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Archive for the ‘Personaggi’ Category

a cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri

Nazzareno Riccobelli

Dott. Nazzareno Riccobelli.

Dopo le elezioni amministrative del Giugno 1951 che hanno visto la vittoria della Democrazia Cristiana con i suoi alleati e la sconfitta del Fronte Popolare, formato da Comunisti e socialisti, è stato eletto Sindaco di Potenza Picena per la Democrazia Cristiana il dott. Nazzareno Riccobelli.
Il suo è stato un brevissimo mandato, dal Giugno 1951 fino al mese di Maggio 1952, quando si è dimesso da Sindaco ma non da consigliere comunale. Al suo posto è stato eletto sindaco il maestro Lionello Bianchini, che poi ha concluso il mandato regolarmente fino al 1956 ed è stato poi rieletto Sindaco dal 1956 fino ai 1960.
Nel 1951 insieme al dott. Nazzareno Riccobelli sono stati eletti consiglieri comunali per la maggioranza il prof. Marcello Simonacci, che poi diventerà nel 1958 Deputato della Democrazia Cristiana, Grandinetti Ado, Mazzarella Alessandro, Pasquali Silvio, Zallocco Alessandro, Bianchini maestro Lionello, Rossi dott. Umberto, Pescetti Antonio, Piersanti Giuseppe, Cecarini Giacomo, Rinaldoni Rinaldo, Paniconi Orlando, Valentini Gildo, Solanelli dott. Gaetano e Zucchini Gildo. Per la minoranza sono stati eletti Carestia Antonio, già Sindaco di Potenza Picena dal 1946 fino al 1951, Giuseppe Ricciardi, Giuseppe Fusari e Nazzareno Doffo.
Gli assessori effettivi erano Bianchini Lionello e Grandinetti Ado, quelli supplenti Mazzarella Alessandro e Solanelli dott. Gaetano.
Il motivo delle dimissioni da Sindaco del dott. Nazzareno Riccobelli erano solo di natura lavorativa, in quanto doveva andare a lavorare come chimico all’Arsenale Militare di Taranto.
Ma chi era Nazzareno Riccobelli?

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Nato a Potenza Picena il giorno 11/11/1921 da Serafino e da Maria Ceccotti in Via Buonaccorsi n° 93, aveva altre tre sorelle, Maddalena, che sposerà Ermanno Sargentoni, Laura, che sposerà Nando Scataglini e Giovanna, che sposerà Gabriele Guerrini. Ha frequentato le scuole elementari locali con le maestre Giulia Marconi ed Elide Sensini e con il maestro Azzolino Clementoni e tra i suoi compagni di classe troviamo Igino Ceccotti, Ado Grandinetti, Manlio Grandinetti, Oliviero Grandinetti, Giuseppe Orselli, Ermanno Pupitti, Antonio Bernacchia, Giuseppe Borroni, Norberto Paolucci, Luigi Percossi e Gabriella Clementoni.
Successivamente ha studiato presso il Seminario di Fermo, per uscirne e frequentare il Liceo Classico di Recanati, infine si è laureato in chimica industriale all’Università di Bologna. Ha lavorato come chimico per l’Arsenale Militare a La spezia, Taranto, Torino e Milano.
Si è sposato a Taranto il giorno 9/7/1962 con la sig.ra Angela Natali ed hanno avuto due figli, Francesco e Maria Rita. E’ morto in Ancona il giorno 18 Gennaio del 1973 ed è sepolto presso il nostra Cimitero del Capoluogo.
Con questo articolo, grazie alla disponibilità della sorella di Nazzareno, Laura Riccobelli, che ringraziamo, vogliamo che la nostra comunità ricordi questo sindaco di Potenza Picena, anche se lo è stato per pochi mesi.

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a cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri – traduzione: Mariella Morello

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Sig. Emilio Zamboni

Il giorno Venerdì 12 Novembre 2018 è morto all’Ospedale di Civitanova Marche Emilio Zamboni all’età di 90 anni.
Emilio Zamboni era un nostro collaboratore, nonostante l’età avanzata, ed era molto attivo.
Era lui l’incaricato ufficiale di tradurre i nostri articoli in spagnolo, ed abbiamo anche pubblicato diversi suoi lavori di ricerca storica.
Per le traduzioni spiccano la storia del Teatro “Bruno Mugellini” e la vita di San Girio di padre Eugenio Bompadre, per citarne alcuni.
Un suo articolo, in particolare, è stato fondamentale per far conoscere Potenza Picena in Argentina, scritto sia in italiano che in spagnolo, dal titolo molto significativo “Panorama di Potenza Picena”.
Grazie a questa intuizione di Emilio Zamboni, Potenza Picena è stata fatta conoscere in tutta l’Argentina, tra i tantissimi discendenti dei nostri emigrati, ma non solo. Emilio Zamboni per questo motivo deve essere considerato a ragione il più importante “ambasciatore” di Potenza Picena in Argentina.
Questo articolo di Emilio è il più seguito del nostro blog, e ne siamo orgogliosi.
Tantissimi discendenti dei nostri emigrati in Argentina ci lasciano su questo articolo dei post, chiedendo informazioni sui loro parenti a Potenza Picena, atti di battesimo e di nascita, addirittura in alcuni casi l’albero genealogico della loro famiglia. Noi rispondiamo a tutti e siamo felici quando troviamo la documentazione necessaria per far avere loro la cittadinanza italiana, nei casi in cui ne hanno legittimamente diritto. Quando vengono in Italia, passando per Potenza Picena ci cercano ed Emilio è stato sempre disponibile a farci da traduttore.

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Manifestazione Bicentenario indipendenza argentina 9 luglio 2016. Foto di Enzo Romagnoli.

Ma chi era Emilio Zamboni? Emilio Zamboni era nato il giorno 11/12/1928 a General Villegas (prov. di Buenos Aires), in Argentina, da Gerardo e da Fernandez Victoria, e la sua famiglia era di origine veneta. Aveva un altro fratello, Carlos Montero, musicista morto in Spagna il giorno 4/5/2016, che è stato anche a Potenza Picena per un concerto presso la sede degli Amici della Musica il giorno 3/10/2015.
Emilio Zamboni il giorno 27/7/2008 si è sposato con la sig.ra Gabriela Bitocchi, originaria di Recanati, e nel 1997 sono venuti in Italia e si sono stabiliti a Potenza Picena, dove si trovano dei parenti della moglie, la famiglia Moschini.
Emilio Zamboni era un grandissimo appassionato di musica ed un esperto di tango argentino (faceva parte dell’Associazione Amici del Tango di Buenos Aires, collaborando con le sue ricerche storiche); era socio e membro del Direttivo dell’Associazione Amici della Musica “Arturo e Flavio Clementoni” di Potenza Picena.
Emilio faceva parte, insieme alla moglie Gabriela, del Comitato “Piramide Mayo” di Potenza Picena che in questi ultimi anni si è distinto nella organizzazione di molte manifestazioni legate all’Argentina, come il Bicentenario dall’inizio dei moti per l’Indipendenza Argentina nel 2010, il Bicentenario dell’Indipendenza Argentina nel 2016 ed i 50 anni dell’inaugurazione della Piramide de Mayo di Largo Leopardi nel 2017.
Quando in Comune venivano ricevuti i tanti nostri discendenti degli emigrati che provenivano dall’Argentina, Emilio era sempre molto disponibile ad essere presente e a fare da traduttore.

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Emilio Zamboni espone la cronistoria dell’Indipendenza argentina. Manifestazione Bicentenario indipendenza argentina 9 luglio 2016. Foto di Enzo Romagnoli.

La sua morte ci ha molto addolorati ed Emilio ci mancherà sicuramente. Comunque porteremo avanti il nostro lavoro certi che lui ci seguirà dal cielo e cercheremo di far conoscere a tutti i nostri affezionati lettori quei lavori di ricerca storica di Emilio non ancora pubblicati sul nostro blog.
Questo articolo viene anche pubblicato in spagnolo per facilitare la lettura del testo da parte di tutti coloro che ci seguono dall’Argentina e che hanno avuto modo di conoscere Emilio e di apprezzarlo.

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Dedicado a Emilio Zamboni, nuestro colaborador y amigo, “embajador” de Potenza Picena en Argentina.

El 12 de Noviembre del 2018 falleció en el Hospital de Civitanova Marche EMILIO ZAMBONI a la edad de 90 anos.
Era un nuestro colaborador muy activo a pesar de su avanzada edad. Era el encargado oficial de traducir nuestros artìculos en castellano y gracias a ello hemos podido publicar varios de sus trabajos de investigación histórica.
De sus multiples traducciones se destacan la historia del Teatro Bruno Mugellini y la vida de San Girio de Padre Eugenio Bompadre.
Un articulo suyo en particular ha sido fundamental para hacer conocer Potenza Picena en Argentina, escrito ya sea en italiano, como en castellano, cuyo titulo muy significativo fue: PANORAMA DE POTENZA PICENA.
Gracias a este trabajo de Emilio Zamboni, Potenza Picena ha sido conocida en toda la Argentina, entre los muchos descendientes de nuestros inmigrantes, por tal motivo y siendo él mismo un descendiente de inmigrantes, debe ser considerado y con razon el más importante representante de Potenza Picena en Argentina.
Este articulo es el más seguido de nuestro blog y por ello estamos muy orgullosos.
Muchos descendientes de nuestros inmigrantes en Argentina, dejan comentarios sobre este articulo pidiendo información sobre sus propios parientes en Potenza Picena, como certificados de Nacimiento de Bautismo y además algunos casos el arbol genealogico de sus familias.
Nosotros contestamos a todos y nos sentimos satisfechos cuando encontramos la documentación necesaria para que puedan obtener asì la ciudadania italiana en los casos de legitimo derecho. Cuando vienen a Italia ,pasando por Potenza Picena, nos buscan y ha sido siempre EMILIO con su increible disponilidad a hacer de intérprete.
Pero quien era Emilio Zamboni?
Nacido el 11 de Diciembre de 1928 en General Villegas, Provincia de Buenos Aires, Argentina Hijo de Gerardo Zamboni y Victoria Femandez. Su familia era de origen Veneta.
Tenia un hermano Carlos Montero músico y compositor fallecido en Espana el 4 Mayo del 2016, estuvo en Potenza Picena para realizar un concierto en la sede de la Asociación Amigos de la Musica el dia 3 de Octubre del 2015.
Emilio Zamboni se unió en matrimonio con la Sra. Gabriella Bitocchi nacida en Recanati, el 27 de Julio del 2008 .
En el ano 1997 vinieron a Italia para establecerse en Potenza Picena, donde hay parientes de su esposa, la familia Moschini.
Emilio Zamboni era un grande apasionado de música y un experto del tango argentino, y formò parte por mucho tiempo de la Asociacion Amigos del Tango donde colaboró con sus investigaciones històricas,Tambien fue socio y miembro del Consejo Directivo de la Asociacion Amigos de la Música de Potenza Picena.
También junto a su esposa formaba parte del comité “Pirámide de Mayo de Potenza Picena, institución que en estos ultimos anos se ha distinguido por organizar muchas manifestaciones ligadas a la Argentina, como por ejemplo el Bicentenario de la Revolución de Mayo en el 2010 y el Bicentenario de la Independencia Politica en el 2016 y el 50 aniversario de la inauguración de la réplica de la Piramide de Mayo instalada en el Largo Leopardi en el 2017.
Cuando en la Municipalidad se recibian los descendientes de nuestros inmigrantes , que venian de Argentina, Emilio estaba siempre presente con su disponibilidad para hacer de intérprete. Su fallecimiento nos ha dejado muy dolidos y seguramente sentiremos su ausencia, de todos modos seguiremos adelante con nuestra tarea, seguros que él desde el cielo seguirà acompanandonos y trataremos de hacer conocer a todos nuestros afeccionados lectores, aquellos trabajos de investigación histórica no publicados aun en nuestro blog.
Este articulo ha sido publicado en castellano para facilitar la lectura del texto a todos quello que nos siguen en Argentina y que han tenido modo de conocer a Emilio y apreciar sus cualidades.

Traducion par Mariella Morello

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a cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri
Maria CarliniIl 30 Giugno 1944 è stato un giorno di grande felicità per Potenza Picena in quanto è stata liberata dalle truppe alleate polacche del Reggimento Corazzato Pulk 4 Pancerny Skorpion al comando del colonnello Ignacy Kowalczewski.
Nella stessa giornata si è anche consumata la più grave tragedia per la città di Potenza Picena. I tedeschi in fuga dalle colline di Recanati hanno sparato diversi colpi d’artiglieria su Potenza Picena, uno dei quali ha colpito la base della Torre Civica in Piazza Principe di Napoli (oggi Giacomo Matteotti), facendo 5 morti, ed un altro ha colpito la casa della famiglia Mazzoni, in contrada La Concia, facendo 3 vittime. Complessìvamente sona morte 8 persone, 5 donne e 3 uomini.
Tra le persone morte in Piazza troviamo la giovane donna Maria Carlini, che teneva in braccio il nipote Sandro Carlini, di soli 3 anni, figlio del fratello Francesco.
I tedeschi prima di partire da Potenza Picena avevano già preannunciato la tragedia che si sarebbe abbattuta su Potenza Picena. Dissero ai nostri concittadini “oggi noi partire, domani voi Kaputt”.
Maria Carlini è morta ed il nipote Sandro è rimasto gravemente ferito dalle schegge.
Chi era quella giovane donna di soli 29 anni, che viene anche ricordata nella lapide posta il giorno 25 Aprile 2000 alla base della Torre Civica in Piazza Matteotti?
Maria Carlini era nata a Potenza Picena il giorno 7/10/1915 da Enrico e da Giuseppa Asciutti in Vico San Sisto n° 29. Aveva altri tre fratelli, padre Cherubino, Francesco e Virgilio ed una sorella Rita.

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La famiglia Carlini insieme a Padre Agostino Asciutti. Da sx Virgilio, Enrico, Rita, Cherubino, Giuseppa Asciutti. Dietro P. Agostino Asciutti, Maria Carlini e Francesco Carlini. Foto Claudio Carlini.

Maria Carlini ha frequentato la Scuola elementare locale con i maestri Elide Sensini, Maria Galletti ed infine con Azzolino Clementoni. Tra i suoi compagni di scuola troviamo Ermanna Grandinetti, Bice Bernabiti, Gisella Granati, Fernanda Carestia, Alba Monsù ed Amelio Pescetti. Dopo la Scuola elementare ha frequentato i corsi della Scuola d’arte “Ambrogio Della Robbia”, con lo zio, il prof. Giuseppe Asciutti.
Nel nostro archivio storico si trovano 5 suoi disegni, che con l’occasione di questo articolo li vogliamo far conoscere a tutti.
Maria Carlini da oggi non sarà più solo un nome, ma avrà un volto, una sua storia che rimarrà per sempre nella memoria di tutti i santesi a ricordo della tragedia del 30/6/1944.

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a cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri
Il giorno 6/10/2018 ci ha lasciati Mario Zucchini all’età di 91 anni.
Dopo la morte della moglie Anna Kienberger, avvenuta il giorno 20/12/2017, Mario si era sentito male e nel giro di pochi mesi ha raggiunto la sua amatissima consorte in cielo. Uniti nella vita, uniti nella morte.
Mario Zucchini è stato sicuramente il più grande calciatore di Potenza Picena di tutti i tempi, arrivando a vestire per 4 stagioni, dal 1951 fino al 1954, la maglia dell’Anconitana in serie B. Aveva inoltre giocato in precedenza prima con la Civitanovese poi con la Recanatese, segnando in un campionato ben 32 goal. Dopo l’esperienza con l’Anconitana ha giocato due anni con la Vastese e di nuovo con la Civitanovese ed ha concluso la sua gloriosa carriera con il Potenza Picena. È stato poi un bravo allenatore con la Vastese in serie C e poi con il Potenza Picena.
Aveva iniziato a giocare al calcio giovanissimo dopo la guerra con la Unione Sportiva Potentina in prima Divisione nel periodo 1945-1946 e 1946-1947. Aveva fatto parte della giovane squadra del Potenza Picena quando il giorno 10 Giugno del 1946 è stato inaugurato il campo sportivo costruito dai soldati polacchi del 4° Reggimento corazzato Skorpion, nell’incontro memorabile con la rappresentativa polacca, terminato a favore di quest’ultimi con il roboante punteggio di 8 a 1, ed il goal della bandiera per il Potenza Picena è stato segnato da Antonio Bernacchia. Di quella mitica squadra del Potenza Picena rimane oggi in vita, dopo la morte di Antonio Bernacchia e di Mario Zucchini, solo Augusto Cittadini, “Augusto de Cocò”.
Mario Zucchini era nato a Potenza Picena il giorno 17/10/1927 in Via Tripoli n° 100 da Ermenegildo e da Igina Pescetti ed aveva altri due fratelli, uno più grande, Domenico ed uno più piccolo, Reinaldo (Fausto). Il giorno 31/8/1954 si è sposato con la sig.ra Anna Kienberger ed hanno avuto due figlie, Rosi e Paola, che gli hanno dato come nipoti Eva, Giona e Mario.
Mario Zucchini oltre all’attività di calciatore ed allenatore, aveva anche lavorato presso la centrale di sollevamento di Becerica, poi aveva imparato il mestiere di ottico, aprendo un negozio, oggi portato avanti dalla figlia Paola.
Per concludere Mario Zucchini è stato un grande calciatore, allenatore,marito, padre di famiglia e nonno affettuoso.
Era sempre disponibile e gentile nel raccontarci la storia di Potenza Picena, gli avvenimenti, i personaggi caratteristici di Monte Santo.
Era un appassionato di musica ed è stato tra i fondatori della Associazione Amici della Musica “Arturo e Flavio Clementoni” di Potenza Picena.
Ci mancherai Mario, ma noi non ti dimenticheremo.

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Rita Carlinia cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri
Nel mese di Settembre 2018 è venuto a Potenza Picena il sig. Massimo Carlini che dal 1948 vive in Argentina, a Buenos Aires.
Massimo Carlini è nato a Potenza Picena il giorno 17/4/1945 da Giuseppe e da Rosa Percossi ed abitavano in Via Tripoli. E’ la prima volta, dal 1948, che viene a Potenza Picena, cercando le sue radici, i suoi parenti. Tra i suoi parenti, del ramo paterno che da noi vengono riconosciuti con il soprannome di “Mammetta”, ha trovato il sig. Giovannino Paparelli, suo cugino, la cui madre Maria Carlini era la sorella del padre di Massimo, Giuseppe. Suoi lontani parenti anche i figli di Virgilio Carlini, Claudio ed Enrico.
Anche Rita Carlini, sorella di Virgilio, era una sua parente e Massimo ha avuto modo di conoscerla quando lei viveva in Argentina e conservava sul suo telefonino una foto dove loro stavano insieme.
Dopo questa notizia abbiamo voluto approfondire la conoscenza di Rita Carlini che si era sposata a Potenza Picena il giorno 29/3/1951 per procura con il sig. Augusto Pastocchi, che viveva in Argentina, e non hanno avuto figli. Rita Carlini dopo, la morte del marito Augusto è ritornata a Potenza Picena dove è morta presso la nostra casa di riposo il giorno 18/3/1998.
Rita CarliniRita Carlini era nata a Potenza Picena il giorno 31/8/1912 in Vico Leopardi n° 8 da Enrico e da Giuseppa Asciutti. Era la sorella di Virgilio, Francesco, Maria e padre Cherubino. La sorella Maria Carlini era morta il giorno 30/6/1944 in Piazza Principe di Napoli, l’attuale Giacomo Matteotti, in conseguenza del cannoneggiamento tedesco su Potenza Picena, che complessivamente aveva causato 8 morti, tra la Piazza 5 e la contrada La Concia 3.
Rita Carlini viene ricordata in particolare perché nel 1951 ha portato in Argentina, a Buenos Aires, presso la sede della Società Potentina di Mutuo Soccorso di quella città, il cofanetto con all’interno la terra benedetta dei 5 colli di Potenza Picena, dono della nostra città alla comunità dei santesi residenti in Argentina. Rita Carlini il giorno 25 Novembre 1951 si è imbarcata a Genova ed ha raggiunto l’Argentina con il piroscafo “Corrientes”. Il cofanetto in noce era un’opera d’arte eseguita dal prof. Giuseppe Asciutti ed è stato consegnato nelle mani del Presidente della Società Potentina di Mutuo Soccorso di Buenos Aires, Cesare Roseti. Il cofanetto con all’interno la terra benedetta dei 5 colli di Potenza Picena è stato riposto in un altarino costruito appositamente dal muratore Manlio Carestia e decorato dall’artista Mario Percossi nella sede della stessa Società Potentina di Buenos Aires.
Quando è stato inaugurato nel 1952 si è svolta una toccante cerimonia che ha visto raccolti nella sede della Potentina tantissimi nostri emigrati che vivevano in Argentina e con l’occasione sono stati anche inaugurati tre importanti ritratti posti intorno al cofanetto. Uno raffigurava il primo Presidente della Società Potentina, il sig. Domenico Giampaoli, morto da poco, il secondo il maestro Raffaele Petetti ed il terzo il prof. Umberto Boccabianca. I nostri emigrati non dimenticavano i loro insegnanti presso le scuole elementari di Potenza Picena. I componenti il Direttivo della Società Potentina di Mutuo Soccorso di Buenos Aires erano i seguenti santesi: Cesare Roseti, Presidente, Tanoni Galliano, Rossini Alceo, Pianaroli Cesare, Carestia Domenico, Rinaldelli Giuseppe, Rossi Vincenzo, Carestia Manlio, Orselli Alessandro, Percossi Ivo e Sorichetti Armando.
Diversi di loro nel 1967 saranno tra i protagonisti della realizzazione a Potenza Picena della Piramide de Mayo in Largo Leopardi, tra cui Domenico e Manlio Carestia e Rossi Vincenzo. La Piramide de Mayo di Potenza Picena è stata inaugurata il giorno 9 Luglio del 1967 alla presenza del Ministro italiano del Turismo Achille Corona e dell’ambasciatore argentino a Roma, il sig. Ramos Meija.

Padre Cherubini Carlini

La famiglia Carlini insieme a Padre Agostino Asciutti. Da sx Virgilio, Enrico, Rita, Cherubino, Giuseppa Asciutti. Dietro P. Agostino Asciutti, Maria Carlini e Francesco Carlini. Foto Claudio Carlini.

Oggi la Società Potentina di Mutuo Soccorso di Buenos Aires, fondata nel 1935, non c’è più e non sappiamo che fine abbia fatto il cofanetto con la terra benedetta dei 5 colli di Potenza Picena.
Rita Carlini comunque rimarrà nella storia di Potenza Picena come la piccola donna che ha portato in Argentina nel 1951 il cofanetto contenente un grande tesoro, la terra benedetta dei 5 colli di Potenza Picena, molto cara ai nostri emigrati.

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a cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri
Marcello BompadreUno dei fabbri più bravi di Potenza Picena è stato sicuramente Marcello Bompadre, da tutti conosciuto con l’appellativo di “Marcello de Peló”. La sua officina di fabbro si trova vicino al Piazzale Santo Stefano. Agli inizi del Novecento era l’officina di Gualtiero Maggini e Marcello Bompadre è stato un suo allievo, insieme a Nando Scataglini. Successivamente Marcello Bompadre ha insegnato il mestiere di fabbro al nipote Eugenio Borroni, che ha continuato l’attività all’interno dell’officina.
Marcello Bompadre era nato a Potenza Picena il giorno 4/3/1912 in Via Santa Croce n° 267 da Cesare, campagnolo e da Teresa Focaracci, casalinga ed aveva un’altra sorella più piccola, Maria che sposerà Dino Domenichini. Il giorno 28/10/1937 si è sposato con la sig.ra Ester Borroni e non avranno figli. Marcello Bompadre era il nipote di padre Eugenio Bompadre, il frate cappuccino che nel 1940 ha scritto un volumetto con la vita di San Girio.
Oltre al lavoro di fabbro molteplici erano gli interessi di Marcello Bompadre: ricordiamo il suo amore per il canto corale e la sua partecipazione nel contesto della Schola Cantorum Santo Stefano con il maestro don Francesco Pallottini.
Nell’ambito della Festa del Grappolo d’Oro, iniziata il 9 ottobre del 1955, Marcello è stato uno dei più valenti carristi, sia come costruttore, insieme a Rinaldo Carestia, che come protagonista dei carri allegorici. E’ stato consigliere comunale del nostro comune per la Democrazia Cristiana dal 1960 al 1964, (Sindaco l’avvocato Silvano Mazzoni), assessore e vicesindado dal 1966 al 1970 (Sindaco Rolando Simonetti). In questa seconda legislatura insieme a lui troviamo, come assessori effettivi Mariano Ciuccarelli e Giuliano Perna e come assessori supplenti Edoardo Clementoni e Dino Mazzoni. Ha fondato il giorno 21 novembre 1965 l’Associazione “Pro Potenza Picena” antesignana dell’attuale Pro-Loco, insieme ad Edgardo Latini, Pietro Zallocco, Edoardo Clementoni, Belfredo Belardinaelli, Francesco Marzetti, Luigi Patacconi, Pietro Scipioni, Mario Bocchini, Mauro Mancini e Remo Scoccia. Ha frequentato la scuola elementare locale sia con il maestro Azzolino Clementoni che con la maestra Giulia Marconi. Tra i suoi compagni di scuola vogliamo ricordare lo scrittore Norberto Mancini, Mariano Ciuccarelli, Dino Ciuccarelli, Dino Domenichini, Giovanni Girotti, Orselli Angelo, Consolani Nazzareno, Carlini Francesco, Piani Memorino, Casciotti Millo, Ceccotti Cittadino e Rita Carlini.
Marcello BompadreHa frequentata la Scuola d’Arte “Ambrogio Della Rabbia” con profitto con il prof. Giuseppe Asciutti, sezione fabbri.
Presso il nostro archivio storico si trovano diversi suoi disegni e nella Sala “Giuseppe Riccobelli” della Scuola d’Arte un bellissimo lavoro in ferro battuto.
Nel 1964 è stato insignito dal Presidente della Repubblica Antonio Segni dell’onorificenza di Cavaliere al merito della Repubblica.
E’ morto a Potenza Picena il giorno 12/10/1996.

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foto di Giuliano Margaretini e Sergio Ceccotti

a cura di Sergio Pasquali
Oltre il silenzioIl silenzio è un luogo.
Il silenzio è fatto di muri bianchi, di pavimenti antichi, di mobili semplici e di soffitti troppo alti.
Il silenzio è uno sguardo che scava dentro le anime e poi, dal terrazzo del Convento, si spinge ben oltre l’orizzonte delle colline e del mare.
Il silenzio non è l’assenza di parole, ma la misura delle parole.
Entri in un Convento di clausura; ti aspetti toni dimessi, sguardi forse intristiti dalla solitudine per quello che il mondo considera un irragionevole distacco dalla Vita.
Seduto davanti alla grata del parlatorio, attendi che creature di un altro pianeta si materializzino dall’altra parte, pensando che il termine stesso “parlatorio” è il principe degli ossimori, una contraddizione che all’incerto visitatore appare erroneamente evidente.
La madre Abadessa sembra apparire dal nulla, senza rumori di passi che l’abbiano annunciata.
Sottile, le mani tranquille. Assai più degli occhi che, inquieti, cerchiati di rosso, non si staccano mai da chi parla e sembrano raccontare i lunghi anni trascorsi nella preghiera, il poco sonno, gli inevitabili dubbi, la continua ricerca di Dio.
Al suo fianco, Suor Beatrice, sorriso largo e sguardo vivace, a ricordare l’entusiasmo della gioventù e l’indubitabile coraggio di una scelta contro il Tempo.
Di lei sai che ha abbracciato la clausura ancora giovanissima, a 20 anni.
Abbracciato: la clausura non si può semplicemente scegliere, puoi solo abbracciarla. Non ci puoi convivere, ti ci devi perdere dentro: è l’estrema frontiera della spiritualità religiosa contemporanea
Due donne (delle cinque in tutto che abitano un Convento la cui vastità è memoria di passati splendori) che hanno pronunciato voto di castità, povertà e obbedienza e rinunciato a vivere in questo Mondo e in questo Tempo. Ti raccontano, con imprevista leggerezza, di una scelta che le religiosissime famiglie di provenienza hanno contrastato finché hanno potuto; della loro vita di “prima”; di quelli che hanno lasciato fuori; dei ricordi che le accompagnano.
Oltre il silenzioTi parlano di preghiere incessanti e di una fede inscalfibile; soggetta all’umanità del dubbio ma forte della speranza del divino.
Dio. Non altri che Dio.
Ogni pensiero, ogni forza, ogni respiro, ogni rinuncia, ogni lode cantata nella piccola Chiesa di San Sisto quando ancora l’alba è lontana, ogni orazione sussurrata nella propria cella, ogni lettura ascoltata nell’austerità del refettorio, ogni sguardo affacciato sul creato: tutto è rivolto a Dio.
Le ascolti parlare, le osservi.
Pensi che, è vero, la grata del parlatorio separa due mondi.
Pensi che la Vita è davvero un fiume che scorre.
Ma, adesso, non sei più tanto sicuro di chi stia dentro e chi fuori.

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