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Posts Tagged ‘bruno grandinetti’

Copertina guidaNel mese di ottobre del 1998 la tipografia San Giuseppe di Pollenza ha finito di stampare in 5.000 copie la prima guida storico-artistica di Potenza Picena, dal titolo molto significativo “Monte Santo”.

Il curatore di questa guida è stato Duilio Corona, nato a Isola Del Liri (Frosinone) il giorno 21/6/1964. I testi sono a cura di Roberto Domenichini, attualmente Direttore dell’Archivio di Stato di Pesaro, di Duilio Corona e di Moreno Campetella, mentre le foto sono state fornite da Bruno Grandinetti.

Il lavoro è stato commissionato dall’Amministrazione Comunale di Potenza Picena, all’epoca guidata dal Sindaco Mario Morgoni ed Assessore al Turismo era Antonino Bedini ed è costato la somma di lire 18.700.000 (IVA compresa) per la stampa e di lire 6.000.000 come compenso al curatore.

È un lavoro molto completo, i cui testi hanno un notevole rigore storico. Tra gli sponsors dell’iniziativa troviamo la ditta GMA Grandinetti srl di Porto Potenza Picena e la Mectherm di Potenza Picena. Oggi, a distanza di 20 anni, questa guida storico-artistica di Potenza Picena è oramai introvabile e sarebbe opportuno ristamparla di nuovo, apportando le necessarie integrazioni documentarie e fotografiche.

Il curatore di questa bella guida è morto a Potenza Picena il giorno 19/3/2005, all’età di soli 40 anni. Questo articolo è dedicato a lui, che nonostante non fosse di Potenza Picena, ha molto amato la nostra città.

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A cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri

Porta MarinaLa porta più importante di ingresso al Centro storico di Potenza Picena era sicuramente quella di Porta Girola o Marina e si trovava nel quartiere di San Paolo, vicino alla chiesa della Madonna della Neve e al campo del gioco del pallone col bracciale, oggi Largo Giuseppe Asciutti.

Era sormontata da “merli a coda di rondine” ed è stata demolita nel mese di dicembre del 1950. Fu infatti il Consiglio Comunale del giorno 8/12/1950, Sindaco Antonio Carestia, con voto unanime a deliberare la spesa di lire 1.080.000, su progetto dell’ ufficio Tecnico Comunale, direttore all’epoca l’ing. Raoul Moschini, per l’abbattimento e la sistemazione della porta principale di accesso al paese con la seguente motivazione: “premesso che da più tempo, in vista dell’aumentato traffico di automobili nella zona di Potenza Picena, si era imposta la necessità di doversi ampliare la porta principale di ingresso all’abitato (Porta denominata Girola), e ciò allo scopo di prevenire soprattutto seri pericoli per le persone transitanti per l’angusto spazio della Porta stessa”.

Nel contesto della nostra popolazione si levarono poche voci contrarie all’abbattimento della Porta Girola, tra queste ci piace ricordare padre Nazzareno Pistelli ofm ed il maestro Azzolino Clementoni.

Vogliamo ricordare che oltrepassando Porta Girola, si trovava a destra la piccola chiesa di San Paolo, presente fino al 1883, da cui prendeva il nome il quartiere, e si diramavano tre vie, da qui il nome di Trivio o Trebbio in dialetto santese dell’attuale scalinata di Via Trento, il cui ingresso era lateralmente a sinistra rispetto al muro che separava la porta dalla scalinata, mentre davanti al muro era posizionata una fontanella.

Porta MarinaSotto la Porta Girola si trovava dal 1567 la lapide che ricordava i lavori di restauro della cinta muraria di Monte Santo ad opera del patrizio alessandrino Cesare Guasco, commissario preposto alle fortezze pontificie sotto il Pontefice Pio V, a difesa dal pericolo dei Turchi. Questa lapide è stata restaurata da Paola Carestia nel 2014. Inoltre sotto la stessa porta si trovava un’immagine dell’Addolorata, sostituita, per vetustà, il 1 Novembre del 1951, da una immagine dell’Assunta in ceramica, opera eseguita dal decoratore di Civitella del Tronto Pietro D’Orazio, che lavorava in quel periodo presso la Società Ceramica Adriatica di Porto Potenza Picena, realizzata in occasione dell’Anniversario della Definizione del Dogma dell’Immacolata Concezione. La collocazione di questa immagine dell’Assunta è stata una decisione della locale Congregazione degli Artisti e dei Cittadini. Dopo il 1914 era stata inoltre collocata sulla parete a sinistra entrando della Porta Girola la targa metallica del Touring Club Italiano, dopo che il nostro Comune era diventato socio, con il numero 3572. Questa targa è un vero capolavoro a livello artistico e dava all’epoca informazioni sul nostro paese molto utili a livello turistico, come l’altitudine (metri 267), la distanza del Capoluogo da Porto Potenza Picena, da Macerata e da Recanati, ed inoltre indicava con simboli tutti i servizi presenti nel 1914 nella nostra città ed al Porto come le poste, il telegrafo, il telefono, il servizio automobilistico della SAP, la stazione ferroviaria. Questa targa dopo l’abbattimento della Porta nel 1950 è stata tolta ed abbandonata in un deposito comunale nei sotterranei di Via Trento di San Francesco, dove è stata ritrovata nel 1996, ripulita e conservata nella nostra Pinacoteca comunale. Nel 2013 è stata restaurata da Paola Carestia e da suo padre Beniamino e riposizionata all’ingresso del paese, nello stesso punto dove si trovava fino al 1950.

Della Porta Girola è documentata un intervento di restauro nel 1894 e noi oggi vogliamo far conoscere tutte le foto e cartoline che nel Novecento l’hanno immortalata. Le prime cartoline sono state quelle di Secondo Torregiani, Secondo “lo ritrattista”, poi le foto di padre Nazzareno Pistelli, il “salvatore” della chiesa di San Francesco, dei soldati polacchi del battaglione Skorpion ed infine quelle di Bruno Grandinetti, tra cui una in cui viene rappresentata la fase iniziale della demolizione. Anche nella prima cartolina degli inizi del Novecento, edizioni del Reale Stabilimento Tipo-litografico Feliciano Campitelli di Foligno, nel panorama di Potenza Picena si vede chiaramente la Porta Girola. In un documento del 1817 conservato presso il nostro Archivio storico comunale, viene ritratta la Porta Girola, già all’epoca con “merli a coda di rondine”.

Porta MarinaAnche in due opere d’arte del Seicento e del Settecento viene raffigurata porta Girola come si presentava in quei periodi. Si tratta del quadro presente all’interno della chiesa di San Sisto raffigurante La Madonna col Bambino tra i Santi Sisto Papa e Giovanni Battista del sec. XVII e del Sant’Emidio del 1770 di Benedetto Biancolini, presente presso la Sala Giunta “A. Carestia” nel Palazzo Municipale.

Dopo l’articolo dedicato all’abbattimento della Porta San Giovanni del 1956, proseguiamo con questo relativo all’abbattimento della Porta Girola del 1950. Due episodi che hanno cancellato per sempre queste testimonianze architettoniche antiche della nostra città, di cui noi comunque non vogliamo perdere la memoria storica e documentale, da poter trasmettere ai più giovani.

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Porta San Giovanni Prima della demolizione. Foto Bruno Grandinetti.

A cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri

Il centro storico di Potenza Picena (Monte Santo fino al 21 dicembre 1862), era circondato da mura castellane ed aveva 4 porte di accesso, dislocate nei 4 quartieri della nostra città.

Quella principale si chiamava Porta Girola o Marina e si trovava nel quartiere di san Paolo ed è stata demolita nel 1950, posta vicino alla chiesa della Madonna della Neve, quella di San Giovanni, nell’omo­nimo quartiere, posta vicino alla chiesa della Madonna delle Grazie, demolita nel 1956, quella meno conosciuta del Cunicolo (anticamente Conicchiaro) o della Cava, posta vicino alla Fonte della Cava nel quartiere di San Angelo, di cui si hanno notizie documentali solo in una mappa del 1817 e resta oggi un pezzo del muro nei pressi delle Fontanelle, ed infine l’unica che è rimasta ancora oggi integra, quella di Galiziano, posta nel quartiere di San Pietro, vicino alla chiesa della Madonna delle Lagrime o del Pianto. Questa chiesetta è stata demolita nel 1961 per allargare la strada provinciale, mentre la Porta di Galiziano è stata isolata nel I960 dalla cinta muraria. La Porta di Galiziano è stata poi restaurata solo nel 1999, ed inaugurata il giorno 9 Giugno 1999.

In questo articolo vogliamo parlare della demolizione della Porta di San Giovanni avvenuta nel 1956 e dell’ampliamento dell’ingresso al paese.

Il Consiglio Comunale di Potenza Picena del giorno 29/3/1953, con voto unanime, Sindaco il maestro Lionello Bianchini, aveva approvato il progetto di ampliamento e sistemazione della Porta San Giovanni, redatto dall’ingegnere comunale Raoul Moschini, con la conseguente demolizione del manufatto antico, con la seguente motivazione “Da tempo si risente la necessità di ampliare e sistemare convenientemente la Porta San Giovanni di accesso al Capoluogo di Potenza Picena, necessità maggiormente posta in evidenza dalla circostanza che il Capoluogo è provvisto di un solo accesso per i veicoli” (quello di Porta Girola o Marina). I lavori di demolizione della Porta San Giovanni e di ampliamento dell’ingresso sono stati eseguiti dall’impresa edile dell’ing. Raoul Moschini e del figlio Bruno solo nel 1956, dopo aver vinto la gara d’appalto dei lavori con un ribasso del 0,01%, mentre l’altra impresa partecipante, quella di Scataglini Ferdinando, aveva presentato un’offerta maggiorata del 2%. Il costo complessivo dei lavori di demolizione dell’antica Porta e di ampliamento dell’ingresso al paese è stato di Lire 2.413.600, ed i lavori sono stati collaudati dall’ingegnere romano Giuseppe Ferranti. Le origini di questa Porta sono molto antiche e solo il Civalli nel 1597 nella sua visita triennale alla nostra città parla di questo manufatto e cita la presenza in un arco di una lapide con la data 1200 (MCC). E’ documentato un intervento di restauro alla Porta San Giovanni nel 1894.

Interno Porta San Giovanni prima della demolizione. Foto Bruno Grandinetti.

Nel locale che si trovava sotto la Porta San Giovanni il cordaio di Potenza Picena Cittadini Cittadino e suo figlio Luigino tenevano la loro attrezzatura di lavoro per poter fare le corde lungo la Circonvallazione Le Grazie. Appena oltrepassata Porta San Giovanni si trovava una cantina caratteristica, gestita da Amelia Fontinovo, “la frajentina”, moglie di Ernesto Ronconi. Poco distante c’era anche una antica fontanella per l’acqua, oggi purtroppo sostituita da un manufatto moderno. Abbiamo voluto far conoscere la storia della demolizione di Porta San Giovanni, dopo che padre Gabriele Lazzarini ci ha gentilmente messo a disposizione delle foto scattate da Bruno Grandinetti sia della Porta prima dell’abbattimento, che di quelle del 1956 mentre la stavano demolendo, foto appartenute al prof. Giuseppe Asciutti, per non perdere la memoria collettiva di questa parte antica della nostra città, da poter trasmettere ai più giovani.

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a cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri
Campane Torre CivicaLa Torre Civica in Piazza Giacomo Matteotti a Potenza Picena, oggi alta metri 34,50 ma fino al 1886 copresa la cuspide era di metri 46,90, cioè 12,90 metri in più, conserva al suo interno, nella cella campanaria, n° 4 grandi campane in bronzo, di cui n° 3 realizzate nel 1950 dalla premiata Fonderia del Cav. Giuseppe Pasqualini e Figli di Fermo. Le tre campane antiche della nostra torre, nel passato una delle più alte della provincia di Macerata, progettata dall’architetto di Como Pietro Augustoni e la cui prima pietra è stata posta il giorno 10 giugno del 1732, al pari di tante altre campane dei nostri campanili delle chiese locali, il giorno 16/4/1943 sono state requisite dalle autorità militari italiane per fonderle ai fini di guerra.
Terminata la seconda guerra mondiale, lo Stato Italiano ha provveduto a consegnare delle nuove campane alle chiese e ai comuni, in applicazione del Decreto Legislativo del Capo provvisorio dello Stato del 6/12/1946, fornite dalla ditta del Cav. Giuseppe Pasqualini e Figli di Fermo.
Le tre campane della torre civica sono state benedette da Don Gustavo Spalvieri il giorno 21/5/1951, Sindaco Antonio Carestia, presenti anche don Giuseppe Mosconi e don Dante Marazzi e quel giorno l’operazione di ricollocamento sulla torre è stata immortalata dalle fotografie di Bruno Grandinetti, che noi, grazie alla disponibilità della Fototeca Comunale a lui intitolata, facciamo conoscere a tutti per la prima volta.
Campane Torre CivicaLe campane sono tutte diverse ed ognuna ha la sua effigie sacra: la più grande, quella che viene battuta per le ore, della Madonna dell’Assunta, la più piccola, quella del suono dei quarti, della Madonna della Pace e la media della Madonna dell’Addolorata.
Oggi tutte e quattro le campane della torre sono bloccate ed andrebbero se possibile riattivate in modo che la popolazione di Potenza Picena possa di nuovo sentire il loro suono armonioso, che nel passato scandiva la vita cittadina e venivano azionate manualmente da un addetto, chiamato campanaro. Già dopo le gravi conseguenze del fulmine del giorno 11 gennaio 1886, che ha distrutto la cuspide della torre, due delle quattro campane erano state sostituite in quanto cadute e rotte.
L’anno successivo, cioè nel 1887, una è stata fornita dalla Fonderia di Pasquale Pasqualini e Figli di Montedinove, che poi si sono trasferiti a Fermo, mentre la seconda è stata prelevata dalla chiesa di S. Croce, sempre di Potenza Picena.

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a cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri

Visita Giovanna PistarelliIl giorno 22/5/2014 avevamo scritto un articolo che narrava la storia della famiglia di Giovanna Pistarelli in Argentina a Cañada de Gómez, Provincia di Santa Fe.
La sua famiglia era emigrata in Argentina dopo la seconda guerra mondiale, prima il padre Venanzo nel 1948, poi lei con la nonna Anna Piani nel 1949 ed infine sua madre Emilia Grandinetti con i suoi fratelli Carlo e Bruno e sua sorella Rosanna nel 1951.
Giovanna Pistarelli è nata a Potenza Picena, in Via Tripoli n° 10, il giorno 17/8/1932 ed in Argentina ha sposato il sig. Antonio Marcolin ed hanno avuto tre figli: Daniel nel 1954 Josè Luis nel 1962 e Gabriela nel 1966.
Giovanna Pistarelli segue il nostro blog da molti anni ed è la persona che ha fatto la maggiore quantità di commenti ai nostri articoli. I suoi interventi sono sempre molto interessanti e ci hanno consentito di conoscere molte cose della nostra città, dei suoi luoghi e personaggi, aneddoti, storie e soprannomi addirittura, che noi francamente non conoscevamo.
Giovanna Pistarelli per mezzo della mamma Emilia Grandinetti, trova ancora a Potenza Picena molti suoi parenti, tra cui è un piacere ricordare il fotografo Bruno Grandinetti suo cugino venuto a mancare nel 2003 in quanto la madre Emilia era la sorella del padre di Bruno, Primo Grandinetti. L’ultima volta che Giovanna è venuta a Potenza Picena dall’Argentina è stato nel 2000, cioè 18 anni fa. Quest’anno è arrivata nella sua città natale agli inizi di Settembre 2018 insieme al figlio Daniel ed alla sua nuora Graciela Maria Toledo e si è trattenuta da noi fino al giorno venerdì 5 Ottobre 2018, quando è ripartita.
Purtroppo i primi giorni della sua permanenza a Potenza Picena sono stati molto sfortunati per lei in quanto si è infortunata ad un piede ed è stata costretta a non uscire di casa, nell’abitazione del cugino Roberto Grandinetti in Via Castelfidardo.
Nonostante l’infortunio, la sig.ra Giovanna Pistarelli, molto caparbia,ha anticipato di molto l’eliminazione del gesso al piede e non ha perso tempo per poter visitare di nuovo Potenza Picena ed i suoi tantissimi parenti. Ha seguito anche le fasi della Festa del Grappolo d’Oro.
Con lei è stata sempre vicina la sua amica Rosetta Ciuccarelli. Prima di ripartire per l’Argentina, Giovanna ha avuto la possibilità di essere ricevuta in Comune dal nostro Sindaco, Noemi Tartabini.
L’incontro era stato fissato per il giorno Mercoledì 3 ottobre 2018, alle ore 10,30, presso la Sala della Giunta comunale “Antonio Carestia”. Insieme a lei è venuto il figlio Daniel Marcolin e sua moglie.
Visita Giovanna PistarelliPurtroppo per impegni improrogabili il nostro sindaco non è potuta essere presente all’incontro con la sig.ra Giovanna ed è stata sostituita dall’assessore ai lavori pubblici, architetto Luisa Isidori, che ha accolto calorosamente Giovanna ed i suoi familiari, donandogli una copia del libro “Il fascino della storia ed il respiro del mare. Potenza Picena”, curato da Renza Baiocco.
Giovanna nell’occasione ha voluto incontrare la dott.ssa Simona Ciasca, che scrive gli articoli sul blog insieme a Paolo Onofri, anche lui presente. Presente inoltre il nipote di Giovanna Pistarelli, Beniamino Carestia, figlio della cugina Ermanna Grandinetti.
Giovanna ed i suoi familiari hanno anche visitato il nostro Teatro “Bruno Mugellini” ammirando il sipario dedicato a Minerva, “zelante cultrice delle scienze e delle arti”.
Il servizio fotografico è stato effettuato da Sergio Ceccotti e come al solito realizzato con molta professionalità.

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a cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri
Fototeca Comunale Il giorno 6 luglio del 2007 veniva ufficialmente inaugurata dal Sindaco Sergio Paolucci la Fototeca Comunale “Bruno Grandinetti” di Potenza Picena, ospitata nei locali della ex chiesa di Santa Caterina d’Alessandria.
La struttura della ex chiesa era stata già recuperata ed inaugurata il giorno 28 Novembre del 2003.
Il fondo fotografico di Bruno Grandinetti, donato al Comune di Potenza Picena dalla moglie Bruna Simonetti nel 2005, è costituito da 15.000 stampe, oltre 50.000 negativi e circa 20.000 diapositive. Alla cerimonia di inaugurazione è intervenuta tutta la famiglia Grandinetti, la moglie Bruna Simonetti ed i figli Gloria, Caterina e Francesco.
Insieme al Sindaco Sergio Paolucci, l’intera Giunta Comunale, l’assessore alla cultura della Provincia di Macerata Donato Caporalini.
Tra i presenti anche l’imprenditore di Recanati, ma originario di Potenza Picena, Mario Clementoni.
Per l’occasione è stata allestita da Francesca Iacopini, responsabile della Fototeca Comunale, una mostra con le foto di Bruno Grandinetti, “Potenza in posa”, che ha riscosso un grande successo.
Si sono esibiti inoltre nel contesto dei locali degli Amici della Musica, attigui alla Fototeca Comunale, al pianoforte il maestro Enrico Reggioli ed il soprano Sandra Baldoni, mentre il prof. Arturo Sardini ha letto alcuni suoi sonetti.
Durante l’inaugurazione è stata distribuita una scheda biografica di Bruno Grandinetti scritta da Paolo Onofri.

Fototeca Comunale

Fototeca Comunale “Bruno Grandinetti”. Inaugurazione del 6 luglio 2007.

All’interno della cappellina superiore della ex chiesa di Santa Caterina d’Alessandria è stata esposta la tela “Madonna col Bambino tra i Santi Giovanni Battista e Sisto” del sec. XVII, proveniente dalla chiesa di San Sisto delle monache benedettine locali e restaurata da Paola Carestia di Potenza Picena e da Eleonora Maria Milani di Muccia. La storia di questa tela è stata illustrata dal dott. Roberto Domenichini.
In questi 10 anni di attività la Fototeca Comunale “Bruno Grandinetti” si è arricchita di un altro fondo fotografico, quello di Araldo Polidori di Porto Potenza Picena costituito da quasi 600.000 negativi e donato nel 2011 dalle figlie Claudia ed Albadea.
Non sì era invece concretizzata nel 2005 un’altra acquisizione, quella del fondo del fotografo Igino Ceccotti di Porto Potenza Picena. Tenuto conto del valore di tale materiale di un fotografo che ha operato a Porto Potenza Picena fin dal 3/11/1949 come Foto 3P, sarebbe comunque importante poter recuperare tale fondo per documentare meglio la storia sociale di Porto Potenza Picena e non solo. Oggi la Fototeca Comunale è gestita dal locale Fotoclub, il cui Presidente è Giuliano Margaretini, e sta portando avanti con l’ausilio di Caterina Grandinetti, figlia di Bruno, la scansione e catalogazione dei negativi. Inoltre vengono periodicamente organizzate mostre attingendo dal fondo di Bruno Grandinetti che da quello di Araldo Polidori.
b-grandinettiAll’interno della Fototeca dal giorno 15/3/2014 sono ospitate n° 270 macchine fotografiche Kodak, una collezione straordinaria donata al nostro Comune da Enzo Romagnoli.
Dal 18 Giugno 2014 si trova all’interno della ex chiesa di Santa Caterina d’Alessandria il trittico di Paolo Bontulli da Percanestro “Madonna con Bambino tra i Santi Giacomo Maggiore e Rocco” del 1507, di proprietà della Parrocchia dei Santi Stefano e Giacomo di Potenza Picena.

pdficon_large delibera_giunta -Delibera di Giunta n. 273 del 28-10-2005 – Accettazione donativo Fotografo Igino Ceccotti

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