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Archive for the ‘Personaggi’ Category

a cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri

don andrea

don Andrea Bezzini

Don Andrea Bezzini il giorno 8 ottobre 2017 ha lasciato definitivamente la Parrocchia dei Santi Stefano e Giacomo di Potenza Picena per assumere l’incarico di parroco della Parrocchia di San Lorenzo Martire a Montecosaro.
Il nostro blog saluta con grande affetto e riconoscenza don Andrea Bezzini, che era giunto nella nostra città nel lontano 2001, come collaboratore di don Carlo Leoni.
Dal 2007, dopo l’incidente occorso a don Carlo del 20 dicembre 2006, aveva assunto l’incarico di parroco della Parrocchia dei Santi Stefano e Giacomo.
Il suo carattere, “nordico” (viene da Bozzolo, in Provincia di Mantova, dove è nato il giorno 10/7/1975), non gli ha impedito con il tempo di essere apprezzato dall’intera comunità di Potenza Picena. Con la sua straordinaria preparazione religiosa e culturale, con il tempo a contatto con la nostra realtà semplice e contadina un pò è cambiato, ed ha “amato” il suo “gregge” ed è stato amato da tutti, anche da coloro che non sono praticanti.
Don Andrea lascia alla nostra comunità un grande patrimonio da gestire, nel contesto della Parrocchia. Dopo il terremoto del giorno 30 Ottobre 2016, ha voluto portare a termine il lavori sia per la riapertura al culto della Collegiata di Santo Stefano, avvenuta il giorno 22 Aprile 2017, quelli per la Chiesa della Madonna della Neve, che verrà riaperta al culto il 10/10/2017. Il giorno 25 Giugno 2017 è stato inaugurato il nuovo Oratorio “Carlo Acutis” e la casa parrocchiale, un’opera veramente straordinaria e duratura, fondamentale per i giovani di Potenza Picena.

p. Michele Ardò

p. Michele Ardò

Diverse volte don Andrea ha potuto utilizzare il nostro blog per alcuni suoi interventi. Fin dall’inizio della nostra esperienza lui ha apprezzato il nostro lavoro di ricerca storica e ci ha sempre seguito ed incoraggiato. Tramite il Foglio di Collegamento Parrocchiale ha contribuito a far conoscere le nostre iniziative.
In futuro anche da Montecosaro potrà sempre utilizzare il nostro blog, se lo vorrà e siamo sicuri che continuerà a starci vicino.
Ci mancherà la sua presenza, la sua preparazione religiosa e culturale, la sua grande umanità.
Don Andrea ciao di cuore ed auguri per il suo nuovo ministero nella città di Montecosaro.

Il nuovo parrocco di Potenza Picena, dopo la rinuncia di p. Paolo Guerrini, sarà p. Michele Ardò proveniente da Terni ed originario di Manfredonia, di anni 52. Vice parroco, p. Lorenzo Turchi, nostro concittadino, di anni 39, tutti e due frati minori. Auguri per il nuovo ministero di Potenza Picena.

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a cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri

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Arch. Eusebio Petetti

Il giorno 6 Maggio del 1957 moriva in Ancona l’architetto Eusebio Angelo Petetti. Nato a Potenza Picena il giorno 23 Novembre del 1882 nella casa di Corso Vittorio Emanuele II n° 340 dal maestro Raffaele Petetti e dalla sig.ra Vincenza Magner, primo di 8 figli, dopo aver frequentato le Scuole locali con ottimi risultati, classificandosi tra i premiati nell’anno scolastico 1889-90, è entrato nel Seminario di Fermo diventando Sacerdote. Nel 1916 risulta addirittura coauditore del parroco di Sant’Anna a Porto Potenza Picena don Silvio Spinaci.
Dopo aver lasciato l’abito religioso il 14 aprile del 1923 si sposa in Ancona con la sig.ra Isola Falaschini, da cui avrà tre figli, Raul, Lionello ed Anna Maria. Si laurea in architettura all’Università di Urbino con il prof. Luigi Garlatti Venturini ed inizia la sua attività professionale nelle Marche.
Tra i suoi primi progetti si ricordano la Cappella funeraria delle monache Clarisse a Potenza Picena nel 1919, il restauro della Chiesa Santa Maria in Monte a Monte S. Giusto, la costruzione della chiesa di Sant’Anna e la casa parrocchiale a Porto Potenza Picena nel 1926, l’ampliamento della della casa parrocchiale di Colbuccaro nel 1925 e la costruzione della casa parrocchiale ed il restauro e costruzione della chiesa prepositurale di Corridonia nel 1926, la ricostruzione della chiesa e casa parrocchiale di Villa Crocette a Castelfidardo. Edicole funerarie private in Ancona e Pergola.
Chiesa di S. AnnaIl progetto per l’ampliamento della Regia Scuola Industriale di Ancona, il progetto per la Galleria e primo tratto della zona Astagno di Ancona, il Parco della Rimembranza di Montemarciano.
In Ancona inoltre nel 1938 progettò il Palazzo del Mutilato in Corso Stamira. Per il Capoluogo egli progettò negli anni Trenta la sistemazione della zona Traianea e l’isolamento di Porta Pia.
Insieme agli architetti Biscaccianti e Castelli presentò il Piano Regolatore per la città di Ancona e collaborò al progetto di completamento di Corso Stamira. Nella chiesa di San Domenico disegnò la Cappella votiva che ospita tuttora la Pietà dello scultore Sanzio Blasi e partecipò al concorso per il monumento ai caduti da erigersi al Passetto, poi vinto dall’architetto Guido Cirilli. E’ stato Presidente Regionale dell’ordine degli architetti.
A Potenza Picena nel 1936 è intervenuto sulla Chiesa di San Girio trasformandola a tre navate, rifacendo la facciata ed il campanile e successivamente nel 1943 progettò la nuova facciata della chiesa di San Giacomo Maggiore a Galiziano con il parroco don Gustavo Spalvieri. La sua passione per l’arte lo portò a scrivere tre libri di storia dell’arte, mai pubblicati, nonché articoli di argomento artistico per il “Messaggero”, il “Corriere Adriatico” e la Rivista “Natura ed arte”. Inoltre, membro dell’Accolta dei Trenta, per moli anni tenne conferenze sui temi artistici.
Insegnò disegno presso varie scuole della città dorica e svolse nel periodo del 1938-1940 anche la sua attività di insegnante a favore dei ragazzi di religione ebraica che, a causa delle leggi razziali, erano stati allontanati dalle scuole pubbliche.

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Ancona – Palazzo del Mutilato 1938

La casa dove lui è nato nel 1882 in Corso Vittorio Emanuele II n° 340 a Potenza Picena, negli anni Venti del Novecento è stata ricostruita su suo progetto in stile liberty ed ancora oggi, dopo quasi un secolo, fa bella figura nel contesto del nostro centro storico. Sul portone di ingresso ci sono ancora le iniziali del padre, il maestro Raffaele Petetti, morto il giorno 4 Maggio del 1929.

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Interno teatro "B. Mugellini" anni 60 -  foto Bruno Grandinetti

Interno teatro “B. Mugellini” anni 60 – foto Bruno Grandinetti

a cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri
Il giorno 12 Giugno del 1856 si sono riuniti nel Palazzo Comunale di Monte Santo un gruppo di cittadini con l’intenzione di voler costruire a loro spese il nuovo Teatro della città.
Erano in 20 e tra di loro troviamo sia i nobili della nostra città, come i conti Buonaccorsi, i Compagnoni Marefoschi, i Carradori, che esponenti di note famiglie facoltose e benestanti del luogo come Solfanelli (poi Solanelli), i fratelli Gasparrini, Fioretti, Bocci, Zannini, Canepini, Bravi, Canaletti, Pierandrei, Anfolzi, Paolucci e Cori.
L’elenco completo dei 20 fondatori del nostro Teatro, che costituivano la Società Teatrale, era il seguente:
1 – Compagnoni Marefoschi conte Camillo, possidente e nobile.
2 – Buonaccorsi conte Filippo, possidente e nobile.
3 – Carradori conte Osvaldo, possidente e nobile.
4 – Gasparrini Luigi, possidente.
5 – Gasparrini Achille, possidente.
6 – Fioretti Zefferino, possidente e Priore comunale.
7 – Cori Crisippo, possidente.
8 – Bocci Pietro, possidente e negoziante.
9 – Zannini Francesco, Segretario Comunale.
10 – Canepini Alessandro, possidente.
11 – Bravi dott. Silvestro, dottore in legge.
12 – Carradori conte Alesssandro, possidente e nobile.
13 – Solfanelli Gaetano, possidente e poi Console.
14 – Gasparrini Arezio, possidente.
15 – Pierandrei Pio, farmacista.
16 – Anfolzi Napoleone, farmacista.
17 – Canaletti Fortunato, Agente rurale dei Buonaccorsi.
18 – Paolucci Ercole, possidente poi notaio.
19 – Buonaccorsi conte Flavio, possidente e nobile.
20 – Marefoschi conte Giulio, possidente e nobile.

Console Generale Gaetano Solanelli

Console Gaetano Solanelli

I palchi del nuovo Teatro spettavano agli azionisti elencati, che venivano sorteggiati ogni anno, uno al nostro Comune, che aveva messo a disposizione il locale e uno alla Deputazione Teatrale.
Il giorno 10 giugno del 1858 è subentrato come azionista a Luigi Gasparrini il sig. Antonio Cardinali, possidente, mentre nel 1861 il cav. Gaetano Monti al posto di Zannini Francesco.
Il Teatro è stato progettato dall’ingegnere di Recanati Giuseppe Brandoni, mentre le decorazioni sono state effettuate dal pittore di Morrovalle Filippo Persiani. Il quadro in tela del plafone dedicato all’Italia è stato dipinto dal pittore di Roma Ignazio Tirinelli. Il sipario è stato acquistato già fatto dal Seminario di Macerata.
Il collaudo del Teatro è stato effettuato dall’ingegnere David Bocci, del Porto di Recanati, l’ingegnere della Battaglia di Castelfidardo, fratello di uno degli azionisti del nuovo Teatro, Pietro Bocci.

Ing. Davide Bocci

Ing. Davide Bocci

Il Teatro è stato inaugurato il giorno 27 Dicembre del 1862 con l’opera drammatica “Il più brutto uomo dell’Inghilterra, ovvero Glocester il crudele soprannominato cuore di volpe” dato dalla Compagnia del capocomico Demetrio Mugnaini.
Il 28 ottobre del 1933 è stato intitolato al maestro Bruno Mugellini, nato a Potenza Picena il giorno 24 Dicembre del 1871 e morto a Bologna il giorno 15 Gennaio del 1912.

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a cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri

Fabio Quarchioni

Fabio Quarchioni

Nei giorni 22 e 23 Novembre del 1997, cioè venti anni fa, si è svolto a Potenza Picena presso il Teatro “Bruno Mugeilini”, il XXXIII Convegno di Studi Storici Maceratesi. Era la prima volta che Potenza Picena veniva scelta dall’Associazione e tutto questo grazie all’impegno del dott. Roberto Domenichini.
Uno dei più interessanti interventi nel Convegno è stato sicuramente quello di Fabio Quarchioni e Paolo Peretti sul tema “Contributo per una storia della musica a Potenza Picena (già Monte Santo)”.
Nell’ambito del Convegno ci sono stati altri interventi che riguardavano Potenza Picena, tra cui quello del dott. Roberto Domenichini “Aspetti della società e dell’economia santese nel tardo Trecento”, di Gessica Zallocco “Il Monte di Pietà santese nei sec. XVI-XVII”, di Sabrina Grandinetti “Le case coloniche e poderi a Monte Santo tra Settecento ed Ottocento”, di Carlo Pongetti “L’Emigrazione transoceanica dal maceratese: il caso di Potenza Picena”. In quella straordinaria occasione per Potenza Picena, abbiamo avuto la possibilità di conoscere i migliori studiosi delle Marche, tra cui Fabio Quarchioni, organologo, che insieme al prof. Paolo Peretti ha analizzato la storia di Monte Santo per quanto riguarda la musica, le sue istituzioni, i personaggi e gli strumenti, cioè gli organi antichi di cui Quarchioni era uno dei massimi esperti in campo regionale.

 

Organo da sala Giovanni Fedeli del 1757. Foto Sergio Ceccotti.

Organo da sala Giovanni Fedeli del 1757. Foto Sergio Ceccotti.

Grazie a lui e a Paolo Peretti è stato valorizzato l’organo da “sala” della chiesa di Sant’Agostino, fino a quel momento un anonimo strumento, e sempre loro hanno trovato, dietro alla canna centrale dell’organo, la firma del costruttore, cioè Giovanni Fedeli della Rocchetta di Camerino, e l’anno di costruzione, cioè il 1757. Da quel momento l’anonimo organo di Sant’Agostino è diventato importantissimo nel panorama marchigiano ed italiano, uno dei pochi organi da sala arrivato fino a noi. Nei 2007, il giorno 8 dicembre, è stato inaugurato ufficialmente dopo un lungo restauro effettuato da Michel Formentelli di Camerino.
Fabio Quarchioni e Paolo Peretti nel loro intervento al Convegno hanno approfondito la conoscenza sia della nostra Banda Cittadina che della Corale Santo Stefano, degli altri organi presenti oggi nella nostra realtà, come quello dei F.lli Bazzani della Collegiata di Santo Stefano del 1848, lo Zeno Fedeli degli inizi del Novecento dei Frati Minori ed il Morettini degli inizi del Novecento della chiesa di San Giacomo Maggiore a Galiziano; hanno approfondito lo studio dei musicisti santesi, tra cui padre Antonio Maria Costantini, padre Gaetano Filppetti, Francesco Quadrini, Alessandro Rinaldelli, don Gabriele Giuseppe Giorgini, padre Valentino Mataloni, don Giovanni Battista Boni, Arturo e Flavio Clementoni.
Fabio Quarchioni per conto dell’Associazione Marchigiana Organistica ha contribuito al censimento regionale di tutti gli organi delle Marche.

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 Contributo per una storia della musica a Potenza Picena

Fabio Quarchioni, psichiatra, è morto a Macerata il giorno 27 Giugno 2017, dopo una lunga malattia. Lascia la moglie Luciana Polverini, medico di base e la figlia Enrica, studentessa universitaria. La nostra comunità ringrazia Fabio Quarchioni per aver dato un notevole contributo nello studio della storia musicale di Monte Santo, delle sue istituzioni, dei musicisti e degli strumenti, gli organi antichi.
Proponiamo agli Amici della Musica di Potenza Picena di organizzare un concerto d’organo dedicato a Fabio Quarchioni presso l’Auditorium “Ferdinando Scarfiotti”, quando verrà riaperto.

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a cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri

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Pio IX

L’unico Papa che dalle fonti del nostro Archivio Storico risulta essersi fermato nella nostra città è Pio IX, al secolo Giovanni Mastai Ferretti marchigiano di Senigallia, che il giorno 16 Maggio del 1857 in un suo trasferimento da Loreto a Fermo volle far tappa anche nella nostra città.
In quell’occasione fu solennemente accolto dalle autorità locali e dalla popolazione nell’area del Castello del Porto di Monte Santo, dove oggi si trova solo la Torre e la chiesa di Sant’Anna.
Di questo straordinario avvenimento, ne parla molto ampiamente Mons. Giovanni Cotognini nella sua storia dell’Insigne Collegiata di Santo Stefano del 1951, che noi abbiamo pubblicato integralmente sul nostro blog.
In quella occasione Papa Pio IX si è seduto su una meravigliosa poltrona oggi conservata all’interno del Monastero di San Sisto delle Benedettine, dove si trova anche la papalina del Pontefice.
Il Pontefice Pio IX nel 1874 donò alla Collegiata di Santo Stefano un bellissimo ostensorio grazie all’interessamento del Vescovo santese Eusebio Magner.
Il nostro Comune, per poter ricordare questo straordinario avvenimento, aveva commissionato all’ingegnere Giuseppe Brandoni di Recanati, lo stesso che aveva progettato il nostro Teatro Condominiale, oggi comunale “Bruno Mugellini”, l’esecuzione di un monumento da collocarsi nell’area del castello del Porto di Monte Santo, con una lapide dove era inciso un testo in latino che ricordasse l’avvenimento della visita del Pontefice.

Trono papale

Trono papale

Questo ambizioso progetto non si è potuto concretizzare, all’inizio per mancanza di fondi, poi per il sopraggiungere degli avvenimenti politici che hanno portato all’Unità d’Italia il giorno 17 Marzo del 1861. Nel nostro ricchissimo archivio storico comunale abbiamo comunque ritrovato il testo della lapide che doveva essere collocata sul monumento progettato dall’ingegnere Brandoni.
Questo testo, con la relativa traduzione in italiano, potrebbe essere oggi collocato in una targa da inserire nell’area di Piazza Marotta per ricordare in maniera perenne a tutti la visita al Porto di Monte Santo del Pontefice Pio IX, che risale a 160 anni fa oppure, tenuto conto della difficoltà di traduzione del testo in latino, potrebbe essere apposta una semplice targa che ricordi la visita di Pio IX al Porto di Monte Santo il giorno 16 Maggio del 1857.

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a cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri

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Gabriela Sabatini

Potenza Picena il giorno Sabato 27 Maggio 2017, presso l’Oratorio Parrocchiale “Don Bosco” di Porto Potenza Picena, ha voluto conferire la cittadinanza onoraria della nostra città a due personaggi che si sono distinti in campi diversi.
Si tratta di Assunta Legnante, sportiva, medaglia d’oro paralimpica a Rio De Janeiro nel 2016 nel lancio del peso, e di don Cesare Di Lupidio, già parroco di Sant’Anna a Porto Potenza Picena,in occasione dei suoi 50 anni di Sacerdozio.
Dopo questa cerimonia abbiamo voluto fare una ricerca storica per ricordare tutti coloro che nel corso gli anni hanno ricevuto la cittadinanza onoraria della nostra città.
Abbiamo fatto approfondite ricerche sia presso il nostro Archivio Storico comunale che presso gli uffici competenti. Cogliamo l’occasione per ringraziare per la fattiva collaborazione la dott.ssa Francesca Baiocco.
La prima cittadinanza onoraria addirittura risale al 1924, conferita il giorno 31 Agosto. In quella occasione il Consiglio Comunale, Sindaco l’avvocato Paolo Scarfiotti, padre dello scenografo Ferdinando Scarfiotti premio Oscar nel 1988 per il film di Bernardo Bertolucci “L’ultimo Imperatore”, conferì la cittadinanza onoraria addirittura a S.E. Benito Mussolini.
La seconda cittadinaza onoraria arriva dopo molti anni, nel 1956, il giorno 19 Febbraio Sindaco il prof. Lionello Bianchini e l’ha ricevuta il maestro padre Pietro Carlucci, frate Minore, in occasione dei suoi 50 anni di Sacerdozio.
Il giorno 4 Maggio del 1957 è toccato all’industriale della ceramica Comm. Eugenio

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Il Cardinale Adam Kozlowiecki (1/4/1911 – 28/9/2007) biblioteca Comunale Carlo Cennerelli Campana.

Quaglia, Presidente della Societa Ceramica Adriatica di Porto Potenza Picena, sempre Sindaco il prof. Lionello Bianchini.
Nel 1974, il giorno 21 Febbraio, Sindaco il prof. Gabriele Nocelli è la volta di Mons. Adam Kozlowiecki, dal 1969 Vescono ausiliario di Potenza Picena poi nel 1998 il giorno 12 Febbraio nominato da Giovanni Paolo II Cardinale.
Nel 1999, il giorno 9 Agosto è toccato al baritono Renato Bruson,Sindaco Mario Morgoni.
La prima donna che ha ricevuto la cittadinanza onoraria di Potenza Picena è stata la tennista internazionale argentina Gabriela Sabatini, il cui bisnonno David era di Potenza Picena e l’ha ri-cevuta il giorno 23/5/2003 presso il Teatro “Bruno Mugellini”, sempre Sindaco Mario Morgoni.
Il Sindaco Sergio Paolucci ha conferito con atto di Giunta Comunale n° 112 del 23/5/2009 la cittadinanza onoraria in una unica giornata a tre personalità, ai coniugi Matilde Cassano ed Antonello Rosali ed al prof. Luigi Miti. Nella stessa giornata è stata anche conferita la cittadinanza benemerita all’attore Raffaele Curi.
L’attuale Sindaco Francesco Acquaroli ha conferito la cittadinanza onoraria a tutt’oggi a tre personalità.
Il primo è stato don Vincenzo Galiè il giorno 29 Luglio 2015 presso l’Auditorium “Ferdinando Scarfiotti”, mentre gli ultimi due, come abbiamo accennato all’inizio, sono stati il giorno 27 Maggio 2017, Assunta Legnante e don Cesare Di Lupidio.

padre Pietro Carlucci, foto ASCPP.

padre Pietro Carlucci, foto ASCPP.

Abbiamo voluto fare questa ricerca storica sulle cittadinanze onorarie conferite dal nostro Comune fino ad oggi per colmare una lacuna e per ricordare tutti coloro che possono vantare questo titolo, dalla prima del 1924 fino alle ultime del 27/5/2017. È un modo per non perdere la memoria storica di questi personaggi. Dopo questo lavoro di ricerca storica ci si augura che il nostro Comune utilizzi queste informazioni ed istituisca ufficialmente 1’albo dei Cittadini Onorari di Potenza Picena, rendendolo pubblico presso il Palazzo Comunale.

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a cura di Emilio Zamboni

Raffaele Attilio Amedeo Schipa

Raffaele Attilio Amedeo Schipa

Cantante e compositore italiano, nato il 2 di gennaio del 1888 nella città di Lecce, capoluogo della provincia del medesimo nome nella Regione Puglia, che, insieme alle province di Bari, Foggia, Brindisi e Taranto, forma il tallone dello stivale peninsulare italiano.
Il nostro artista fece tredici viaggi nella Repubblica Argentina, dove rappresentò il classico repertorio lirico internazionale ed altro ancora.
Nel suo primo viaggio in Argentina, nell’anno 1913, cantò per la stagione del Teatro Colón nell’opera “La Sonnambula” di Bellini; questo accadeva il 16 giugno; tre giorni dopo cantò l’opera “Mignon” di Thomas, e dopo, il 10 luglio, “La Traviata” di Verdi. Il 31 di agosto nel Teatro Ópera di Rosario tornò a rappresentare l’opera “La Sonnambula”.
Questa intensa attività non gli impedì di comporre un tango di autentico sapore creolo “El Coquetón”, la cui copertina riproduciamo grazie alla gentilezza dello studioso signor Francisco Armentano. Esiste un’incisione non professionale di quest’opera realizzata dalla concertista di pianoforte Signora Silvia Keserbaun.

La maggior parte delle volte cantò al Teatro Colón; tenne anche concerti e recite nei teatri Coliseo e Politeama; alle radio El Mundo, Belgrano y Excelsior; Politeama Argentino de La Plata, Ateneo Popular Esteban Echeverría de San Fernando; nel resto del paese esibì la sua arte cantando nei teatri dell’ Opera e Odeon di Rosario, Rivera Indarte di Córdoba, Odeon e Alberdi di Tucumán, Cóndor di Mendoza e San Rafael.

Per una curiosa coincidenza il nostro paese, Argentina, fu il primo (1913) e l’ultimo (1954) dove Schipa cantò opere fuori d’Italia. In questo ultimo anno svolse un’intensa attività: cantò nell’ Anfiteatro Eva Perón del Parque Centenario, proponendo tre diverse opere in diciotto giorni, due volte ciascuna: Lucia di Lamermoor, il 20 gennaio e il 6 febbraio 1954; Elisir d’Amore, il 24 gennaio e il 2 febbraio; La Traviata il 29 e il 31 di gennaio. Dopo furono tutti recital: nella Penitenciaría Nacional il 13 febbraio del 1954; il 18 febbraio dello stesso anno riunì 100.000 persone nelle Avenidas 9 de Julio e Belgrano, accompagnato dall’Orchestra Municipale. Il 13 marzo cantò nel 1º Festival Internazionale di Cinematografia che si tenne nella Rambla di Mar del Plata, all’aperto e, di seguito, concluse i suoi recital nel Teatro Colón, a San Rafael, Mendoza, San Juan e Tucumán.

Questo singolare artista amò il nostro paese e la nostra musica, specialmente il tango; non solamente lo cantò, ma compose anche dei tanghi. Riportiamo una frase tratta da uno dei suoi dischi pubblicati in Argentina. Sulla copertina si dice:
«Tito Schipa cessò di esser straniero nello stesso istante che calpestò la nostra terra, poco bastò per ambientarsi e percepire così il tango nella sua essenza primordiale, e immediatamente si sentì coinvolto dall’ispirazione dei suoi creatori.»
Un altro tango di sua composizione chiamato “El Gaucho” lo incise a New York l’11 settembre del 1928 e, nell’anno 1932, nella sua partecipazione come attore al film “Tres Hombres en Frac”, torna a ricordarsi del tango e compone e canta “Esperanza”. Inoltre compose i seguenti tanghi: “Ojos lindos y mentirosos”, 1921, “El Pampero”, 1937, “Surriento”, 1953.

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Il primo tango“El Coquetòn”1913

Durante le visite che Tito Schipa fece nel nostro paese, negli anni 1930, 1931 e 1934, oltre a svolgere intense stagioni liriche, lasciò incisi sei tanghi classici che furono accolti con favore dal pubblico degli appassionati: “La Cumparsita”, “Confesión”, “Dónde estás corazón”, “Tinieblas”, “Dímelo al oído” e “Vida mía”. Inoltre incise, nel 1931, un’aria dell’opera “El Matrero” di Felipe Boero. Queste incisioni, registrate presso la R.C.A.-Victor furono accompagnate dalla Típica Victor e le orchestre di Francisco Lomuto e Osvaldo Fresedo.
In un catalogo apparso nel 1931 troviamo una nota sull’artista, che riportiamo testualmente, ritenendo che il giudizio artistico dei suoi contemporanei rappresenti un degno epilogo per chiudere queste note:
«Tito Schipa è senza dubbio il tenore più popolare in tutta l’América Latina, e i suoi dischi, cantati in castigliano, figurano tra quelli prediletti da ogni categoria di pubblico, grazie alla sua chiara dizione e alla fedele interpretazione che egli sa dare alle romanze popolari.»
Raffaele Attilio Amedeo Schipa morì a New York il 16 dicembre del 1965, lasciandoci la sua arte incomparabile nella sua doppia condizione di interprete di musica universale e nazionale.

Traduzione: Gianfranco Morgoni


 TITO SCHIPA Y EL TANGO

editado por Emilio Zamboni

schipaRaffaele Attilio Amedeo Schipa (Tito Schipa), cantante y compositor italiano, nacido el 2 de enero de 1888 en la ciudad de Lecce, capital de la provincia del mismo nombre en la Región de Puglia que, junto a las provincias de Bari, Barletta- Andria-Trani, Brindisi, Foggia, Lecce e Taranto, forman el talón de la bota peninsular.
Nuestro artista realizó trece viajes a la República Argentina, donde representó el clásico repertorio lírico internacional y algo más.
En su primer viaje a la Argentina, año 1913, cantó en la temporada del Teatro Colón ofreciendo la ópera La Sonámbula de Bellini, esto ocurrió el 16 de junio; tres días más tarde cantó la ópera Mignon de Thomas, y luego, el 10 de julio, La Traviata de Verdi. El 31 de agosto en el Teatro Ópera de Rosario volvió a representar la ópera La Sonámbula.

Esta intensa actividad no le impidió componer un tango con auténtico sabor criollo “El Coquetón”, cuya carátula reproducimos gracias a la gentileza del estudioso señor. Francisco Armentano. Existe una grabación no profesional de esta obra realizada por la concertista de piano Sra. Silvia Keserbaun
La mayor parte de las veces actuó en el Teatro Colón; también lo hizo en los teatros Coliseo y Politeama; radios El Mundo, Belgrano y Excelsior; Politeama Argentino de La Plata; Ateneo Popular Esteban Echeverría de San Fernando; en el interior del país desarrolló su arte actuando en los teatros de la Ópera y Odeón de Rosario; Rivera Indarte de Córdoba; Odeón y Alberdi de Tucumán; Cóndor de Mendoza y San Rafael.

Por rara coincidencia nuestro país fue el primero (1913) y el último (1954) donde Schipa cantó óperas fuera de Italia. En este último año desarrolló una intensa actividad: actuó en el Anfiteatro Eva Perón del Parque Centenario, ofreciendo tres óperas distintas en dieciocho días, dos veces cada una: Lucia de Lamermoor, el 20 de enero y el 6 de febrero de 1954; Elixir de Amor, el 24 de enero y el 2 de febrero; La Traviata el 29 y el 31 de enero. Luego fueron todos recitales: en la Penitenciaría Nacional el 13 de febrero de 1954; el 18 de febrero de ese mismo año reunió 100.000 personas en las avenidas 9 de Julio y Belgrano, acompañado por la Orquesta Municipal. El 13 de marzo actuó en el 1º Festival Internacional de Cinematografía que se llevó a cabo en la Rambla de Mar del Plata, al aire libre y a continuación, concluyó sus recitales en el Teatro Colón, en San Rafael, Mendoza, San Juan y Tucumán.

Este singular artista amó a nuestro país y a nuestra música, especialmente al tango; no solamente lo cantó, además compuso tangos. Reproducimos una frase tomada de uno de sus discos editados en la Argentina. En la caja dice:

«Tito Schipa dejó de ser extranjero en el mismo instante que pisó nuestra tierra y, poco necesitó para acriollarse y así sentir el tango tal como este había sido concebido e inmediatamente se sintió hechizado por la inspiración de sus creadores.»

cop-spartito-el-coqueton-tito-schipa-1913-coll-ing-gianni-carluccio-copyrightAdemás del tango “El Coquetón” que compuso, realizó otras composiciones, por ejemplo: “El Gaucho” tango que grabó en Nueva York el 11 de setiembre de 1928 y, en el año 1932, en su incursión como actor de cine en el Film “Tres Hombres en Frac”, vuelve a recordar el tango y compone y canta el tango: “Esperanza”. También compone los tangos “Ojos lindos y mentirosos”, en 1921, “EPampero”, en 1937 y “Surriento” en 1953.
En las visitas que realizó Schipa a nuestro país, años 1930,1931 y1934, además de desarrollar intensas temporadas líricas, dejo grabados seis tangos clásicos que fueron aceptados con beneplácito por la grey tanguera: “La Cumparsita”, “Confesión”, “Dónde estás corazón”, “Tinieblas”, “Dímelo al oído” y “Vida mía”. También grabó, en 1931, un aria de la ópera El Matrero de Felipe Boero. Estas grabaciones registradas en la R.C.A.-Victor fueron acompañadas por la Típica Victor y las orquestas de Francisco Lomuto y Osvaldo Fresedo.
En un catálogo aparecido en el año 1931 encontramos un comentario sobre el artista, y lo transcribimos, considerando que el juicio artístico de sus contemporáneos es un digno broche para cerrar esta nota:
Tito Schipa es sin duda el tenor más popular en toda América Latina, y sus discos, cantados en castellano, figuran entre los predilectos de todos los públicos debido a su clara dicción y a la fiel interpretación que sabe dar a las romanzas populares.»
Raffaele Attilio Amadeo Schipa falleció en Nueva York el 16 de diciembre de 1965, dejándonos su arte incomparable en su doble condición de intérprete de música universal y nacional.

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