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Archive for the ‘Personaggi’ Category

Don Benedetto Nocelli. Foto Fam. Nocelli.

Don Benedetto Nocelli. Foto Fam. Nocelli.

A cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri
Il giorno 22 marzo 2019 è venuto a mancare a Fermo Don Benedetto Nocelli.
Nato ad Amandola il giorno 28/01/1934 da Gualtiero e Giuditta Tossici, dopo aver frequentato il seminario di Fermo, il giorno 30/05/1958 arriva a Potenza Picena come vice-parroco di don Gustavo Spalvieri presso la parrocchia di San Giacomo Maggiore a Galiziano.
Fino alla morte di don Gustavo Spalvieri, avvenuta il giorno 27/11/1960, don Benedetto Nocelli è stato il suo vice, poi dopo la sua morte amministratore dal 28/11/1960 fino 14/4/1962. Dal 26/10/1962 si è trasferito a Corridonia presso l’Abbazia di San Claudio al Chienti come parroco.
Don Benedetto Nocelli era il fratello del Prof. Gabriele Nocelli, residente a Potenza Picena dove è stato Sindaco della nostra città dal novembre 1972 fino al mese di giugno 1975 ed ha sposato l’insegnante Anna Clementoni ed hanno avuto due figli, Silvia e Francesco Maria.

Mons. Gustavo Spalvieri e Don Benedetto Nocelli

Mons. Gustavo Spalvieri (sx) e Don Benedetto Nocelli (dx).

Don Benedetto Nocelli è rimasto sempre molto legato a Potenza Picena, ed in particolare ai suoi parrocchiani di San Giacomo Maggiore a Galiziano. Diversi di loro hanno fatto celebrare il matrimonio dei propri figli a Don Benedetto Nocelli presso l’Abbazia di San Claudio al Chienti a Corridonia. Anche quando a Potenza Picena si celebrava la festa di San Giacomo Maggiore il giorno 25 luglio di ogni anno, don Benedetto Nocelli era sempre presente insieme agli altri parroci.
Potenza Picena con la scomparsa di don Benedetto Nocelli ha perso un sacerdote a cui la nostra comunità era molto legata e che lo ricorderà per sempre.

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foto organo fedeli 2

Il giorno giovedì 19 settembre 2019, il pomeriggio, il musicista del gruppo “Nomadi” Sergio Reggioli di Porto Potenza Picena, ha chiesto di suonare il nostro organo da sala Giovanni Fedeli del 1757 presso l’Auditorium “Ferdinando Scarfiotti”, nella ex-chiesa di Sant’Agostino.

Non lo conosceva e non lo aveva mai suonato. È rimasto affascinato dallo strumento di Giovanni Fedeli, ha apprezzato il suo suono orchestrale e si è complimentato per l’ottimo restauro fatto dal restauratore Michel Formentelli. Ha provato lo strumento per quasi due ore e si è cimentato in diversi brani musicali, alcuni di questi registrati con il telefonino, che grazie alla sua disponibilità vi facciamo vedere ed ascoltare in esclusiva uno di questi.

Ha anche espresso il desiderio di portarci a suonare l’organo il fratello Enrico Reggioli, direttore e famoso pianista, che per la cronaca si è esibito all’interno dell’Auditorium il giorno della sua inaugurazione, cioè il 19 dicembre del 2004, dirigendo l’Orchestra Filarmonica Marchigiana in un concerto memorabile.

Sergio Reggioli con in Nomadi dal 1998 suona il violino molto magistralmente (si è diplomato nel 1992 al Conservatorio “Rossini” di Pesaro), ma oggi ha dimostrato di essere anche un ottimo musicista suonando molto bene il nostro organo. Grazie Sergio Reggioli per essere venuto a suonare il nostro antico organo, che purtroppo durante tutto l’anno rimane quasi sempre muto.

Sergio Reggioli con i Nomadi

È un peccato che non si valorizzi questo straordinario strumento del 1757. Sarebbe auspicabile un concerto d’organo con Sergio Reggioli al violino ed il fratello Enrico al pianoforte. Sarebbe un evento straordinario.

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Igino Ceccotti. Per gentile concessione della Famiglia Ceccotti.

Il primo fotografo professionale di Porto Potenza Picena è stato Igino Ceccotti, dopo di lui troviamo Araldo Polidori. Prima di questi due fotografi c’era una donna già nel 1947, la sig.ra Letizia Offidani, che svolgeva questa attività. La licenza per l’attività di fotografo è stata rilasciata ad Igino Ceccotti il giorno 3 Novembre del 1949, cioè 70 anni fa, dalla Camera di Commercio di Macerata ed il proprio negozio “Foto 3P” era situato in via Dante Alighieri n° 22.

Igino Ceccotti ha documentato fotograficamente per molti anni la vita civile e sociale di Porto Potenza Picena e dopo di lui l’attività è stata portata avanti dal figlio Paolo.

Ma chi era Igino Ceccotti? Nato a Potenza Picena il giorno 18/10/1920 in via Tripoli n° 220 da Odoardo, cantoniere, e da Sodini Luigia, casalinga, ha frequentato la Scuola Elementare di Potenza Picena con i maestri Gabrielli Alessandrina ed Azzolino Clementoni. Tra i suoi compagni di scuola troviamo Grandinetti Ado, Grandinetti Manlio, Grandinetti Oliviero, Orselli Giuseppe, Pupitti Ermanno, Riccobelli Nazzareno, Bernacchia Antonio, Borroni Giuseppe, Paolucci Norberto e Percossi Luigi. Dopo le Elementari ha frequentato i corsi di Avviamento professionale, poi la scuola d’arte “Ambrogio Della Robbia” con il prof. Giuseppe Asciutti. Nell’archivio della scuola d’arte abbiamo trovato 5 suoi disegni che oggi facciamo conoscere a tutti.

Il giorno 29/12/1957 si è sposato a Recanati con la sig.ra Ivana Frogioni ed hanno avuto due figli, Paolo e Silvia.

È morto il giorno 14/1/1997 a Pavullo nel Frignano (Modena).

Il giorno 10/10/2005 il figlio Paolo Ceccotti aveva manifestato la volontà di donare al comune di Potenza Picena, per la Fototeca Comunale che si stava costituendo in quel momento, molto materiale appartenuto al padre Igino, tra cui fotografie, negativi, macchine fotografiche ed attrezza­ture, oltre a documentazione varia.

Era stata anche predisposta una delibera di Giunta Comunale, la n° 273 del 28/10/2005, ma poi il donativo non si è purtroppo concretizzato.

Igino Ceccotti. Per gentile concessione della Famiglia Ceccotti.

È stato un vero peccato, che la nostra comunità ha perso questa occasione, che sicuramente era fondamentale per far conoscere il grande patrimonio fotografico accumulato da Igino Ceccotti in tanti anni di attività, consentendo a tutti di poterlo conoscere, costituendo parte della nostra storia cittadina.

Ci si augura che tra il nostro comune e la famiglia Ceccotti si possa raggiungere un accordo, per acquisire questo fondo di Igino Ceccotti al patrimonio della nostra fototeca comunale, valorizzandolo.

Cogliamo l’occasione, il prossimo anno 2020, del centenario della nascita di Igino Ceccotti per concretizzare questo progetto.

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A cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri
780972Oltre duecento anni fa, nel 1817, nella notte di San Giovanni tra il 24 ed il 25 Giugno, a Macerata è stato organizzato il primo moto del Risorgimento marchigiano. Pochi animosi di Macerata e delle terre vicine, tra cui Monte Santo, Montelupone, Monte Cosaro, Montolmo (Corridonia), Loreto, Filottrano, Ancona, Fermo ed Ascoli Piceno, affiliati alla società Carbonara hanno tentato di insorgere contro “la tirannide sacerdotale e straniera, ma scoperti e oppressi giacquero nelle galere pontificie.” Il tentativo rivoluzionario probabilmente fallì perché qualcuno dei congiurati tradì. Comunque non bisogna dimenticare il coraggio di tutti coloro che hanno messo a rischio la propria vita per lottare per la libertà e l’unità d’Italia. Questo ambizioso obiettivo è stato raggiunto solo il giorno 17 Marzo del 1861.
La città di Monte Santo, come quella vicina di Montelupone, è stata una del¬le realtà territoriali più attive nell’organizzazione di questo tentativo rivoluzionario. Forte da noi era la società Carbonara e molte riunioni si sono svolte in città.
Ma chi erano i santesi che hanno partecipato a questo fallito tentativo rivoluzionario del 1817 e che in due casi hanno anche pagato con la galera il loro impegno?
Il più importante è stato sicuramente Pierangelo Pierangeli, possidente, figlio di Saverio e di Teresa Ventura, nato a Monte Santo il giorno 17 Ottobre 1791. Aveva sposato la sig.ra Maria Tanfoni di Civitanova; era un ex carabiniere che aveva servito nel Corpo della Gendarmeria sotto il Governo di Gioacchino Murat, Re di Napoli.

stemma_catasto_rustico

Stemma Comunale tratto dal frontespizio del Catasto rustico di Monte Santo (1762-1765) presso l’archivio storico di Potenza Picena, disegnato da Giuseppe Federici.

Pierangeli era l’elemento di spicco che poteva tenere i contatti con gli organizzatori di questo tentativo rivoluzionario marchigiano-romagnolo, i vari Papis, Riva, Carletti e Braga. Per questo suo ruolo strategico nel complotto venne condannato dal Tribunale di Roma all’ergastolo a vita e fu rinchiuso nel Forte di Civita Castellana (VT) il giorno 24/11/1818 e venne messo in libertà solo il giorno 26/2/1831.
Un altro condannato dal Tribunale di Roma è stato Luigi Fioretti, di Monte Santo. Gli è stata inflitta la pena di anni 7 ed è stato rinchiuso nel Forte di Civita Castellana fino al giorno 16/7/1822, dopo di che è stato trasferito al carcere di Macerata.
Altri santesi hanno partecipato a vario titolo a questo tentativo rivoluzionario, ma non sono stati condannati dal Tribunale di Roma; tra di loro troviamo Bernardino Canepini, Luigi Canepini, Vincenzo Michelangeli e Fedele Somma.
A testimonianza di quanto avvenuto a Macerata nel 1817, in via Garibaldi, sulla parete del Palazzo Cioci, oggi si trova ancora una lapide marmorea con il seguente testo:

Nel 1817
Pochi animosi di Macerata e delle terre vicine affratellati nella società dei Carbonari qui si accordarono
per insorgere contro la tirannide sacerdotale e straniera ma scoperti e oppressi giacquero nelle galere pontificie

Noi con questo articolo abbiamo voluto ricordare e rendere omaggio a tutti i santesi che hanno partecipato in vario modo a questo fallito tentativo rivoluzionario del 1817. Già nel 1950 Norberto Mancini nel suo libro “Potentini illustri”, aveva reso omaggio ai nostri Carbonari santesi.

Notizie tratte da:
“Potentini Illustri” del 1950 di Norberto Mancini, Recanati Tipografia Pupilli.
Domenico Spadoni “Il tentativo rivoluzionario marchigiano-romagnolo del 1817 – Atti e Memorie della Regia Deputazione di Storia per le Marche, serie IV, volume III, anno 1926”. “La Rucola” di Macerata n° 233 dell’ottobre 2017, articolo di Romano Ruffini.

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A cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri

Lega dei muratori  e manuali di Potenza Picena 1920.

Potenza Picena è la città dove storicamente ci sono stati sempre molti muratori. Nella Scuola d’Arte “Ambrogio Della Robbia”, fondata nel 1873 da Domenico Filippetti, poi ampliata e riqualificata dal prof. Umberto Boccabianca ed infine professionalizzata dal prof. Giuseppe Asciutti, si sono formati tantissimi muratori. Infatti nell’ambito di questa Scuola d’arte c’era un corso per i muratori, come c’era per fale­gnami, fabbri, calzolai, oltre alla sezione femminile “Margherita di Savoia” per sarte, ricamatrici e cucitrici.
Ma quanti erano i muratori, apprendisti e manuali di Potenza Picena e co­me erano organizzati? Scarse sono le notizie storiche.
Nel 1904 esisteva una Società dei Muratori di Potenza Picena che raggrup­pava 25 soci e svolgeva un ruolo sindacale a favore dei propri aderenti. Nel corso di una vertenza sindacale verificatasi nel 1920, abbiamo avu­to la possibilità di avere maggiori informazioni su questa categoria so­ciale molto importante a Potenza Picena. In quell’anno i loro rappresentanti sindacali, riuniti in due distinte associazioni, una di ispirazione cattolica, la Unione del Lavoro, rappresentata da Ermenegildo Zucchini, ed un’altra di ispirazione socialista, la Lega dei Muratori e manuali, capeggiata da Bonaventura Granati, Filippo Paoletti, Lavini Giuseppe e Paolucci Alessandro, hanno contrattato con i rappresentanti padronali le ta­riffe del lavoro dei muratori, manuali, apprendisti e donne di Potenza Pi­cena. La più grande organizzazione dei nostri muratori era sicuramente quella della Lega dei muratori che in quell’anno 1920 poteva contare ad­dirittura su un numero molto elevato di muratori di 1°, 2° e 3° livello, cioè 37, n° 14 apprendisti e n° 3 manuali, per un totale di 54 unità.

Bonaventura Granati

Tra di loro troviamo personaggi che hanno fatto la storia di Potenza Picena, come Bonaventura Granati, Filippo Paoletti, Attilio Riccobelli, Augusto Riccobelli, Giuseppe Riccobelli, Giuseppe Persichini, Carlo Cardina­li, Ruggero Piani, Manlio Piani, Augusto Cipollari, Domenico Lucia­ni e tanti altri che compaiono nell’elenco che la Lega dei Muratori e manuali di Potenza Picena ha consegnato alle autorità comunali. In quell’anno, cioè il 1920, addirittura sono riusciti, con la loro forza contrat­tuale, a predisporre un tariffario da applicare nel contesto della realtà di Potenza Picena e dove si nota che in questo settore ancora all’epoca venivano utilizzate le donne ed i fanciulli. Nella vertenza sindacale con i rappresentanti padronali addirittura Bonaventura Granati ha portato avanti la proposta di limitare l’orario giornaliero per i muratori a so­le 8 ore, in quanto molto faticoso.
Con l’avvento del fascismo queste rappresentanze dei nostri muratori e manuali sono state sciolte, in quanto espressione sia dei socialisti che dei cattolici popolari. Molti di questi muratori e manuali sono emigrati in Argentina per sfuggire al fascismo, ma la tradizione è continuata nel corso degli anni. I nostri muratori sono accorsi in 15, guidati dal ca­pomastro Bonaventura Granati, nel 1930 a Senigallia, per la ricostru­zione della città colpita da un violento terremoto, con l’impresa edile di Porto Recanati di Italo Frati. Sono emigrati in Francia, a Parigi, ne­gli anni dal 1956 in poi a centinaia, con l’impresa edile dei fratelli Pagnanini di Civitanova Marche.

Attilio Riccobelli. ASCPP.

La Lega dei Muratori e manuali di Potenza Picena era solita festeggiare San Martino, cioè il giorno 11 Novembre di ogni anno, con una iniziativa del loro sodalizio fuori Porta, in cui arrivavano in corteo con la pro­pria bandiera.
Una foto che ci è stata inviata dalla Francia, da Parigi negli anni scor­si da Candido Cardinali, figlio di Carlo ed anche lui muratore, secondo noi ritrae i muratori e manuali di questa gloriosa Lega di Potenza Picena negli anni Venti del Novecento, probabilmente è proprio del 1920 in occa­sione della vertenza sindacale, fotografia scattata da Secondo Torregiani, “Secondo Lo Ritrattista”, vicino al Pincio, nella scalinata di Via Castelfidardo. Questa fotografia nel passato è stata attribuita ai socialisti di Potenza Picena e pubblicata nel libro fotografico della storia del PCI nazionale.
È una bellissima foto di Potenza Picena e si possono riconoscere molti muratori, tra cui Attilio Riccobelli, Giuseppe Persichini, Carlo Cardinali, Filippo Paoletti, Nicola Spinaci (Nicolino La Gatta), Domenico Luciani e tanti altri.

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A cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri

Prof. Bruno Brunacci

Prof. Bruno Brunacci

Il giorno 14 settembre 1919, cioè cento anni fa, moriva a Roma all’età di 40 anni il Prof. Bruno Brunacci, eminente fisiologo. Era nato a Potenza Picena il giorno 22 dicembre del 1879 da Cesare e da Giovanna (Anna) Bocci in via Corso n. 338 (l’attuale Corso Vittorio Emanuele II) nel palazzo oggi di proprietà di Alberto Rosciani.

La sua famiglia, proveniente da Civitanova (il nonno Ignazio è stato vis-duca di Civitanova, Governatore di Monte Cosaro e nobile di Morrovalle), era di origini toscane, e poteva annoverare tra i suoi antenati Piera, co­gnata di Dante Alighieri ed anche il Cardinale Ercole Brunacci-Consalvi, Segretario di Stato del Papa Pio VII. Anche la madre di Michelangelo Buonarroti era una Brunacci.

Il 12/12/1918 presso la Collegiata di S. Stefano di Potenza Picena si spo­sa con la Sig.ra Erminia (detta Lydia) Bocci, figlia del prof. Balduino Bocci, e dal loro matrimonio non avranno figli. Infatti Bruno Brunacci muo­re a Roma il 14/9/1919, a soli quarant’anni.

Compiuti gli studi classici, si iscrive all’Università di Roma, dove nel 1902 si laurea in medicina e chirurgia. Dall’ottobre dello stesso anno sino al novembre del 1912 è stato assistente nell’Istituto di Fisiologia dell’Università di Siena presso lo zio prof. Balduino Bocci, che poi succes­sivamente diventerà anche il suocero, (avendo spostato la figlia di Balduino, cioè sua cugina) ottenendo poi la docenza in fisiologia sperimentale. In seguito è stato assistente e quindi aiuto presso l’Istitu­to di Fisiologia dell’Università La Sapienza di Roma, chiamato dal fisiolo­go di fama mondiale Luigi Luciani.

Lydia Bocci

Lydia Bocci

Il prof. Bruno Brunacci portò preziosi contributi specialmente alla cono­scenza della secrezione parotidea e biliare dell’uomo, dell’adattamento de­gli anfibi all’ambiente liquido esterno mediante la regolazione della pres­sione osmatica dei loro liquidi interni e dell’importanza dei sacchi lin­fatici e della vescica urinaria.

Il prof. Bruno Brunacci è ricordato anche per un nuovo metodo per la preparazione dei brodi di carne negli stabilimenti militari.

Per molti anni l’opera di questo straordinario fisiologo a Potenza Picena non è stata conosciuta.

Dobbiamo a Norberto Mancini, che lo ha inserito di diritto tra i “Potentini illustri” nel suo libro uscito nel 1950 e successivamente anche nel volume “La mia terra” del 1954, se la nostra comunità ha potuto conoscere il valo­re di questo insigne fisiologo.

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Il prof. Bruno Brunacci con il fratello tenente Francesco Brunacci

A Potenza Picena dal 31/1/1970 (delibera del Consiglio Comunale n° 11) c’è una via dedicata a Bruno Brunacci. Si tratta del tratto di strada che da Viale Trieste costeggia il campo sportivo comunale “Luigia Favale-Scarfiotti- “Skorpion”, fino all’impianto in sintetico “Ferruccio Orselli”.

Notizie tratte da “Potentini Illustri” Tipografia – Pupilli – Recanati, 1950 e “La mia terra” – Ancona, 1954 di Norberto Mancini.

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A cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri

Cav. Anselmo Anselmi

Uno degli storici più importanti delle Marche, il Cav. Anselmo Anselmi di Arcevia, Regio Ispettore ai Monumenti delle Marche, tra la fine dello Ottocento e gli inizi del Novecento ha contribuito a farci conoscere meglio sia il polittico di Vittore Crivelli del 1493, che le due opere in terracotta di fra Ambrogio Della Robbia nel periodo in cui egli ha vissuto a Monte Santo (tra il 1523 ed il 1527/28).

Anselmo Anselmi nato ad Arcevia nel 1859 e morto nel 1907 è venuto a Po­tenza Picena diverse volte ed ha avuto la possibilità di consultare il nostro archivio storico comunale, in particolare quello notarile che all’epoca si trovava ancora nella nostra città, mentre oggi si trova a Macerata.

Queste sue ricerche d’archivio hanno riguardato sia l’opera di Vittore Crivelli a Monte Santo del 1493, pubblicate sulla “Nuova Rivista Misena” e distribuite in Regione dal 1888 fino al 1897. In questa rivista si ap­profondisce la conoscenza del polittico di Vittore Crivelli che si tro­vava nel contesto della chiesa di San Francesco dei Frati Francescani Conventuali al Pincio.

Santa Caterina d’Alessandria, parte del polittico di Vittore Crivelli di Monte Santo del 1493. Esposta presso l’Asmolean Musem di Oxford.

L’approfondimento sulla presenza di fra Ambrogio Della Robbia a Monte Santo è stato pubblicato invece sulla Rivista di Firenze “Arte e Storia” del Di­cembre 1904. Di fra Ambrogio Della Robbia all’epoca erano presenti a Potenza Picena due opere, la Maddalena e la Pietà ne1 Palazzo Pierandrei.

Il metodo di ricerca di Anselmi si basava essenzialmente sulla consultazione di documenti di archivio storico, e grazie a lui si è potuto approfondire la conoscenza a Monte Santo delle opere di due grandi artisti del XV e XVI secolo italiano.

 

vittore crivelli web.pdf  – articolo del Cav. Anselmo Anselmi sul polittico di Vittore Crivelli di Monte Santo del 1493.

Adobe PDF icon Arte e storia.pdf – Copia della rivista “Arte e Storia” di Firenze del 31-12-1904 che riporta l’articolo dello storico marchigiano Anselmo Anselmi sul ritrovamento dei documenti che attestano la presenza di Fra Ambrogio della Robbia a Monte Santo negli anni Venti del Cinquecento.

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