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Archive for the ‘Il paese’ Category

San Giacomo Maggiore

San Giacomo Maggiore. Foto Sergio Ceccotti

Il nostro Comune ha incluso tra gli interventi finanziabili tramite l’Art Bonus il restauro delle 10 statue lignee degli Apostoli del sec. XVII.

Il progetto di restauro è stato predisposto dalla dott.ssa Letizia Bruscoli di Pesaro, approvato dalla Soprintendenza di Ancona ed inseri­to nel portale ufficiale Art Bonus del Ministero. La Bruscoli è la stessa professionista che nel corso del 2018 ha restaurato per conto delle Monache Benedettine di Santa Caterina in San Sisto di Potenza Picena la pala di Pietro Paolo Jacometti del 1630 ed altri quattro quadri, lavori finanziati dal Dott. Roberto Domenichini

Due nostri benemeriti concittadini hanno versato la somma complessiva di Euro 2.950 per il restauro di n° 4 statue degli Apostoli.

Si tratta del dott. Roberto Domenichini, Direttore dell’Archivio di Sta­to di Pesaro e del dott. Franco Senigagliesi, consigliere comunale.

Sant'Andrea

Sant’Andrea. Foto Sergio Ceccotti

Il dott. Roberto Domenichini ha versato con bonifico in data 11 Gennaio 2019 la somma di Euro 2.300 per il restauro delle statue di San Giacomo Maggiore, San Giacomo Minore e di Sant’Andrea, mentre il dott. Franco Senigagliesi in data 21 Gennaio 2019 ha versato con bonifico la somma di Euro 650 per il restauro della statua di San Filippo.

Sono trascorsi 3 mesi da quando i nostri due mecenati hanno effettuato i bonifici a favore del nostro comune, il Bilancio di previsione 2019 del nostro Ente è stato approvato dal Consiglio Comunale del 29 Marzo 2019, ed il giorno venerdì 19 Aprile 2019, al mattino, la Dott.ssa Letizia Bruscoli ha ritirato le 4 statue degli Apostoli per iniziare il lavoro di restauro. Presente l’Economo Comunale, Dott.ssa Simona Ciasca, che segue per conto dell’Ente il recupero del patrimonio artistico tramite l’Art Bonus e a cui va il merito principale di questa lodevole iniziativa ed il ringraziamento della comunità di Potenza Picena.

Questa Amministrazione Comunale nei suoi 5 anni di attività non ha impegnato neppure un centesimo del suo Bilan­cio per il restauro e recupero del nostro patrimonio storico ed artisti­co. Nel 2014 si erano impegnati a far restaurare i 4 antifonari dei sec. XVII e XVIII, hanno fatto venire a Potenza Picena don Vincenzo Fattori­ni del Monastero di San Silvestro di Fabriano che ha predisposto un progetto di restauro approvato dalla Soprintendenza ma non ne hanno restaurato neppure uno. Solo la famiglia Ballesi-Mazzoni di Macerata, i coniugi Giorgio e Margherita e le loro 3 figlie Chiara, Elisabetta e Francesca, hanno fatto qualche cosa (restauro dello stemma Comunale in pietra arenaria del sec. XIV ed il sipario del Teatro) ed oggi i dottori Roberto Domenichini e Franco Senigagliesi.

Apostolo Filippo?

Apostolo Filippo. Foto Sergio Ceccotti

Ci si augura che altri nostri concittadini mecenati che amano veramente Potenza Picena possano seguire l’esempio dei dottori Roberto e Franco per poter in questo modo completare il restauro delle altre 6 statue de­gli Apostoli. Amministratori di Potenza Picena, date in primo luogo voi l’esempio ed impegnatevi maggiormente a raccogliere altri finanziamenti dei nostri concittadini per poter raggiungere questo ambizioso obiettivo.

Perché i tre candidati sindaci di Potenza Picena, Noemi Tartabini, Edoardo Marabini e Stefano Mezzasoma non finanziano ognuno una statua?

Sarebbe un bel gesto, molto apprezzato dai nostri concittadini.

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Fonte di Galiziano

Foto di Sergio Ceccotti

Grazie all’impegno di molti volontari la Fonte di Galiziano di Potenza Picena è stata di nuovo ripulita completamente ed ora è molto bella ed originale, nonostante lo stato di abbandono. I lavori di pulitura si so­no svolti nei giorni di sabato 30, domenica 31 marzo 2019 e sabato 6 aprile 2019.

 

È stato un lavoro molto faticoso, in quanto sono trascorsi 11 anni da quando è stata ripulita l’ultima volta. Era infatti il giorno 3 Agosto del 2008 quando è stata inaugurata la Fonte di Galiziano ripulita, sempre da volontari, e mai dal nostro Comune, proprietario del bene antico, le cui origini risalgono al sec. XV.

Nel 2008 il nostro Comune, Sindaco l’ing. Sergio Paolucci, non ostacolò i lavori di pulizia e fece portare via tutta la terra che era stata ri­mossa dalla pavimentazione e dalle vasche della Fonte. Furono anche raccolte tra la popolazione ben 525 firme per chiedere il restauro della Fonte di Galiziano.

Oggi il nostro Comune non ha gradito questa operazione di pulizia gratui­ta, ha sempre fatto togliere tutte le locandine che venivano affisse sot­to al porticato del comune che informavano i cittadini dell’operazione di pulizia. Nessuno dell’Amministrazione Comunale si è visto durante i lavori di pulitura e speriamo che almeno portino via la terra, tanta, che abbia­mo rimosso dalla pavimentazione e dalle vasche e depositato sul ciglio della strada. Nel 2015, il giorno 12 dicembre, il Sindaco Francesco Acquaroli aveva ringraziato i volontari che si impegnavano per il bene comune. Ora danno fastidio. I tempi sono cambiati.

La pulitura delle tre vasche non è stata molto complicata, mentre la rimozione della tantissima terra che si era accumulata in undici anni sulla pavimentazione posta intorno alla Fonte ed alle vasche è stata un’operazione molto faticosa. Il risultato di questa operazione di pulizia è straordinario e documentato dalle bellissime foto scattate da Sergio Ceccotti.

La prima volta che questa fonte di Galiziano, insieme a quella della Con­cia, è stata ripulita avveniva nel 1994, nei giorni di Sabato 23 e Domenica 24 Luglio, da parte di molti ragazzi e ragazze del Centro Sociale “Millepiani” di Potenza Picena che avevano la loro sede nella strut­tura comunale di vico Balilla.

Sono quindi 25 anni che la popolazione di Potenza Picena, con molta pa­zienza e fatica, procede periodicamente alla pulizia della Fonte di Galiziano e ci si augura che questa del 2019 sia l’ultima volta. Il restauro della Fonte di Galiziano è tra gli interventi previsti dal nostro Comune con la legge Art Bonus, c’è un progetto di restauro pagato e già approvato dalla Soprintendenza di Ancona, ma non ancora inserito nel portale ufficiale Art Bonus del Ministero, e ci si augura che qualcuno lo faccia conoscere alla nostra popolazione. Inoltre il nostro Comune, se non lo hanno capito, si deve attivare per poter convincere tanti nostri concittadini, imprese, professionisti, artigiani e commer­cianti a finanziare questo progetto di restauro della Fonte, altri­menti bisogna prevedere in Bilancio uno stanziamento specifico per 1’intervento.

Fonte di Galiziano

Foto di Sergio Ceccotti

Per concludere un grazie particolare a tutti coloro che hanno contri­buito alla pulizia della Fonte di Galiziano e li citiamo solo per no­me: Marco, Antonio, Franco, Gabriele, Roberta, Edoardo e Richard. Grazie di cuore anche a tutti coloro che ci hanno sostenuto moralmente, anche se non sono venuti a pulire il manufatto antico.

 

Una volta ripulita la Fonte il nostro Comune si deve impegnare a tener­la in ordine, intervenendo periodicamente non solo nel taglio dell’erba ma provvedendo alla pulizia delle vasche e della pavimentazione, in attesa del sospirato restauro.

Noi continueremo comunque a vigilare e se necessario ad intervenire di nuovo.

Il progetto di restauro della Fonte di Galiziano in data mercoledì 14 aprile 2019 è stato inserito sul portale Art Bonus del Ministero.

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A cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri

Porta MarinaLa porta più importante di ingresso al Centro storico di Potenza Picena era sicuramente quella di Porta Girola o Marina e si trovava nel quartiere di San Paolo, vicino alla chiesa della Madonna della Neve e al campo del gioco del pallone col bracciale, oggi Largo Giuseppe Asciutti.

Era sormontata da “merli a coda di rondine” ed è stata demolita nel mese di dicembre del 1950. Fu infatti il Consiglio Comunale del giorno 8/12/1950, Sindaco Antonio Carestia, con voto unanime a deliberare la spesa di lire 1.080.000, su progetto dell’ ufficio Tecnico Comunale, direttore all’epoca l’ing. Raoul Moschini, per l’abbattimento e la sistemazione della porta principale di accesso al paese con la seguente motivazione: “premesso che da più tempo, in vista dell’aumentato traffico di automobili nella zona di Potenza Picena, si era imposta la necessità di doversi ampliare la porta principale di ingresso all’abitato (Porta denominata Girola), e ciò allo scopo di prevenire soprattutto seri pericoli per le persone transitanti per l’angusto spazio della Porta stessa”.

Nel contesto della nostra popolazione si levarono poche voci contrarie all’abbattimento della Porta Girola, tra queste ci piace ricordare padre Nazzareno Pistelli ofm ed il maestro Azzolino Clementoni.

Vogliamo ricordare che oltrepassando Porta Girola, si trovava a destra la piccola chiesa di San Paolo, presente fino al 1883, da cui prendeva il nome il quartiere, e si diramavano tre vie, da qui il nome di Trivio o Trebbio in dialetto santese dell’attuale scalinata di Via Trento, il cui ingresso era lateralmente a sinistra rispetto al muro che separava la porta dalla scalinata, mentre davanti al muro era posizionata una fontanella.

Porta MarinaSotto la Porta Girola si trovava dal 1567 la lapide che ricordava i lavori di restauro della cinta muraria di Monte Santo ad opera del patrizio alessandrino Cesare Guasco, commissario preposto alle fortezze pontificie sotto il Pontefice Pio V, a difesa dal pericolo dei Turchi. Questa lapide è stata restaurata da Paola Carestia nel 2014. Inoltre sotto la stessa porta si trovava un’immagine dell’Addolorata, sostituita, per vetustà, il 1 Novembre del 1951, da una immagine dell’Assunta in ceramica, opera eseguita dal decoratore di Civitella del Tronto Pietro D’Orazio, che lavorava in quel periodo presso la Società Ceramica Adriatica di Porto Potenza Picena, realizzata in occasione dell’Anniversario della Definizione del Dogma dell’Immacolata Concezione. La collocazione di questa immagine dell’Assunta è stata una decisione della locale Congregazione degli Artisti e dei Cittadini. Dopo il 1914 era stata inoltre collocata sulla parete a sinistra entrando della Porta Girola la targa metallica del Touring Club Italiano, dopo che il nostro Comune era diventato socio, con il numero 3572. Questa targa è un vero capolavoro a livello artistico e dava all’epoca informazioni sul nostro paese molto utili a livello turistico, come l’altitudine (metri 267), la distanza del Capoluogo da Porto Potenza Picena, da Macerata e da Recanati, ed inoltre indicava con simboli tutti i servizi presenti nel 1914 nella nostra città ed al Porto come le poste, il telegrafo, il telefono, il servizio automobilistico della SAP, la stazione ferroviaria. Questa targa dopo l’abbattimento della Porta nel 1950 è stata tolta ed abbandonata in un deposito comunale nei sotterranei di Via Trento di San Francesco, dove è stata ritrovata nel 1996, ripulita e conservata nella nostra Pinacoteca comunale. Nel 2013 è stata restaurata da Paola Carestia e da suo padre Beniamino e riposizionata all’ingresso del paese, nello stesso punto dove si trovava fino al 1950.

Della Porta Girola è documentata un intervento di restauro nel 1894 e noi oggi vogliamo far conoscere tutte le foto e cartoline che nel Novecento l’hanno immortalata. Le prime cartoline sono state quelle di Secondo Torregiani, Secondo “lo ritrattista”, poi le foto di padre Nazzareno Pistelli, il “salvatore” della chiesa di San Francesco, dei soldati polacchi del battaglione Skorpion ed infine quelle di Bruno Grandinetti, tra cui una in cui viene rappresentata la fase iniziale della demolizione. Anche nella prima cartolina degli inizi del Novecento, edizioni del Reale Stabilimento Tipo-litografico Feliciano Campitelli di Foligno, nel panorama di Potenza Picena si vede chiaramente la Porta Girola. In un documento del 1817 conservato presso il nostro Archivio storico comunale, viene ritratta la Porta Girola, già all’epoca con “merli a coda di rondine”.

Porta MarinaAnche in due opere d’arte del Seicento e del Settecento viene raffigurata porta Girola come si presentava in quei periodi. Si tratta del quadro presente all’interno della chiesa di San Sisto raffigurante La Madonna col Bambino tra i Santi Sisto Papa e Giovanni Battista del sec. XVII e del Sant’Emidio del 1770 di Benedetto Biancolini, presente presso la Sala Giunta “A. Carestia” nel Palazzo Municipale.

Dopo l’articolo dedicato all’abbattimento della Porta San Giovanni del 1956, proseguiamo con questo relativo all’abbattimento della Porta Girola del 1950. Due episodi che hanno cancellato per sempre queste testimonianze architettoniche antiche della nostra città, di cui noi comunque non vogliamo perdere la memoria storica e documentale, da poter trasmettere ai più giovani.

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A cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri

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“La Deposizione” di Simone De Magistris del 1876

Giovanni Libani, già insegnante in Caldarola, nel 1882 ha pubblicato pres­so la Tipografia Natalucci di Civitanova Marche un interessante libro dal titolo le “Memorie storiche degli illustri pittori caldarolesi”. Tra questi troviamo i pittori Giovanni Andrea Di Bernardino De Magistris, Simone De Magistris, Giovan Francesco e Polomino De Magistris, Solerzio e Federico de Magistris, Federico De Magistris e Durante De’ Nobili, tutti di Caldarola. Questa pubblicazione è stata incoraggiata dalla Regia Accademia “Raffaele Sanzio” di Urbino.

Il libro in oggetto, ripubblicato nel 1969, viene sempre citato dagli storici dell’arte, quando si parla in particolare delle opere di Simone De Magistris (1538 Caldarola – Ascoli Piceno 1611).

Per quanto riguarda Potenza Picena l’insegnante elementare Giovanni Libani, descrive dettagliatamente le tre opere del pittore di Caldarola che si trovano nella nostra città e che lui ha avuto modo di visionare, realizzate tra il 1576 ed il 1584. Mancano purtroppo le foto dei nostri tre capolavori come si trovavano all’epoca.

Per quanto attiene alla tavola del 1576 che si trovava all’interno della chiesa di San Lorenzo dei Frati Cappuccini, dice “Nel coro della chiesa de’ Cappuccini di Potenza-Picena, già Montesanto, avvi una tavola in buonissimo stato alta metri 2,85 larga 1,86, rappresentante la Deposizione di Cristo dalla Croce. Sono in essa quindici figure, fra le quali a destra in basso sta S. Francesco, dipintovi, a quanto sembra, in epoca posteriore da mano poco esperta, cosa che in parte diminuisce il pregio del quadro, che pel resto si può dire un vero capolavoro. A sinistra sotto la Vergine svenuta si legge: Simone De-Magistris da Cald. P. MDLXXVI. Nell’altare maggiore dell’abbandonata chiesa de’ Minori Osservanti fuori di Potenza-Picena trovasi pure una tavola, della grandezza circa della sunnominata, con la Vergine, che tiene in braccio il Bambino e a destra e a sinistra in alto un gruppo di Angeli vagamente intrecciati, che stanno in atto di cantar lodi tenendo in mano carte di musica. In basso sono collocati S. Giuseppe, S. Agata e Sant’Antonio di Padova, e a piè del quadro in un piccolo tronco di albero è questa iscrizione: Simone De Magistris da Caldarola P. MDLXXVI.

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Simone De Magistris, 1576, Madonna di Loreto tra i santi Giuseppe, Caterina d’Alessandria, Francesco d’Assisi e Antonio di Padova. Foto tratta dal libro “Il fascino della Storia il respiro del Mare. Potenza Picena.” a cura di Renza Baiocco.

Questa tavola però, che buonissima sembra per la composizione, ha ora perduto ogni pregio essendo stata barbaramente ritoccata, come risulta dalla seguente leggenda posta nella stessa: Lorentius Bonomus M. Oss. restauravit 1632.

Altro guasto anche peggiore, che io penso essere opera pure dello stesso Bonomo, si è il restauro del quadro in tela tuttora esistente nell’altar maggiore della piccola chiesa di S. Rocco nell’interno della città. In esso è dipinta la Vergine seduta entro un baldacchino, nella cui base si legge questa iscrizione:

Rem Sacram quoties habet
Hoc altare, Sacerdotes
ex poenis animam
Purgantibus eribit unam.

A. D.
MDLXXXIIII
S.M.F.

A destra della Vergine sta S. Martino e a sinistra S. Rocco. Nel timpano dell’altare è l’eterno Padre, e nel basamento sonvi piccoli quadretti della vita di S. Rocco lodatissimi per il disegno, ma poi, come tutto il resto, mascherati”.

Dalla descrizione del Libani si deduce che nel 1882 la chiesa dei Frati Minori di Sant’Antonio di Padova era “abbandonata” e che la chiesa di San Rocco era ancora presente nel nostro Centro Storico situata nell’omonima Piazza, oggi Giuseppe Garibaldi e che all’epoca la tela era completa di timpano e di basamento.

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San Rocco e San Martino

Questa opera di Simone De Magistris, chiama “La Sacra Conversione”, è stata esposta nel 2008 a Caldarola, nell’ambito della mostra, ideata e curata dal prof. Vittorio Sgarbi, “Scoperte nelle Marche intorno a De Magistris”.

Tra i libri antichi del Monastero di San Tommaso delle Clarisse, abbiamo trovato questo libro, ancora intonso, rarissimo, che noi oggi facciamo conoscere a tutti i nostri concittadini e a coloro che amano la tradizione artistica marchigiana, in particolare quella dei Pittori di Caldarola.

pdficon_large libani.pdf – Libro di Giovanni Libani del 1882 “Memorie Storiche degli Insigni Pittori Caldarolesi” – Archivio Storico Comunale Potenza Picena.

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03°_DSC6684Vicino al Poliambulatorio di Potenza Picena si trova la Fonte di Galizia­no, le cui origini risalgono al sec. XV. La fonte viene infatti citata nello Statuto Comunale del 1433, insieme a quella di Carpineto e ad al­tre fonti.

Da molti anni si parla del suo restauro, ma ad oggi l’unica cosa che si può notare è il degrado sempre maggiore di questo antico manufatto della nostra tradizione secolare. Il nostro comune, proprietario del bene, l’unica cosa che sa fare è il taglio dell’erba nell’area interessata. Nel passato non veniva fatto neppure questo.

Non si procede alla pulizia delle 3 vasche e della fonte, oltre che alla rimozione delle erbacce e dello sporco che si accumula nel corso dell’anno intorno alla Fonte di Galiziano nella pavimentazione.

In queste condizioni di totale abbandono il manufatto si sta gradualmen­te sgretolando ed addirittura si rischia di vedere crollare l’arco che si trova sopra alla fonte. Una delle due finestre che era protetta con sostegni in legno, potrebbe crollare e bisogna riposizio­nare le protezioni che sono state tolte.

Fonte di Galiziano come si trova oggi. Foto di Sergio Ceccotti.Nel 2003 la dott.ssa Elisabetta Menghini di Potenza Picena aveva predi­sposto sia uno studio su questa fonte che su tutte le altre fonti del nostro territorio comunale, oltre che sul Giardino Marefoschi che si tro­va vicino alla Fonte di Galiziano, elaborando anche un progetto di res­tauro che aveva donato al nostro comune il giorno 6/11/2003.

Il suo studio sulle fonti di Monte Santo e sul Giardino Marefoschi è stata la sua tesi di laurea in restauro architettonico all’università di Napoli “Federico II”, dove si è laureata nel 2003. Copia della sua tesi si trova presso la nostra Biblioteca Comunale “Carlo Cenerelli Campana” ed è consultabi­le da tutti liberamente.

Nel 2008 dei volontari avevano proceduto alla completa pulizia della Fonte di Galiziano, e di tutto lo spazio che si trova intorno, inaugurato poi il giorno 3 agosto dello stesso anno, oltre a raccogliere tra la po­polazione locale ben 525 firme per il restauro della fonte. Tra i primi firmatari di questa petizione popolare, consegnata al sindaco Sergio Paolucci il giorno 13/9/2008, i fotografi Gian Luigi Scarfiotti e Renzo Tortelli, oltre alla dott.ssa Elisabetta Menghini, che ha consentito di raccogliere le firme anche nell’ambito della mostra che aveva organiz­zato nei locali della Sala “Umberto Boccabianca” sul tema delle fonti di Potenza Picena e sul Giardino Marefoschi.  Nel 2015, delibera n. 95 del 28/4/2015, la Giunta comunale guidata dal Sindaco Francesco Acquaroli aveva inserito il progetto di restauro della Fonte di Galiziano tra quel­li che potevano usufruire del beneficio della legge Art Bonus, insieme ai 4 antifonari dei sec. XVI e XVII, alle 10 statue lignee degli Apo­stoli del sec. XVII, al quadro di Santa Apollonia del sec. XVIII ed allo stemma comunale in pietra arenaria del sec. XIV del Palazzetto del Po­destà. Il progetto di restauro della fonte di Galiziano della dott.ssa Elisabetta Menghini non è stato preso in considerazione, anche se gra­tuito. Nel 2018, delibera di Giunta comunale n. 165 del 19/11/2018 sono stati riproposti gli interventi per quanto riguarda la legge Art Bonus sugli antifonari, sulle statue degli Apostoli, sulla fonte di Galiziano e sul quadro di Santa Apollonia. È stato dato l’incarico per un nuovo progetto di restauro della Fonte di Galiziano all’architetto di San Severino Mar­che Debora Bravi che ha previsto l’intervento in due stralci, il primo di 48.000 Euro + IVA, il secondo di 46.000 Euro +IVA, per un totale di Euro 94.000+IVA. Il progetto in oggetto, costato la somma di Eu­ro 1.000, è stato poi approvato dalla Soprintendenza di Ancona agli inizi di Gennaio 2019, ma non ancora inserito nel portale ufficiale Art Bonus del Ministero. La promozione da parte dell’Amministrazione comu­nale per quanto riguarda il progetto di restauro della Fonte di Gali­ziano si è solo limitata ad un articolo di giornale che è uscito il giorno 4/12/2018 sul Corriere Adriatico, poi più niente, anche se conti­nuamente richiesto.

02°_DSC6672Chi deve fare una adeguata promozione presso gli imprenditori, le aziende artigianali, commerciali ed i professionisti, oltre che presso i nostri concittadini per poter raccogliere fondi per il restauro della fonte di Galiziano?

Aspettando pazientemente il nostro Comune, chiamiamo a raccolta tutti i cittadini di Potenza Picena di buona volontà per poter ripulire la fonte di Galiziano. L’appuntamento è fissato per il giorno sabato 30 marzo 2019 alle ore 15,00. I lavori di pulitura della fonte proseguiranno anche la domenica 31 marzo 2019 con inizio alle ore 9,00.

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A cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri

don-aldo-marinozziDopo aver ampiamente parlato dei parroci delle Parrocchie di San Gia­como Maggiore, Sant’Anna, Santo Stefano e San Giovanni Evangelista di Montecanepino, finalmente concludiamo con la Parrocchia di San Girio, grazie alla disponibilità di Don Aldo Marinozzi che ci ha fornito l’elenco dei parroci e degli economi spirituali che si sono avvicendati in questa Parrocchia.

La Parrocchia di San Girio a Potenza Picena è stata istituita il giorno 28/11/1739, cioè 280 anni fa, dall’Arcivescovo di Fermo, Mons. Alessan­dro Borgia, ed è quindi la più antica della nostra città, dopo quella di Santo Stefano. Il territorio di competenza di questa Parrocchia è pre­valentemente rurale e può contare sul Santuario di San Girio, chiesa le cui origini risalgono al sec. XVI e che è stata trasformata nel 1936, su disegno e progetto dell’architetto di Potenza Picena Eusebio Petetti e del canonico Marcello Manfroni, a tre navate, con il rifacimento della facciata e del campanile, quando parroco era don Enrico Acciarri di Cupramontana. Nel 1951 il Parroco don Elia Malintoppi di Falerone ha provveduto al rifacimento dell’abside ed alle deco­razioni interne, affidando l’incarico all’artista di Mombaroccio (PS) Ciro Pavisa (1890-1972). Nel 1875, parroco don Salvatore Osimani di Numana, si è provveduto al rifacimento della nuova canonica su progetto dell’ingegnere Francesco Temperini ed i lavori sono stati eseguiti dall’impresa Edile di Civitanova di Fioretti Pietro, per una spesa complessiva di Lire 3687,06. Altri interventi alla canonica ed alla Chiesa di San Girio nel 1921, parroco don Enrico Acciarri, per una spesa di Lire 27.991,86.

don elia malintoppiLa chiesa contiene al suo interno dal 1793 il qua­dro di San Girio del pittore Benedetto Biancolini, opera finanziata dal nostro Comune, dove troviamo un’antica raffigurazione di Monte Santo con

il Palazzo Municipale dove si può ancora notare il doppio loggiato. La parte superiore è stata chiusa dopo la costruzione del nostro Teatro Con­dominiale, inaugurato il giorno 27 Dicembre del 1862.

Don Francesco Campolungo. Parroco di San Girio dal 4-9-1938 al 39-10-1938.La Parrocchia e la chiesa sono dedicati a San Girio, compatrono della nostra città insieme a Santo Stefano, santo che è nato in Francia, a Lunello, nel 1274 e che è morto nella nostra città nel 1298. Il culto im­memorabile di San Girio fu approvato dal Pontefice Benedetto XIV il 1 agosto 1742. A Monte Santo dal 1377 il giorno 25 Maggio di ogni anno si svol­ge la festa di San Girio, insieme alla fiera, questa istituita il giorno 10/l/1606. A San Girio era tradizione, documentata fin dal 1876, parroco don Salvatore Osimani, fare durante la “terza festa di Pasqua”, il martedì dopo l’Angelo una processione a cui partecipavano tutte le confraternite di Potenza Picena, con il simulacro, la statua di San Vincenzo Ferreri, per la benedizione delle campagne. Dal 1652 abbiamo un cappellano nel Santuario di San Girio. I parroci che si sono alternati alla guida di questa Parrocchia ru­rale dal 1739 sono stati fino ad oggi 13, compreso l’attuale don Al­do Marinozzi, oltre che 13 economi spirituali.

Dal 1739 fino ad oggi i parroci e gli economi sono stati i seguenti:

    1.  – Don Felice Ciminari di Monte Santo dal 7/5/1740 al 16/10/1775
      Don Pietro Ciminari economo dal 16/10/1775 al 11/5/1776
    2. – Don Vittorio Panepesel dal 11/5/1776 al 2/9/1785
      Don Cristoforo Ruffini economo dal 2/9/1785 al 26/10/1785
    3.  – Don Marco Rodilossi dal 26/10/1785 al 14/2/1815
      Don Terenzio Pierandrei economo dal 14/2/1815 al 16/2/1816
    4.  – Don Giovanni Battista Compagnoni dal 16/1/1816 al 11/9/1826
      Don Giovanni Magner economo dal 11/9/1826 al 24/10/1826
    5.  – Don Francesco Quintili dal 24/10/1826 al 20/4/1842
      Don Filippo Quintili economo dal 20/4/1842 al 29/6/1843
    6. – Don Raffaele Baglioni dal 26/6/1843 al 25/6/1855
      Don Bernardino Scarcarelli economo dal 25/6/1855 al 4/6/1856
    7. – Don Salvatore Osimani di Numana dal 4/6/1856 al 15/9/1889
      Don Antonio Vecchi economo dal 15/9/1889 al 18/5/1890
    8. – Don Antonio Pierconti di Potenza Picena dal 18/5/1890 al 3/1/1917
      Don Fiorenzo Macarri economo dal 3/1/1917 al 15/12/1919
      Don Giuseppe Gironelli economo dal 15/12/1919 al l/l/1920
    9.  – Don Enrico Acciarri di Cupramarittima dal 1/1/1920 al 21/4/1938
      Don Marone Cesanelli economo dal 21/4/1938 al 4/9/1938
    10.  – Don Francesco Campolungo di Civitanova Marche dal 4/9/1938 al 30/10/1938
      Don Marone Cesanelli economo dal 30/10/1938 al 12/3/1939
    11.  – Don Roberto Remia di Grottazzolina dal 12/3/1939 al 6/5/1946
      Don Fernando Angelici economo dal 6/5/1946 al 8/9/1946
    12. – Don Elia Malintoppi di Falerone dal 8/9/1946 al 3/6/1979
    13. –  Don Aldo Marinozzi di Corridonia dal 18/10/1976 economo e parroco dal 3/7/1979

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cartolina via le rupia cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri

Durante la seconda guerra mondiale a Potenza Picena furono scavati due rifugi antiaerei, oggi chiusi. Un terzo rifugio fu ricavato in un tunnel già esistente, situato nelle zona della Cava, in prossimità della Fonte omonima. La decisione di costruirli fu adottata solo nel 1944, nel mese di gennaio, per poter garantire ai nostri concittadini un sicuro riparo in caso di bombardamento aereo. Il progetto di questi nuovi rifugi fu redatto dall’ingegnere comunale Raoul Moschini, mentre il Commissario Prefettizio era il maestro Renato De Angelis e furono completati nel mese di marzo 1944. Uno dei rifugi che tutti ricordano, in quanto da ragazzi ci si andava a giocare al suo interno, è sicuramente quello posto sotto il Pincio, il cui ingresso principale si trovava davanti alle Fontanelle, un tempo lavatoio pubblico ed oggi sede dell’Hockey Club di Potenza Picena, dove all’ingresso si trovava una cabina elettrica, oggi non più presente.

Questo rifugio era lungo in totale metri 81 (metri 30 + 20 + 31) ed il suo scavo è costato la somma di Lire 4.455. Aveva un ingresso principale e due diramazioni laterali, quella a sinistra sbucava davanti al Parco della Rimembranza mentre quella a destra sopra al locale che veniva utilizzato da Mario Scipioni “lo Callarà” per le sue lavorazioni in rame.

Percorso del rifugio di Via Le Rupi. ASCPP.

Pianta del rifugio di via Le Rupi

Il secondo rifugio, molto più esteso di quello del Pincio, chiamato di Via Le  Rupi, posto nella via omonima, vicino all’abitazione di Amicucci “Frogna”, di fronte al manufatto che serviva al cordaio Luigino Cittadini per la lavorazione delle corde; pochi se lo ricordano, in quanto è stato  subito chiuso ed era lungo metri 153 (41 + 43 + 39,20 + 10×3) ed aveva un’unica uscita posta sotto il Mercato delle Monache e per il suo scavo è stata spesa la somma di Lire 7.660. I due rifugi scavati ex novo dagli operai incaricati dal nostro comune avevano una larghezza all’ingresso di metri 1,30 ed un’altezza di metri 1,90.

Un terzo rifugio, chiamato della Cava, fu ricavato utilizzando un tunnel già esistente che si trovava sopra la zona della   Cava, vicino alla Fonte omonima. In questo caso non sappiamo la lunghezza di questo rifugio, mentre per il suo utilizzo furono eseguiti dei lavori di consolidamento edilizio, come archi e muri. Infatti furono eseguiti n. 8 archi in muratura di sostegno al voltone a sesto intero con pilastri da 30 centimetri, un muro di chiusura a spessore di cm 30 in fondo ad una galleria ed infine un muro di sostegno ad una svolta di incrocio di una galleria, per una spesa di Lire 1.960. Questa galleria dopo la guerra è stata sepolta sotto la scarpata, che è stata utilizzata dalla nostra comunità come discarica pubblica e Severino Donati, in un suo racconto, ne parla ampiamente (nel volume “Galazzà e dintorni” del 2006). Nel racconto, a pagina 43 “la Cà”, dice che questa grotta addirittura arrivava fino in Piazza Matteotti, all’interno della cisterna, chiamata “Neara”, che si trova davanti al Palazzo comunale.

Le somme necessarie per lo scavo dei rifugi di Potenza Picena furono raccolte tra i nostri concittadini possidenti terrieri, che versarono Lire 20 per ogni ettaro di terreno posseduto. Inoltre i mattoni necessari per i lavori al rifugio della Cava furono trasportati dal carrettiere Umberto Melatini, mentre la stigliatura (levigatura) dei picconi utilizzati per lo scavo dei rifugi fu fatta da Bartoli Angelo (Angiolì) e Domenichini.

Percorso del rifugio del Pincio. ASCPP.

Pianta del rifugio del Pincio

Per concludere, anche un gruppo di nostri concittadini, Giuseppe Natali, Enrico Valentini e Domenico Rinaldelli avevano chiesto al nostro Comune di poter ricavare a loro spese un rifugio nella grotta della “Neara”, la Neviera, che si trovava sotto al Parco della Rimembranza ed il cui ingresso era nella scarpata sottostante. Di questa neviera ne ha parlato molto dettagliatamente Luca Carestia in un articolo pubblicato nel nostro blog.

Nel nostro ricchissimo archivio storico comunale di Via Trento abbiamo inoltre trovato anche i disegni abbozzati dei percorsi dei rifugi sia del Pincio che di quello di Via Le Rupi, e sono dei documenti veramente eccezionali che facciamo conoscere a tutti per la prima volta.

Inoltre, grazie ad una foto di Bruno Grandinetti, utilizzata per una rara cartolina, facciamo conoscere l’ingresso del rifugio di Via Le Rupi, oggi completamente coperto ed irriconoscibile, come si presentava all’esterno nel 1953, dopo una nevicata.

pdficon_large la ca.pdf di Severino Donati – Estratto dal libro “Galazzà e dintorni” 2006

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