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L'Inizio della fine della Società Ceramica AdriaticaSorta nel 1923 con il nome di “STABILIMENTO MATTONELLE ANTONELLI-TEBALDI”, ebbe un inizio di attività molto difficile, che richiese ingenti capitali per far fronte alle perdite che si verificavano con disarmante regolarità. Ci furono vari tentativi di dare una soluzione definitiva alle frequenti difficoltà economiche, ma, nonostante tutto, nel 1941 venne decisa la chiusura dello stabilimento, che fu posto in liquidazione, vendendo i macchinari che vi si trovavano. Sembrava il malinconico tramonto di una azienda importante e delle speranze di occupazione per tanta gente, ma non fu così. L’anno successivo, infatti, un gruppo di imprenditori tosco-liguri, dimostrando coraggio e fiducia nel futuro, presero lo stabilimento dell’ I.R.I., con l’intenzione di evitarne lo smantellamento e di farlo tornare operativo, nonostante le pessime condizioni in cui si trovava. Il lodevole intendo, però, trovò sul suo cammino le difficoltà relative alla seconda guerra mondiale, che videro la fabbrica requisita prima dall’Aeronautica Militare Italiana, poi dalle forze repubblichine, successivamente dalle forze alleate ed infine dai soldati polacchi, che lo restituirono alla fine del 1946. Le profonde ferite del terribile conflitto mondiale non scoraggiarono quel gruppo di industriali tosco-liguri di cui si è detto sopra; con grande impegno, sia professionale che finanziario, essi ricostruirono lo stabilimento, che riprese a funzionare nell’agosto 1947. Da allora e per molti anni la Società Ceramica Adriatica ha conosciuto un costante sviluppo industriale che l’ha portata ad essere una delle migliori d’Europa nel suo campo produttivo e che ha dato lavoro a parecchie centinaia di persone. Tale successo imprenditoriale ha visto come maggiore protagonista il Comm. EUGENIO QUAGLIA, presidente ed amministratore della S.C.A.: uomo di grandi doti: di illuminata imprenditoria e di sensibilità umana. Oltre che per i suoi successi industriali, seppe distinguersi per iniziative di carattere sociale, tra le quali la realizzazione di un asilo nido e di un doposcuola a Porto Potenza Picena, una colonia montana a Penna San Giovanni, il tutto per accogliere ed assistere i figli dei dipendenti della sua azienda. Nel 1958 ad EUGENIO QUAGLIA il Presidente della Repubblica conferì il titolo di Cavaliere al Merito del Lavoro, onorificenza meritata con una professionalità davvero notevole. La posizione di prestigio della S.C.A. nel campo nazionale ed internazionale durò per altro tempo, poi venne progressivamente perduta per l’affermarsi di aziende concorrenti. Nella storia locale, però, l’attività di questo stabilimento ha lasciato un’impronta indelebile e ad esso il ricordo della popolazione corre ancora con sincera gratitudine.
Queste foto, risalenti al 2010, purtroppo, per tanti porto potentini, sono il boccone amaro dell’abbandono. Ora lo spazio della S.C.A. ……… alla nuova Eco-Città.

Notizie Storiche tratte dal libro “Visioni Potentine” di Norberto Mancini del 1958.
Le foto sono state esposte nell’ambito della “Notte Magica della Fotografia®” organizzata a Potenza Picena nei giorni 3 e 4 settembre 2016 da Enzo Romagnoli, nel contesto dei locali della Biblioteca Comunale “Carlo Cenerelli Campana” di Via Trento.

BRUNO BELARDINELLI

foto-di-brunoBruno Belardinelli vive a Potenza Picena, e fin da giovane ha coltivato la passione per la fotografia, collaborando con le varie realtà potentine del momento e continuando, oggi, come attivo collaboratore del Fotoclub Potenza Picena di cui è stato anche uno dei membri fondatori.

L’amore per la fotografia lo ha portato ad applicare i vari processi manuali di sviluppo del rullino, di stampa del negativo e poi di ripresa fotografica. Attualmente, nel mondo digitale, contribuisce con la sua passione a far crescere il movimento fotografico locale.

Dedicato al pubblico, questo è il suo secondo lavoro, dopo la mostra fotografica “VIETNAM TODAY” del settembre 2012.

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