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Posts Tagged ‘antonio carestia’

a cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri
Campane Torre CivicaLa Torre Civica in Piazza Giacomo Matteotti a Potenza Picena, oggi alta metri 34,50 ma fino al 1886 copresa la cuspide era di metri 46,90, cioè 12,90 metri in più, conserva al suo interno, nella cella campanaria, n° 4 grandi campane in bronzo, di cui n° 3 realizzate nel 1950 dalla premiata Fonderia del Cav. Giuseppe Pasqualini e Figli di Fermo. Le tre campane antiche della nostra torre, nel passato una delle più alte della provincia di Macerata, progettata dall’architetto di Como Pietro Augustoni e la cui prima pietra è stata posta il giorno 10 giugno del 1732, al pari di tante altre campane dei nostri campanili delle chiese locali, il giorno 16/4/1943 sono state requisite dalle autorità militari italiane per fonderle ai fini di guerra.
Terminata la seconda guerra mondiale, lo Stato Italiano ha provveduto a consegnare delle nuove campane alle chiese e ai comuni, in applicazione del Decreto Legislativo del Capo provvisorio dello Stato del 6/12/1946, fornite dalla ditta del Cav. Giuseppe Pasqualini e Figli di Fermo.
Le tre campane della torre civica sono state benedette da Don Gustavo Spalvieri il giorno 21/5/1951, Sindaco Antonio Carestia, presenti anche don Giuseppe Mosconi e don Dante Marazzi e quel giorno l’operazione di ricollocamento sulla torre è stata immortalata dalle fotografie di Bruno Grandinetti, che noi, grazie alla disponibilità della Fototeca Comunale a lui intitolata, facciamo conoscere a tutti per la prima volta.
Campane Torre CivicaLe campane sono tutte diverse ed ognuna ha la sua effigie sacra: la più grande, quella che viene battuta per le ore, della Madonna dell’Assunta, la più piccola, quella del suono dei quarti, della Madonna della Pace e la media della Madonna dell’Addolorata.
Oggi tutte e quattro le campane della torre sono bloccate ed andrebbero se possibile riattivate in modo che la popolazione di Potenza Picena possa di nuovo sentire il loro suono armonioso, che nel passato scandiva la vita cittadina e venivano azionate manualmente da un addetto, chiamato campanaro. Già dopo le gravi conseguenze del fulmine del giorno 11 gennaio 1886, che ha distrutto la cuspide della torre, due delle quattro campane erano state sostituite in quanto cadute e rotte.
L’anno successivo, cioè nel 1887, una è stata fornita dalla Fonderia di Pasquale Pasqualini e Figli di Montedinove, che poi si sono trasferiti a Fermo, mentre la seconda è stata prelevata dalla chiesa di S. Croce, sempre di Potenza Picena.

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a cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri
1948_dc_2In un nostro precedente articolo avevamo analizzato l’andamento delle elezioni per l’Assemblea Costituente del 1946 a Potenza Picena.
Ora analizziamo il risultato delle elezioni politiche del 18 aprile 1948, che sono state il trionfo della lista della Democrazia Cristiana anche a Potenza Picena, non solo a livello nazionale.
In quell’anno Sindaco di Potenza Picena era il comunista Antonio Carestia, eletto nel 1946.
Alla Camera dei Deputati si erano presentate a queste elezioni politiche ben 9 liste.
Il trionfo della Democrazia Cristiana a livello locale è stato molto netto, con 3.466 voti pari al 58,90%, il Fronte Democratico Popolare, comunisti e socialisti uniti sotto il simbolo di Giuseppe Garibaldi con la stella, ha ottenuto solo 1.543 voti pari al 26,22%, meno della metà dei voti della DC. Il resto del risultato elettorale è suddiviso tra le altre 7 liste che si erano presentate, dove spicca il buon risultato del Partito Repubblicano, con 448 voti, pari al 7,61% e quello di Unità Socialista, con il simbolo del sole nascente ed il cui leader era a livello nazionale Giuseppe Saragat, con 172 voti pari al 2,92%.
Gli elettori iscritti a Potenza Picena erano 6.226 ed hann05-fronte-democratico-popolare-votateo votato in 5.958, pari al 95,69%, un vero record. Ci sono state 52 schede nulle e 52 schede bianche. A livello nazionale la DC, sempre alla Camera dei Deputati ha ottenuto 12.741.299 voti pari al 48,50%, mentre il Fronte Democratico Popolare 8.137.047, pari al 31%.
Per quanto riguarda le preferenze per i candidati della DC a Potenza Picena il maggior numero le hanno ottenute Maria Pucci, 203, ed Alessandro Arcangeli, sempre 203, poi Fernando Tambroni, 137, Giorgio Tupini 90, Umberto Delle Fave, 58, Danilo De Cocci, 26.
Il risultato elettorale del 1948 a favore della DC locale è stato l’anticamera della successiva vittoria alle elezioni amministrative del 1951, dove la DC con i suoi alleati ha vinto sulla sinistra, eleggendo Sindaco il dott. Nazzareno Riccobelli, anche se il più votato della lista della DC è stato il prof. Marcello Simonacci di Recanati, il cui padre Abele era di Potenza Picena. Marcello Simonacci successivamente, nel 1958 diventerà Deputato della DC, eletto in un collegio di Roma. Proseguirà la sua carriera di Deputato fino al 1976, ricoprendo nel Governo Andreotti anche il ruolo di Sottosegretario alla Marina Mercantile per un anno, dal 30/6/1972 fino al 7/7/1973.
tambroni-fernandoIl dott. Nazzareno Riccobelli lascerà la carica di Sindaco dopo 11 mesi (giugno 1951 – maggio I952), per motivi di lavoro in quanto dovrà trasferirsi a Taranto. Al suo posto è stato eletto Sindaco il maestro Lionello Bianchini, che ricoprirà questo ruolo per tutta la legislatura, riconfermato poi nel 1956 fino al 1960.

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a cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri

Nazzareno Riccobelli

Dott. Nazzareno Riccobelli.

Dopo le elezioni amministrative del Giugno 1951 che hanno visto la vittoria della Democrazia Cristiana con i suoi alleati e la sconfitta del Fronte Popolare, formato da Comunisti e socialisti, è stato eletto Sindaco di Potenza Picena per la Democrazia Cristiana il dott. Nazzareno Riccobelli.
Il suo è stato un brevissimo mandato, dal Giugno 1951 fino al mese di Maggio 1952, quando si è dimesso da Sindaco ma non da consigliere comunale. Al suo posto è stato eletto sindaco il maestro Lionello Bianchini, che poi ha concluso il mandato regolarmente fino al 1956 ed è stato poi rieletto Sindaco dal 1956 fino ai 1960.
Nel 1951 insieme al dott. Nazzareno Riccobelli sono stati eletti consiglieri comunali per la maggioranza il prof. Marcello Simonacci, che poi diventerà nel 1958 Deputato della Democrazia Cristiana, Grandinetti Ado, Mazzarella Alessandro, Pasquali Silvio, Zallocco Alessandro, Bianchini maestro Lionello, Rossi dott. Umberto, Pescetti Antonio, Piersanti Giuseppe, Cecarini Giacomo, Rinaldoni Rinaldo, Paniconi Orlando, Valentini Gildo, Solanelli dott. Gaetano e Zucchini Gildo. Per la minoranza sono stati eletti Carestia Antonio, già Sindaco di Potenza Picena dal 1946 fino al 1951, Giuseppe Ricciardi, Giuseppe Fusari e Nazzareno Doffo.
Gli assessori effettivi erano Bianchini Lionello e Grandinetti Ado, quelli supplenti Mazzarella Alessandro e Solanelli dott. Gaetano.
Il motivo delle dimissioni da Sindaco del dott. Nazzareno Riccobelli erano solo di natura lavorativa, in quanto doveva andare a lavorare come chimico all’Arsenale Militare di Taranto.
Ma chi era Nazzareno Riccobelli?

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Nato a Potenza Picena il giorno 11/11/1921 da Serafino e da Maria Ceccotti in Via Buonaccorsi n° 93, aveva altre tre sorelle, Maddalena, che sposerà Ermanno Sargentoni, Laura, che sposerà Nando Scataglini e Giovanna, che sposerà Gabriele Guerrini. Ha frequentato le scuole elementari locali con le maestre Giulia Marconi ed Elide Sensini e con il maestro Azzolino Clementoni e tra i suoi compagni di classe troviamo Igino Ceccotti, Ado Grandinetti, Manlio Grandinetti, Oliviero Grandinetti, Giuseppe Orselli, Ermanno Pupitti, Antonio Bernacchia, Giuseppe Borroni, Norberto Paolucci, Luigi Percossi e Gabriella Clementoni.
Successivamente ha studiato presso il Seminario di Fermo, per uscirne e frequentare il Liceo Classico di Recanati, infine si è laureato in chimica industriale all’Università di Bologna. Ha lavorato come chimico per l’Arsenale Militare a La spezia, Taranto, Torino e Milano.
Si è sposato a Taranto il giorno 9/7/1962 con la sig.ra Angela Natali ed hanno avuto due figli, Francesco e Maria Rita. E’ morto in Ancona il giorno 18 Gennaio del 1973 ed è sepolto presso il nostra Cimitero del Capoluogo.
Con questo articolo, grazie alla disponibilità della sorella di Nazzareno, Laura Riccobelli, che ringraziamo, vogliamo che la nostra comunità ricordi questo sindaco di Potenza Picena, anche se lo è stato per pochi mesi.

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Attilio Riccobelli. ASCPP.a cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri
Potenza Picena è stata sempre la patria dei muratori. Uno dei più valenti muratori santesi è stato sicuramente Attilio Riccobelli, Attilio de Julià, nato a Potenza Picena il giorno 4/4/1893 in Piazza Principe di Napoli 130 (l’attuale Piazza Giacomo Matteotti), da Giuliano, “industriante” e da Maria Marchetti, casalinga. Aveva altri due fratelli: Ulderico, muratore emigrato negli USA e Serafino e due sorelle: Augusta ed Attilia.
Ha frequentato con profitto la scuola elementare locale; come insegnante della prima elementare ha avuto il maestro Anfolso Anfolzi e tra i suoi compagni di classe troviamo Arturo Clementoni, che diventerà un famoso musicista, Francesco Margaretini, a cui verrà intitolata la locale sezione del Partito Comunista Italiano, Erginio Mazzarella, padre dell’imprenditore calzaturiero Alessandro Mazzarella, Roberto Percossi, di cui sposerà la sorella, Giuseppa ed Abele Simonacci, padre dell’onorevole di Recanati della D.C. Marcello e del Sindaco della città leopardiana Orazio.
Dopo la scuola elementare frequenta i corsi della Scuola d’Arte applicata all’Industria “Ambrogio Della Robbia”, sezione muratori, diretta dal prof. Umberto Boccabianca e sarà tra i suoi migliori allievi. Presso il nostro ricchissimo archivio storico della scuola d’arte si trovano 2 suoi disegni del 1907, realizzati all’età di 14 anni, ed un altro del 1911. Nel 1912 risulta emigrato negli USA con il fratello maggiore Ulderico, anche lui muratore. Attilio ritornerà in Italia, mentre il fratello Ulderico rimarrà per sempre negli Stati Uniti d’America.
Mio Nonno. Acquaforte Opera di Giuseppina Riccobelli.Partecipa con valore alla prima guerra mondiale, soldato del 119° Fanteria, 1456a Compagnia mitraglieri Fiat, durante la quale viene ferito per ben due volte; dopo la guerra si iscriverà alla sezione locale dell’Associazione Combattenti.
Il giorno 16/10/1922 si sposa con la sig.ra Giuseppa Percossi, figlia di Effrendo e dal loro matrimonio nascono 4 figli, Giuliano, Luigi, Alfredo e Giovanni.
Fervente repubblicano, nelle elezioni amministrative del 1946, le prime dopo la caduta del fascismo e la fine della 2° guerra mondiale, si candida per il PRI con il fronte popolare che vince le elezioni. Al momento di eleggere il Sindaco, i repubblicani votano il loro candidato, il prof. Silvio Zavatti, mentre i comunisti e socialisti votano Antonio Carestia; viene eletto Antonio Carestia con 12 voti contro gli 8 del prof. Silvio Zavatti.
Attilio Riccobelli finirà il suo mandato amministrativo come consigliere comunale nel 1951; muore circondato dall’affetto dei suoi familiari, il giorno 10/8/1983 a Potenza Picena.

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a cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri

Interno Sala Giunta Antonio Carestia - Palazzo Municipale Potenza Picena.

Interno Sala Giunta Antonio Carestia – Palazzo Municipale Potenza Picena.

Il Palazzo Municipale di Potenza Picena è stato progettato dall’Architetto ticinese Pietro Bernasconi, principale collaboratore di Luigi Vanvitelli ed è stato ricostruito negli anni 1745 – 1750. La sala Giunta, un tempo del Consiglio Comunale, si trova al suo interno al primo piano.

Dopo la costruzione ed inaugurazione del Teatro Condominiale, oggi comunale, Bruno Mugellini avvenuta il 27 dicembre del 1862, la sala dedicata al Consiglio comunale è stata riccamente decorata da Filippo Persiani di Morrovalle, lo stesso che aveva lavorato prima nel contesto del nostro teatro. Le decorazioni della sala rendevano omaggio in particolare ai padri dell’Unità d’Italia, da poco avvenuta (17 Marzo 1861).

Infatti sulla volta della sala si trovano i ritratti del Re Vittorio Emanuele II, di sua moglie la Regina Maria Adelaide Ranieri, del Generale Giuseppe Garibaldi e del Conte Camillo Benso di Cavour.

Sui quattro angoli della volta sono state dipinte decorazioni che esaltano la letteratura, il teatro, la pittura e la musica, cioè le arti e la scienza con raffigurati anche chiari simboli massonici, come le squadre e i compassi.

Nel contesto decorativo di questa sala, per scelta politica dell’epoca, non si trovano simboli religiosi, ma solo laici.

Volta decorata della Sala Giunta. Foto Sergio Ceccotti.

Volta decorata della Sala Giunta. Foto Sergio Ceccotti.

La sala nel 1907 era stata arricchita con un bellissimo tavolo a ferro di cavallo, poi rimosso, che è stato recentemente restaurato da Luigi Morichetti di Potenza Picena e riposizionato al suo interno. Il gonfalone del Comune che si trova oggi all’interno della teca al centro della sala è stato ricamato nel 1933 dalle nostre Monache Benedettine di San Sisto e restaurato nel maggio 2015 dalla Sig.ra Nelide Mazziero di Potenza Picena.

All’interno della sala si trovano oggi tre importanti opere d’arte: si tratta del Sant’Emidio che protegge Monte Santo del 1770 di Benedetto Biancolini, di una Madonna con Bambino tra i Santi Rocco e Martino del 1584 di Simone De Magistris e l’Allegoria della Pace Sec. XVII di Corrado Giaquinto. Quest’ultima tela nel 1997 era stata rubata dal nostro municipio e recuperata solo nel 2002 a Milano.

Dal mese di ottobre del 2015 nel contesto del locale si trova anche l’antico stemma Comunale in pietra arenaria del sec XIV che era collocato sulla parete del Palazzetto del Podestà e restaurato da Paola Carestia di Potenza Picena, lavoro che è stato finanziato dalle sorelle Ballesi di Macerata Chiara, Francesca ed Elisabetta.

Nel 2003 la sala è stata sottoposta ad un lavoro di restauro sia nella parte strutturale che in quella decorativa. Le decorazioni sono state restaurate dai tecnici della ditta Ares snc di Ancona Alessandra Valeri e Elisabetta Luciani, mentre la progettista del recupero è stata l’Arch. Laura Francioni di Recanati.

Sono infine presenti nel locale le Bandiere italiana ed europea oltre a quelle delle nazioni delle città con cui Potenza Picena è gemellata, cioè Templemore per l’Irlanda e Burford per l’Inghilterra. Presente inoltre dal giorno 16/10/2013 anche la Bandiera Argentina benedetta nella Cattedrale di Rosario e donata al nostro Comune dalla Famiglia di Oscar Tramannoni.

Antonio Carestia. A.S.C.P.P.

Antonio Carestia. A.S.C.P.P.

Questa sala, inaugurata dopo i lavori di restauro e miglioramento sismico il giorno 5 Aprile 2003, non è più da considerarsi come sede del consiglio comunale ma della Giunta Municipale, intitolata dal 2004 al Sig. Antonio Carestia, primo sindaco eletto democraticamente dopo la caduta del fascismo, il quale ha amministrato Potenza Picena dal 1946 fino al 1951.

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maddalena-a-robbia

SANTA MARIA MADDALENA

Era la notte tra il 13 e il 14 gennaio del 1997, cioè 20 anni fa, quando ignoti ladri sono entrati nel Palazzo Municipale di Potenza Picena in Piazza Matteotti, sprovvisto di allarme, portando via tutte le opere d’arte che erano presenti nella sala del Consiglio Comunale ed in quella della Giunta, oltre ad una ribaltina in noce del Sec. XVIII.
Le opere d’arte, di grande valore artistico, storico ed economico, erano composte tra 3 oli su tela, una piccola tempera su tavola ed un busto in terracotta. Il busto del sec. XVI (cm52x55), rappresentava Santa Maria Maddalena, compatrona di Monte Santo, opera attribuita a fra Ambrogio Della Robbia (1477 – 1527/28) proveniente dalla Chiesa di Sant’Agostino, un olio su tela raffigurante la Pietà del Sec. XVII di scuola marchigiana, probabilmente proveniente dal Monte di Pietà di Monte Santo attivo dal 1558 (cm 147×107), una piccola tempera su tavola di scuola umbra del sec. XV/XVI (cm. 38X33) raffigurante “La Deposizione del Cristo dalla Croce”, una “Madonna col Bambino”, olio su tela di scuola marchigiana del sec. XVIII (cm 74×56), e “l’Allegoria della Pace”, sec. XVIII (cm. 155X115), successivamente attribuita a Corrado Giaquinto, pittore nativo di Molfetta.

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LA DEPOSIZIONE DEL CRISTO DALLA CROCE

Solo nel 2002 il nostro comune è riuscito a recuperare l’opera molto importante di Corrado Giaquinto mentre veniva venduta dalla casa d’aste londinese Sotheby’s, grazie all’intervento dei Carabinieri del Nucleo Tutela del Patrimonio Artistico di Monza, al comando del M.llo Sergio Banchellini. Per essere messa all’asta a Milano la tela era stata, per nostra fortuna, anche restaurata. Solo il giorno 5 aprile del 2003 la tela è ritornata a Potenza Picena con una solenne cerimonia presenti tante autorità civili e militari, tra cui il protagonista del recupero a Milano, il M.llo Sergio Banchellini. È stata collocata di nuovo nel contesto della Sala Giunta “Antonio Carestia” insieme al “Sant’Emidio che protegge Monte Santo” del 1770 di Benedetto Biancolini e alla “Madonna con Bambino tra i Santi Rocco e Martino” del 1584 di Simone De Magistris.
Per quanto riguarda il resto delle opere d’arte trafugate quella notte del 1997 nessuna notizia. Ci si augura che i nostri Carabinieri, come hanno recuperato “l’Allegoria della Pace”, possano prossimamente recuperare le altre opere d’arte e la ribaltina in noce. Sperare non costa niente.

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