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Carta di Identità

Gabriela Sabatini mostra la sua Carta di Identità  Italiana.

Molti negli ultimi tempi si stanno meravigliando che la città di Potenza Picena ha molti iscritti all’AIRE (Albo degli Italiani residenti all’Estero).

Alla data del 13/2/2017 ne risultavano in totale 2.416, sparsi in 37 stati del mondo, sia nel sud America, Argentina e Brasile in particola­re, e del Nord America, USA e Canada, oltre che in molti paesi europei, tra cui la Francia, la Spagna, la Germania, la Gran Bretagna. In questi paesi tanti nostri ragazzi e ragazze laureati.

Il 75% del totale, cioè 1.813 risultano residenti in Argentina. In ques­to caso sono i discendenti dei nostri emigrati partiti per questo paese del sud America tra la fine dell’ottocento, gli inizi del Novecento, fi­no a dopo la seconda guerra mondiale.

Questi nostri fratelli e sorelle riescono a prendere la cittadinanza italiana “iure sanguinis” perchè i loro avi sono nati a Potenza Picena e lo possono dimo­strare con un atto di nascita o di battesimo rilasciato dalle Parrocchie o dal Comune. Per la cronaca statistica Potenza Picena per quanto riguarda gli iscritti all’AIRE è ampiamente superata da Recanati, che quest’anno poteva contare addirittura su un totale di 3.764 iscritti, cioè 1.348 in più di Potenza Picena, e tra di loro troviamo anche il campione di calcio argentino Lionel Messi che attualmente gioca con il Barcellona in Spagna. Ritornando a Potenza Picena, 1’emigrazione dei nostri concittadini verso 1’Argentina è stata veramente massiccia. Si può documentare nel perio­do tra il 1906 fino al 1914 ad esempio il rilascio di ben 1.674 passa­porti per l’estero, di cui 1.629 verso l’Argentina pari al 97% del totale. Nel 1883 risultavano emigrati in Argentina 128 persone. Dal 1902 fino al 1905 altre 1030.

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Ignacio Martin Scocco con la maglia della nazionale Argentina. Foto di Miriam Degano Sccocco.

Potenza Picena inoltre è l’unica città d’Europa che può vantare la pre­senza sul suo territorio dal giorno 16 Luglio del 1967 in Largo Leopardi della copia del­la Piramide de Mayo di Buenos Aires, simbolo dell’in­dipendenza argentina realizzatasi il giorno 9 Luglio del 1816. L’iniziativa è stata promossa dai nostri connazionali di Potenza Picena che risiedevano a Buenos Aires, organizzati nella società Potentina di Mutuo Soccorso il cui Presidente era Faustino Fontinovo, mentre la statua della libertà che sormonta la Piramide è stata realizzata da Mario Percossi.

Nel 1967 risultavano residenti in Argentina 3.500 nostri connazionali provenienti da Potenza Picena.

Noi in questi anni siamo stati sempre molto vicini agli argentini che do­vevano prendere la cittadinanza italiana, avendo i loro antenati nati nel­la nostra città. Abbiamo fornito loro informazioni e le copie degli at­ti di battesimo o di nascita e di questo ne simo molto orgogliosi. In futuro continueremo sempre ad aiutare i nostri fratelli e le nostre sorelle d’Argentina.

Tra gli iscritti all’Aire di Potenza Picena nel passato ci sono stati an­che personaggi famosi a livello mondiale, come la tennista internaziona­le Gabriela Sabatini, cittadina onoraria di Potenza Picena, ed il campione del mondo di calcio nel 2006 con l’Italia Mauro German Camoranesi. Oggi abbiamo un altro famoso calciatore argentino iscritto all’Aire di Potenza Picena. Si tratta dell’attaccante del River Plate Ignacio Martin Scocco, che ha vestito anche la maglia della nazionale argentina ed ha giocato con i NOB di Rosario. Tra gli iscritti all’Aire di Potenza Picena voglia­mo anche ricordare il sig. Oscar Tramannoni che nel 2013 ha donato alla nostra città la bandiera argentina, benedetta nella Cattedrale di Rosario, città dove la bandiera è nata.

DSC06726Potenza Picena durante tutto l’anno è meta continua delle visite dei nos­tri fratelli argentini le cui origini sono nella nostra città e noi dob­biamo continuare ad aiutarli per avere la cittadinanza italiana. Negli ultimi anni grande è stato il lavoro in questa direzione da parte del dirigente dell’ufficio dello stato civile di Potenza Picena, il sig. Luigino Garbuglia, che nel rispetto delle leggi e delle norme in materia ha permesso a molti cittadini e cittadine argentine di poter prendere la cittadinanza italiana e di questo suo impegno sicuramente molti di loro lo ringraziano, come lo ringraziamo noi.

Nonostante l’assenza negli ultimi tempi del Sig. Luigino Garbuglia, le richieste di cittadinanza italiana da parte degli argentini continuano e ci auguriamo che in futuro il nostro comune sia vicino a loro, essendo i loro antenati di Potenza Picena.

DSC06736Gli ultimi argentini in ordine di tempo che hanno preso la cittadinanza italiana a Potenza Picena sono stati Ernesto e la figlia Celeste Savoretti e Bruno Mellano (il suo antenato era Enrico Antonelli). Noi li abbiamo conosciuti e siamo stati felici che abbiano preso la cittadinanza italiana nonostante alcune difficoltà organizzative e funzionali dell’ufficio.

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San Giacomio Maggiore. (restaurato). Foto Letizia Bruscoli.La dott.ssa Letizia Bruscoli di Pesaro in data giovedì 11 luglio 2019, dopo essere stata autorizzata dalla Soprintendenza di Ancona, ha riconsegna­to al nostro Comune restaurate le prime 4 statue lignee degli Apostoli del sec. XVII, che aveva ritirato il giorno 19 Aprile 2019.

Le statue sono state finanziate 3 dal dott. Roberto Domenichini, quel­le di San Giacomo Maggiore, San Giacomo Minore e Sant’Andrea, per un va­lore complessivo di Euro 2.300, ed una dal dott. Franco Senigagliesi, il San Filippo, per un valore di Euro 650,00. Il risultato di questa res­tauro secondo il mio modesto parere è straordinario, veramente emo­zionante.

Come era prevedibile, il lavoro di restauro della dott.ssa Letizia Bru­scoli ci ha restituito in tutta la loro bellezza originaria queste 4 sta­tue degli Apostoli del sec. XVII portareliquari.

Sono ritornati alla loro originaria bellezza le parti in foglia d’oro, il corpo degli Apostoli e gli elementi distintivi, e quelle di colore ar­genteo, i volti e le mani, dando al tutto un tocco di purezza. Bello an­che il marmorizzato ricostruito delle basi portareliquari. Eliminati tut­ti i buchi dei tarli, sono state chiuse tutte le spaccature e ricostrui­te le parti danneggiate o mancanti, come dita, nasi ecc…

San Giacomio Minore (restaurato). Foto Letizia Bruscoli.La dott.ssa Letizia Bruscoli nel corso del 2018 aveva già portato a termi­ne con ottimi risultati a Potenza Picena altri importanti restauri di opere pittoriche di proprietà delle monache benedettine del Monastero di San Sisto, cioè 4 quadri dei sec. XVI e XVII e la pala d’altare di Pietro Pao­lo Jacometti del 1630 “Vergine in Gloria tra i Santi Caterina d’Alessan­dria, Benedetto da Norcia e Scolastica”.

Tutti questi lavori delle benedettine sono stati finanziati dal dott. Ro­berto Domenichini, nostro concittadino ed attualmente Direttore dell’Ar­chivio di Stato di Pesaro, un vero mecenate.

Quando la Bruscoli ha riconsegnato all’economo comunale, dott.ssa Simona Ciasca, le 4 statue lignee degli Apostoli restaurate, ha prelevato altre 5 statue da restaurare.

Si tratta di san Giovanni Evangelista finanziata dal sig. Samuele Grappi­ni per 800 Euro, San Paolo e San Simone Cananeo finanziate da Enzo Romagnoli per un valore complessivo di Euro 1.500, e San Bartolomeo e San Giuda Taddeo finanziate dalla ditta Elettromedia srl di Potenza Pi­cena per un valore complessivo di Euro 1.550. Tutti questi mecenati usu­fruiscono delle agevolazioni fiscali della legge Art Bonus che prevede un credito d’imposta del 65% in 3 anni.

San Filippo (restaurato), foto Letizia Bruscoli.Tutte le pratiche della legge Art Bonus, che sono molto complesse, sono state seguite con passione e competenza professionale dalla dott.ssa Simona Ciasca, che per questo suo impegno va ringraziata da parte della nostra comunità, come dobbiamo ringraziare i nostri concittadini mecenati Roberto Domenichini, Franco Senigagliesi, Samuele Grappini, Enzo Romagno­li ed i titolari della ditta Elettromedia srl di Potenza Picena Pietro Pantaleoni, Emidio Vagnoni, Maria Riccobelli e Maurizio Riccobelli per la loro sensibilità ed amore dimostrato per la storia e l’arte di Poten­za Picena. Grazie infine anche alla restauratrice Letizia Bruscoli per la sua professionalità e serietà.

Mi si consenta una piccola riflessione finale. Pochi all’inizio credevano nella straordinaria bellezza di queste 10 statue degli Apostoli del sec. XVII di Potenza Picena. Solo grazie alla sensibilità artistica e stori­ca della dott.ssa Simona Ciasca, il restauro delle statue è stato inse­rito nel progetto Art Bonus già dal 2015 del nostro Comune, lei ha contribui­to a trovare i finanziatori ed oggi possiamo ammirare questi autentici capolavori della nostra migliore tradizione religiosa ed artistica con molto orgoglio.

Sant'Andrea restaurato, foto Letiza Bruscoli.Anche la scelta di affidare l’incarico del restauro alla dott.ssa Leti­zia Bruscoli di Pesaro è stata molto lungimirante e saggia, doti tipi­camente femminili. Il restauro è merito di queste due donne, Simona Cia­sca e Letizia Bruscoli, e dei mecenati santesi.

Le quattro statue restaurate si possono ammirare in tutta la loro bellezza all’interno dei locali della Pinacoteca Comunale “Benedetto Biancolini” di Via Trento.

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Foto di Sergio Ceccotti

A cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri

In piazza Matteotti a Potenza Picena, sulla facciata del Palazzetto del Podestà, si trova una grande lapide marmorea che risulta inaugurata il giorno 4 giugno del 1905 ad iniziativa della Società Artigiana di Mutuo Soccorso di Potenza Picena.

Questa lapide ricorda 3 importanti personaggi di Monte Santo, vissuti tra il Cinquecento, il Seicento, e gli inizi del Settecento, Orazio Augeni (1527-1603), Mons. Alessandro Buonaccorsi (1663 – 1737) e Ludovico Marefoschi (1627 – 1702).

La Società Artigiana di Mutuo Soccorso di Potenza Picena era una istituzione che raggruppava gli artigiani locali, sorta nel 1904 ed il cui presidente era in quel periodo Temistocle Mancini, zio dello scrittore Norberto Mancini. I componenti il Direttivo erano: Ricci Amilcare, Sargentoni Arturo, Mancini Giuseppe Luigi e Marrocchi Giuseppe.

Il Giorno 4 giugno del 1905 la Società Artigiana di Mutuo Soccorso doveva inaugurare la loro bandiera sociale e decisero in occasione dell’anniversario della fondazione, di inaugurare a loro spese anche questa lapide marmorea sopportandone il relativo onere economico, coperto sia con una pesca di beneficenza che con contributi dei privati cittadini, mentre il nostro comune contribuì con L. 40.

La lapide fu collocata inizialmente alla base della torre civica, e solo dopo che il giorno 11/11/1923, quando fu inaugurata la lapide che ricordava i caduti di Potenza Picena durante la prima guerra mondiale posta alla base della torre civica, questa fu spostata sulla facciata del palazzetto del Podestà, dove si trova ancora oggi.

Nella lapide sono trascritte le motivazioni per cui questi tre personaggi santesi vengono ricordati, dettate da Temistocle Mancini e noi le riportiamo integralmente:

  • “Orazio Augeni – Medico insigne dottissimo filosofo – alla conquista delle più alte idealità del pensiero – scienza dottrina assurgendo – il nome suo la terra natale – dalle cattedre colle opere coll’esempio illustrò in Italia e fuori”.
  • “Munificenza – di – Alessandro Buonaccorsi – prelato dotto esemplare – deve – Potenza Picena – la provvida istituzione del civico ospedale”
  • “Ludovico Marefoschi – spirito eletto di carità cristiana – delle umane sofferenze pietosissimo – alle orfane agli invalidi – legava l’avito patrimonio”
palazzo comunale

Piazza Principe di Napoli (attuale piazza Matteotti) agli inizi del 900 in una foto di Secondo Torregiani. Alla base della torre civica è posta la lapide che ricorda tre personaggi illustri di Monte Santo.

Con questa lapide i componenti la Società Artigiana di Mutuo Soccorso di Potenza Picena hanno voluto ricordare degnamente questi tre personaggi santesi che hanno dato molto alla nostra città nel corso dei secoli.

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Dott. Felice Schelini

Dott. Felice Schelini

Presso il Cimitero del Capoluogo di Potenza Picena si trova la tomba di famiglia del garibaldino Dott. Felice Schelini. La tomba, che si trova sotto al loggiato, a destra entrando nel nostro cimitero, è abbandonata da molti anni e si è verificato addirittura il crollo sia della volta che del tetto. La tomba di famiglia Schelini, insieme a quella della famiglia Bocci, sono state transennate e nessuno in questi anni è intervenuto per sistemare sia il tetto che la volta.

Nella tomba di famiglia Schelini si trovano oggi ben 18 salme. L’ultima tumulazione è avvenuta nel 1993, quando il giorno 26 aprile è morta la sig.ra Anmeris Mengoni, nipote del Dott. Felice e prima di lei la Sig.ra Bice De Angelis morta il giorno 2/1/1985 presso la nostra casa di riposo, nipote sempre del Dott. Schelini. Presso questa tomba è sepolta anche la figlia del Dott. Schelini, Matilde con il marito Ubaldo De Angelis ed i loro figli, il maestro Renato De Angelis e Lucina, poi il maestro direttore della Banda Cittadina di Potenza Picena, Ernesto Pettenati, oltre a due Schelini di Ancona, Annetta e Raffaele.

Il Dott. Felice Schelini era nato in Ancona il giorno 26/6/1827 da Domenico, possidente, e dalla Sig.ra Albina Sartini. Ha combattuto nelle file garibaldine ed ha fatto parte della spedizione dei Mille poi è rimasto a Potenza Picena a fare il medico condotto ed è stato anche un amministratore del nostro comune, dove ha ricoperto i ruoli di consigliere, assessore e proSindaco. Si era sposato con la sig.ra Rosa Tardelli ed è morto a Potenza Picena il giorno 8/5/1915. Ha avuto 3 figli, due femmine ed 1 maschio. La prima Matilde aveva sposato Ubaldo De Angelis di Potenza Picena, la seconda Virginia il Dott. Ennio Mengoni di Ascoli Piceno, mentre il maschio Goffredo, anche lui dottore, era emigrato in Brasile, dove oggi si trovano molti suoi discendenti. Schelini-lapideCi si augura che i discendenti del garibaldino Dott. Felice Schelini intervengano per far sistemare sia il tetto che la volta della loro tomba di famiglia, in modo da evitare l’intervento del nostro Comune che comporterebbe la rimozione di tutte le salme dalla tomba, comprese quelle del garibaldino Dott. Felice Schelini e di suo padre Domenico, tra i primi aderenti nelle Marche, insieme alla moglie Albina Sartini, alla Giovane Italia di Giuseppe Mazzini.

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A cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri

Maria Battistelli

Maria Battistelli

Il giorno 30 Giugno del 1944 cioè 75 anni fa, mentre Potenza Picena veniva liberata dalle truppe alleate polacche del 4° Reggimento corazzato Skorpion al comando del colonnello Ignacy Kowalczewski, dalle colline di Recanati i tedeschi in fuga hanno colpito la nostra città con 3 cannonate, due delle quali hanno centrato sia la Piazza Principe di Napoli, oggi Giacomo Matteotti, che l’abitazione della famiglia Mazzoni in C.da La Concia. In Piazza sono morte 5 persone, 2 donne e 3 uomini mentre in C.da La Concia 3 donne.

Tra di loro le mogli dei fratelli Mazzoni, Igino ed Augusto, Maria Battistelli e Rosa Micucci, oltre alla Sig.ra Jolanda Silvestrini. La via che oggi costeggia l’abitazione della famiglia Mazzoni, in C.da La Concia, porta il nome di quella tragica giornata, cioè XXX Giugno. In questa abitazione, che ultimamente è stata anche abbattuta e dove nella zona si trova un parco giochi, abitavano le famiglie dei fratelli Mazzoni, di Igino e di Augusto, fratelli anche del bersagliere Alessandro Mazzoni morto durante la Prima Guerra Mondiale. La famiglia Mazzoni conduceva a mezzadria un terreno di 20 ettari di proprietà dei Buonaccorsi di Potenza Picena. Maria Battistelli, nata a Potenza Picena il giorno 7/3/1905 in C.da Madonna delle Grazie n° 273, da Antonio e da Rosa Vivani, il giorno 6/9/1925 si era sposata con Igino Mazzoni e dal loro matrimonio è nato il giorno 16/7/1926 Alessandro (Lisà), che il giorno 30/5/1944 è rimasto anche lui ferito. Successivamente è nata il giorno 11/2/1934 anche Rosa (Rosetta).

Maria Battistelli ha frequentato la Scuola Elementare locale con la maestra Adalgisa Matteucci. Rosa Micucci era nata a Potenza Picena il giorno 12/1/1910 in via Pozzo della Farina n° 207, oggi via Piave, da Luigi e da Assunta Marchionne, il giorno 3/9/1931 aveva sposato Augusto Mazzoni ed hanno avuto una figlia, Giovannina nata il 12/10/1932.

Rosa Micucci

Rosa Micucci

Aveva frequentato la Scuola Elementare locale con le maestre Gina Molinari Baggiani ed Emma Ventura Salvatori. Dopo la morte della moglie Rosa Micucci, Augusto Mazzoni si è risposato con Rosa Paccaloni ed ha avuto un figlio, Massimo.

Potenza Picena ricorda con grande affetto Maria Battistelli e Rosa Micucci, vittime innocenti della guerra, mogli dei fratelli Mazzoni, Igino ed Augusto e ci si augura che possa essere collocata una lapide dove una volta c’era la loro casa, che ricordi a tutti il sacrificio di queste due donne e di Jolanda Silvestrini.

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cartolina via le rupia cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri

Durante la seconda guerra mondiale a Potenza Picena furono scavati due rifugi antiaerei, oggi chiusi. Un terzo rifugio fu ricavato in un tunnel già esistente, situato nelle zona della Cava, in prossimità della Fonte omonima. La decisione di costruirli fu adottata solo nel 1944, nel mese di gennaio, per poter garantire ai nostri concittadini un sicuro riparo in caso di bombardamento aereo. Il progetto di questi nuovi rifugi fu redatto dall’ingegnere comunale Raoul Moschini, mentre il Commissario Prefettizio era il maestro Renato De Angelis e furono completati nel mese di marzo 1944. Uno dei rifugi che tutti ricordano, in quanto da ragazzi ci si andava a giocare al suo interno, è sicuramente quello posto sotto il Pincio, il cui ingresso principale si trovava davanti alle Fontanelle, un tempo lavatoio pubblico ed oggi sede dell’Hockey Club di Potenza Picena, dove all’ingresso si trovava una cabina elettrica, oggi non più presente.

Questo rifugio era lungo in totale metri 81 (metri 30 + 20 + 31) ed il suo scavo è costato la somma di Lire 4.455. Aveva un ingresso principale e due diramazioni laterali, quella a sinistra sbucava davanti al Parco della Rimembranza mentre quella a destra sopra al locale che veniva utilizzato da Mario Scipioni “lo Callarà” per le sue lavorazioni in rame.

Percorso del rifugio di Via Le Rupi. ASCPP.

Pianta del rifugio di via Le Rupi

Il secondo rifugio, molto più esteso di quello del Pincio, chiamato di Via Le  Rupi, posto nella via omonima, vicino all’abitazione di Amicucci “Frogna”, di fronte al manufatto che serviva al cordaio Luigino Cittadini per la lavorazione delle corde; pochi se lo ricordano, in quanto è stato  subito chiuso ed era lungo metri 153 (41 + 43 + 39,20 + 10×3) ed aveva un’unica uscita posta sotto il Mercato delle Monache e per il suo scavo è stata spesa la somma di Lire 7.660. I due rifugi scavati ex novo dagli operai incaricati dal nostro comune avevano una larghezza all’ingresso di metri 1,30 ed un’altezza di metri 1,90.

Un terzo rifugio, chiamato della Cava, fu ricavato utilizzando un tunnel già esistente che si trovava sopra la zona della   Cava, vicino alla Fonte omonima. In questo caso non sappiamo la lunghezza di questo rifugio, mentre per il suo utilizzo furono eseguiti dei lavori di consolidamento edilizio, come archi e muri. Infatti furono eseguiti n. 8 archi in muratura di sostegno al voltone a sesto intero con pilastri da 30 centimetri, un muro di chiusura a spessore di cm 30 in fondo ad una galleria ed infine un muro di sostegno ad una svolta di incrocio di una galleria, per una spesa di Lire 1.960. Questa galleria dopo la guerra è stata sepolta sotto la scarpata, che è stata utilizzata dalla nostra comunità come discarica pubblica e Severino Donati, in un suo racconto, ne parla ampiamente (nel volume “Galazzà e dintorni” del 2006). Nel racconto, a pagina 43 “la Cà”, dice che questa grotta addirittura arrivava fino in Piazza Matteotti, all’interno della cisterna, chiamata “Neara”, che si trova davanti al Palazzo comunale.

Le somme necessarie per lo scavo dei rifugi di Potenza Picena furono raccolte tra i nostri concittadini possidenti terrieri, che versarono Lire 20 per ogni ettaro di terreno posseduto. Inoltre i mattoni necessari per i lavori al rifugio della Cava furono trasportati dal carrettiere Umberto Melatini, mentre la stigliatura (levigatura) dei picconi utilizzati per lo scavo dei rifugi fu fatta da Bartoli Angelo (Angiolì) e Domenichini.

Percorso del rifugio del Pincio. ASCPP.

Pianta del rifugio del Pincio

Per concludere, anche un gruppo di nostri concittadini, Giuseppe Natali, Enrico Valentini e Domenico Rinaldelli avevano chiesto al nostro Comune di poter ricavare a loro spese un rifugio nella grotta della “Neara”, la Neviera, che si trovava sotto al Parco della Rimembranza ed il cui ingresso era nella scarpata sottostante. Di questa neviera ne ha parlato molto dettagliatamente Luca Carestia in un articolo pubblicato nel nostro blog.

Nel nostro ricchissimo archivio storico comunale di Via Trento abbiamo inoltre trovato anche i disegni abbozzati dei percorsi dei rifugi sia del Pincio che di quello di Via Le Rupi, e sono dei documenti veramente eccezionali che facciamo conoscere a tutti per la prima volta.

Inoltre, grazie ad una foto di Bruno Grandinetti, utilizzata per una rara cartolina, facciamo conoscere l’ingresso del rifugio di Via Le Rupi, oggi completamente coperto ed irriconoscibile, come si presentava all’esterno nel 1953, dopo una nevicata.

pdficon_large la ca.pdf di Severino Donati – Estratto dal libro “Galazzà e dintorni” 2006

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Oltre il Silenzio

Potenza Picena – Mostra fotografica

Oltre il Silenzio
foto di Sergio Ceccotti e Giuliano Margaretini

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