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Archive for the ‘Personaggi’ Category

A cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri

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quadro di San Girio

Tra gli storici di Monte Santo, l’antica Potenza Picena, bisogna ricordar padre Antonio Maria Costantini, frate cappuccino.

“Nato a Monte Santo il giorno 19 Gennaio del 1693 da Giuseppe e da Gironima, al secolo Antonio, vestì l’abito cappuccino il giorno 2 Feb­braio del 1710. Ordinato sacerdote partecipò ad un concorso interno per professore di teologia morale. Due i concorrenti che risultarono di pari merito, ma la cattedra non fu assegnata al padre Antonio Maria Costan­tini. Per addolcire la mancata nomina i superiori lo elessero guardia­no di una comunità. Egli rinunciò all’incarico per dedicarsi completamente agli studi.

Come studioso il padre Antonio Maria ebbe una gamma vastissima di inte­ressi. Impossibile in questa sede una rassegna completa della sua atti­vità culturale; se ne darà l’elenco solamente.

Tra gli incarichi che ebbe dai superiori vi fu quello di postulatore delle cause dei santi. In tale veste redasse il processo sopra la fama di santità di fra Bernardo da Offida, laico cappuccino, che inviò alla Congre­gazione dei Santi. Dalla stessa Congregazione ottenne la messa e l’uffi­cio propri per il beato Girio, comprotettore di Monte Santo.

Si era acquistata una notevole fama di restauratore di opere pittoriche poiché fu incaricato dal Governatore di Loreto di un progetto per il res­tauro degli affreschi del Pomarancio.

Coltivò la topografia storica e in particolare si interessò della ro­mana Pausulae, lasciando due dissertazioni manoscritte sul luogo dove esisteva questa città, molto apprezzate dagli studiosi del tempo.

La sua versatilità non aveva limiti. Come egli stesso afferma, “è stato suo studio il soggetto delle acque di vene invisibili e delle acque vi­sibili dei fiumi”. Per tale sua competenza il Governatore di Loreto lo incaricò di rimediare all’inefficienza del sistema di approvvigionamento idrico della città. Tuttavia la ricerca storica fu la sua attività princi­pale. Della sua produzione è pervenuta un saggio giovanile ri­masto inedito su “l’Origine e notizie della terra di Monte Santo, nobile, antica ed illustre nella Marca”. L’anno 1742 per i tipi del Poggiarelli di Ronciglione pubblicava un “Liber tertius in quo varia documenta, iura et privilegia hominum et regiminis Montis Sancti”. Si tratta, come preci­sa l’autore, di un catalogo di documenti in appoggio al “Trattato istorico del territorio di Monte Santo”. Nonostante le ricerche eseguite dai vari eruditi del Sette e Ottocento del primo volume di tale opera, che l’au­tore dice che fosse già pronto per la stampa, non si è mai trovato nulla.

Il padre Antonio Maria Costantini cessava di vivere nel Convento di Offida il giorno 26 Febbraio del 1767.

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“La Deposizione” di Simone De Magistris del 1876

Il padre Antonio Maria Costantini, tipico esponente della cultura erudi­ta e scientifica del suo tempo, con la sua lunga ed operosa esistenza ha dato un suo contributo alla cultura marchigiana del Settecento, con le sue ricerche storiche, topografiche e attività scientifiche molto appre­zzate dai dotti del suo tempo.” (da I Cappuccini a Potenza Picena di Callisto Urbanelli, Giuseppe Santarelli e Nanni Monelli, Edizioni Anibali, Ancona 1993).

Secondo il Bruti Liberati, padre Antonio Maria Costantini, restaurò anche la tavola di Simone De Magistris del 1576 “La Deposizione”, che si trova all’interno della Chiesa di San Lorenzo dei Frati Cappuccini di Potenza Picena. (da Filippo Bruti Liberati 3° lettera sopra Monte Santo del 1840 e lettera del 1842, Ripatransone Tipografia Jaffei. Potentini Illustri di Norberto Mancini, Recanati, Tipografia Pupilli 1950).

Per quanto riguarda Monte Santo, vi facciamo conoscere il suo manoscritto giovanile che si conserva in originale presso la Biblioteca Comunale di Fermo ed il libro del Marinucci sulla vita di San Girio del 1766, di cui il Costantini fu il postulatore della causa di beatificazione.

pdficon_largemanoscritto_padre_maria_costantini_web.pdf  – Manoscritto di Padre Antonio Maria Costantini “Origine e notizie della terra di Monte Santo, nobile, antica ed illustre nella Marca”. – Biblioteca Comunale di Fermo

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Atto di Battesimo di Antonio Maria Costantini del 19-1-1693. Archivio Storico Parrocchia Santi Stefano e Giacomo.

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a cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri

Erasmo Domenichini (foto per gentile concessione della Famiglia Domenichini)

Uno dei più originali artisti autodidatti di Potenza Picena è stato sicuramente Erasmo Domenichini. Ci siamo interessati ad Erasmo solo nel 2004, quando casualmente fu ritrovata presso il centro di raccolta dei rifiuti del comune di Potenza Picena di Via dell’Aurora nel Capoluogo, una tarsia di cui un nostro concittadino si era liberato.
Quando l’incaricato dell’impianto ci ha informato del ritrovamento, tenuto conto della tecnica di esecuzione, cioè l’intarsio in legno, raffigurante un anziano in fase di riposo (per questo motivo abbiamo attribuito all’opera il titolo“La siesta”) e della firma, con le iniziali D.E., senza la data, abbiamo capito che si trattava di una delle prime opere di Erasmo Domenichini maestro intarsiatore, tenendo anche conto della tecnica del quadro e della qualità dell’opera. Infatti aveva utilizzato pochi pezzi di legno, in forma grande, rispetto alle sue opere della maturità (molto più elaborate, pezzi piccoli di legno, molteplici colori).
Questo quadro è stato donato nel 2004 al Comune di Potenza Picena, con l’impegno di collocarlo all’interno della nostra Pinacoteca Comunale. Erasmo Domenichini nasce a Potenza Picena il giorno 30/6/1929, in Via San Marco n° 240 da Ernesto, falegname, e da Adele Sabbatini, casalinga. La tennista argentina Gabriela Sabatini è una sua parente.
Ha frequentato la scuola elementare locale, poi l’Avviamento e la Scuola d’arte “Ambrogio Della Robbia” con il prof. Giuseppe Asciutti, seguendo l’esempio del padre Ernesto.

Tarsia di Erasmo Domenichini. Foto di Sergio Ceccotti.

Nell’Archivio della Scuola d’Arte si trovano oggi 6 suoi disegni e molti, 16, del padre Ernesto, che risalgono addirittura al periodo 1908 e 1909, quando Direttore della scuola era il Prof. Umberto Boccabianca.
Ha fatto parte inoltre della Banda Cittadina con il maestro Edgardo Latini nel periodo della sua ricostituzione, cioè il 1947/1948, suonando il flauto.
Il 15 Ottobre 1956 si sposa con la sig.ra Rosanna Bettei e dal loro matrimonio nascono Paola e Bruno. Erasmo, come il padre, ha sempre svolto il mestiere di falegname in Via Silvio Pellico, insieme a Pierino Pesci. Muore a Potenza Picena il giorno 13/7/1987.
Conversando con la moglie Rosanna Bettei, bravissima ricamatrice, ci ha molto parlato del marito e della sua passione per l’intarsio, mostrandoci tutti i quadri che custodisce gelosamente nella propria casa di Corso Vittorio Emanuele II, trasformata in una vera e propria Pinacoteca, dove sono presenti la bellezza di 22 tarsie, alcune molto belle ed originali.
Ci ha fatto conoscere inoltre una cartella d’arte scritta dal critico di San Severino Marche Nello Biondi su Erasmo Domenichini, pubblicata poco dopo la sua morte.
Erasmo Domenichini in vita non ha mai fatto una mostra personale, ma solo partecipato a collettive di artisti e marguttiane.

Tarsia di Erasmo Domenichini. Foto di Sergio Ceccotti.

Durante una di queste mostre, che si è tenuta nella nostra città, ha donato al comune di Potenza Picena una sua opera, una tarsia molto bella “Il pescatore”.
La sua tecnica di intarsio con il tempo si è evoluta e le ultime opere sono dei veri e proprio capolavori d’arte. Sue opere si conservano a Parigi, Venezia e in diverse città italiane e marchigiane. Straordinaria la sua tarsia che ha dedicato alla sua Monte Santo eseguita nel 1979 e che oggi si trova in una abitazione privata di Parigi. Suggestiva e poetica la tarsia “Verso il lavoro dei campi… in lontananza la sua cara Potenza Picena”, atto d’amore per la sua Monte Santo.
Mettendo insieme tutte le tarsie che conserva gelosamente la moglie Rosanna, cioè 22, quelle che possiedono i suoi figli Paola e Bruno, cioè 4 e quelle che sono in possesso del Comune di Potenza Picena, cioè 2, è possibile allestire una bellissima mostra personale di Erasmo Domenichini, che potrebbe arricchire il panorama culturale della nostra città.

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Don Benedetto Nocelli. Foto Fam. Nocelli.

Don Benedetto Nocelli. Foto Fam. Nocelli.

A cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri
Il giorno 22 marzo 2019 è venuto a mancare a Fermo Don Benedetto Nocelli.
Nato ad Amandola il giorno 28/01/1934 da Gualtiero e Giuditta Tossici, dopo aver frequentato il seminario di Fermo, il giorno 30/05/1958 arriva a Potenza Picena come vice-parroco di don Gustavo Spalvieri presso la parrocchia di San Giacomo Maggiore a Galiziano.
Fino alla morte di don Gustavo Spalvieri, avvenuta il giorno 27/11/1960, don Benedetto Nocelli è stato il suo vice, poi dopo la sua morte amministratore dal 28/11/1960 fino 14/4/1962. Dal 26/10/1962 si è trasferito a Corridonia presso l’Abbazia di San Claudio al Chienti come parroco.
Don Benedetto Nocelli era il fratello del Prof. Gabriele Nocelli, residente a Potenza Picena dove è stato Sindaco della nostra città dal novembre 1972 fino al mese di giugno 1975 ed ha sposato l’insegnante Anna Clementoni ed hanno avuto due figli, Silvia e Francesco Maria.

Mons. Gustavo Spalvieri e Don Benedetto Nocelli

Mons. Gustavo Spalvieri (sx) e Don Benedetto Nocelli (dx).

Don Benedetto Nocelli è rimasto sempre molto legato a Potenza Picena, ed in particolare ai suoi parrocchiani di San Giacomo Maggiore a Galiziano. Diversi di loro hanno fatto celebrare il matrimonio dei propri figli a Don Benedetto Nocelli presso l’Abbazia di San Claudio al Chienti a Corridonia. Anche quando a Potenza Picena si celebrava la festa di San Giacomo Maggiore il giorno 25 luglio di ogni anno, don Benedetto Nocelli era sempre presente insieme agli altri parroci.
Potenza Picena con la scomparsa di don Benedetto Nocelli ha perso un sacerdote a cui la nostra comunità era molto legata e che lo ricorderà per sempre.

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Il giorno giovedì 19 settembre 2019, il pomeriggio, il musicista del gruppo “Nomadi” Sergio Reggioli di Porto Potenza Picena, ha chiesto di suonare il nostro organo da sala Giovanni Fedeli del 1757 presso l’Auditorium “Ferdinando Scarfiotti”, nella ex-chiesa di Sant’Agostino.

Non lo conosceva e non lo aveva mai suonato. È rimasto affascinato dallo strumento di Giovanni Fedeli, ha apprezzato il suo suono orchestrale e si è complimentato per l’ottimo restauro fatto dal restauratore Michel Formentelli. Ha provato lo strumento per quasi due ore e si è cimentato in diversi brani musicali, alcuni di questi registrati con il telefonino, che grazie alla sua disponibilità vi facciamo vedere ed ascoltare in esclusiva uno di questi.

Ha anche espresso il desiderio di portarci a suonare l’organo il fratello Enrico Reggioli, direttore e famoso pianista, che per la cronaca si è esibito all’interno dell’Auditorium il giorno della sua inaugurazione, cioè il 19 dicembre del 2004, dirigendo l’Orchestra Filarmonica Marchigiana in un concerto memorabile.

Sergio Reggioli con in Nomadi dal 1998 suona il violino molto magistralmente (si è diplomato nel 1992 al Conservatorio “Rossini” di Pesaro), ma oggi ha dimostrato di essere anche un ottimo musicista suonando molto bene il nostro organo. Grazie Sergio Reggioli per essere venuto a suonare il nostro antico organo, che purtroppo durante tutto l’anno rimane quasi sempre muto.

Sergio Reggioli con i Nomadi

È un peccato che non si valorizzi questo straordinario strumento del 1757. Sarebbe auspicabile un concerto d’organo con Sergio Reggioli al violino ed il fratello Enrico al pianoforte. Sarebbe un evento straordinario.

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Igino Ceccotti. Per gentile concessione della Famiglia Ceccotti.

Il primo fotografo professionale di Porto Potenza Picena è stato Igino Ceccotti, dopo di lui troviamo Araldo Polidori. Prima di questi due fotografi c’era una donna già nel 1947, la sig.ra Letizia Offidani, che svolgeva questa attività. La licenza per l’attività di fotografo è stata rilasciata ad Igino Ceccotti il giorno 3 Novembre del 1949, cioè 70 anni fa, dalla Camera di Commercio di Macerata ed il proprio negozio “Foto 3P” era situato in via Dante Alighieri n° 22.

Igino Ceccotti ha documentato fotograficamente per molti anni la vita civile e sociale di Porto Potenza Picena e dopo di lui l’attività è stata portata avanti dal figlio Paolo.

Ma chi era Igino Ceccotti? Nato a Potenza Picena il giorno 18/10/1920 in via Tripoli n° 220 da Odoardo, cantoniere, e da Sodini Luigia, casalinga, ha frequentato la Scuola Elementare di Potenza Picena con i maestri Gabrielli Alessandrina ed Azzolino Clementoni. Tra i suoi compagni di scuola troviamo Grandinetti Ado, Grandinetti Manlio, Grandinetti Oliviero, Orselli Giuseppe, Pupitti Ermanno, Riccobelli Nazzareno, Bernacchia Antonio, Borroni Giuseppe, Paolucci Norberto e Percossi Luigi. Dopo le Elementari ha frequentato i corsi di Avviamento professionale, poi la scuola d’arte “Ambrogio Della Robbia” con il prof. Giuseppe Asciutti. Nell’archivio della scuola d’arte abbiamo trovato 5 suoi disegni che oggi facciamo conoscere a tutti.

Il giorno 29/12/1957 si è sposato a Recanati con la sig.ra Ivana Frogioni ed hanno avuto due figli, Paolo e Silvia.

È morto il giorno 14/1/1997 a Pavullo nel Frignano (Modena).

Il giorno 10/10/2005 il figlio Paolo Ceccotti aveva manifestato la volontà di donare al comune di Potenza Picena, per la Fototeca Comunale che si stava costituendo in quel momento, molto materiale appartenuto al padre Igino, tra cui fotografie, negativi, macchine fotografiche ed attrezza­ture, oltre a documentazione varia.

Era stata anche predisposta una delibera di Giunta Comunale, la n° 273 del 28/10/2005, ma poi il donativo non si è purtroppo concretizzato.

Igino Ceccotti. Per gentile concessione della Famiglia Ceccotti.

È stato un vero peccato, che la nostra comunità ha perso questa occasione, che sicuramente era fondamentale per far conoscere il grande patrimonio fotografico accumulato da Igino Ceccotti in tanti anni di attività, consentendo a tutti di poterlo conoscere, costituendo parte della nostra storia cittadina.

Ci si augura che tra il nostro comune e la famiglia Ceccotti si possa raggiungere un accordo, per acquisire questo fondo di Igino Ceccotti al patrimonio della nostra fototeca comunale, valorizzandolo.

Cogliamo l’occasione, il prossimo anno 2020, del centenario della nascita di Igino Ceccotti per concretizzare questo progetto.

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A cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri
780972Oltre duecento anni fa, nel 1817, nella notte di San Giovanni tra il 24 ed il 25 Giugno, a Macerata è stato organizzato il primo moto del Risorgimento marchigiano. Pochi animosi di Macerata e delle terre vicine, tra cui Monte Santo, Montelupone, Monte Cosaro, Montolmo (Corridonia), Loreto, Filottrano, Ancona, Fermo ed Ascoli Piceno, affiliati alla società Carbonara hanno tentato di insorgere contro “la tirannide sacerdotale e straniera, ma scoperti e oppressi giacquero nelle galere pontificie.” Il tentativo rivoluzionario probabilmente fallì perché qualcuno dei congiurati tradì. Comunque non bisogna dimenticare il coraggio di tutti coloro che hanno messo a rischio la propria vita per lottare per la libertà e l’unità d’Italia. Questo ambizioso obiettivo è stato raggiunto solo il giorno 17 Marzo del 1861.
La città di Monte Santo, come quella vicina di Montelupone, è stata una del¬le realtà territoriali più attive nell’organizzazione di questo tentativo rivoluzionario. Forte da noi era la società Carbonara e molte riunioni si sono svolte in città.
Ma chi erano i santesi che hanno partecipato a questo fallito tentativo rivoluzionario del 1817 e che in due casi hanno anche pagato con la galera il loro impegno?
Il più importante è stato sicuramente Pierangelo Pierangeli, possidente, figlio di Saverio e di Teresa Ventura, nato a Monte Santo il giorno 17 Ottobre 1791. Aveva sposato la sig.ra Maria Tanfoni di Civitanova; era un ex carabiniere che aveva servito nel Corpo della Gendarmeria sotto il Governo di Gioacchino Murat, Re di Napoli.

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Stemma Comunale tratto dal frontespizio del Catasto rustico di Monte Santo (1762-1765) presso l’archivio storico di Potenza Picena, disegnato da Giuseppe Federici.

Pierangeli era l’elemento di spicco che poteva tenere i contatti con gli organizzatori di questo tentativo rivoluzionario marchigiano-romagnolo, i vari Papis, Riva, Carletti e Braga. Per questo suo ruolo strategico nel complotto venne condannato dal Tribunale di Roma all’ergastolo a vita e fu rinchiuso nel Forte di Civita Castellana (VT) il giorno 24/11/1818 e venne messo in libertà solo il giorno 26/2/1831.
Un altro condannato dal Tribunale di Roma è stato Luigi Fioretti, di Monte Santo. Gli è stata inflitta la pena di anni 7 ed è stato rinchiuso nel Forte di Civita Castellana fino al giorno 16/7/1822, dopo di che è stato trasferito al carcere di Macerata.
Altri santesi hanno partecipato a vario titolo a questo tentativo rivoluzionario, ma non sono stati condannati dal Tribunale di Roma; tra di loro troviamo Bernardino Canepini, Luigi Canepini, Vincenzo Michelangeli e Fedele Somma.
A testimonianza di quanto avvenuto a Macerata nel 1817, in via Garibaldi, sulla parete del Palazzo Cioci, oggi si trova ancora una lapide marmorea con il seguente testo:

Nel 1817
Pochi animosi di Macerata e delle terre vicine affratellati nella società dei Carbonari qui si accordarono
per insorgere contro la tirannide sacerdotale e straniera ma scoperti e oppressi giacquero nelle galere pontificie

Noi con questo articolo abbiamo voluto ricordare e rendere omaggio a tutti i santesi che hanno partecipato in vario modo a questo fallito tentativo rivoluzionario del 1817. Già nel 1950 Norberto Mancini nel suo libro “Potentini illustri”, aveva reso omaggio ai nostri Carbonari santesi.

Notizie tratte da:
“Potentini Illustri” del 1950 di Norberto Mancini, Recanati Tipografia Pupilli.
Domenico Spadoni “Il tentativo rivoluzionario marchigiano-romagnolo del 1817 – Atti e Memorie della Regia Deputazione di Storia per le Marche, serie IV, volume III, anno 1926”. “La Rucola” di Macerata n° 233 dell’ottobre 2017, articolo di Romano Ruffini.

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A cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri

Lega dei muratori  e manuali di Potenza Picena 1920.

Potenza Picena è la città dove storicamente ci sono stati sempre molti muratori. Nella Scuola d’Arte “Ambrogio Della Robbia”, fondata nel 1873 da Domenico Filippetti, poi ampliata e riqualificata dal prof. Umberto Boccabianca ed infine professionalizzata dal prof. Giuseppe Asciutti, si sono formati tantissimi muratori. Infatti nell’ambito di questa Scuola d’arte c’era un corso per i muratori, come c’era per fale­gnami, fabbri, calzolai, oltre alla sezione femminile “Margherita di Savoia” per sarte, ricamatrici e cucitrici.
Ma quanti erano i muratori, apprendisti e manuali di Potenza Picena e co­me erano organizzati? Scarse sono le notizie storiche.
Nel 1904 esisteva una Società dei Muratori di Potenza Picena che raggrup­pava 25 soci e svolgeva un ruolo sindacale a favore dei propri aderenti. Nel corso di una vertenza sindacale verificatasi nel 1920, abbiamo avu­to la possibilità di avere maggiori informazioni su questa categoria so­ciale molto importante a Potenza Picena. In quell’anno i loro rappresentanti sindacali, riuniti in due distinte associazioni, una di ispirazione cattolica, la Unione del Lavoro, rappresentata da Ermenegildo Zucchini, ed un’altra di ispirazione socialista, la Lega dei Muratori e manuali, capeggiata da Bonaventura Granati, Filippo Paoletti, Lavini Giuseppe e Paolucci Alessandro, hanno contrattato con i rappresentanti padronali le ta­riffe del lavoro dei muratori, manuali, apprendisti e donne di Potenza Pi­cena. La più grande organizzazione dei nostri muratori era sicuramente quella della Lega dei muratori che in quell’anno 1920 poteva contare ad­dirittura su un numero molto elevato di muratori di 1°, 2° e 3° livello, cioè 37, n° 14 apprendisti e n° 3 manuali, per un totale di 54 unità.

Bonaventura Granati

Tra di loro troviamo personaggi che hanno fatto la storia di Potenza Picena, come Bonaventura Granati, Filippo Paoletti, Attilio Riccobelli, Augusto Riccobelli, Giuseppe Riccobelli, Giuseppe Persichini, Carlo Cardina­li, Ruggero Piani, Manlio Piani, Augusto Cipollari, Domenico Lucia­ni e tanti altri che compaiono nell’elenco che la Lega dei Muratori e manuali di Potenza Picena ha consegnato alle autorità comunali. In quell’anno, cioè il 1920, addirittura sono riusciti, con la loro forza contrat­tuale, a predisporre un tariffario da applicare nel contesto della realtà di Potenza Picena e dove si nota che in questo settore ancora all’epoca venivano utilizzate le donne ed i fanciulli. Nella vertenza sindacale con i rappresentanti padronali addirittura Bonaventura Granati ha portato avanti la proposta di limitare l’orario giornaliero per i muratori a so­le 8 ore, in quanto molto faticoso.
Con l’avvento del fascismo queste rappresentanze dei nostri muratori e manuali sono state sciolte, in quanto espressione sia dei socialisti che dei cattolici popolari. Molti di questi muratori e manuali sono emigrati in Argentina per sfuggire al fascismo, ma la tradizione è continuata nel corso degli anni. I nostri muratori sono accorsi in 15, guidati dal ca­pomastro Bonaventura Granati, nel 1930 a Senigallia, per la ricostru­zione della città colpita da un violento terremoto, con l’impresa edile di Porto Recanati di Italo Frati. Sono emigrati in Francia, a Parigi, ne­gli anni dal 1956 in poi a centinaia, con l’impresa edile dei fratelli Pagnanini di Civitanova Marche.

Attilio Riccobelli. ASCPP.

La Lega dei Muratori e manuali di Potenza Picena era solita festeggiare San Martino, cioè il giorno 11 Novembre di ogni anno, con una iniziativa del loro sodalizio fuori Porta, in cui arrivavano in corteo con la pro­pria bandiera.
Una foto che ci è stata inviata dalla Francia, da Parigi negli anni scor­si da Candido Cardinali, figlio di Carlo ed anche lui muratore, secondo noi ritrae i muratori e manuali di questa gloriosa Lega di Potenza Picena negli anni Venti del Novecento, probabilmente è proprio del 1920 in occa­sione della vertenza sindacale, fotografia scattata da Secondo Torregiani, “Secondo Lo Ritrattista”, vicino al Pincio, nella scalinata di Via Castelfidardo. Questa fotografia nel passato è stata attribuita ai socialisti di Potenza Picena e pubblicata nel libro fotografico della storia del PCI nazionale.
È una bellissima foto di Potenza Picena e si possono riconoscere molti muratori, tra cui Attilio Riccobelli, Giuseppe Persichini, Carlo Cardinali, Filippo Paoletti, Nicola Spinaci (Nicolino La Gatta), Domenico Luciani e tanti altri.

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