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Archive for the ‘Il paese’ Category

mappa-circondario-montesanto

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A cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri

La quarta Porta Medievale di Monte Santo, la meno conosciuta, si chiama­va Porta del Cunicolo o della Cava e si trovava nel quartiere di Sant’An­gelo, nella zona della Circonvallazione nord, posta a tramontana.

Il suo nome “La Cava”, o in dialetto santese “la Ca’”, è riferito alla presenza in zona di una cava di argilla, materia prima sia per le fornaci che per i vasari. Secondo Carlo Cenerelli Campana, nella sua storia di Monte Santo del 1852, in questa zona sono stati trovati strati di creta smaltata di sostanza argentea (pagina 110).

Il secondo nome della Porta, cioè “cunicolo”, evidenzia la presenza in zona di una cavità, di una grotta, di un cunicolo appunto. In questo caso si­curamente si fa riferimento alla cavità, al cunicolo che conduceva da questa zona fino alla Piazza centrale, Piazza Grande oggi Piazza Giacomo Matteotti. Questa cavità durante la seconda guerra mondiale è stata utilizzata come rifugio antiaereo e poi successivamente chiusa.

La Porta del Cunicolo o della Cava viene menzionata in una mappa del 1817, ma già all’epoca era stata chiusa; la Porta era situata nelle vicinanze della Fonte della Cava, nei pressi delle attuali fontanelle. Ancora oggi a testimonianza del manufatto antico rimane un rudere di muro a ridosso delle abitazioni di Via Lodovico Scarfiotti con evidenti feritoie.

mura

Resti delle antiche mura

Vista la posizione della Porta, questa era di modeste dimensioni, sormon­tata da “pinnacoli” e riservata solo all’accesso pedonale.

Nei pressi della Porta si trovava la Fonte della Cava le cui origini ri­salgono alla fine del Settecento: composta da 5 archi è stata de­molita nel 1970. La porta era circondata da mura castellane, parti delle quali sono emerse durante i lavori di sistemazione della scarpata.

Con la presenza della cava di argilla, in una delle abitazioni poste so­pra, dove avevano anche un forno di cottura, lavorava una famiglia di vasari, i Galeazzi chiamati anche i “coccioni” per il tipo di lavoro che svolgevano. Questa famiglia storica di Monte Santo svolgeva il lavoro di vasari dalla fine del Settecento. È testimoniata anche la presenza di fra Ambrogio Della Robbia con un suo laboratorio e una sua fornace nel quartiere di San Giovanni a Monte Santo, vissuto nella nostra città agli inizi del Cinquecento. Aveva lasciato a Monte Santo una famosa terracotta della Maddalena, sottratta da ignoti al nostro Comune nel 1997.

Nei pressi delle Fontanelle, nel 1872, fu decisa la costruzione di una neviera, poi nello stesso spazio sorse il Parco della Rimembranza nel 1923 a ricordo dei 116 soldati di Potenza Picena morti durante la prima guer­ra mondiale. Nel 1927 questo Parco è stato abbellito da un tempietto prefabbricato, dono del cementificio Scarfiotti e Volpini di Porto Recanati.

Progetto definitivo neviera

Progetto definitivo della neviera dell’ing. Giuseppe Pierandrei. (Archivio Storico Comunale di Potenza Picena)

Nel terreno dei “coccioni” nel 1927 fu costruito inoltre il fabbricato che ospitava il lavatoio pubblico, poi nel 1965 trasformato in locale pubblico “Le Fontanelle” con due gancie di bocce, gestito dalla locale Pro Loco, il cui Presidente era il maestro Edgardo Latini.

Oggi questo locale è sede della Casa dell’Hockey di Potenza Picena. Davanti a questo locale nel 1944 sono stati ricavati i rifugi antiaerei, oggi chiusi.

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Bianchini e Scarfiotti

Il Prof. Lionello Bianchini e il Comm. Casimiro Scarfiotti

A cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri

Potenza Picena dopo la seconda guerra mondiale, con l’avvento della democrazia, nel 1946 è stata governata dall’Amministrazione Comunale guidata dal Sindaco comunista Antonio Carestia, che comprendeva i socialisti, i comunisti ed i repubblicani.  Nel 1951, il giorno 27 Maggio, è stato invece eletto Sindaco il dott. Nazzareno Riccobelli della Democrazia Cristiana, sostituito l’anno successivo dal maestro Lionello Bianchini, con una coalizione che comprendeva la Democrazia Cristiana, i repubblicani, i socialdemocratici e gli indipendenti. Sconfitti i socialisti con i comunisti.

Con le elezioni amministrative del giorno 27 Maggio 1956, cioè 63 anni fa, hanno replicato la vittoria del 1951 i democristiani con i suoi alleati, i repubblicani, i socialdemocratici ed i liberali. Sconfitti di nuovo i socialisti ed i comunisti che si presentavano insieme. È stato confermato Sindaco il maestro Lionello Bianchini.

Camillo Simonacci. Foto Massimo Simonacci.

Camillo Simonacci. Foto Massimo Simonacci.

In queste elezioni amministrative si sono presentate tre liste: quella della DC, insieme a PRI-PSDI e PLI ed avevano sul loro simbolo la scritta “Libertas, l’edera, il sole nascente e la bandiera italiana”, la seconda lista vedeva uniti i socialisti con i comunisti ed aveva sul loro simbolo una spiga di grano con la scritta “Lista Popolare”, la terza lista, che non ha eletto nessun consigliere comunale, aveva sul proprio simbolo la Torre Civica di Piazza Matteotti a Potenza Picena ed una vela, con la scritta “Lista Cittadina”.

Sono stati eletti consiglieri comunali per la maggioranza DC-PRI-PSDI-PLI i seguenti consiglieri: Bianchini Lionello, Bilò Nazzareno, Pasquali Silvio, Grandinetti Mario, Simonacci Camillo, Grandinetti Nello, Carestia Rinaldo, Romagnoli Giuseppe, Gelosi Giuseppe, Torresi Raoul, Fontana Umberto, Rinaldoni Rinaldo, Giustini Nicodemo, Mazzoni Umberto, Palloni Ivo, Paniconi Quirino. Per la minoranza PSI-PCI sono invece stati eletti Ricciardi Giuseppe, Cantarini Vincenzo, Cagnoni Americo e Verrucci Luigi.

Sono stati eletti assessori effettivi i consiglieri Simonacci Camillo (vice-sindaco), Pasquali Silvio, Torresi Raoul e Grandinetti Mario. Gli assessori supplenti erano Paniconi Quirino e Gelosi Giuseppe.

Romagnoli

Parte del Consiglio Comunale Eletto il 27 maggio 1956. Da sx seduti Torresi Raoul, Mario Grandinetti, Nello Grandinetti, Rinaldo Carestia, Giuseppe Romagnoli, Umberto Mazzoni. Foto B. Grandinetti. Per gentile concessione di Enzo Romagnoli.

Questa amministrazione Comunale, guidata dal Sindaco Lionello Bianchini, ha portato a termine regolarmente il suo mandato fino al 1960, quando alle elezioni amministrative del giorno 6/11/1960 è stato eletto Sindaco di Potenza Picena l’Avv. Silvano Mazzoni della Democrazia Cristiana.

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Matteo apostolo

Matteo apostolo euro 700 per il restauro. Statue lignee dorate Sec. XVII. Foto Sergio Ceccotti

A cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri.

Finalmente anche l’ultima statua lignea degli Apostoli del sec. XVII, quella di San Matteo, ha trovato il suo finanziatore per il restauro.

Si tratta del Panificio Eredi Borroni di Potenza Picena che ha il suo laboratorio in via Mariano Cutini.

Gli attuali titolari, i fratelli Matteo, Eva ed Andrea Borroni, hanno effettuato un bonifico bancario a favore del nostro Comune di Euro 700 il giorno 29 Luglio 2019.

In data giovedì 11 luglio 2019, al mattino, la restauratrice Letizia Bruscoli di Pesaro aveva consegnato al nostro Comune le prime 4 statue restaurate e ne aveva ritirate altre 5 da restaurare.

L’elenco dei mecenati che hanno finanziato il restauro, delle 10 statue lignee degli Apostoli del sec. XVII, nell’ambito del progetto Art Bonus che prevede un credito d’imposta del 65% in 3 anni, comprende il dott. Roberto Domenichini, il dott. Franco Senigagliesi, Samuele Grappini, Enzo Romagnoli, i titolari della Ditta Elettromedia srl di Potenza Picena Pietro Pantaleoni, Emidio Vagnoni, Maria Riccobelli e Maurizio Riccobelli, oltre ai titolari del Panificio Eredi Borroni, Matteo, Eva ed Andrea Borroni.

Il Panificio Eredi Borroni, in Via Mariano Cutini, con la sua attività commerciale, è una istituzione storica di Potenza Picena e quest’anno l’8 settembre 2019 festeggerà i suoi 100 anni di attività.

Il forno fu infatti fondato nel lontano 1919, il giorno 6 settembre, dal capofamiglia Olderico Borroni e da sua moglie Giuditta Benedetti. Olderico Borroni aveva partecipato alla prima guerra mondiale e in questi anni aveva imparato il mestiere di fornaio.

L’attività è proseguita con i figli Giuseppe, Antonio e Mario, poi con i nipoti, figli di Antonio e Lina Sabbatini, Fabio, Massimo, Sebastiano e Miriam. Oggi prosegue con i suoi pronipoti, figli di Fabio Borroni e Paola Persichini, Matteo, Eva ed Andrea e siamo arrivati alla quarta generazione di panificatori, un vero record che fa di questa attività una delle più longeve del nostro territorio comunale.

gestori del forno Borroni

Gli attuali attuali gestori del forno

I fratelli Borroni finanziando il restauro della statua di San Matteo hanno voluto ricordare in questo modo degnamente la ricorrenza dei 100 anni della loro attività di mastri fornai e noi li vogliamo ringraziare pubblicamente per la loro sensibilità ed amore dimostrato per la storia e l’arte di Potenza Picena.

Il giorno martedì 13 agosto 2019 la Dott.ssa Letizia Bruscoli ha ritirato la statua di San Matteo Apostolo per iniziare il lavoro di restauro.

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img078A cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri

Nel 2018 la Parrocchia dei Santi Stefano e Giacomo di Potenza Picena, guidata dal parroco padre Michele Ardò e dal suo vice padre Lorenzo Turchi, ha riproposto per la prima volta, dopo 150 anni, la Festa di Santo Stefano, patrono principale della nostra città, il giorno 3 Agosto, giorno della Invenzione di Santo Stefano, cioè del ritrovamento del suo corpo. La festa si è svolta con grande successo dal giorno 2 al giorno 5 Agosto 2018, festa della Madonna della Neve.

Non è stata riproposta la fiera della Madonna della Neve che si è sempre tenuta a Monte Santo il giorno 5 Agosto, istituita dal Pontefice Clemente X il giorno 13 Luglio del 1672, una delle più antiche della nostra città. La fiera si è regolarmente tenuta fino alla fine degli anni Cinquanta del Novecento, sia in Piazza Matteotti che presso il Piazzale della Madonna della Neve, un tempo campo da gioco del pallone col bracciale, poi campo di calcio ed oggi semplicemente un parcheggio.

La fiera della Madonna della Neve viene citata sia nel libro sulla storia di Monte Santo del 1852 di Carlo Cenerelli Campana (pag. 107), che in quello di Norberto Mancini “Visioni Potentine” (pag. 13) del 1958.

Santino S. StefanoLe uniche fiere religiose che si celebrano nella nostra città sono quelle legate alla Festa di San Girio del giorno 25 Maggio, fiera risalente al 1606 e quella di Sant’Anna a Porto Potenza Picena il giorno 27 Luglio, fiera istituita nel 1906 ed approvata con decreto il giorno 11 Febbraio 1907. Sono due fiere legate a due feste patronali.

Per arricchire la festa del Patrono si potrebbe riproporre la fiera della Madonna della Neve del giorno 5 Agosto.

Rivolgiamo pertanto un appello alla Parrocchia dei Santi Stefano e Giacomo di Potenza Picena, al suo parroco, padre Michele Ardò ed al suo vice padre Lorenzo Turchi ed alla comunità parrocchiale affinché con la prossima edizione 2020 della festa patronale di Santo Stefano si possa riproporre dopo oltre 60 anni la fiera della Madonna della Neve il giorno 5 agosto. In questo modo la festa del nostro patrono principale, Santo Stefano, sarebbe davvero completa.

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Porta Galiziano in notturna. Foto di Sergio Ceccotti.

Porta Galiziano in notturna. Foto di Sergio Ceccotti.

a cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri

In due precedenti articoli abbiamo parlato molto ampiamente sia della Por­ta San Giovanni che di quella di Girola o Marina.

Inoltre abbiamo fatto conoscere i lavori di restauro e l’inaugurazione della Porta di Galiziano del giorno 9 giugno del 1999.

Con questo articolo facciamo invece conoscere la storia della Porta di Galiziano, l’unica Porta medievale della nostra città che è giunta inte­gra fino a noi.

La Porta di Galiziano risale agli anni compresi tra le fine del sec. XIV e gli inizi del seguente, epoca nella quale viene ampliata la cinta mura­ria della “terra” di Monte Santo, fino a comprendere quello che nel catas­to del 1372 viene chiamato il Borgo del quartiere di san Pietro, in segui­to denominato di Galazzano (o di San Giacomo). Il manufatto munito di doppie porte ha subito nel corso dei secoli vari interventi, tra cui quel­lo del 1567, del 1775, quando viene rifatta la facciata esterna secondo lo stile neoclassico, ed i restauri del 1854 e del 1894. I lavori di restau­ro del 1854 sono stati scoperti analizzando attentamente le foto di Sergio Ceccotti. Anticamente la Porta era una costruzione che ospitava il corpo di guardia sormontata da “pinnacoli”, come risulta da una mappa del 1817. Nel 1960 è stata isolata dalle mura castellane ed effettuato un appros­simativo restauro. Nelle vicinanze della Porta si trovava la chiesa della Madonna delle Lacrime o Madonnetta, demolita nel 1961 per consen­tire 1’ampliamento della strada.

img073 Il giorno 29 ottobre del 1961 è stata collocata sotto alla Porta di Galiziano una immagine della Madonna con Bambi­no in terracotta, opera del Prof. Giuseppe Asciutti. Davanti alla Porta invece è stato collocato uno stemma del comune di Potenza Picena in terra­cotta, sempre opera del prof. Giuseppe Asciutti. Il giorno 3/11/1997 la Porta è stata chiusa al transito pedonabile per il distacco di materiale dalla volta interna del manufatto causato dalle infiltrazioni d’acqua. L’Amministrazione Comunale, guidata all’epoca dal sindaco Mario Morgoni, con due distinti progetti ha stanziato la somma di Lire 78.000.000 da destinare alla impermeabilizzazione superiore ed al restauro interno ed esterno del manufatto. I lavori edili sono stati eseguiti dall’impre­sa di Potenza Picena di Umberto Parigi e del figlio Sergio e 1’inau­gurazione del monumento è avvenuta il giorno 9 giugno del 1999.

Porta Galiziano e Chiesa della Madonna delle Lacrime.In questi ultimi mesi sono state tagliate le due palme che abbellivano l’esterno della Porta di Galiziano, in quanto colpite dal punteruolo ros­so. Inoltre dal giorno 18 marzo 2019 la facciata della Porta di Gali­ziano è stata abbellita da due faretti a led posti a terra che la rendo­no di notte molto suggestiva ed attraente. Sono stati anche sostituiti i due pali dell’illuminazione che si trovano esternamente alla Porta, sempre alimentati a luci led, come è avvenuto anche per l’illuminazione interna alla Porta.

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A cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri

Bartolomeo apostolo

Bartolomeo Apostolo Foto Sergio Ceccotti

La ditta Elettromedia srl di Potenza Picena ha finanziato il restauro di due statue lignee degli Apostoli del sec. XVII, usufruendo dei benefi­ci fiscali della legge Art Bonus, che prevede un credito d’imposta del 65% in tre anni.

Si tratta delle statue di San Bartolomeo e di San Giuda Taddeo, per un importo complessivo di € 1550 versato in data 21 Giugno 2019. Grazie a questa nuova erogazione liberale sono già 9 le statue che potranno essere restaurate grazie alla generosità di privati cittadini ed aziende di Potenza Picena.

Rimane ad oggi da finanziare ancora la statua di San Matteo Apostolo, per un importo di Euro 700,00, e siamo certi che nel giro di poco tempo anche questa statua verrà finanziata.

La ditta Elettromedia srl di Potenza Picena è operante nella nostra città dal 1987, cioè da 32 anni. E’ stata fondata da Pietro Pantaleoni, Emidio Vagnoni, Maria Riccobelli e Maurizio Riccobelli ed ha oggi il suo stabilimento lungo la strada Re­gina. E’ leader mondiale dei sistemi audio in auto. I suoi prodotti, con i mar­chi Hertz ed Audison, vengono esportati in 65 paesi del mondo.

Ha alle sue dipendenze in totale 370 persone, di cui 70 a Potenza Picena e 300 in Cina, dove la loro ditta “Lavoce” produce trasduttori per i brand Hertz ed Audison per Elettromedia ed anche con il marchio “Lavoce”.

Nel 2017, il giorno 14 Luglio l’Elettromedia ha festeggiato i suoi 30 anni di attività ed ha concesso ad ogni suo dipendente la somma di Euro 800 netti.

Giuda Taddeo Apostolo

Giuda Taddeo Apostolo Foto Sergio Ceccotti

Elettromedia nel corso degli anni ha collezionato numerosi premi dalle principali istituzioni e riviste dell’industria dell’audio e riconoscimen­ti dagli opinion leaders più autorevoli nel settore car audio.

Ringraziamo di cuore i titolari della ditta Elettromedia  srl di Potenza Pi­cena Pietro Pantaleoni, Emidio Vagnoni, Maria Riccobelli e Maurizio Riccobelli per aver finanziato il restauro di queste due statue lignee degli Apostoli del sec. XVII, dimostrando sensibilità ed amore per il nostro patrimonio storico ed artistico.

 

 

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Raffigurazione di Monte Santo del 1773

Raffigurazione di Monte Santo del 1773.

Nello Stato Pontificio, nell’indice alfabetico di tutti i Comuni, appodiati, frazioni ed annessi, stampato a Roma nel 1828 presso Vincenzo Pog­gioli, troviamo tre realtà con il nome di Monte Santo.

La prima è una frazione di Voghiera, appodiato di Porto Maggiore, soggetta a quel Governo, Distretto, Legazioni e Diocesi di Ferrara.

Voghiera dal giorno 20/1/1960 è stato proclamato Comune, mentre in precedenza era una frazione di Porto Maggiore. La frazione di Monte Santo di Voghiera conta oggi 318 abitanti, in base al censimento del 2001, mentre Voghiera ne conta in totale 3.736 (al 31/12/2016).

La seconda realtà con il nome di Monte Santo era un comune in Umbria con 552 “anime”, una comunità soggetta alla Podesteria di Sellano, Gover­no di Trevi, Distretto, delegazione e Diocesi di Spoleto.

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Castello di Monte Santo di Sellano

Oggi Monte Santo non esiste più come Comune e dal 1879 è una frazione del Comune di Sellano, in Provincia di Perugia, si trova a 743 metri sul livello del mare e conta solo 11 abitanti (censimento 2011). Il Comune di Sellano ne conta 1.034 di abitanti al 30/9/2018.

Il terzo Monte santo, il più importante, era quello della nostra città che era un comune con 5.718 anime in quell’anno 1828. Era nel Distretto di Recanati, delegazione di Macerata, Diocesi di Fermo.

Dopo l’Unità d’Italia del giorno 17 Marzo 1861 per la presenza di due Comuni con lo stesso nome, il nostro e quello in Provincia di Perugia, il nostro è stato cambiato in Potenza Picena il giorno 21 Dicembre del 1862. Oggi visto che non esiste più il comune di Monte Santo in Umbria, in Provincia di Perugia, diventato dal 1879 frazione di Sellano, ci sono le condizioni per poter riprendere l’antico nome della nostra città, di tutto il Capoluogo, e non solo del Centro Storico. In questo modo la città di Potenza Picena avrebbe 4 centri, Monte Santo, San Girio, Montecanepino e Porto Potenza Picena (o Porto Potenza).

Durante la prima guerra mondiale è diventato famoso un Monte teatro di furenti battaglie tra italiani ed austriaci, il Monte Santo, dove sono morti tantissimi soldati italiani. Tra questi troviamo anche un cittadi­no di Potenza Picena, Luigi Sensini di Girio, nato a Potenza Picena il giorno 22/2/1897, soldato del 2° Reggimento del genio, morto sul Monte Santo il giorno 2/6/1917 per ferite riportate in combattimento.

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Chiesa dell’Immacolata Concezione di Monte Santo di Voghiera

Il suo nome, insieme a quello di altri 116 caduti di Potenza Picena nel­la prima guerra mondiale è scolpito sulla lapide che si trova sotto alla Torre Civica in Piazza Matteotti a Potenza Picena.

In molte città d’Italia, tra cui Roma, molte vie portano il nome di Mon­te Santo, per ricordare il monte dove hanno combattuto valorosamente i nostri soldati e molti di loro sono morti. Il Monte Santo è stato italiano dal 1921 fino al 1947, in provincia di Gorizia, oggi invece fa parte della Slovenia, nella Regione Goriziano Slovena.

 

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