Feeds:
Articoli
Commenti

Archive for the ‘Uncategorized’ Category

Campanile S. Francesco

Nel mese di gennaio 2020 avevamo pubblicato un articolo per chiedere ai nostri amministratori di riattivare il funzionamento dei quattro fari che illuminano il campanile di San Francesco a Potenza Picena. Sono trascorsi 11 mesi ed i 4 fari sono ancora spenti. Abbiamo sollecitato i nostri amministratori, il Presidente del Consiglio Comunale Mirco Braconi, che abita a pochi metri dalla chiesa di San Francesco, il nostro Vice Segretario dott. Sandro Stefanelli, ma purtroppo dobbiamo constatare che niente è cambiato. Questi 4 fari sono spenti ormai da oltre un anno e mezzo e il campanile di San Francesco è ancora all’oscuro.

Il nostro comune nel mese di Dicembre del 2016 ha esternalizzato la gestione dell’illuminazione. La ditta che si è aggiudicata l’appalto è la Citelum S.A. di Milano, la quale ha preso in carico la gestione e la manutenzione ordinaria dell’illuminazione di tutto il territorio. L’accordo con il nostro Ente prevede una gestione di 9 anni per l’importo di €435.000 all’anno, che comprende manutenzione e fornitura di energia elettrica, con un risparmio per le casse comunali di circa €60.000,00 all’anno. Condizione necessaria per l’aggiudicazione dell’appalto è stata l’inclusione nel pacchetto dei lavori, a carico della ditta, per un importo di €1.000.100,00, del rifacimento dell’intera rete pubblica, che doveva essere convertita al sistema led. Gli apparecchi ammalorati sono stati, quindi, sostituiti, gli altri adeguati con un sostanziale risparmio in termini di costo. I lavori sono partiti il mese di dicembre 2016 e sono stati divisi in due stralci: il primo riguardava l’illuminazione stradale, il secondo l’arredo urbano.

La Chiesa di San Francesco
Chiesa di S. Francesco

Nel mese di aprile 2018 sono stati collocati 4 fari a led sulla facciata del palazzo municipale in Piazza Matteotti, è stata illuminata, sempre a led, la facciata della Porta di Galiziano ed anche alcune croci, ad esempio quella di Viale Sant’Antonio e della Madonna delle Grazie.

A questo punto vorremmo capire perché non vengono sostituiti i 4 fari del campanile di San Francesco, mettendoli a led. Non vengono considerati come pubblica illuminazione, cioè sono fari privati? Non vogliamo metterli a led? Perché non chiediamo alla ditta appaltatrice la loro immediata riattivazione con la tradizionale illuminazione?

Il nostro ufficio tecnico è capace di chiedere un intervento del genere?

Articoli correlati:

Read Full Post »

Interno Sala Giunta Antonio Carestia - Palazzo Municipale Potenza Picena.
Interno Sala Giunta Antonio Carestia – Palazzo Municipale Potenza Picena.

Nel 1907 il nostro Comune all’interno del palazzo municipale ha ricavato la Sala Consiliare, provvedendo ad arredarla con un tavolo a ferro di cavallo, per i consiglieri comunali, un tavolo lineare per il sindaco, gli assessori ed il segretario comunale e n.20 sedie in legno di noce stile Vienna, di cui 2 con braccioli, con sedute in tessuto damascato rosso, quello uscito dai telai jacquard delle monachette di Potenza Picena.

Il Consiglio Comunale di Potenza Picena nel 1907 era composto dai seguenti consiglieri comunali: Ettore Bocci, Sindaco, Alessandroni Giuseppe, Carlo Buonaccorsi, Benedetto Broccolo, Emidio Cardinali, Gregorio Cerquetti, Daniele Fava, Pacifico Casciotti, Pacifico Matteucci, Ezio Mengoni, Luigi Palma, Fileto Pasquali, Pietro Roli, Felice Schelini, Filippo Bocci, Alessandro Buonaccorsi, Buonaccorso Buonaccorsi, Paolo Ciccarelli, Antonio Cori e Domenico Moccheggiani.

La Giunta Comunale era composta da: Ettore Bocci, Sindaco e dagli assessori Carlo Buonaccorsi, Emidio Cardinali, Gregorio Cerquetti e Fileto Pasquali.

Nel corso degli anni settanta il tavolo a ferro di cavallo ed il tavolo lineare con le 20 sedie sono stati rimossi dalla sala e al loro posto è stato collocato un lungo tavolo con sedie in legno lavorato moderne.

sedie prima restauro
sedie prima restauro

La sala del Consiglio Comunale è stata ricavata invece all’ultimo piano del Palazzetto del Podestà, con nuovi tavoli e sedie.

Dall’inaugurazione dell’Auditorium “Ferdinando Scarfiotti” (ex Chiesa di Sant’Agostino), il giorno 19 dicembre 2004, i Consigli Comunali si svolgono al suo interno.

Quando nel 2003 il nostro comune è intervenuto con lavori di sistemazione e di restauro, sia nella parte strutturale che decorativa della sala del Palazzo Municipale, si è anche deciso di recuperare, restaurandoli, sia il tavolo a ferro di cavallo che le 20 sedie ed il lavoro è stato affidato a Luigi Morichetti di Potenza Picena.

Dal giorno 5 aprile 2003 questa sala non è più la sede del Consiglio Comunale, ma la sala della Giunta Municipale, intitolata dal 16/04/2004, delibera di Giunta Comunale n.153, ad Antonio Carestia, Sindaco di Potenza Picena eletto dopo la caduta del fascismo, che ha amministrato la nostra città dal 1946 fino al 1951.

In questi 17 anni una parte delle 20 sedie, 7 per l’esattezza, hanno subito delle rotture varie alle parti lignee.

Per poter recuperare queste 7 sedie è stato chiesto un preventivo di spesa per il lavoro di restauro alla dott.ssa Letizia Bruscoli di Pesaro, professionista che ha portato a termine il restauro delle 10 statue lignee portareliquari degli Apostoli del sec. XVII, nell’ambito del progetto Art Bonus.

sedie restaurate
sedie restaurate

La dott.ssa Bruscoli ha presentato un preventivo di spesa di €1.850,00 ed il progetto è stato approvato dalla Soprintendenza di Ancona il 07/10/2020.

Le 7 sedie sono state ritirate per il restauro il giorno 19 ottobre 2020 e riconsegnate al nostro Comune restaurate il giorno 24 novembre 2020.

Il restauro è stato finanziato con fondi comunali ed i lavori sono stati seguiti dall’Economo Comunale Dott.ssa Simona Ciasca, responsabile del patrimonio artistico e storico dell’Ente.

Le 7 sedie restaurate sono state ricollocate all’interno della sala Giunta “Antonio Carestia”, nel palazzo Municipale.

Articoli correlati:

Read Full Post »

A cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri.

Granati Maria Teresa
Maria Teresa Granati

Oggi Potenza Picena ha un Sindaco donna, Noemi Tartabini, eletta il giorno 26 maggio 2019. Il primo sindaco donna di Potenza Picena è stata Maria Magi, eletta il giorno 15 giugno 1975, confermata poi nel 1980, ha quindi amministrato la nostra città per ben 10 anni, dal 1975 fino al 1985. Dal 1985 fino al 1990 è stata anche la prima donna a ricoprire il ruolo di assessore con il Sindaco Leonardo Melatini.

Qual è stata la prima donna ad entrare in Consiglio Comunale a Potenza Picena e quando è avvenuto?

Con le elezioni amministrative del 22 novembre 1964 viene eletta, per la prima volta, consigliere comunale una donna, Maria Teresa Granati, per il Partito Comunista Italiano. Per avere poi nel consiglio comunale di Potenza Picena un’altra donna dobbiamo aspettare le elezioni amministrative del 15 giugno 1975, quando viene eletta Alessandrina Sargentoni per la DC, mentre Maria Magi verrà eletta sindaco di Potenza Picena. Nelle elezioni amministrative successive, quelle del 1980, entreranno in consiglio comunale Alida Pepa e Mara Asciutti per il PCI.

Inaugurazione Biblioteca Comunale
Ins. Maria Magi Sindaco di Potenza Picena. ASCPP

Maria Teresa Granati nasce a Potenza Picena il giorno 30/09/1937 in Viale Trieste n.44 da Roberto, muratore e da Elisabetta (Elisa) Morgoni. Studia nelle scuole locali e successivamente si diploma presso il liceo classico di Recanati e quindi si laurea in Filosofia. Il 19 settembre 1963 si sposa con Saverio Caruso e dal loro matrimonio nascono Roberta e Carlo.

Nel 1964 viene eletta consigliere comunale a Potenza Picena, dove si dimette nel 1967 per trasferirsi a Modena, dove si dedica all’insegnamento.

Anche a Modena continuerà il suo impegno amministrativo, ricoprendo inizialmente il ruolo di assessore nel Consiglio Provinciale di Modena, successivamente nel 1976 viene eletta alla Camera dei Deputati nel Parlamento Italiano per il PCI e conserverà tale ruolo fino al 1987.

Noemi Tartabini

E’ stata la prima parlamentare nata a Potenza Picena ad entrare nel Parlamento Italiano.

Dopo di lei, nel 2013 viene eletto senatore Mario Morgoni, poi successivamente nel 2018 Mario Morgoni e Francesco Acquaroli entrano nella Camera dei Deputati.

Dopo l’esperienza parlamentare, Maria Teresa Granati tornerà al Comune di Modena come assessore. Oggi, in pensione, prosegue il suo impegno nel campo del volontariato culturale e sociale, in particolare a favore degli anziani.

Continua a frequentare la nostra città, dove possiede un’abitazione ed è molto legata alla sua terra d’origine.

Nella famiglia Granati è tradizione l’impegno amministrativo all’interno delle istituzioni del nostro Comune. Il nonno, Bonaventura, è stato consigliere comunale dal 5 settembre 1920 al 29 aprile 1923, in rappresentanza del PSI, il padre Roberto è stato consigliere comunale ed assessore supplente nella giunta comunale guidata dal Sindaco comunista Antonio Carestia, dal 1946 fino al 1951, in rappresentanza del PCI.

Articoli correlati:

Read Full Post »

A cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri.

Il Crivello n. 1 – maggio giugno 1960 – ASCPP

Nel 1960, cioè 60 anni fa, usciva a Potenza Picena il periodico di critica e di approfondimento “Il Crivello”.

Nasceva da parte di un gruppo di militanti democristiani di Potenza Picena usciti dalla locale sezione, in disaccordo con il sindaco Lionello Bianchini, maestro elementare a San Girio.

Trai i promotori del periodico troviamo il suo Direttore, il Dott. Franco Gambini, Guido Bartoli, Walter Mainardi, Gugliemo Majotti, Roberto Palma, Norberto Paolucci, Luigi Spinelli e Mario Zucchini.

In quell’anno, siamo nel 1960, a Potenza Picena si sono svolte il giorno 6 novembre le elezioni amministrative comunali e si sono presentate tre liste. Quella della DC e dei suoi alleati, quella della sinistra (comunisti e socialisti) ed una indipendente, chiamata Le Due Torri, con presente sul simbolo la torre di Porto Potenza Picena e quella del capoluogo.

Le elezioni amministrative a Potenza Picena sono state vinte dalla DC e dai suoi alleati, che hanno eletto sindaco l’Avv. Silvano Mazzoni. Questa amministrazione comunale è durata in carica fino al giorno 30 giugno 1964, quando il sindaco è stato sfiduciato dai suoi stessi consiglieri comunali di maggioranza, in testa i rappresentanti della Democrazia Cristiana di Porto Potenza Picena, tra cui Rolando Simonetti, che dopo le elezioni amministrative del 22/11/1964 verrà eletto sindaco di Potenza Picena.

Franco Gambini

Gli argomenti trattati nei 3 numeri, che sono conservati in originale nel nostro archivio storico, sono molto interessanti. Si parla, e siamo nel 1960, dell’autonomia amministrativa di Porto Potenza Picena, che poi nel 1987 porterà al referendum consultivo con la vittoria dei contrari all’autonomia di Porto Potenza Picena, con dichiarazioni anche dei parroci dell’epoca, don Mauro Carassai (Sant’Anna) e don Giacomo Fortunati (Santo Stefano), dei rappresentanti politici del PCI, Roberto Granati, del PLI, Bruno Governatori e del PRI Gerardo Magi. Si parla della Farmacia Comunale di Porto Potenza Picena gestita all’epoca in affitto dal dott. Sergio Casciotti (figlio del Dott. Giulio Casciotti), della candidatura a Sindaco di Montelupone del dott. Mauro Mancini, della storia dell’acquedotto di Porto Potenza Picena, del mattatoio comunale di Largo Leopardi, definito uno sconcio, della nuova scuola media di Potenza Picena, del prof. Balduino Bocci, del disavanzo comunale arrivato a lire 32.000.000. Si trattano anche argomenti sportivi, ad esempio della società di calcio di Potenza Picena e per il ciclismo, del passaggio di Mario Mancini alla Fracor.

Indubbiamente il contenuto di questi tre numeri del giornale “Il Crivello” usciti tra il mese di maggio 1960 e novembre 1960, sono di grande interesse e, per questo, abbiamo pensato di farli conoscere ai nostri affezionati lettori.

Articoli correlati:

Squadra di allievi del GC Potentia del 1961 da sx Vittorio Cingolani, Mario Castagnari, Gabriele Passerini, Mario Mancini, Marino Candidori, Luciano Battistelli, Franco Morresi e Ezio Cotechini. Foto di Giuliana Giustozzi.

Read Full Post »

Presentazione a cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri.

Quando nel 1970, i cittadini italiani tra cui i marchigiani, sono stati chiamati ad eleggere il primo consiglio regionale, Potenza Picena è riuscita, nel collegio di Macerata, a vedere eletto un proprio concittadino, Romualdo Clementoni, candidato nelle liste del Partito Comunista Italiano. Insieme a lui sono stati eletti nella nostra Provincia per lo stesso PCI Giuseppe Cerquetti e Vincenzo Palmini.

Romualdo Clementoni

Romualdo (Girio) Clementoni nasce a Potenza Picena il giorno 2 agosto del 1927 da Giuseppe, muratore, e da Francesca Domenichini, casalinga, in Via Corso Vittorio Emanuele II n.344.

Era il primo di 5 figli, tra cui Arnaldo, anche lui muratore emigrato in Francia, a Parigi, nel 1956, Anna, Maria Pia e Stellina.

Studia alle scuole elementari locali con la maestra Dolores Calandri, poi dopo le elementari frequenta l’avviamento professionale. Successivamente si specializza nei corsi per muratori della locale scuola d’arte applicata all’industria “Ambrogio della Robbia”, diretta dal prof. Giuseppe Asciutti.

Finita la scuola d’arte inizia l’attività edile con il padre Giuseppe, bravissimo capo-mastro muratore, anche lui allievo della scuola d’arte. La famiglia Clementoni a Potenza Picena è considerata la più importante nel campo edile, avendo iniziato con il capostipite Pasquale (Pasqualì), nonno di Romualdo ed oggi è arrivata alla quarta generazione, con Massimo e Gianfranco Clementoni, figli di Franco.

Romualdo Clementoni risulta tra i fondatori della società sportiva di calcio locale, l’Unione Sportiva Potentina, presieduta nel 1945 da Pierino Pierandrei e nel primo direttivo ricopre la carica di segretario.

Partecipa giovanissimo all’attività politica locale, si iscrive a soli 17 anni al PCI santese (tessera n. 2280), subito dopo la liberazione di Potenza Picena da parte dei soldati polacchi del Reggimento Skorpion il giorno 13 agosto 1944. Diventa successivamente segretario della locale sezione del PCI “Francesco Margaritini”.

Romualdo Clementoni sul palco ad una manifestazione del PCI insieme a Pietro Ingrao a dx, Argeo Gambelli sx, e Giuseppe Cerquetti dietro. Foto Gianni Macerta. prop Stellina Clementoni.

Nel 1958, dopo aver frequentato la scuola di partito del PCI alle Frattocchie, lascia il lavoro da muratore per diventare funzionario politico a tempo pieno, dal 1959.

Ha ricoperto importanti incarichi   politici, sindacali ed istituzionali.

E’ stato segretario provinciale del PCI di Macerata dal 1962 al 1968.

Ha fatto parte degli organi dirigenti regionali del PCI, è stato segretario provinciale della Federazione Mezzadri della CGIL dal 1968 al 1970 e membro del CO.RE.CO. (Comitato Regionale di Controllo) di Ancona dal 1980 al 1985. Inoltre viene eletto consigliere comunale a Macerata dal 1965 al 1970 e consigliere regionale del PCI delle Marche dal 1970 al 1980, per due legislature consecutive.

Romualdo Clementoni parla a nome del PCI di Macerata al primo congresso provinciale del PSIUP presso la Sala Verde del Teatro Lauro Rossi di Macerata, 8/12/1965. Foto prop Stellina Clementoni.

Durante il tentato golpe di stato del generale De Lorenzo nel 1964 era tra coloro che dovevano essere arrestati dai golpisti e deportati in Sardegna, a Capo Marrangiu, insieme ad altre 700 persone da arrestare in tutta Italia. Insieme a lui Luigi Manzi di Porto Potenza Picena, Giuseppe Cerquetti, Dandolo Sebastianelli, Irnerio Madoni e Argeo Gambelli, della Provincia di Macerata.

Il giorno 31/10/1953 si è sposato a Camerino con la signora Giuseppa Bisbocci e dal loro matrimonio sono nati 5 figli.

Nel 1959 si è trasferito da Potenza Picena a Macerata ed è morto a Perugia il giorno 30/07/1986.

Potenza Picena è orgogliosa di questo suo muratore, Romualdo Clementoni, un figlio illustre della nostra terra santese che ha dedicato tutta la sua vita all’emancipazione dei lavoratori e delle lavoratrici, venendo anche lui dal mondo del lavoro manuale e che ha onorato con la sua fattiva presenza l’istituzione regionale marchigiana per ben 10 anni.

Romualdo Clementoni parla ad una manifestazione del PCI. Sul tavolo si notano Massimo Gattafoni, Stelvio Antonini, Domenico Valori, Dandolo Sebastianelli, Adolfo Peroni, Ernsto Cicconi ed Argeo Gambelli. Foto Gianni Macerta. prop Stellina Clementoni.

Quest’anno, in occasione dei 50 anni dalla istituzione delle Regioni, anche nelle Marche è stato festeggiato questo avvenimento, ricordando Romualdo Clementoni, tra i primi consiglieri regionali nel 1970.

Nel libro della CGIL Marche “Dizionario biografico del movimento sindacale nelle Marche (1900-1970)”, a cura di Roberto Giulianelli e Massimo Papini, presentazione di Gianni Venturi, Casa editrice Ediesse srl Roma 2006, Stefano Trovato ha tracciato una completa biografia di Romualdo Clementoni, che noi pubblichiamo integralmente.

Testo biografico di Stefano Trovato

Romualdo Clementoni al centro insieme a Feltre Bartoccia dx ed Argeo Gambelli a sx. E’ prensente anche il piccolo Mauro Clementoni, figlio di Romualdo.

Nasce a Potenza Picena (MC) il 2 agosto 1927. Subito dopo la guerra divide il suo tempo tra il partito e l’impresa edile del padre Giuseppe, il quale ha aderito in un primo momento al fascismo, partecipando volontariamente alla campagna di Abissinia, ma poi si è iscritto al PSI, quindi al PCI.

Nei primi anni cinquanta Clementoni è coordinatore, per il Partito comunista, della zona di Montelupone, Morrovalle e Potenza Picena. A ridosso del decennio successivo lascia l’azienda della famiglia per dedicarsi a tempo pieno alla politica, diventando funzionario della Federazione maceratese del PCI. Conosce a Camerino, durante una campagna elettorale, Giuseppa Bisbocci, che sposa e con la quale ha cinque fi­gli. La sua formazione culturale e politica si svolge per intero nel partito: Clementoni fre­quenta la scuola delle Frattocchie e si reca varie volte in URSS.

Romualdo Clementoni a dx insieme a Stelvio Antonini. Foto tratta dal libro di Stelvio Antonini “Saluti si, ma niente baci” – Il lavoro editoriale, Ancona 1998.

Nel 1962 si tiene un Congresso straordinario e di rinnovamento del PCI nella provincia di Macerata. A guidare la federazione, al posto di Ernerio Madoni, vie­ne chiamato Clementoni, incarico che egli manterrà fino al 1968. Questi sono gli anni delle lotte mezzadrili, in cui il partito e la CDL — guidata da Argeo Gambelli e poi, dal 1965, da Vincenzo Palmini – sono fortemente coinvolti. L’apice di questa fa­se si tocca nel 1965 con l’arresto dello stesso Palmini. La direzione di Clementoni si con­centra nel tentativo di rompere l’egemonia della DC sul “blocco agrario”. La sua strategia mira a ridare la terra ai contadini partendo dai fondi posseduti dagli enti pubblici, per dar vita a cooperative-pilota sganciate dalla Confagricoltura. Questa linea permette l’adesione alla Federmezzadri di molti coloni in precedenza legati alla D.C.

Romualdo Clementoni parla ad una manifestazione del PCI. Seduti sul tavolo Stelvio Antonini, Domenico Valori, Ernesto Cicconi e Guido Cappelloni. Foto Gianni Macerta. prop Stellina Clementoni.

Nel 1965 Clementoni viene eletto consigliere comunale a Macerata, carica che conserva fino al 1970. Siede poi nel consiglio cittadino anche di altri centri della provincia. Il 25 settembre 1968 si dimette da segretario della Federazione comunista a causa delle scelte compiute dal partito in merito alle candidature per le elezioni politiche. Lo sostituisce Stelvio Antonini. Nello stesso anno, anche per l’esperienza maturata nel settore agricolo, Clementoni viene chiamato a dirigere la Federmezzadri – CGIL, organiz­zazione che guida fino al 1970, anno in cui il PCI decide di candidarlo alla regione Marche. Eletto nel consiglio regionale, diviene una delle figure più in vista del partito. Si occupa sia di questioni istituzionali, in particolare dello statuto regionale, sia di quelle relative ai vari settori produttivi. Viene riconfermato consigliere anche per la legislatura seguente, terminando il mandato nel 1980, anno in cui diventa membro del comitato regionale di controllo. Successivamente si dedica all’attività associativa: è presidente dell’associazione maceratese italo-argentina “Il Ponte” e si impegna, riprendendo un suo vecchio interesse, nel campo delle organizzazioni sportive. In seguito a problemi cardiaci muore il 30 luglio 1986 presso l’ospedale di Perugia.

Articoli correlati:

Read Full Post »

A cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri.

Cartolina promozionale del premiato saponificio di Pacifico Casciotti di Potenza Picena. Per gentile concessione di Livio Staffolani.

A Potenza Picena, fino alla fine degli anni Trenta del Novecento, era presente una realtà produttiva legata alla fabbricazione di sapone da bucato prodotto con gli scarti dei frantoi di olive ed i saponi erano sia bianchi che verdi.

Parliamo del premiato Saponificio di Pacifico Casciotti. Il titolare, Pacifico Casciotti, era nato a Potenza Picena il 26/01/1866 da Achille e da Teresa Zucchini, in contrada San Paolo o Trebbio, 50 (attuale Via Trento).

Abitava in Via Pozzo della Farina, l’attuale Via Piave, ed era un friscolaro come il padre, cioè aveva un frantoio di olive e produceva olio di oliva e di semi di lino.

Pacifico aveva altri sei fratelli e sorelle: Alfredo, Amato, Giulio che diventerà Monsignore, Maria, Lucia ed Anna.

Un vicolo del nostro Centro Storico portava il nome di questa famiglia, cioè Vico Casciotti, l’attuale Vico Masaniello, posto nelle vicinanze del palazzo un tempo proprietà della famiglia Casciotti a Potenza Picena.

Pacifico si sposò con la signora Celestina Ciccarelli il giorno 16 settembre del 1893 ed ebbero 7 figli: Alfredo, eroe della prima guerra mondiale, bersagliere ciclista e medaglia di bronzo al valor militare, Achille, Nerina, Lina, Giulio, il farmacista, Millo e Teresa.

Giulio Casciotti figlio di Pacifico

Il Saponificio Casciotti è stato molte volte premiato: a Fermo nel 1869 con il diploma d’oro, a Torino nel 1902, all’Esposizione Internazionale con la medaglia d’argento ed a Macerata nel 1906 sempre con la medaglia d’argento.

Il Saponificio Casciotti nel 1921 si trovava presente a Porto Potenza Picena, nella zona dove poi è stato costruito il fabbricato della Colonia Perugina, promossa dal conte Giancarlo Conestabile della Staffa di Perugia, il futuro Istituto di Riabilitazione “Divina Provvidenza”, prima, poi diventato “Santo Stefano”.

Nel 1927 risultavano alle dipendenze del Saponificio Casciotti due operai, Camoranesi Giuseppe e Moretti Nazzareno.

L’attività del Saponificio è proseguita fino alla morte del titolare Pacifico, avvenuta il giorno 23/09/1930.

Grazie alla disponibilità del conte Giammario Lazzarini di Potenza Picena, abbiamo avuto la possibilità di avere negli anni scorsi diverse carte intestate e cartoline promozionali del Saponificio Casciotti, molto interessanti.

Teresa Casciotti, figlia di Pacifico. ASCPP

Inoltre grazie a Livio Staffolani di Potenza Picena possiamo oggi far conoscere una bella cartolina, innovativa per quel periodo, promozionale del Saponificio Casciotti, dove sono rappresentate tre ragazze che lavano i panni alla Fonte di Galiziano usando i prodotti del saponificio.

Anche il Dott. Roberto Domenichini ci ha fornito due lettere provenienti dall’archivio della Famiglia Marefoschi di Palazzo Rosso del 1907 e 1919.

Il Premiato Saponificio di Pacifico Casciotti di Potenza Picena vendeva, inoltre, al pubblico anche altri prodotti per l’agricoltura come il solfato di rame puro inglese, lo zolfo doppio raffinato di Romagna semplice e miscelato al solfato di rame.

Read Full Post »

Older Posts »

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: