento allegato:

>Historia Servatae Libertatis web.pdf

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A cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri.

Dopo il grande successo sia sul nostro blog che presso il sito ilcittadinodirecanati.it, che ringraziamo, del nostro articolo a ricordo di Arnaldo (Nando) Cingolani, il tipografo di Potenza Picena che ci ha lasciato il giorno 30 marzo 2020 presso l’Ospedale di Civitanova marche, d’accordo con la famiglia Cingolani, abbiamo deciso di utilizzare il testo per una pubblicazione da distribuire a tutti coloro che conoscevano Nando, e sono tanti, e che desiderano conservare un suo ricordo.

La pubblicazione, quattro facciate, riporta quasi integralmente il contenuto del nostro articolo, compresa la storia locale dell’industria tipografica, arricchita da 7 foto, le quali ricordano Nando impegnato nella sua tipografia (foto di Sergio Ceccotti e Giuliano Margaretini), Nando durante la visita di una scolaresca della Scuola Media Statale “Marietta Gioia” di Casette d’Ete il giorno 14/03/1989, con il complesso musicale “I Leoni” di Recanati, con la Banda Cittadina di Recanati “Beniamino Gigli” e con la Banda Città di Potenza Picena. Abbiamo anche inserito il sonetto del prof. Arturo Sardini “Profezia” dedicato a lui.

Siamo certi che questa pubblicazione sarà molto gradita ai cittadini di Potenza Picena e a tutti coloro che hanno conosciuto ed apprezzato Nando Cingolani e che lo vogliono degnamente ricordare.

La pubblicazione si può richiedere presso la Tipografia Cingolani, oppure al sig. Mario Romagnoli, Presidente della Banda Città di Potenza Picena. 

Documento allegato:

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Copertina del libro

A cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri

Presso la Biblioteca Francescana di Falconara dei Frati Mi­nori si trova il manoscritto originale della storia di Monte Santo di Carlo Cenerelli Campana.

Il libro a stampa fu pubblicato solo nel 1852 presso la Tipografia di Giacomo Jaffei e Figli di Ripatransone, grazie all’interessamento del Marchese Filippo Bruti Liberati e di sua moglie, la contessa Ippolita Compagnoni Marefoschi di Monte Santo, a cui Carlo Cenerelli Campana nella presentazione del suo libro rivolge una calorosa dedica.

Il marchese Filippo Bruti Liberati, storico, è l’autore delle 14 Lettere Sopra Monte Santo, scritte tra il 1839 e il 1858.

Il libro è un documento straordinario, tenuto in ottime condizioni, rilegato da parte dei Frati Minori con molta cura e ci ha consentito di conoscere un altro particolare legato alla sua storia: il giorno 22/12/1846 il Consiglio Comunale di Monte Santo ha discusso anche un punto all’ordine del giorno che riguarda­va proprio la storia di Monte Santo di Carlo Cenerelli Campana. In quel­la occasione l’autore chiedeva al nostro comune di finanziare la stampa dell’opera, che costava scudi 100 e lui tratteneva per se solo 100 co­pie del libro. Il nostro comune in quella occasione non decise la stampa del volume, ma solo la nomina di una commissione di esperti per poter esaminare la validità del testo a livello storico. La commissione era composta dai seguenti membri: Prof. don Luigi Ricciardi, don Antonio Scarafoni, Prof. Clitofonte Fioretti, Conte Osvaldo Carradori e Pietro Mancinforte Sperelli.

Tenuto conto che in nessuna altra delibera del Consiglio Comunale succes­siva è stato trovato riferimento all’esito di questa commissione, si potrebbe dedurre che il nostro comune sia arrivato alla conclusione di non finanziare la stampa dell’opera, stampa che è avvenuta solo do­po 6 anni, cioè nel 1852, grazie a privati nobili.

Leggendo il testo del manoscritto si potrebbe concludere con certezza storica che è l’originale sulla storia di Monte Santo di Carlo Cenerelli Campana che noi conosciamo, poi pubblicato nel 1852..

Inoltre c’è la certezza di quando è stato completato il testo manoscritto, cioè il 1847. Nel libro è contenuta anche un’interessante novità: le raffigurazioni, con i disegni e le descrizioni, degli stemmi delle fa­miglie nobili di Monte Santo, un documento molto interessante.

A parte inoltre troviamo disegno che raffigura Monte Santo, trat­to da un lavoro di Giuseppe Federici del 1773, dove si vede in prima piano la Porta di Galiziano nel quartiere di San Pietro, con la cinta muraria.

Filippo Bruti Liberati

Anche il titolo del manoscritto è diverso in minima parte del libro a stampa del 1852. Nel manoscritto il titolo è “Storia dell’Antica Città di Potenza nel Piceno rediviva in Monte Santo”, mentre nel libro a stampa del 1852 “Istoria dell’Antica Città di Potenza rediviva in Montesanto”. Sul frontespizio del manoscritto vi è una scritta in latino molto interessante “Nemo propheta in patria sua” (nessuno è profeta nella sua patria) probabilmente riferita al fatto che il libro di Carlo Cenerelli Campana sulla storia di Monte Santo è stato stampato a Ripatransone e non nella nostra città.

Per quanto riguarda il volume a stampa originale del 1852, presso la nostra Biblioteca Comunale “Carlo Cenerelli Campana” se ne trova una copia dal 2001, acquistata dal nostro comune al prezzo di Lire 900.000 dalla Libram di Umberto Montali di Porto Recanati.

Nel 1978, grazie all’interessamento di Alberto Rosciani, la Banca Popolare delle Province di Ancona e Macerata ha deciso di far stamspare in anastatica la copia del volume di Carlo Cenerelli Campana, per poter distribuire ai propri clienti. La Banca Popolare di Potenza Picena, fondata nel 1898, era confluita in questo istituto di credito a livello regionale ed Alberto Rosciani era membro del consiglio di Amministrazione. Anche di questo volume presso la nostra Biblioteca ne esiste una sola copia. Il libro per conto della Banca era stato stampato dalla Società Atesa di Bologna, la quale nel 1987 di sua iniziativa ha stampato una nuova edizione anastatica della storia di Monte Santo, con una bella copertina cartonata. Anche di questo volume presso la nostra Biblioteca ne esiste una copia.

Anche in rete è possibile consultare il libro di Carlo Cenerelli Campana sulla storia di Monte Santo, grazie all’iniziativa dell’Università statu­nitense di Harvard. Oggi il volume in anastatica è introvabile e sarebbe opportuno poterlo far ristampare, in modo che possa essere conosciuto a livello popolare.

Frontespizio del Manoscritto della Storia di Montesanto di Carlo Cenerelli Campana del 1847. Biblioteca Francescana di Falconara.

Ringraziamo padre Gabriele Lazzarini per averci consentito di poter conoscere il testo del manoscritto sulla storia di Monte Santo di Carlo Cenerelli Campana gelosamente conservato presso la Biblioteca Francescana dei Minori di Falconara. La presenza di questo manoscritto a Falconara era già conosciuta dal dott. Roberto Domenichini, nostro concittadino ed attualmente Direttore dell’Archivio di Stato di Pesaro.

Dal 2002 la Biblioteca Comunale di Potenza Picena è intitolata a Carlo Cenerelli Campana.

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Copertina guidaNel mese di ottobre del 1998 la tipografia San Giuseppe di Pollenza ha finito di stampare in 5.000 copie la prima guida storico-artistica di Potenza Picena, dal titolo molto significativo “Monte Santo”.

Il curatore di questa guida è stato Duilio Corona, nato a Isola Del Liri (Frosinone) il giorno 21/6/1964. I testi sono a cura di Roberto Domenichini, attualmente Direttore dell’Archivio di Stato di Pesaro, di Duilio Corona e di Moreno Campetella, mentre le foto sono state fornite da Bruno Grandinetti.

Il lavoro è stato commissionato dall’Amministrazione Comunale di Potenza Picena, all’epoca guidata dal Sindaco Mario Morgoni ed Assessore al Turismo era Antonino Bedini ed è costato la somma di lire 18.700.000 (IVA compresa) per la stampa e di lire 6.000.000 come compenso al curatore.

È un lavoro molto completo, i cui testi hanno un notevole rigore storico. Tra gli sponsors dell’iniziativa troviamo la ditta GMA Grandinetti srl di Porto Potenza Picena e la Mectherm di Potenza Picena. Oggi, a distanza di 20 anni, questa guida storico-artistica di Potenza Picena è oramai introvabile e sarebbe opportuno ristamparla di nuovo, apportando le necessarie integrazioni documentarie e fotografiche.

Il curatore di questa bella guida è morto a Potenza Picena il giorno 19/3/2005, all’età di soli 40 anni. Questo articolo è dedicato a lui, che nonostante non fosse di Potenza Picena, ha molto amato la nostra città.

pdficon_large monte santo guida rid.pdf

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