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Archive for the ‘Personaggi’ Category

a cura di Ernesto Riccobelli

Sulle tracce di Lucy - Donne d'Etiopia.Lucy in the Sky with diamonds cantavano i Beatles quando gli archeologi Johanson e Gray scoprirono i resti del più antico ominide mai ritrovato; e, poiché si trattava di una femmina, decisero di darle il nome della canzone. Oggi lo scheletro di Lucy è esposto nel museo nazionale di Addis Ababa, e fa impressione pensare che quel mucchietto di ossa che non arriva al metro di altezza appartenesse ad una persona vissuta oltre tre milioni di anni fa.
La vita pullula per le strade della Capitale. Molti ragazzi ci avvicinano, ci stringono la mano: “Hello! Welcome to Ethiopia” ci dicono sorridendo. Alcuni bambini si fanno cautamente e timidamente avanti tentando di venderci caramelle, o accendini.
Lungo la strada principale peraltro da pochi anni asfaltata, che da Addis Ababa, ci porta a Sodo, incrociamo pochissimi mezzi: autobus sgangherati , qualche fuoristrada e camion. Per il resto, solo persone. Uomini, donne, bambini che camminano a piedi nudi sull’asfalto scottato dal sole, diretti chissà dove. Ognuno va verso il proprio destino: donne chine sotto ceste piene di sterco seccato che verrà usato come combustibile ; giovani, per lo più bambini guidano le mandrie; ragazzi vestiti con colorate divise di calcio percorrono chilometri verso la scuola più vicina. E poi tantissima altra gente che procede, sotto il sole, camminando con calma per decine di chilometri ogni giorno in terre prive, di acqua. Sono così tanti che il nostro autista deve suonare il clacson in continuazione per allontanarli. E poi le mandrie, di mucche, di pecore, di capretti, che si parano davanti al nostro fuoristrada come se la strada fosse loro. E poi ci sono i bambini; migliaia e migliaia di bambini che camminano formando una fila interminabile ci salutano festosi. Alcuni, piccolissimi conducono le mandrie lungo la strada, altri trasportano taniche di plastica gialla utilizzate per contenere la preziosa acqua. Quando ci fermiamo a fotografare veniamo subito circondati da bambini spuntati fuori da chissà dove che ci sorridono e ci guardano come fossimo alieni.
Indossano per lo più una divisa di calcio logora e scolorita, forse l’unico indumento che abbiano mai posseduto, sono scalzi, si lavano negli stessi ruscelli dove le bestie si abbeverano e, talvolta addirittura si approvvigionano di acqua. La maggior parte delle loro case sono sprovviste di corrente elettrica e acqua, mangiano quando capita, i letti sono pagliericci di foglie di banano stesi in terra. Sembrano felici, i loro sorrisi, la brillantezza dei loro occhi ci disarmano mentre le mosche camminano indisturbate sulle facce.

Ernesto Riccobelli

Ernesto Riccobelli

Mi vengono in mente i nostri figli, i nostri nipoti, forse anche viziati, ricoperti di giocattoli e di attenzioni.
Di donne sono poi le migliaia di braccia che coltivano e recidono fiori nelle immense campagne a sud della capitale, dove crescono le rose che ogni giorno arrivano in aereo in Europa. E di donne sono le sagome chine al tramonto sui campi di teff, l’unico cereale che cresce a queste altitudini, la cui farina è materia prima per il cibo nazionale etiope, una spugnosa focaccia chiamata injera .

Si ringrazia particolarmente l’Associazione ONLUS SORRISI PER L’ETIOPIA che ci ha permesso di conoscere questa particolare inimmaginabile realtà che ha scosso le nostre coscienze.

pdficon_large Sorrisi per l’etiopia.pdf

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Sandro Pesci insieme al Sindaco Francesc Acquaroli e Paolo Onofri.La lunga storia dell’emigrazione santese in Argentina ha coinvolto tantissime famiglie di Potenza Picena. Molti di loro partiti per cercare una vita migliore, non hanno fatto più ritorno a Potenza Picena ed hanno addirittura perso i legami con i loro parenti in Italia.
Hanno formato in Argentina la loro famiglia, ma non hanno perso la voglia di poter ritrovare i loro lontani parenti, anche a distanza di ben 107 anni.
È il caso di Sandro Pesci di Leones, nella Provincia di Cordoba, il cui bisnonno Pietro Pesci insieme alla moglie Gelsomina Spinaci erano partiti da Potenza Picena ben 107 anni fa, nel 1910, dopo che si erano sposati nella nostra città. In Argentina hanno avuto 8 figli, tra maschi e femmine.
Sandro Pesci, il loro pronipote, architetto sta seguendo un master di specializzazione presso l’Università di Salerno e il giorno 26 Gennaio 2017 è venuto a Potenza Picena con l’intenzione di poter ritrovare le sue radici, i suoi parenti.
Tenuto conto che oggi a Potenza Picena ci sono molte famiglie con
il cognome Pesci, Sandro ha cercato nel nostro archivio storico l’origine della sua famiglia. Da queste ricerche è emerso che Pietro Pesci, figlio di Paolo, era della stessa famiglia di Giambattista Pesci, ramo familiare conosciuto popolarmente a Potenza Picena con il soprannome di “Lo crocchio”.
Pietro Pesci - Gelsomina Spinaci e figli e nipoti - Leones - CórdobaQuindi dopo questa conclusione Sandro Pesci ha fatto visita alla sig.ra Rosa Pesci ed ai suoi nipoti Mirco e Sabrina Pesci. Ha preso contatti anche con Amedeo Pesci, figlio di Emilio ed è stato a trovare anche Anna Pesci, moglie di Mario Scipioni. Tutti sono suoi lontani parenti.
Grazie quindi alla sua tenacia ed anche al nostro aiuto, Sandro Pesci è stato in grado di poter ritrovare a distanza di tanti anni, ben 107, le sue radici ed i suoi parenti a Potenza Picena ed è stata una bellissima soddisfazione ed emozione per tutti. Sandro Pesci il giorno 28 Gennaio 2017 è stato anche ricevuto in Comune dal nostro sindaco Francesco Acquaroli.
Ancora una volta Potenza Picena ha saputo accogliere con calore ed affetto un discendente di un suo figlio partito nel 1910, Pietro Pesci, insieme alla moglie Gelsomina Spinaci, per l’Argentina.

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La familia de Pesci Pietro y de Gelsomina Spinaci en Argentina. Una larga historia: 107 años

Traducción: Emilio Zamboni

Sandro Pesci insieme al Sindaco Francesc Acquaroli e Paolo Onofri.La larga historia de la emigración santese (nacidos en Monte Santo) a la Argentina registró, tantísimas familias que se expatriaron de Potenza Picena. Muchos de ellos partieron para encontrar una vida mejor, no regresaron a Potenza Picena y perdieron el contacto con sus parientes de Italia.

Formaron su familia en Argentina, pero nunca perdieron el deseo de volver a ver a su lejana parentela, aún después de cien años. Es el caso de Sandro Pesci, de Leones, Provincia de Córdoba, cuyo bisnono Pietro Pesci y su mujer Gelsomina Spinaci, habían partido de Potenza Picena en 1910, después de casarse en nuestra ciudad. En la Argentina tuvieron 8 hijos, entre varones y mujeres.

Sandro Pesci, sobrino segundo de Pietro, arquitecto, que está siguiendo un curso de especialización en la Universidad de Salerno, el dia 26 de enero de este año vino a Potenza Picena con la intención de poder encontrar sus raices y a sus parientes.

Teniendo en cuenta que hoy en nuestra ciudad viven muchas familias con apellido Pesci, Sandro buscó en el Archivo Histórico de Potenza Picena el origen de su familia. De esta búsqueda descubrió que Pietro Pesci, hijo de Paolo, era de la misma familia de Giambattista Pesci, ramo familiar conocido popularmente en Potenza Picena con el sobrenombre de “Locrocchio”.

Pietro Pesci - Gelsomina Spinaci e figli e nipoti - Leones - CórdobaAdemás de esta conclusión, Sandro Pesci hizo una visita a la Señora Rosa Pesci y a sus sobrinos Mirco y Sabrina Pesci.. Además hizo contacto con Amedeo Pesci, hijo de Emilio y también encontró a Anna Pesci, la mujer de Mario Scipioni. Todos son sus lejanos parientes.

Por consiguiente, gracias a su tenacidad y a nuestra ayuda, Sandro Pesci pudo encontrar sus raices, a sus familiares en Potenza Picena, aún a distancia de más de cien años; con mucha emoción y bella satisfacción para todos.

El dia 28 de enero del corriente año, Sandro Pesci fue recibido en la Comuna por nuestro Síndaco Francesco Acquaroli.

Epílogo: Una vez más Potenza Picena supo acoger con calor y con afecto a un descendiente de uno de sus lejanos hijos, Pietro Pesci, que partió con su mujer Gelsomina Spinaci de nuestra comunidad.en el año 1910

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a cura di Gianfranco Morgoni
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Quadro di S. Gérard (San Girio) presente all”interno della Chiesa di Notre Dame du Lac di Lunell. Foto per gentile concessione della Parrocchia di San Filippo di Vidourle – Mathilde Delprat.

Il libro “Notice sur la Ville de Lunel au Moyen-Age et Vie de Saint Gérard Seigneur de cette Ville au XIII siècle” scritto dall’Abate Adolphe Auguste Roüet e pubblicato nel 1878 dagli editori Félix Seguin di Montpellier e G. Pédone-Lauriel di Parigi, già segnalato in rete da Luca Carestia, autore dell’ottimo studio sulle fonti di riferimento per la storia del nostro Santo protettore, contiene, come recita il titolo, alcuni capitoli dedicati alla vita di San Gerardo, quale era in origine il nome di Girio.

Il libro stesso, disponibile anche in edizione cartacea su copia anastatica, è stato poi acquistato da Paolo Onofri per il nostro Archivio Storico Comunale. La “Vie de Saint Gérard” è compresa tra le pagine 147 e 230, suddivisa in sei capitoli. Completano la sezione “S. Girio”, alcuni documenti agiografici, quali il Decreto del Papa Benedetto XIV relativo alla canonizzazione del B. Gerardo, patrono di Monte Santo, due Bolle del Papa Pio II, per l’istituzione di una casa dei Minori Osservanti e la concessione di alcune indulgenze alla sua chiesa, una biografia in italiano del Santo, opera del Padre Antonio Maria Costantini da Monte Santo, il testo latino degli Atti di S. Girio, opera del Padre Matteo Masio degli Eremitani di S. Agostino, contenuti nel tomo VI del mese di maggio degli Acta Sanctorum, pubblicati dalla “Società dei Bollandisti”, ed infine un componimento poetico in latino intitolato “Prose pour la fête de S. Gérard de Lunel”, in forma di preghiera. Da segnalare anche alcuni importanti documenti indirettamente connessi alla storia del Santo, quali i testamenti di Raymond Gaucelm IV e di Rosselin II, signori di Lunello, e gli atti di cessione della Baronia di Lunello al re Filippo il Bello di Francia nel 1295.

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Statua di S. Gérard (San Girio) presente all”interno della Chiesa di Notre Dame du Lac di Lunell. Foto per gentile concessionedella Parrocchia di San Filippo di Vidourle – Mathilde Delprat.

La parte che viene offerta in traduzione è quella biografica, con l’aggiunta dei documenti papali. Le notizie riferite dall’Abate Roüet sono basate sulla “Vita di S. Girio protettore di Monte Santo” di Alessandro Marinucci, testo del 1766, tradotto in francese nel 1838, e ripubblicato da noi nel 1999. A queste l’autore aggiunge importanti riferimenti storici sulla famiglia d’origine del Santo e le relative vicende dinastiche, ed una interessante storia della Confraternita dei Penitenti Bianchi di Lunello, cui appartenevano i fratelli Girio ed Effrendo, che contiene anche una versione inedita, tratta da un verbale del 1765, dei fatti riguardanti i due fratelli, accreditati di una lunga permanenza nella nostra città, nel corso della quale si sarebbero prodigati ad assistere i malati di peste, ed accomunati in seguito nella santità. A parte questo, la “Vita” francese non offre nuovi spunti strettamente biografici, in quanto, come si ribadisce, è basata sulle fonti abituali. Diverso è il discorso sui riferimenti storici, che sono molto interessanti, in quanto diretti e precisi, e definiscono in maniera eccellente il contesto storico d’origine della figura di S. Girio o Gerardo. L’autore infatti, profondo conoscitore della storia locale, integra opportunamente le notizie, necessariamente sommarie, del testo del Marinucci.

Copertina del libro di Adolphe Auguste Roüet. Montpellier 1878.

Da rimarcare infine la sincera devozione che traspare nei confronti del “nostro” Santo, come viene più volte definito dall’autore, espressa con accenti di autentico orgoglio, ogni volta che ne è ricordata l’origine, quasi a sottolineare il merito per la propria terra di aver dato i natali a un così illustre campione della fede. Devozione e venerazione straordinariamente vive e presenti per un figlio la cui santità era stata praticamente ignorata per cinque secoli, riscoperta quasi per caso dopo la Rivoluzione Francese e accolta con entusiasmo dalla locale comunità dei fedeli. Sentimenti che, dopo altri due secoli, ci sentiamo senz’altro di condividere.

 

 

Vita di San Girio tradotta da Gianfranco Morgoni

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Une nouvelle “Vie” de Saint Gérard

édité par Gianfranco Morgoni

Peinture par S. Gérard (San Girio) à l’intérieur de l’église Notre-Dame-du-Lac Lunell. Photo gracieuseté de la Paroisse St. Philippe du Vidourle – Mathilde Delprat.

Le livre «Notice sur la ville de Lunel au Moyen Age et vie de Saint Gérard Seigneur de cette ville au XIII siècle» contient, comme affirme le titre, quelques chapitres dédiés à la vie de Saint Gérard, qui était à l’origine le nom de Girio.
Ce livre a été écrit par l’Abbé Adolphe Auguste Roüet et édité, en 1878, par les éditeurs Félix Seguin de Montpellier et G.Pédone-Lauriel de Paris, ensuite le livre a été signalé sur internet par Luca Carestia, auteur de l’excellente étude sur les sources de référence pour l’histoire de notre patron.
Le livre en question, disponible sur papier en copie anastatique, a été acheté par Paolo Onofri pour les archives historiques de Potenza Picena.
La «Vie de Saint Gérard», décrite à partir de la page 147 jusqu’à la page 230, est subdivisée en six chapitres.
La section «S.Girio» est complétée par quelques documents hagiographiques: le Décret de Pape Benoît XIV concernant la canonisation de Gérard, patron de Monte Santo, deux Bulles de Pape Pie II pour l’institution d’une maison des Mineurs Observantins et la concession des indulgences à son église, une biographie en italien du Saint écrite par Père Antonio Maria Costantini de Monte Santo, le texte latin des Actes de S.Girio, écrits par Père Matteo Masio des Augustins, et contenus dans le tome VI du mois de mai des Acta Sanctorum, édités par la «Società dei Bollandisti», pour finir il y avait aussi une pièce poétique en latin «Prose pour la fête de Saint Gérard de Lunel», sous forme de prière.
Il ne faut pas oublier d’autres documents très importants, indirectement liés à l’histoire du Saint, par exemple les testaments de Raymond Gaucelm IV et de Rosselin II, Seigneurs de Lunel, et les actes de cession de la Baronnie de Lunel à Philippe le Bel, roi de France, en 1295.

Statue de S. Gérard dans l’église de Notre-Dame-du-Lac Lunell. Photo gracieuseté de la Paroisse St. Philippe du Vidourle – Mathilde Delprat.

La section traduite est celle biographique, complétée par des documents papaux.
Les notices mentionnées par l’Abbé Roüet se basent sur la «Vie de S.Girio patron de Monte Santo», texte écrit par Alessandro Marinucci en 1766, traduit en français en 1838, que nous avons réédité en 1999.
A ces notices l’auteur ajoute d’importantes références historiques sur la famille d’origine du Saint, ses événements dynastiques, et une intéressante histoire de la Confrérie des Pénitents Blancs de Lunel, à laquelle appartenaient les frères Girio et Effrendo.
Cette histoire contient une version inédite, verbalisée en 1765, des faits concernant les deux frères , on y réfère d’un long séjour dans notre ville pendant lequel ils se seraient prodigués à assister les malades de peste et, ensuite, ils auraient été unis dans la sainteté.
A part cela, la « Vie » française n’offre pas de nouvelles idées strictement biographiques, parce qu’elle se base sur les sources habituelles.
Tout à fait différent est le discours sur les références historiques, très intéressantes parce que directes et précises, qui définissent d’une façon excellente le contexte historique d’origine de la figure de S.Girio ou Gérard.
En effet l’auteur, profond connaisseur de l’histoire locale, complète les notices, nécessairement sommaires, du texte de Marinucci.

Copertina del libro di Adolphe Auguste Roüet. Montpellier 1878.

A remarquer enfin la sincère dévotion envers « notre » Saint, comme le définit plusieurs fois l’auteur, dévotion exprimée avec un accent d’orgueil chaque fois qu’on mentionne son origine, comme si on voulait souligner le mérite à sa terre pour avoir donner le jour à cet illustre champion de foi.
Une dévotion et une vénération extraordinairement vivantes et présentes pour un fils dont la sainteté, ignorée pendant cinq siècles, a été redécouverte presque par hasard après la Révolution Française et accueillie, avec beaucoup d’ enthousiasme, dans la communauté locale des fidèles.
Aujourd’hui, deux siècles plus tard, nous voulons fortement partager encore ces sentiments.

Traduction par Sandra Moroncini

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scocco_990613876Dopo la tennista internazionale argentina Gabriela Sabatini, il calciatore campione del mondo nel 2006 con la nazionale italiana Mauro German Camoranesi, Potenza Picena può vantare un Argentina un altro famoso sportivo le cui origini rimandano alla nostra città. Si tratta del calciatore Ignacio Martin Scocco, meglio conosciuto con il soprannome di nacho, attaccante attualmente in forza alla squadra di Rosario dei Newell’s Old Boys che milita nella serie A argentina.

Ignacio Martin Scocco ha vestito anche la maglia della nazionale argentina, giocando una partita e segnando due goal ed ha giocato anche con la nazionale giovanile, giocando 12 partite e segnando 3 goal.

Ha avuto molte esperienze internazionali in Messico, Grecia, Emirati Arabi, Brasile ed Inghilterra. Ignacio Martin Scocco è uno dei 1813 argentini iscritto all’AIRE (Albo degli Italiani Residenti all’Estero) di Potenza Picena.

Il suo bisnonno Giuseppe Scocco era emigrato da Potenza Picena per l’Argentina nel 1913 a soli 16 anni e non è più ritornato in Italia. E’ morto a Elortondo in Argentina il giorno 24/11/1988. Giuseppe Scocco era nato a Potenza Picena il giorno 7/3/1897 da Nazzareno e Maria Buffolotti in C.da Uccelliera n. 261, che si erano sposati nella nostra città il 10/12/1895. Giuseppe Scocco si è poi sposato in Argentina con la Sig.ra Antonia Camilletti, originaria di Ancona e dal loro matrimonio sono nati sei figli: Ana Maria, Margarita, Medi Norma, Nazareno Hugo, Eugenio Raoul e Ricardo.

Ignacio Martin Scocco è nato il giorno 29/5/1985 a Venado Tuerto, anche se la sua famiglia viveva ad Humes, da Hector Antonio e Maria Del Carmen Donati ed è il nipote di Nazareno Hugo Scocco.

A Potenza Picena vivono ancora dei parenti del calciatore Ignacio Martin Scocco, nipoti di Rosa Scocco che era la sorella di Giuseppe. Tra di loro don Bruno Marconi, attualmente parroco a Monte San Giusto ed i suoi fratelli Maurizio e Sandro. Anche i fratelli Romolo, Luciano e Giuseppa Scocco, figli di Augusto Scocco, sono loro lontani parenti e vivono a Porto Potenza Picena.

scoccoIl giorno martedì 14/3/2017 sono venute a Potenza Picena dall’Argentina le Sig.re Margarita Scocco e le sue figlie Miriam e Nanci Degano Scocco, parenti del calciatore Ignacio Martin Scocco. Sono state ricevute in comune dal nostro Sindaco Francesco Acquaroli e gli hanno consegnato la maglietta di Ignacio Martin Scocco con il suo numero 32 della squadra dei Newell’s Old Boys di Rosario, con una sua dedica alla nostra città.

Il Sindaco Acquaroli è stato molto contento del suo bellissimo dono, lo ha ringraziato e invitato ufficialmente a venire a Potenza Picena a conoscere la città di origine del suo bisnonno Giuseppe Scocco.

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Ignacio Martín Scocco “NACHO”, futbolista argentino con orígenes potentinos Ciudad de Potenza Picena – I T A L I A

Traducción para Emilio Zamboni

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Ignacio Martin Scocco con la maglia della nazionale Argentina. Foto di Miriam Degano Sccocco.

Después de la tennista internacional argentina Gabriela Sabatini y, el futbolista campeón del mundo en el año 2006 con la selección italiana, Mauro Germán Camoranesi, Potenza Picena puede sentirse una Argentina, con otro famoso deportista originario de nuestra ciudad. Se trata del futbolista Ignacio Martín Scocco, mas conocido por “Nacho”, actual atacante del equipo de Newell’s Old Boys de Rosario que milita en la serie “A” en Argentina.
Ignacio Martín Scocco, también ha vestido la camiseta de la Selección Argentina jugando un partido y siendo autor de dos goles y además, jugó en la selección juvenil Argentina 12 partidos, señalando tres goles. Adquirió mucha experiencia internacional en Méjico, Grecia, Emiratos Arabes, Brasil e Inglaterra.
Ignacio Martín Scocco es uno de los 1813 argentinos inscriptos en AIRE ( Albo de los Italianos Residentes en el Exterior) de Potenza Picena.
Su bisabuelo Giuseppe Scocco emigró de Potenza Picena hacia la Argentina en el año 1913, con solo 16 años; nunca retornó a Italia. Murió en Elortondo, Provincia de Santa Fe, Argentina, el dia 24 de noviembre de 1988. Había nacido en Potenza Picena el día 7 de marzo de 1897, hijo de Nazzareno y María Buffolotti, en la avenida Uccelliera N° 261; casado en Argentina con la Señora Antonia Camilletti, originaria de Ancona y de este matrimonio nacieron seis hijos: Ana María, Margarita, Medi Norma, Nazareno Hugo, Eugenio Raoul y Ricardo.
Nuestro personaje, Ignacio Martín Scocco nació un 29 de mayo de 1985 en Venado Tuerto, Provincia de Santa Fe, aunque su familia vivía en Hume, vecino a Rosario, es hijo de Héctor Antonio y de María del Carmen Donati y nieto, de Nazareno Hugo Scocco.
En Potenza Picena viven aún parientes de Ignacio Martín Scocco, nietos de Rosa Scocco, hermana de su bisabuelo Giuseppe, entre ellos, don Bruno Marconi, actualmente Párroco de Monte San Giusto, hermano de Maurizio y Sandro y también, los hermanos Romolo, Luciano y Josefa Scocco, hijos de Augusto Scocco, todos parientes lejanos que viven en Potenza Picena.
scoccoEl dia 14 de marzo de este año, vinieron de la Argentina a Potenza Picena las Señoras Margarita Scocco y sus hijas Miriam y Nanci Degano Scocco, parientes de Ignacio Martín Scocco. Fueron recibidas en la Comuna por nuestro Síndaco Francesco Acquaroli y le consignaron la camiseta número 32 de Ignacio Martín Scocco del equipo de Newel’s Old Boys de Rosario, con una dedicación para nuestra ciudad.
El Síndaco Acquaroli se puso muy contento por la gentil donación. Agradeció e invitó oficialmente a Ignacio Martín a visitar Potenza Picena, para conocer la ciudad originaria de su bisabuelo Giuseppe Scocco.

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Busto di Bruno Mugellini

Il maestro Bruno Mugellini è nato a Potenza Picena il giorno 24 Dicembre 1871 in Piazza Grande, l’attuale Giacomo Matteotti, ed è morto a Bologna il giorno 15 Gennaio del 1912.

La nostra città nel 2012, in occasione del centenario della morte, gli ha dedicato un Convegno Nazionale di studio che ha richiamato a Potenza Picena i massimi esperti di Bruno Mugellini ed anche per la prima volta i suoi parenti, in particolare la nipote Rosa Mugellini di Roma insieme al figlio, il musicista Bruno Re.

Gli atti di questo importante convegno sono stati pubblicati solo agli inizi del 2016, grazie all’impegno economico del Dott. Roberto Domenichini, attuale Direttore dell’Archivio di Stato di Pesaro, nostro illustre concittadino.

Dal giorno 8/10/2016 fino al 22/10/2016 si è svolta a Potenza Picena la prima edizione del Mugellini Festival, Direttore Artistico il M° Lorenzo Di Bella, con tre concerti di pianoforte che hanno avuto un grandissimo successo di pubblico.

Gruppo con busto mugellini

Michela Nibaldi il giorno della presentazione del busto a teatro. 16/10/2016. Foto di Luigi Gasparroni.

Durante il concerto del giovane pianista quindicenne Jacopo Fulimeni, che si è tenuto nel contesto del Teatro Mugellini il giorno 16/10/2016, è stato presentato in anteprima il busto in ceramica del M° Bruno Mugellini, opera dell’artista di Recanati Michela Nibaldi.

È indubbiamente una bellissima opera d’arte che rende omaggio in maniera straordinaria ad un grande musicista, il M° Bruno Mugellini, famoso per il suo metodo di esercizi tecnici per pianoforte in tutto il mondo.

Il nostro Comune, con determina n. 02/2017 del giorno 29/12/2016, ha deciso di acquistare il busto dal Sig. Mauro Mazziero di Potenza Picena al prezzo di Euro 2500,00 e di collocarlo nel contesto del foyer del Teatro Comunale che porta dal giorno 28 ottobre 1933 il suo glorioso nome. L’opera è stata consegnata il giorno mercoledì 15 febbraio 2017.

Potenza Picena deve diventare sempre di più la città di Bruno Mugellini. Abbiamo un Teatro a lui intitolato, una via del nostro centro storico porta il suo nome, una scuola di musica si richiama a lui ed un festival gli è dedicato. Ora abbiamo anche un suo busto in ceramica.

bruno_mugelliniPresso la nostra Biblioteca Comunale Carlo Cenerelli Campana, si trovano diversi volumi dei suoi lavori di revisione di metodi di grandi musicisti internazionali. Mancavano completamente gli otto volumi del suo metodo di esercizi tecnici per pianoforte. I primi cinque volumi di questo metodo sono stati donati da un privato cittadino ed accettati dal nostro comune in data 14/4/2017. Ci si augura che in futuro anche gli altri 3 volumi mancanti del metodo Mugellini, cioè i numeri 6, 7 e 8, possano essere trovati ed acquisiti al patrimonio dell’Ente, in modo da completare il suo “testamento” musicale.

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a cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri

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Bambini e Bambine dell’asilo intorno all’edicola votiva dedicata alla Madonna di Lourdes – Foto 1961

Nel 1972, il giorno 10 di luglio, hanno lasciato Potenza Picena le suore dell’ordine delle Figlie della Carità di Siena che erano giunte nella nostra città dopo il 1869.

In quell’anno, la Signora Albina Gezzi Ved. Pierandrei, alla sua morte, lasciò con testamento tutti i suoi beni, quelli del marito Giovanni e del cognato canonico Angelo Pierandrei all’Ospedale Alessandro Bonaccorsi di Potenza Picena, decidendo altresì la presenza all’interno della struttura sanitaria delle suore dell’ordine delle Figlie della Carità di Siena.

Quest’ordine religioso fondato in Francia il 29 novembre del 1633 da San Vincenzo de’ Paoli (1581-1660) e da Santa Luisa di Marillac (1591-1660) si è sempre distinto fin dall’inizio per l’assistenza ai malati all’interno degli Ospedali. La memoria liturgica di Santa Luisa di Marillac si celebra il giorno 15 Marzo, mentre quella di San Vincenzo de’ Paoli il 27 Settembre. A Potenza Picena inoltre la Congregazione di Carità gestiva dal 1867 l’Orfanotrofio Femminile Ludovico Marefoschi e dal 1875 anche l’Asilo Infantile Masina Paparella, oltre che il cosiddetto Ospizio per vecchie e vecchi Giuseppe Garibaldi. Prima dell’arrivo delle suore delle Figlie della Carità, a Potenza Picena c’erano le suore dell’ordine di Sant’Anna di Torino, che sono venute da noi nel 1867 chiamate dalla Congregazione di Carità a gestire l’Orfanotrofio Femminile e nel 1886 hanno smesso il loro servizio presso le nostre istituzioni assistenziali per la mancanza di suore.

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Bambini e bambine dell’Asilo Infantile di Potenza Picena. Anno 1958. Foto Eugenio Borroni.

A quel punto le autorità del nostro comune hanno avanzato la proposta di gestione di queste strutture alle Figlie della Carità di Siena, già presenti nel contesto del nostro Ospedale Alessandro Bonaccorsi fin dal 1869. Quindi dall’anno 1886 queste benemerite suore hanno seguito l’organizzazione e la gestione ininterrottamente fino al 1972, quando sono andate via, sia dell’Orfanotrofio Femminile, che dell’Asilo Infantile e dell’Ospizio per vecchi e vecchie, oltre che garantire l’assistenza infermieristica all’interno del nostro Ospedale fino quando questa struttura ha funzionato.

Nel contesto dell’Orfanotrofio dal 5/12/1920 seguivano anche la scuola e laboratorio femminile Regina Elena per le ragazze orfane e non solo, in modo da poterle avviare alla vita civile dopo la loro uscita dall’Istituto. Si insegnavano loro diversi mestieri, tra cui taglio di biancheria per corredi, sartoria semplice, confezione di biancheria, mutande, camice.

Le Figlie della Carità di Potenza Picena seguivano anche le aderenti all’Associazione Figlie di Maria, costituita nella nostra città il giorno 8/9/1904. La loro è stata una presenza molto importante che ha consentito al nostro Comune, tramite prima la Congregazione di Carità poi con l’ECA (Ente Comunale di Assistenza), di portare avanti tutte quelle attività rivolte alle fasce sociali più deboli della nostra società, come le orfane, gli anziani, i bambini ed i malati.

Queste nostre istituzioni assistenziali sono state oggetto di studio da parte di due giovani negli anni passati, Isabella Torresi di Montelupone e Pamela Battistelli di Porto Potenza Picena, con ottimi risultati di ricerca. Inoltre nel 2006 le Edizioni Vincenziane hanno pubblicato un interessante volume dal titolo La storia delle Figlie della Carità continua…, che al suo interno contiene notizie che riguardano la loro presenza sia a Potenza Picena, dal 1885 fino al 1972, che presso l’Istituto di Riabilitazione Santo Stefano di Porto Potenza Picena dal 1935.

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bambini insieme alla suora cappellona in Piazza Matteotti. Anni 20 del Novecento.

Anche se le suore non sono più presenti nella nostra città dal giorno 10/7/1972, rimane molto forte la memoria della loro opera religiosa, assistenziale ed umana nella nostra realtà, sempre al servizio dei più deboli. Le Cappellone, come popolarmente erano chiamate da tutti a Potenza Picena, meritano sicuramente un ricordo affettuoso e riconoscente. Invitiamo tutti coloro che posseggono foto con le suore a Potenza Picena a segnalarcele e se possibile ad inviarcele, per poter eventualmente pubblicarle o organizzare una bella mostra fotografica per ricordarle.

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Clito Carestia bersagliere durante il servizio militare in Italia. Foto Franco Carestia.

In un precedente articolo sul nostro blog ci siamo ampiamente occupati dell’astronomo Reinaldo Carestia, figlio di Clito di Potenza Picena. Ora invece vogliamo parlare di Clito Carestia, uno dei tantissimi emigrati che sono partiti da Potenza Picena per lavorare nella lontana terra d’Argentina.

Clito (Clitofonte, Salvatore), nasce a Potenza Picena il giorno 2 aprile del 1904 in Piazza Principe di Napoli, l’attuale Giacomo Matteotti, da Antonio, facocchio, cioè costruiva birocci e da Anna Moretti, casalinga. È stato battezzato nella Collegiata di Santo Stefano da Don Giuseppe Gironelli. Secondo di sei figli, tra cui Igino, Rinaldo, Luigi, Maria e Fernanda, frequenta la scuola Elementare locale con la maestra Maria Marconi, moglie del M° Azzolino Clementoni.

Insieme a lui durante la scuola elementare troviamo anche Emilio Sabbatini, antenato della tennista internazionale argentina Gabriela Sabatini. Dopo la scuola elementare frequenta i corsi della Scuola d’Arte applicata all’industria Ambrogio Della Robbia dall’anno 1915 fino al 1918, scuola fondata a Potenza Picena nel 1873 da Domenico Filippetti e proseguita con il Prof. Umberto Boccabianca. Dai suoi numerosi disegni conservati nel contesto del materiale di questa scuola, Clito Carestia doveva essere veramente bravo.

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Famiglia Carestia Antonio.

Il suo professore in questi corsi è stato Alessandro Palombari, insegnante elementare. Dopo i corsi della Scuola d’Arte ha svolto il mestiere del padre, cioè il facocchio, costruiva birocci, mentre il fratello Igino li dipingeva.

Dopo il servizio militare nei bersaglieri, nel 1926 emigra in Argentina, a San Juan, dove si trovavano già da molti anni i fratelli di sua madre, i Moretti, Francesco, Eugenio, Augusto e Giulio. In questa nuova realtà ha svolto il mestiere di falegname. Il giorno 24 luglio del 1931 si è sposato con la Sig.ra Maria Vincenza Moretti, sua parente, che era nata in Argentina e dal loro matrimonio sono nati quattro figli, il primo dei quali Reinaldo, l’astronomo nel 1932, poi le altre tre figlie Ana, Fernanda e Dina.

Nel 1968 è ritornato a Potenza Picena a ritrovare i suoi fratelli e sorelle, un ritorno dopo ben 42 anni dalla sua partenza nel 1926. È rimasto a Potenza Picena dal 23/5/1968 fino al 9/10/1968. È morto a San Juan il giorno 2 novembre 1990, mentre sua moglie Maria Vincenza Moretti è morta dopo di lui il giorno 5/7/1997.

Un suo cugino, Antonio Carestia figlio di Augusto, è stato Sindaco di Potenza Picena dal 1946 fino al 1951. Oggi in Argentina vivono tutte le sue figlie, i nipoti e pronipoti.

Un suo pronipote, Francisco Palacio, figlio di Nirva Ana Carestia e di Reinaldo Palacio gioca attualmente in Italia nella società di basket Virtus di Ruvo di Puglia (BA).

Disegno di Clito Carestia della Scuola d'Arte di Potenza Picena. ASCPP.

Disegno di Clito Carestia della Scuola d’Arte di Potenza Picena. ASCPP.

Il giorno 19 gennaio 2017 è venuta a Potenza Picena per la prima volta anche sua nipote Nirva Ana Carestia, figlia dell’astronomo Reinaldo, con suo figlio Santiago ed hanno fatto visita ai loro parenti, in particolare Franco e Beniamino Carestia.

Sono stati anche ricevuti in Comune il giorno 20 gennaio 2017 dal nostro Sindaco Francesco Acquaroli.

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LA HISTORIA DE CLITO CARESTIA DE POTENZA PICENA EN ARGENTINA

Traducción por Emilio Zamboni
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Clito Carestia bersagliere durante il servizio militare in Italia. Foto Franco Carestia.

En un artículo anterior de nuestro blog nos ocupamos ampliamente del astrónomo Reinaldo Carestía, hijo de Clito de Potenza Picena. Ahora, en cambio, queremos hablar de Clito Carestia, uno de los tantísimos emigrantes que partieron de Potenza Picena para trabajar en la lejana tierra Argentina-
Clito ( Clitofonte, Salvatore) nació en Potenza Picena un 2 de abril de 1904 en Plaza Príncipe de Nápoles, actual Piazza Giacomo Matteotti, hijo de Antonio, que construia vehículos de dos ruedas y, de Anna Moretti, ama de casa. Fue bautizado en la Colegiada de Santo Stefano por Don Giuseppe Gironelli; era el segundo de seis hermanos de nombres Igino, Rinaldo, Luigi. María y Fernanda. Frecuentó la escuela elemental local, con la maestra María Marconi, mujer del maestro Azzolino Clementoni.
Junto a él, durante la escuela elementaria, encontramos también a Emilio Sabbatini, antepasado de la tenista internacional argentina, Gabriela Sabatini. Después de la escuela elementaria frecuentó los cursos de la Escuela de Arte, aplicada a la industria Ambroggio Della Robbia, desde el año 1915 hasta el 1918; escuela fundada en Potenza Picena en 1873 por Domenico Filippetti y continuada por el Profesor Umbero Bocabiancca. De sus numerosos diseños conservados en el archivo de materiales de esta escuela, se desprende que Clito Carestia debe haber sido muy habil.

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Famiglia Carestia Antonio.

Su profesor en estos cursos fue Alessandro Palombari, enseñante elemental. Despues de los cursos de la Escuela de Arte, desarrolló el oficio del padre, es decir, constructor de carruajes, mientras el hermano Igino los pintaba.
Luego del servicio militar como experto en tiro, en el año 1926 emigró para la Argentina, Provincia de San Juan, donde se encontraban sus tios Moretti, hermanos de su madre, Francesco, Eugenio, Augusto y Giulio.
En esta nueva realidad desempeñó el oficio de carpintero. Se casó el 24 de julio de 1931 con la señora María Vincenza Moretti, pariente suya, nacida en Argentina y, de este matrimonio nacieron cuatro hijos: el primero el astrónomo Reinaldo en 1932, después, Ana, Fernanda y Dina.
En el 1968 retornó a Potenza Picena a encontrarse con sus hermanos y hermanas; un retorno después de 42 años de su partida en 1926. Estuvo en Potenza Picena desde el 23 de mayo de 1968 hasta, el 9 de octubre del mismo año. Murió en San Juan el día 2 de noviembre de 1990, mientras su mujer Maria Vincenza Moretti falleció el 5 de julio de 1997.
Un primo suyo, Antonio Carestía, hijo de Augusto, fue Síndico de Potenza Picena, desde 1946 hasta 1951. Hoy en Argentina viven todos sus hijos, nietos y sobrinos segundos.
Uno de estos sobrinos, Francisco Palacio, hijo de Nirva Ana Carestía y de Reinaldo Palacio, juega actualmente en Italia en la sociedad de Basket “Virtus di Ruvo di Puglia (BA)”.

Disegno di Clito Carestia della Scuola d'Arte di Potenza Picena. ASCPP.

Disegno di Clito Carestia della Scuola d’Arte di Potenza Picena. ASCPP.

El día 19 de enero del 2017, vino a Potenza Picena por primera vez, su nieta Nirva Ana Carestia, hija del astrónomo Reinaldo, con su hijo Santiago. Visitaron a sus parientes, en particular a Franco y Beniamino Carestía. Además fueron recibidos en la Comuna de Potenza Picena, el dia 20 de enero del 2017, por nuestro Síndico Francesco Acquaroli.

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