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Posts Tagged ‘auditoriun scarfiotti’

A cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri

Pala d’altare Sant’Andrea Avellino dinanzi a Gesù Cristo Risorto – sec. XVIII – Chiesa di S. Francesco

Grazie al prof. Claudio Caproli di Mogliano, che ha pubblicato nel mese di luglio 2021 un libro su Sant’Andrea Avellino, nel V centenario della nascita (1521-2021), culto e pietà popolare nel maceratese, con analisi iconografica ed iconologica di Isabella Crucianelli, siamo venuti a conoscenza di due importanti opere d’arte che hanno come soggetto principale proprio Sant’Andrea Avellino presenti nella nostra città, che dovrebbero risalire tutti e due al Settecento.

La più importante e grande si trova all’interno della chiesa di san Francesco, un tempo chiesa del Convento dei frati Conventuali ed è collocata su uno degli altari laterali della chiesa. E’ un’opera molto bella, negli anni passati è stata sottoposta ad un attento restauro in un laboratorio di Bologna e raffigura Sant’Andrea Avellino mentre cade sorretto da un chierichetto, davanti all’altare.

Il secondo quadro è di proprietà comunale, si trova nel deposito della chiesa di Sant’Agostino, oggi Auditorium “F. Scarfiotti” ed è un quadro molto più piccolo di quello della chiesa di San Francesco, ma il soggetto è molto similare, rappresenta, infatti la morte del Santo durante la celebrazione della messa. Il corpo esanime è sostenuto dal chierico mentre in alto, sotto un fascio di luce, sospesa tra le nuvole, è dipinta la Madonna che schiaccia con il piede la testa del serpente. Il quadro è in buone condizioni di conservazione.

Nel libro di Claudio Caproli veniamo a conoscenza anche della biografia di Sant’Andrea Avellino, nato a Castronuovo, un piccolo paese della Diocesi di Anglona-Tursi, allora provincia di Lucania nel Regno di Napoli, il giorno 20/08/1521 da Giovanni Avellino e da Margherita Appella (Apelli), primogenito di due fratelli. Al battesimo gli fu dato il nome di Lancellotto. Entrato nell’Ordine dei Padri Teatini, morì il giorno 10 novembre 1608 nella chiesa di San Paolo Maggiore a Napoli durante la messa, quando all’improvviso fu colpito da un colpo apoplettico. Fu subito soccorso dall’assistente e poi portato in canonica dove morì. Dopo la sua morte “a seguito del fervore, dell’entusiasmo e della sentita e partecipata devozione del popolo, dei nobili, dei signori e di tutti gli ecclesiastici, del clamore popolare sulle virtù ed i miracoli di padre Andrea”, iniziarono presto i processi informativi sulla sua vita. Il 31 agosto 1624, a sedici anni dalla scomparsa, la Sacra Congregazione dei Riti del Vaticano emise il Decreto di Beatificazione, il 10 giugno del 1625 Papa Urbano VIII dichiarò solennemente Beato Andrea Avellino ed infine Papa Clemente XI lo proclamò Santo il 22 maggio del 1712.

Il 25 giugno del 1860 il Beato Pio IX lo affermò “Avvocato della Buona Morte”. La festa liturgica di Sant’Andrea Avellino ricorre il 10 novembre, giorno della sua nascita in Cielo.

Quadro Morte di Sant’Andrea Avellino – sec. XVIII – Auditorium F. Scarfiotti

Sant’Andrea Avellino è patrono, insieme a Sant’Alfonso Maria Liguori ed altri Santi, di avvocati e di uomini di legge; è protettore dei paralitici, dei malati di cuore, di ictus cerebrale e di coloro che sono morti di morte improvvisa in qualsiasi modo avvenga.

Le sacre spoglie sono venerate nella Basilica di San Paolo Maggiore a Napoli.

Grazie al libro del prof. Claudio Caproli abbiamo avuto la possibilità di conoscere Sant’Andrea Avellino e valorizzare i due quadri che lo raffigurano presenti a Potenza Picena.

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A cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri.

Vergine del Rosario – Sec. XVIII – Attrib. Natale Ricci di Fermo – foto luigi anzalone

All’interno della ex chiesa di Sant’Agostino di Potenza Picena, oggi Auditorium “Ferdinando Scarfiotti”, si trova un altare (il primo a sinistra, vicino all’abisde) dedicato alla Madonna del Rosario.

In quest’altare c’è una bellissima tela (cm. 340 x cm.180) attribuita a Natale Ricci di Fermo, del sec. XVIII, restaurata nel 2007 dalla ditta Kriterion di Bologna, responsabile la dott.ssa Francesca Rabbi.

La pala è stata chiamata semplicemente la “Madonna del Rosario”, ma crediamo sia opportuno analizzarla attentamente per comprendere il valore dell’opera non solo da un punto di vista artistico, ma anche religioso.

Troviamo al centro la Vergine Maria con il Bambino, circondata da molti Angeli e Santi. Il Bambino porge il rosario a Santa Caterina da Siena, mentre la Madonna porge il rosario al monaco fondatore della festività della Madonna del Rosario, San Domenico. Sulla testa sia della Madonna che del Bambino è presente una bella corona metallica, probabilmente argentata. In basso troviamo due angioletti, uno accarezza un cane mentre l’altro sostiene un cesto di rose. In alto sulla tela ci sono scene religiose che rappresentano i cinque misteri gaudiosi.

La festa della Madonna del Rosario è stata istituita dal Pontefice Pio V nel 1571 e si celebra solennemente il giorno 7 ottobre di ogni anno. Gli Agostiniani di Potenza Picena erano soliti, per questa festa, fare una solenne processione per le vie del paese, come ci ricorda Carlo Cenerelli Campana nel suo libro del 1852 sulla storia di Monte Santo.

Macchina processionale Madonna del Rosario

In questa circostanza gli agostiniani portavano in processione la macchina processionale dedicata alla Madonna del Rosario, che oggi si trova nel soppalco del foyer dell’Auditorium Scarfiotti. Questa macchina processionale, molto bella e suggestiva, ha una struttura in legno intagliato, che nella parte inferiore, in un cartiglio evidenzia la scritta “Succurre Miseri”. Il baldacchino ha due fori nella parte inferiore utilizzati per portare l’immagine in processione. Al centro, infatti, si trova una piccola tela (cm. 93x cm.71) raffigurante la Madonna del Rosario, dove troviamo la Madonna con il Bambino, figure gradevoli specialmente nei volti rosei, porcellanati, delineati con grazia. La Madonna ha al collo un rosario vero di ottone, antico, con saldature a mano. Sulla testa sia della Madonna che del Bambino è collocata una corona metallica, di fine manifattura, probabilmente bagnata d’argento.

Questa bella macchina processionale fino ad oggi non è stata mai collegata alla Madonna del Rosario.

Nel contesto della chiesa di Sant’Agostino inoltre sono stati trovati degli ex voto, sicuramente dedicati alla Madonna del Rosario, tre in totale. Due di questi oggi si trovano all’interno dei locali della Pinacoteca Comunale “Benedetto Biancolini”, uno del 1925 di Vittorio Ciarrocca, con un anello ed un santino della Madonna del Rosario di Pompei ed un altro del 1930 di Luigia Domenichini. Un terzo ex voto era dedicato ad un bambino, Giuseppe Fontinovo, ma purtroppo non si trova più.

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A cura di Paolo Onofri.

Statua lignea di S. Nicola di Tolentino

Il Comune di Potenza Picena ha inserito sul portale Art Bonus il progetto di restauro della statua lignea di San Nicola di Tolentino del 1729 a seguito della delibera di Giunta Comunale n. 90 del 5/7/2021.

Il progetto di restauro, che prevede una spesa complessiva di €1.642,64 + I.V.A, è stato redatto da Paolo Pallotto di Potenza Picena ed approvato dalla Soprintendenza di Ancona in data 24/06/20211.
Il restauratore Paolo Pallotto nel 2020 ha portato a termine positivamente per il Comune di Potenza Picena il restauro della statua lignea della Madonna col Bambino ed Angeli del sec. XVI e di n.3 inginocchiatoi dei sec. XVIII e XIX.

Il restauro della statua lignea di San Nicola di Tolentino del 1729 va ad aggiungersi ad altri progetti Art Bonus del nostro Comune: il restauro della Fonte di Galiziano del sec. XV, il restauro del quadro di Santa Apollonia del sec. XVIII e quello delle due ante del Teatro “Bruno Mugellini” del 1862. I primi progetti Art Bonus che il nostro comune ha inserito nel portale e che hanno avuto un buon riscontro tra i mecenati sono stati quello delle 10 statue lignee degli Apostoli del sec. XVII e quello degli antifonali dei secc. XVI e XVII (ne sono stati finanziati tre su quattro, rimane ancora da finanziare l’antifonale del sec. XVII, Antifonale proprio dei Santi e Comune dei Santi, per un importo complessivo di €2.091,57).
La statua di San Nicola di Tolentino, risalente al 1729, era in origine collocata all’interno della chiesa di Sant’Agostino, oggi Auditorium “Ferdinando Scarfiotti” e si trovava nella nicchia sopra l’altare dedicato al Santo di Tolentino. Dopo il restauro la statua verrà ricollocata di nuovo al suo posto, completando in questo modo tutti gli altari.

Volto della statua di San Nicola di Tolentino

La statua era stata donata agli Agostiniani di Monte Santo nel 1729 dal nobile santese Cav. Tommaso della Torre, molto devoto al Santo di Tolentino, che l’aveva acquistata in Ancona ed aveva persino fatto costruire la nicchia dove collocarla.

Chi fosse interessato a finanziare il restauro dei questa statua lignea di San Nicola da Tolentino o contribuire al restauro di altri progetti inseriti nel portale Art Bonus può rivolgersi all’ Economo Comunale Dott.ssa Simona Ciasca (0733/679212 o simona.ciasca@comune.potenza-picena.mc.it) , potendo usufruire anche del beneficio previsto dalla legge Art Bonus (www.artbonus.gov.it) che prevede una detrazione fiscale del 65%, diluita in tre anni (legge 29.7.2014 n. 106 – conversione del d.l. 31.5.2014 n. 83).

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Facciate della Chiesa di S. Agostino in una foto degli anni 60 del Novecento. Foto Bruno Grandinetti.

L’Auditorium “Ferdinando Scarfiotti” di Potenza Picena è stato inaugurato il giorno 19 dicembre 2004 ed i lavori effettuati nella struttura sono costati complessivamente 2 miliardi e 150 milioni delle vecchie lire.

Per la notevole presenza di piccioni i tetti dell’Auditorium vengono sommersi dagli escrementi di questi animali, che sono molto acidi e corrosivi.

Questi escrementi ostruiscono i canali di scorrimento delle acque pluviali dell’Auditorium: inizialmente il problema ha riguardato solo il canale che dà verso il parcheggio di Via Silvio Pellico ed in questo caso la pulizia è stata fatta con facilità dagli operai comunali, in quanto il canale si trova a poca altezza, da un anno e mezzo è intasato il canale di scorrimento delle acque pluviali che dà dalla parte di Corso Vittorio Emanuele II, che è collocato molto in alto e per la sua pulizia bisogna utilizzare una scala aerea. In questo caso visto che il nostro comune non possiede un mezzo che può arrivare a questa altezza, bisognerebbe per forza chiamare una ditta privata attrezzata per questo tipo di intervento.

Nonostante le segnalazioni fatte, nonostante il nostro precedente articolo del mese di novembre 2020, nonostante sia stato anche sollecitato l’intervento dell’assessore ai Lavori Pubblici, Architetto Luisa Isidori, il nostro Ufficio Tecnico Comunale, con il suo responsabile Ing. Dora De Mutiis, ci si ostina a non effettuare l’intervento di pulizia del canale. L’acqua che fuoriesce durante le piogge danneggia la parete dell’Auditorium e la permanenza degli escrementi dei piccioni sul canale in rame prima o poi causerà il suo deterioramento, in quanto materiale acido e corrosivo.

Auditorium Ferdinando Scarfiotti. Foto tratta dal libro “Il fascino della Storia il Respiro del Mare. Potenza Picena” edito dal Comune di Potenza Picena e curato da Renza Baiocco.

Perché i nostri tecnici ed amministratori aspettano ad intervenire sul canale, con il rischio che questo venga danneggiato in maniera irreparabile?

La spesa a quel punto sarebbe molto più elevata, tripla di quella necessaria per la sola pulizia.
Vogliamo fare come è successo all’interno dell’ex Ospedale Civico “Alessandro Bonaccorsi” di Corso Vittorio Emanuele II, dove il mancato intervento sul tetto sfondato della struttura nel 2015, ha poi comportato una spesa doppia oggi, dopo che per 5 anni i piccioni hanno invaso il palazzo del 1737?

Inoltre dal giorno 31 maggio 2021 l’illuminazione esterna dell’Auditorium quella dei faretti a pavimento posti sul sagrato non può essere più utilizzata in quanto accendendola scatta l’interruttore generale, segno di un corto circuito. Il motivo? Il giorno 17 maggio 2019 è scoppiato un faretto a pavimento posto sul sagrato e nessuno in questi due anni ha provveduto a sostituirlo. Intanto l’acqua pluviale entrava al suo interno, danneggiandolo. Quanto tempo ancora dovrà passare prima di poter riutilizzare l’illuminazione esterna dell’Auditorium?

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Di Roberto Domenichini

Presentazione a cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri

La Maddalena ai piedi della croce – sec. XVIII Pietro Tedeschi (opera firmata) foto luigi anzalone

La città di Potenza Picena possiede una delle più importanti opere d’arte del pittore di Pesaro Pietro Tedeschi, che si trova all’interno della ex chiesa di Sant’Agostino, oggi Auditorium “Ferdinando Scarfiotti” e raffigurante la “Maddalena ai piedi della Croce”, inserita in una cornice in scagliola con effetto marmo molto bella. Nel passato la pala ornava l’altare maggiore di questa chiesa degli Agostiniani di Monte Santo, poi, dal giorno 27 settembre 1980, venne esposta all’interno dei locali della Pinacoteca Comunale “Benedetto Biancolini” di Via Trento e successivamente spostata di nuovo presso la ex chiesa di Sant’Agostino; nel 2007 venne restaurata dalla Dott.ssa Francesca Rabbi della Kriterion di Bologna, per una spesa complessiva di Euro 9.360,00.

La venerazione della Maddalena a Monte Santo è stata sempre molto sentita e viva e nel nostro Statuto Comunale del sec. XV viene definita “feconda Governatrice”, cioè protettrice della nostra città, dopo Santo Stefano. La festa della Maddalena a Monte Santo si celebrava ogni anno il giorno 22 di luglio.

Il Dott. Roberto Domenichini, nostro concittadino che abita in Ancona, dal 2014 Direttore dell’Archivio di Stato di Pesaro, il giorno 27 maggio del 2017 è stato tra i promotori di un Convegno Nazionale di studi sul pittore di Pesaro Pietro Tedeschi, artista marchigiano, allievo del Lazzarini, nato nel 1744 e morto a Roma nel 1812, artista poco conosciuto e studiato. Il Dott. Domenichini, oltre che essere stato tra i promotori di questo importante convegno che ha richiamato a Pesaro molti studiosi, ha curato due interventi, oltre che la presentazione: il primo intervento riguarda una ricerca biografica su Pietro Tedeschi, il secondo, per noi di Potenza Picena molto più importante, riguarda uno studio approfondito e meticoloso sul quadro di Pietro Tedeschi presente nella nostra città all’interno della ex chiesa di Sant’Agostino, nel centro storico.

Roberto Domenichini
Dott. Roberto Domenichini

Nel suo articolo riguardante la biografia di Pietro Tedeschi, il dott. Domenichini ci fa sapere la data di nascita del pittore a Pesaro, cioè il 21/05/1744 e che è morto a Roma nella notte tra il giorno 8 ed il 9 agosto 1812, il padre si chiamava Pietro e la madre Elisabetta Menchetti.

Il secondo intervento, invece, è uno straordinario studio sull’opera del Tedeschi dedicata alla “Maddalena ai piedi della croce”, che ci permettere di conoscere finalmente alcuni particolari storici sull’opera, prima mai analizzati dagli studiosi. Viene approfondito lo studio iconografico dell’opera d’arte e determinato il periodo di esecuzione della stessa: secondo Roberto Domenichini il periodo di esecuzione dovrebbe risalire agli anni 1786-1790 circa. Il committente dovrebbe essere stata la famiglia Guarnieri di Monte Santo. Inoltre, in un altro interessante intervento al Convegno di Pesaro, quello di Giacomo Maranesi su “Pietro Tedeschi e i pittori nella Diocesi di Fermo tra Tardobarocco e Classicismo”, veniamo a conoscenza dell’attribuzione di altre due opere d’arte presenti all’interno della ex chiesa di Sant’Agostino di Potenza Picena, prima ignote. Si tratta di due quadri citati nell’inventario della chiesa del 1729 che ornavano l’altare maggiore: il Sant’Agostino Vescovo, attribuito ai fratelli Ubaldo e Natale Ricci di Fermo e Maria Maddalena attribuito al solo Natale Ricci.

Copertina del libro “Pietro Tedeschi
Pesaro 1744 – Roma 1812

Anche per quanto riguarda il quadro della Madonna del Rosario con San Domenico e Santa Caterina da Siena, sempre presente all’interno della ex chiesa di Sant’Agostino di Potenza Picena, citato anche questo nell’inventario della chiesa del 1729, il Maranesi lo attribuisce a Natale Ricci. In precedenza l’opera era stata attribuita ad Alessandro e Filippo Ricci di Fermo.

Tutti gli interventi che ci sono stati nell’ambito del Convegno del 2017 a Pesaro su Pietro Tedeschi sono stati raccolti e pubblicati in un volume monografico dedicato all’artista, finanziato dal Dott. Roberto Domenichini e stampato nel mese di Novembre 2020 dalla Casa Editrice Metauro Editrice srl di Pesaro.
Il libro è possibile consultarlo presso la Biblioteca comunale “Carlo Cenerelli Campana” di Via Trento, oppure richiederlo alla Casa Editrice Metauro srl di Pesaro.

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Auditorium Ferdinando Scarfiotti. Foto tratta dal libro “Il fascino della Storia il Respiro del Mare. Potenza Picena” edito dal Comune di Potenza Picena e curato da Renza Baiocco.

L’Auditorium “Ferdinando Scarfiotti” di Potenza Picena è stato inaugurato il giorno 19 Dicembre del 2004 dal Sindaco Sergio Paolucci, ricavato all’interno della ex chiesa di Sant’Agostino.

La struttura confina con il parcheggio di Via Silvio Pellico ed il Corso Vittorio Emanuele II. La zona è sempre notevolmente invasa dai piccioni, che lasciano i loro escrementi sul tetto dell’Auditorium e del suo Foyer. Con le piogge questi escrementi spesso ostruiscono i canali di scorrimento delle acque pluviali dell’Auditorium e del foyer, sia sul versante dei parcheggi, ed ultimamente anche sul versante di Corso Vittorio Emanuele II.

La mancata pulizia di questi canali ostruiti ha la conseguenza che l’acqua pluviale fuoriesce e bagna i muri sottostanti.

Nel caso del canale che si trova dal lato dei parcheggi di Via Silvio Pellico, l’acqua rientra nel muro interno del foyer dell’Auditorium, creando un grave danno alla parete sottostante. E’ molto evidente la macchia scura che si trova a fianco del ritratto incorniciata del premio Oscar Ferdinando Scarfiotti nel foyer.

Anche il danno che arreca alla parete sia esterna che interna sul versante del Corso Vittorio Emanuele Il è molto grave.

interno s pellico

L’intervento sul canale verso il parcheggio è molto semplice, basta una lunga scala, mentre per quanto riguarda il canale verso il Corso Vittorio Emanuele II, essendo alto, in questo caso è necessaria una scala aerea. Da oltre un anno è stata segnalata questa grave situazione al nostro ufficio tecnico comunale ed anche ai nostri amministratori, ma ad oggi nessun intervento è stato effettuato. L’ultima segnalazione scritta è stata fatta in data 1/10/2020.

Cosa si aspetta ad intervenire?

Danni molto più gravi alla nostra meravigliosa struttura che tutti ci invidiano, che per il suo recupero abbiamo speso la considerevole somma di lire 2.150.000.000 (duemiliardicentocinquantamilioni)?

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