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Archive for the ‘Il paese’ Category

a cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri

Interno Sala Giunta Antonio Carestia - Palazzo Municipale Potenza Picena.

Interno Sala Giunta Antonio Carestia – Palazzo Municipale Potenza Picena.

Il Palazzo Municipale di Potenza Picena è stato progettato dall’Architetto ticinese Pietro Bernasconi, principale collaboratore di Luigi Vanvitelli ed è stato ricostruito negli anni 1745 – 1750. La sala Giunta, un tempo del Consiglio Comunale, si trova al suo interno al primo piano.

Dopo la costruzione ed inaugurazione del Teatro Condominiale, oggi comunale, Bruno Mugellini avvenuta il 27 dicembre del 1862, la sala dedicata al Consiglio comunale è stata riccamente decorata da Filippo Persiani di Morrovalle, lo stesso che aveva lavorato prima nel contesto del nostro teatro. Le decorazioni della sala rendevano omaggio in particolare ai padri dell’Unità d’Italia, da poco avvenuta (17 Marzo 1861).

Infatti sulla volta della sala si trovano i ritratti del Re Vittorio Emanuele II, di sua moglie la Regina Maria Adelaide Ranieri, del Generale Giuseppe Garibaldi e del Conte Camillo Benso di Cavour.

Sui quattro angoli della volta sono state dipinte decorazioni che esaltano la letteratura, il teatro, la pittura e la musica, cioè le arti e la scienza con raffigurati anche chiari simboli massonici, come le squadre e i compassi.

Nel contesto decorativo di questa sala, per scelta politica dell’epoca, non si trovano simboli religiosi, ma solo laici.

Volta decorata della Sala Giunta. Foto Sergio Ceccotti.

Volta decorata della Sala Giunta. Foto Sergio Ceccotti.

La sala nel 1907 era stata arricchita con un bellissimo tavolo a ferro di cavallo, poi rimosso, che è stato recentemente restaurato da Luigi Morichetti di Potenza Picena e riposizionato al suo interno. Il gonfalone del Comune che si trova oggi all’interno della teca al centro della sala è stato ricamato nel 1933 dalle nostre Monache Benedettine di San Sisto e restaurato nel maggio 2015 dalla Sig.ra Nelide Mazziero di Potenza Picena.

All’interno della sala si trovano oggi tre importanti opere d’arte: si tratta del Sant’Emidio che protegge Monte Santo del 1770 di Benedetto Biancolini, di una Madonna con Bambino tra i Santi Rocco e Martino del 1584 di Simone De Magistris e l’Allegoria della Pace Sec. XVII di Corrado Giaquinto. Quest’ultima tela nel 1997 era stata rubata dal nostro municipio e recuperata solo nel 2002 a Milano.

Dal mese di ottobre del 2015 nel contesto del locale si trova anche l’antico stemma Comunale in pietra arenaria del sec XIV che era collocato sulla parete del Palazzetto del Podestà e restaurato da Paola Carestia di Potenza Picena, lavoro che è stato finanziato dalle sorelle Ballesi di Macerata Chiara, Francesca ed Elisabetta.

Nel 2003 la sala è stata sottoposta ad un lavoro di restauro sia nella parte strutturale che in quella decorativa. Le decorazioni sono state restaurate dai tecnici della ditta Ares snc di Ancona Alessandra Valeri e Elisabetta Luciani, mentre la progettista del recupero è stata l’Arch. Laura Francioni di Recanati.

Sono infine presenti nel locale le Bandiere italiana ed europea oltre a quelle delle nazioni delle città con cui Potenza Picena è gemellata, cioè Templemore per l’Irlanda e Burford per l’Inghilterra. Presente inoltre dal giorno 16/10/2013 anche la Bandiera Argentina benedetta nella Cattedrale di Rosario e donata al nostro Comune dalla Famiglia di Oscar Tramannoni.

Antonio Carestia. A.S.C.P.P.

Antonio Carestia. A.S.C.P.P.

Questa sala, inaugurata dopo i lavori di restauro e miglioramento sismico il giorno 5 Aprile 2003, non è più da considerarsi come sede del consiglio comunale ma della Giunta Municipale, intitolata dal 2004 al Sig. Antonio Carestia, primo sindaco eletto democraticamente dopo la caduta del fascismo, il quale ha amministrato Potenza Picena dal 1946 fino al 1951.

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Piano degli otto volumi del Metodo di esercizi tecnici di Bruno Mugellini

Piano degli otto volumi del Metodo di esercizi tecnici di Bruno Mugellini

Il M° Bruno Mugellini è famoso in tutto il mondo per il suo metodo di esercizi tecnici per pianoforte che ha portato a termine nel 1911, un anno prima che morisse a Bologna il giorno 15 gennaio del 1912 a soli 41 anni.

Era nato a Potenza Picena il 14 dicembre 1871 in Piazza Grande, oggi Giacomo Matteotti. La nostra città nel 1933 gli ha intitolato il suo Teatro Condominiale, oggi comunale, e nel 1951 anche una via del suo centro storico.

Nel 2012, in occasione del centenario della sua morte, si è svolto a Potenza Picena un Convegno Nazionale che ha richiamato nella nostra città i massimi studiosi italiani di Bruno Mugellini. Nel 2016, nel mese di ottobre, si è svolto il primo Mugellini Festival, direttore artistico il M° Lorenzo Di Bella, che ha riscosso un grandissimo successo di pubblico.

Il nostro comune presso la sua Biblioteca Comunale Carlo Cenerelli Campana di via Trento non possiede nessuno degli otto volumi del Metodo di Esercizi Tecnici per pianoforte di Bruno Mugellini.

Un privato cittadino, dopo che li ha acquistati in rete, in data 7 febbraio 2017 ha manifestato la volontà di voler donare al nostro comune i primi 5 volumi di questo storico metodo, uno addirittura originale del 1911.

Bruno Mugellini

Bruno Mugellini

Nonostante lo straordinario valore culturale e musicale dei 5 volumi che sono stati offerti gratuitamente al nostro Ente, ancora ad oggi nessuno ha dimostrato interesse a questo donativo. Nessuno ha scritto una lettera di accettazione e di ringraziamento per il nobile gesto. Sono trascorsi due mesi e non si capisce cosa debbano aspettare in Comune per accettare il donativo in oggetto. All’interno del nostro Ente qualcuno capisce che è buona educazione rispondere sempre, anche in caso di rifiuto?

Si intende rifiutare questo tipo di donativo?


In data 14 aprile 2017 il Comune di Potenza Picena ha finalmente accettato il donativo dei 5 volumi.

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La Maddalena ai piedi della croce – sec. XVIII

Visitando il giorno domenica 8 gennaio 2017 la mostra curata dal Prof. Vittorio Sgarbi nel Palazzo Apostolico di Loreto dal titolo “Maddalena tra peccato e penitenza”, che era stata inaugurata il giorno 3 settembre 2016, mi è venuto in mente di analizzare S. Maria Maddalena nelle opere d’arte che sono presenti nella nostra città. Perché questa curiosità vi domanderete?

Il motivo è legato al fatto che S. Maria Maddalena era compatrona di Monte Santo, dopo S. Stefano Protomartire, già nel Medioevo.

Infatti nello Statuto Comunale approvato nel 1445 viene definita “Governatrice Feconda della città di Montesanto”. Nel contesto della mostra di Loreto faceva una bellissima figura, secondo molti era l’opera più bella dopo quella di Carlo Crivelli di Montefiore dell’Aso, la tela di Jacopo Negretti detto Palma il Giovane La Crocifissione del 1599 (secondo il Dott. Roberto Domenichini è del 1595), proveniente dalla Chiesa di S. Antonio di Padova dei Frati Minori di Potenza Picena. Inoltre a Monte Santo c’era anche una Chiesa dedicata a S. Maria Maddalena, quella degli agostiniani, chiamata popolarmente di Sant’Agostino.

Questa struttura dal giorno 19/12/2004 è stata trasformata in Auditorium Ferdinando Scarfiotti.

All’interno di questa chiesa si trovava il busto in terracotta della Maddalena attribuito a fra Ambrogio della Robbia del sec. XVI, poi collocato nel contesto del Palazzo Municipale da dove è stato rubato il giorno 14 gennaio 1997 e mai più ritrovato.

L’altare maggiore di questa chiesa conserva ancora oggi una grande tela del pittore di Pesaro Pietro Tedeschi La Maddalena ai piedi della Croce sec. XVIII, opera firmata.

Nel contesto della stessa chiesa si trova inoltre una piccola tela di autore ignoto del sec. XVIII raffigurante la Maddalena.

All’interno della Chiesa di S. Lorenzo dei Frati Cappuccini al Colle Bianco si trova la tavola di Simone De Magistris del 1576 la Deposizione dalla Croce e i Santi Francesco d’Assisi e Lorenzo Diacono, dove la Maddalena guarda nostro Signore deposto dalla Croce.

Nel contesto del Monastero delle Clarisse di S. Tommaso si trovava una grande tela, una tempera, raffigurante il Calvario degli inizi del Sec. XVIII di autore ignoto, oggi collocata all’interno dei locali della Pinacoteca Comunale Benedetto Biancolini di via Trento.

Presso la Chiesa di San Girio, negli affreschi di Ciro Pavisa de 1951, troviamo la Maddalena come compatrona di Potenza Picena insieme a S. Stefano Protomartire e San Girio.

Infine citiamo un’opera d’arte molto importante rubata il giorno 14/1/1997 dal Palazzo Municipale e mai più ritrovata. Si tratta di una piccola tempera su tavola raffigurante La deposizione del Cristo dalla Croce, Sec. XV/XVI di autore ignoto di scuola umbra che proveniva dalla Chiesa di San Francesco, dove è presente la Maddalena.

Il Calvario inizi Sec. XVII autore ignoto. Foto Sergio Ceccotti.

Il Calvario inizi Sec. XVII autore ignoto. Foto Sergio Ceccotti.

Queste sono le più importanti opere d’arte di Potenza Picena dove troviamo la presenza della Maddalena. I festeggiamenti di S. Maria Maddalena cadono il giorno 22 luglio e nel contesto della Chiesa di Sant’Agostino veniva solennemente celebrata.

Nel 1962 il Sindaco dell’epoca, l’avv. Silvano Mazzoni, aveva ripristinato questa ricorrenza nel contesto della Chiesa. Comunque credo che sia opportuno che le autorità religiose e civili riprendano a celebrare degnamente S. Maria Maddalena anche perché è compatrona di Potenza Picena e questo è ampiamente documentato.

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Affreschi di Ciro Pavisa 1951 – Chiesa di San Girio. Tra i santi la Maddalena. Foto tratta dal libro “San Nicola da Tolentino e le Marche, culto e arte” a cura di Roberto Tollo ed Elena Bisaccci. Loreto 1999.

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Ignacio “Nacho” Martin Scocco

Dall’anno 1988, legge 470, esiste anche presso il nostro stato civile l’albo degli italiani residenti all’estero (A.I.R.E.).

Si tratta degli italiani che pur residenti all’estero hanno diritto alla cittadinanza italiana e possono anche votare dal 2006, legge 459 del 2001, in determinate tornate elettorali, come le politiche ed i referendum nazionali. Non possono invece votare alle amministrative locali e regionali, mentre per le europee possono solo votare coloro che risiedono nei paesi CEE.

Alla data del 12 febbraio 2017 risultavano iscritti all’AIRE di Potenza Picena ben 2.416 cittadini, uomini e donne, adulti e bambini, distribuiti in tutto il mondo. La maggior parte si trova in Argentina e sono 1.813, pari al 75% del totale. È un numero in continua crescita in conseguenza della nostra emigrazione in quella terra del sud America. Si pensi che nel 2013 erano 1514.

Tra di loro troviamo anche la ex-tennista internazionale Gabriela Sabatini ed il calciatore Ignacio Martin Scocco, nato a Venado Tuerto e che gioca attualmente con la squadra di Rosario Newell’s Old Boys. Fino a qualche anno fa si trovava anche il campione del mondo con la maglia della nazionale italiana del 2006 Mauro German Camoranesi.

Non manca la presenza di Oscar Tramannoni e delle sue figlie Melisa Victoria e Lucia, la famiglia che il giorno 16/10/2013 ha donato al nostro Comune la bandiera argentina che è stata benedetta all’interno della Cattedrale di Rosario, la città dov’è nata la bandiera.

gabriela sabatini

Gabriela Sabatini

La presenza dei nostri concittadini è notevole in nazioni europee come la Spagna, 104, la Francia, 87, la Germania, 71, la Gran Bretagna, 67, la Svizzera, 38, Andorra 14 e il Belgio 13. Fuori dall’Europa è significativa la presenza dei nostri concittadini in Brasile 40, Australia 32, Stati Uniti 25, Canada 15.

Molti nostri giovani, ragazzi e ragazze, oggi vivono in Europa e ci si augura che presto facciano ritorno a Potenza Picena per dare un miglior futuro alla nostra città.

Lo studio di questa realtà è molto interessante e ci consente di poter conoscere tanti nostri connazionali che oggi vivono all’estero, ma che non vogliono dimenticare le proprie origini, la terra dei loro padri.

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1_dsc9849Una delle opere d’arte di Potenza Picena più belle e significative è sicuramente il trittico di Paolo Bontulli da Percanestro del 1507, Madonna con Bambino tra i santi Giacomo Maggiore e Rocco, cm 195×212, tempera su tavola.

L’opera dal giorno 18 Giugno del 2014 si trova presso i locali della Fototeca Comunale Bruno Grandinetti, nella ex chiesa di Santa Caterina d’Alessandria.

La proprietà di questa tavola è della Parrocchia dei Santi Stefano e Giacomo ed il nostro Comune si è offerto di ospitarla nella propria struttura, assicurandola per una somma di Euro 250.000.

In precedenza il trittico era stato asportato dalla chiesa di San Giacomo Maggiore e dopo un accurato restauro da parte di Isidoro Bacchiocca di Urbino, collocato nel contesto dei locali della Galleria Nazionale delle Marche ad Urbino dal giorno 22 dicembre del 2013 fino al giorno 6 aprile 2014. Il trittico era stato prelevato dalla Chiesa il giorno 22 novembre 2013, in quanto la struttura non poteva più garantire l’incolumità dell’opera d’arte per il crollo della volta centrale in camorcanna.

Il pittore Paolo Bontulli da Percanestro è vissuto tra la fine del Quattrocento e gli inizi del Cinquecento ed era nato a Percanestro, anticamente borgo facente parte di Camerino, oggi rientrante invece nel territorio di Serravalle di Chienti.

Lo stile del pittore si richiama alla scuola di Carlo e Vittorio Crivelli. Di questo pittore poco conosciuto, di cui la maggiore opera è quella di Potenza Picena, nell’anno accademico 1974-1975 la studentessa Rosina Gentili ha effettuato un accurato studio, lavoro che si è concretizzato con una tesi di laurea presso l’Università degli Studi di Macerata, Facoltà di Lettere e Filosofia, relatore il Prof. Franco Barbieri, dal Titolo Paolo Bontulli da Percanestro (la copia della Tesi è disponibile presso la Biblioteca Comunale Carlo Cenerelli Campana di via Trento).

s.giacomo-internoLa chiesa di San Giacomo Maggiore, Parrocchia dal 20/10/1774, che ospitava il trittico si trova nel quartiere popolare di Galiziano e le sue origini risalgono alla seconda metà del Trecento. Al suo interno operava la Confraternita del Corpus Domini o di San Giacomo, le cui origini risalgono al Quattrocento (il più antico documento che parla di questa Confraternita è del 1430).

La tavola in oggetto dovrebbe essere stata commissionata da aderenti di questa Confraternita, che vengono indicati in basso sulla tavola ed il motivo dovrebbe essere stato una grave epidemia di peste, probabilmente quella che ha colpito la nostra comunità nel 1503-1504. La presenza di San Rocco, protettore contro la peste, insieme a San Giacomo Maggiore, titolare della Chiesa, potrebbe giustificare questa commissione dell’opera d’arte al pittore di Percanestro. Colpisce la presenza nell’opera di molta frutta, mele, pere, ciliege ed agrumi. Il trittico, oggi mancante in alto della lunetta e lateralmente delle due originali colonnine, ha mantenuto dopo cinque secoli la predella, dove ci sono qundici comparti.

Vengono rappresentati tutti e dodici gli Apostoli, al centro c’è il Redentore Benedicente ed ai lati l’Arcangelo Gabriele a sinistra e la Vergine Annunciata a destra. Per quanto riguarda la data di esecuzione dell’opera, non ci sono più dubbi che debba essere l’anno 1507, ma in passato molti hanno ipotizzato altre date, come 1505, 1502 o addirittura 1506, in quanto l’ultimo numero dell’anno della tavola era di difficile lettura.

Di quest’opera ne parla ampiamente e con molti dettagli il Marchese Filippo Bruti Liberati in due delle sue lettere sopra Monte Santo, sia nella III che nella IV, pubblicate rispettivamente nel 1840 e nel 1841. Anche lo storico Carlo Cenerelli Campana nella sua storia di Monte Santo del 1852 riprende quanto scritto in precedenza da Bruti Liberati e ne parla alle pagine 131 e 132.

don Gustavo Spalvieri

don Gustavo Spalvieri

Il trittico è stato sottoposto ad un accurato restauro nel 1955, grazie all’interessamento del parroco di San Giacomo, don Gustavo Spalvieri. Il restauro è stato effettuato a Firenze, con il lavoro eseguito da Giuseppe Rosi e riconsegnato alla nostra comunità il giorno 3 aprile del 1956. Il risultato di tale intervento è stato veramente straordinario ed il trittico è ritornato all’antico splendore. Oggi l’opera d’arte è ben conservata e valorizzata all’interno della Fototeca, ma l’augurio sincero è che prima possibile possa ritornare nel contesto della Chiesa di San Giacomo Maggiore a Galiziano, chiusa da diversi anni, perché significherebbe che la struttura finalmente è stata restaurata e riconsegnata alla popolazione di Potenza Picena, che ne sente la mancanza.

 

Notizie tratte da Un’opera salvata Madonna con Bambino e Santi di Paolo Bontulli a Potenza Picena a cura di Gabriele Barucca, Urbino, 2013.

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a cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri

vista-da-piazza-douhetUno dei palazzi più antichi di Porto Potenza Picena è sicuramente quello che attualmente ospita la Delegazione Comunale, collocato lungo viale Regina Margherita.
Costruito nel 1891 su di un terreno di proprietà del conte Flavio Bonaccorsi, è fin dall’inizio stato utilizzato come sede della Scuola Elementare del Porto, dove la popolazione alla fine dell’Ottocento era in continua crescita.
Il fabbricato aveva sopra un piccolo campanile ad uso scolastico. L’istruzione elementare al Porto risale a 150 anni fa. Era infatti la fine del 1867 quando il nostro Comune decise l’apertura di una nuova scuola al Porto, chiamata all’epoca “rurale”, affidandone l’incarico al Maestro Antonio Pandolfi, per un compenso annuo di Lire 200, figlio del Maestro della Scuola Elementare di Montecanepino Ludovico, originario di Petriolo.
Nel primo anno Scolastico (1868) gli alunni sono stati 22, mentre già nel 1872 sono saliti a 37.
Il progetto di tale fabbricato si deve ad un giovane studente della Scuola d’Arte di Roma, originario della nostra città, Aristide Marazzi che era nato il giorno 5/5/1869 a Potenza Picena in C.da S. Stefano da Achille, Maestro elementare e da Tarsilia Pasquali.
Il giorno 6 Agosto 1925 si è sposato a Como con Maria Ceschinelli ed è morto nella stessa città il 7/8/1952.
Aristide Marazzi aveva potuto studiare a Roma grazie anche ad un contributo annuo di L. 150 elargito dal nostro Comune per sostenere nello studio i suoi figli migliori; successivamente si è laureato, acquisendo il titolo di architetto, ha aperto un proprio studio a Parma ed ha realizzato importanti progetti sia in Italia che all’estero, in particolare in Uruguay dove ha progettato il Palazzo del Governo.
Ha anche insegnato nelle Scuole superiori del nostro Regno, ha scritto libri di architettura per le scuole superiori italiane e i licei scientifici in particolare. Era grande amico del Prof. Umberto Boccabianca.
senza-titolo-4Direttore dei lavori della nuova Scuola Elementare di Porto Potenza Picena è stato l’ingegnere comunale Giuseppe Pierandrei, nato a Potenza Picena il giorno 23/8/1836 e morto nella nostra città il 7/10/1921, il quale ha anche rivestito la carica di Presidente della Scuola d’Arte “Ambrogio Della Robbia” di Potenza Picena.
I lavori sono iniziati nel 1891 e si sono conclusi nel 1894. Il collaudo è stato fatto nel 1895 e la spesa complessiva è stata di lire 18.813,22. Nello stesso periodo il nostro comune ha costruito anche le scuole elementari di Montecanepino e San Girio; i lavori edili sono stati eseguiti dall’impresa di Erminio Monsù, quelli di falegnameria da Cesare Pastocchi e quelli di fabbro da Enrico Rinaldelli, tutti di Potenza Picena, mentre l’imbiancatura è stata effettuata da Nazzareno Lombardi di Civitanova.
Nel 1921 la facciata di Viale Regina Margherita è stata arricchita da una lapide marmorea, inaugurata il giorno 17/7/1921, che ricorda i caduti di Porto Potenza Picena durante la Prima Guerra Mondiale, iniziativa promossa da un comitato locale.
La scuola elementare è stata in questa struttura fino a quando non è stata costruita la nuova scuola di Piazza Douhet, cioè alla fine degli anni Sessanta del Novecento, nuova struttura progettata dall’Architetto Marone Marcelletti di Macerata.
Successivamente, oltre agli uffici comunali, ha ospitato anche le classi dell’Istituto Professionale di Stato per l’Industria e l’Artigianato “Filippo Corridoni”, come sezione distaccata dall’Istituto di Corridonia.
3Nel 1978 inoltre venne avanzata la proposta da parte di Tony Casole e dal club “Amici dell’Arte” di Porto Potenza Picena di utilizzare l’immobile anche come sede della Pinacoteca di Arte Moderna. Oggi finalmente il nostro Comune ha deciso di procedere a dei lavori di restauro e restiling sul manufatto per un importo totale di Euro 130.000, in due stralci, che siamo sicuri ridaranno vitalità ad una struttura identità di Porto Potenza Picena, di cui essere orgogliosi.

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Sacrario ai caduti per la Patria del cimitero di Potenza Picena senza la croce in marmo abbattuta. Foto Mario Barbera Borroni.

Era il giorno 11 dicembre del 2014 quando una gru dell’impresa che stava lavorando nel contesto del nostro Cimitero del Capoluogo aveva abbattuto la croce in marmo del Sacrario ai Caduti della Prima Guerra Mondiale, manufatto risalente all’anno 1937, progettato dal geometra Raoul Moschini e costruito da Edoardo Clementoni di Potenza Picena.
Sono trascorsi due anni dall’abbattimento della croce e nonostante l’impegno dei nostri amministratori e dei tecnici del Comune, ancora non è stata ricollocata al suo posto la nuova croce.
Da nostre informazioni, la croce in marmo è stata già ordinata e ci si augura che quanto prima verrà ricollocata nel contesto del Sacrario.

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Sacrario ai caduti per la Patria del cimitero di Potenza Picena con la croce in marmo. Foto Mario Barbera Borroni.

La spesa complessiva, pari ad € 3018, sarà a totale carico del nostro Comune, mentre all’inizio di questa vicenda si pensava che l’impresa edile che aveva abbattuto la croce era coperta da una polizza assicurativa. Invece sembra di no, in quanto quell’impresa era fallita e pertanto l’assicurazione non ha potuto risarcire il danno al nostro comune.
I nostri amministratori visto che hanno risolto il problema, perché non informano la cittadinanza?

Quando verrà ricollocata la croce in marmo, si procederà anche ad una accurata pulizia del manufatto per ricordare degnamente la ricorrenza degli 80 anni da quando è stato costruito il Sacrario nel lontano 1937?
Comunque il pericolo di vedere collocata una croce di ferro è stato scongiurato.

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