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Archive for the ‘Personaggi’ Category

A cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri.

Elio Dante Percossi. Foto di Guglielmo Percossi.

Nel contesto della storia economica di Potenza Picena, del dopoguerra in particolare, un ruolo molto importante ha rivestito un personaggio locale veramente straordinario.

Si tratta di Elio Dante Percossi, nato a Potenza Picena il giorno 15/04/1907 da Effrendo e da Teresa Bernacchini. Il giorno 16/04/1932 si sposa con la signora Giuseppa Morgoni e dal loro matrimonio nasceranno i figli Maria Pia, Bruna e Guglielmo. Muore a Potenza Picena il 23/02/1968.

Dopo la scuola elementare che frequenta a Potenza Picena con i maestri Renato De Angelis, Raffaele Petetti ed Alessandro Palombari, si iscrive alla scuola d’arte “Ambrogio della Robbia”, segue il corso di avviamento professionale e a 14 anni inizia l’apprendistato presso il fabbro Gualtiero Maggini, in Piazzale Santo Stefano.

Successivamente, nel dopoguerra, si mette in proprio e diventa uno dei commercianti più importanti di Potenza Picena, esempio di coraggio ed intraprendenza.

Elio Dante Percossi suona molto bene la fisarmonica e fa parte della Banda Cittadina, come il fratello Giuseppe, con il maestro Giulio Gasparrini. Ama molto il saltarello.

La sua passione commerciale è iniziata come rappresentante, venditore e riparatore di macchine da cucire “Necchi Meccaniche”, con filiali non solo a Potenza Picena, ma anche a Porto Potenza Picena, Montelupone e Recanati. In queste realtà si effettuano anche i corsi professionali per insegnare alle ragazze del luogo ad usare le macchine meccaniche Necchi.

Macchina da cucire Necchi. Foto Fulgor di Adriano Andreani. Prop. Guglielmo Percossi.

Elio, con la sua macchina Fiat Topolino, garantiva l’assistenza tecnica alle ragazze che avevano acquistato le macchine della ditta di Pavia.

Si tenga conto che, nello stesso periodo, a Potenza Picena c’erano altri due rappresentanti di macchine da cucire, veramente un record, Stelvio Grandinetti per la Borletti ed Igino Ciuccarelli per la Singer.

Grazie alla presenza massiccia di questi rappresentanti di macchine da cucire, Potenza Picena è riuscita a fornire tante ragazze che costituiranno la manodopera per le industrie di abbigliamento che sorgeranno nella nostra città successivamente, in particolare per la Rogin Fashion e non solo.

Esterno del Negozio Necchi di Elio Dante Percossi in Viale Trieste. Foto di Guglielmo Percossi.

Elio Dante Percossi non solo vendeva e curava la manutenzione delle macchine da cucire Necchi, ma successivamente avrà anche la rappresentanza e vendita delle biciclette Bianchi, di motorini e delle moto Motobi e Benelli.

In queste sue molteplici attività commerciali, Elio era aiutato dal figlio Guglielmo.

Oggi il figlio Guglielmo Percossi, fabbro in pensione, possiede una straordinaria collezione di macchine da cucire Necchi e non solo, tutte funzionanti, testimonianza eloquente dell’attività del padre Elio, un vero vulcano di iniziative commerciali ed un esempio di imprenditorialità a Potenza Picena.

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Presentazione a cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri.

Luigi Manzi. Foto e documenti di Luca Manzi.

Il giorno 23 aprile del 1920 nasceva a Porto Potenza Picena Luigi Manzi, figlio di Giuseppe, operaio e di Eugenia Giorgetti. Il padre Giuseppe Manzi era nato a Morciano di Romagna il giorno 2/4/1888 ed aveva combattuto durante la prima guerra mondiale. Era stato nel 1921 tra i promotori della collocazione della lapide dedicata ai caduti della prima guerra mondiale di Porto Potenza Picena e collocata sulla facciata esterna del palazzo di Via Regina Margherita, all’epoca sede della scuola elementare ed oggi sede della delegazione comunale, dal giorno 17/03/2019 intitolata al conte Alessio Conestabile della Staffa.

Ha frequentato la scuola elementare locale e si è sposato con la signora Elda Cingolani e dal loro matrimonio sono nati Ezio e Miria.

Ha lavorato presso la SCA (Società Ceramica Adriatica) di Porto Potenza Picena fino dall’età di 15 anni. Ha combattuto durante la seconda guerra mondiale in Albania, poi colpito da malaria nel 1942 è dovuto rientrare in Italia, ricoverato in diversi ospedali. Dopo l’8 settembre 1943, fugge per entrare in clandestinità allo scopo di sottrarsi all’arruolamento nell’esercito della R.S.I.

A Potenza Picena aderisce al PCI e al GAP locale (Gruppo di Azione Patriottica). Per questo suo impegno nel 1984 il Presidente della Repubblica Sandro Pertini ed il Ministro della Difesa Giovanni Spadolini gli conferiscono il diploma d’onore al combattente per le libertà, mentre il Segretario Generale della CGIL Sergio Cofferati nel 1995 gli conferirà la medaglia d’argento come dirigente sindacale che ha preso parte alla lotta di liberazione.

Nel 1945 è ritornato a lavorare presso la SCA, dove ricopre il ruolo di responsabile della Commissione interna. Per il suo impegno sindacale viene licenziato dalla SCA nel 1956, insieme a Marcello Morgoni, Ferruccio Rebichini, Armando Spinaci e Franco Babbini e non verrà più riassunto. Diversi anni dopo gli verrà riconosciuto il “licenziamento per discriminazione sindacale” e quindi assegnati tutti i diritti allora ingiustamente negati. La vicenda è stata anche oggetto di una interrogazione parlamentare degli onorevoli Bei Ciufoli Adele, Massola e Capalozza nel 1957.

Giuseppe Manzi

E’ stato Segretario della Sezione del PCI di Porto Potenza Picena e funzionario della Federazione del PCI di Macerata dal 1957 al 1961, facendo parte della Segreteria Provinciale, come organizzatore. Durante questo periodo frequenta un corso di Partito presso la Scuola “quadri” comunista alle Frattocchie.

E’ stato inoltre consigliere provinciale per il PCI dal 1960 fino al 1970. E’ stato consigliere comunale di Potenza Picena per il PCI dal 1960 al 1980. Nel 1962 è stato un funzionario sindacale della CGIL, come Dirigente della Camera del Lavoro di Civitanova Marche. E’ stato tra i fondatori dell’ANPI di Macerata.

Il nipote Luca Manzi, figlio di Ezio, oggi è Presidente della locale sezione Anpi di Potenza Picena “Cutini e Scipioni”. Anche il figlio Ezio Manzi è stato consigliere provinciale ed amministratore di Potenza Picena, ricoprendo anche il ruolo di assessore sia con il sindaco Mario Morgoni che con il sindaco Sergio Paolucci.

Nel 1964 il nome di Luigi Manzi compare insieme a quelli di Giuseppe Cerquetti, Dandolo Sebastianelli, Romualdo Clementoni di Potenza Picena, Irnerio Madoni e Argeo Gambelli della Provincia di Macerata, fra gli enucleandi del “Piano Solo”, ideato dal generale Giovanni Di Lorenzo, che dovevano essere arrestati e rinchiusi a Capo Marrangiu, in Sardegna, insieme ad altre 700 persone da arrestare in tutta Italia.

E’ morto a Civitanova Marche il giorno 4 agosto del 2004.

Nel libro della CGIL Marche “Dizionario biografico del movimento sindacale nelle Marche (1900-1970)”, a cura di Roberto Giulianelli e Massimo Papini, presentazione di Gianni Venturi, Casa Editrice Ediesse srl, Roma 2006, la dott.ssa Annalisa Cegna, dell’Istituto Storico della Resistenza di Macerata, ha tracciato una completa biografia di Luigi Manzi, che noi pubblichiamo integralmente.

Testo biografico di Annalisa Cegna

Luigi Manzi al centro in basso insieme a Palmiro Togliatti segretario del PCI ed altri dirigenti comunisti alle Frattocchie di Roma. Foto e documenti di Luca Manzi.

Nasce a Potenza Picena (MC) il 23 aprile 1920. Consegue la licenza ele­mentare. Da bambino, mentre frequenta la scuola, aiuta la famiglia an­dando saltuariamente a pescare in mare. All’età di quindici anni viene assunto presso uno stabilimento industriale che produce piastrelle di ceramica a Porto Potenza Picena, la Società Ceramica Adriatica (SCA). È qui che matura una coscienza sindacale che lo porterà in seguito a diventare prima membro, poi se­gretario della commissione interna di fabbrica.

Dopo aver svolto il servizio militare, il 2 febbraio 1940 viene chiamato alle armi con la specializzazione di marconista e nel 1941 è trasferito in zona di operazioni di guerra in Albania. Qui contrae la malaria e nell’agosto del 1942 viene rimpa­triato, in precarie condizioni fisiche. Ricoverato in vari ospedali militari, 1’8 set­tembre 1943 fugge per entrare in clandestinità, allo scopo di sottrarsi all’arruola­mento nell’esercito della RSI. La brutta esperienza della guerra, l’amore per la pace e il desiderio di combattere contro la dittatura e le ingiustizie lo portano, appena ritornato a Potenza Picena, a iscriversi al PCI e ad aderire al GAP locale, all’interno del quale svolge l’importante funzione di mantenere i contatti tra i vari gruppi partigiani. Attività, questa, che gli varrà due riconoscimenti: nel 1984 gli sarà conferito dal presidente della Repubblica, Pertini, e dal ministro della Difesa, Spadolini, il Diploma d’onore al combattente per la libertà d’Italia e nel 1995 il segretario generale della CGIL, Cofferati, gli consegnerà a nome della Confederazione una medaglia d’argento come dirigente sindacale che ha preso parte alla lotta di liberazione.

Nel 1945 ritorna a lavorare presso la SCA, dove riprende l’attività sindacale portando avanti, in qualità di responsabile della commissione interna, dure lotte. Molte sono in questo periodo le denunce a suo carico: il 30 gennaio 1948 viene denunciato per minacce gravi all’ing. Giovanni Serra; il 28 dicembre 1950 viene condannato per aver affisso manifesti senza licenza; il 2 dicembre 1951 è di nuovo condannato per aver venduto giornali in luogo pubblico senza licenza, ecc. Del resto, negli anni cinquanta Manzi, che nel frattempo è diventato segretario della sezione del PCI di Potenza Picena, svolge attività sindacale anche all’esterno della fabbrica, partecipando a varie lotte, in particolar modo a fianco dei lavoratori delle campagne, alla testa dei quali partecipa alle proteste per il miglioramento del riparto mezzadrile. Nel 1956 viene licenziato dalla SCA: vari anni dopo gli verrà riconosciuto il “licenziamento per discriminazione sindacale” e quindi gli saranno assegnati i diritti allora ingiustamente negati.

Luigi Manzi al Centro, alla sua sinistra Romualdo Clementoni al settimo congresso del PCI di Macerata. Foto e documenti di Luca Manzi.

Dal 1957 al 1961 viene chiamato alla segreteria della Federazione provinciale del PCI di Macerata, dove svolge la funzione di organizzatore. Durante questo periodo partecipa a un corso di partito presso la scuola “quadri” comunista alle Frattocchie. Nel 1960 viene eletto consigliere comunale nelle liste del PCI a Potenza Picena, carica che manterrà ininterrottamente per quattro mandati, fino al 1980. Nello stesso anno diviene anche consigliere provinciale, funzione che svolgerà fino al 1970. Nel 1962 è chiamato a dirigere e organizzare la nuova CDL di Civitanova Marche, che opera in una zona molto importante e vasta, comprendente tutte il distretto calzaturiero. Nel 1964 il suo nome compare fra gli enucleandi del Piano Solo, ideato dal generale Giovanni De Lorenzo, il quale, oltre a prevedere l’occupazione, da parte dell’arma dei carabinieri, di prefetture, questure, sedi di partiti, giornali e altri punti di controllo, indica il nome di oltre settecento persone considerate pericolose, da arrestare e trasferire coattivamente a Capo Marrargiu in Sardegna. Manzi è tra i fondatori della sezione ANPI di Macerata, del cui direttivo provinciale e consiglio nazionale fa parte. Muore a Civitanova Marche il 4 agosto 2004.

Documentazione giornalistica:

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Letizia Offidani. Foto di Leonardo Campugiani.

A cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri.

Sabato 17 dicembre 2016 presso il Teatro “Bruno Mugellini” di Potenza Picena si è svolto lo spettacolo musicale “Cammina nel sole”, scritto e diretto da Leonardo Campugiani, voci narranti di Giulia Poeta e Yuri Manzi. Siamo venuti a conoscenza della storia di una donna, Letizia Offidani, madre di Leonardo Campugiani, morta il giorno dopo che l’aveva partorito, cioè il 18 luglio 1950 a San Ginesio, all’età di soli 24 anni. Letizia Offidani è stata la prima fotografa di Porto Potenza Picena, la prima donna del nostro Comune.

Ha svolto la sua attività di fotografa insieme al fratello Adriano (conosciuto per le sue innumerevoli attività imprenditoriali, tra cui la Stylint, l’Italorto e l’Edalit) ed ha operato fino al 1949, quando si è trasferita a San Ginesio con il marito Aurelio Campugiani.

La sua attività fotografica, che all’epoca si chiamava “3P”, è stata poi rilevata dal fotografo Igino Ceccotti e tutte le foto che sono state scattate a Porto Potenza Picena dal dopoguerra fino al 1949 sono opera di Letizia Offidani.

Porto Potenza Picena dovrà annoverare questa donna tra i suoi fotografi storici, insieme ad Igino Ceccotti ed Araldo Polidori.

Aurelio Campugiani. Foto di Leonardo Campugiani.

Ma chi era Letizia Offidani? Nata a Porto Potenza Picena il giorno 9/7/1926 da Agostino, postino locale e da Giulia Giampaoli, casalinga, in Via Marina, ha avuto altri tre fratelli: Adriano, Graziano e Giorgio ed una sorella Rosa. Ha frequentato la scuola locale e si è sposata a Loreto il giorno 2/10/1949 con il maestro elementare Aurelio Campugiani, originario di Sarnano. Dopo il matrimonio, il 29 ottobre 1949, si è trasferita con il marito a San Ginesio, dove nove mesi dopo è nato Leonardo Campugiani, il giorno 17 luglio del 1950. Il giorno dopo, il 18 luglio 1950, è morta Letizia Offidani. Il marito, Aurelio Campugiani, pochi giorni dopo, il 29 luglio 1950, anche lui è morto in conseguenza di una malattia contratta durante la sua prigionia in un campo di concentramento nazista di Kala, dove era rinchiuso come soldato.

Il piccolo Leonardo Campugiani, rimasto orfano di entrambi i genitori nel giro di pochi giorni, è ritornato a Porto Potenza Picena ed è cresciuto insieme ai nonni materni, Agostino Offidani e Giulia Giampaoli, con l’affetto dei suoi zii, Adriano, Graziano, Giorgio e Rosa e di tutti i suoi parenti.

Lo spettacolo di sabato 17 dicembre 2016 presso il nostro teatro ha raccontato la sua vicenda ed è stato molto toccante ed emozionante.

L’iniziativa a ricordo è stata replicata anche a Porto Potenza Picena al cineteatro “Divina Provvidenza” il giorno 10/03/2017. Parte del ricavato delle serate è stato donato all’Istituto Comprensivo “Giacomo Leopardi” di Sarnano, con cui sono stati acquistati due computer portatili.

Nel nostro blog avevamo pubblicato un articolo dedicato ad un’altra donna coraggiosa, ricordata per il suo impegno a favore dei nostri soldati feriti che transitavano presso la nostra stazione ferroviaria durante la seconda guerra mondiale.

Vittoria Germondari Giampaoli, questo è il suo nome, conosciuta come la “mamma” dei soldati, il giorno 11/5/1964 ha ricevuto dalla Croce Rossa Italiana la medaglia d’oro per il suo impegno umanitario.

Il giorno del Matrimonio a Loreto. Da sx Graziano Offidani, Letizia Offidani, Aurelio Campugiani, Rosa Offidani ed Adriano Offidani; in seconda fila da sx Giulia Giampaoli, Giorgio Offidani ed Agostino Offidani. Foto di Leonardo Campugiani.

Questa donna, simbolo dell’impegno civile verso chi soffriva, era la nonna di Letizia Offidani.

In conclusione ci è sembrato doveroso ricordare Letizia Offidani, la prima donna fotografa del nostro comune e la prima fotografa di Porto Potenza Picena, insieme al fratello Adriano e la sua vicenda umana molto toccante. Nello stesso periodo in cui operava Letizia Offidani come fotografa, a Potenza Picena c’era solo un altro fotografo, Secondo Torregiani, detto “Secondo lo ritrattista”.

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a cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri.

Don Oreste Benzi a Potenza Picena. Foto Silvio Menghi.

Don Oreste Benzi, fondatore della comunità “Giovanni XXIII” di Rimini è stato anche a Potenza Picena, invitato dal Gruppo Scout locale, guidato da Paolo Malatini.

L’incontro, molto partecipato, si è tenuto presso la ex chiesa di Santa Caterina d’Alessandria il giorno 25 marzo 2004, alle ore 21,00, sul tema “Il ruolo della famiglia oggi”. L’incontro è stato patrocinato dal Comune di Potenza Picena, rappresentato nell’occasione dall’assessore alla cultura Fabio Sacconi.

Presenti tutti gli scout del gruppo I di Potenza Picena, il parroco della Parrocchia di Santo Stefano e Giacomo, don Carlo Leoni, il suo vice, don Andrea Bezzini, il parroco della parrocchia di Sant’Anna di Porto Potenza Pciena, don Cesare Di Lupidio e don Giovanni Ginevri.

Presente anche il professor Arturo Sardini.

All’incontro con don Oreste Benzi sono stati invitati in particolare gli educatori, i catechisti ed i genitori.

Da sx don Carlo Leoni, don Oreste Benzi e Paolo Malatini. Foto Silvio Menghi.

La struttura della ex chiesa di Santa Caterina d’Alessandria, facente parte del complesso dell’ex Monastero delle Benedettine di Potenza Picena, dopo un lungo lavoro di restauro, è stata inaugurata il giorno 28 novembre 2003 ed oggi ospita la Fototeca Comunale “Bruno Grandinetti”.

Don Oreste Benzi nato a San Clemente (Forlì) il giorno 07/09/1925, ha iniziato a Rimini l’attività della comunità “Giovanni XXIII” ed è morto a Rimini il giorno 02/11/2007.

Il servizio fotografico della serata è stato effettuato da Silvio Menghi di Potenza Picena.

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A cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri.

Dopo il grande successo sia sul nostro blog che presso il sito ilcittadinodirecanati.it, che ringraziamo, del nostro articolo a ricordo di Arnaldo (Nando) Cingolani, il tipografo di Potenza Picena che ci ha lasciato il giorno 30 marzo 2020 presso l’Ospedale di Civitanova marche, d’accordo con la famiglia Cingolani, abbiamo deciso di utilizzare il testo per una pubblicazione da distribuire a tutti coloro che conoscevano Nando, e sono tanti, e che desiderano conservare un suo ricordo.

La pubblicazione, quattro facciate, riporta quasi integralmente il contenuto del nostro articolo, compresa la storia locale dell’industria tipografica, arricchita da 7 foto, le quali ricordano Nando impegnato nella sua tipografia (foto di Sergio Ceccotti e Giuliano Margaretini), Nando durante la visita di una scolaresca della Scuola Media Statale “Marietta Gioia” di Casette d’Ete il giorno 14/03/1989, con il complesso musicale “I Leoni” di Recanati, con la Banda Cittadina di Recanati “Beniamino Gigli” e con la Banda Città di Potenza Picena. Abbiamo anche inserito il sonetto del prof. Arturo Sardini “Profezia” dedicato a lui.

Siamo certi che questa pubblicazione sarà molto gradita ai cittadini di Potenza Picena e a tutti coloro che hanno conosciuto ed apprezzato Nando Cingolani e che lo vogliono degnamente ricordare.

La pubblicazione si può richiedere presso la Tipografia Cingolani, oppure al sig. Mario Romagnoli, Presidente della Banda Città di Potenza Picena. 

Documento allegato:

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Presentazione di Simona Ciasca e Paolo Onofri

M° Edgardo Latini

Cento anni fa, il giorno 14 giugno 1920, nasceva a Morrovalle il M° Edgardo Latini, figlio di Giuseppe e di Maria Morelli.

Dal 1947, chiamato dal Sindaco di Potenza Picena Antonio Carestia e fino al 1999, anno della sua morte, ha diretto la Banda Città di Potenza Picena. Il giorno 13/04/1953 si è sposato con la signora Giuliana Clementoni di Potenza Picena e dal loro matrimonio sono nati Fabrizio, Stefania e Lorella.

Oltre che Direttore della Banda Città di Potenza Picena, è stato anche Presidente della Pro Loco di Potenza Picena, dal 1955 fino al 1965. Ha partecipato nel 1959, nei giorni di 11 – 12 e 13 luglio in Ancona, all’ ”VIII Festival Adriatico della canzone”, arrivando secondo con la canzone “Con tutta l’anima”, dove il testo è di Franco Gambini di Potenza Picena e la musica di Edgardo Latini. La canzone doveva essere cantata da Corrado Lojacono, poi è stata cantata da Adriano Celentano.

Quell’anno ha vinto il “Festival Adriatico della canzone” la canzone “Il tuo bacio è come il rock”, scritta da Piero Vigorelli, musica di Adriano Celentano, cantata dallo stesso Adriano Celentano.

Il Comune di Potenza Picena, con delibera di Giunta Comunale n. 111 del 13/05/2009, Sindaco Sergio Paolucci, ha dedicato al M° Edgardo Latini il Belvedere del Parco del Colle Bianco, quartiere dove abitava.

La richiesta di intitolazione del Belvedere è stata avanzata da un gruppo di cittadini del quartiere del Colle Bianco in data 18/04/2009 ed accolta dal nostro Comune.

Una delle sue nipoti, Cecilia Latini, figlia di Fabrizio e di Stefania Pesci, dirigente e componente la Banda Città di Potenza Picena, dove suona il clarinetto, ci ha lasciato un suo ricordo biografico del nonno Edgardo, che noi pubblichiamo integralmente.

Testo di Cecilia Latini.

Edgardo Latini nacque a Morrovalle il 14 giugno del 1920, lì visse fino all’ età di quattordici anni, quando ottenne una borsa di studio. Grazie a quest’ ultima partì per Roma, per andare a frequentare l’accademia di S. Cecilia. Negli anni 1937/38/39 superò esami su materie complementari (cultura militare: 8/10; educazione fisica: 7/10; teoria solfeggio e dettato musicale: 8/10; cultura musicale generale: 9/10; storia ed estetica musicale: 8/10; materie letterarie: 6/10) fino ad ottenere il diploma di TROMBA nell’ A.S. 1939/40 con 8,5/10.

Il M° Edgardo Latini

Giunto quasi al termine dei suoi studi venne chiamato alle armi. Solo dopo la fine della seconda guerra mondiale poté riprendere i suoi studi, ma non più a Roma, bensì a Pesaro; lì si diplomò in STRUMENTAZIONE PER BANDA nel 1946, dopo aver superato altri esami di materie complementari. Nel 1947 appena terminati gli studi, avendo ottenuto I’abilitazione d’insegnamento di musica e canto, venne chiamato per I’insegnamento da vari comuni tra i quali quello di Potenza Picena. Il maestro Latini accettò la proposta del sindaco di P. Picena che gli chiese di insegnare a giovani ed adulti l’arte della musica attraverso la sua conoscenza di molteplici strumenti musicali. Andò poi ad insegnare in molte altre città come Pioraco e Civitanova Marche.

La Banda Cittadina scalinata di Via Trento 1953

Diventato poi presidente della pro-loco di Potenza Picena, creò la scuola di musica per ragazzi, I’ orchestra, aiutò la ricostituzione della Schola Cantorum con la quale accompagnava puntualmente le celebrazioni religiose e riformò la banda cittadina. Riportò poi alla luce il tradizionale “Palio del Grappolo d’ Oro”, che in precedenza era stato rimosso. Grazie alle sue numerosissime composizioni vinse medaglie ed attestati e, proprio grazie alle sue canzoni, vinse in Ancona il festival dei bambini. In seguito partecipò al Festival degli Adulti dove però arrivò secondo, poiché la sua canzone fu battuta da Adriano Celentano.

Continuò poi le sue attività a Potenza Picena, dove morì il 12 Dicembre del 1999.

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Documenti allegati:

  • banda cittadina ricostruzione.pdf – Pubblicazione curata dal M° Edgardo Latini in occasione del 50° Anniversario della Ricostituzione della Banda “Città di Potenza Picena” (1947-1997)

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