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Archive for the ‘Il paese’ Category

a cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri

San Giacomo Maggiore

Il giorno 31 ottobre2018 la Soprintendenza di Ancona ha comunicato al Comune di Potenza Picena di aver approvato il progetto di restauro delle 10 statue lignee degli Apostoli del Sec. XVII predisposto dalla Dott.ssa Letizia Bruscoli di Pesaro.

È la stessa professionista che nei mesi scorsi ha già provveduto a restaurare con ottimi risultati la pala di Pietro Paolo Jacometti del 1630 ed altri 4 quadri del monastero di San Sisto delle Benedettine.

Il progetto della Dott.ssa Letizia Bruscoli prevede una spesa complessiva di € 7.500 e già il Dott. Roberto Domenichini si è impegnato a finanziare il recupero di 3 statue (San Giacomo Maggiore, San Giovanni Evangelista e San Giuda Taddeo), per una spesa di € 2.500.

Il progetto, dopo il nulla osta della Soprintendenza di Ancona, deve essere inserito nel portale ufficiale dell’Art Bonus, dopo di che è possibile iniziare i lavori di restauro. Chiunque fosse interessato a finanziare il recupero di queste statue lignee degli Apostoli, può contattare l’Economo Comunale, Dott.ssa Simona Ciasca, scegliere la statua o le statue da recuperare ed usufruire del beneficio previsto dalla legge Art Bonus (legge n. 106 del 29/7/2014), che consente un credito d’imposta del 65%, diluito in tre anni.

In pratica il costo effettivo dell’intervento per ogni singola statua è solo del 35%della spesa sostenuta.

Ci si augura che la Città di Potenza Picena sappia rispondere in maniera positiva a questo appello, in modo da poter completare il restauro di tutte le10 statue lignee degli Apostoli.

Il progetto è stato inserito nel portale Art Bonus il giorno giovedì 22 novembre 2018.

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a cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri

Affresco del Sec. XIV - Chiesa S. Francesco - Foto B. Grandinetti - ASCPP

Affresco del Sec. XIV Santa Elisabetta – Chiesa S. Francesco – Foto B. Grandinetti – ASCPP

La chiesa di San Francesco di Potenza Picena, al Pincio, è chiusa dal giorno 30 Ottobre 2016, dopo la forte scossa di terremoto che si è verificata quella mattina del 6,5 grado Mercalli, che ha causato danni alla volta interna.
Da quel giorno il Ministero degli Interni, Fondo Edifici di Culto proprietario del fabbricato, non ha avviato ancora alcuna opera di recupero.
All’interno della chiesa si trovano ancora tutte le opere d’arte, le 4 pale d’altare, compresi gli affreschi trecenteschi che si possono ammirare sulla scalinata che porta alla cantoria.
Questi affreschi sono la più antica testimonianza artistica conosciuta della nostra città, sono molto belli e dovrebbero essere i resti dell’antica chiesa di San Nicolò, le cui origini dovrebbero risalire agli inizi del Duecento. Questa chiesetta è stata poi donata dalla nostra comunità ai frati conventuali quando sono venuti ad insediarsi a Monte Santo verso il 1298.
Secondo gli esperti le due immagini che noi oggi possiamo ancora ammirare dovrebbero rappresentare una “Visitazione”.
Secondo noi ci troviamo difronte ad un capolavoro dell’arte trecentesca marchigiana, raffigurante uno un Vescovo, probabilmente San Nicola da Bari, a cui era intitolata la originaria chiesa di San Francesco, mentre l’immagine femminile posta alla sua destra dovrebbe rappresentare Santa Elisabetta, cugina della Madonna, questo secondo padre Ferdinando Campana, Provinciale dei Frati Minori delle Marche che ha visitato la chiesa il giorno Mercoledì 22 Agosto 2018, insieme a padre Lorenzo Turchi, vice-parroco della Parrocchia dei Santi Stefano e Giacomo di Potenza Picena. Questi affreschi trecenteschi andrebbero ripuliti e restaurati, facendoli anche ammirare ai visitatori, una volta che la chiesa verrà sistemata e riaperta al culto dei cittadini di Potenza Picena.
All’interno della chiesa di San Francesco, per la Cappella di Santa Venera degli Albanesi, nel 1491 sono stati commissionati altri affreschi al pittore di San Severino Ludovico Urbani, andati distrutti.
Questa chiesa conservava inoltre anticamente anche un capolavoro di Vittore Crivelli del 1493. Parti di questo polittico si trovano oggi esposte con grande evidenza nei musei internazionali inglesi ed americani, in particolare. Troviamo tre tavole e quattro parti della predella presso il Fitzwilliam Museum di Cambridge ed un’altra tavola presso il Ashmolean Museum di Oxford in Inghilterra, oltre che tre tavole negli Stati Uniti. Il giorno Domenica 29 Luglio 2018, alle ore 16,30, sono venuti a Potenza Picena un gruppo di dottorandi, quasi tutte ragazze, con il loro professore inglese dell’Università di Cambridge, in Inghilterra, che si trovavano temporaneamente nelle Marche, ad Amandola.

Affresco del Sec. XIV - Chiesa S. Francesco - Foto B. Grandinetti - ASCPP

Affresco del Sec. XIV San Nicola da Bari – Chiesa S. Francesco – Foto B. Grandinetti – ASCPP

Hanno voluto visitare appositamente il contesto della chiesa di San Francesco, dove si trovava il polittico di Vittore Crivelli ed hanno potuto anche ammirare gli affreschi trecenteschi. Inoltre hanno visitato la Pinacoteca Comunale, l’Archivio Storico, il Teatro “Bruno Mugellini”, la ex chiesa di Santa Caterina d’Alessandria, dove hanno potuto ammirare ed apprezzare il trittico di Paolo Bontulli da Percanestro del 1507, oltre a fare un interessante giro per il nostro centro storico, ammirando i portali del Palazzo Properzi, quello del Palazzo Trionfi, oggi Mazzoni ed infine quello con i simboli ebraici in Via Tripoli.
Comunque dobbiamo essere orgogliosi e far conoscere questi affreschi trecenteschi di San Francesco, la più antica testimonianza artistica di Monte Santo, una volta che la chiesa verrà riaperta e ci si augura che possa avvenire in tempi brevi.

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a cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri
Mobili donati dalle clarisseLe Monache Clarisse di Pollenza hanno donato molte opere d’arte, quadri, acqueforti e mobili antichi al nostro comune, provenienti dal Monastero di San Tommaso di Potenza Picena, Monastero chiuso nel 2008.
In tre precedenti articoli abbiamo ampiamente parlato dei quadri, acqueforti ed oggetti. Ora, con questo ultimo articolo, vogliamo approfondire la conoscenza di tutti i mobili antichi che sono stati donati alla nostra comunità.
Nello specifico si tratta di n° 6 cassapanche in noce, n° 2 comò, n° 2 tavolinetti, n° 12 sedie,  un leggio ed una vetrinetta per un totale di n° 24 pezzi.
È un patrimonio straordinario, unico nel suo genere, che andrebbe anche restaurato e valorizzato collocandoloMobili donati dalle clarisse all’interno dei locali della Pinacoteca Comunale “Benedetto Biancolini” di Via Trento, dove già si trovano dal 2 giugno 2017 quadri, acqueforti, n° 2 planimetrie ed un prospetto del Monastero di fine Settecento dell’Architetto Pietro Augustoni, insieme ad oggetti provenienti dal Monastero di San Tommaso di Potenza Picena, oltre alle 10 statue lignee degli Apostoli del sec. XVII ed ai quattro antifonari dei sec. XVI e XVII.
Il loro valore storico ed economico è notevole e le bellissime foto di Sergio Ceccotti li esaltano, consentendo ai nostri affezionati lettori di apprezzarli maggiormente.

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foto di Giuliano Margaretini e Sergio Ceccotti

a cura di Sergio Pasquali
Oltre il silenzioIl silenzio è un luogo.
Il silenzio è fatto di muri bianchi, di pavimenti antichi, di mobili semplici e di soffitti troppo alti.
Il silenzio è uno sguardo che scava dentro le anime e poi, dal terrazzo del Convento, si spinge ben oltre l’orizzonte delle colline e del mare.
Il silenzio non è l’assenza di parole, ma la misura delle parole.
Entri in un Convento di clausura; ti aspetti toni dimessi, sguardi forse intristiti dalla solitudine per quello che il mondo considera un irragionevole distacco dalla Vita.
Seduto davanti alla grata del parlatorio, attendi che creature di un altro pianeta si materializzino dall’altra parte, pensando che il termine stesso “parlatorio” è il principe degli ossimori, una contraddizione che all’incerto visitatore appare erroneamente evidente.
La madre Abadessa sembra apparire dal nulla, senza rumori di passi che l’abbiano annunciata.
Sottile, le mani tranquille. Assai più degli occhi che, inquieti, cerchiati di rosso, non si staccano mai da chi parla e sembrano raccontare i lunghi anni trascorsi nella preghiera, il poco sonno, gli inevitabili dubbi, la continua ricerca di Dio.
Al suo fianco, Suor Beatrice, sorriso largo e sguardo vivace, a ricordare l’entusiasmo della gioventù e l’indubitabile coraggio di una scelta contro il Tempo.
Di lei sai che ha abbracciato la clausura ancora giovanissima, a 20 anni.
Abbracciato: la clausura non si può semplicemente scegliere, puoi solo abbracciarla. Non ci puoi convivere, ti ci devi perdere dentro: è l’estrema frontiera della spiritualità religiosa contemporanea
Due donne (delle cinque in tutto che abitano un Convento la cui vastità è memoria di passati splendori) che hanno pronunciato voto di castità, povertà e obbedienza e rinunciato a vivere in questo Mondo e in questo Tempo. Ti raccontano, con imprevista leggerezza, di una scelta che le religiosissime famiglie di provenienza hanno contrastato finché hanno potuto; della loro vita di “prima”; di quelli che hanno lasciato fuori; dei ricordi che le accompagnano.
Oltre il silenzioTi parlano di preghiere incessanti e di una fede inscalfibile; soggetta all’umanità del dubbio ma forte della speranza del divino.
Dio. Non altri che Dio.
Ogni pensiero, ogni forza, ogni respiro, ogni rinuncia, ogni lode cantata nella piccola Chiesa di San Sisto quando ancora l’alba è lontana, ogni orazione sussurrata nella propria cella, ogni lettura ascoltata nell’austerità del refettorio, ogni sguardo affacciato sul creato: tutto è rivolto a Dio.
Le ascolti parlare, le osservi.
Pensi che, è vero, la grata del parlatorio separa due mondi.
Pensi che la Vita è davvero un fiume che scorre.
Ma, adesso, non sei più tanto sicuro di chi stia dentro e chi fuori.

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a cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri

Pala Pietro Paolo Jacometti.

Pala dopo il restuaro

Il giorno Mercoledì 3 Ottobre 2018, al mattino, ha fatto ritorno all’interno del Monastero di San Sisto delle Benedettine di Potenza Picena la pala di Pietro Paolo Jacometti del 1630 “Madonna con Bambino tra i Santi Caterina d’Alessandria, Benedetto da Norcia e Scolastica”.
La pala, dopo il lavoro di restauro effettuato dalla dott.ssa Letizia Bruscoli di Pesaro, è stata esposta all’interno dei locali della ex-chiesa di Santa Caterina d’Alessandria, dove fino al 1880 aveva ornato l’altare maggiore, dal giorno Sabato 15 Settembre 2018 fino al giorno Domenica 30 Settembre 2018.
La pala ha riscosso un grandissimo interesse da parte dei visitatori della mostra fotografica “Oltre il silenzio”, con foto scattate da Sergio Ceccotti e Giuliano Margaretini all’interno del Monastero di San Sisto delle locali Benedettine.
Inoltre il giorno Sabato 22 Settembre 2018, alle ore 17,00, si è tenuto un incontro nella sede del Fotoclub di Potenza Picena durante il quale hanno parlato il dott. Roberto Domenichini dell’opera di Pietro Paolo Jacometti e la dott.ssa Letizia Bruscoli del lavoro di restauro della pala del Monastero di San Sisto delle Benedettine.
Il restauro eseguito dalla dott.ssa Letizia Bruscoli e finanziato dal dott. Roberto Domenichini, ci ha ridato in tutta la sua bellezza sia artistica che religiosa la pala di Pietro Paolo Jacometti.
Letizia Bruscoli nei mesi scorsi, sempre per conto delle Benedettine di Potenza Picena, aveva già effettuato il restauro di altri 4 quadri sia della chiesa di San Sisto che del Monastero, lavori sempre finanziati dal dott. Roberto Domenichini.
In questa occasione facciamo conoscere la tela dopo il restauro e confrontandola con l’immagine prima dell’intervento, ci si può facilmente rendere conto degli straordinari miglioramenti apportati.

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Pala prima del restauro.

La foto di Sergio Ceccotti, come al solito bellissima, ci fa godere in tutta la sua bellezza del capolavoro di Pietro Paolo Jacometti e ci fa apprezzare il lavoro di restauro. Inoltre grazie alla disponibilità della restauratrice ed alla gentilezza delle monache Benedettine facciamo conoscere anche alcune delle fasi del restauro che sono molto interessanti e significative, con foto scattate da Letizia Bruscoli.

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Interno teatro "B. Mugellini" anni 60 -  foto Bruno Grandinetti

Interno teatro “B. Mugellini” anni 60 – foto Bruno Grandinetti

a cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri
Durante un colloquio con il geometra Bruno Moschini di Potenza Picena Domenica 29 Aprile 2018, nei pressi della Collegiata di Santo Stefano, siamo venuti a conoscenza di un fatto molto interessante relativo al nostro Teatro “Bruno Mugellini”.
Il padre di Bruno Moschini, il geometra Raoul, era il Direttore dell’Ufficio Tecnico del nostro Comune nel periodo dei primi anni Venti del Novecento e secondo Bruno aveva predisposto un progetto di ristrutturazione del nostro glorioso Teatro, che all’epoca era ancora condominiale, prevedendo al primo piano la sede della Cassa di Risparmio di Macerata e nei piani superiori gli uffici comunali.
Questo progetto non è stato mai trovato tra i documenti oggi conservati nel nostro archivio storico comunale di Via Trento, ma se fosse vero la nostra comunità ha rischiato seriamente di vedere scomparire il teatro,vanto storico, artistico ed architettonico.
Dopo questo colloquio, il giorno 2 Maggio 2018 abbiamo iniziato una ricerca mirata tra i documenti del nostro archivio storico.
Con nostra sorpresa abbiamo trovato una delibera del Consiglio Comunale del giorno 4 Marzo 1923, dove tra i consiglieri comunali troviamo anche l’avvocato Lodovico Scarfiotti, il nonno del pilota Lodovico, ed in quella seduta si è discusso effettivamente il riscatto del teatro condominiale, per poi poterci ricavare successivamente degli uffici comunali, per una spesa complessiva di Lire 1.000. Nella delibera non si parlava di ospitare la sede della Cassa di Risparmio di Macerata, ma si faceva presente che l’Ente era carente di locali per i suoi uffici, ed in particolare lo stato civile, sanitario, tecnico ed economato, e quindi si chiedeva la restituzione della struttura del teatro Condominiale, costruito tra il 1856 ed il 1862 all’interno, del Palazzo Comunale. Il Teatro non sarebbe stato trasformato subito, ma si consentiva di poter trovare un’altra collocazione per continuare ad esercitare l’attività teatrale.
Per nostra fortuna la Giunta Provinciale Amministrativa, che esaminava gli atti dei comuni, non ha approvato questa delibera del nostro Consiglio Comunale perché hanno “ritenuto che gli argomenti adotti non dimostrano in alcun modo l’opportunità del provvedimento e delle spese”.

Il Consiglio Comunale dopo la bocciatura dell’organo di controllo amministrativo provinciale non è più ritornato su questo tema ed il nostro Teatro negli anni successivi è stato anche oggetto di una importante ristrutturazione, con l’intitolazione al nostro concittadino illustre, il musicista Bruno Mugellini e inaugurato il giorno 28 Ottobre 1933, cioè 85 anni fa.
È certo che se il progetto del nostro comune non avesse trovato ostacoli, noi oggi non potremmo più ammirare questo gioiello della nostra comunità, che tutti ci invidiano.
Ringraziamo il sig. Bruno Moschini per aver portato alla luce questo interessante avvenimento storico che ha riguardato il nostro Teatro.
Ci si augura che, a seguito di ricerche più approfondite, possa anche venire fuori il progetto del geometra Raoul Moschini.

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San Giacomo Maggiore

San Giacomo Maggiore. Statue lignee dorate Sec. XVII. Foto Sergio Ceccotti

Il Comune di Potenza Picena è proprietario da molti anni di 10 statue lignee portareliquari del sec. XVII di scuola marchigiana raffiguranti gli Apostoli.
Sono manufatti in legno scolpito dorato da ritenersi senza alcun dubbio di qualità assai pregevole per la ricchezza e l’accuratezza dei particolari, nonché per l’intensa espressività dei volti e la solennità del portamento. Provengono dalla chiesa di Sant’Agostino degli Agostiniani, chiesa dedicata a Santa Maria Maddalena, “Governatrice feconda della nostra città”.
Lo stato delle sculture è pessimo, in quanto il legno risulta diffusamente tarlato e, in almeno un caso, vistosamente fessurato, la doratura presenta lacune diffuse ed in alcune statue sono mancanti delle parti.
Le statue, compresi i reliquari, sono alte dai 78 agli 87 centimetri.
Queste statue attualmente sono esposte all’interno di teche di vetro nel contesto della Pinacoteca Comunale “Benedetto Biancolini” di Via Trento, insieme ai quadri, acqueforti ed oggetti provenienti dal Monastero di San Tommaso Apostolo delle Clarisse di Potenza Picena, donati al nostro Comune dalle Clarisse di Pollenza.

San Giovanni Apostolo ed Evangelista

San Giovanni Apostolo ed Evangelista. Statue lignee dorate Sec. XVII. Foto Sergio Ceccotti

Gli Apostoli raffigurati nelle 10 statue, individuati dal prof. Gianfranco Morgoni, sono: San Giacomo Maggiore, San Paolo, San Bartolomeo, Simone Apostolo, Andrea Apostolo, Matteo Apostolo, Giuda Taddeo Apostolo, San Giovanni Apostolo ed Evangelista. Delle restanti due statue non siamo riusciti ad individuare i soggetti.
Il progetto di restauro delle 10 statue è stato predisposto dalla ditta Archigeo di Fermo, che dovrà essere approvato dalla Soprintendenza di Ancona ed inserito nel portale istituzionale dell’Art-Bonus, prevede una spesa complessiva per l’intervento pari ad Euro 7.950 +Iva ed è seguito dall’economo comunale, dott.ssa Simona Ciasca.
Questo restauro rientra nell’ambito della legge Art-Bonus che prevede per i finanziatori un beneficio fiscale del 50% della spesa, diluito in 3 anni.
Il giorno 30 Agosto 2018 il dott. Roberto Domenichini, nostro concittadino ed attualmente Direttore dell’Archivio di Stato di Pesaro, ha comunicato alla dott.ssa Simona Ciasca la sua disponibilità a finanziare il restauro di ben 3 statue degli Apostoli, e nello specifico quelle di San Giacomo Maggiore, San Giovanni Apostolo ed Evangelista e Giuda Taddeo Apostolo.
È una bellissima notizia che fa seguito a quanto il dott. Roberto Domenichini ha già fatto nei mesi scorsi a favore delle monache benedettine del Monastero di San Sisto di Potenza Picena, dove ha finanziato il restauro di 4 tele e quello della pala di Pietro Paolo Jacometti del 1630 “Madonna in Gloria tra i Santi Caterina d’Alessandria, Benedetto da Norcia e Scolastica”.

Giuda Taddeo Apostolo

Giuda Taddeo Apostolo. Statue lignee dorate Sec. XVII. Foto Sergio Ceccotti

Ci si augura che altri nostri concittadini seguano l’esempio positivo ed encomiabile del dott. Roberto Domenichini, che noi per l’ennesima volta ringraziamo di cuore per la sua generosità e sensibilità verso il recupero del nostro patrimonio storico ed artistico.
In questo modo si potranno portare a termine i restauri delle altre 7 statue degli Apostoli ed anche dei 4 antifonari dei sec. XVI e XVII.
Cittadini di Potenza Picena dimostrate il vostro amore verso la nostra città, finanziate questi restauri.

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