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Archive for the ‘Il paese’ Category

Interno teatro "B. Mugellini" anni 60 -  foto Bruno Grandinetti

Interno teatro “B. Mugellini” anni 60 – foto Bruno Grandinetti

Il giorno 28 Ottobre 1933 il Teatro di Potenza Picena è stato inaugurato dopo i lavori di restauro e di sistemazione richiesti dalla Commissione di controllo e di vigilanza sulle strutture pubbliche della Provincia di Macerata.
Il teatro era all’epoca ancora condominiale ed il commissario incaricato alla sua direzione era il maestro Azzolino Clementoni. Nella sua gestione era anche coinvolto il prof. Alessandro Baldoni, noto farmacologo.
Per l’occasione è stato intitolato al maestro Bruno Mugellini, nato a Potenza Picena il giorno 24 Dicembre del 1871 in Piazza Grande, oggi Giacomo Matteotti, nel Palazzo Pierandrei, dal dott. Pio e da Maria Paganetti. Il palazzo dove è nato si trova a breve distanza dal nostro Teatro. E’ morto a Bologna il giorno 15 Gennaio del 1912.
Già nel 1920 era stata intitolata al maestro Bruno Mugellini la scuola di musica locale diretta all’epoca da Azzolino Clementoni. Alla cerimonia di intitolazione del nostro Teatro a Bruno Mugellini era stata anche invitata la vedova del maestro, la sig.ra Pasqualina (Lina) Ceppetelli di Fossombrone, la quale impossibilitata a partecipare ha inviato una sua lettera che è stata letta durante la manifestazione da Azzolino Clementoni. Il Teatro Condominiale restaurato è stato inaugurato con una rappresentazione della Filodrammatica del Dopolavoro Ferroviario di Ancona, Direttore artistico il dott. Amedeo Gatti.
bruno_mugelliniIl giorno dell’inaugurazione del nostro Teatro Condominiale si sono uniti in matrimonio presso la Collegiata di Santo Stefano, celebrante il parroco don Marone Cesanelli, i coniugi Antonio Mancini di Francesco, autista e meccanico, detto “chicchino”, con la sig.ra Ennia Ceccotti di Lorenzo. Sono i genitori di Fausta ed Ivan. Per l’occasione, gli organizzatori hanno offerto agli sposi un palco nel Teatro.
Per la nostra città questa inaugurazione è stata un grande avvenimento che ha restituito alla popolazione una struttura che all’epoca veniva utilizzata sia come sala cinematografica che come Teatro.

Notizie della giornata di inaugurazione del Teatro “Bruno Mugellini” di Potenza Picena tratte dal settimanale “L’Azione fascista” del giorno 4/11/1933, emeroteca della Biblioteca Comunale “Mozzi-Borgetti” di Macerata Sig. Renato Pagliari.
Si ringrazia il sig. Giuseppe Properzi per averci fornito l’articolo.

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a cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri13°_DSC2739
La Delegazione FAI di Macerata quest’anno ha scelto per la terza volta, dopo quelle del 2007 e del 2008 Potenza Picena per la giornata d’autunno svoltasi Domenica 15 Ottobre 2017. I luoghi scelti dal FAI e messi a disposizione dei tanti visitatori che sono giunti nella nostra città da tutte le Marche dalle ore 10,00 fino alle ore 18,00 (termine poi prorogato fino alle ore 19,00), sono stati: il Monastero delle Benedettine di Santa Caterina in San Sisto in Via Mariano Cutini, la chiesa di San Sisto in Vico Dogali, la ex chiesa di Santa Caterina d’Alessandria, oggi Fototeca Comunale “Bruno Grandinetti” in Corso Vittorio Emanuele II; infine il Monastero delle Figlie dell’Addolorata presso l’ex complesso dei Gesuiti in Piazzale Santo Stefano.
Per la speciale occasione, sono stati esposti all’interno dei locali del Monastero delle Benedettine molti loro lavori a ricamo, ed il reliquario della Santa Croce, antica testimonianza di devozione e capolavoro di argenteria. Presso la chiesa di San Sisto è stata esposta per la prima volta la poltrona dove si è seduto il Pontefice Papa Pio IX, quando è stato ricevuto dalla nostra comunità al Porto di Monte Santo il giorno 16 Maggio del 1857, oltre che la sua papalina.
2°_DSC2715Nella ex chiesa di Santa Caterina d’Alessandria sono state esposte per la prima volta in una mostra una serie di foto scattate all’interno del Monastero delle Benedettine nel 1954 dal giornalista e critico teatrale Mario Roberto Cimnaghi. Inoltre nella stessa struttura abbiamo potuto ammirare per la prima volta dopo ben 137 anni, la tela del pittore, scultore ed architetto di Recanati Pietro Paolo Jacometti (Recanati 1580-1658) del 1630 “Madonna in Gloria coi i Santi Caterina d’Alessandria, Benedetto e Scolastica”. La tela quando erano presenti le Benedettine, fino al 1880, ornava l’altare maggiore della chiesa ed oggi si trova all’interno del Monastero.
Anche la Sala “Antonio Giannini” degli Amici della Musica, associazione che quest’anno festeggia i suoi 20 anni dalla fondazione nel lontano 1997, è rimasta aperta ai visitatori e al suo interno si sono esibiti i componenti dell’Associazione “La Torre che ride”.
Ultima tappa del giro, il Monastero delle Figlie della Addolorata, dove i visitatori hanno avuto accesso al locale del laboratorio dei telai Jacquard del 1860 dove le suore per oltre un secolo hanno confezionato artigianalmente tessuti pregiati damascati. Guida d’eccezione la sig.ra Paola Sabbatini di Potenza Picena che per diversi anni ha operato all’interno del laboratorio portando avanti l’attività artigianale insieme all’amica Federica Vendemmiati; oggi il laboratorio purtroppo non è più in attività.
Il materiale di promozione della manifestazione è stato predisposto dall’art grafic design Roberto Carlocchia di Potenza Picena, un vero maestro, mentre le guide per i visitatori venuti da ogni parte delle Marche sono state realizzate con grande preparazione, competenza e passione dai ragazzi e ragazze della Scuola Secondaria dell’Istituto Comprensivo “Giacomo Leopardi” di Potenza Picena assistiti dalle loro professoresse.
Il FAI di Macerata ha potuto inoltre contare sulla collaborazione fattiva del locale Fotoclub guidato dal presidente Giuliano Margaretini.
3°_DSC2718Un notevole contributo alla buona riuscita dell’iniziativa è da riconoscere alla sig.ra Margherita Mazzoni, originaria di Potenza Picena, figlia di Euro e di Teresa Fontana. Il nostro Comune ha patrocinato l’iniziativa, che si spera possa essere ripetuta il prossimo anno con la giornata FAI di primavera, magari ampliando i luoghi da visitare, come la Pinacoteca Comunale “Benedetto Biancolini”, l’Auditorium “Ferdinando Scarfiotti”, il Teatro “Bruno Mugellini” ed altre strutture del nostro territorio comunale, come la Cappella dei Contadini nella Collegiata di Santo Stefano.
Il bellissimo servizio fotografico della giornata FAI a Potenza Picena è stato effettuato da Sergio Ceccotti il quale, come sempre, ha collabortato con la sua professionalità per l’ottima riuscita dell’iniziativa.

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a cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri
Mario Roberto Cimnaghi. Prop. Monache Benedettine di Potenza Picena.Durante la “Giornata d’autunno del FAI” che si è tenuta a Potenza Picena il giorno Domenica 15 Ottobre 2017, dalle ore 10,00 fino alle ore 18,00, poi prorogata fino alle ore 19,00 per la grande partecipazione di pubblico, nel contesto della ex chiesa di Santa Caterina d’Alessandria, oggi sede della Fototeca Comunale “Bruno Grandinetti”, sono state esposte per la prima volta le foto scattate nel 1954 dal giornalista e critico teatrale Mario Roberto Cimnaghi.
Sono scatti che documentano la vita quotidiana all’interno del Monastero di clausura delle Benedettine di Potenza Picena che in quel periodo ospitava molte monache e la Badessa, Madre Scolastica Lanciani.
La loro vita non solo era dedicata alla preghiera, ma anche al lavoro quotidiano seguendo il motto di San Benedetto di Norcia “Ora et labora”.
Tra di loro nel 1954 c’erano 4 ricamatrici, 2 pittrici, 1 magliaia e due stiratrici. Nel caso delle nostre Monache di San Sisto i loro lavori erano in particolare quelli a ricamo, maglia e rammendo. Particolarmente speciali erano anche le loro paste.
loc_mostra ora et laboraTra i loro lavori a ricamo ricordiamo anche il Gonfalone del nostro Comune che è stato eseguito nel lontano 1933 e che recentemente la sig.ra Nelide Mazziero di Potenza Picena ha potuto restaurare, per cui lo possiamo ammirare all’interno della teca nella sala “Antonio Carestia” nel Palazzo Municipale.
Nel periodo in cui il giornalista Mario Roberto Cimnaghi ha scattato queste bellissime foto, le monache presenti nel Monastero erano ancora molte. Dai censimenti nel 1951 risultavano 23 monache nel 1936 n° 18, nel 1931 n° 17, nel 1921 n° 11, nel 1881 n° 14, nel 1871 n° 21, nel 1861 n° 27 e nel 1853 n° 19.
Le monache benedettine all’interno dell’antico Monastero di Santa Caterina d’Alessandria avevano anche un educandato, dove le giovani del paese andavano ad imparare l’arte del ricamo, del cucito e del rammendo.
Oggi le monache presenti nel Monastero di Potenza Picena sono solo 5 e la Badessa è Madre Maria Paola Bernardi del luogo.
L’ultima monaca entrata nel Monastero è stata suor Maria Beatrice Antonini di Potenza Picena, al secolo Ilaria, consacrata il giorno 3 ottobre 2012.
img 10La mostra con le foto che documentano la vita comunitaria delle nostre monache è stata organizzata dal locale Fotoclub.
Questo articolo con le foto si è potuto concretizzare grazie alla disponibilità della Badessa, madre Maria Paola Bernardi e di suor Maria Beatrice Antonini, che ringraziamo di cuore.
Grazie anche a Sergio Ceccotti ed al Fotoclub locale che ci hanno messo a disposizione il materiale fotografico.

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Sipario dedicato a Minerva del Teatro Mugellini. Foto Sergio Ceccotti.

Il Teatro “Bruno Mugellini” di Potenza Picena può vantare al suo interno l’antico sipario ottocentesco dedicato a Minerva “zelante cultrice delle scienze e delle arti”, restaurato e ricollocato al suo originario posto il giorno 18 Novembre del 2006.
Il restauro è stato effettuato dalla ditta Kriterion di Bologna, sotto la direzione della dott.ssa Francesca Rabbi e con il contributo dei restauratori Linda Ricci e Paolo Sciapichetti. L’intervento è costato la somma di Euro 26.000 + Iva, ed il nostro Comune ha ricevuto un contributo di Euro 10.000 da parte della Fondazione Carima di Macerata.
Il Teatro viene continuamente ed ininterrottamente utilizzato sia dal nostro Comune che dalla associazioni locali, sia teatrali, culturali, sportive e ricreative, dalla Pro-Loco, nel corso di tutti i mesi dell’anno.

Sipario dedicato a Minerva del Teatro Mugellini. Foto Sergio Ceccotti.

Il sipario viene fatto scendere molto spesso per farlo ammirare in tutta la sua bellezza ai tanti visitatori. Anche i turisti che vengono nel periodo estivo hanno avuto modo di ammirarlo durante le tante visite guidate che ci sono state nei mesi di Luglio ed Agosto 2017, organizzate dal nostro Comune.
Nonostante il continuo controllo e l’attenzione con cui il nostro Teatro viene gestito, purtroppo il giorno 16 Agosto 2017 ci siamo resi conto che era stato danneggiato, un danno non grave, che era stato causato al sipario mentre era stato lasciato abbassato. Qualcuno è passato vicino con un oggetto appuntito e lo ha bucato in 3 punti, causando microlacerazioni.
Non è un danno gravissimo, ma lo potrebbe diventare se non si interviene subito.
Il materiale con cui è fatto il sipario ottocentesco è molto delicato e usurato dal tempo, si parla in questo caso di oltre due secoli di vita, e si tratta di tela di iuta, per intenderci la stessa dei sacchi, tappeti e cordami. Il nostro comune ha chiesto subito un preventivo alla ditta Archigeo di Massimo Rugginelli Fanini di Fermo ed il giorno 20 Settembre 2017 è venuta per un sopralluogo la restauratrice Linda Ricci e la spesa per il restauro del sipario non è di certo esagerata. Si parla di Euro 300 + Iva (totale Euro 366,00).
Ci si augura che l’intervento in oggetto possa essere fatto immediatamente, dopo che sia stato autorizzato dalla Soprintendenza di Ancona, in modo da evitare danni molto più gravi al nostro meraviglioso sipario dedicato a Minerva.

Particolare del sipario danneggiato.

In futuro è necessaria una maggiore attenzione quando si concede il Teatro ed il sipario è abbassato, controllando non solo alla restituzione la struttura, ma verificando subito l’integrità del sipario. In questo modo si evita la situazione che si è creata il giorno 16 Agosto 2017 con il danno arrecato e nessuno che lo ha segnalato al nostro comune.
Si tenga conto che il nostro Teatro viene concesso a tutti senza il pagamento di alcun onere, salvo eccezioni, e non possiamo tollerare che si creino danni al suo interno, ed in particolare al sipario. I coniugi Giorgio Ballesi e Margherita Mazzoni di Macerata hanno manifestato la loro disponibilità a finanziare il restauro del sipario, purché venga fatto subito e bene.

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Raffigurazione sacra. Foto di Sergio Ceccotti.

a cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri
Dopo aver pubblicato le foto di tutti i quadri e le acqueforti che sono state donate al Comune di Potenza Picena da parte delle monache Clarisse di Pollenza, e che provenivano dal Monastero di San Tommaso di Potenza Picena, esposte dal giorno 2 Giugno 2017 nel contesto della Pinacoteca Comunale “Benedetto Biancolini” di Via Trento, ora proseguiamo con le foto di tutti gli altri oggetti esposti nell’ambito della mostra “Clarisse arte”.
Tutti gli oggetti, ad eccezione della raffigurazione sacra ispirata alle 3 virtù teologali fede, carità e speranza, dei due tavolinetti, dell’orologio antico e del crocefisso rimangono di proprietà delle Clarisse di Pollenza. Abbiamo deciso di fotografarli e farli conoscere perché crediamo che in futuro non potranno più essere visti e pertanto questa è un’occasione unica ed imperdibile.
Si tratta di due originali bambole con abiti ricamati, due vassoi metallici ed infine una tavola lignea dove sono indicati i nomi delle monache del Monastero di Potenza Picena che dovrebbe risalire in base ai nomi agli inizi del Novecento. Inoltre, oggetti in particolare ceramiche molto originali ad uso quotidiano delle Clarisse risalenti agli inizi dell’ Ottocento, probabilmente di fabbricazione locale. Infatti a Potenza Picena è stata sempre fiorente l’attività dei vasari, ed in particolare c’è stata una famiglia che ha portato avanti con grande successo questa particolare attività artigianale ed artistica, i Galeazzi, detti i “Coccioni”, per il loro lavoro e che abitavano in contrada Le Rupi, vicino alle Fontanelle, dove avevano anche una fornace di cottura.

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Foto di Sergio Ceccotti

Questa famiglia ha portato avanti l’attività fino agli inizi del Novecento.
Nell’ambito della mostra è esposta anche la grande tela proveniente sempre dal Monastero delle Clarisse di Potenza Picena e donata al nostro Comune, “Il Calvario” del Sec. XVIII, i quattro antifonari dei secc. XVI e XVII e le 10 statue lignee degli Apostoli del sec. XVII, di cui abbiamo parlato in nostri precedenti articoli.
Le foto scattate da Sergio Ceccotti con molta professionalità ci consentono di poter apprezzare meglio queste antiche testimonianze delle Clarisse di San Tommaso di Potenza Picena.

 

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a cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri
3°_DSC2592Tra i portali più belli ed antichi di Potenza Picena ci sono sicuramente quelli ogivali che si trovano in Via Marefoschi, nel Palazzo oggi della famiglia Properzi.
Questi portali nel passato sono stati erroneamente attribuiti al plastificatore fiorentino fra Ambrogio Della Robbia, al secolo Francesco figlio di Andrea, cappellano presso la Pieve di Santo Stefano di Monte Santo nel periodo tra il 1523 ed il 1527/28, il quale dovrebbe presumibilmente essere morto nella nostra città tra il 1527 ed il 1528 a causa di una epidemia di peste.
I bellissimi portali di Via Marefoschi portano in uno dei mattoni una data, il 1402 (MCCCCII), incompatibile con la loro attribuzione ad Ambrogio Della Robbia, nato a Firenze nel 1477. Questi portali sono più antichi di quello di Palazzo Trionfi, oggi Mazzoni, di vico Solanelli che è del 1469.
Ma di quale importante famiglia santese era questo Palazzo che poteva vantare dei portali del genere?
6°_DSC2594Abbiamo fatto una ricerca storica d’archivio consultando il volume del censimento delle abitazioni di Potenza Picena del 1876 ed il Palazzo risultava in quel periodo di proprietà dell’Ospedale Civico degli infermi “Alessandro Bonaccorsi”, insieme al Palazzo oggi di proprietà della famiglia di Mario Mazzoni, contiguo a quello dei Properzi. Risulta che nel 1869 la sig.ra Albina Gezzi vedova Pierandrei alla sua morte avvenuta il giorno 20/2/1869, con testamento abbia lasciato tutti i suoi beni, quelli del marito Giovanni Pierandrei e del cognato don Angelo Pierandrei, al nostro Civico Ospedale. Tra i beni lasciati risultava anche la casa oggi di proprietà della famiglia Properzi e della famiglia Mazzoni.
Anticamente il Palazzo potrebbe essere appartenuto ad una delle famiglie a cui era intitolata la via oggi Luigi Mercantini, cioè i Masina-Paparella.
Queste due famiglie erano nei secoli XV e XVI molto importanti nella nostra comunità. Risulta un Teobaldo Masina che nel 1584, alla sua morte, avrebbe lasciato tutti i suoi beni per i poveri di Monte Santo. Per quanto riguarda i Paparella, che poi sarebbero stati gli Augeni, detti Paparella, anche in questo caso risultano personaggi molto importanti in famiglia, dottori in particolare, tra cui si ricordano i cugini Orazio e Sebastiano Augeni, vissuti nel Cinquecento. Anche Sebastiano Augeni alla sua morte, nel 1578, ha lasciato tutti i suoi beni per i poveri di Monte Santo.
Palazzo Properzi di Via Marefoschi. Foto di Sergio Ceccotti.Bisognerebbe a questo punto continuare con le ricerche d’archivio storico, consultando la documentazione più antica che oggi si trova a Macerata, per poter ricostruire con precisione la storia di questo importante Palazzo di Via Marefoschi, dove spiccano questi due bellissimi portali in terracotta del 1402, tra i più belli di Potenza Picena.

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