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Quadro di saint Gérard (San Girio) presente all’interno della Chiesa di Notre-Dame du Lac di Lunel. (Foto Mathilde Delprat)

San Girio è il comprotettore di Potenza Picena, insieme a Santo Stefano Protomartire ed a Santa Maria Maddalena, ed è venerato non solo nella nostra città, ma anche in Francia, a Lunello sua città natale.

In un libro pubblicato in francese nel 1878 dal titolo “Notice sur la ville de Lunel au Moyen-Age et vie de Saint Gérard” scritto dall’abate A. Roüet (il volume è consultabile in rete), troviamo al suo interno notizie sulla città di Lunello, sulla vita di San Girio  e riferimenti a p. Antonio Maria Costantini da Monte Santo, postulatore della causa sopra il culto immemorabile del santo, oltre ad altri documenti e notizie molto interessanti.

Tra l’altro viene pubblicata una lettera del Vescovo di Fermo Mons. Gabriele Ferretti del 28/1/1838 indirizzata al Vescovo di Montpellier Mons. Thibault, da cui dipendeva Lunel, che ci fa conoscere notizie che denotano l’interesse della città di Lunello verso San Girio, questo loro figlio illustre morto a Monte Santo.

Infatti nel 1838 il Vescovo di Montpellier mandò due canonici a Fermo, i reverendi Paleirac e Caumette a conferire con il Vescovo della città Mons. Gabriele Ferretti, per poter avere una reliquia di San Girio, per i francesi S. Gérard, da portare a Lunello per la venerazione dei fedeli di quella città.

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Statua di S. Gérard (San Girio) presente all”interno della Chiesa di Notre-Dame du Lac di Lunel. (Foto Mathilde Delprat)

Da questa lettera, sconosciuta a Potenza Picena, si possono conoscere notizie molto importanti, mai citate in precedenza, ad esempio che il corpo di S. Girio era stato cercato nella Piazza Grande, oggi Giacomo Matteotti, dopo il 1796 quando era stata abbattuta la Pieve di S. Stefano dove al suo interno si trovava un altare dedicato a S. Girio. Il Vescovo Gabriele Ferretti comunica che in tale ricerca non è stato ritrovato il corpo del Santo. Pertanto tenendo conto che a Monte Santo si conservavano all’epoca due piccole reliquie di S. Girio, una da parte dei canonici della Collegiata di S. Stefano e l’altra da parte del canonico Terenzio Pierandrei che la usava per far guarire i malati di epilessia, consentì ai due parroci francesi di portarsi via la reliquia che era conservata dal Pierandrei. Inoltre venne mandata in Francia, nel 1874, a Lunello anche una copia del libro sulla vita di S. Girio di Alessandro Marinucci del 1766, insieme ad un libro di preghiere che si usava a Potenza Picena per poter ottenere i favori del Santo e due copie delle bolle del Pontefice Pio II del 27/5/1463 che confermava l’una i miracoli di S. Girio e l’altra accordava le indulgenze alla Chiesa che porta il suo nome.

Gli originali di queste due bolle si conservano ancora oggi gelosamente nel contesto del nostro archivio storico comunale.

Copertina del libro di Adolphe Auguste Roüet. Montpellier 1878.

Copertina del libro di Adolphe Auguste Roüet. Montpellier 1878.

La reliquia di San Girio portata a Lunello è stata collocata in una teca e deposta ai piedi della statua che rappresenta l’immagine del santo. L’avvenimento dell’arrivo della reliquia di San Girio a Lunello è stata una grande festa per tutta la comunità religiosa di quella città. Questo libro storico della città di Lunello ci è stato segnalato da Luca Carestia e testimonia ancora di più il culto di S. Girio nella sua città natale e sarebbe opportuno che la nostra biblioteca comunale ne acquistasse una copia. Inoltre il nostro comune dovrebbe instaurare con Lunello un rapporto di gemellaggio sia nel nome di San Girio ed anche dell’uva, in quanto questa città è famosa per il suo vino moscato, mentre Potenza Picena è rinomata per la sua festa del Grappolo d’Oro, manifestazione che si svolge ogni anno, dal 1955, alla fine di settembre.

Desideriamo ringraziare Mathilde Delprat, segretaria della parrocchia di St. Philippe Vidourle, per averci gentilmente inviato e concesso la pubblicazione delle foto del quadro e della statua di S. Gérard presenti nella chiesa di Notre-Dame du Lac a Lunel. Da come riferisce la sig.ra Delprat non risulta che nella chiesa sia attualmente presente la reliquia di S. Girio; motivo di tale mancanza rimane a lei ignoto, cosi come del fatto che al posto di quella di S. Girio sia presente quella di S. Fructueux.

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a cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri

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quadro di San Girio

Potenza Picena nell’Ottocento ha annoverato due importanti personalità che si sono occupate della sua storia antica, dei suoi monumenti e delle sue opere d’arte, oltre che dei suoi personaggi più importanti. Il primo è stato il marchese Filippo Bruti Liberati di Ripatransone, nato a Roma il 13/4/1791 e morto il 3/11/1867, sposato con una nostra concittadina, la contessa Ippolita Compagnoni Marefoschi e viene ricordato per aver scritto dal 1839 al 1858 n. 14 Lettere sopra Monte Santo.

Il secondo è stato Carlo Cenerelli Campana, nostro concittadino nato a Monte Santo il 14/7/1773 e morto il 18/6/1859, che viene ricordato per la sua storia di Monte Santo del 1852.

Noi ci siamo ampiamente occupati di questi due eminenti personaggi legati alla storia della nostra città, ma abbiamo sempre trascurato un terzo uomo illustre che prima di loro si era interessato della storia di Monte Santo nel Settecento. Si tratta di un religioso, p. Antonio Maria Costantini, al secolo Antonio Costantino, frate cappuccino che viene ricordato in particolare a Monte Santo perché è stato il postulatore della causa sopra il Culto immemorabile di San Girio, comprotettore della nostra città insieme a Santo Stefano Protomartire e a Santa Maria Maddalena, di cui ne parla Alessandro Marinucci nel suo libro pubblicato nel 1766 Della vita, culto e miracoli di San Girio Confessore Specialissimo Protettore di Monte Santo nel Piceno, santo originario della Francia, della città di Lunello. Questo frate cappuccino, nato a Monte Santo il giorno 19/1/1693 da Giuseppe, battezzato presso la Pieve di Santo Stefano, entrato secondo Norberto Mancini nell’ordine nel 1710 nel Convento di Camerino è morto ad Offida il giorno 26/2/1767, cioè 250 anni fa.

Oltre all’incarico di postulatore della causa di San Girio, ebbe l’incarico anche di postulare la causa di Beatificazione del Venerabile Bernardo d’Offida. Ebbe inoltre un incarico speciale: la compilazione degli Annali della Provincia dei Cappuccini Piceni. Ebbe una particolare predisposizione per lo studio della storia di Monte Santo, avendo la possibilità e capacità di poter consultare la documentazione del nostro Archivio Storico Comunale, degli altri archivi religiosi locali e di quello Episcopale di Fermo.

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Simone de Magistris, 1585-1588, sposalizio mistico di Santa Caterina d’Alessandria e i Santi Nicola da Tolentino e Antonio di Padova.

Per questo diede alle stampe diverse pubblicazioni, tra cui la più citata, ma mai ritrovata, Raccolta di documenti antichi estratti diligentemente dall’Archivio Storico Comunale di Montesanto e dall’Episcopale di Fermo, tipografia Domenico Poggiarelli, Ronciglione, 1742.

In molti hanno cercato questo scritto di p. Antonio Maria Costantini, ad esempio il Conte Monaldo Leopardi, padre del grande poeta Giacomo, il Marchese Filippo Bruti Liberati e R. De Amicis, ma inutilmente, tanto da arrivare alla conclusione che non sia mai esistito, nonostante che la tipografia Poggiarelli a Ronciglione abbia operato per diversi anni.

L’altra pubblicazione per cui viene ricordato è stata Memorie della Nobile Terra di Montesanto, manoscritto apocrifo esistente presso la Biblioteca Civile di Fermo (copia di questo interessante lavoro oggi si trova anche presso il nostro Archivio Storico Comunale, grazie all’interessamento del Dott. Roberto Domenichini). Oltre che di Monte Santo, il Costantini si è anche occupato della storia di Pausula, l’attuale Corridonia, scrivendo il testo Dissertazione sopra il sito ed altre antichità di Pausula celebre città nel Piceno, ma ora distrutta, manoscritto che esisteva presso la libreria dei Marchesi Raffaelli di Cingoli. Nella stessa libreria si trovava anche il seguente manoscritto: Catagolus documentorum, Iurium Privilegiorium ad historicam narrationem hominum et Terrae Montis Sancti Dioecesis Firmanae in Piceno spectantum ex variis locis publicis collectus.

Si interessò, secondo p. Callisto Urbanelli, anche alla ricerca delle acque del sottosuolo di Loreto e del prosciugamento delle paludi Pontine. Il Costantini viene ricordato inoltre come pittore e restauratore: è documentato un suo intervento di restauro nel 1742 sulla tavola di Simone De Magistris del 1576 la Deposizione dalla Croce e i Santi Francesco d’Assisi e Lorenzo Diacono presso la Chiesa di San Lorenzo dei Frati Cappuccini di Monte Santo.

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“La Deposizione” di Simone De Magistris del 1876

È intervenuto anche nel 1754 su un’altra tela di Simone de Magistris del 1585-1588 che si trovava a Tolentino, oggi conservata presso il Museo della Basilica di San Nicola da Tolentino, Sposalizio Mistico di Santa Caterina d’Alessandria e i Santi Nicola da Tolentino e Antonio di Padova. È intervenuto, secondo p. Floriano Grimaldi, nell’operazione di restauro degli affreschi del Pomarancio nella Basilica della Santa Casa di Loreto.

Indubbiamente p. Antonio Maria Costantini è stato un religioso di Monte Santo che ha saputo lasciare un segno molto importante per quanto riguarda la storia della nostra città ed il culto di San Girio, oltre che essere stato un bravo restauratore dell’epoca. Comunque deve essere annoverato di diritto tra gli storici di Potenza Picena, il primo del Settecento della nostra città.

Notizie tratte da Potentini Illustri di Norberto Mancini, Recanati, 1950, Industria Tipografica Pupilli.

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Atto di Battesimo di Antonio Maria Costantini del 19-1-1693. Archivio Storico Parrocchia Santi Stefano e Giacomo.

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