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Archive for the ‘Personaggi’ Category

a cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri
Il giorno 6/10/2018 ci ha lasciati Mario Zucchini all’età di 91 anni.
Dopo la morte della moglie Anna Kienberger, avvenuta il giorno 20/12/2017, Mario si era sentito male e nel giro di pochi mesi ha raggiunto la sua amatissima consorte in cielo. Uniti nella vita, uniti nella morte.
Mario Zucchini è stato sicuramente il più grande calciatore di Potenza Picena di tutti i tempi, arrivando a vestire per 4 stagioni, dal 1951 fino al 1954, la maglia dell’Anconitana in serie B. Aveva inoltre giocato in precedenza prima con la Civitanovese poi con la Recanatese, segnando in un campionato ben 32 goal. Dopo l’esperienza con l’Anconitana ha giocato due anni con la Vastese e di nuovo con la Civitanovese ed ha concluso la sua gloriosa carriera con il Potenza Picena. È stato poi un bravo allenatore con la Vastese in serie C e poi con il Potenza Picena.
Aveva iniziato a giocare al calcio giovanissimo dopo la guerra con la Unione Sportiva Potentina in prima Divisione nel periodo 1945-1946 e 1946-1947. Aveva fatto parte della giovane squadra del Potenza Picena quando il giorno 10 Giugno del 1946 è stato inaugurato il campo sportivo costruito dai soldati polacchi del 4° Reggimento corazzato Skorpion, nell’incontro memorabile con la rappresentativa polacca, terminato a favore di quest’ultimi con il roboante punteggio di 8 a 1, ed il goal della bandiera per il Potenza Picena è stato segnato da Antonio Bernacchia. Di quella mitica squadra del Potenza Picena rimane oggi in vita, dopo la morte di Antonio Bernacchia e di Mario Zucchini, solo Augusto Cittadini, “Augusto de Cocò”.
Mario Zucchini era nato a Potenza Picena il giorno 17/10/1927 in Via Tripoli n° 100 da Ermenegildo e da Igina Pescetti ed aveva altri due fratelli, uno più grande, Domenico ed uno più piccolo, Reinaldo (Fausto). Il giorno 31/8/1954 si è sposato con la sig.ra Anna Kienberger ed hanno avuto due figlie, Rosi e Paola, che gli hanno dato come nipoti Eva, Giona e Mario.
Mario Zucchini oltre all’attività di calciatore ed allenatore, aveva anche lavorato presso la centrale di sollevamento di Becerica, poi aveva imparato il mestiere di ottico, aprendo un negozio, oggi portato avanti dalla figlia Paola.
Per concludere Mario Zucchini è stato un grande calciatore, allenatore,marito, padre di famiglia e nonno affettuoso.
Era sempre disponibile e gentile nel raccontarci la storia di Potenza Picena, gli avvenimenti, i personaggi caratteristici di Monte Santo.
Era un appassionato di musica ed è stato tra i fondatori della Associazione Amici della Musica “Arturo e Flavio Clementoni” di Potenza Picena.
Ci mancherai Mario, ma noi non ti dimenticheremo.

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Rita Carlinia cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri
Nel mese di Settembre 2018 è venuto a Potenza Picena il sig. Massimo Carlini che dal 1948 vive in Argentina, a Buenos Aires.
Massimo Carlini è nato a Potenza Picena il giorno 17/4/1945 da Giuseppe e da Rosa Percossi ed abitavano in Via Tripoli. E’ la prima volta, dal 1948, che viene a Potenza Picena, cercando le sue radici, i suoi parenti. Tra i suoi parenti, del ramo paterno che da noi vengono riconosciuti con il soprannome di “Mammetta”, ha trovato il sig. Giovannino Paparelli, suo cugino, la cui madre Maria Carlini era la sorella del padre di Massimo, Giuseppe. Suoi lontani parenti anche i figli di Virgilio Carlini, Claudio ed Enrico.
Anche Rita Carlini, sorella di Virgilio, era una sua parente e Massimo ha avuto modo di conoscerla quando lei viveva in Argentina e conservava sul suo telefonino una foto dove loro stavano insieme.
Dopo questa notizia abbiamo voluto approfondire la conoscenza di Rita Carlini che si era sposata a Potenza Picena il giorno 29/3/1951 per procura con il sig. Augusto Pastocchi, che viveva in Argentina, e non hanno avuto figli. Rita Carlini dopo, la morte del marito Augusto è ritornata a Potenza Picena dove è morta presso la nostra casa di riposo il giorno 18/3/1998.
Rita CarliniRita Carlini era nata a Potenza Picena il giorno 31/8/1912 in Vico Leopardi n° 8 da Enrico e da Giuseppa Asciutti. Era la sorella di Virgilio, Francesco, Maria e padre Cherubino. La sorella Maria Carlini era morta il giorno 30/6/1944 in Piazza Principe di Napoli, l’attuale Giacomo Matteotti, in conseguenza del cannoneggiamento tedesco su Potenza Picena, che complessivamente aveva causato 8 morti, tra la Piazza 5 e la contrada La Concia 3.
Rita Carlini viene ricordata in particolare perché nel 1951 ha portato in Argentina, a Buenos Aires, presso la sede della Società Potentina di Mutuo Soccorso di quella città, il cofanetto con all’interno la terra benedetta dei 5 colli di Potenza Picena, dono della nostra città alla comunità dei santesi residenti in Argentina. Rita Carlini il giorno 25 Novembre 1951 si è imbarcata a Genova ed ha raggiunto l’Argentina con il piroscafo “Corrientes”. Il cofanetto in noce era un’opera d’arte eseguita dal prof. Giuseppe Asciutti ed è stato consegnato nelle mani del Presidente della Società Potentina di Mutuo Soccorso di Buenos Aires, Cesare Roseti. Il cofanetto con all’interno la terra benedetta dei 5 colli di Potenza Picena è stato riposto in un altarino costruito appositamente dal muratore Manlio Carestia e decorato dall’artista Mario Percossi nella sede della stessa Società Potentina di Buenos Aires.
Quando è stato inaugurato nel 1952 si è svolta una toccante cerimonia che ha visto raccolti nella sede della Potentina tantissimi nostri emigrati che vivevano in Argentina e con l’occasione sono stati anche inaugurati tre importanti ritratti posti intorno al cofanetto. Uno raffigurava il primo Presidente della Società Potentina, il sig. Domenico Giampaoli, morto da poco, il secondo il maestro Raffaele Petetti ed il terzo il prof. Umberto Boccabianca. I nostri emigrati non dimenticavano i loro insegnanti presso le scuole elementari di Potenza Picena. I componenti il Direttivo della Società Potentina di Mutuo Soccorso di Buenos Aires erano i seguenti santesi: Cesare Roseti, Presidente, Tanoni Galliano, Rossini Alceo, Pianaroli Cesare, Carestia Domenico, Rinaldelli Giuseppe, Rossi Vincenzo, Carestia Manlio, Orselli Alessandro, Percossi Ivo e Sorichetti Armando.
Diversi di loro nel 1967 saranno tra i protagonisti della realizzazione a Potenza Picena della Piramide de Mayo in Largo Leopardi, tra cui Domenico e Manlio Carestia e Rossi Vincenzo. La Piramide de Mayo di Potenza Picena è stata inaugurata il giorno 9 Luglio del 1967 alla presenza del Ministro italiano del Turismo Achille Corona e dell’ambasciatore argentino a Roma, il sig. Ramos Meija.

Padre Cherubini Carlini

La famiglia Carlini insieme a Padre Agostino Asciutti. Da sx Virgilio, Enrico, Rita, Cherubino, Giuseppa Asciutti. Dietro P. Agostino Asciutti, Maria Carlini e Francesco Carlini. Foto Claudio Carlini.

Oggi la Società Potentina di Mutuo Soccorso di Buenos Aires, fondata nel 1935, non c’è più e non sappiamo che fine abbia fatto il cofanetto con la terra benedetta dei 5 colli di Potenza Picena.
Rita Carlini comunque rimarrà nella storia di Potenza Picena come la piccola donna che ha portato in Argentina nel 1951 il cofanetto contenente un grande tesoro, la terra benedetta dei 5 colli di Potenza Picena, molto cara ai nostri emigrati.

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a cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri
Marcello BompadreUno dei fabbri più bravi di Potenza Picena è stato sicuramente Marcello Bompadre, da tutti conosciuto con l’appellativo di “Marcello de Peló”. La sua officina di fabbro si trova vicino al Piazzale Santo Stefano. Agli inizi del Novecento era l’officina di Gualtiero Maggini e Marcello Bompadre è stato un suo allievo, insieme a Nando Scataglini. Successivamente Marcello Bompadre ha insegnato il mestiere di fabbro al nipote Eugenio Borroni, che ha continuato l’attività all’interno dell’officina.
Marcello Bompadre era nato a Potenza Picena il giorno 4/3/1912 in Via Santa Croce n° 267 da Cesare, campagnolo e da Teresa Focaracci, casalinga ed aveva un’altra sorella più piccola, Maria che sposerà Dino Domenichini. Il giorno 28/10/1937 si è sposato con la sig.ra Ester Borroni e non avranno figli. Marcello Bompadre era il nipote di padre Eugenio Bompadre, il frate cappuccino che nel 1940 ha scritto un volumetto con la vita di San Girio.
Oltre al lavoro di fabbro molteplici erano gli interessi di Marcello Bompadre: ricordiamo il suo amore per il canto corale e la sua partecipazione nel contesto della Schola Cantorum Santo Stefano con il maestro don Francesco Pallottini.
Nell’ambito della Festa del Grappolo d’Oro, iniziata il 9 ottobre del 1955, Marcello è stato uno dei più valenti carristi, sia come costruttore, insieme a Rinaldo Carestia, che come protagonista dei carri allegorici. E’ stato consigliere comunale del nostro comune per la Democrazia Cristiana dal 1960 al 1964, (Sindaco l’avvocato Silvano Mazzoni), assessore e vicesindado dal 1966 al 1970 (Sindaco Rolando Simonetti). In questa seconda legislatura insieme a lui troviamo, come assessori effettivi Mariano Ciuccarelli e Giuliano Perna e come assessori supplenti Edoardo Clementoni e Dino Mazzoni. Ha fondato il giorno 21 novembre 1965 l’Associazione “Pro Potenza Picena” antesignana dell’attuale Pro-Loco, insieme ad Edgardo Latini, Pietro Zallocco, Edoardo Clementoni, Belfredo Belardinaelli, Francesco Marzetti, Luigi Patacconi, Pietro Scipioni, Mario Bocchini, Mauro Mancini e Remo Scoccia. Ha frequentato la scuola elementare locale sia con il maestro Azzolino Clementoni che con la maestra Giulia Marconi. Tra i suoi compagni di scuola vogliamo ricordare lo scrittore Norberto Mancini, Mariano Ciuccarelli, Dino Ciuccarelli, Dino Domenichini, Giovanni Girotti, Orselli Angelo, Consolani Nazzareno, Carlini Francesco, Piani Memorino, Casciotti Millo, Ceccotti Cittadino e Rita Carlini.
Marcello BompadreHa frequentata la Scuola d’Arte “Ambrogio Della Rabbia” con profitto con il prof. Giuseppe Asciutti, sezione fabbri.
Presso il nostro archivio storico si trovano diversi suoi disegni e nella Sala “Giuseppe Riccobelli” della Scuola d’Arte un bellissimo lavoro in ferro battuto.
Nel 1964 è stato insignito dal Presidente della Repubblica Antonio Segni dell’onorificenza di Cavaliere al merito della Repubblica.
E’ morto a Potenza Picena il giorno 12/10/1996.

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foto di Giuliano Margaretini e Sergio Ceccotti

a cura di Sergio Pasquali
Oltre il silenzioIl silenzio è un luogo.
Il silenzio è fatto di muri bianchi, di pavimenti antichi, di mobili semplici e di soffitti troppo alti.
Il silenzio è uno sguardo che scava dentro le anime e poi, dal terrazzo del Convento, si spinge ben oltre l’orizzonte delle colline e del mare.
Il silenzio non è l’assenza di parole, ma la misura delle parole.
Entri in un Convento di clausura; ti aspetti toni dimessi, sguardi forse intristiti dalla solitudine per quello che il mondo considera un irragionevole distacco dalla Vita.
Seduto davanti alla grata del parlatorio, attendi che creature di un altro pianeta si materializzino dall’altra parte, pensando che il termine stesso “parlatorio” è il principe degli ossimori, una contraddizione che all’incerto visitatore appare erroneamente evidente.
La madre Abadessa sembra apparire dal nulla, senza rumori di passi che l’abbiano annunciata.
Sottile, le mani tranquille. Assai più degli occhi che, inquieti, cerchiati di rosso, non si staccano mai da chi parla e sembrano raccontare i lunghi anni trascorsi nella preghiera, il poco sonno, gli inevitabili dubbi, la continua ricerca di Dio.
Al suo fianco, Suor Beatrice, sorriso largo e sguardo vivace, a ricordare l’entusiasmo della gioventù e l’indubitabile coraggio di una scelta contro il Tempo.
Di lei sai che ha abbracciato la clausura ancora giovanissima, a 20 anni.
Abbracciato: la clausura non si può semplicemente scegliere, puoi solo abbracciarla. Non ci puoi convivere, ti ci devi perdere dentro: è l’estrema frontiera della spiritualità religiosa contemporanea
Due donne (delle cinque in tutto che abitano un Convento la cui vastità è memoria di passati splendori) che hanno pronunciato voto di castità, povertà e obbedienza e rinunciato a vivere in questo Mondo e in questo Tempo. Ti raccontano, con imprevista leggerezza, di una scelta che le religiosissime famiglie di provenienza hanno contrastato finché hanno potuto; della loro vita di “prima”; di quelli che hanno lasciato fuori; dei ricordi che le accompagnano.
Oltre il silenzioTi parlano di preghiere incessanti e di una fede inscalfibile; soggetta all’umanità del dubbio ma forte della speranza del divino.
Dio. Non altri che Dio.
Ogni pensiero, ogni forza, ogni respiro, ogni rinuncia, ogni lode cantata nella piccola Chiesa di San Sisto quando ancora l’alba è lontana, ogni orazione sussurrata nella propria cella, ogni lettura ascoltata nell’austerità del refettorio, ogni sguardo affacciato sul creato: tutto è rivolto a Dio.
Le ascolti parlare, le osservi.
Pensi che, è vero, la grata del parlatorio separa due mondi.
Pensi che la Vita è davvero un fiume che scorre.
Ma, adesso, non sei più tanto sicuro di chi stia dentro e chi fuori.

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a cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri

Visita Giovanna PistarelliIl giorno 22/5/2014 avevamo scritto un articolo che narrava la storia della famiglia di Giovanna Pistarelli in Argentina a Cañada de Gómez, Provincia di Santa Fe.
La sua famiglia era emigrata in Argentina dopo la seconda guerra mondiale, prima il padre Venanzo nel 1948, poi lei con la nonna Anna Piani nel 1949 ed infine sua madre Emilia Grandinetti con i suoi fratelli Carlo e Bruno e sua sorella Rosanna nel 1951.
Giovanna Pistarelli è nata a Potenza Picena, in Via Tripoli n° 10, il giorno 17/8/1932 ed in Argentina ha sposato il sig. Antonio Marcolin ed hanno avuto tre figli: Daniel nel 1954 Josè Luis nel 1962 e Gabriela nel 1966.
Giovanna Pistarelli segue il nostro blog da molti anni ed è la persona che ha fatto la maggiore quantità di commenti ai nostri articoli. I suoi interventi sono sempre molto interessanti e ci hanno consentito di conoscere molte cose della nostra città, dei suoi luoghi e personaggi, aneddoti, storie e soprannomi addirittura, che noi francamente non conoscevamo.
Giovanna Pistarelli per mezzo della mamma Emilia Grandinetti, trova ancora a Potenza Picena molti suoi parenti, tra cui è un piacere ricordare il fotografo Bruno Grandinetti suo cugino venuto a mancare nel 2003 in quanto la madre Emilia era la sorella del padre di Bruno, Primo Grandinetti. L’ultima volta che Giovanna è venuta a Potenza Picena dall’Argentina è stato nel 2000, cioè 18 anni fa. Quest’anno è arrivata nella sua città natale agli inizi di Settembre 2018 insieme al figlio Daniel ed alla sua nuora Graciela Maria Toledo e si è trattenuta da noi fino al giorno venerdì 5 Ottobre 2018, quando è ripartita.
Purtroppo i primi giorni della sua permanenza a Potenza Picena sono stati molto sfortunati per lei in quanto si è infortunata ad un piede ed è stata costretta a non uscire di casa, nell’abitazione del cugino Roberto Grandinetti in Via Castelfidardo.
Nonostante l’infortunio, la sig.ra Giovanna Pistarelli, molto caparbia,ha anticipato di molto l’eliminazione del gesso al piede e non ha perso tempo per poter visitare di nuovo Potenza Picena ed i suoi tantissimi parenti. Ha seguito anche le fasi della Festa del Grappolo d’Oro.
Con lei è stata sempre vicina la sua amica Rosetta Ciuccarelli. Prima di ripartire per l’Argentina, Giovanna ha avuto la possibilità di essere ricevuta in Comune dal nostro Sindaco, Noemi Tartabini.
L’incontro era stato fissato per il giorno Mercoledì 3 ottobre 2018, alle ore 10,30, presso la Sala della Giunta comunale “Antonio Carestia”. Insieme a lei è venuto il figlio Daniel Marcolin e sua moglie.
Visita Giovanna PistarelliPurtroppo per impegni improrogabili il nostro sindaco non è potuta essere presente all’incontro con la sig.ra Giovanna ed è stata sostituita dall’assessore ai lavori pubblici, architetto Luisa Isidori, che ha accolto calorosamente Giovanna ed i suoi familiari, donandogli una copia del libro “Il fascino della storia ed il respiro del mare. Potenza Picena”, curato da Renza Baiocco.
Giovanna nell’occasione ha voluto incontrare la dott.ssa Simona Ciasca, che scrive gli articoli sul blog insieme a Paolo Onofri, anche lui presente. Presente inoltre il nipote di Giovanna Pistarelli, Beniamino Carestia, figlio della cugina Ermanna Grandinetti.
Giovanna ed i suoi familiari hanno anche visitato il nostro Teatro “Bruno Mugellini” ammirando il sipario dedicato a Minerva, “zelante cultrice delle scienze e delle arti”.
Il servizio fotografico è stato effettuato da Sergio Ceccotti e come al solito realizzato con molta professionalità.

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a cura di p. Marziano Rondina o.s.a.
delegato Regionale Piceno

Padre Cherubino Carlini

Padre Cherubino Carlini

Nella serenità della sua età patriarcale si è spento alle ore 11 del 26/10/1998 nel suo Convento del SS.mo Salvatore in Montegiorgio, avendo esercitato il suo puntuale servizio comunitario fino all’ultimo momento, anche se da qualche mese era ben visibile il suo progressivo indebolirsi.
Ci ha lasciato così il confratello più anziano tra gli agostiniani piceni, amato e rispettato da tutti noi, oltre che per la veneranda età, per le rilevanti qualità personali e per la sua esemplarità di frate agostiniano e di sacerdote.
Il ricordo di lui ci fa sentire la preziosa eredità di un riconosciuto testimone di autentici valori e di benefici stimoli.
Il P. Cherubino Carlini, figlio di Enrico e Giuseppina Asciutti, era nato a Potenza Picena il 5 maggio del 1908. Appena adolescente chiede di entrare nel nostro Ordine attirato da uno zio materno, il benemerito P. Agostino Asciutti (+1932); il 17 novembre 1920 fu accolto nel nostro Convento di S. Maria del Soccorso a Cartoceto (PS), ove ricevette la prima formazione sotto la guida del P. Giuseppe Gentilucci.
Iniziò il noviziato il 29 ottobre del 1923 nel Santuario della Madonna del Buon Consiglio di Genazzano, avendo come Maestro il P. Giuseppe Ascenzi, ed emise la Professione Religiosa il 31 ottobre 1924 come figlio della Provincia Picena, alla quale fino all’ultimo ha mostrato il suo devoto attaccamento.
Ha trascorso gli anni del Professorio e tutto il corso di formazione nel Santuario di S. Nicola a Tolentino; qui emise la Professione Solenne il 21 giugno 1929 e ricevette l’Ordinazione Presbiterale 1’8 settembre del 1930 da Mons. Luigi Ferretti.
Padre Cherubini CarliniHa vissuto la sua conventualità, appena sacerdote, nel Convento di Cartoceto insegnando lettere ai postulanti agostiniani e svolgendo il compito di Sacrista. Nel 1931 fu inviato all’Abbadia di Fiastra come Maestro degli studenti. Nel 1932 tornò a Tolentino e vi rimase per tredici anni insegnando filosofia e teologia morale nel professorio dove ebbe tra gli alunni il P. Agostino Trapè. Fu Definitore della Provincia Picena, Vice-Priore, e per dieci anni solerte sacrista della Basilica di S. Nicola.
Dal 1946 al 1961 fu nel Convento di Offida svolgendo per lo più la mansione di priore e di sacrista ive rimase fino alla chiusura del convento. Dal 1962 al 1981 fu nel convento di S. Agostino a Fermo, nella monumentale Chiesa, ricca di tanta arte e di prestigiosa memoria agostiniana, svolgendo, di volta in volta, il ruolo di Priore, Sacrista, Depositario.
Dal 1981 fino alla morte è stato nel Convento del SS.mo Salvatore di Montegiorgio continuando, in piena sintonia con i confratelli P. V. Rossi e P. N. Radenti, l’onorata tradizione di quel Convento con l’ufficio prima di Priore e poi di Sacrista guadagnandosi la stima di tutti.
Queste le date, gli eventi e i servizi di una lunga vita agostiniana puntualmente ricordata secondo dati d’archivio, ma per tutti noi, che abbiamo conosciuto e amato P. Cherubino, tutto ciò riassume lo svolgersi di una vita impegnata e dignitosa che arricchisce la nostra eredità spirituale e l’espressione del nostro Carisma.
Padre Cherubini CarliniIl P. Cherubino Carlini, piccolo nella statura, umile e riservato, resta per tutti noi un grande esempio di vita, di fedeltà vocazionale e di sensibilità umana e spirituale.
Ha sinceramente e fattivamente amato l’Ordine e la Provincia prodigandosi, senza riserve, fino all’ultimo momento. E se il suo personale carisma si è espresso nell’ufficio di Sacrista, egli è stato soprattutto il modello di una vita metodica e ordinata, fin nei minimi dettagli, con la precisione di un orologio, manifestando una interiore correttezza e fedeltà che erano la conquista della sua maturità di uomo e di agostiniano.
Amava il decoro della liturgia mettendo volentieri a disposizione anche le sue qualità canore. La sua esemplarità di consacrato e di ministro dell’altare è stata riconosciuta anche da tanti religiosi e sacerdoti che lo hanno scelto come confessore e direttore spirituale. Era circondato dalla sincera simpatia dei laici, che gli riconoscevano la squisitezza della sua affabilità e signorilità. Sentiva molto il servizio dell’accoglienza e dell’ospitalità nei confronti dei confratelli, familiari e amici.
In Dio lo sentiamo vivo e nostro premuroso fratello soprattutto nell’esercizio di quella attività orante che ora ce lo rende più prezioso in cielo.
I funerali si sono svolti il giorno 27 ottobre nella nostra chiesa conventuale di Montegiorgio con l’affollata partecipazione di confratelli, familiari, sacerdoti e amici.
E’ seguita la tumulazione nella tomba dei frati agostiniani del cimitero di Montegiorgio.
Ringraziamo il Signore per il grande dono che questo confratello è stato per la Chiesa e per la nostra famiglia agostiniana e accompagniamolo con la nostra fraterna preghiera e con l’adempimento dei suffragi che le nostre Costituzioni prevedono al n. 111c.
Padre Cherubini CarliniE il Signore, che ci ha allietato per tanti anni con la sua preziosa presenza, per l’intercessione di nostra Signora della Grazia, del S. Padre Agostino e di S. Nicola ci conceda anche, per la preghiera del P. Cherubino, sante vocazioni che ne colmino il vuoto e ne continuino l’esemplare testimonianza.
Tolentino, 26 novembre 1998.

Nel trigesimo del suo transito commemoriamo il Confratello Padre Cherubino Carlini.

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due-sposi-50a cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri
In un nostro precedente articolo del mese di Marzo 2011 avevamo ricordato la storia dei nostri muratori e manovali che dal 1956 in poi sono emigrati in Francia, a Parigi ed in particolare a Pontoise ed Argenteuil, assunti dall’impresa edile dei fratelli Pagnanini di Civitanova. E’ stata l’ultima grande emigrazione dei santesi all’estero. Tra di loro c’era un muratore, Candido Cardinali, nato a Potenza Picena il giorno 11 Luglio del 1930 da Carlo, muratore anche lui, e da Laura Borroni, residente in Via San Giovanni n° 258.
Candido Cardinali ha frequentato le scuole elementari locali e, con profitto, nel periodo 1947-1948-1949 la Scuola d ‘Arte “Ambrogio Della Robbia” di Potenza Picena, sezione muratori, con il prof. Giuseppe Asciutti.
Nel nostro Archivio Storico si trovano oggi due suoi lavori giovanili.
A Parigi, a Sain Quen L’Aumone, Candido Cardinali il giorno 23/5/1959 si è sposato con la sig.ra Denise Benaglia e dal loro matrimonio è nato, il 21/11/1962, Christophe. Il giorno 7 Settembre 2017 è morto all’età di 87 anni.
Durante la sua permanenza a Potenza Picena ha lavorato come muratore ed è stato un militante del Partito Comunista Italiano, iscritto alla Sezione locale “Francesco Margaritini”.
Foto-3
Negli ultimi tempi in Francia sono morti altri nostri concittadini che erano partiti negli anni Cinquanta e Sessanta, come Giovanni Sabbatini, detto “ferraretto”, Gerardo Rinaldelli, detto “pippitto”, mentre negli anni passati sono morti anche Vittorio Bernabiti, detto ”quaglietta” e Benito Mercuri. A Potenza Picena il giorno 15/3/2017 Giovanni Pastocchi e il 12/11/2012 Antonio Giannini.
Di quella straordinaria esperienza dei nostri muratori e manovali che sono partiti dal 1956 in poi per Parigi rimangono in vita da noi pochi superstiti, tra cui Ermanno Carestia, Augusto Cittadini, Cittadino Mercuri, Santino Giri. In Francia rimangono ancora pochi di quella generazione di emigrati, tra cui Borroni Giorgio, Pesci Franco ed i fratelli Cennerelli, Giuseppe e Luigi. Nel periodo estivo in particolare ritornano a Potenza Picena molti figli, mogli e nipoti dei nostri muratori emigrati in Francia ed è sempre una grande emozione e festa poterli rivedere. In Francia, nei comuni dell’hinterland di Parigi, si sono comunque radicati bene i discendenti dei nostri concittadini e sono veramente tanti. Uno di loro Laurent Clementoni, figlio di Giannino, addirittura è Sindaco della città di Garancières en Beauce (al secondo mandato), dove vive.
Foto-4Potenza Picena città di emigrati, non dimentica l’esperienza di questi ragazzi che dal 1956 in poi sono partiti per Parigi, per cercare lavoro ed un futuro migliore per loro e per le loro famiglie. Sarebbe opportuno che la nostra città potesse instaurare un rapporto di gemellaggio con uno dei comuni simbolo della nostra emigrazione in Francia, o Pontoise o Argenteuil, in modo da poter rinsaldare i rapporti con tutti i discendenti dei nostri muratori.
Inoltre sarebbe interessante allestire una mostra fotografica su questa esperienza dei nostri concittadini emigrati, chiedendo la collaborazione di tutte le famiglie coinvolte, che sono moltissime.

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