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Archive for the ‘Il paese’ Category

Tavola di Bernardino di Mariotto, del 1506. Foto di Sergio Ceccotti.

Finalmente una bella notizia a Potenza Picena. Grazie all’interessamento dell’economo comunale, Dott.ssa Simona Ciasca, il nostro Comune interverrà per sostenere la spesa necessaria a rimuovere la muffa e i tarli dalla tavola di Bernardino Di Mariotto del 1506 presente sul soppalco del foyer dell’Auditorium “Ferdinando Scarfiotti” di Potenza Picena. La muffa ha aggredito il nostro capolavoro sia davanti, sulla parte dipinta, che sul retro dell’opera. Il pericolo che stava correndo la nostra opera di Bernardino Di Mariotto era stato da noi denunciato prima con una lettera scritta il giorno 22 Maggio 2019 alla Soprintendenza di Ancona e per conoscenza al nostro Sindaco, all’assessore al patrimonio Luca Strovegli e all’economo comunale, poi con un articolo pubblicato sul nostro blog il giorno 19 Giugno 2019.
La Soprintendenza di Ancona dopo diversi mesi si è finalmente mossa ed il giorno Lunedì 2 Settembre 2019, al mattino, è venuta a Potenza Pice¬na la dott.ssa Alessia Strozzi.
La dott.ssa Alessia Strozzi, molto competente, ha esaminato attentamente la tavola ed ha confermato il pericolo molto grave per la sua integrità per la muffa, presente sia sulla parte dipinta ma in particolare sul retro, dove la sua presenza è quasi totale. Confermata anche la presenza dei tarli.
La dott.ssa Alessia Strozzi ha raccomandato al nostro Comune di effettuare subito un intervento risolutivo sia contro la muffa che contro i tarli, decidendo che il soppalco poteva ospitare ancora la tavola. Ha chiesto inoltre di procedere ad una operazione di disinfestazione contro i tarli di alcuni beni storici che sono presenti sul soppalco, vicino alla tavola di Bernardino Di Mariotto, come la scultura lignea del sec. XVI di scuola marchigiana “Madonna con Bambino e Angeli e n° 3 inginocchiatoi, n° 2 in legno intagliato in noce del sec. XVIII e n° 1 in abete intagliato del sec. XIX.

Statua lignea Sec. XVI Madonna con Bambino ed Angeli. Foto Sergio Ceccotti.

La Dott.ssa Simona Ciasca si è subito attivata chiamando il restauratore di Potenza Picena Paolo Pallotto, che ha presentato tre preventivi. Uno per l’intervento sulla tavola di Bernardino Di Mariotto, per la rimozione della muffa e dei tarli, per un importo complessivo di Euro 648,36 + Iva, ed altri due preventivi per il restauro sia della scultura lignea della Madonna con Bambino ed Angeli del sec. XVI per un importo di Euro 1.152,60 + Iva, che dei 3 inginocchiatoi dei sec. XVIII e XIX per un importo di Euro 1.250 + Iva. Totale dei tre interventi Euro 3.050,96 + IVA. La spesa verrà coperta con i fondi messi a disposizione nel Bilancio comunale.
I tre progetti di restauro sono stati inviati alla Soprintendenza di Ancona da parte dell’Economo comunale il giorno Venerdì 13 Settembre 2019.
Quando i tre progetti verranno approvati dalla Soprintendenza di Ancona il restauratore Paolo Pallotto potrà iniziare i lavori.
È una bellissima notizia per la nostra comunità. Grazie a tutti per la sensibilità dimostrata.
Questi interventi di restauro sul nostro patrimonio storico ed artistico sono i primi fatti dal giugno 2014 finanziati con fondi comunali. È un segnale molto positivo.

La Soprintendenza di Ancona ha approvato i 3 progetti di restauro il giorno 16/10/2019.

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foto organo fedeli 2

Il giorno giovedì 19 settembre 2019, il pomeriggio, il musicista del gruppo “Nomadi” Sergio Reggioli di Porto Potenza Picena, ha chiesto di suonare il nostro organo da sala Giovanni Fedeli del 1757 presso l’Auditorium “Ferdinando Scarfiotti”, nella ex-chiesa di Sant’Agostino.

Non lo conosceva e non lo aveva mai suonato. È rimasto affascinato dallo strumento di Giovanni Fedeli, ha apprezzato il suo suono orchestrale e si è complimentato per l’ottimo restauro fatto dal restauratore Michel Formentelli. Ha provato lo strumento per quasi due ore e si è cimentato in diversi brani musicali, alcuni di questi registrati con il telefonino, che grazie alla sua disponibilità vi facciamo vedere ed ascoltare in esclusiva uno di questi.

Ha anche espresso il desiderio di portarci a suonare l’organo il fratello Enrico Reggioli, direttore e famoso pianista, che per la cronaca si è esibito all’interno dell’Auditorium il giorno della sua inaugurazione, cioè il 19 dicembre del 2004, dirigendo l’Orchestra Filarmonica Marchigiana in un concerto memorabile.

Sergio Reggioli con in Nomadi dal 1998 suona il violino molto magistralmente (si è diplomato nel 1992 al Conservatorio “Rossini” di Pesaro), ma oggi ha dimostrato di essere anche un ottimo musicista suonando molto bene il nostro organo. Grazie Sergio Reggioli per essere venuto a suonare il nostro antico organo, che purtroppo durante tutto l’anno rimane quasi sempre muto.

Sergio Reggioli con i Nomadi

È un peccato che non si valorizzi questo straordinario strumento del 1757. Sarebbe auspicabile un concerto d’organo con Sergio Reggioli al violino ed il fratello Enrico al pianoforte. Sarebbe un evento straordinario.

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Facciata della Porta di Galiziano con un solo faro funzionante. Foto di Sergio Ceccotti.

Il giorno 18 Marzo 2019 la facciata della Porta di Galiziano di Poten­za Picena è stata abbellita da due fari a led posti alla base del nostro monumento. Una bella iniziativa dell’Amministrazione Comunale. Lo spettacolo notturno della facciata della Porta di Galiziano illuminata è veramente suggestivo ed esaltante per il nostro antico monumento, l’unica Porta medievale che si è salvata delle 4 presenti a Monte Santo. Uno dei più belli monumenti della nostra città, di cui essere orgogliosi.

Già dal giorno 30 Luglio 2019 il faro posto a destra della Porta entrando non funzionava più.

I tecnici incaricati dal nostro Comune sono intervenuti a sostituire la lampada non funzionante solo il giorno 6 Settembre 2019. Sembrava risolto il problema, ma non era così.

Lo stesso faro il giorno Mercoledì 11 Settembre 2019, cioè solo dopo 5 giorni da quando era stato sostituito, già non era più funzionante. Quali sono i motivi del mancato funzionamento del faro in questione?

I fari a led dovrebbero avere una lunga durata, salvo che la struttura non sia stagna, e quindi può entrare l’acqua che lo danneggia. Se questa condizione non è presente è inutile farlo funzionare, salterà sempre, come è già successo per ben due volte consecutive.

Bisogna allora sostituire tutta la struttura interna e che questa volta sia stagna, come è stagno l’impianto dell’altro punto luce presente alla base della Porta di Galiziano, che appunto continua regolarmente a funzionare.

Porta Galiziano in notturna. Foto di Sergio Ceccotti.

Dopo l’evento del giorno 9 Luglio 2019, la violenta tromba d’aria che ha colpito Potenza Picena, anche la Porta di Galiziano ha avuto delle gravi conseguenze. La guaina che si trova sopra al monumento è stata sollevata e con la pioggia e grandine del giorno mercoledì 2 Ottobre 2019 si nota una notevole infiltrazione d’acqua dalla volta. Bisogna anche in questo caso intervenire per evitare danni molto più gravi al monumento. Da molti mesi inoltre sotto alla porta di Galiziano hanno trovato il loro ideale rifugio diversi piccioni, che durante la notte vi stazionano regolarmente, lasciando per terra i loro escrementi.

Non è possibile evitare lo stazionamento degli animali, ponendo dei dissuasori? È tanto difficile?

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Il martirio di Santo Stefano. Foto Sergio Ceccotti.

A cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri

Presso la Pinacoteca comunale “Benedetto Biancolini” di Via Trento a Potenza Picena è presente un volume del 1544 di musica sacra chiamato “Graduale dei Santi”.

Questo volume antico è stato stampato a Firenze, ha una copertina in legno ricoperta di pelle con chiusure metalliche ed è appartenuto agli Agostiniani della nostra città che potevano cantare le antifone dei Santi accompagnati dal suono del loro straordinario organo da sala Giovanni Fe­deli del 1757. Il volume fa parte dei 4 antifonali inseriti nel portale Art Bonus. (Gli altri 3 volumi sono del 1611, 1614 e primo quarto del sec. XVII).

Analizzando attentamente le 161 carte di cui è composto il volume an­tico del 1544, abbiamo rilevato che ci sono ben 15 raffigurazioni in xilografia che rappresentano sia dei Santi che degli eventi religiosi. Sono delle raffigurazioni molto belle e suggestive, e secondo il pa­rere del prof. Gianfranco Margoni, nostro collaboratore, che le ha analizzate molto attentamente, sono molto originali, tipi­che dell’epoca in cui sono state realizzate, cioè il Cinquecento. Troviamo tra i Santi Andrea Apostolo, San Giacomo Maggiore Apostolo, San Giovanni Battista, San Pietro, San Paolo, Santo Stefano, Patrono principale della città di Monte Santo, San Lorenzo, San Sebastiano. Tra le raffigurazioni religiose troviamo: quella dell’Assunzione di Maria Vergine, la Natività di Maria, L’Annunciazione a Maria, la Puri­ficazione di Maria e la raffigurazione allegorica della Morte con le anime dei trapassati.

San Giacomo Maggiore. Foto Sergio Ceccotti.

È anche raffigurato un Pontefice qualificato con l’appellativo di Confessore.

Le 15 raffigurazioni sono state tutte fotografate con molta professionalità da Sergio Ceccotti ed i nostri affezionati lettori hanno il pri­vilegio di poterle ammirare in tutta la loro bellezza per la prima volta.

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Presepe in terracotta di scuola marchigiana del Sec. XVIII delle Clarisse di Potenza Picena. Foto di Sergio Ceccotti.

A cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri

Il Monastero di San Tommaso delle Clarisse di Potenza Picena è stato chiuso nel 2008 e le ultime monache si sono trasferite a Pollenza presso il Monastero di San Giuseppe delle Sorelle Povere di Santa Chiara.

Il Monastero di Potenza Picena conservava al suo interno un capolavoro artistico e storico, un presepe in terracotta decorato che veniva esposto al pubblico all’interno della chiesa di San Tommaso durante le festività natalizie, per poter essere ammirato in tutta la sua bellezza dai visitatori.

Dopo la chiusura del Monastero di Potenza Picena anche questo bellissimo presepe è stato trasferito a Pollenza, presso il Monastero delle Clarisse. È ritornato a Potenza Picena solo nel 2014 per essere esposto nell’ambito della mostra organizzata da Mauro Mazziero all’interno dei locali della ex chiesa di Santa Caterina d’Alessandria, dal titolo “Racconto di Natale, artisti dal Seicento ad oggi”, mostra inaugurata il giorno 21 Dicembre 2014 e conclusa il giorno 15 Gennaio del 2015.

Il presepe dopo l’esposizione all’interno di questa mostra, è stato collocato nei locali della Parrocchia dei Santi Stefano e Giacomo, nel corridoio della Collegiata di Santo Stefano, il giorno 20/1/2015, dove si trova ancora oggi. Il presepe durante la mostra è stato assicurato dal nostro comune per la somma di Euro 50.000.

Nel passato questo presepe era stato erroneamente attribuito prima alla scuola napoletana del sec. seicento/settecento, poi ad Ambrogio Della Robbia di Firenze addirittura, da parte dell’avvocato Silvano Mazzoni, tenuto conto del fatto che il plastificatore di Firenze è vissuto a Monte Santo dal 1523 al 1527/28, quando è morto nella nostra città.

Presepe in terracotta di scuola marchigiana del Sec. XVIII delle Clarisse di Potenza Picena. Foto di Sergio Ceccotti.

Ora gli esperti di presepi lo hanno attribuito alla scuola marchigiana del sec. XVIII.

Anche se non è opera di fra Ambrogio Della Robbia e neppure di scuola napoletana del seicento/settecento, questo nostro presepe in terracotta delle Clarisse di Scuola Marchigiana del Sec. XVIII è bellissimo, un autentico capolavoro della nostra migliore tradizione artistica e religiosa, di cui essere orgogliosi.

Durante l’esposizione all’interno della Chiesa di S. Caterina d’Alessandria, il fotografo Sergio Ceccotti, nostro collaboratore, ha avuto modo di poterlo fotografare, autorizzato dagli organizzatori della mostra, in ogni suo particolare, ed oggi facciamo conoscere a tutti le sue bellissime foto, grazie alla sua disponibilità. In questo modo si possono apprezzare meglio le sue qualità artistiche.

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Galleria di una grotta che attraversa il centro storico.

Tratto di una galleria che attraversa il sottosuolo del centro storico

a cura di Luca Carestia

Sono passati poco più di trent’anni da quando Sergio Anselmi e Gianni Volpe esortavano ad indagare sotto ogni centro storico di collina, ponendo attenzione a un’altra città fatta di cunicoli e labirinti, di sotterranei ramificati e collegati tra loro [1]. Da allora la conoscenza di questi spazi è cambiata, ovvero si è assistito a un graduale e crescente interesse verso questi ambienti sia da un punto di vista storico-culturale che in ambiti più strettamente tecnico-urbanistici.

Per la città di Potenza Picena il quadro che ad oggi emerge si compone di tipologie ipogee abbastanza comuni. Si ha notizia di fosse granarie nella Piazza Matteotti, di una neviera nella zona del Parco delle Fontanelle e di pozzi e cisterne collocati in proprietà pubbliche e private del centro urbano. Cenni di sistemi cunicolari di varia estensione sono segnalati in diverse zone del territorio comunale, mentre lo scavo di gallerie utilizzate come rifugio antiaereo ha interessato principalmente la zona che si estende da via Scarfiotti a via Le Rupi. A queste opere si aggiunga poi la fitta trama di grotte private che costituisce il corpus più diffuso di una realtà sotterranea che ha sedotto (e seduce) la curiosità e la fantasia di molti.

174 hoepli

Planimetria di una grotta tratta da un manuale Hoepli del 1910. Si noti la disposizione delle botti all’interno delle nicchie.

Utilizzate principalmente come deposito di materiale di vario genere, la forma di queste ultime si caratterizza da una o più gallerie di varia lunghezza che si sviluppano da un corridoio principale. Una serie di nicchie di dimensioni pressoché simili si dispongono ortogonalmente all’interno di queste gallerie divenendo deposito per botti o altro.

Sebbene tale forma risulti abbastanza riconoscibile nelle sue innumerevoli variazioni, non raramente accade di imbattersi in cavità che presentano caratteristiche non riconducibili ad un unico modello. Capita infatti che, a seguito di particolari necessità, la grotta subisca nel tempo degli interventi che ne modificano la volumetria, rendendo complessa l’identificazione delle varie fasi evolutive e dei motivi che ne hanno giustificato lo scavo.

La ricerca di materiale documentale risulta quindi di fondamentale importanza perché può restituirci delle utili informazioni sulle probabili cause di un determinato intervento, offrendoci inoltre nuovi punti di vista su segni e forme che magari non “dicono nulla” ma che possono svelare le tracce di un vissuto sino a quel momento ignorato.

A tal proposito una grotta privata posta a ridosso delle mura urbiche può rivelarsi un utile esempio.

Un rifugio antiaereo privato

La cavità in questione (che chiameremo “Grotta Rifugio”) presenta una lunghezza complessiva poco inferiore ai 70 m e un dislivello di circa 8 m. Dallo schizzo planimetrico appare sin da subito evidente uno sviluppo differente tra due diverse zone. Un primo settore può essere individuato nel tratto iniziale della grotta (di colore grigio), caratterizzato dalla lunga scalinata di accesso dal cui fondo avanza un corridoio con nicchie che da esso si sviluppano ortogonalmente. Da una di queste si estende quello che potremmo definire il secondo tratto (di colore bianco), identificabile con una lunga galleria che, ramificandosi nel tratto finale, procede nel senso inverso alla scalinata d’accesso.

Schizzo planimetrico della

Schizzo planimetrico della “Grotta Rifugio” .

Se il tratto iniziale (sebbene non eccessivamente articolato) presenta le caratteristiche tipiche di ambienti adibiti al deposito o alla conservazione di vari prodotti, le finalità di utilizzo della lunga galleria appaiono incerte. 

La consultazione di una lettera conservata presso il nostro Archivio storico ne fuga però ogni ipotesi. Nelle poche righe della missiva (scritta nel febbraio del 1944) si fa infatti menzione degli scavi che venivano condotti nelle mura del Gioco del Pallone per ricavarne dei rifugi antiaerei. La Superiora Generale dell’Istituto dell’Addolorata ammoniva l’ingegnere comunale circa le gravissime conseguenze di quest’azione per la stabilità del complesso, affidando al Municipio la responsabilità di eventuali danni.

Testimoniando in maniera inequivocabile l’attività di scavo condotta nella zona in quel periodo, tale documento ci offre quindi l’opportunità di prendere in considerazione che parte dell’ipogeo in questione sia stato utilizzato come ricovero antiaereo e che quindi le estreme diramazioni possono essere riconducibili a tale finalità.

Galleria della "Grotta Rifugio"

La lunga galleria che conduce al fondo della “Grotta Rifugio”.

D’altra parte va notato che  lo scavo di cavità a scopo protettivo era già abbastanza diffuso e molte grotte private furono utilizzate (si veda il commento della signora Giovanna Pistarelli riguardo la l’utilizzo della grotta esistente presso il palazzo Cenerelli Campana) e riadattate per le medesime esigenze in base ad una serie di norme emesse sin dai primi anni del 1930.

Dalla pubblicazione di piccoli fascicoli informativi dove si esortavano i cittadini a sistemare gli ambienti sotterranei delle loro abitazioni in modo da neutralizzare gli effetti di piccole bombe e dall’invasione dei gas tossici, si passò all’emanazione di normative che regolamentavano lo scavo dei rifugi attraverso specifici criteri costruttivi.

Esortando le autorità competenti ad eseguire un controllo sugli scavi effettuati in prossimità dell’Istituto, il timore espresso dalla Superiora Generale si fondava pertanto sulla mancata osservanza di tali norme. D’altra parte la necessità di seguire precise indicazioni nella costruzione era stata sottolineata anche in una comunicazione emessa nel gennaio 1944 dal commissario prefettizio. In essa, infatti, si chiedeva di effettuare una preventiva autorizzazione allo scavo dato che si era osservato che gruppi di vari cittadini eseguivano tali operazioni senza quegli accorgimenti tecnici che devono dare quel minimo di garanzia per l’incolumità delle persone.

 

[1] Sergio Anselmi, Gianni Volpe, L’architettura popolare in Italia. Marche, Laterza, Bari, 1987.

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SANTA MARIA MADDALENA

A cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri

Nel 1904 il cav. Anselmo Anselmi di Arcevia (1859-1907), Ispettore ai Monumenti delle Marche, ha scoperto nell’Archivio Notarile di Potenza Picena una straordinaria notizia. Il plastificatore fiorentino fra Am­brogio Della Robbia, frate domenicano, al secolo Francesco figlio di Andrea, nato a Firenze nel 1477 e morto a Monte Santo nel 1527/28, ha avuto nella nostra città casa ed officina nel quartiere di San Giovanni, nel periodo tra il 1523 ed il 1527/28 ed è stato cappellano nella Pieve di Santo Stefano della nostra città.

Questa scoperta del cav. Anselmo Anselmi è stata possibile grazie anche alla collaborazione con il Segretario Comunale di Potenza Picena, dott. Giuseppe Gazzoni.

Portale in terracotta del 1402 di Palazzo Properzi in Via Marefoschi a Potenza Picena. Foto di Sergio Ceccotti.

Secondo lo storico Anselmi a Potenza Picena Ambrogio Della Robbia ha la­sciato due importanti opere in terracotta: si tratta della Maddalena, conservata in Comune, ma che proveniva dalla Chiesa di Sant’Agostino, rubata il giorno 13 Gennaio del 1997 e mai più ritrovata e di un Redentore, busto, sempre in terracotta invetriata, di proprietà della famiglia di Giuseppe Pierandrei, ingegnere comunale. Quest’ultima opera attribui­ta ad Ambrogio Della Robbia, non si sa che fine abbia fatto.

Il 16 Dicembre del 1905 il consiglio comunale di Potenza Picena, su pro­posta del prof. Umberto Boccabianca, ha deciso di intitolare ad Ambrogio Della Robbia la locale Scuola d’Arte applicata all’industria.

Presepio in terracotta Sec. XVII – Scuola Marchigiana

Nel passato sono state inoltre attribuite ad Ambrogio Della Robbia altre opere d’arte presenti a Potenza Picena, tra cui i famosi portali in terracotta del palazzo oggi della famiglia Properzi in Via Marefoschi. In uno dei due portali si indica chiaramente una data, 1402. In quell’anno Ambrogio Della Robbia ancora non era nato, quindi questa attribuzione è sicuramente da scartare per evidenti motivi, la seconda attribuzio­ne, dell’avv. Silvano Mazzoni, è quella del presepio in terracotta delle Clarisse del sec. XVIII. Anche in questo caso gli esperti hanno dato una diversa attribuzione, cioè alla scuola marchigiana ed a un periodo di­verso dal sec. XVI

In ogni modo la presenza a Monte Santo di un artista del calibro di fra Ambrogio Della Robbia è pienamente documentata.

Notizie tratte dalla Rivista “Arti e Storia” del Dicembre 1904, articolo a cura del cav. Anselmo Anselmi.

Lucia Cingolani “Attività e opere dei Della Robbia nel maceratese”. Studia Picena Ancona Istituto Teologico Marchigiano Anno 1996 numero LXI.

“L’Ordine Il Corriere delle Marche” del 2/3 Gennaio 1906. Archivio Storico Comunale Potenza Picena.

Si ringrazia per la fattiva collaborazione il dott. Roberto Domenichini che ci ha fornito la copia della Rivista “Arti e Storia” del mese di Dicembre 1904.

 

Adobe PDF icon Arte e storia
Copia della rivista “Arte e Storia” di Firenze del 31-12-1904 che riporta l’articolo dello storico marchigiano Anselmo Anselmi sul ritrovamento dei documenti che attestano la presenza di Fra Ambrogio della Robbia a Monte Santo negli anni Venti del Cinquecento.

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