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La Maddalena ai piedi della croce – sec. XVIII

Visitando il giorno domenica 8 gennaio 2017 la mostra curata dal Prof. Vittorio Sgarbi nel Palazzo Apostolico di Loreto dal titolo “Maddalena tra peccato e penitenza”, che era stata inaugurata il giorno 3 settembre 2016, mi è venuto in mente di analizzare S. Maria Maddalena nelle opere d’arte che sono presenti nella nostra città. Perché questa curiosità vi domanderete?

Il motivo è legato al fatto che S. Maria Maddalena era compatrona di Monte Santo, dopo S. Stefano Protomartire, già nel Medioevo.

Infatti nello Statuto Comunale approvato nel 1445 viene definita “Governatrice Feconda della città di Montesanto”. Nel contesto della mostra di Loreto faceva una bellissima figura, secondo molti era l’opera più bella dopo quella di Carlo Crivelli di Montefiore dell’Aso, la tela di Jacopo Negretti detto Palma il Giovane La Crocifissione del 1599 (secondo il Dott. Roberto Domenichini è del 1595), proveniente dalla Chiesa di S. Antonio di Padova dei Frati Minori di Potenza Picena. Inoltre a Monte Santo c’era anche una Chiesa dedicata a S. Maria Maddalena, quella degli agostiniani, chiamata popolarmente di Sant’Agostino.

Questa struttura dal giorno 19/12/2004 è stata trasformata in Auditorium Ferdinando Scarfiotti.

All’interno di questa chiesa si trovava il busto in terracotta della Maddalena attribuito a fra Ambrogio della Robbia del sec. XVI, poi collocato nel contesto del Palazzo Municipale da dove è stato rubato il giorno 14 gennaio 1997 e mai più ritrovato.

L’altare maggiore di questa chiesa conserva ancora oggi una grande tela del pittore di Pesaro Pietro Tedeschi La Maddalena ai piedi della Croce sec. XVIII, opera firmata.

Nel contesto della stessa chiesa si trova inoltre una piccola tela di autore ignoto del sec. XVIII raffigurante la Maddalena.

All’interno della Chiesa di S. Lorenzo dei Frati Cappuccini al Colle Bianco si trova la tavola di Simone De Magistris del 1576 la Deposizione dalla Croce e i Santi Francesco d’Assisi e Lorenzo Diacono, dove la Maddalena guarda nostro Signore deposto dalla Croce.

Nel contesto del Monastero delle Clarisse di S. Tommaso si trovava una grande tela, una tempera, raffigurante il Calvario degli inizi del Sec. XVIII di autore ignoto, oggi collocata all’interno dei locali della Pinacoteca Comunale Benedetto Biancolini di via Trento.

Presso la Chiesa di San Girio, negli affreschi di Ciro Pavisa de 1951, troviamo la Maddalena come compatrona di Potenza Picena insieme a S. Stefano Protomartire e San Girio.

Infine citiamo un’opera d’arte molto importante rubata il giorno 14/1/1997 dal Palazzo Municipale e mai più ritrovata. Si tratta di una piccola tempera su tavola raffigurante La deposizione del Cristo dalla Croce, Sec. XV/XVI di autore ignoto di scuola umbra che proveniva dalla Chiesa di San Francesco, dove è presente la Maddalena.

Il Calvario inizi Sec. XVII autore ignoto. Foto Sergio Ceccotti.

Il Calvario inizi Sec. XVII autore ignoto. Foto Sergio Ceccotti.

Queste sono le più importanti opere d’arte di Potenza Picena dove troviamo la presenza della Maddalena. I festeggiamenti di S. Maria Maddalena cadono il giorno 22 luglio e nel contesto della Chiesa di Sant’Agostino veniva solennemente celebrata.

Nel 1962 il Sindaco dell’epoca, l’avv. Silvano Mazzoni, aveva ripristinato questa ricorrenza nel contesto della Chiesa. Comunque credo che sia opportuno che le autorità religiose e civili riprendano a celebrare degnamente S. Maria Maddalena anche perché è compatrona di Potenza Picena e questo è ampiamente documentato.

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Affreschi di Ciro Pavisa 1951 – Chiesa di San Girio. Tra i santi la Maddalena. Foto tratta dal libro “San Nicola da Tolentino e le Marche, culto e arte” a cura di Roberto Tollo ed Elena Bisaccci. Loreto 1999.

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Il giorno 14 aprile 2007 Potenza Picena ha avuto l’onore di una visita del Prof. Vittorio Sgarbi, famoso critico d’arte. Curatore della mostra “Simone De Magistris, un pittore visionario tra Lotto e El Greco” che si stava tenendo a Caldarola presso il Palazzo dei Cardinali Pallotta dal 4/4/2007 fino al 30/9/2007, il Prof. Vittorio Sgarbi ha voluto far visita alla nostra città, dove si trovano ben tre opere d’arte del pittore di Caldarola, autentici capolavori, ed una tavola di Bernardino Di Mariotto del 1506.
Una di queste opere si trova all’interno della Sala Giunta “Antonio Carestia” nel Palazzo Municipale, “Madonna con Bambino tra i Santi Rocco e Martino” del 1584, un’altra si trova all’interno della Chiesa di Sant’Antonio di Padova dei Frati Minori Riformati “Madonna di Loreto tra i Santi Giuseppe, Caterina d’Alessandria, Francesco d’Assisi e Sant’Antonio di Padova” del 1576 ed infine la famosa tavola dei Frati Cappuccini presso la Chiesa di S. Lorenzo “La Deposizione dalla Croce e i Santi Francesco d’Assisi e Lorenzo diacono” del 1576. Nei locali della Pinacoteca Comunale “Benedetto Biancolini” ha ammirato l’opera di Bernardino di Mariotto del 1506 “Madonna con Bambino tra i Santi Francesco d’Assisi, Antonio di Padova, Giovannino ed Angeli musicanti”.
Il Prof. Vittorio Sgarbi è stato accompagnato in questa sua visita alla opere di Simone De Magistris presenti nella nostra città dal Sindaco Sergio Paolucci e dalla Sig.ra Renza Baiocco dell’Ufficio Cultura del nostro Ente.
Ha fatto visita inoltre all’Auditorium Ferdinando Scarfiotti, nella ex chiesa di Sant’Agostino, dove ha potuto ammirare la struttura e lo splendido organo da sala Giovanni Fedeli del 1757, da poco restaurato, rimanendo favorevolmente entusiasta di questo recupero da parte dall’amministrazione comunale.
Nel contesto del nostro Teatro “Bruno Mugellini” ha potuto ammirare la struttura Ottocentesca e il suo sipario dedicato a Minerva restaurato ed inaugurato il giorno 18/11/2006. Nel foyer si è fatto fotografare insieme al nostro Sindaco Sergio Paolucci, al Dott. Domenico Pescetti, alla Dott.ssa Simona Ciasca e alla Sig.ra Renza Baiocco, componenti l’Ufficio Cultura del nostro Ente.
Al Caffé del Teatro il prof. Vittorio Sgarbi ha consumato un piacevole aperitivo con il banco ricco di prelibatezze eno-gastronomiche locali preparate dalla titolare Maria Carloni e da suo figlio Tony Giorgini.
sgarbi-a-potenza-picena-15-4-2007-43Per Potenza Picena è stato sicuramente un grande onore aver avuto la possibilità di ospitare un personaggio della levatura culturale ed artistica del Prof. Vittorio Sgarbi, che ha saputo valorizzare in questo modo le tre opere d’arte di Simone De Magistris presenti nel nostro territorio, la tavola di Bernadino Di Mariotto, l’Auditorium “F. Scarfiotti” ed il suo organo Fedeli, il Teatro Mugellini e il sipario dedicato a Minerva.
Ci si augura che possa di nuovo ritornare a Potenza Picena perché la sua presenza è sempre un grande evento da poter ricordare, magari per fargli ammirare la grande tela “Il Calvario”, inizi sec. XVIII di autore ignoto che è stata prelevata dal Monastero delle Clarisse di Potenza Picena e portata nei locali della nostra Pinacoteca il giorno 29 Settembre 2016. Il suo giudizio critico su quest’opera d’arte sarebbe sicuramente molto importante e qualificante.
Le foto che pubblichiamo in questo articolo, ci sono state messe gentilmente a disposizione da parte del giornalista Nico Coppari, che ringraziamo di cuore.

pdficon_large Filo News – Anno I° – Aprile 2007 n. 13

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Quadro San Nicola da Tolentino intercede per le anime del Purgatorio. Foto di Sergio Ceccotti.

A cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri
Tra le opere d’arte presenti nel contesto dell’Auditorium “Ferdinando Scarfiotti”, nella ex chiesa di Sant’Agostino, dal 2007 troviamo la pala d’altare raffigurante “San Nicola da Tolentino intercede per le anime del Purgatorio” olio su tela inizi Sec. XVII, attribuito alla Scuola di Cristoforo Roncalli, detto il Pomarancio (Pomarance 1552 – Roma 1626).
L’opera in oggetto è stata restaurata nel 1972 a cura della Soprintendenza alle Gallerie delle Marche di Urbino, grazie all’interessamento iniziale del Sindaco di Potenza Picena, Avv. Silvano Mazzoni.
Nel 2003 il Comitato VII Centenario San Nicola da Tolentino ha richiesto l’opera di Potenza Picena per una mostra sul Santo.
Per quanto riguarda il Santo a cui è dedicata la pala, individuato in San Nicola da Tolentino, è chiaro a tutti che la sua raffigurazione non è sicuramente nello stile iconografico del Santo, sempre dipinto minuto, senza barba e mai a torso nudo. Secondo Filippo Bruti Liberati che ne parla nella sua Terza Lettera sopra Monte Santo, scritta nel 1840 in occasione del matrimonio del Conte Paolo Emilio Carradori e di Vittoria Perozzi, rappresentava in origine “San Girolamo semi-nudo al quale il Biancolini tolse dalla destra il sasso ed aggiunse nell’intero quadro molti accessori, affinché indicasse San Nicola di Tolentino”, Santo dell’ordine degli Agostiniani, nato a Sant’Angelo in Pontano nel 1245 e morto a Tolentino nel 1305. L’opera secondo il Bruti liberati è attribuibile al Pomarancio. Secondo Carlo Cenerelli Campana nella sua “Istoria dell’antica città di Potenza rediviva in Montesanto”, del 1852 l’autore doveva essere invece Carlo Maratta e raffigurava “San Nicola di Tolentino nell’atto di flagellarsi”.

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Particolari del quadro San Nicola da Tolentino intercede per le anime del Purgatorio. Foto di Sergio Ceccotti.

Anche secondo Norberto Mancini su “Visioni Potentine” del 1958 il quadro è opera del Maratta. L’intervento di Benedetto Biancolini, pittore che ha operato a Monte Santo anche se nativo di Ascoli Piceno, ha adattato la tela alle dimensioni dei nuovi altari laterali della Chiesa di Sant’Agostino, aggiungendo una lunetta in alto e facendo un’aggiunta in basso, portando le dimensioni complessive della tela a cm 340 x cm 180. Si può anche notare una firma “Pomarance” sulla sinistra, in basso, che non dovrebbe essere originale, ma aggiunta dal Biancolini.
Quando l’opera d’arte è stata sottoposta ad un accurato intervento di restauro a cura della Soprintendenza di Urbino e restituita il giorno 27/7/1972 al Sindaco di Potenza Picena Alberto Rosciani, viene definita “San Pietro che libera le anime del Purgatorio” del Pomarancio.
Nel 1998 secondo la Dott.ssa Claudia Caldari, Direttrice Storica dell’Arte della Soprintendenza di Urbino, l’autore della tela è Cristoforo Roncalli. Nel libro “San Nicola da Tolentino e le Marche, culto e arte” a cura di Roberto Tollo e Elena Bisacci, pubblicato nel 1999, risulta al suo interno anche la scheda riferita all’opera di Potenza Picena e la Dott.ssa Chiappini Di Sorio afferma che l’autore, a suo parere, potrebbe essere il fratello del Pomarancio, Donato Roncalli.

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Firma Pomarance sul quadro San Nicola da Tolentino intercede per le anime del Purgatorio. Foto di Sergio Ceccotti.

Anche secondo questa studiosa “inconsueta risulta sul piano iconografico la raffigurazione di San Nicola da Tolentino”. Secondo infine il Dott. Roberto Domenichini, nostro concittadino ed attualmente Direttore dell’Archivio di Stato di Pesaro, gli autori potrebbero essere degli allievi del Pomarancio, ed esattamente il recanatese Pietro Paolo Giacometti e l’umbro Giovanni Antonio Scaramuccia.
La storia della pala dedicata a San Nicola da Tolentino di Potenza Picena è molto bella ed affascinante e siamo convinti sia giusto che tutti la possono conoscere ed apprezzare.

Riferimenti bibliografici:
1. Terza Lettera sopra Monte Santo di Filippo Bruti Liberati, 1840, Ripatransone.
2. Istoria dell’antica città di Potenza rediviva in Montesanto di Carlo Cenerelli Campana, 1852, Ripatransone
3. Visioni Potentine di Norberto Mancini, 1958, Fermo.
4. San Nicola da Tolentino e le Marche, culto e arte a cura di Renato Tollo ed Elena Bisacci, 1999, Tolentino
5. Monte Santo, itinerari storico-artistici del Comune di Potenza Picena – curatore Duilio Corona, 1998, Pollenza.

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La Maddalena ai piedi della croce – sec. XVIII Pietro Tedeschi (opera firmata) foto luigi anzalone

La scelta di riportare all’interno dei locali dell’Auditorium “Ferdinando Scarfiotti”, nella ex-chiesa di Sant’Agostino, tutte le sei pale d’altare, ricollocandole al loro originario posto dove sono state per oltre 2 secoli, è stata molto importante ed appropriata.
Dal 27 settembre del 1980 queste opere d’arte si trovavano all’interno dei locali di via Trento dove quel giorno è stata inaugurata la Pinacoteca (insieme alla Biblioteca Comunale), poi successivamente intitolata al pittore Benedetto Biancolini che ha lavorato a Monte Santo, anche se nativo di Ascoli Piceno.
Le sei pale d’altare, di dimensioni notevoli (cm 340×180) erano state collocate all’interno di piccole stanze ed il visitatore era costretto ad ammirarle ad una distanza di pochi metri. Troppo vicine ed in questo modo si perdeva sicuramente molto del fascino e della loro bellezza.
Queste pale d’altare sono nate per essere posizionate negli altari laterali ed in quello centrale della Chiesa di Sant’Agostino e solo in questo naturale contesto si possono con maggiore efficacia ammirare ed apprezzare.
Inoltre tutti i soggetti dei quadri hanno a che fare con questa chiesa e con i santi dell’ordine degli Agostiniani. L’idea di poter creare all’interno della Chiesa di Sant’Agostino una “pinacoteca naturale” è molto vecchia, risale addirittura al 1974 quando era Sindaco il Prof. Gabriele Nocelli e si è potuta concretizzare solo nel 2007, grazie alla lungimiranza del Sindaco Sergio Paolucci, con l’approvazione del Dott. Gabriele Barucca della Soprintendenza di Urbino. Tutte le fasi di trasferimento delle opere d’arte dalla Pinacoteca comunale all’Auditorium “Ferdinando Scarfiotti” sono state seguite con competenza e professionalità dalla Dott.ssa Simona Ciasca, Economo Comunale di Potenza Picena.

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San Nicola da Tolentino che intercede per le anime del Purgatorio

In occasione del trasferimento delle 6 pale d’altare, si è anche provveduto al restauro di 3 di queste tele, ed in particolare quelle che necessitavano maggiormente di un intervento di consolidamento. Il compito del delicato restauro è stato affidato dal nostro comune alla ditta Kriterion di Bologna, responsabile la Dott.ssa Francesca Rabbi, che già in precedenza aveva provveduto al restauro ed alla sua ricollocazione nel contesto del Teatro “Bruno Mugellini” dell’antico sipario dedicato a Minerva ed inaugurato il giorno 18 novembre del 2006.
L’intervento di restauro ha riguardato la “Maddalena ai piedi della Croce” di Pietro Tedeschi del Sec. XVIII, la “Vergine del Rosario” attribuita ai fratelli Ricci di Fermo del Sec. XVIII e la “Madonna col Bambino ed i Santi Monica e Agostino”, sempre del Sec. XVIII di autore ignoto, per una spesa complessiva di € 22.423,33, iva inclusa.
Insieme a queste 3 pale d’altare restaurate sono state ricollocate a loro posto inoltre il “San Nicola” da Tolentino che intercede per le anime del “Purgatorio” degli inizi del Sec. XVII della scuola di Cristoforo Roncalli detto “Il Pomarancio” (opera che era già stata restaurata nel 1972 ad Urbino), la “Vergine col Bambino, Santa Chiara, il Beato Antonio da Amandola, San Clemente da Osimo e Sant’Agostino” Sec. XVIII, il “Miracolo del pozzo” Sec. XVIII, gli ultimi due di autore ignoto.
Successivamente sono state ricollocate all’interno della ex-chiesa altre due opere, la “Maddalena” e “Sant’Agostino” Sec. XVIII di autore ignoto.
Anche queste due tele erano state restaurate negli anni scorsi. Infine è stata collocata sul soppalco (anche se inizialmente era prevista nella Sagrestia della ex-chiesa), la famosa tavola di Bernardino di Mariotto del 1506 “Madonna col Bambino tra i santi Francesco, Antonio di Padova e Giovannino ed Angeli Musicanti”.

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Vergine del Rosario – Sec. XVIII

L’Auditorium “Ferdinando Scarfiotti” infine dal giorno 31 agosto 2006 si è arricchito della presenza dell’organo da sala Giovanni Fedeli del 1757 restaurato da Michel Formentelli di Camerino. Successivamente l’Auditorium è stato visitato dal Prof. Vittorio Sgarbi.
In questo modo la ex-chiesa di Sant’Agostino oggi Auditorium intitolato a Ferdinando Scarfiotti, scenografo nato a Potenza Picena il 6/3/1941 e morto a Los Angelese il 30/4/1994, premio Oscar del film “L’ultimo imperatore” di Bernardo Bertolucci, può e deve essere considerato a tutti gli effetti una “pinacoteca naturale” della nostra città e per questo fatta conoscere e valorizzare in ogni modo ed occasione, come è avvenuto nei giorni 3 e 4 settembre 2016 durante le due giornate della “Notte magica della fotografia®” promossa da Enzo Romagnoli, che hanno richiamato nella nostra città tantissimi appassionati di fotografia da tutta l’Italia.

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A cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri

Organo da sala Giovanni Fedeli del 1757. Foto Sergio Ceccotti.

Organo da sala Giovanni Fedeli del 1757. Foto Sergio Ceccotti.

Potenza Picena possiede all’interno del suo patrimonio artistico uno straordinario organo da sala Giovanni Fedeli del 1757.
L’organo in oggetto nel passato si trovava nella cantoria della Chiesa di Sant’Agostino di Potenza Picena ed era stato abbandonato al suo destino, come era successo per l’intero complesso degli Agostiniani. L’importanza di tale organo è stata sempre messa in risalto dal fotografo Bruno Grandinetti, ma solo il 10/7/1997, quando gli studiosi Paolo Peretti e Fabio Quarchioni hanno individuato l’autore dello strumento e l’anno di costruzione dietro alla canna centrale, la sua importanza storica e strumentale è risultata evidente.
Dalle loro ricerche è emerso che l’organo proveniva dal Monastero delle Clarisse locali che lo avevano acquistato nel 1766 dai conti Compagnoni Marefoschi.
Questa nobile famiglia santese, famosa per il suo mecenatismo in campo musicale, dovrebbe averlo commissionato al costruttore Giovanni Fedeli della Rocchetta di Camerino, l’attuale Corgneto di Serravalle di Chienti, nato il 22/10/1711 e morto il 26/4/1782, per tenerlo nel loro palazzo nobiliare di Via Silvio Pellico, dove si trova il Teatro “Aurora”, all’epoca salone dei ricevimenti e delle feste della famiglia.
Dopo che l’Amministrazione Comunale, guidata all’epoca dal Sindaco Mario Morgoni, ha avviato il recupero della Chiesa di Sant’Agostino, per una spesa complessiva di lire 1.150.000.000, anche il restauro di questo straordinario strumento del Settecento è rientrato nell’ambizioso progetto.
Il lavoro è stato affidato successivamente dal Sindaco Sergio Paolucci al restauratore di Camerino Michel Formentelli, per un importo di Euro 53.217 + IVA (il Comune ha potuto anche usufruire di un contributo da parte della Fondazione Carima di Euro 25.000). Il restauro è stato presentato alla popolazione di Potenza Picena il giorno 31 agosto del 2006, alle ore 16,00 alla presenza del restauratore Michel Formentelli, dell’Ispettore Onorario della Soprintendenza di Urbino, il M° Mauro Ferrante, degli studiosi Paolo Peretti e Fabio Quarchioni.

Organo da sala Giovanni Fedeli del 1757. Foto Sergio Ceccotti.

Interno Auditorium F. Scarfiotti. Foto Sergio Ceccotti.

Hanno suonato lo strumento restaurato i Maestri Mauro Ferrante e F. Muñoz (Spagna).
È stata sicuramente una giornata memorabile per la comunità di Potenza Picena che è ritornata in possesso di questo straordinario strumento del 1757, riascoltando a distanza di tanti anni di silenzio forzato, la sua meravigliosa melodia.
Ancora una volta un sogno di Bruno Grandinetti, il restauro dell’antico organo della Chiesa di Sant’Agostino, si è realizzato anche grazie alla sua perseveranza.
Questo articolo viene arricchito da un servizio fotografico curato con molta professionalità da Sergio Ceccotti, che ringraziamo.

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A cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri

Tavola di Bernardino di Mariotto, del 1506. Foto di Sergio Ceccotti.

Tavola di Bernardino di Mariotto, del 1506. Foto di Sergio Ceccotti.

Potenza Picena, l’antica Monte Santo, che poteva vantare nel 1883 in tutto il territorio comunale ben 27 luoghi di culto tra chiese, cappelline private ed oratori, ancora oggi conserva molte opere d’arte che arricchivano questi luoghi, tra cui una delle più significative ed importanti è sicuramente la tavola di Bernardino di Mariotto del 1506 “Madonna col Bambino tra i Santi Francesco, Antonio di Padova, Giovannino ed Angeli musicanti”. Gli angeli suonano un liuto, un cembalo, un’arpa ed una viella, antenato del violino.
L’opera d’arte si conserva attualmente sul soppalco del foyer dell’Auditorium “Ferdinando Scarfiotti”, nella ex-chiesa di Sant’Agostino nel capoluogo. La tavola centinata di Bernardino di Mariotto dello Stagno, nato a Perugia verso il 1478 e morto nella stessa città nel 1566, è stata commissionata al pittore dalla famiglia di Vanna Forti del luogo per onorare la memoria del marito Nicolò Antonelli ed è stata collocata fin dall’inizio nel contesto di una delle cappelle laterali della Chiesa di Sant’Antonio di Padova del Convento dei Frati Minori di Potenza Picena.
Nel 1907 la tavola era stata venduta illegalmente dai frati e portata dal nuovo acquirente romano, il Prof. Paolo Paolini, a Firenze per il suo restauro. Recuperata dall’autorità giudiziaria è stata riportata a Potenza Picena e consegnata definitivamente al nostro comune, che l’ha conservata per tantissimi anni nella Sala del Consiglio Comunale, nel Palazzo Municipale.
A Firenze, presso le Regie Gallerie, è stata sottoposta ad un piccolo intervento di restauro da parte del pittore Giuseppe Parrini. Nel 2003 è stata smontata, restaurata da Isidoro Bacchiocca di Urbino nel 2004 e collocata all’interno della Pinacoteca Comunale “Benedetto Biancolini” di Via Trento, dove è rimasta per pochi anni, per poi essere trasferita nel 2010 presso l’Auditorium “Ferdinando Scarfiotti”, dove si trova attualmente. Quindi una storia gloriosa e tormentata, quella della tavola di Bernardino di Mariotto del 1506 di Potenza Picena.

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Particolare della tavola di Bernardino di Mariotto, del 1506. Foto di Sergio Ceccotti.

Nel 2006, dal 25 marzo al 26 agosto, doveva essere esposta a San Severino Marche nel contesto della mostra “I pittori del Rinascimento a Sanseverino, Bernardino di Mariotto, Luca Signorelli, Pinturicchio” a cura di Vittorio Sgarbi. Per motivi tecnici, il trasferimento dell’opera non si è potuto concretizzare, in quanto il trasporto poteva mettere a rischio l’incolumità della tavola. L’opera è stata comunque inserita nel catalogo della mostra.
Il Dott. Raoul Paciaroni di San Severino Marche, storico e studioso, uno dei massimi conoscitori dell’opera di Bernardino di Mariotto ha portato a termine una ricerca sulla tavola di Potenza Picena, lavoro pubblicato sul numero 71 della rivista “Studia Picena” del 2006.
Da noi contattato, ci ha autorizzati a pubblicare il suo interessantissimo lavoro, stessa disponibilità abbiamo trovato nel Direttore della rivista, il Prof. padre Giuseppe Avarucci.
La pubblicazione di questo lavoro sulla tavola di Bernardino di Mariotto di Potenza Picena quindi è possibile solo grazie alla loro disponibilità e noi, a nome dell’intera città di Potenza Picena, li ringraziamo di cuore.
Le foto sono state scattate con molta professionalità da Sergio Ceccotti.

  • pdficon_large Raoul Paciaroni.pdf – Articolo di Raoul Paciaroni “Un dipinto poco noto di Bernardino di Mariotto a Potenza Picena”. – Tratto da “Studia Picena” n. 71 del 2006.

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Tavola di Bernardino di Mariotto

All’interno dell’Auditorium “Ferdinando Scarfiotti”, nella ex-chiesa di S. Agostino, da diversi anni è stata collocata sul soppalco del foyer la tavola a tempera di Bernardino di Mariotto di Perugia del 1506 “Madonna col Bambino tra i Santi Francesco, Antonio di Padova, Giovannino ed Angeli musicanti” proveniente dai locali della Pinacoteca Civica “Benedetto Biancolini” di Via Trento, spostata da questa struttura in quanto dal tetto penetrava l’acqua.
Ora finalmente il tetto della Pinacoteca Civica è stato sistemato dall’impresa edile dei F.lli Clementoni di Potenza Picena, Massimo e Gianfranco. Piove invece all’interno del foyer dell’Auditorium “Ferdinando Scarfiotti” dove si trova attualmente la tavola.
Il Comune è stato informato di questa grave situazione dopo che l’acqua pluviale si è manifestata in maniera molto evidente all’interno del foyer della struttura il giorno 23 marzo 2016, in conseguenza di una pioggia intensa e prolungata per tutta la notte e la giornata.
Il muratore della ditta Clementoni, incaricato dal Comune di effettuare un soprallugo sopra il tetto del foyer, il giorno lunedì 4 aprile 2016 ha potuto riscontrare un distacco tra il tetto e il muro principale della Chiesa di S. Agostino, dovuto all’assestamento del manufatto dopo oltre 10 anni dalla sua sistemazione.
È stato fatto un preventivo di spesa che prevede la collocazione di una corsalina di rame a protezione del tetto del foyer per un importo complessivo di euro 1830 (iva compresa).
La tavola di Bernardino di Mariotto purtroppo si trova collocata vicino alla zona dove potrebbe di nuovo penetrare l’acqua pluviale dal tetto e quindi in attesa di poter eseguire i lavori sarebbe il caso o di proteggerla o addirittura di spostarla dall’attuale collocazione.
Quest’importante opera di Bernardino di Mariotto del 1506 ha avuto nel corso dei secoli una storia molto travagliata. Commissionata al pittore di Perugia dalla Signora Vanna Forti di Monte Santo per onorare la memoria di suo marito Nicola Antonelli, è stata sempre collocata all’interno della Chiesa di S. Antonio dei Frati Minori di Potenza Picena. Nel 1907 era stata addirittura venduta illegalmente dai frati e si trovava a Firenze, dove è stata anche restaurata da Giuseppe Parrini.
Ritornata a Potenza Picena per decisione dell’Autorità Giudiziaria nel 1908, è stata prelevata dal nostro comune e collocata all’interno della Sala del Consiglio Comunale, nel palazzo Municipale, dove è rimasta fino al 2003 quando è stata portata nei locali della Pinacoteca Civica.

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Auditorium Ferdinando Scarfiotti.

Nel 2004 è stata sottoposta ad un intervento di consolidamento della pellicola pittorica da parte del restauratore Isidoro Bacchiocca di Urbino. Nel 2006 la tavola di Potenza Picena doveva essere esposta a San Severino Marche nel contesto della mostra su Bernardino di Mariotto. L’opera d’arte, pur inserita nel catalogo della mostra, non è stata portata a San Severino Marche per motivi tecnici, cioè era pericoloso trasportarla. Nel 2010 è stata sistemata definitivamente nel soppalco del foyer dell’Auditorium “Ferdinando Scarfiotti”.
A questo punto dovrà subire di nuovo uno spostamento, oppure potrà ancora rimanere all’interno dei questa struttura in sicurezza?
Evidentemente questa importante opera d’arte, orgoglio della nostra comunità, non ha pace.

Notizie storiche tratte da “Un dipinto poco noto di Bernardino di Mariotto a Potenza Picena” a cura di Raoul Paciaroni, Studia Picena LXXI, 2006.

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