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Auditorium Ferdinando Scarfiotti. Foto tratta dal libro “Il fascino della Storia il Respiro del Mare. Potenza Picena” edito dal Comune di Potenza Picena e curato da Renza Baiocco.

Potenza Picena tra le tante sue strutture poteva vantare dal giorno 19 Dicembre del 2004 il meraviglioso Auditorium “Ferdinando Scarfiotti”, nella ex chiesa di Sant’Agostino.
La scossa di terremoto del giorno 30 ottobre del 2016, cioè oltre 18 mesi fa, ha lesionato anche questa struttura, come la Collegiata di Santo Stefano, la chiesa di San Francesco, della Madonna della Neve, di Sant’Antonio di Padova con il relativo Convento dei Frati Minori, del Santuario di San Girio.
La Collegiata di Santo Stefano e la chiesa della Madonna della Neve, grazie agli interventi messi in atto dalla Parrocchia dei Santi Stefano e Giacomo, hanno già riaperto al culto nei giorni 22 Aprile 2017 e 25 Giugno 2017. La chiesa di Sant’Antonio di Padova, anche se non completamente restaurata, è stata riaperta al culto il giorno di Pasqua 1 Aprile 2018. Sono iniziati inoltre i lavori al Santuario di San Girio, mentre niente è stato fatto per quanto riguarda la chiesa di San Francesco, di proprietà del Ministero dell’Interno.
Nell’Auditorium “Ferdinando Scarfiotti” i danni non sono stati gravissimi ed in base ai rilievi tecnici del nostro Comune, la spesa si doveva aggirare prima intorno ai 75.000 Euro, poi ai 90.000 Euro.
Il giorno 14 Marzo 2017 è uscito sulla stampa locale un articolo, ispirato dall’Amministrazione Comunale, in cui si elencano i lavori che erano necessari all’Auditorium, per una spesa di 75.000 Euro, e si prevedeva la riapertura per la Festa del Grappolo d’Oro 2017, cioè alla fine di Settembre.
In data 17 Dicembre 2017 in un altro articolo di giornale si parla di prossima apertura della struttura e di una spesa di Euro 90.000 per lavori. E’ passata la Festa del Grappolo d’Oro, il Natale 2017, la Pasqua 2018 ed il 1° Maggio 2018.

Organo da sala Giovanni Fedeli del 1757. Foto Sergio Ceccotti.

Organo da sala Giovanni Fedeli del 1757. Foto Sergio Ceccotti.

Per quanto riguarda la possibilità di poter riaprire questa importante struttura, costata ben 1 miliardo e 150 milioni nel passato per il suo restauro, dove si trovano, oltre all’organo da sala Giovanni Fedeli del 1757, costato anche questo per il suo recupero la somma di Euro 53.217+IVA, anche la maggior parte di opere d’arte della nostra città, ad incominciare dalla tavola di Bernardino di Mariotto del 1506, alla Maddalena ai piedi alla Croce di Pietro Tedeschi del Sec. XVII, al San Nicola da Tolentino della scuola del Pomarancio del sec. XVIII, una vera e propria Pinacoteca naturale, ancora non ci sono delle certezze. Doveva riaprire il 24 Marzo 2018, poi il 28 Aprile 2018, ma è ancora chiuso. I lavori sono iniziati nel mese di Agosto del 2017 ma poi non sono proseguiti con regolarità. E’ stata smontata l’impalcatura dall’interno della struttura e sono state ricollocate al loro posto le poltroncine.
C’è la speranza di poterlo riaprire in tempi brevi, magari per la festività della Repubblica del 2 Giugno 2018, in modo da organizzare, insieme agli Amici della Musica di Potenza Picena, un concerto da dedicare allo organologo Fabio Quarchioni di Macerata, di recente scomparso, che nel 1997 ha individuato, insieme al prof. Paolo Peretti, la firma del costruttore, Giovanni Fedeli della Rocchetta di Camerino, sul retro della canna centrale e l’anno di costruzione, cioè il 1757, dell’organo anonimo fino al quel momento della chiesa di Sant’Agostino?

Fabio Quarchioni

Fabio Quarchioni

Negli ultimi tempi si è di nuovo manifestato un problema al tetto del Foyer dell’Auditorium. Il canale per lo sporco che si è accumulato, si è ostruito e l’acqua piovana invece che defluire regolarmente fuoriesce danneggiando sia il muro esterno che quello interno della struttura. Il problema è stato segnalato per iscritto sia all’Ufficio Tecnico che agli Amministratori il giorno 24/2/2018 ma ad oggi ancora non è stato fatto niente.

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La Maddalena ai piedi della Croce di Pietro Tedeschi. Foto di Sergio Ceccottia cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri
All’interno della chiesa di Sant’Agostino di Potenza Picena, trasformata dal giorno 19/12/2004 in Auditorium “Ferdinando Scarfiotti”, si trova la tela “La Maddalena ai piedi della Croce”, sec. XVIII di Pietro Tedeschi, collocata sulla parete dell’abside, dietro a dove un tempo si trovava l’altare maggiore.
La tela era stata prelevata da questa chiesa nel 1977 per essere collocata all’interno dei locali della Pinacoteca Comunale “Benedetto Biancolini” di Via Trento, inaugurata il giorno 27 Settembre del 1980.
L’autore del quadro è stato individuato solo nel 1962, grazie all’iniziativa dell’allora Sindaco di Potenza Picena, l’avvocato Silvano Mazzoni, che ha commissionato la ripulitura della tela. Solo dopo tale operazione è emersa la scritta rossa in basso a destra “Petrus Tedeschi pinxit Romae”.
Il pittore Pietro Tedeschi è nato a Pesaro nel 1750 ed è morto nella stessa città nel 1806.
Allievo di Gianandrea Lazzarini di Pesaro, ha lavorato insieme al suo maestro ed ad un altro allievo, Carlo Paolucci, alla realizzazione della parte decorativa della Galleria del Palazzo Bonaccorsi di Macerata.
Della tela “La Madonna ai piedi della Croce” nel passato nessuno storico ne aveva fatto cenno nei suoi scritti su Monte Santo, nè il marchese Filippo Bruti Liberati nelle sue 14 lettere scritte “sopra Monte Santo” tra il 1839 ed il 1858, nè Carlo Cenerelli Campana nella sua storia di Monte Santo del 1852, nè Norberto Mancini in “Visioni Potentine” del 1958.

Firma di Pietro Tedeschi. Foto Kriterion Bologna.

Firma dell’autore del dipinto

Solo in un inventario del 20/2/1908 sulle opere d’arte di Potenza Picena, voluto dal Prefetto di Macerata, si cita la presenza nella nostra città di quest’opera d’arte, definita “Il Crocifisso con la Maddalena”, di “buon autore ignoto, forse il Pomarancio”. Inoltre viene citata dall’avvocato Silvano Mazzoni ne “L’A-B-C dell’arte a Monte Santo”, sulla pubblicazione per le celebrazioni italo-argentine per l’inaugurazione della Piramide de Mayo di Largo Leopardi del 16 Luglio 1967.
Bisogna rilevare che la presenza di quest’opera d’arte nel contesto della struttura religiosa era giustificata dal fatto che la Maddalena, soggetto principale della tela, era anticamente la titolare della chiesa, successivamente intitolata a Sant’Agostino. Inoltre la figura della Maddalena riveste per la comunità di Monte Santo un ruolo molto importante in quanto nel nostro Statuto Comunale del 1441 viene considerata “Governatrice Feconda della città”, cioè protettrice di Monte Santo, la cui festa si celebra solennemente il giorno 22 Luglio.
Quindi non solo importante opera d’arte della nostra città di enorme valore artistico e storico, ma anche di notevole significato religioso e civile.

quadro pre restauro

Dipinto prima del restauro

Il quadro nel 2007 è stato sottoposto ad un accurato restauro da parte dei tecnici della ditta Kriterion di Bologna, sotto la guida della dott.ssa Francesca Rabbi e l’intervento è costato la somma di Euro 7.800 + IVA. Tra i restauratori che hanno lavorato al recupero della tela, troviamo anche Linda Ricci e Paolo Sciapichetti. Con l’occasione del restauro è stato anche ricollocato al suo posto il pezzo di cornice che si era staccato durante il trasferimento del 1977. La tela dopo il restauro, è stata sistemata nel suo originario posto il giorno 31 Agosto 2007 all’interno dell’Auditorium “Ferdinando Scarfiotti”, abbellita dalla cornice marmorizzata, un capolavoro.

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IMG_9886Il giorno 8 Dicembre 2007, cioè 10 anni fa, veniva ufficialmente inaugurato il restaurato organo da sala Giovanni Fedeli del 1757 a Potenza Picena.
L’organo è stato restaurato da Michel Formentelli di Camerino e l’intervento è costato la somma di Euro 53.217 + Iva.
Il nostro Comune ha ricevuto per questo restauro un contributo economico di Euro 25.000 da parte della Fondazione Cassa di Risparmio di Macerata.
L’organo da sala Giovanni Fedeli del 1757, oggi collocato all’interno dell’Auditorium “Ferdinando Scarfiotti” nella zona dell’abside, un tempo era posto nella cantoria della struttura e fino al 1997 era un anonimo organo antico. In quel periodo il prof. Paolo Peretti e l’organologo Dott. Fabio Quarchioni hanno scoperto la firma, dietro alla canna centrale del’organo, del costruttore della Rocchetta di Camerino, Giovanni Fedeli, e l’anno di costruzione, cioè il 1757. Da quel giorno l’organo di Sant’Agostino di Potenza Picena è diventato molto importante nel panorama degli organi antichi marchigiani e nazionali, essendo uno dei pochi sopravvissuti nel tempo di organo da sala. Il restauro effettuato magistralmente da Michel Formentelli di Camerino, ha potuto riportare all’antico splendore sia musicale che strutturale lo strumento di Giovanni Fedeli.
Il concerto di inaugurazione è stato anche l’occasione di presentare, in occasione del 250° anniversario della sua costruzione (1757-2007), una pubblicazione sullo strumento, la sua storia, il suo restauro, curata da Renza Baiocco con la collaborazione dei prof. Mauro Ferrante, Paolo Peretti e di Marco Coppari. Insieme al libro un CD contenente 23 tracce musicali eseguite con l’organo Fedeli. Il progetto editoriale si è potuto concretizzare grazie al contributo economico dell’Istituto di Riabilitazione S. Stefano di Porto Potenza Picena.
IMG_9832Hanno suonato l’organo i Maestri Mauro Ferrante e Luca Scandali con il soprano Elisabetta Gagliardoni ed il gruppo Ensamble Novalis ed hanno eseguito brani di Albinoni, Galuppi, Pergolesi e Vivaldi.
Si ringrazia il fotografo di Potenza Picena Luigi Anzalone per averci messo gentilmente a disposizione le foto dell’inaugurazione dell’organo.

pdficon_largerelaz_formentelli_optimize.pdf – Progetto-preventivo di restauro dell’Organo Giovanni Fedeli del 1757.

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La Maddalena ai piedi della croce – sec. XVIII

Visitando il giorno domenica 8 gennaio 2017 la mostra curata dal Prof. Vittorio Sgarbi nel Palazzo Apostolico di Loreto dal titolo “Maddalena tra peccato e penitenza”, che era stata inaugurata il giorno 3 settembre 2016, mi è venuto in mente di analizzare S. Maria Maddalena nelle opere d’arte che sono presenti nella nostra città. Perché questa curiosità vi domanderete?

Il motivo è legato al fatto che S. Maria Maddalena era compatrona di Monte Santo, dopo S. Stefano Protomartire, già nel Medioevo.

Infatti nello Statuto Comunale approvato nel 1445 viene definita “Governatrice Feconda della città di Montesanto”. Nel contesto della mostra di Loreto faceva una bellissima figura, secondo molti era l’opera più bella dopo quella di Carlo Crivelli di Montefiore dell’Aso, la tela di Jacopo Negretti detto Palma il Giovane La Crocifissione del 1599 (secondo il Dott. Roberto Domenichini è del 1595), proveniente dalla Chiesa di S. Antonio di Padova dei Frati Minori di Potenza Picena. Inoltre a Monte Santo c’era anche una Chiesa dedicata a S. Maria Maddalena, quella degli agostiniani, chiamata popolarmente di Sant’Agostino.

Questa struttura dal giorno 19/12/2004 è stata trasformata in Auditorium Ferdinando Scarfiotti.

All’interno di questa chiesa si trovava il busto in terracotta della Maddalena attribuito a fra Ambrogio della Robbia del sec. XVI, poi collocato nel contesto del Palazzo Municipale da dove è stato rubato il giorno 14 gennaio 1997 e mai più ritrovato.

L’altare maggiore di questa chiesa conserva ancora oggi una grande tela del pittore di Pesaro Pietro Tedeschi La Maddalena ai piedi della Croce sec. XVIII, opera firmata.

Nel contesto della stessa chiesa si trova inoltre una piccola tela di autore ignoto del sec. XVIII raffigurante la Maddalena.

All’interno della Chiesa di S. Lorenzo dei Frati Cappuccini al Colle Bianco si trova la tavola di Simone De Magistris del 1576 la Deposizione dalla Croce e i Santi Francesco d’Assisi e Lorenzo Diacono, dove la Maddalena guarda nostro Signore deposto dalla Croce.

Nel contesto del Monastero delle Clarisse di S. Tommaso si trovava una grande tela, una tempera, raffigurante il Calvario degli inizi del Sec. XVIII di autore ignoto, oggi collocata all’interno dei locali della Pinacoteca Comunale Benedetto Biancolini di via Trento.

Presso la Chiesa di San Girio, negli affreschi di Ciro Pavisa de 1951, troviamo la Maddalena come compatrona di Potenza Picena insieme a S. Stefano Protomartire e San Girio.

Infine citiamo un’opera d’arte molto importante rubata il giorno 14/1/1997 dal Palazzo Municipale e mai più ritrovata. Si tratta di una piccola tempera su tavola raffigurante La deposizione del Cristo dalla Croce, Sec. XV/XVI di autore ignoto di scuola umbra che proveniva dalla Chiesa di San Francesco, dove è presente la Maddalena.

Il Calvario inizi Sec. XVII autore ignoto. Foto Sergio Ceccotti.

Il Calvario inizi Sec. XVII autore ignoto. Foto Sergio Ceccotti.

Queste sono le più importanti opere d’arte di Potenza Picena dove troviamo la presenza della Maddalena. I festeggiamenti di S. Maria Maddalena cadono il giorno 22 luglio e nel contesto della Chiesa di Sant’Agostino veniva solennemente celebrata.

Nel 1962 il Sindaco dell’epoca, l’avv. Silvano Mazzoni, aveva ripristinato questa ricorrenza nel contesto della Chiesa. Comunque credo che sia opportuno che le autorità religiose e civili riprendano a celebrare degnamente S. Maria Maddalena anche perché è compatrona di Potenza Picena e questo è ampiamente documentato.

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Affreschi di Ciro Pavisa 1951 – Chiesa di San Girio. Tra i santi la Maddalena. Foto tratta dal libro “San Nicola da Tolentino e le Marche, culto e arte” a cura di Roberto Tollo ed Elena Bisaccci. Loreto 1999.

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Il giorno 14 aprile 2007 Potenza Picena ha avuto l’onore di una visita del Prof. Vittorio Sgarbi, famoso critico d’arte. Curatore della mostra “Simone De Magistris, un pittore visionario tra Lotto e El Greco” che si stava tenendo a Caldarola presso il Palazzo dei Cardinali Pallotta dal 4/4/2007 fino al 30/9/2007, il Prof. Vittorio Sgarbi ha voluto far visita alla nostra città, dove si trovano ben tre opere d’arte del pittore di Caldarola, autentici capolavori, ed una tavola di Bernardino Di Mariotto del 1506.
Una di queste opere si trova all’interno della Sala Giunta “Antonio Carestia” nel Palazzo Municipale, “Madonna con Bambino tra i Santi Rocco e Martino” del 1584, un’altra si trova all’interno della Chiesa di Sant’Antonio di Padova dei Frati Minori Riformati “Madonna di Loreto tra i Santi Giuseppe, Caterina d’Alessandria, Francesco d’Assisi e Sant’Antonio di Padova” del 1576 ed infine la famosa tavola dei Frati Cappuccini presso la Chiesa di S. Lorenzo “La Deposizione dalla Croce e i Santi Francesco d’Assisi e Lorenzo diacono” del 1576. Nei locali della Pinacoteca Comunale “Benedetto Biancolini” ha ammirato l’opera di Bernardino di Mariotto del 1506 “Madonna con Bambino tra i Santi Francesco d’Assisi, Antonio di Padova, Giovannino ed Angeli musicanti”.
Il Prof. Vittorio Sgarbi è stato accompagnato in questa sua visita alla opere di Simone De Magistris presenti nella nostra città dal Sindaco Sergio Paolucci e dalla Sig.ra Renza Baiocco dell’Ufficio Cultura del nostro Ente.
Ha fatto visita inoltre all’Auditorium Ferdinando Scarfiotti, nella ex chiesa di Sant’Agostino, dove ha potuto ammirare la struttura e lo splendido organo da sala Giovanni Fedeli del 1757, da poco restaurato, rimanendo favorevolmente entusiasta di questo recupero da parte dall’amministrazione comunale.
Nel contesto del nostro Teatro “Bruno Mugellini” ha potuto ammirare la struttura Ottocentesca e il suo sipario dedicato a Minerva restaurato ed inaugurato il giorno 18/11/2006. Nel foyer si è fatto fotografare insieme al nostro Sindaco Sergio Paolucci, al Dott. Domenico Pescetti, alla Dott.ssa Simona Ciasca e alla Sig.ra Renza Baiocco, componenti l’Ufficio Cultura del nostro Ente.
Al Caffé del Teatro il prof. Vittorio Sgarbi ha consumato un piacevole aperitivo con il banco ricco di prelibatezze eno-gastronomiche locali preparate dalla titolare Maria Carloni e da suo figlio Tony Giorgini.
sgarbi-a-potenza-picena-15-4-2007-43Per Potenza Picena è stato sicuramente un grande onore aver avuto la possibilità di ospitare un personaggio della levatura culturale ed artistica del Prof. Vittorio Sgarbi, che ha saputo valorizzare in questo modo le tre opere d’arte di Simone De Magistris presenti nel nostro territorio, la tavola di Bernadino Di Mariotto, l’Auditorium “F. Scarfiotti” ed il suo organo Fedeli, il Teatro Mugellini e il sipario dedicato a Minerva.
Ci si augura che possa di nuovo ritornare a Potenza Picena perché la sua presenza è sempre un grande evento da poter ricordare, magari per fargli ammirare la grande tela “Il Calvario”, inizi sec. XVIII di autore ignoto che è stata prelevata dal Monastero delle Clarisse di Potenza Picena e portata nei locali della nostra Pinacoteca il giorno 29 Settembre 2016. Il suo giudizio critico su quest’opera d’arte sarebbe sicuramente molto importante e qualificante.
Le foto che pubblichiamo in questo articolo, ci sono state messe gentilmente a disposizione da parte del giornalista Nico Coppari, che ringraziamo di cuore.

pdficon_large Filo News – Anno I° – Aprile 2007 n. 13

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Quadro San Nicola da Tolentino intercede per le anime del Purgatorio. Foto di Sergio Ceccotti.

A cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri
Tra le opere d’arte presenti nel contesto dell’Auditorium “Ferdinando Scarfiotti”, nella ex chiesa di Sant’Agostino, dal 2007 troviamo la pala d’altare raffigurante “San Nicola da Tolentino intercede per le anime del Purgatorio” olio su tela inizi Sec. XVII, attribuito alla Scuola di Cristoforo Roncalli, detto il Pomarancio (Pomarance 1552 – Roma 1626).
L’opera in oggetto è stata restaurata nel 1972 a cura della Soprintendenza alle Gallerie delle Marche di Urbino, grazie all’interessamento iniziale del Sindaco di Potenza Picena, Avv. Silvano Mazzoni.
Nel 2003 il Comitato VII Centenario San Nicola da Tolentino ha richiesto l’opera di Potenza Picena per una mostra sul Santo.
Per quanto riguarda il Santo a cui è dedicata la pala, individuato in San Nicola da Tolentino, è chiaro a tutti che la sua raffigurazione non è sicuramente nello stile iconografico del Santo, sempre dipinto minuto, senza barba e mai a torso nudo. Secondo Filippo Bruti Liberati che ne parla nella sua Terza Lettera sopra Monte Santo, scritta nel 1840 in occasione del matrimonio del Conte Paolo Emilio Carradori e di Vittoria Perozzi, rappresentava in origine “San Girolamo semi-nudo al quale il Biancolini tolse dalla destra il sasso ed aggiunse nell’intero quadro molti accessori, affinché indicasse San Nicola di Tolentino”, Santo dell’ordine degli Agostiniani, nato a Sant’Angelo in Pontano nel 1245 e morto a Tolentino nel 1305. L’opera secondo il Bruti liberati è attribuibile al Pomarancio. Secondo Carlo Cenerelli Campana nella sua “Istoria dell’antica città di Potenza rediviva in Montesanto”, del 1852 l’autore doveva essere invece Carlo Maratta e raffigurava “San Nicola di Tolentino nell’atto di flagellarsi”.

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Particolari del quadro San Nicola da Tolentino intercede per le anime del Purgatorio. Foto di Sergio Ceccotti.

Anche secondo Norberto Mancini su “Visioni Potentine” del 1958 il quadro è opera del Maratta. L’intervento di Benedetto Biancolini, pittore che ha operato a Monte Santo anche se nativo di Ascoli Piceno, ha adattato la tela alle dimensioni dei nuovi altari laterali della Chiesa di Sant’Agostino, aggiungendo una lunetta in alto e facendo un’aggiunta in basso, portando le dimensioni complessive della tela a cm 340 x cm 180. Si può anche notare una firma “Pomarance” sulla sinistra, in basso, che non dovrebbe essere originale, ma aggiunta dal Biancolini.
Quando l’opera d’arte è stata sottoposta ad un accurato intervento di restauro a cura della Soprintendenza di Urbino e restituita il giorno 27/7/1972 al Sindaco di Potenza Picena Alberto Rosciani, viene definita “San Pietro che libera le anime del Purgatorio” del Pomarancio.
Nel 1998 secondo la Dott.ssa Claudia Caldari, Direttrice Storica dell’Arte della Soprintendenza di Urbino, l’autore della tela è Cristoforo Roncalli. Nel libro “San Nicola da Tolentino e le Marche, culto e arte” a cura di Roberto Tollo e Elena Bisacci, pubblicato nel 1999, risulta al suo interno anche la scheda riferita all’opera di Potenza Picena e la Dott.ssa Chiappini Di Sorio afferma che l’autore, a suo parere, potrebbe essere il fratello del Pomarancio, Donato Roncalli.

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Firma Pomarance sul quadro San Nicola da Tolentino intercede per le anime del Purgatorio. Foto di Sergio Ceccotti.

Anche secondo questa studiosa “inconsueta risulta sul piano iconografico la raffigurazione di San Nicola da Tolentino”. Secondo infine il Dott. Roberto Domenichini, nostro concittadino ed attualmente Direttore dell’Archivio di Stato di Pesaro, gli autori potrebbero essere degli allievi del Pomarancio, ed esattamente il recanatese Pietro Paolo Giacometti e l’umbro Giovanni Antonio Scaramuccia.
La storia della pala dedicata a San Nicola da Tolentino di Potenza Picena è molto bella ed affascinante e siamo convinti sia giusto che tutti la possono conoscere ed apprezzare.

Riferimenti bibliografici:
1. Terza Lettera sopra Monte Santo di Filippo Bruti Liberati, 1840, Ripatransone.
2. Istoria dell’antica città di Potenza rediviva in Montesanto di Carlo Cenerelli Campana, 1852, Ripatransone
3. Visioni Potentine di Norberto Mancini, 1958, Fermo.
4. San Nicola da Tolentino e le Marche, culto e arte a cura di Renato Tollo ed Elena Bisacci, 1999, Tolentino
5. Monte Santo, itinerari storico-artistici del Comune di Potenza Picena – curatore Duilio Corona, 1998, Pollenza.

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La Maddalena ai piedi della croce – sec. XVIII Pietro Tedeschi (opera firmata) foto luigi anzalone

La scelta di riportare all’interno dei locali dell’Auditorium “Ferdinando Scarfiotti”, nella ex-chiesa di Sant’Agostino, tutte le sei pale d’altare, ricollocandole al loro originario posto dove sono state per oltre 2 secoli, è stata molto importante ed appropriata.
Dal 27 settembre del 1980 queste opere d’arte si trovavano all’interno dei locali di via Trento dove quel giorno è stata inaugurata la Pinacoteca (insieme alla Biblioteca Comunale), poi successivamente intitolata al pittore Benedetto Biancolini che ha lavorato a Monte Santo, anche se nativo di Ascoli Piceno.
Le sei pale d’altare, di dimensioni notevoli (cm 340×180) erano state collocate all’interno di piccole stanze ed il visitatore era costretto ad ammirarle ad una distanza di pochi metri. Troppo vicine ed in questo modo si perdeva sicuramente molto del fascino e della loro bellezza.
Queste pale d’altare sono nate per essere posizionate negli altari laterali ed in quello centrale della Chiesa di Sant’Agostino e solo in questo naturale contesto si possono con maggiore efficacia ammirare ed apprezzare.
Inoltre tutti i soggetti dei quadri hanno a che fare con questa chiesa e con i santi dell’ordine degli Agostiniani. L’idea di poter creare all’interno della Chiesa di Sant’Agostino una “pinacoteca naturale” è molto vecchia, risale addirittura al 1974 quando era Sindaco il Prof. Gabriele Nocelli e si è potuta concretizzare solo nel 2007, grazie alla lungimiranza del Sindaco Sergio Paolucci, con l’approvazione del Dott. Gabriele Barucca della Soprintendenza di Urbino. Tutte le fasi di trasferimento delle opere d’arte dalla Pinacoteca comunale all’Auditorium “Ferdinando Scarfiotti” sono state seguite con competenza e professionalità dalla Dott.ssa Simona Ciasca, Economo Comunale di Potenza Picena.

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San Nicola da Tolentino che intercede per le anime del Purgatorio

In occasione del trasferimento delle 6 pale d’altare, si è anche provveduto al restauro di 3 di queste tele, ed in particolare quelle che necessitavano maggiormente di un intervento di consolidamento. Il compito del delicato restauro è stato affidato dal nostro comune alla ditta Kriterion di Bologna, responsabile la Dott.ssa Francesca Rabbi, che già in precedenza aveva provveduto al restauro ed alla sua ricollocazione nel contesto del Teatro “Bruno Mugellini” dell’antico sipario dedicato a Minerva ed inaugurato il giorno 18 novembre del 2006.
L’intervento di restauro ha riguardato la “Maddalena ai piedi della Croce” di Pietro Tedeschi del Sec. XVIII, la “Vergine del Rosario” attribuita ai fratelli Ricci di Fermo del Sec. XVIII e la “Madonna col Bambino ed i Santi Monica e Agostino”, sempre del Sec. XVIII di autore ignoto, per una spesa complessiva di € 22.423,33, iva inclusa.
Insieme a queste 3 pale d’altare restaurate sono state ricollocate a loro posto inoltre il “San Nicola” da Tolentino che intercede per le anime del “Purgatorio” degli inizi del Sec. XVII della scuola di Cristoforo Roncalli detto “Il Pomarancio” (opera che era già stata restaurata nel 1972 ad Urbino), la “Vergine col Bambino, Santa Chiara, il Beato Antonio da Amandola, San Clemente da Osimo e Sant’Agostino” Sec. XVIII, il “Miracolo del pozzo” Sec. XVIII, gli ultimi due di autore ignoto.
Successivamente sono state ricollocate all’interno della ex-chiesa altre due opere, la “Maddalena” e “Sant’Agostino” Sec. XVIII di autore ignoto.
Anche queste due tele erano state restaurate negli anni scorsi. Infine è stata collocata sul soppalco (anche se inizialmente era prevista nella Sagrestia della ex-chiesa), la famosa tavola di Bernardino di Mariotto del 1506 “Madonna col Bambino tra i santi Francesco, Antonio di Padova e Giovannino ed Angeli Musicanti”.

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Vergine del Rosario – Sec. XVIII

L’Auditorium “Ferdinando Scarfiotti” infine dal giorno 31 agosto 2006 si è arricchito della presenza dell’organo da sala Giovanni Fedeli del 1757 restaurato da Michel Formentelli di Camerino. Successivamente l’Auditorium è stato visitato dal Prof. Vittorio Sgarbi.
In questo modo la ex-chiesa di Sant’Agostino oggi Auditorium intitolato a Ferdinando Scarfiotti, scenografo nato a Potenza Picena il 6/3/1941 e morto a Los Angelese il 30/4/1994, premio Oscar del film “L’ultimo imperatore” di Bernardo Bertolucci, può e deve essere considerato a tutti gli effetti una “pinacoteca naturale” della nostra città e per questo fatta conoscere e valorizzare in ogni modo ed occasione, come è avvenuto nei giorni 3 e 4 settembre 2016 durante le due giornate della “Notte magica della fotografia®” promossa da Enzo Romagnoli, che hanno richiamato nella nostra città tantissimi appassionati di fotografia da tutta l’Italia.

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