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Archive for the ‘Il paese’ Category

San Giovanni Apostolo ed Evangelista

San Giovanni Apostolo ed Evangelista. Foto Sergio Ceccotti

Dopo l’inizio dei lavori di restauro delle 4 statue lignee degli Apostoli del sec. XVII da parte della dott.ssa Letizia Bruscoli di Pesaro del giorno 19 Aprile 2019, quando è venuta a Potenza Picena ed ha ritirato le statue finanziate dal dott. Roberto Domenichini, (San Giacomo Maggiore, San Giacomo Minore e Sant’Andrea) e dal dott. Franco Senigagliesi, (San Filippo), per un valore complessivo di Euro 2.950, oggi altre tre statue verranno restaurate grazie al finanziamento di nostri concittadini mecenati, che usufruiscono dei benefici fiscali della legge Art. Bonus, cioè un credito d’imposta del 65% diluito in 3 anni.

Si tratta della statua di San Giovanni Evangelista, finanziata dal sig. Samuele Grappini, che in data 29/5/2019 ha versato con bonifico la somma di Euro 800,00 e di quelle di San Paolo e Simone Cananeo ognuna di Euro 750,00, finanziate da Enzo Romagnoli, che ha effettuato, in data Mercoledì 19 Giugno 2019, un bonifico nelle casse dell’Ente di Euro 1.500,00.

San Paolo Apostolo

San Paolo Apostolo. Foto Sergio Ceccotti

In questo modo sono 7 le statue degli Apostoli che hanno già ottenuto il finanziamento di nostri concittadini e pertanto ne rimangono solo 3 e siamo sicuri che nel giro di poco tempo anche queste ultime verranno finanziate.

Il Sig. Samuele Grappini è un imprenditore edile, originario di Civitanova Marche che con la sua famiglia, sua moglie e sua figlia, abita nel Palazzo storico di Via Tripoli a Potenza Picena, un tempo proprietà della famiglia di Carlo Cenerelli Campana, l’autore nel 1852 del libro sulla storia di Monte Santo. Il Palazzo che tutti sono soliti chiamare del dott. Rossi Umberto, in quanto è stato l’ultimo proprietario, è stato restaurato da Samuele Grappini e dal sig. Paolo Pallotto attuali proprietari dell’immobile, mantenendo intatta tutta la sua originale integrità storica ed architettonica, risultando ad oggi uno dei più belli e meglio conservati del nostro Centro storico, questo grazie alla loro sensibilità e competenza. Enzo Romagnoli tutti lo conoscono a Potenza Picena.

Simone Cananeo Apostolo

Simone Cananeo Apostolo. Foto Sergio Ceccotti

Tra i fondatori e primo Presidente del locale Fotoclub, inventore delle straordinarie “Notti magiche della fotografia’’ che si sono svolte nella nostra città nel 2013 ed in particolare nel 2016, dal 3 al 4 settembre, fondatore dell’Associazione Culturale “Montesanto”, ha donato inoltre al nostro Comune n. 340 macchine fotografiche Kodak, costituendo all’interno dei locali della ex chiesa di Santa Caterina d’Alessandria il “Museo Kodak”. Ringraziamo pubblicamente sia Samuele Grappini che Enzo Romagnoli per la loro sensibilità ed amore dimostrato verso la storia e l’arte di Potenza Picena.

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Tavola di Bernardino di Mariotto, del 1506. Foto di Sergio Ceccotti.

Tavola di Bernardino di Mariotto, del 1506. Foto di Sergio Ceccotti.

Presso l’Auditorium “Ferdinando Scarfiotti” di Potenza Picena, nella ex chiesa di sant’Agostino nel soppalco, si trova dal 2009 la tavola centinata di Bernardino di Mariotto da Perugia del 1506 “Madonna in trono col Bambino tra i Santi Francesco d’Assisi, Antonio di Padova, Giovannino ed Angeli musicanti”.

In precedenza era stata dal 2003 all’interno dei locali della Pinacoteca Comunale “Benedetto Biancolini” di Via Trento e prima ancora nel contesto della Sala della Giunta Comunale “Antonio Carestia” nel Palazzo Municipale. In questa struttura era stata collocata nel 1908 dopo che era rientrata da Firenze, dove era stata anche restaurata nelle RR. Gallerie dal pittore Giuseppe Parrini. In questa città era giunta nel 1907 dopo che il guardiano p. Mariano Starnatori del convento dei frati Minori di Potenza Picena l’aveva venduta illegalmente al Prof. Paolo Paolini di Roma.

In origine, nel 1506 la tavola, si trovava all’interno della chiesa di Sant’Antonio di Padova dei frati Minori di Monte Santo commissionata dalla sig.ra Vanna Forte per ricordare il marito Nicola Antonelli.

È una delle più importanti opere d’arte antiche della nostra città. Nel 2006 doveva essere esposta a San Severino Marche nel contesto della mostra su Bernardino di Mariotto che si è svolta dal 25 Marzo al 31 Agosto 2006, ma poi per la fragilità dell’opera, il trasferimento non è stato effettuato. Nel 2007, il giorno 14 Aprile, anche il critico d’arte prof. Vittorio Sgarbi ha voluto visitare questo capolavoro del Cinquecento e ne è rimasto molto affascinato  Lo storico di San Severino Marche Raoul Paciaroni ha voluto dedicare al capolavoro di Bernardino di Mariotto di Potenza Picena un bellissimo articolo pubblicato sulla rivista storica “Studia Picena” del 2006 volume LXX, presente presso la nostra Biblioteca Comunale “Carlo Cenerelli Campana”, di via Trento.

Nell’attuale collocazione, cioè nel soppalco dell’Auditorium “Ferdinando Scarfiotti”, la tavola è stata aggredita dalla muffa in maniera molto evidente, che sicuramente causerà dei danni gravi al nostro capolavoro del Cinquecento di Bernardino di Mariotto, se non si interviene subito.

È vero che l’Auditorium “Ferdinando Scarfiotti” è rimasto chiuso dopo la forte scossa di terremoto del giorno 30/10/2016 per quasi due anni ed è stato riaperto solo il giorno sabato 22 Settembre del 2018.

Della presenza della muffa si è accorto per la prima volta Mauro Mazziero diversi mesi fa dopo la riapertura, ma chiunque ha modo di visitarla se ne può rendere conto subito, come è accaduto ad un gruppo di turisti subito dopo Pasqua 2019.

Di questo grave problema sono stati informati sia gli amministratori che la Soprintendenza di Ancona, nella persona del dott. Pierluigi Moriconi, ma ad oggi non è stato fatto ancora niente.

Non sono interventi i restauratori e non è stata ancora valutata l’eventualità del suo trasferimento da questa sede, magari per poterla riportare all’interno dei locali della Pinacoteca Comunale o in altro luogo, se il soppalco dell’Auditorium “Ferdinando Scarfiotti” viene considerato non più idoneo, per poter garantire 1’incolumità della tavola per le condizioni climatiche.

Questa importante tavola nel 1995 è stata restaurata da parte di Isidoro Bacchiocca di Urbino, che ha effettuato un lavoro di consolidamento della pellicola pittorica, su richiesta della Soprintendenza di Urbino, nella persona del Dott. Gabriele Barucca, per una spesa complessiva dell’intervento di Lire 1.864.500, IVA compresa.

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Testa della targa commemorativa

Potenza Picena è stata liberata il giorno 30 giugno del 1944, cioè 75 anni fa, dalle truppe alleate polacche del reggimento Pulk 4 Pancerny Skorpion al comando del Colonnello Ignacy Kowalczewski. Nel 2014 ci sono stati grandi ed imponenti festeggiamenti per la ricorrenza del 70° anniversario della liberazione della nostra città. Quest’anno, per la concomitanza elettorale, non è stata programmata alcuna manifestazione per ricordare il 75° anniversario della Liberazione di Potenza Picena da parte del nostro Comune (solo gli Amici della Musica di Potenza Picena organizzano il giorno venerdì 28 giugno 2019, alle ore 21,15, un concerto dedicato a questo avvenimento), ma sarebbe opportuno far collocare comunque all’ingresso del nostro centro storico una targa che ricordi a tutti questo avvenimento. Lanciamo un appello al neo Sindaco Noemi Tartabini affinché prenda questa decisione e faccia collocare la targa sulle mura castellane della nostra città il giorno domenica 30 giugno 2019. La targa verrebbe finanziata da privati cittadini, se il nostro Comune non vuole sostenere la relativa modesta spesa. Sarebbe un’iniziativa lodevole per ricordare quel giorno che ha posto fine all’occupazione nazi-fascista di Potenza Picena, rendendo in questo modo un doveroso omaggio a tutti i soldati polacchi che pur lontani dalla loro patria, hanno combattuto per la nostra libertà.

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Inaugurazione dello stadio comunale “U.S. Potentina-Skorpion” di Potenza Picena costruito dai soldati polacchi.

Potenza Picena in segno di gratitudine ai soldati polacchi del battaglione Skorpion, che l’avevano costruito, hanno voluto intitolare il campo di calcio del capoluogo chiamandolo Luigia Favale Scarfiotti-Skorpion. La prima partita inaugurale di questa nuova struttura sportiva si è svolta il giorno 10 giugno 1946 con un incontro di calcio tra una rappresentativa polacca ed una di giovani di Potenza Picena. La partita è finita 8 a 1 favore dei polacchi ed il goal della bandiera per Potenza Picena è stato realizzato da Antonio Bernacchia. Inoltre molti soldati polacchi del reggimento Skorpion in seguito si sono sposati con ragazze di Potenza Picena e Porto Potenza Picena e molti di loro sono poi emigrati in Inghilterra ed Argentina, altri sono rimasti nella nostra città.

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Cooperativa Operaia di Consumo “Alessandro Manzoni” nel 1919. Foto di Sergio Ceccotti. ASCPP

A cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri

Dopo la fine della prima guerra mondiale anche a Potenza Picena si orga­nizzarono le prime cooperative operaie di consumo, sia da parte dei so­cialisti che da parte dei cattolici, per poter aiutare la nostra popolazione.

Per quanto riguarda i cattolici il giorno 27 Agosto del 1919, cioè 100 anni fa’, è nata la cooperativa operaia di consumo “Alessandro Manzoni”, all’interno dei locali del teatrino omonimo, nel Palazzo di proprietà della famiglia Marefoschi, che era a disposizione della Parrocchia di San­to Stefano ed il cui responsabile era don Gustavo Spalvieri.

Questo locale è oggi sede dell’ufficio postale di Potenza Picena, mentre nel 1937 ha ospitato la fabbrica di fisarmoniche di Egisto Bontempi, chia­mata “La Fisarmonica”. Il Palazzo è stato successivamente donato dalla famiglia Bontempi al nostro Comune.

I fondatori di questa cooperativa di consumo erano tutti cattolici popolari e tra di loro troviamo il prof. Alessandro Baldoni, che era il Presidente, il maestro di musica e direttore della locale Banda cittadina Filippo Garagnani, vice-presidente, mentre gli altri componenti il Consiglio di amministrazione erano Arturo Sargentoni, Igino Marchetti, Rocco Rossi, Odoardo Maggini, il maestro elementare Renato De Angelis, Luigi Petetti e suo fratello Francesco, Giuseppe Morichetti, Nazzareno Mancini, Antonio Rinaldoni. Il segretario della cooperativa era Luigi Petetti e la socie­tà era regolata da uno Statuto sociale. In questa cooperativa successiva­mente avranno dei ruoli importanti sia il maestro Azzolino Clementoni che Bruno Gatti.

Il locale che ospitava il negozio della cooperativa era situato inizialmente in via Silvio Pellico, sempre nel palazzo Marefoschi, ed il cassiere era il sig. Rocco Rossi.

I prodotti che trattava la cooperativa di consumo erano moltissimi e tra questi troviamo olio, sapone, petrolio, cuoio, conserva, legumi, cece, stoccafisso, caffè, pepe, latticini, zucchero, baccalà, alici, stoffa, farina, carbone, scarpe usate, carni conservate, salmone, sarde e garofani.

I soci della cooperativa avevano la possibilità di poter acquistare i prodotti a prezzi più vantaggiosi. La cooperativa aveva anche aperto un conto corrente sia presso la filiale di Potenza Picena della Banca Cattolica che presso la Banca Popolare di Potenza Picena. I Sindaci revisori effettivi della Cooperativa erano i signori Piersanti, Alessandroni e Tommasini.

La cooperativa è andata avanti anche con l’avvento del fascismo ed ha concluso la sua attività solo il giorno 31/12/1930 (il negozio era stato spostato all’epoca in Via Garibaldi, oggi via Bruno Mugellini).

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A cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri

Porta Galiziano negli anni '30.L’unica Porta medievale di Potenza Picena che si è salvata è stata quella di Ga­liziano, nell’omonimo quartiere, anticamente chiamato di San Pietro. Le altre tre porte di accesso al centro storico di Monte Santo non esistono più; la prima che è scomparsa, quella più piccola, solo pedonabile, era quella del Cunicolo o della Cava, che si trovava a tramontana, nella zona delle Fontanelle, nel quartiere di Sant’Angelo. Oggi a ridosso del­le abitazioni di Via Lodovico Scarfiotti, troviamo un muretto con delle feritoie che testimonia la sua esistenza.

La seconda, la più importante, quella chiamata Girola o Marina, si trova­va nel quartiere di San Paolo, vicino alla chiesa della Madonna della Neve ed è stata abbattuta nel mese di dicembre del 1950.

La terza, quella di San Giovanni, nel quartiere omonimo, vicino alla chiesa della Madonna delle Grazie, è stata abbattuta nel 1956.

Anche la Porta di Galiziano ha corso questo rischio nel 1960, quando è stata trovata la soluzione isolandola dalla cinta muraria antica.

Nel 1961 allargando la strada Provinciale che porta a Montelupone e Macerata, è stata invece abbattuta la Madonnetta, cioè la chiesa della Ma­donna delle Lacrime o del Pianto. Nello stesso anno, il giorno 29 Otto­bre 1961, sotto alla Porta di Galiziano, è stata collocata una terracotta del prof. Giuseppe Asciutti, raffigurante la Madonna con Bambino, mentre da­vanti alla Porta è stato collocato uno stemma comunale di Poten­za Picena, sempre in terracotta, opera del prof. Giuseppe Asciutti.

Porta Galiziano. Foto di Sergio Ceccotti.Fino al 1946 era presente invece lo stemma sabaudo. Il giorno 3/11/1997, si è verificato il distacco di materiale dalla volta interna del manufatto antico, e al quel punto la Porta di Galiziano è stata chiusa al transito pedonabile.

L’Amministrazione Comunale, guidata all’epoca dal sindaco Mario Margoni, ha richiesto all’ufficio Tecnico comunale di predisporre un progetto di res­tauro, in due stralci, il quale è stato successivamente approvato dalla Soprintendenza ai monumenti di Ancona ed i lavori sono stati affidati all’impresa edile di Potenza Picena di Umberto Parigi e del figlio Sergio, per una spesa complessi­va di Lire 78.000.000. In questo modo la Porta di Galiziano è stata riportata al suo antico splendore storico ed architettonico.

L’inaugurazione della Porta di Galiziano restaurata è avvenuta il gior­no mercoledì 9 giugno del 1999, cioè 20 anni fa, e sono intervenuti molti ragazzi e ragazze delle scuole elementari e medie di Potenza Picena, insieme ai loro insegnanti e professori, oltre che al Preside ed al Direttore Di­dattico.

All’inaugurazione della Porta di Galiziano doveva partecipare anche il parroco della Parrocchia dei Santi Stefano e Giacomo, don Carlo Leoni, ma per le polemi­che che la sua presenza aveva sollevato, non è più intervenuto.

Per la benedizione è invece stato presente il guardiano dei frati Minori, padre Nazzareno Capriotti.

Porta Galiziano. Foto di Sergio Ceccotti.La presentazione storica della Porta di Galiziano è stata fatta da Paolo Onofri, che per l’occasione aveva anche preparato e distribuito tra gli intervenuti ed i ragazzi di tutte le scuole, una pubblicazione che parla­va sia della Porta di Galiziano che delle altre tre porte medievali di Monte Santo, sponsorizzata dalla Cooperativa Vini Montesanto di Potenza Picena e stampato dalla Tipografia Cingolani Arnaldo, con foto di Bruno Grandinetti.

Sono intervenuti: il prof. Arturo Sardini, il Diret­tore didattico della scuola elementare prof. Francesco Forti ed il Pre­side della scuola media, prof. Dario Magnamassa, mentre una bambina ha letto una poesia.

Il sindaco Mario Margoni ha parlato a nome dell’Amministrazione comuna­le. Una bambina delle scuole ha infine tagliato il nastro di inaugura­zione della Porta di Galiziano restaurata.

Il servizio fotografico è stato curato da Luigi Anzalone, da pochi me­si operante a Potenza Picena, mentre Giordano Giretti di New Look ha effettuato delle riprese, oggi inserite in Rete.

Il restauro della Porta di Galiziano rappresenta un evento veramente straordinario che ci ha ridato in tutta la sua bellezza originaria questo monumento simbolo storico della nostra comunità, di cui essere orgogliosi.

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A cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri

Quadro di Santa Apollonia

S. Apollonia. Foto di Sergio Ceccotti.

Il nostro comune con delibera di Giunta n. 165 del 19/11/2018 aveva inserito tra i beni da poter restaurare con la legge Art Bonus, che prevede un credito d’imposta per i beneficiari del 65% diluito in 3 anni, i quattro antifonari dei sec. XVI – XVII, le dieci statue lignee degli Apostoli del Sec. XVII, la Fonte di Galiziano del sec. XV ed il quadro di Santa Apollonia del Sec. XIX di autore ignoto.

I primi tre progetti sono stati già inseriti sul portale Art Bonus nei mesi scorsi, e sono anche iniziati il giorno 19/4/2019 i lavori di restauro di quattro statue lignee degli Apostoli da parte della restauratrice Letizia Bruscoli di Pesaro, mentre per quanto riguarda il restauro del quadro di Santa Apollonia il progetto è stato inserito il giorno 28/5/2019. Il progetto di restauro è stato predisposto dalla Dott.ssa Letizia Bruscoli ed approvato dalla Soprintendenza di Ancona il giorno 20/5/2019 e trasmesso al nostro comune il 28 maggio. La spesa complessiva per il restauro sia della tela che della cornice è di € 1.850.

Santa Apollonia è la protettrice contro il mal di denti e patrona dei dentisti. il quadro rappresenta la Santa di Alessandria d’Egitto che tiene nella sua mano destra il simbolo del suo martirio, avvenuto nel 249 dopo Cristo, una tenaglia che stringe un dente. Apollonia quando nel 249 ad Alessandria d’Egitto scoppiò una sommossa popolare contro i cristiani, fu prima presa e gli furono estratti con la violenza tutti i denti e poi minacciata di essere gettata viva sul fuoco se non avesse rinnegato la sua fede cristiana. Apollonia riuscì invece a liberarsi e si lanciò da sola tra le fiamme, ove morì.

A questo punto ci si augura l’intervento di qualche mecenate privato della nostra città, magari le farmacie comunali e quelle private ed i dentisti, in modo da poter riportare all’antico splendore questo quadro di Santa Apollonia, che in origine si trovava presso la Chiesa di S. Agostino di Potenza Picena.

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img019Nei giorni di sabato 23 e domenica 24 luglio del 1994, cioè 25 anni fa, un nutrito gruppo di ragazzi e di ragazze del Centro Sociale Millepiani di Potenza Picena, ha ripulito per la prima volta la Fonte di Galiziano ed anche quella della Concia.

Il Centro Sociale Millepiani aveva la propria sede nei locali comunali di Vico Balilla. La pulizia della Fonte di Galiziano e di quella della Concia aveva “lo scopo di riscoprire e valorizzare, riportandoli alla bellezza originaria, i luoghi storici di vita e di lavoro dell’antico centro medievale. L’attività si inseriva in un più ampio progetto mirante a ridare prestigio e rinomanza ad un patrimonio artistico e culturale troppo spesso trascurato. L’intenzione che ha mosso i ragazzi del Centro Sociale Millepiani è quella di non limitarsi alla sola pulizia delle fonti, opera già di per sé meritoria dato l’avanzato stato di degrado raggiunto dai luoghi, quanto piuttosto aspirare a fare di esse, una volta restituite al loro antico aspetto, dei siti utilizzabili come punto di incontro e di passeggio. Il lavoro che è stato portato avanti da un gruppo di volontari (con pochi mezzi e nessun fondo finanziario), aspirava a ricevere il consenso e l’appoggio (non solo “verbale”) di un numero sempre più vasto di cittadini”.

img013Erano tanti i ragazzi e le ragazze che si sono impegnati in questo lodevole lavoro di pulizia delle fonti di Galiziano e della Concia. Molti di loro oggi, a distanza di 25 anni, sono diventati genitori. È stata una bellissima esperienza di impegno civico a favore della nostra comunità che noi vogliamo comunque ricordare, facendo anche conoscere tutte le foto che sono state scattate in quelle due gloriose giornate del 1994, per non dimenticarle.

La fonte di Galiziano successivamente è stata ripulita nel 2008 ed ultimamente quest’anno, tra marzo ed aprile 2019, sempre da volontari.

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