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Archive for the ‘Personaggi’ Category

Foto tratta dal libro “La mia terra” di Norberto Mancini. Anno 1954. ASCPP.

Perché Egisto Bontempi nel 1937 è venuto a Potenza Picena da Castelfidardo ad impiantare una fabbrica di fisarmoniche, in una realtà dove la produzione di questo strumento musicale non aveva alcuna radice storica? E’ una domanda che ci siamo sempre posti, non avendo trovato fino ad oggi legami convincenti tra Potenza Piena e la famiglia Bontempi.

Continuando a cercare nel nostro ricchissimo archivio storico comunale, probabilmente abbiamo trovato la risposta.

Una delle famiglie più importanti nel campo degli strumenti musicali a Castelfidardo ed in particolare delle fisarmoniche, che ha saputo sviluppare l’attività imprenditoriale con grandi successi, è stata sicuramente quella dei Mancini, figli di Temistocle, grande imprenditore, Dante, che è stato anche Sindaco di Castelfidardo, Vitaliano, Galileo ed Archimede. Questa famiglia si era trasferita nel 1910 a Castelfidardo da Potenza Picena, dove il capofamiglia Temistocle Mancini era il moderatore dell’orologio della Torre Civica ed anche un valente meccanico orologiaio, parente dello scrittore Norberto Mancini e della famiglia di Azzolino Clementoni.

In particolare il legame di uno dei figli di Temistocle Mancini e Massimina Bufalari, Archimede, nato a Potenza Picena il giorno 6/7/1905 in c.da Orfanatrofio Vecchio n° 216 (l’attuale Via Tripoli) si riallaccia il giorno 24/2/1937 con la nostra città, quando propone al nostro Comune l’apertura di una fabbrica a Potenza Picena per la produzione di organetti a bocca, la prima in Italia, (si producevano solo in Germania) di voci per armoniche e fisarmoniche, dove poteva contare sull’appoggio del suo cugino, il maestro elementare Azzolino Clementoni. Archimede Mancini a Castelfidardo aveva già una fabbrica con 140 operai.

Il comune di Potenza Picena, Podestà l’ing. Cesare Maggini, il giorno 7/4/1937, accetta la proposta di Archimede Mancini ed Egisto Bontempi, che acquistano i locali del Palazzo Marefoschi in Via Silvio Pellico, che erano di proprietà della Parrocchia di Santo Stefano, mentre il nostro Comune si impegnava a dare per 5 anni gratuitamente l’energia elettrica, acqua ed esenzione delle tasse comunali. Con Archimede Mancini a quel punto vengono a Potenza Picena anche Egisto Bontempi, incisore di armoniche, Emanuele Rosciani, il padre dell’imprenditore Alberto Rosciani e successivamente Remo Galvani, accordatore di voci, Emilio Magi, il padre dell’ex Sindaco di Potenza Picena Maria Magi e tanti altri. Tra i primi dipendenti locali della nuova ditta “La Fisarmonica” troviamo la sig.ra Walfrida Percossi, morta il giorno 1/3/2014 all’età di 104 anni, l’ultima testimone di quella straordinaria attività imprenditoriale creata a Potenza Picena e che è proseguita poi in solitaria da Egisto Bontempi dopo la fine della 2° guerra mondiale e si è ampliata con il figlio, l’ing. Paolo Bontempi, arrivando ad essere leader mondiale degli strumenti musicali giocattolo e non solo.

Archimede Mancini subito dopo la seconda Guerra Mondiale trasferisce la sua attività imprenditoriale di armoniche a bocca e fisarmoniche da Castelfidardo a Pesaro, dove lavorerà anche il nipote Mario Clementoni, arrivando ad avere nel 1950 250 dipendenti. Mario Clementoni fonderà successivamente a Recanati insieme alla moglie Matilde Brualdi “La Clementoni Giocattoli”, oggi leader mondiale nel settore. Archimede Mancini si era sposato il giorno 3/6/1933 con la Sig.ra Adelia Fontanella ed è morto ad Urbino il giorno 15/1/1976.

Azzolino Clementoni

Azzolino Clementoni

Comunque se abbiamo avuto la fortuna di una presenza imprenditoriale nel campo degli strumenti musicali, oltre che alla famiglia Bontempi, Egisto e la moglie Maria Bianchi, ed il loro figlio ing. Paolo, lo dobbiamo anche, senza ombra di dubbio, all’inventiva di un figlio illustre di Potenza Picena, trasferitosi poi a Castelfidardo e successivamente a Pesaro, di nome Archimede Mancini, pioniere dell’imprenditoria marchigiana nel campo degli strumenti musicali, in particolare delle armoniche a bocca e delle fisarmoniche. Potenza Picena non deve dimenticare questo suo figlio illustre.

Azzolino Clementoni, nel libro di Norberto Mancini “La mia Terra” del 1954, ha tracciato di Archimede Mancini una bellissima nota biografica con foto, molto interessante.

Anche Norberto Mancini in “Potentini Illustri” del 1950 ha preso in considerazione Archimede Mancini.

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Roberto Domenichini

Dott. Roberto Domenichini

A cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri

Il dott. Roberto Domenichini, residente in Ancona, è attualmente il Direttore dell’Archivio di Stato di Pesaro.

E’ nato a Potenza Picena il giorno 6/9/1954 da Luigi e da Armanda Lavini. Ha un altro fratello, il prof. Silvano Domenichini ed è il nipote di padre Pietro Lavini, il “Muratore di Dio” dell’eremo di San Leonardo morto il giorno 9/8/2015. Pur vivendo in Ancona, rimane sempre molto legato a Potenza Picena, dove vive ancora sua madre Armanda e suo fratello Silvano, in Via Santa Croce.

Nel 1991 ha iniziato a sistemare e catalogare con molta professionalità ed amore il nostro Archivio Storico Comunale situato nei locali dell’ex Convento dei francescani conventuali di San Francesco in via Trento n° 3. La completa sistemazione e catalogazione dell’archivio storico è stata portata a termine negli anni successivi.

E’ un eminente storico di levatura regionale ed ha effettuato molti lavori di ricerca anche su Potenza Picena.

Ha predisposto i testi della guida storico-artistica di Potenza Picena del 1999, curata da Duilio Corona.

Nel silenzio, senza tanto clamore, negli ultimi anni ha provveduto, a sue spese a far restaurare molte opere d’arte sia di proprietà comunale, della Parrocchia dei Santi Stefano e Giacomo che di proprietà del Monastero di San Sisto delle Benedettine.

San Giacomo Maggiore

San Giacomo Maggiore restaurato. Foto di Sergio Ceccotti.

Nel 2007 ha contribuito, insieme a tanti nostri concittadini, al restauro del quadro di autore ignoto de del sec. XVII “Madonna con Bambino, tra i santi Giovanni Battista e Sisto Papa”, di proprietà del Monastero delle Benedettine di Potenza Picena. Il restauro è stato effettuato dalle restauratrici Eleonora Maria Milani di Muccia e Paola Carestia di Potenza Picena ed è costato Euro 5.200.

Nel 2015 ha finanziato il restauro del quadro di Giacinto Brandi del sec. XVII “Madonna col Bambino ed Angeli, Sant’Ignazio di Loyola e San Girio”. Il restauro è stato effettuato dalla ditta Ars Nova di Montecosaro ed è costato Euro 2.200, senza la cornice.

Nel 2018 ha finanziato la stampa del volume con gli atti del Convegno Nazionale su Bruno Mugellini che si è tenuto a Potenza Picena il giorno 21 Gennaio del 2012, in occasione del centenario della morte del grande musicista nato a Potenza Picena il giorno 24 Dicembre del 1871. Nel 2018 ha finanziato il restauro di n° 4 quadri del Monastero di San Sisto delle Benedettine di Potenza Picena: “Gesù Flagellato” del sec. XVIII, “Madonna Addolorata” del sec. XVIII, “Madonna del Buon Consiglio” del sec. XVI e “Madonna con Bambino” del sec. XVIII. Il restauro è stato effettuato dalla dott.ssa Letizia Bruscoli di Pesaro.

Per lo stesso Monastero di San Sisto delle Benedettine di Potenza Picena ha finanziato sempre nel 2018 il restauro della pala di Pietro Paolo Jacometti del 1630 “Vergine in Gloria tra i Santi Caterina d’Alessandria, Benedetto da Norcia e Scolastica”. Il restauro è stato ef­fettuato sempre dalla dott.ssa Letizia Bruscoli di Pesaro.

Pala Pietro Paolo Jacometti.

Pala dopo il restauro. Foto di Sergio Ceccotti.

Per quanto riguarda il Comune di Potenza Picena nel 2019 ha finanziato il restauro di n° 3 statue lignee portareliquari del sec. XVII, nell’ambito della legge Art Bonus. Le statue erano quelle di San Giacomo Maggiore, San Giacomo Minore e Sant’Andrea, per una spesa complessiva di Euro 2.350, restauro anche questo effettuato dalla dott.ssa Letizia Bruscoli di Pesaro.

Nel 2020 ha già finanziato il giorno 20 Gennaio il restauro di n° 2 antifonali dei secc. XVI e XVII, sempre con la legge Art Bonus, per un valore di Euro 3.764,43. Il restauro verrà effettuato da Gabriele Dondi di Pesaro della “Legatoria artistica e restauro del libro”.

La città di Potenza Picena rivolge un caloroso ringraziamento al dott. Roberto Domenichini, che sicuramente lo merita, per tutto quello che fino ad oggi ha saputo fare per il recupero e la valorizzazione del nostro patrimonio storico e culturale.


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A cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri

Azzolino Clementoni

Azzolino Clementoni

Due famosi stornelli che riguardano Potenza Picena e Porto Potenza Pi­cena ci fanno conoscere un personaggio, il maestro elementare Azzolino Clementoni, di cui noi oggi conosciamo molto poco.

I due stornelli sono “Jrenne per Monte Santo”, dedicato in particolare al Capoluogo, ma non solo, e “Nenie di… Porto”, dedicato questo principal­mente alla cittadina rivierasca, ma sempre facente parte dello stesso Comune.

Il primo stornello è stato scritto negli anni Trenta del Nove­cento da Azzolino Clementoni in vernacolo, con la musica del fratello, il famoso prof. Arturo Clementoni, ed il secondo agli inizi degli anni Cinquanta, questa volta con testo e musica dello stesso Azzolino, parte­cipando nell’anno scolastico 1951-1952 ad un concorso di canto corale a livello provinciale con la Scuola Elementare di Porto Potenza Picena, dove ottenne il primo premio. In questi due stornelli il maestro Azzolino Clementoni dà prova delle sue qualità poetiche e culturali, ma anche di profonda conoscenza delle due realtà, della loro storia, cultura e situazione sociale, compresi i personaggi e le realtà produttive dell’epoca, uno spaccato delle due co­munità evidenziato in maniera straordinaria, a dimostrazione del suo gran­de attaccamento alle due realtà.

Azzolino Clementoni, maestro elementare, nasce a Potenza Picena il giorno 18/10/1891, in via Garibaldi, l’attuale Via Bruno Mugellini, da Angelo, friscolo e da Annun­ziata Bufalari, casalinga. Era il 3° di 5 figli, Giulio, (scanè), i famo­si musicisti Flavio ed Arturo e Giuseppe, padre dell’industriale del gio­cattolo di Recanati Mario, morto in un incidente stradale a Monterotondo il gior­no 25/8/1937. Ha frequentato la scuola elementare locale con il maestro Raffaele Petetti e si è poi sposato il giorno 15/9/1920 con la sig.ra Giulia Marconi, anche lei maestra elementare ed abitarono in Via Fioretti.

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Il Maestro Azzolino Clementoni al centro insieme ai ragazzi e alle ragazze della scuola elementare di Potenza Picena.

Dal loro matrimonio è nata Gabriela, che sposerà successivamente il soldato polacco del Reggimento Skorpion che ha liberato Potenza Picena il giorno 30/6/1944, Taddeo Link. Partecipa alla prima guerra mondiale; insegnante presso la locale scuola elementare di Via Massucci, poi Mariano Cutini, dà lezioni di educazione fisica ed organizza corsi di canto e musica per i ragazzi e le ragazze della scuola. Nel 1920 istituisce addirittura una scuola di musica e canto intitolandola al maestro Bruno Mugellini, di cui era un grande estimatore. Si deve probabilmente proprio a lui 1’intitolazione del nostro glorioso Teatro condominiale il giorno 28/10/1933 a Bruno Mugellini. Del Teatro con­dominiale “Bruno Mugellini” è stato segretario e consigliere delegato.

Fa parte da giovane della Corale Santo Stefano e della Banda Cittadina, suonando il clarinetto.

Cultore di storia locale, amante del folclore santese, è stato tra gli or­ganizzatori sia della Festa dell’Uva, durante il fascismo, che tra i pro­motori della Festa del Grappolo d’Oro nel 1955.

Fervente cattolico, aveva aderito al Partito Popolare prima dell’avvento del fascismo, poi nel ventennio ha aderito al fascismo, ricoperto dal 25 Luglio 1939 fino al 29/3/1940 il ruolo di Commissario Prefet­tizio e dal 5/4/1940 al 4/8/1940 quello di Podestà del nostro Comune. È stato anche Presidente dell’Opera Nazionale Balilla di Potenza Picena.

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I fratelli Arturo, Flavio, Azzolino e Giuseppe durante la prima Guerra Mondiale

Alla Liberazione di Potenza Picena, il giorno 30/6/1944, ha fatto parte del Comitato di Liberazione Nazionale locale, insieme al prof. Giuseppe Asciutti, Egisto Bontempi e al Colonnello Giovanni Pasquali. Il giorno 8 Luglio 1944 è stato nominato membro della Prima Giunta Comunale di Potenza Picena, in rappre­sentanza della Democrazia Cristiana e della classe impiegatizia.

Nel 1927 è stato nominato Presidente della Cooperativa di Consumo “Alessandro Manzoni”. Nel 1937 Azzolino Clementoni è tra coloro che porteranno a Po­tenza Picena la Ditta “La Fisarmonica” da Castelfidardo, grazie all’iniziativa di Egisto Bontempi e Archimede Mancini, suo cugino e producevano organetti a bocca, prima industria in Italia, voci per armoniche e fisarmoniche. Egisto Bontempi dopo la guerra, da solo riuscirà a farne una grande impresa produttrice di fisarmoniche esportate in tutto il mondo. Con il figlio, l’ing. Paolo Bontempi, l’Azienda diventerà leader mondiale nel campo degli strumenti musicali giocattolo.

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Flavio e Arturo Clementoni con la madre Annunziata.

Il 15/4/I940 è stato tra i promotori della nascita della “Pro Porto Po­tenza Picena”, la futura Pro Loco, come Presidente nella sua veste di Podestà di Potenza Picena, insieme al dott. Giulio Gasciotti, Guido Clemen­ti, Carlo Marchetti, Filippo Bocci, Attilio Masserini, Gerio Matteucci, Nazzareno Pavoni, Daniele Fava. Dopo aver insegnato per molti anni nella Scuola elementare del Capoluogo si trasferisce ed insegna nel 1948 a Porto Potenza Picena ed abiterà in via Duca degli Abruzzi.

Nella realtà di Porto Potenza Picena sarà uno dei più importanti promotori culturali e sociali. Muore il giorno 22/9/1971. Azzolino Clementoni, insegnante elementare, Presidente del Consorzio Provinciale Patronati Scolastici, Cavaliere del Lavoro e Grande Ufficiale, uomo di cultura, poeta, scrittore, giornalista, appassionato di Canto e Musica, di tradizione e folclore locale, è sicuramente uno dei personaggi poliedrici più importanti della nostra comunità che è giusto ricordare sia a Potenza Picena che a Porto Potenza Picena.

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A cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri

augusto Cittadini. Foto per gentile concessione di Cristina Ciuccarelli.

Il campo sportivo di Potenza Picena è stato inaugurato il giorno 10 giugno del 1946 con un incontro di calcio tra una rappresentativa locale di giovani ed una di soldati polacchi del Reggimento Skorpion.

I soldati polacchi del 4° Reggimento corazzato Skorpion, al comando del colonnello Ignacy Kowalczewski, avevano liberato Potenza Picena dai nazi-fascisti il giorno 30/6/1944.

Dopo la fine della guerra, nel 1946, i soldati polacchi con i loro mezzi hanno costruito il nuovo campo sportivo di Potenza Picena, su di un ter­reno messo a disposizione dalla famiglia Favale Scarfiotti.

La Società Calcio dell’Unione Sportiva Potentina era nata nel 1945, cioè 75 anni fa, ed il primo Presidente è stato Pierino Pierandrei e la sua squadra era formata da giovani locali.

Tra questi giocatori si ricordano tra gli altri Mario Zucchini, che successivamente arriverà a giocare in serie B con l’Anconitana, Guido Morgoni, Duilio Rossi, Manlio Grandinetti, Virgilio De Angelis, Antonio Bernacchia, Igino Carestia ed Augusto Cittadini.

La partita di inaugurazione del nuovo campo sportivo di Potenza Picena finì con il punteggio impietoso di 8 a 1 a favore dei soldati polacchi ed il goal della bandiera per la Potentina fu segnato da Antonio Bernacchia. Questo incontro di calcio di Potenza Picena è passato non solo alla storia della nostra città, ma anche del Reggimento Skorpion, i cui fotografi in quella memorabile partita scattarono molte foto, che siamo riusciti a trovare, sparse in tutto il mondo.

Inaugurazione dello stadio comunale “U.S. Potentina-Skorpion” di Potenza Picena costruito dai soldati polacchi.

L’inaugurazione del nuovo campo sportivo di Potenza Picena è avvenuta alla presenza del nostro sindaco Antonio Carestia, dei militari polacchi, dei rappresentanti della famiglia Favale Scarfiotti, che avevano messo a dis­posizione il terreno, del parroco di Santo Stefano, don Marone Cesanelli, del maresciallo dei locali Carabinieri Francesco D’Ischia.

Il nuovo campo sportivo è stato poi intitolato a Luigia Favale Scarfiotti e successivamente anche al Reggimento Skorpion.

Nel 2014, in occasione dei festeggiamenti per il 70° anniversario della Liberazione di Potenza Picena, erano ancora in vita 3 calciatori della Unione Sportiva Potentina della famosa partita del 10/6/1946, Mario Zuc­chini, Antonio Bernacchia ed Augusto Cittadini.

Nel nostro Teatro “Bruno Mugellini” per ricordare quella gloriosa par­tita di inaugurazione del nostro campo sportivo, si sono ritrovati solo Mario Zucchini ed Augusto Cittadini, mentre per problemi di salute non è potuto essere presente Antonio Bernacchia.

Il giorno 11/2/2015 è morto Antonio Bernacchia, mentre Mario Zucchini ci ha lasciati il giorno 6/10/2018.

L’ultimo superstite di quella gloriosa squadra dell’Unione Sportiva Po­tentina che il giorno 10/6/1946 ha inaugurato il nostro campo sportivo, perdendo 8 a I contro i soldati polacchi, Augusto Cittadini, “cocò”, ci ha lasciati il giorno 5/12/2019, alla veneranda età di 94 anni. Era nato a Potenza Picena il giorno 25/10/1925 da Guido e da Palma Pepa. Si era sposato il giorno 25/10/1958 con la sig.ra Luigia Cerquetti ed hanno avuto due figli.

Era stato un bravissimo muratore e viveva a Civitanova Marche, dove è morto.

È stato tra i primi muratori di Potenza Picena ad emigrare per lavoro in Francia, a Parigi; il giorno 26/6/1956 i muratori e manovali che emigrarono insieme ad Augusto Cittadini furono Ermanno Carestia, Giancarlo Simonetti, Luigino Rinaldelli, Candido Cardinali, Giuseppe Amicucci, Igino Bianchini e Primo Reucci.

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quella volta che cop

Copertina del libro ‘Quella volta che… aneddoti e curiosità’ di Maurizio Margaretini.

a cura di Simona Ciasca a Paolo Onofri

Maurizio Margaretini di Potenza Picena dopo il suo primo libro “Quande cose deo zomba, da Galazzà ad Affari tuoi” del 2012, ci regala un nuovo divertente libro, stampato nel mese di Gennaio 2020 dalla Tipografia di Cingolani Rodolfo di Potenza Picena “Quella volta che … aneddoti e curiosità’’.

Il libro nasce dai ricordi di Maurizio Margaretini e dalla collaborazione dei suoi amici Giuseppe Percossi e Silvano Carota.

È la terza volta che ci occupiamo di Maurizio Margaretini. La prima volta è stato nel 2012, dopo che Maurizio aveva vinto il giorno 17/1/2007 nella nota trasmissione televisiva condotta da Flavio Insinna “Affari tuoi” la considerevole somma di Euro 125.000, diventando un personaggio caratteristico, il Mister Bean delle Marche, per la sua somiglianza sorprendente con l’attore inglese.

Anche l’inviato della trasmissione RAI “La vita in diretta” Gianfranco Agus è venuto a Potenza Picena a trovare Maurizio Margaretini. La seconda volta nel 2014, in occasione dell’uscita del suo primo libro “Quande cose deo zombà, da Galazzà ad Affari tuoi”, dove parla della sua esperienza e partecipazione alla nota trasmissione condotta da Flavio Insinna, della sua vincita e della sua vita nel quartiere popolare di Galiziano a Potenza Picena.

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Retro del libro ‘Quella volta che… aneddoti e curiosità’ di Maurizio Margaretini.

Maurizio Margaretini nasce a Macerata il giorno 6/9/1957 da Dino e da Palmina Bernardi e con questo nuovo libro, il secondo della sua carriera, “Quella volta che … aneddoti e curiosità”, ci parla della sua esperienza di vita dagli anni Sessanta fino al Duemila, della sua giovinezza nel quartiere di Galiziano, “Galazzà”, delle sue esperienze giovanili, delle ragazze, degli amici, della scuola, del suo lavoro presso la fabbrica di strumenti musicali Bontempi di Potenza Picena, della sua famiglia, di suo padre Dino, di sua madre Palmina e del suo nonno materno Cesare. Il libro è arricchito da molte foto, 40 più quelle di copertina e del retro, in bianco e nero ed a colori, che vanno dagli anni Sessanta al Duemila. Sono molto originali e suggestive.

Neorealisti i suoi racconti degli anni Sessanta del Novecento a Galiziano il quartiere più povero e popolare di Potenza Picena. I racconti di Maurizio dei suoi amici d’infanzia chiamati con i loro soprannomi, come si usava all’epoca, Tacchi, Cica, Cino, Marruè, Scimba, Persica, Colgate ed il gigante buono Mirco con il suo cane Jack, i giochi che si svolgevano in questo quartiere della nostra città, come il calcio, il ping-pong a casa di Maurizio, dove il più bravo era sicuramente Marruè, Francesco Agostini, purtroppo morto tragicamente il giorno 25/3/1982 insieme a Roberto Boccanera in un incidente stradale mentre i due si recavano a Treia per partecipare ad una riunione di società di pallavolo (Francesco era il Presidente della Società di Pallavolo di Potenza Picena). Altro gioco molto interessante e praticato a Galiziano era quello del “papa”, che Maurizio racconta molto ampiamente e che si giocava presso i “mori”, il Piazzale San Martino ed anche lo “scivolo” lungo la scarpata del Mercato delle Monache.

Ogni decennio viene ricordato per un avvenimento particolare a carattere generale e nazionale. Negli anni Sessanta si ricorda lo sbarco sulla Luna del giorno 21 Luglio 1969, negli anni Settanta la famosa partita di calcio ai campionati mondiali in Messico del giorno 17/6/1970 finita 4 a 3 a favore dell’Italia contro la Germania, negli anni Ottanta la vittoria dei mondiali in Spagna dell’Italia contro la Germania per 3 a 1.

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Maurizio Margaretini con la madre Palmina Bernardi. Foto tratta dal libro ‘Quella volta che… aneddoti e curiosità’ di Maurizio Margaretini.

Gli anni Novanta del Novecento da Maurizio Margaretini vengono ricordati in particolare per i tanti matrimoni dei suoi amici. Tutti si sono sposati ad eccezione di lui, Maurizio e di Silvano Carota, rimasti ancora oggi scapoli. Gli anni Duemila vengono rappresentati solo da foto. Quest’ultimo lavoro di Maurizio Margaretini è molto interessante e gustoso, fa ridere e riflettere intensamente. Va letto per conoscere maggiormente la vita dei ragazzi di un quartiere popolare ed importante della città di Potenza Picena come quello di Galiziano, dove ancora oggi è presente la sua antica Porta, l’unica che si è salvata in tutta la città, testimonianza medioevale straordinaria.

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Ricordando Don Carlo

A cura della Dott.ssa Maria Belardinelli

Don Carlo Leoni

Lassù tra i monti innevati, riposi.

Sognavi questo rifugio, lo vedevi già da lontano.

Assaporavi il silenzio interrotto dal sibilo del vento o dal cinguettare degli uccelli a primavera.

Vedevi già le farfalle intrecciare voli colorati o il primo mandorlo fiorire.

Sentivi 1’odore della terra dopo il temporale e ti dissetavi alla acqua della fonte limpida e trasparente come te.

Non ti spaventavano le tempeste.

La quiete sarebbe sopraggiunta.

Ti inebriavi di fronte ad albe e tramonti mozzafiato e davanti al cielo stellato il tuo colloquio con Dio diventava più intimo e più vero.

Ci manchi.

Ci manca la tua grande umanità, il tuo parlare “colorito”, le tue battute, le tue risate, le tue sopracciglia aggrottate quando “tuonavi” dal pulpito o quando c’era qualcosa o qualcuno che ti dava dispiacere

Ci manca il tuo amore per la buona tavola, la tua passione nel fare le cose, la tua intelligenza e la tua grande cultura, ambedue usate con grande discrezione, quasi tenute nascoste.

Già perché volevi far brillare solo la tua vera vocazione quella di fare il prete, come dicevi tu.

Nel confessionale o nel colloquio privato incontravamo la tenerezza del Buon Pastore, la misericordia del Padre. Metamorfosi sorprendente la tua e quante testimonianze a tal proposito!

Chi ha voluto veramente conoscerti e non si è fermato in superficie, ha solo potuto trarre grandi insegnamenti per la propria vita.

Hai seminato, Don Carlo, hai tanto instancabilmente seminato e i frutti già si cominciano a vedere ed altri ne verranno di più grandi.

Tutto per la gloria di Dio.

Per ciò che mi riguarda la nostra conoscenza è iniziata quando mi hai comunicato di avermi liberamente scelto come tuo medico, sfidando i pregiudizi di alcuni “ben pensanti”.

Tale rapporto si è consolidato nel tempo, anche se all’inizio ti dovevo “correre dietro” per farti prendere le medicine o ricordarti gli appuntamenti.

Poi sei diventato bravo, più docile attenendoti alle prescrizioni date.

Tra di noi non ci sono mai stati grandi colloqui, poche parole bastavano per capirsi, a volte solo uno sguardo.

Alla base c’era una stima reciproca cresciuta nel tempo e con il tempo sei diventato uno di famiglia.

Hai sempre lavorato e dato te stesso per far amare il Vangelo scuotendo a volte le coscienze per portarle ad un incontro più vero con Dio.

L’altra tua passione era quella di rendere bella e accogliente la Casa del Padre.

Soltanto la tua tenacia, la tua caparbietà, con 1’aiuto del Cielo ti hanno permesso di raggiungere 1’obiettivo.

Ma questo ha avuto un prezzo: la tua salute.

Quanta sofferenza in quegli anni, quante notti insonni, quanta rabbia verso alcuni che tu chiamavi “i ladri della Collegiata”. Anche tu avrai fatto degli errori ma sempre in buona fede.

Mi sembra che qualcuno abbia detto: “chi è senza peccato scagli la prima pietra”.

Tu hai pagato di persona con la vita.

Hai cominciato a perdere la vista perché dimenticavi le medicine tanto e tali erano le tue preoccupazioni.

Hai rasentato la cecità totale.

Un giorno mi hai confidato: “Tu sai quanto ho sempre amato ed amo i libri, ma adesso che non posso più leggere, ho imparato a pregare”.

E quante volte ti vedevamo lungo la Chiesa in silenzio con la corona in mano!

Due sole volte hai avuto veramente bisogno di me e ringrazio Dio che me lo ha permesso.

La prima fu la notte di un giovedì Santo.

Dovevi celebrare, ma stavi veramente male.

Mi hai fatto cercare.

Io ero altrove.

Volevano chiamare la Guardia Medica o il 118 ma tu hai rifiutato.

Volevi me.

Sono arrivata.

Diabete e pressione erano alle stelle, avevi anche una polimialgia reumatica che ti dava atroci dolori alle articolazioni di un braccio.

Disposi immediatamente per gli accertamenti in Ospedale.

Tu non volevi andare, ma ti convinsi.

Mentre ero lì, mi hai detto: “Sai, se dovessi morire non avrei nemmeno i soldi per il funerale. Qualcuno sarebbe anche contento, se succedesse…” “E tu non gli dare questa soddisfazione, vai in

Ospedale”, replicai.

Tutto hai dato e tutto hai fatto per la Collegiata.

Per te non chiedevi né compravi mai nulla.

La seconda volta fu quel tragico 20 dicembre 2006.

Tutto era predisposto perché mi trovassi lì in quel luogo e in quel momento.

Casualmente pochi giorni fa ho ritrovato una tua preghiera scritta e distribuita ai fedeli in occasione del 50° Anniversario della Consacrazione di Potenza Picena a Maria, datata 1 settembre 2005.

Dopo poco più di un anno il dramma e l’inizio del tuo doloroso Calvario.

Inconsapevolmente avevi scritto e lasciato il tuo Testamento Spirituale.

Era questa la tessera mancante al mosaico della tua vita, il perché di tanta sofferenza.

Nel corso degli anni ho visto trasformarti, vuotarti poco a poco della tua umanità per riempirti di Dio.

Alla fine eri tutto di Dio e Dio era totalmente in te.

Tu sei stato docile all’azione dello Spirito e sei stato premiato con il dono della Pace del Cuore.

Infatti un giorno mi hai detto: “Adesso dormo di notte, sono in pace. Non ho più paura”.

Un tuo grande desiderio era di invitare la veggente Marija affinché l’Apparizione della Madonna avvenisse in Collegiata prima della fine del 50° anniversario.

Questo non è stato possibile, ma tu hai fatto molto di più per la nostra Comunità Parrocchiale, hai offerto te stesso.

Pochi istanti prima dell’incidente ad una nostra amica comune che mi aspettava in macchina hai detto: “Vedi un po’ se riesci a far venire Marija per l’Apparizione. Io ho concluso il 50° anniversario e 1’8 dicembre ho riconsacrato Potenza Picena alla Madonna. Comunque, da parte mia, farò tutto per salvare questa Parrocchia”.

Sono state queste le ultime tue parole, il tuo ultimo pensiero è stato la salvezza delle anime, di tutte le anime della nostra Parrocchia.

Cinque minuti dopo io e la mia amica eravamo inginocchiate accanto a te mentre le nostre mani si riempivano del tuo sangue. Il tuo sacrificio è avvenuto li nel piazzale della Collegiata, non in un altro punto del paese, ma lì dove era il tuo cuore.

Quel piazzale dovrebbe essere ribattezzato “Don Carlo Leoni”. Non credo sia mai esistito a Potenza Picena un sacerdote che abbia dato la propria vita versando anche il proprio sangue per amore della sua Comunità.

Come il Buon Pastore.

Alla luce di tutto questo le atroci sofferenze di quei 4 lunghissimi anni, hanno finalmente un senso.

Il senso della Santità acquistata a caro prezzo.

In un passo si dice “Ma al Signore è piaciuto prostrarlo con dolori… dopo il suo intimo tormento, vedrà la luce e si sazierà della sua conoscenza, il giusto mio servo giustificherà molti, egli si addosserà la loro iniquità”. ISAIA Gap. 53 vv 10-12.

E in un altro passo si dice: “Nessuno accende una lucerna e la mette in un luogo nascosto e sotto il moggio ma sopra il lucerniere perché quanti entrano vedano la luce”. LUCA Cap. 11, 33-34.

Tu sei stato e sei Luce per questa Parrocchia, fa che anche noi con 1’aiuto dello Spirito Santo possiamo essere Luce per il proprio fratello e amare la Verità.

Grazie Don Carlo per l’amore che hai avuto per ciascuno di noi e da lassù guardaci sempre e sorridici.

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Mons. Giuseppe Bernacchia. Foto Studio Minnoni Fermo. Prop. Gianfranco Morgoni.

Mons. Giuseppe Bernacchia. Foto Studio Minnoni Fermo. Prop. Gianfranco Morgoni.

a cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri

A Potenza Picena nel Novecento c’è stata una famiglia che ha avuto tre figli tutti consacrati alla vita sacerdotale.
Si tratta della famiglia del muratore Cesare Bernacchia, nato a Potenza Picena il giorno 18/11/1870, e della sig.ra Grazia Sassetti, residenti in vico Bocci, una traversa posta a metà di Via Mugellini.
Hanno avuto tre figli maschi, Giuseppe, Alberto e Marcello e tutti e tre sono diventati sacerdoti.
Il più grande, Giuseppe, nato il giorno 27/9/1900 e morto a Fermo il 22/11/1977, aveva frequentato la scuola elementare di Potenza Picena e poi il Seminario di Fermo. Il suo maestro a Potenza Picena è stato Alessandro Palombari e tra i suoi compagni di classe troviamo, tra gli altri, Maggini Luigi, Carestia Aquilina, Casciotti Lina, Clementoni Elisa, Grandinetti Rosa, Bocchini Alessandro. A Fermo, presso il Seminario, ha conseguito la laurea in sacra Teologia ed è stato consacrato il giorno 29/7/1923; è stato Segretario di Mons. Carlo Castelli Vescovo di Fermo, Cerimoniere Arcivescovile, professore nel seminario di Fermo di Liturgia e Dommatica, parroco dal 1933 ai Santi Martino e Quirico di Fermo.

Don Alberto Bernacchia. Proprietà Maria Belardinelli.

Don Alberto Bernacchia. Proprietà Maria Belardinelli.

Alberto Bernacchia invece è nato a Potenza Picena il giorno 28/12/1905 ed è morto a Fermo il 24/11/1964, a soli 59 anni.
Ha frequentato anche lui la scuola elementare di Potenza Picena con il maestro Romagnoli e tra i suoi compagni di classe troviamo tra gli altri Cardinali Ermanno di Girio, Grandinetti Vitaliano, Orselli Dario, Persichini Giuseppe, Piani Manlio, Pistarelli Venanzo, Roseti Luigi, Sargentoni Alfio e Tanoni Galliano.
Successivamente è entrato nel Seminario di Fermo e la sua consacrazione è avvenuta il giorno di Pasqua del 1930; ha insegnato sempre nel Seminario di Fermo.

Marcello Bernacchia, il più piccolo dei tre fratelli, è nato a Potenza Picena il giorno 23/8/1909 ed è morto a Macerata il 13/11/1990.
Anche lui, come gli altri due fratelli, ha frequentato la scuola elementare di Potenza Picena con la maestra Adelina Romagnoli Matteucci e tra i suoi compagni di classe troviamo, tra gli altri, Belardinelli Giulio, Bernacchia Antonio, Carestia Igino, Carestia Rinaldo, Grandinetti Clito, Lavini Armando, Piani Goffredo, Reucci Primo, Tanoni Attilio e Norberto Mancini, il famoso scrittore che ha raccontato in diverse pubblicazioni sia Potenza Picena che i suoi personaggi più importanti.

Don Marcello Bernacchia. Proprietà Maria Belardinelli.

Don Marcello Bernacchia. Proprietà Maria Belardinelli.

Ha ricevuto l’ordinazione sacerdotale il giorno 19/3/1935 a Fermo, presso la Parrocchia dei Santi Martino e Quirico, dopo che il 6/12/1931 aveva avuto la sua prima tonsura. Dal 1957 è stato parroco a Mogliano presso la Parrocchia dell’Arcipretura di Santa Maria.
Dopo il suo pensionamento è ritornato a Potenza Picena, la sua città natale, per occuparsi a tempo pieno della chiesa della Madonna delle Grazie e l’ha seguita per diversi anni con molto impegno.
La storia dei tre fratelli Bernacchia di Potenza Picena, Giuseppe, Alberto e Marcello è la testimonianza di una famiglia molto religiosa che ha donato i suoi 3 figli al servizio della chiesa di Fermo e ci è sembrato giusto ricordarli ai nostri concittadini.

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