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a cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri

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Arch. Eusebio Petetti

Il giorno 6 Maggio del 1957 moriva in Ancona l’architetto Eusebio Angelo Petetti. Nato a Potenza Picena il giorno 23 Novembre del 1882 nella casa di Corso Vittorio Emanuele II n° 340 dal maestro Raffaele Petetti e dalla sig.ra Vincenza Magner, primo di 8 figli, dopo aver frequentato le Scuole locali con ottimi risultati, classificandosi tra i premiati nell’anno scolastico 1889-90, è entrato nel Seminario di Fermo diventando Sacerdote. Nel 1916 risulta addirittura coauditore del parroco di Sant’Anna a Porto Potenza Picena don Silvio Spinaci.
Dopo aver lasciato l’abito religioso il 14 aprile del 1923 si sposa in Ancona con la sig.ra Isola Falaschini, da cui avrà tre figli, Raul, Lionello ed Anna Maria. Si laurea in architettura all’Università di Urbino con il prof. Luigi Garlatti Venturini ed inizia la sua attività professionale nelle Marche.
Tra i suoi primi progetti si ricordano la Cappella funeraria delle monache Clarisse a Potenza Picena nel 1919, il restauro della Chiesa Santa Maria in Monte a Monte S. Giusto, la costruzione della chiesa di Sant’Anna e la casa parrocchiale a Porto Potenza Picena nel 1926, l’ampliamento della della casa parrocchiale di Colbuccaro nel 1925 e la costruzione della casa parrocchiale ed il restauro e costruzione della chiesa prepositurale di Corridonia nel 1926, la ricostruzione della chiesa e casa parrocchiale di Villa Crocette a Castelfidardo. Edicole funerarie private in Ancona e Pergola.
Chiesa di S. AnnaIl progetto per l’ampliamento della Regia Scuola Industriale di Ancona, il progetto per la Galleria e primo tratto della zona Astagno di Ancona, il Parco della Rimembranza di Montemarciano.
In Ancona inoltre nel 1938 progettò il Palazzo del Mutilato in Corso Stamira. Per il Capoluogo egli progettò negli anni Trenta la sistemazione della zona Traianea e l’isolamento di Porta Pia.
Insieme agli architetti Biscaccianti e Castelli presentò il Piano Regolatore per la città di Ancona e collaborò al progetto di completamento di Corso Stamira. Nella chiesa di San Domenico disegnò la Cappella votiva che ospita tuttora la Pietà dello scultore Sanzio Blasi e partecipò al concorso per il monumento ai caduti da erigersi al Passetto, poi vinto dall’architetto Guido Cirilli. E’ stato Presidente Regionale dell’ordine degli architetti.
A Potenza Picena nel 1936 è intervenuto sulla Chiesa di San Girio trasformandola a tre navate, rifacendo la facciata ed il campanile e successivamente nel 1943 progettò la nuova facciata della chiesa di San Giacomo Maggiore a Galiziano con il parroco don Gustavo Spalvieri. La sua passione per l’arte lo portò a scrivere tre libri di storia dell’arte, mai pubblicati, nonché articoli di argomento artistico per il “Messaggero”, il “Corriere Adriatico” e la Rivista “Natura ed arte”. Inoltre, membro dell’Accolta dei Trenta, per moli anni tenne conferenze sui temi artistici.
Insegnò disegno presso varie scuole della città dorica e svolse nel periodo del 1938-1940 anche la sua attività di insegnante a favore dei ragazzi di religione ebraica che, a causa delle leggi razziali, erano stati allontanati dalle scuole pubbliche.

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Ancona – Palazzo del Mutilato 1938

La casa dove lui è nato nel 1882 in Corso Vittorio Emanuele II n° 340 a Potenza Picena, negli anni Venti del Novecento è stata ricostruita su suo progetto in stile liberty ed ancora oggi, dopo quasi un secolo, fa bella figura nel contesto del nostro centro storico. Sul portone di ingresso ci sono ancora le iniziali del padre, il maestro Raffaele Petetti, morto il giorno 4 Maggio del 1929.

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madonna-nevea cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri
La Parrocchia dei Santi Stefano e Giacomo di Potenza Picena, dopo il recupero e la riapertura della Collegiata di Santo Stefano del giorno 22 Aprile 2017, l’inaugurazione del nuovo Oratorio “Carlo Acutis” e la Casa Parrocchiale del giorno 25 Giugno 2017, ha completato anche i lavori per il recupero della chiesa della Madonna della Neve, collocata nei pressi della Porta Girola o Marina. La chiesa era stata danneggiata dalla scossa di terremoto del giorno 30 ottobre 2016 e nel 2000 sottoposta ad un accurato restauro.
Le origini della chiesa risalgono al sec. XV ed al suo interno si può ammirare il bellissimo affresco della Madonna della Neve, opera del sec. XV attribuita al pittore Pietro di Domenico da Montepulciano, detto anche Pietro da Recanati. L’attuale struttura risale invece al periodo dei secc. XVII e XVIII.
Il giorno 5 Agosto, festa della Madonna della Neve, a Monte Santo si celebrava una fiera che era stata istituita dal Pontefice Clemente X il giorno 23 Luglio del 1672.
Da questa chiesa partiva ogni anno il giorno 19 di Settembre il pellegrinaggio a Loreto come ringraziamento alla Madonna per lo scampato pericolo di “infeudazione” della nostra città a favore del Duca Francesco d’Este di Ferrara da parte della Santa Sede nel 1562.

La sua riapertura al culto, dopo lo smontaggio dell’impalcatura e la pulitura della chiesa, è prevista per il giorno Martedì 10 Ottobre 2017 con la Messa delle ore 9,00.
L’intervento è stato a totale carico della Parrocchia dei Santi Stefano e Giacomo, ed i lavori sono stati eseguiti dall’impresa edile di Fabio Rebichini di Potenza Picena.
È un altro bellissimo segnale di ripresa della nostra città, fortemente ferita nelle sue chiese e strutture pubbliche dal terremoto del 2016 e di questo dobbiamo ringraziare il Parroco don Andrea Bezzini che lascerà la parrocchia il giorno 8 ottobre 2017.
Rimangono ancora chiuse le chiese di Sant’Antonio di Padova dei Frati Minori, con il relativo Convento, la chiesa di San Francesco al Pincio, il Santuario di San Girio, così come l’Auditorium “Ferdinando Scarfiotti” nella ex chiesa di Sant’Agostino, anche se i lavori sono già iniziati il giorno 24 agosto 2017 per una spesa complessiva di Euro 75.000, ma non ancora conclusi.

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Affresco Beata Vergine della Neve. Sec. XV

La Parrocchia dei Santi Stefano e Giacomo ha il merito di aver fatto interventi molto significativi che stanno ridando realmente vitalità al nostro centro storico, tardano ad arrivare i contributi da parte dello Stato, cioè dal Ministero dell’Interno, proprietario della chiesa monumentale di San Francesco, anche se in questa struttura i danni del terremoto sono notevoli. La Parrocchia di San Girio ha avviato una raccolta di fondi per il restauro del loro Santuario.

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Interno teatro "B. Mugellini" anni 60 -  foto Bruno Grandinetti

Interno teatro “B. Mugellini” anni 60 – foto Bruno Grandinetti

a cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri
Il giorno 12 Giugno del 1856 si sono riuniti nel Palazzo Comunale di Monte Santo un gruppo di cittadini con l’intenzione di voler costruire a loro spese il nuovo Teatro della città.
Erano in 20 e tra di loro troviamo sia i nobili della nostra città, come i conti Buonaccorsi, i Compagnoni Marefoschi, i Carradori, che esponenti di note famiglie facoltose e benestanti del luogo come Solfanelli (poi Solanelli), i fratelli Gasparrini, Fioretti, Bocci, Zannini, Canepini, Bravi, Canaletti, Pierandrei, Anfolzi, Paolucci e Cori.
L’elenco completo dei 20 fondatori del nostro Teatro, che costituivano la Società Teatrale, era il seguente:
1 – Compagnoni Marefoschi conte Camillo, possidente e nobile.
2 – Buonaccorsi conte Filippo, possidente e nobile.
3 – Carradori conte Osvaldo, possidente e nobile.
4 – Gasparrini Luigi, possidente.
5 – Gasparrini Achille, possidente.
6 – Fioretti Zefferino, possidente e Priore comunale.
7 – Cori Crisippo, possidente.
8 – Bocci Pietro, possidente e negoziante.
9 – Zannini Francesco, Segretario Comunale.
10 – Canepini Alessandro, possidente.
11 – Bravi dott. Silvestro, dottore in legge.
12 – Carradori conte Alesssandro, possidente e nobile.
13 – Solfanelli Gaetano, possidente e poi Console.
14 – Gasparrini Arezio, possidente.
15 – Pierandrei Pio, farmacista.
16 – Anfolzi Napoleone, farmacista.
17 – Canaletti Fortunato, Agente rurale dei Buonaccorsi.
18 – Paolucci Ercole, possidente poi notaio.
19 – Buonaccorsi conte Flavio, possidente e nobile.
20 – Marefoschi conte Giulio, possidente e nobile.

Console Generale Gaetano Solanelli

Console Gaetano Solanelli

I palchi del nuovo Teatro spettavano agli azionisti elencati, che venivano sorteggiati ogni anno, uno al nostro Comune, che aveva messo a disposizione il locale e uno alla Deputazione Teatrale.
Il giorno 10 giugno del 1858 è subentrato come azionista a Luigi Gasparrini il sig. Antonio Cardinali, possidente, mentre nel 1861 il cav. Gaetano Monti al posto di Zannini Francesco.
Il Teatro è stato progettato dall’ingegnere di Recanati Giuseppe Brandoni, mentre le decorazioni sono state effettuate dal pittore di Morrovalle Filippo Persiani. Il quadro in tela del plafone dedicato all’Italia è stato dipinto dal pittore di Roma Ignazio Tirinelli. Il sipario è stato acquistato già fatto dal Seminario di Macerata.
Il collaudo del Teatro è stato effettuato dall’ingegnere David Bocci, del Porto di Recanati, l’ingegnere della Battaglia di Castelfidardo, fratello di uno degli azionisti del nuovo Teatro, Pietro Bocci.

Ing. Davide Bocci

Ing. Davide Bocci

Il Teatro è stato inaugurato il giorno 27 Dicembre del 1862 con l’opera drammatica “Il più brutto uomo dell’Inghilterra, ovvero Glocester il crudele soprannominato cuore di volpe” dato dalla Compagnia del capocomico Demetrio Mugnaini.
Il 28 ottobre del 1933 è stato intitolato al maestro Bruno Mugellini, nato a Potenza Picena il giorno 24 Dicembre del 1871 e morto a Bologna il giorno 15 Gennaio del 1912.

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quadro di San Girio

In data 16 Gennaio 2014 avevo segnalato al nostro Comune ed alla Parrocchia dei Santi Stefano e Giacomo di Potenza Picena che il quadro di San Girio, oggi conservato nel contesto della sagrestia della Collegiata di Santo Stefano, era di proprietà del Comune. Dopo tale segnalazione, silenzio, nessuno ha risposto alla mia lettera. In data 25/2/2017 ho scritto di nuovo agli attuali, amministratori ed al vice-segretario comunale, dott. Sandro Stefanelli, ma anche in questo caso totale silenzio.
In data 3 Giugno 2017 allora ho provveduto a scrivere direttamente alla Soprintendenza di Ancona, all’attenzione del dott. Gabriele Barucca, oltre che per conoscenza ai nostri amministratori, alla responsabile del patrimonio artistico comunale, dott.ssa Simona Ciasca, e di nuovo al vice-segretario comunale, dott. Sandro Stefanelli. Ancora totale silenzio.
In base alle misure della tela in oggetto, è sicuro che si tratti del quadro che viene segnalato nell’inventario comunale del 1896, che era collocato nel Palazzo Comunale, nella Sala del “Maestro di casa”, e che veniva dato in prestito alla Parrocchia di Santo Stefano il giorno 26 Maggio di ogni anno per esporlo nel contesto della Collegiata di Santo Stefano per la venerazione dei fedeli. A questo punto non si capisce più il motivo per cui i nostri amministratori attuali, come quelli precedenti, ed i funzionari preposti alla tutela del nostro patrimonio artistico, non si attivino per recuperare questa opera d’arte molto importante e significativa per la nostra comunità, in quanto si tratta dell’effigie del compatrono della nostra città, San Girio.
E’ una chiara omissione di un atto dovuto sia da parte degli amministratori che dei funzionari incaricati.
quadro-san-girio-sprintendenzaSe poi l’Ente vuole cedere la proprietà del quadro in oggetto alla Parrocchia dei Santi Stefano e Giacomo è libero di farlo, basta che lo faccia con un atto ufficiale scritto.
Diversamente rimane la strana situazione di un Ente, che pur a conoscenza di un proprio bene storico ed artistico che potrebbe essere recuperato, non si attiva, commettendo forse un reato.
Il nostro è un comune molto anomalo, nessuno si degna di rispondere, forse lo faranno se finalmente potranno intervenire le autorità preposte alla tutela del nostro patrimonio.
Il nostro Ente ultimamente ha provveduto ad acquisire al proprio patrimonio quadri, acqueforti e mobili provenienti dal Monastero di San Tommaso delle Clarisse. Perché non si attiva per poter recuperare il quadro di San Girio ed esporlo poi nel contesto del proprio Palazzo Comunale? Misteri della fede.

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a cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri

Fabio Quarchioni

Fabio Quarchioni

Nei giorni 22 e 23 Novembre del 1997, cioè venti anni fa, si è svolto a Potenza Picena presso il Teatro “Bruno Mugeilini”, il XXXIII Convegno di Studi Storici Maceratesi. Era la prima volta che Potenza Picena veniva scelta dall’Associazione e tutto questo grazie all’impegno del dott. Roberto Domenichini.
Uno dei più interessanti interventi nel Convegno è stato sicuramente quello di Fabio Quarchioni e Paolo Peretti sul tema “Contributo per una storia della musica a Potenza Picena (già Monte Santo)”.
Nell’ambito del Convegno ci sono stati altri interventi che riguardavano Potenza Picena, tra cui quello del dott. Roberto Domenichini “Aspetti della società e dell’economia santese nel tardo Trecento”, di Gessica Zallocco “Il Monte di Pietà santese nei sec. XVI-XVII”, di Sabrina Grandinetti “Le case coloniche e poderi a Monte Santo tra Settecento ed Ottocento”, di Carlo Pongetti “L’Emigrazione transoceanica dal maceratese: il caso di Potenza Picena”. In quella straordinaria occasione per Potenza Picena, abbiamo avuto la possibilità di conoscere i migliori studiosi delle Marche, tra cui Fabio Quarchioni, organologo, che insieme al prof. Paolo Peretti ha analizzato la storia di Monte Santo per quanto riguarda la musica, le sue istituzioni, i personaggi e gli strumenti, cioè gli organi antichi di cui Quarchioni era uno dei massimi esperti in campo regionale.

 

Organo da sala Giovanni Fedeli del 1757. Foto Sergio Ceccotti.

Organo da sala Giovanni Fedeli del 1757. Foto Sergio Ceccotti.

Grazie a lui e a Paolo Peretti è stato valorizzato l’organo da “sala” della chiesa di Sant’Agostino, fino a quel momento un anonimo strumento, e sempre loro hanno trovato, dietro alla canna centrale dell’organo, la firma del costruttore, cioè Giovanni Fedeli della Rocchetta di Camerino, e l’anno di costruzione, cioè il 1757. Da quel momento l’anonimo organo di Sant’Agostino è diventato importantissimo nel panorama marchigiano ed italiano, uno dei pochi organi da sala arrivato fino a noi. Nei 2007, il giorno 8 dicembre, è stato inaugurato ufficialmente dopo un lungo restauro effettuato da Michel Formentelli di Camerino.
Fabio Quarchioni e Paolo Peretti nel loro intervento al Convegno hanno approfondito la conoscenza sia della nostra Banda Cittadina che della Corale Santo Stefano, degli altri organi presenti oggi nella nostra realtà, come quello dei F.lli Bazzani della Collegiata di Santo Stefano del 1848, lo Zeno Fedeli degli inizi del Novecento dei Frati Minori ed il Morettini degli inizi del Novecento della chiesa di San Giacomo Maggiore a Galiziano; hanno approfondito lo studio dei musicisti santesi, tra cui padre Antonio Maria Costantini, padre Gaetano Filppetti, Francesco Quadrini, Alessandro Rinaldelli, don Gabriele Giuseppe Giorgini, padre Valentino Mataloni, don Giovanni Battista Boni, Arturo e Flavio Clementoni.
Fabio Quarchioni per conto dell’Associazione Marchigiana Organistica ha contribuito al censimento regionale di tutti gli organi delle Marche.

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 Contributo per una storia della musica a Potenza Picena

Fabio Quarchioni, psichiatra, è morto a Macerata il giorno 27 Giugno 2017, dopo una lunga malattia. Lascia la moglie Luciana Polverini, medico di base e la figlia Enrica, studentessa universitaria. La nostra comunità ringrazia Fabio Quarchioni per aver dato un notevole contributo nello studio della storia musicale di Monte Santo, delle sue istituzioni, dei musicisti e degli strumenti, gli organi antichi.
Proponiamo agli Amici della Musica di Potenza Picena di organizzare un concerto d’organo dedicato a Fabio Quarchioni presso l’Auditorium “Ferdinando Scarfiotti”, quando verrà riaperto.

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Collegiata
a cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri
La Parrocchia di Santo Stefano di Potenza Picena è la più antica del nostro Comune. Fino agli inizi del Settecento era anche l’unica, poi nel 1739 è stata istituita quella di San Girio e nel 1774 quella di San Giacomo Maggiore a Galiziano.
Nel 1899 è stata istituita anche la Parrocchia di Sant’Anna a Porto Potenza Picena ed infine nel 1957 quella di Montecanepino, poi chiusa nel 1986.
Nel 1754 la Pieve di Santo Stefano, chiesa che si trovava nella Piazza Grande, oggi Giacomo Matteotti, è stata elevata ad Insigne Collegiata dal Pontefice Benedetto XIV, ed alla sua guida veniva nominato un preposto.
Nel 1796 la Pieve di Santo Stefano fu abbattuta e la Collegiata fu trasferita nel contesto della chiesa di Sant’Ignazio, un tempo dei Gesuiti locali.
Il primo preposto è stato don Marziale Mozzoni, nato a Monte Fiore e morto a Monte Santo il giorno 28 Novembre del 1783.
E’ seguito suo fratello Tomasso Mozzoni, anche lui nato a Monte Fiore e morto a Monte Santo il giorno 28 Ottobre del 1819.
Il primo preposto nato a Monte Santo è stato don Luigi Pasquali nato il giorno 5 Giugno 1764 e morto nella nostra città il giorno 4 Agosto 1834. Con lui è cresciuto l’Istituto delle Figlie della Addolorata, istituzione religiosa locale fondata nel 1816 da suor Faustina Mengo.

mons.-giuseppe-gironelli

mons.-giuseppe-gironelli

Segue Nicola Scarcarelli, nato a Monte Santo il giorno 2/9/1790 e morto il giorno 1/2/1867.
Poi abbiamo avuto Luigi Michelangeli nato a Monte Santo il giorno 3/2/1820 e morto nella nostra città il giorno 4 Marzo 1884.
Dopo di lui don Alessandro Cìpollari sempre di Monte Santo, nato il giorno 6 Giugno 1833 e morto a Potenza Picena il giorno 2/2/1898 Successivamente abbiamo avuto don Giuseppe Gironelli, nato a Morrovalle il giorno 11 Settembre del 1853 e morto a Potenza Picena il giorno 14/2/1941. E’ stato parroco dal 1890 fino al 1921.
Dal 19/3/1904 fino al 1919 è stato vicario cooperatore di don Giuseppe Gironelli, don Gustavo Spalvieri.
Don Giuseppe Gironelli viene ricordato per aver fatto costruire a sue spese la Casa Parrocchiale.
Dal 1921 fino al 1923 abbiamo avuto come amministratore della Parrocchia don Vincenzo Leoni.
Dal 1923 fino al 1927 risulta preposto don Giuseppe Giorgini, nato a Potenza Picena il giorno 18/3/1876 e morto nella nostra città il giorno 17/4/1932.
Dal 1927 fino al 1929 abbiamo come amministratore della Parrocchia don Giuseppe Corallini nato a Fermo il giorno 28/6/1900, che diventerà parroco solo nel 1930.
Dal 12/7/1931 subentra come Preposto don Marone Cesanelli nato a Civitanova il giorno 28/5/1898 e morto a Lapedona il giorno 24/8/1979. Resta parroco fino al 23/12/1951.
Dal 18/5/1952 fino al 1978 abbiamo come preposto don Giacomo Fortunati, nato a Rapagnano il giorno 25/7/1902 e morto a Potenza Picena il giorno 10/1/1982. Dal 1978 fino al 1988 don Primo Pennacchioni ricopre il ruolo di parroco. Nato a Morrovalle il giorno 21/1/1940 muore il giorno 31/8/2014.

Don Carlo Leoni

Don Carlo Leoni

Dal 1988 fino al 2006 don Carlo Leoni ricopre il ruolo di parroco della Parrocchia. Nato a Comunanza il giorno 21/5/1939 è morto a San Benedetto del Tronto il giorno 16/2/2011. Con lui la Parrocchia di Santo Stefano nel 1989 si unisce con quella di San Giacomo Maggiore. Don Carlo Leoni inoltre ha iniziato i lavori che hanno portato all’apertura dell’Oratorio “Pier Giorgio Frassati”; il giorno 30/11/2003 ha fatto riaprire la Collegiata di Santo Stefano, dopo il terremoto del 1997. Dal 2007 fino ad oggi il ruolo di parroco è ricoperto da don Andrea Bezzini, nato a Bozzolo(Mantova) il giorno 10/7/1975. Don Andrea Bezzini ha portato a termine i lavori per il nuovo Oratorio parrocchiale “Carlo Acutis” e la casa parrocchiale, inaugurati il giorno 25 Giugno 2017. Ha riaperto inoltre la Collegiata di Santo Stefano il giorno 22 Aprile 2017, dopo i lavori resisi necessari per i danni causati dalla forte scossa di terremoto del giorno 30 Ottobre del 2016.
Notizie tratte dal volume “L’Insigne Collegiata di Santo Stefano” di Mons. Giovanni Cotognini del 1951.
Il fascino della storia e il respiro del mare, Potenza Picena a cura di Renza Baiocco, testi di Andrea Bovari. 2009.

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a cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri

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Progetto Architetto Pietro Augustoni

Il Monastero di San Tommaso delle Clarisse di Potenza Picena è stato chiuso definitivamente nel mese di maggio del 2008 e le ultime 4 monache si sono trasferite a Pollenza nel monastero di San Giuseppe delle Sorelle Povere di Santa Chiara.
L’origine del monastero di Potenza Picena risale al 1227. L’Abadessa del Monastero di Pollenza Maria Eleonora de Nigris ha voluto donare alla nostra Città quadri, acqueforti, planimetrie, mobili ed oggetti vari appartenuti al monastero di Potenza Picena.
Il nostro comune con atto di giunta n. 258 del 28/12/2016 ha acquisito al patrimonio dell’ente tutto il materiale donato.
Tra il materiale donato troviamo 3 planimetrie del progetto del nuovo monastero di San Tommaso risalente alla fine del Settecento, intervento mai realizzato, opera di Pietro Augustoni (1741-1815). Architetto camerale comasco che secondo il Dott. Roberto Domenichini ha lavorato nella nostra città sia sulla torre civica che sul convento dei Francescani Conventuali al Pincio.
I quadri, oli su tela e le acqueforti sono stati prima ripuliti e sottoposti al trattamento antitarlo da parte di Franco Carestia di Potenza Picena e poi collocati all’interno dei locali della pinacoteca comunale “Benedetto Biancolini” di via Trento.

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Pacifico Mori 1843

Le opere sono state esposte per la prima volta in una mostra allestita da Mauro Mazziero dal titolo significativo “Clarisse arte”, inaugurata il giorno 2 giugno 2017 che si è protratta fino al giorno 4 giugno 2017. Si tenga conto che quasi tutte le tele, per le loro precarie condizioni, hanno bisogno di un’opera di restauro. Solo due tele sul retro hanno la firma dell’autore e l’anno di esecuzione: si tratta di due pittori fermani Pacifico Mori del 1843 e Giuseppe Traini del 1780.
Sarebbe opportuno prevedere uno studio accurato su ogni opera d’arte per determinarne il periodo, l’autore ed il soggetto. In questa sede analizziamo le opere d’arte, le acqueforti e le tre planimetrie da un punto di vista fotografico, tramite le foto di Sergio Ceccotti, che come al solito sono bellissime. Ringraziamo pertanto Sergio per la sua disponibilità e professionalità.

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