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Archive for the ‘Il paese’ Category

Giordaniel copertina

Copertina del Rondò

Il Monastero di San Tommaso delle Clarisse di Potenza Picena è stato chiuso nel 2008 e le ultime monache trasferite al Monastero di Pollenza. Questa antica istituzione religiosa di Monte Santo, le cui origini risalgono addirittura a prima del 1227, conservava al suo interno una partitura musicale manoscritta di fine Settecento del compositore napoletano Giuseppe Giordani, detto Giordaniello. Si tratta dell’opera Rondò, tratta da “Alciade e Telesia”, composta alla fine del Settecento, dove nella copertina si trova la seguente dicitura “Per uso della sig.na Michelina Tintori”.
Questo antico documento era stato trovato da Mauro Mazziero all’interno del Monastero delle Clarisse e consegnato all’economo comunale, dott.ssa Simona Ciasca. Quando il giorno 4 Novembre 2017 la partitura musicale è stata depositata dalla dott.ssa Simona Ciasca presso l’archivio storico Comunale di Via Trento, come al solito mosso da curiosità storica ed intellettuale, ho chiesto al prof. Gianfranco Morgoni di fare una ricerca minuziosa in rete per acquisire informazioni sul compositore napoletano Giuseppe Giordani..

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Music Division, The New York Public Library. “Giuseppe Giordani” The New York Public Library Digital Collections

Gianfranco Morgoni ha trovato molto materiale su questo personaggio. Risulta nato a Napoli il giorno 19/12/1751 ed è morto a Fermo, nelle Marche, il giorno 4/1/1798. Con la rappresentazione delle sue opere “La morte di Abele” e “La distruzione di Gerusalemme” è stato inaugurato tra il 1790 e il 1791 il Teatro dell’Aquila di Fermo.
Inoltre abbiamo trovato a Fermo un Centro Studi dedicato proprio a Giuseppe Giordani, il cui Presidente è il prof. Ugo Gironacci ed il vice-Presidente il prof. Italo Vescovo.
Abbiamo quindi scritto subito una email a questo centro studi di Fermo, segnalando il ritrovamento di questa partitura musicale del Giordani. Dopo qualche giorno il prof. Ugo Gironacci ci ha risposto, dimostrando molto interesse a poter visionare il testo della partitura, chiedendoci di scansionarla ed inviargliela.
Dopo aver avuto l’autorizzazione da parte della dott.ssa Simona Ciasca abbiamo scansionato il testo e lo abbiamo inviato al prof. Ugo Gironacci a Fermo.
Dall’esame del testo è emerso che la partitura in nostro possesso il “Rondò” è rarissima. In Italia se ne trovano solo due copie, una a Faenza ed una al Conservatorio di Milano. Inoltre il prof. Ugo Gironacci ha voluto riordinare in maniera corretta le facciate della partitura. Vista l’importanza del documento in nostro possesso, il prof. Ugo Gironacci si è impegnato di venire a Potenza Picena per visionarlo di persona presso il nostro Archivio Storico comunale.
Con l’occasione ci farà dono di alcune pubblicazioni che lui con il prof. Italo Vescovo, hanno scritto sul compositore Giuseppe Giordani, detto Giardaniello, nel corso di questi anni.
Firma Giuseppe GiordaniGrazie alla disponibilità dell’economo comunale ed alla collaborazione con il Centro Studi Giuseppe Giordani di Fermo, ed in particolare con il suo Presidente il prof. Ugo Gironacci, siamo riusciti a valorizzare adeguatamente questa partitura musicale proveniente dal Monastero di San Tommaso delle Clarisse di Potenza Picena, di cui essere orgogliosi.

pdficon_large Telesia-S ‘Dall’affanno del tuo core’ (Rondò da ‘Alciade e Telesia’ II-12).pdf

tratto da “Alciade e Telesia” (verosimilmente: Roma, Teatro Argentina, carnevale 1788), Atto Secondo, scena 12. Il Rondò è di Telesia, moglie di Alciade re di Armenia.
La prima rappr. fu a Bologna (teatro Zagnoni, carn. 1787) ed era in tre atti ed il rondò era nel terzo atto scena 2.

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Fasi di restuaro del sipario. Foto di Sergio Ceccotti.Il giorno mercoledì 31 gennaio 2018 le restauratrici Linda Ricci e Patrizia Rugginelli Fanini per conto della Ditta Archigeo di Fermo hanno provveduto al restauro del sipario dedicato a Minerva del nostro Teatro Comunale “B. Mugellini”.
L’intervento è stato eseguito a regola d’arte, riportando il nostro sipario all’originario splendore. Il danno era stato riscontrato il giorno 16 agosto 2017. I coniugi Giorgio Ballesi e Margherita Mazzoni di Macerata hanno finanziato il restauro del sipario, costato la somma di euro 366, IVA compresa.
I lavori sono stati seguiti dall’economo comunale Dott.ssa Simona Ciasca. La nostra comunità ringrazia di cuore i coniugi Ballesi-Mazzoni per la loro generosità, la Dott.ssa Simona Ciasca per la tutela del nostro patrimonio storico ed artistico e loda il lavoro professionale delle due restauratrici Linda Ricci e Patrizia Rugginelli Fanini.
Il servizio fotografico dei lavori di restauro è stato effettuato da Sergio Ceccotti.

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7°_DSC3091La chiesa di San Giacomo Maggiore a Galiziano di Potenza Picena è chiusa dal 2001, la volta interna è crollata, il rosone trecentesco della facciata è danneggiato.
In prospettiva per questa chiesa non ci sono interventi previsti di restauro da parte della Parrocchia dei Santi Stefano e Giacomo, proprietaria dell’immobile storico.
Inoltre in conseguenza della forte scossa di terremoto del giorno 30 Ottobre del 2016, anche il manufatto che si trova sopra alla facciata della chiesa e che racchiude la statua della Madonna, è stato danneggiato. Una delle colonnine interne si è spezzata.
Il giorno lunedì 22 Gennaio 2018 abbiamo segnalato il fatto al parroco, padre Michele Ardò, che ha subito coinvolto i nostri vigili urbani, che dopo un sopralluogo, vista la gravità della situazione, hanno provveduto a transennare lo spazio sotto alla facciata della chiesa di San Giacomo.
Inoltre hanno anche fatto una relazione, che hanno consegnato sia al parroco che al dirigente dell’ufficio tecnico comunale, ing. Giuseppe Percossi per poter adottare i necessari provvedimenti del caso, dopo aver effettuato un sopralluogo.
La Parrocchia di San Giacomo Maggiore era stata istituita con Bolla il giorno 20/10/1774 dall’arcivescovo di Fermo, Cardinale Urbano Paracciani ed è stata sciolta nel 1989, per confluire in quella di Santo Stefano.
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All’interno di questa storica Parrocchia ha sempre operato la Confraternita del Corpus Domini, le cui origini risalgono al 1430 ed oggi il Priore è Stefano Pescetti.
Dalla chiesa di San Giacomo Maggiore, dopo il crollo della volta del giorno 22/11/2013 è stato rimosso il trittico di Paolo Bontulli da Percanestro del 1507 “Madonna col Bambino tra i Santi Giacomo Maggiore e Rocco” compresa la predella. Il trittico, è stato portato prima ad Urbino, dove è stato ripulito ed è rimasto esposto dal giorno 22/12/2013 fino al giorno 6/4/2014 all’interno dei locali della Galleria Nazionale, poi il giorno 18 Giugno 2014 è stato collocato all’interno della ex chiesa di Santa Caterina d’Alessandria, dove si trova ancora oggi.
Si ricorda che nell’anno 2004 si era formato a Potenza Picena un comitato cittadino con l’intento di raccogliere fondi che dovevano servire per il restauro della chiesa di San Giacomo Maggiore.
Si doveva restaurare in particolare il rosone trecentesco della facciata della Chiesa, dove si era riscontrato il distacco di un elemento. Per questo recupero si era fatta avanti la Fondazione Anton Mario Filippetti, con il suo Presidente Mario Carlocchia, ma purtroppo non si è fatto ancora nulla.
Chiesa di San Giacomo Maggiore a Galiziano.  Foto di Sergio Ceccotti.Il destino di questa antica chiesa, che era stata restaurata nel lontano 1943 su progetto dell’architetto santese Eusebio Petetti, continuando in questo modo, sembra segnato. Nonostante i tanti seri problemi che si sono manifestati, non si fa ancora niente.
Pur in condizioni molto difficili, bisogna battersi perché non venga abbandonata al suo destino, ma prima passibile recuperata.
Incominciamo mettendo in sicurezza subito sia il rosone trecentesco che il manufatto che si trova sopra alla facciata.

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Sipario dedicato a Minerva del Teatro Mugellini. Foto Sergio Ceccotti.

Sipario dedicato a Minerva del Teatro Mugellini. Foto Sergio Ceccotti.

Il sipario ottocentesco dedicato a Minerva del nostro Teatro “Bruno Mugellini” che era stato danneggiato, verrà restaurato. Il danno riscontrato il giorno 16 Agosto 2017 non era molto grave, ma bisognava intervenire subito per evitare danni maggiori.
L’economo comunale, dott.ssa Simona Ciasca, responsabile del nostro patrimonio storico ed artistico, si è subito attivata per poter avere un preventivo per il restauro del sipario.
Il giorno 20 Settembre 2017 è venuta a Potenza Picena la restauratrice Linda Ricci, per conto della ditta Archigea di Massimo Rugginelli Fanini di Fermo per visionare il sipario danneggiato e successivamente è arrivato il preventivo per il lavoro necessario.
La spesa complessiva per l’intervento è di Euro 366,000 Iva compresa. I coniugi Giorgio Ballesi e Margherita Mazzoni di Macerata, contattati dalla Dott.ssa Simona Ciasca, hanno dimostrato la loro disponibilità a finanziare l’intervento.
Già nel 2015 le figlie dei coniugi Ballesi e Mazzoni, Chiara, Francesca ed Elisabetta, avevano finanziato il restauro dello stemma comunale in pietra arenaria del Palazzetto del Podestà, che si era spezzato in due parti.

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Da sx il Sindaco Francesco Acquaroli e Margherita Mazzoni. Inaugurazione restaurato stemma Comunale in Pietra Arenaria del Sec. XIV del giorno sabato 14 Novembre 2015. Foto Sergio Ceccotti.

Il restauro dello stemma, costato la somma di Euro 320,00, è stato effettuato con ottimi risultati da Paola Carestia di Potenza Picena ed oggi lo possiamo ammirare in tutta la sua bellezza all’interno della Sala Giunta “Antonio Carestia” nel Palazzo Municipale.
Il progetto di restauro del sipario in data 7 Novembre 2017 è stato inviato alla Soprintendenza di Ancona per l’approvazione, che è arrivata puntuale il giorno 28 Novembre 2017. Il procedimento verrà seguito dal dott. Pierluigi Moriconi ed il restauro verrà effettuato nei prossimi giorni.
In questo modo il nostro meraviglioso sipario potrà ritornare come quando è stato inaugurato il giorno 18 Novembre del 2006.
Un sentito ringraziamento la nostra comunità deve rivolgere ai coniugi Ballesi e Mazzoni di Macerata per questo loro ennesimo atto d’amore verso la nostra città.
Grazie anche alla dott.ssa Simona Ciasca per il suo impegno a far restaurare il nostro sipario.

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a cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri

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Madonna in gloria coi santi Caterina d’Alessandria, Benedetto e Scolastica. Foto di Sergio Ceccotti.

Durante la giornata FAI d’autunno del 15 Ottobre 2017 a Potenza Pice-na è stata esposta al pubblico all’interno della ex chiesa di Santa Caterina d’Alessandria la pala d’altare di Pietro Paolo Jacometti del 1630 “Madonna in Gloria, tra i Santi Caterina d’Alessandria, Benedetto e Scolastica” di proprietà delle monache benedettine locali, che lo conservano all’interno del loro Monastero di Via Mariano Cutini. La tela è ritornata dopo 137 anni all’interno della chiesa di Santa Caterina d’Alessandria, dove fino al 1880 ornava l’altare maggiore. La pala d’altare ha bisogno dopo quasi 4 secoli di un accurato restauro e ripulitura, per poterla riportare all’antico splendore. Le monache benedettine di Santa Caterina in San Sisto di Potenza Picena, proprietarie del quadro, dopo l’esposizione pubblica si sono decise a procedere al suo restauro confidando sul contributo economico del dott. Roberto Domenichini, nostro concittadino ed attualmente Direttore dell’Archivio di Stato di Pesaro. Si stanno contattando diversi restauratori e restauratrici delle Marche per poter avere dei preventivi, per poi decidere a chi affidare l’incarico, dopo aver avuto la necessaria autorizzazione da parte della Soprintendenza di Ancona. Ritornando al quadro, quasi sconosciuto ai cittadini di Potenza Picena e mai menzionato nella storiografia artistica locale, (ad eccezione di Mons. Giovanni Cotognini, che ne parla sul suo libro del 1987 “Il Monastero delle Benedettine di Potenza Picena”), in basso si trova la firma dell’autore e l’anno di esecuzione, cioè il 1630.

Interno mostra Ora et Labora nella Chiesa di S. Caterina.

Interno mostra Ora et Labora nella Chiesa di S. Caterina.

Fino a poco tempo fa non si sapeva chi fosse il Petrus Recineten(sis) della firma, e solo grazie agli studi del dott. Roberto Domenichini recentemente si è scoperto che si tratta di Pietro Paolo Jacometti di Recanati, pittore, scultore ed architetto, nato nella città leopardiana nel 1580 e morto nel 1658, fratello di un altro scultore Tarquinio ed allievo dello zio artista Antonio Calcagni e del Pomarancio. Sue opere in bronzo si possono oggi trovare a Loreto, Osimo, Parma e Ragusa (Dalmazia), oltre che a Recanati. La tela di Potenza Picena del 1630 delle Benedettine è una delle poche che si conoscono dì Pietro Paolo Jacometti.
Il restauro di questa importante opera d’arte, poco considerata dagli storici locali, fa seguito al precedente restauro portato a termine dalle nostre monache benedettine nel 2007, anche questo finanziato con fondi raccolti tra la cittadinanza, iniziativa promossa sempre dal dott. Roberto Domenichini insieme ad altri cittadini di Potenza Picena. Il restauro è stato portato a termine dalle restauratrici Paola Carestia di Potenza Picena ed Eleonora Maria Miliani di Muccia, costato la somma complessiva di Euro 5.200. Il nostro Comune, grazie alla sensibilità del Sindaco Sergio Paolucci, ha contribuito con 1.000 Euro.
Il quadro è oggi collocato all’interno della Chiesa di San Sisto delle Benedettine e si tratta della “Madonna col Bambino tra i Santi Giovanni Battista e San Sisto”, fine sec. XVII, di autore ignoto. Per concludere un plauso al dott. Roberto Domenichini per il suo mecenatismo a favore delle opere d’arte e non solo di Potenza Picena.

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Dott. Roberto Domenichini

Dopo aver finanziato prima la stampa del volume contenente gli atti del Convegno Nazionale su Bruno Mugellini del 2012, successivamente il restauro del quadro di Giacinto Brandi del sec. XVII “Madonna col Bambino tra i Santi Ignazio e Girio”, di proprietà della Parrocchia dei Santi Stefano e Giacomo, oggi di nuovo le monache benedettine locali per ridare splendore a quest’opera d’arte.
Siamo certi che non sarà l’ultimo intervento a favore della nostra comunità; in quanto il Sig. Domenichini ha dato la propria disponibilità a finanziare altri 4 quadri sempre delle Benedettine locali, oltre che il restauro di 3 statue lignee degli Apostoli, di proprietà comunale, oggi conservate nella Pinacoteca Comunale “Benedetto Biancolini”.

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A cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri

L’Assunta tra i Santi Tommaso Apostolo e Chiara d’Assisi. Foto di Sergio Ceccotti.

Il Monastero di San Tommaso delle Clarisse di Potenza Picena è stato chiuso nel 2008 e le ultime monache presenti si sono trasferite a Pollenza presso il Monastero San Giuseppe delle Sorelle Povere di Santa Chiara. La Badessa del Monastero di Pollenza, madre Maria Eleonora De Nigris, ha voluto donare al nostro Comune molte opere d’arte, tele ed acqueforti, nonché mobili presenti nel Monastero di Potenza Picena. Tra queste opere d’arte abbiamo già parlato della grande tela “II Calvario” degli inizi del sec. XVIII. Ora vogliamo parlare di un’altra importante tela incorniciata, grande cm. 185 X cm. 250.
Si tratta di una bellissima raffigurazione dell’Assunta con i Santi Tommaso Apostolo e Chiara d’Assisi del sec. XVII, di autore ignoto. Nelle opere d’arte di Potenza Picena l’Assunta viene solo raffigurata in una tela, presente all’interno della Cappella degli Artisti, nel contesto della Collegiata di Santo Stefano.

L’Assunta della Cappella degli Artisti. Foto tratta dal libro “Il Fascino della Storia. Il respirto del mare”. A cura di Renza Baiocco.

Anticamente questo Oratorio era la sede della Congregazione degli scolari ed artieri (artigiani) sotto il titolo dell’Assunzione, la cui festa si celebra il giorno 15 Agosto. Nel passato, fino agli anni Cinquanta del Novecento, era una delle feste più importanti di Potenza Picena, dove si svolgevano sempre giochi popolari, tra cui quello del pallone col bracciale, la corsa dei cavalli in Via Piana, i fuochi d’artificio, la Banda Cittadina, la lotteria, oltre alle manifestazioni religiose presso la Collegiata di Santo Stefano.
L’Assunta viene anche raffigurata nell’immagine in maiolica inaugurata il giorno 1 novembre 1951 sulla parete di Porta Girola o Marina all’ingresso del Paese, opera del decoratore Pietro Di Orazio. E’ stata collocata a protezione della nostra città in occasione dell’anniversario della definizione del Dogma dell’Assunzione di Maria, proclamato dal Papa Pio XII il 1 novembre 1950.
I santi raffigurati nel quadro donato dalle monache di Pollenza sono strettamente legati alla Chiesa ed al Monastero delle Clarisse di Potenza Picena. L’Apostolo Tommaso è il titolare della loro chiesa, mentre Santa Chiara d’Assisi è la fondatrice dell’ordine delle Clarisse. Il nostro Monastero di Monte Santo è stato tra i primi ad essere fondato ed il suo più antico documento risale al 1227.

L’Assunta di Pietro di Orazio di Porta Marina. Foto di Sergio Ceccotti.

Indubbiamente questa tela, insieme a quella del Calvario, è una delle più belle donate dalle Clarisse di Pollenza al nostro Comune ed andrebbe valorizzata collocandola degnamente all’interno della Pinacoteca Comunale “Benedetto Biancolini” di Via Trento. Oggi si trova all’interno dell’Auditorium “Ferdinando Scarfiotti”.
Le belle foto di Sergio Ceccotti ci consentono di apprezzare meglio questa importante opera d’arte antica, sconosciuta a tutti. Un grazie alle Clarisse di Pollenza per questo dono alla nostra comunità.

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5°_DSC2457 (2017)a cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri
Durante la giornata FAI d’autunno a Potenza Picena, che si è svolta il giorno Domenica 15 Ottobre 2017, i tanti visitatori venuti nella nostra città da ogni parte delle Marche (si parla di oltre 2.500 persone, secondo gli organizzatori), hanno avuto modo di ammirare gli antichi telai Jacquard delle Figlie della Addolorata.
I telai portano il nome del loro inventore francese, Joseph-Marie Jacquard, nato a Lione il giorno 7/7/1752 e morto il 7/8/1834.
Su questi telai le nostre monachette hanno confezionato fin dal 1886 i tessuti damascati in seta.
Guida d’eccezione durante la giornata FAI la sig.ra Paola Sabbatini di Potenza Picena che, per diversi anni, insieme all’amica Federica Vendemmiati, ha avuto modo di poter lavorare su questi antichi telai.
I primi telai Jacquard, per l’esattezza 2 sono stati acquistati dalle nostre suore a Torino nel 1886 ed installati dal tecnico Vittorio Costa, dovendo evadere un grosso ordine di tessuto damascato per la Cattedrale di Fermo. L’ordine di 400 metri di tessuto damascato era stato commissionato da Mons. Ferdinando Bazzani, canonico della Metropolitana di Fermo. Il canonico Bazzani era stato consigliato di rivolgersi alle nostre monachette da don Giulio Casciotti, originario di Potenza Picena e Primicerio della Cattedrale di Fermo ed insegnante di morale in quel periodo. Il filato di seta utilizzato per confezionare il tessuto era stato fornito dalla filanda Garulli di Recanati.
39°_DSC1486 (2014)Un grande impulso all’attività del laboratorio per i tessuti damascati delle nostre monachette fu dato dal dinamismo della superiora Madre Ida Murri, sorella di don Romolo Murri, che nel 1913 acquistò altri telai Jacquard. In questo modo le nostre suore erano in grado di evadere sia gli ordini delle famiglie nobili che quelli delle istituzioni religiose.
Per la loro attività, che è andata avanti fino agli anni Ottanta del Novecento, le nostre suore hanno ottenuto importanti riconoscimenti sia in Italia che all’estero.
Hanno partecipato all’Esposizione Nazionale di Firenze del 1871, a quella di Torino del 1888, all’esposizione di Recanati del 1898, nel 1905 all’Esposizione Regionale Marchigiana di Macerata, ottenendo la medaglia d’oro, medaglia d’argento nel 1921 ad Ancona, medaglia d’oro nel 1922 a Recanati, medaglia d’argento nel 1924 a Pesaro, medaglia d’oro alla Fiera Campionaria di Tripoli nel 1927, medaglia d’oro nel 1949 ad Ascoli Piceno, attestato di elogio del Centro Nazionale artigianale Angelicum nel 1952, attestato di elogio a Milano nel 1952, diploma di 1° grado e premio del Ministero dell’Industria e del Commercio nel 1953, medaglia d’oro alla mostra mercato di Fermo nel 1955, medaglia d’oro alla mostra dell’artigianato artistico di Montelupone nel 1957.
Inoltre hanno partecipato nel 1967, in occasione della inaugurazione della Piramide de Mayo di Largo Leopardi nella nostra città, alla mostra dell’artigianato che è stata inaugurata dal Ministro del Lavoro, on. Giacinto Bosco.
30°_DSC2635 (2017)Quindi i telai Jacquard delle Figlie dell’Addolorata di Potenza Picena hanno una lunga e gloriosa storia di artigianato artistico conosciuta in tutta Italia e non solo.
Le bellissime foto di Sergio Ceccotti ci consentono di apprezzare meglio questi antichi telai Jacquard, purtroppo oggi fermi, ma che nel passato hanno confezionato tantissimi metri di damascati, che ancora oggi ornano palazzi nobiliari e chiese di tutta Italia.
Notizie tratte da “Memorie storiche dell’Istituto “Figlie SS Redentore e B.V. Addolorata” a cura di Mons. Giovanni Cotognini, Sr. Maria Candida Italiani e don Giovanni Carnevale S.D.B.
Celebrazioni Italo-argentine Potenza Picena 8-16 Luglio 1967 a cura di Silvano Mazzoni.

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