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Archive for the ‘Personaggi’ Category

A cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri.

Cartolina ricordo della nascita della Società Cittadina Operaia ed Artigiana Gabinetto di Lettura in Potenza Picena. 21 6 1914.

Nel 1914 esistevano a Potenza Picena diverse associazioni, tra cui la Società Cittadina, la Società Artigiana di Mutuo Soccorso e la Società Operaia di Mutuo soccorso.

La Società Cittadina, che contava n.9 soci ed il cui Presidente era Alberto Pasqualetti, aveva un gabinetto di lettura nel palazzo del Dopolavoro, dove si trovava anche la biblioteca popolare “circolante” e un caffè cittadino gestito dalla famiglia di Rossi Rocco e proseguito con le figlie Jole e Licia.

La Società Artigiana di Mutuo Soccorso era stata fondata a Potenza Picena solo nel 1904, il cui Presidente era Temistocle Mancini e rappresentava tutti gli artigiani di Potenza Picena, muratori, fabbri, calzolai, facocchi (costruttori di carri agricoli, detti anche “birocci”), falegnami ecc.

La Società Operaia di Mutuo Soccorso di Potenza Picena (Presidente all’epoca Ezio Mengoni, il farmacista del nostro paese) era presente nella nostra città da molti anni, fin dal 1880 e contava n.42 soci. A Porto Potenza Picena era presente, invece, un’altra Società Operaia di Mutuo Soccorso fondata nel 1907 da Giovanni Colocci, chiamata “Speranza”.

Nel 1914, il giorno 21 giugno, queste 3 associazioni si unirono in un’unica associazione che prese il nome di “Società Cittadina, Operaia ed Artigiana di Mutuo Soccorso, Gabinetto di lettura”, nominarono Presidente il farmacista Ezio Mengoni e la loro sede venne istituita presso il Palazzo del Dopolavoro (palazzo ove attualmente è ospitata la farmacia comunale fino alla banca) in Piazza Principe di Napoli, come si chiamava all’epoca l’attuale Piazza Giacomo Matteotti.

Questo Palazzo fu messo a disposizione da parte del nostro Comune, che nel 1888 lo aveva acquistato dal comm. Bartolomeo Casalis e da sua moglie Caterina Orsi al prezzo di Lire 6.000.

Programma di inaugurazione della Società Cittadina Operaia ed Artigiana Gabinetto di Lettura in Potenza Picena del 21 6 1914. Foto di Sergio Ceccotti. ASCPP.

In occasione di questa fusione venne stampata una cartolina ricordo all’epoca molto originale, bella e significativa, dove viene riprodotto il nostro Centro Storico sopra il quale volteggia la Dea della Vittoria, la dea greca Nike, con due mani che si stringono, simbolo del mutuo soccorso, con la scritta in latino sopra tre anelli “Vis unita Fortior”, “l’unione fa la forza” e la data in numeri romani XXI-VI-MCMXIV cioè (21/06/1914), il giorno della fondazione della nuova Società Cittadina.

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A cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri

Onofri Albino

Il giorno 18 dicembre 1921, cioè 100 anni fa, nasceva a Montelupone Albino Onofri, figlio di Costantino e di Fermina Boccanera, ultimo di tre figli, dopo Alfredo e Vincenzo.

Il giorno 4/10/1934 si trasferisce con la sua famiglia a Potenza Picena dove svolge il lavoro di manovale. Il giorno 12/7/1948 si sposa con la signora Maria Pia Cardinali e dal loro matrimonio nascono Costantino (Giammario), Giordano e Paolo, muore a Potenza Picena il giorno 17 gennaio 1978.

Albino Onofri nel 1947 ricevette dal Ministero per l’Assistenza post-bellica il diploma di partigiano per aver combattuto i nazi-fascisti nella Divisione Italia, in Jugoslavia. Il giorno 22/3/1952 anche l’Esercito Italiano gli conferirà la Croce al merito di guerra per la sua attività di partigiano (concessione n.1611 del 22/03/1952), firmata dal Generale Comandante Arturo Scattini.

Albino Onofri, chiamato alle armi, parte per l’Albania, destinazione Durazzo, imbarcandosi il giorno 30/7/1943 a Bari, aggregato al 26° reggimento Autieri.

Albino Onofri al centro insieme alla moglie Maria Pia Cardinali ai figli Costantino Giordano e Paolo ed il suocero Armando Cardinali

Dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, insieme a tanti altri soldati, sottufficiali ed ufficiali dell’Esercito Italiano presenti nel territorio albanese, si sottrae alla cattura dei tedeschi, si riuniscono quindi in bande partigiane, costituendo la Divisione d’Assalto Garibaldi “Italia”. Egli fa parte del secondo battaglione Brigata “Fratelli Bandiera”, al comando del maggiore Giuseppe Maras, bersagliere, decorato con medaglia d’oro al Valor Militare, diventato successivamente Generale dell’Esercito Italiano.

Combatte insieme ai partigiani jugoslavi contro i nazi-fascisti e viene rimpatriato con la sua Divisione solo il giorno 1/7/1945, dopo essere stato anche ferito ad una gamba.

In tutto questo arco di tempo, non avendo ricevuto notizie, i suoi familiari a Potenza Picena lo avevano dato per disperso.

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Mario Morbiducci

A cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri.
Nel nostro comune, oltre alle vie intitolate ai partigiani uccisi il giorno 22 marzo del 1944 a Montalto, Mariano Cutini e Mariano Scipioni, presenti nel capoluogo, troviamo, a Porto Potenza Picena una via intitolata a Mario Morbiducci, anche lui eroe partigiano. E’ una delle traverse, la prima, che collega Via Duca degli Abruzzi a Via Regina Margherita. Questa zona è stata urbanizzata dopo il 1883 ed il terreno era all’epoca di proprietà della famiglia Buonaccorsi.
L’intitolazione della Via a Mario Morbiducci risale al 1971, delibera Consiglio Comunale n° 138 del 27 novembre Sindaco Alberto Rosciani. In precedenza la via non aveva un nome. Nel 1989, il giorno 17 maggio, con Decreto del Presidente della Repubblica Francesco Cossiga gli è stata conferita la medaglia d’oro al valor militare alla memoria per la sua attività partigiana, annullando la medaglia d’argento al valor militare che gli era stata conferita nel 1950.

La consegna della medaglia d’oro ai familiari di Mario Morbiducci è avvenuta in occasione dei festeggiamenti del 45° anniversario della Liberazione del 25 aprile 1990 a Macerata.

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Ma chi era Mario Morbiducci? Nato a Macerata il giorno 12 gennaio 1921, cioè esattamente 100 anni fa, da Luigi, durante la seconda guerra mondiale prestò servizio in qualità di sottotenente degli alpini, nel Nord Italia.
Dopo l’8 settembre 1943, come tanti altri nostri soldati, decise di unirsi alla Resistenza e di combattere i nazi-fascisti con il nome di battaglia di “Comandante Medici” in Piemonte. Fu comandante della 184° Brigata Partigiana e Vice-Comandante XI Divisione d’Assalto Garibaldi “Cuneo”. Venne ucciso in combattimento in Val Varaita (Cuneo) il giorno 27/12/1944.

Mario Morbiducci fu insignito della Medaglia d’Oro al Valor Militare alla memoria con la seguente motivazione:
“Animato da elevato sentimento del dovere, dava splendide prove di coraggio nell’affrontare le più gravi responsabilità. In una cruenta azione, sottoposto al fuoco di armi automatiche, con fermo e coraggioso contegno era di esempio ai suoi uomini che rimanevano saldi sulle posizioni. Visti cadere tre serventi di un suo pezzo anticarro, sostituiva il puntatore e con colpi bene assestati, immobilizzava una autoblinda avversaria e riusciva in tal modo a contenere l’urto nemico. Incaricato di importante missione in territorio nemico, assolveva brillantemente il non facile compito, ma, sulla via del ritorno assalito da superiori forze, affrontava ugualmente la lotta finché, colpito a morte si immolava eroicamente dando mirabile esempio di elevate virtù militari.
Fulgida tempra di combattente, testimoniava fino alla morte la sua fedeltà alla causa della Liberazione nazionale”.

Valle Varaita, 9 settembre 1943
27 dicembre 1944

Mario Morbiducci è entrato di diritto tra gli eroi italiani della nostra Resistenza. Potenza Picena in occasione del centenario della sua nascita, con questo articolo, lo vuole degnamente ricordare.

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a cura di Maria Belardinelli

Luigi Morichetti. Foto prop. Famiglia Morichetti.

Luigi Morichetti, nacque a Potenza Picena (MC), il 23/05/1940.

Ultimo di tre fratelli, conobbe i tempi bui della seconda guerra mondiale, con le ristrettezze economiche che ne conseguirono.

All’ epoca c’era molta solidarietà tra parenti e vicini.

Ci si sosteneva affettivamente e materialmente.

Da bambino percorreva diversi chilometri a piedi, per raggiungere certi parenti in campagna, che lo facevano mangiare, dandogli anche qualcosa da portare a casa.

Spesso il ritorno solitario, capitava di sera e quando la paura lo assaliva, cantava, per farsi compagnia.

Da giovanissimo emigrò in Francia, unitamente alla propria famiglia, dopo aver frequentato il quinto Ginnasio presso il seminario di Fermo.

Quando, insieme a suo fratello Mario, arrivò alla Gare de Lyon di Parigi con le “famose valigie di cartone” e vide persone e cose avvolte in una fitta nebbia, provò l’istinto di rimettersi in treno e tornare indietro.

L’ Italia già gli mancava!

Dopo essersi scambiati sguardi di sconforto ma anche di speranza, accettarono la sfida di iniziare una nuova vita in un paese straniero.

Luigi rimase in Francia ventitre’ anni, imparando velocemente la lingua ed integrandosi perfettamente nel mondo lavorativo.

Luigi Morichetti insieme alla moglie Maria Belardinelli il giorno del loro matrimonio. Foto Prop. Fam. Morichetti

Il suo primo impiego fu presso una grande Ditta che costruiva televisori e che però, dopo qualche anno fallì.

Successivamente esercitò la sua attività, alle dipendenze della DITTA MEUBLES FADI con sede in Argenteuil, con la qualifica di capo delle vendite, in effetti con funzioni vicarie del proprietario.

La struttura organizzativa dell’Azienda era di tali dimensioni sia dal punto di vista dell’estensione (6000 mq di esposizione e 16.000 mq di deposito), sia dal punto di vista contabile-amministrativo.

Era molto amato dal proprietario, che lo considerava quasi come un figlio, dagli impiegati e dagli operai.

Quando qualcuno si trovava in difficoltà per incomprensioni tra colleghi o per richieste particolari al titolare, lui faceva da tramite e con il suo “savoir faire”, fatto di gentilezza e di fermezza all’ occorrenza, appianava ogni cosa.

Dal 1970 al 1981 fu iscritto all’ Albo dei Dirigenti d’ Azienda Francese.

Un caldo pomeriggio d’ estate del 1975, conobbi Luigi, amico d’ infanzia di mio fratello Mauro.

Stavano bevendo qualcosa in Piazza della Stazione a Porto Potenza Picena.

In quel momento mentre passavo, mio fratello mi vide e mi chiamò presentandomi Luigi.

Fu un colpo di fulmine!

Facemmo di tutto per dimenticare quell’ incontro, ma si sa “la lontananza spegne i fuochi piccoli, ma accende quelli grandi, grandi…”.

Luigi Morichetti da giovane. Foto di Sergio Ceccotti

Così nel 1981 ci fidanzammo ed il 24/07/1983 ci sposammo presso l’Abbazia di San Claudio.

Mentre la Francia, lo accolse a braccia aperte e gli permise di realizzarsi in senso lavorativo, sociale ed umano, il suo ritorno in Patria fu invece traumatico.

Per alcuni anni tutte le porte si chiusero per lui!

Non si scoraggiò e dotato di spirito di adattamento, creatività e tenacia, si inventò un nuovo lavoro.

Da sempre coltivava un vero e proprio amore per il legno che considerava “materia viva”.

Da autodidatta imparò a restaurare vecchi mobili, partendo dagli insegnamenti acquisiti su un vecchio libro francese.

Progettò e realizzò artigianalmente diversi mobili di casa nostra, una biblioteca a casa di mio fratello ed un tabernacolo in Collegiata prima del restauro definitivo, appoggiandosi, alla falegnameria di Enzo Torresi per i lavori più impegnativi, che necessitavano di strumenti adeguati.

Sempre per la Collegiata restaurò alcuni mobili provenienti dalla Chiesa di Sant’ Agostino.

Inoltre restaurò anche per il nostro Comune, un antico tavolo a ferro di cavallo con le relative sedie (in origine arredo della sala consiliare) e gratuitamente un’antica consolle in noce del settecento.

Sempre gratuitamente restaurò un Crocifisso attualmente situato alla Madonna della Neve.

Qualunque cosa “fioriva” nelle sue mani, nei suoi pensieri ed ancor prima nel suo cuore.

Qualcuno vedendo le sue realizzazioni gli disse: “Luigi, tu sei un artista e non lo sai!”.

Lettera di ringraziamento del Sindaco Mario Morgoni a Luigi Morichetti per aver restaurato gratuitamente la consolle in noce del sec. XVIII. 16/12/2002. Foto di Sergio Ceccotti

Diverse volte la sofferenza ed il dolore bussarono alla porta, mettendo in pericolo le nostre vite.

Accettammo con pazienza, confidando nell’aiuto di Colui che tutto sa, tutto può e che comunque sempre ama.

Il 10 aprile 2020, iniziò il suo Calvario reso più straziante dai sette trasferimenti da un Ospedale all’ altro.

Il Covid-19 è stata la causa iniziale, ma non quella che ha determinato la sua morte.

E’ vero, stiamo combattendo contro un nemico invisibile e pericoloso, ma spesso l’uomo, per superficialità, negligenza o vanagloria, vi aggiunge del suo, rendendo ancora più dolorose le storie di tanta gente.

Tutto ha sopportato senza un lamento, con dignità e sempre con un “grazie” pronto sulle labbra.

Da donna innamorata, gli dedicai alcuni versi, nel pieno della nostra giovinezza e dopo il triste epilogo.

Sono questi:

A  TE

“Mi tuffo nei tuoi occhi verdi,
mare di infiniti silenzi,
di dolci tenerezze,
di trasparenze luminose.

Incontro gli abissi
più tormentati
della tua anima.

Mi sento smarrita.

Torno a guardarti.

Mi perdo di nuovo
nel tuo mare”.

PERDERMI

 “Vorrei perdermi
nella corolla
di un fiore,
nelle note
di un pentagramma.

 Vorrei perdermi
in una goccia
delle tue lacrime,
nel tuo sorriso…

Per sentire
meno dolore
e più amore!”.

E come disse Giobbe (1, 21-22)
“Il Signore ha dato,
il Signore ha tolto,
sia Benedetto il
Nome del Signore!”.

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A cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri.

Bologna, A. Caselli, Ritratto di Bruno Mugellini Olio su compensato riproduzione fotografica ink jet.

Il giorno 24 dicembre 1871 in Piazza Grande (oggi Giacomo Matteotti) di Potenza Picena, nel Palazzo Pierandrei, proprietà dell’ingegnere comunale Giuseppe Pierandrei, nasceva il musicista Bruno Mugellini.

Il padre, il dott. Pio, nato a Roma il giorno 18/04/1847 da Brunone e laureato all’Università di Roma il 18 dicembre 1869, era medico chirurgo nella nostra città e la madre, Maria Paganetti, era una possidente. Vennero ad abitare a Potenza Picena nel 1870, proveniente da Morro d’Alba, nell’anconetano.

Bruno Mugellini è stato iscritto all’anagrafe di Potenza Picena con i nomi di Bruno, Stanislao, Pierfederico ed Ignazio, venne battezzato presso la Collegiata di Santo Stefano il giorno 26 dicembre 1871 anche con i nomi di Natale e Giuseppe dal preposto don Alessandro Cipollari. Svolsero il ruolo di padrini l’ingegnere Giuseppe Pierandrei e Costanza Delicati, rappresentata per procura da Volumnia Pierandrei (sorella di Giuseppe).

Nel 1873 il dott. Pio Mugellini fu tra i fondatori della locale filodrammatica, insieme a Corrado Buonaccorsi, Francesco Saverio Fioretti, Ettore Bocci, Guido Palombi, Raffaele Zannini, Enrico Gasparrini, Domenico Antonio Rossini, Alessandro Cipriani, Alfonso Anfolzi, Guglielmo Gasparrini, Lamberto Gasparrini, Giovanbattista Sassetti, Francesco Zannini, il dott. Nicola Palombi, Filippo Canepini e Paolo Sassetti, lasciò Potenza Picena nel 1874 insieme alla sua famiglia per recarsi a Campagnano, in provincia di Roma, ad esercitare la sua professione di medico chirurgo.

Atto di Battesimo di Bruno Mugellini del 26 Dicembre 1871. Archivio Storico Parrocchia di SS. Stefano e Giacomo PP

Il musicista, morto a Bologna il 15 gennaio 1912, è famoso in tutto il mondo per il suo rivoluzionario metodo di esercizi tecnici per pianoforte del 1911, 8 libri pubblicati un anno prima della sua prematura morte. Per onorare e ricordare i 150 anni dalla nascita del musicista, abbiamo deciso di pubblicare sul nostro blog gli 8 libri del suo rivoluzionario metodo: abbiamo incominciato nel mese di ottobre 2020 con il primo libro e finiremo nel mese di maggio 2021 con l’ottavo ed ultimo libro.

La nostra città il giorno 28 ottobre 1933 gli ha intitolato il Teatro Condominiale, grazie all’iniziativa del maestro Azzolino Clementoni, fratello dei musicisti Arturo e Flavio.

Il giorno 10/08/1951, cioè 70 anni fa, il Consiglio Comunale di Potenza Picena ha deciso di intitolargli una delle principali vie del nostro centro storico, quella che collega il Piazzale Santo Stefano alla Piazza Principale Giacomo Matteotti, in precedenza chiamata Giuseppe Garibaldi.

Nel 1950 Mugellini è stato inserito tra “I Potentini Illustri” da Norberto Mancini, mentre nel 2000, dal 7 al 22 gennaio, è stata organizzata a Potenza Picena la I° celebrazione del M° Bruno Mugellini.

Nel 2012, in occasione del centenario della sua morte, la nostra città è stata sede di un Convegno nazionale, che ha richiamato a Potenza Picena i massimi studiosi del nostro musicista: sono intervenuti anche alcuni suoi parenti, la nipote Rosa Mugellini, figlia di Mario, con suo figlio Bruno Re, anche lui musicista, professore al Conservatorio di Roma Santa Lucia in viola da gamba, oltre alla signora Laura Mugellini, pronipote del musicista, di Codignola di Ravenna.

Gli atti di questo straordinario convegno nazionale sono stati raccolti in un volume, stampato dall’editore di Fermo Andrea Livi e finanziato dal dott. Roberto Domenichini. Gli interventi contenuti nel volume sono fondamentali per poter conoscere la vita e le opere del musicista, già nel 1990 il dott. Mauro Mancini di Potenza Picena aveva pubblicato un libro sulla vita di Bruno Mugellini e la storia del Teatro da poco restaurato ed inaugurato.

Dal 2016 si svolge a Potenza Picena il Mugellini Festival, giunto nel 2020 alla quinta edizione, i cui direttori artistici sono il maestro Lorenzo Di Bella e Mauro Mazziero e sempre dal 2016, all’interno del nostro teatro si trova un busto in ceramica di Bruno Mugellini, opera dell’artista di Recanati Michela Nibaldi; è presente, inoltre, una riproduzione fotografica del ritratto di Bruno Mugellini, opera di A. Caselli, un olio su compensato presente a Bologna nel Museo Internazionale e Biblioteca della Musica.

Ci si augura che nel corso del 2021, 150° anniversario della nascita di Bruno Mugellini, la nostra città gli potrà dedicare uno straordinario evento.

Portiamo a conoscenza dei nostri affezionati lettori l’ultimo contributo per la conoscenza di Bruno Mugellini redatto dalla prof.ssa Paola Ciarlantini di Recanati, una delle massime studiose in Italia dell’artista, insieme al prof. Paolo Peretti di Sant’Elpidio a Mare.

Palazzo Pierandrei

Si tratta di un interessantissimo lavoro di ricerca storica su “Il musicista Bruno Mugellini e Bologna”, uscito sul periodico annuale di studi e ricerche di storia, d’arte e di cultura bolognese, a cura del Comitato per Bologna storica artistica, Editore Pàtron di Bologna, anno LXX-2020.

Presso la nostra Biblioteca Comunale “Carlo Cenerelli Campana” di Via Trento, grazie al dott. Roberto Domenichini, è possibile consultare questo interessantissimo contributo storico della prof.ssa Paola Ciarlantini.

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A cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri.

Raul Baiocco mentre suona il suo organetto all’esterno del supermercato Si con Te Malatini. Foto Fam. Baiocco

Il giorno 15 febbraio 2016 è venuto a mancare Raul Baiocco, suonatore d’organetto di Potenza Picena ed appassionato della nostra tradizione folcloristica legata alla campagna santese ed in particolare al saltarello.

Nato a Montecosaro il giorno 1/9/1925 da Ulderico e da Adorna Silvestrini, si è sposato a Potenza Picena il giorno 3/6/1956 con la signora Liliana Melatini, figlia di Alfredo Melatini e dal loro matrimonio sono nate Renza e Claudia.

Vissuto sempre a Montecanepino, frazione di Potenza Picena, con la sua famiglia, ha lavorato prima in campagna poi è stato assunto nella ditta Bontempi, fabbrica di strumenti musicali di Potenza Picena.

Da sempre appassionato di musica, ha imparato a suonare l’organetto fin da giovane ed ha fatto parte di gruppi folcloristici locali, tra cui “Li Matti de Montecò”, che si esibivano in particolare durante la Festa di San Vincenzo Ferreri a Montecanepino, la Festa del Grappolo d’oro e durante la Sagra dei Piselli, manifestazione, quest’ultima, che veniva organizzata dagli abitanti di Montecanepino e che si tenne per ben sei edizioni, dal 1959 al 1964. Suonava molto bene anche la fisarmonica. Il suo nume d’arte era “Raul de Baioccos” ed ha pubblicato anche un disco insieme a Luigi Cotroné, Giudo Berrettoni e Luigi Ciccarelli.

L’organetto compagno di vita appartenuto a Raul Baiocco della ditta Ficosecco Castelfidardo. Foto Fam. Baiocco

Ha fatto parte ultimamente del Gruppo Folcloristico fondato dalla maestra elementare Anna Clementoni “Montesanto 92”, formato dai bambini e dalle bambine della scuola elementare “Giacomo Leopardi” di Potenza Picena. Il gruppo veniva seguito, nei 5 anni del ciclo scolastico, dalla maestra Anna insieme agli anziani di Potenza Picena, come Raul Baiocco, Fernando Borroni (Arsè), Emilio Pesci (lo “Crocchio”), Ficosecco e Bianca Capponi. Con questo gruppo si è esibito più volte in trasmissioni Rai e Mediaset.

La nostra città, con la scomparsa di Raul Baiocco, ha perso uno degli ultimi suonatori d’organetto ed un uomo che ha dedicato tutta la sua vita alla musica popolare ed alla tradizione folcloristica santese.

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