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Archive for the ‘Personaggi’ Category

A cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri.

Giovanni Colocci Foto Ezio Manzi

Il giorno 25 gennaio 1911, cioè 110 anni fa, è morto a Potenza Picena Giovanni Colocci, fondatore e benefattore della Società Operaia di Mutuo Soccorso “Speranza”, costituita a Porto Potenza Picena il giorno 9 giugno 1907. Quel giorno Giovanni Colocci, insieme ad altri 45 soci, ha fondato nella città rivierasca la Società Operaia di Mutuo Soccorso “Speranza”, che andava ad aggiungersi ad altre Società Operaie presenti nel territorio comunale. Infatti nel capoluogo erano già funzionanti la Società Operaia e la Società Artigiana di Mutuo Soccorso, le quali il giorno 26 giugno 1914 si sono unite per formare insieme alla Società Cittadina, la nuova “Società Cittadina, operaia ed artigiana di Mutuo Soccorso, Gabinetto di lettura”, Presidente il farmacista Ezio Mengoni. Inoltre in quel periodo nel capoluogo era anche presente la Società Operaia San Giuseppe, organizzazione cattolica, nata nel contesto della Parrocchia di Santo Stefano.

Nel 1935 a Buenos Aires, in Argentina, i nostri concittadini emigrati in quella lontana terra del sud America hanno fondato la Società Potentina di Mutuo Soccorso, il cui primo Presidente è stato Domenico Giampaoli.

La prima iniziativa della Società Operaia di Mutuo Soccorso “Speranza” è stata l’organizzazione della Festa di Sant’Anna del 28 luglio 1907, con la relativa fiera del bestiame, da poco istituita.

Giovanni Colocci, possidente, era nato a Jesi nel 1848, da Luciano, anche lui possidente e da Maria Santini e si trovava a Porto Potenza Picena fin dalla fine dell’Ottocento, dove aveva fatto costruire di fronte alla stazione ferroviaria il suo palazzo, chiamato da tutti popolarmente “il palazzone”. Risultava inoltre proprietario anche di un altro palazzo, posto sempre di fronte alla stazione ferroviaria.

Non si era sposato ed aveva a Porto Potenza Picena una sorella, Anna, anche lei non sposata.

Nel 1897 risultava tra i fondatori della Banca Popolare di Credito di Potenza Picena, avendo sottoscritto la bellezza di ben 10 azioni, del valore complessivo di Lire 250. Solo il conte Flavio Bonaccorsi e Giuseppe Pignani, commerciante di vini, avevano sottoscritto più azioni di lui, rispettivamente n.100 e a n.12 azioni.

Cartolina inizi ‘900 dove sulla destra troviamo l’edificio della Scuola Elementare. Foto tratta dal libro di don Vincenzo Galiè “Da Potentia a Monte Santo a Potenza Picena” 1992.

Nel 1898 è stato tra i promotori della richiesta di istituzione a Porto Potenza Picena della nuova Parrocchia di Sant’Anna, poi istituita il giorno 15/03/1899 dall’Arcivescovo di Fermo, Mons. Roberto Papiri.

Alla sua morte, avvenuta il giorno 25 gennaio 1911, ha lasciato tutto il suo patrimonio immobiliare e non solo alla Società Operaia di Mutuo Soccorso “Speranza”, da lui fondata nel 1907 e di cui è stato il primo Presidente. Dopo la sua morte la Società Operaia “Speranza” porterà anche il suo nome.

La Società Operaia di Mutuo soccorso “Speranza” Giovanni Colocci ha proseguito la sua attività e nel corso del 2007, a settembre, ha festeggiato solennemente i suoi 100 anni di vita, collocando sulla parete del palazzo che ospita la Società una targa che ricorda Giovanni Colocci ed il Centenario della Società Operaia “Speranza”.

Nell’occasione è stato anche pubblicato un interessante libro che ripercorre la storia secolare della Società Operaia, curato dalla socia Dott.ssa Maria Grazia Tedeschi.

Oggi la Società Operaia di Mutuo soccorso “Speranza” Giovanni Colocci è presieduta da Lucino Bilò, Vice Presidente è Ezio Manzi, mentre i componenti il Direttivo sono: Giovanni Rampioni, Simona Rampioni, Sergio Pasquali, Gilberto Giampaoli e Giuseppe Battistelli.

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A cura di Paolo Onofri.

Igino Ceccotti. Per gentile concessione della Famiglia Ceccotti.

Il giorno 16 febbraio 2021, nel pomeriggio, il figlio di Igino Ceccotti di Porto Potenza Picena, Paolo, ha consegnato alla Fototeca Comunale “Bruno Grandinetti” tutto il materiale fotografico appartenuto al padre.

Si è concretizzato in questo modo il donativo al nostro comune del fondo fotografico di Igino Ceccotti, dopo 15 anni. Infatti era il giorno 28 ottobre 2005, delibera di Giunta Comunale n.273, quando il nostro comune aveva acquisito al patrimonio della costituenda Fototeca Comunale il fondo di Igino Ceccotti, dopo aver avuto la comunicazione del donativo da parte di Paolo Ceccotti. Il donativo all’epoca non si era concluso.

Igino Ceccotti era nato a Potenza Picena il giorno 18/10/1920, cioè 100 anni fa, da Odoardo e da Luigia Sodini. Nel 1949 aveva iniziato la sua attività di fotografo a Porto Potenza Picena ed il suo negozio 3P era situato in Via Dante Alighieri.

Il giorno 29/12/1957 si è sposato a Recanati con la signora Ivana Frogioni ed hanno avuto due figli, Paolo e Silvia; è morto il giorno 14 gennaio del 1997 a Pavullo nel Frignano (Modena).

Con questa nuova acquisizione, la Fototeca comunale si arricchisce del fondo dedicato ad Igino Ceccotti, con tutto il materiale fotografico raccolto in oltre 40 anni dal fotografo di Porto Potenza Picena.

Questo fondo va ad aggiungersi a quelli di Bruno Grandinetti e di Araldo Polidori.

La nostra comunità deve ringraziare di cuore la famiglia di Ceccotti per questo importante donativo.

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A cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri.

Bartolomeo Casalis

Potenza Picena dopo il 1880 ha ospitato il Senatore del Regno, il Commendatore Bartolomeo Casalis e la sua famiglia. Il Senatore Bartolomeo Casalis, fervente sostenitore dell’Unità d’Italia, da studente in giurisprudenza era stato tra i promotori delle manifestazioni in favore di Carlo Alberto e del Pontefice Pio IX, il marchigiano Mastai Ferretti, entrambi favorevoli a concedere ai loro sudditi le garanzie costituzionali. Nel 1858 venne eletto Deputato nel Parlamento Sabaudo.

Entrò nell’amministrazione dell’Interno nel 1860 e qualche anno dopo fu inviato in Sicilia per normalizzare la situazione delle ex province borboniche durante il processo di unificazione amministrativo.
Venne nominato Prefetto nel 1870 con incarico a Catanzaro, poi a Catania, ad Avellino, a Macerata, a Genova e a Torino. Il suo incarico di Direttore dei Servizi della Pubblica Sicurezza durò fino al 16 aprile del 1887. Era stato nominato dal Re Senatore del Regno nel 1880.

Era nato a Carmagnola (Torino) il giorno 9/11/1825 da Francesco e da Giacomina Pola, si era sposato con la signora Caterina Orsi e dal loro matrimonio nacquero Francesco, Teresa ed Ida. Teresa Casalis sposerà il Generale Giulio Douhet; Francesco sarà avvocato ed enologo, Ida sposerà Mazio Gioacchino.

Villa Casalis a Montecoriolano di Potenza Picena.

Bartolomeo Casalis nel 1880 acquistò a Potenza Picena la tenuta di Montecoriolano con i vigneti, la villa e la chiesa di S. Francesco. Dal 1874 al 1878 risulta Prefetto di Macerata, mentre nel 1882 fu consigliere comunale a Potenza Picena. Anche il figlio, l’avvocato Francesco Casalis venne eletto consigliere comunale a Potenza Picena nel 1893. Nel 1898 Bartolomeo Casalis e la sua famiglia furono trai i promotori della istituzione a Porto Potenza Picena della nuova Parrocchia di S. Anna, poi ufficialmente istituita il giorno 15/03/1899 dall’Arcivescovo di Fermo Mons. Roberto Papiri.

Morì a Torino il giorno 13/05/1903. Oltre alla tenuta di Montecoriolano ci risulta che fosse proprietario anche del fabbricato che si trovava in Piazza Principe di Napoli a Potenza Picena, oggi Giacomo Matteotti, poi venduto al nostro Comune al prezzo di Lire 6.000.

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A cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri.

Mons. Giovanni Cotognini

Mons. Giovanni Cotognini (all’anagrafe Giovanni, Euro, Renato) nasce a Potenza Picena il 3/12/1908 in Via S. Croce n.237, da Giuseppe, calzolaio e da Piatti Caterina, casalinga.

Aveva altri fratelli e sorelle: Delia, Igina, Fernando, Gustavo, Rosa e Nerina.

Dopo aver frequentato le scuole locali con il M° Renato De Angelis, entra in seminario a Fermo e successivamente si laurea in Diritto Canonico presso la Pontificia Università Gregoriana di Roma. Viene nominato Cappellano a Torre S. Patrizio nella Parrocchia di S. Salvatore, Rettore del Santuario della Madonna delle Grazie di Potenza Picena, Parroco a Calderette Ete di Fermo (Ponte Ete) nella Parrocchia Immacolata Concezione. Assistente Diocesano delle Suore dell’Istituto “Figlie SS. Redentore e B.V. Addolorata” di Potenza Picena, Presidente e guida spirituale delle “Figlie di Maria”, Associazione femminile locale costituita l’8 settembre 1908 ed estinta alla fine degli anni Cinquanta del Novecento, è stato per molti anni anche membro del Tribunale Matrimoniale Ecclesiastico Regionale e Professore di Lettere all’Istituto Magistrale “Bambin Gesù” di Fermo, oltre che Professore di Diritto in Seminario. È stato insignito dell’onorificenza Pontificia di “Cappellano del Papa”. Socio dell’Accademia dei Catenati, cultore di storia e di memorie locali, ha effettuato dei lavori di ricerca basandosi esclusivamente sulla consultazione dei documenti d’archivio.

Ha pubblicato nel 1953, per la Deputazione di Storia Patria per le Marche, una ricerca sulla Sacra Rota di Macerata e nel 1973 uno studio su “L’organo e la Schola Cantorum di Potenza Picena”. Da un suo dattiloscritto del 1971 sulla storia del Monastero delle Benedettine di Potenza Picena, è stato stampato nel 1988 un bellissimo libro. Insieme a Suor Maria Candida Italiani e Don Giovanni Carnevale S.D.B. ha scritto la storia delle Suore dell’Istituto “Figlie SS. Redentore e B.V. Addolorata” di Potenza Picena andata in pubblicazione nel 1991. Ha lasciato un interessante lavoro di ricerca su “Il Capitolo dell’Insigne Collegiata di S. Stefano di Monte Santo” da noi pubblicato nel 2009 sul blog “Isantesi”, grazie alla disponibilità di sua nipote Marisa Principi, figlia della sorella Nerina.

È morto a Potenza Picena il 15/3/1991.

Per le sue qualità di uomo di cultura e fine ricercatore, per i suoi lavori di approfondimento storico delle memorie locali, Mons. Giovanni Cotognini deve essere considerato, insieme a Norberto Mancini, uno dei più importanti storici di Potenza Picena del Novecento.

Con questo articolo pubblichiamo il testo integrale del suo lavoro di ricerca storica sulla Sacra Rota di Macerata, estratto dagli atti e memorie della Deputazione di Storia Patria per le Marche, serie VII- Volume VIII – 1953.

La sorella Igina Cotognini e gli eredi nel 1995 hanno donato al Comune di Potenza Picena 5 pubblicazioni appartenute a Mons. Giovanni Cotognini: “Potentini Illustri” di Norberto Mancini del 1950, “La Vergine delle Grazie venerata nel suo Santuario” di Padre Nazzareno Pistelli del 1943, “Orazione a lode dell’Eminentissimo e Reverendissimo sig. Cardinale Mario Compagnoni Marefoschi, recitata nell’Accademia dei Catenati di Macerata tenutasi nel Palazzo Pubblico il dì XXX dicembre 1771 pubblicata da Domenico Quercetti di Osimo nel 1772”, “Padre Pietro Carlucci, o.f.m., nel primo centenario della nascita”, di Padre Armando Pierucci, Treia 1983, “Nel primo centenario della denominazione del Comune di Potenza Picena” 1862-1962, di Dante Cecchi, Fermo 1963.

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A cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri.

Cartolina ricordo della nascita della Società Cittadina Operaia ed Artigiana Gabinetto di Lettura in Potenza Picena. 21 6 1914.

Nel 1914 esistevano a Potenza Picena diverse associazioni, tra cui la Società Cittadina, la Società Artigiana di Mutuo Soccorso e la Società Operaia di Mutuo soccorso.

La Società Cittadina, che contava n.9 soci ed il cui Presidente era Alberto Pasqualetti, aveva un gabinetto di lettura nel palazzo del Dopolavoro, dove si trovava anche la biblioteca popolare “circolante” e un caffè cittadino gestito dalla famiglia di Rossi Rocco e proseguito con le figlie Jole e Licia.

La Società Artigiana di Mutuo Soccorso era stata fondata a Potenza Picena solo nel 1904, il cui Presidente era Temistocle Mancini e rappresentava tutti gli artigiani di Potenza Picena, muratori, fabbri, calzolai, facocchi (costruttori di carri agricoli, detti anche “birocci”), falegnami ecc.

La Società Operaia di Mutuo Soccorso di Potenza Picena (Presidente all’epoca Ezio Mengoni, il farmacista del nostro paese) era presente nella nostra città da molti anni, fin dal 1880 e contava n.42 soci. A Porto Potenza Picena era presente, invece, un’altra Società Operaia di Mutuo Soccorso fondata nel 1907 da Giovanni Colocci, chiamata “Speranza”.

Nel 1914, il giorno 21 giugno, queste 3 associazioni si unirono in un’unica associazione che prese il nome di “Società Cittadina, Operaia ed Artigiana di Mutuo Soccorso, Gabinetto di lettura”, nominarono Presidente il farmacista Ezio Mengoni e la loro sede venne istituita presso il Palazzo del Dopolavoro (palazzo ove attualmente è ospitata la farmacia comunale fino alla banca) in Piazza Principe di Napoli, come si chiamava all’epoca l’attuale Piazza Giacomo Matteotti.

Questo Palazzo fu messo a disposizione da parte del nostro Comune, che nel 1888 lo aveva acquistato dal comm. Bartolomeo Casalis e da sua moglie Caterina Orsi al prezzo di Lire 6.000.

Programma di inaugurazione della Società Cittadina Operaia ed Artigiana Gabinetto di Lettura in Potenza Picena del 21 6 1914. Foto di Sergio Ceccotti. ASCPP.

In occasione di questa fusione venne stampata una cartolina ricordo all’epoca molto originale, bella e significativa, dove viene riprodotto il nostro Centro Storico sopra il quale volteggia la Dea della Vittoria, la dea greca Nike, con due mani che si stringono, simbolo del mutuo soccorso, con la scritta in latino sopra tre anelli “Vis unita Fortior”, “l’unione fa la forza” e la data in numeri romani XXI-VI-MCMXIV cioè (21/06/1914), il giorno della fondazione della nuova Società Cittadina.

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A cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri

Onofri Albino

Il giorno 18 dicembre 1921, cioè 100 anni fa, nasceva a Montelupone Albino Onofri, figlio di Costantino e di Fermina Boccanera, ultimo di tre figli, dopo Alfredo e Vincenzo.

Il giorno 4/10/1934 si trasferisce con la sua famiglia a Potenza Picena dove svolge il lavoro di manovale. Il giorno 12/7/1948 si sposa con la signora Maria Pia Cardinali e dal loro matrimonio nascono Costantino (Giammario), Giordano e Paolo, muore a Potenza Picena il giorno 17 gennaio 1978.

Albino Onofri nel 1947 ricevette dal Ministero per l’Assistenza post-bellica il diploma di partigiano per aver combattuto i nazi-fascisti nella Divisione Italia, in Jugoslavia. Il giorno 22/3/1952 anche l’Esercito Italiano gli conferirà la Croce al merito di guerra per la sua attività di partigiano (concessione n.1611 del 22/03/1952), firmata dal Generale Comandante Arturo Scattini.

Albino Onofri, chiamato alle armi, parte per l’Albania, destinazione Durazzo, imbarcandosi il giorno 30/7/1943 a Bari, aggregato al 26° reggimento Autieri.

Albino Onofri al centro insieme alla moglie Maria Pia Cardinali ai figli Costantino Giordano e Paolo ed il suocero Armando Cardinali

Dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, insieme a tanti altri soldati, sottufficiali ed ufficiali dell’Esercito Italiano presenti nel territorio albanese, si sottrae alla cattura dei tedeschi, si riuniscono quindi in bande partigiane, costituendo la Divisione d’Assalto Garibaldi “Italia”. Egli fa parte del secondo battaglione Brigata “Fratelli Bandiera”, al comando del maggiore Giuseppe Maras, bersagliere, decorato con medaglia d’oro al Valor Militare, diventato successivamente Generale dell’Esercito Italiano.

Combatte insieme ai partigiani jugoslavi contro i nazi-fascisti e viene rimpatriato con la sua Divisione solo il giorno 1/7/1945, dopo essere stato anche ferito ad una gamba.

In tutto questo arco di tempo, non avendo ricevuto notizie, i suoi familiari a Potenza Picena lo avevano dato per disperso.

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