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Posts Tagged ‘don carlo leoni’

A cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri

Il poliambulatorio di Potenza Picena oggi. Foto di Sergio Ceccotti.

Il Poliambulatorio di Potenza Picena, situato in Via delle Fonti, vicino alla Fonte di Galiziano, è stato inaugurato il giorno 19 settembre 2003.

La struttura è costata la somma complessiva di euro 1.403.175,13 finanziata dalla Regione Marche ed è stata costruita su un terreno messo a disposizione dal nostro Comune.

Il vecchio Poliambulatorio era collocato nel palazzo di Corso Vittorio Emanuele II, dove nel 1737 è sorto l’Ospedale Civile da un donativo del conte Monsignore Alessandro Bonaccorsi. Questo palazzo oggi è abbandonato.

L’area dove è stato costruito il nuovo Poliambulatorio ospitava precedentemente il mattatoio comunale, dietro al quale era presente un vivaio di piante messe a dimora nel 1986.

La nuova struttura è formata da n.17 locali su due piani, per un totale di mq. 5.120, compreso un ampio parcheggio con 100 posti auto.

Inaugurazione del Poliambulatorio di Potenza Picena, il 19 settembre 2003. Da sx Don Carlo Leoni, Mario Morgoni, Augusto Melappioni e Giulio Silenzi. Foto di Franco Giuggioloni.

Il giorno dell’inaugurazione sono intervenuti il sindaco di Potenza Picena Mario Morgoni , il parroco della Parrocchia dei Santi Stefano e Giacomo, don Carlo Leoni, il Direttore Generale dell’ASL 8 Salvatore Mascaro, l’assessore regionale alla sanità Augusto Melappioni, l’onorevole Paola Mariani, il consigliere regionale Giulio Silenzi, il Presidente del Consiglio Provinciale Pantanetti ed i consiglieri provinciali di Potenza Picena Ezio Manzi e Mirco Rastelli.

Presenti anche alcune classi della scuola elementare di Potenza Picena.

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a cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri.

Don Oreste Benzi a Potenza Picena. Foto Silvio Menghi.

Don Oreste Benzi, fondatore della comunità “Giovanni XXIII” di Rimini è stato anche a Potenza Picena, invitato dal Gruppo Scout locale, guidato da Paolo Malatini.

L’incontro, molto partecipato, si è tenuto presso la ex chiesa di Santa Caterina d’Alessandria il giorno 25 marzo 2004, alle ore 21,00, sul tema “Il ruolo della famiglia oggi”. L’incontro è stato patrocinato dal Comune di Potenza Picena, rappresentato nell’occasione dall’assessore alla cultura Fabio Sacconi.

Presenti tutti gli scout del gruppo I di Potenza Picena, il parroco della Parrocchia di Santo Stefano e Giacomo, don Carlo Leoni, il suo vice, don Andrea Bezzini, il parroco della parrocchia di Sant’Anna di Porto Potenza Pciena, don Cesare Di Lupidio e don Giovanni Ginevri.

Presente anche il professor Arturo Sardini.

All’incontro con don Oreste Benzi sono stati invitati in particolare gli educatori, i catechisti ed i genitori.

Da sx don Carlo Leoni, don Oreste Benzi e Paolo Malatini. Foto Silvio Menghi.

La struttura della ex chiesa di Santa Caterina d’Alessandria, facente parte del complesso dell’ex Monastero delle Benedettine di Potenza Picena, dopo un lungo lavoro di restauro, è stata inaugurata il giorno 28 novembre 2003 ed oggi ospita la Fototeca Comunale “Bruno Grandinetti”.

Don Oreste Benzi nato a San Clemente (Forlì) il giorno 07/09/1925, ha iniziato a Rimini l’attività della comunità “Giovanni XXIII” ed è morto a Rimini il giorno 02/11/2007.

Il servizio fotografico della serata è stato effettuato da Silvio Menghi di Potenza Picena.

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A cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri

Potenza Picena, dopo aver fatto restaurare ed inaugurare il giorno 8 dicembre 2007 l’organo da sala Giovanni Fedeli del 1757, restaurato da Michel Formentelli di Camerino, presso l’Auditorium “Ferdinando Scarfiotti”, nella ex chiesa di Sant’Agostino, due anni dopo, il giorno 26 dicembre 2009, ha potuto assistere con grande soddisfazione ad un’altra importante inaugurazione di un organo restaurato.

Si è trattato dell’organo a canne presente presso la cantoria della Collegiata di Santo Stefano, costruito nel 1848 dalla ditta di Giacomo Bazzani e figli di Venezia.

Anche in questo caso il restauro dell’organo è stato eseguito con molta professionalità da Michel Formentelli di Camerino ed è costato la somma di Euro 55.000. La Parrocchia dei Santi Stefano e Giacomo di Potenza Picena è riuscita ad ottenere un sostanzioso contributo economico da parte del­la Fondazione Carima di Macerata di Euro 21.000.

Il restauro di Michel Formentelli è iniziato il giorno 16 aprile del 2008 ed i lavori sono stati seguiti per la Soprintendenza di Urbino dal M° Mauro Ferrante, Ispettore Onorario.

Il concerto di inaugurazione del restaurato organo Bazzani si è tenuto il giorno sabato 26 dicembre 2009, Santo Stefano, Patrono della nostra città.

Locandina inaugurazione organo Bazzani. Collegiata Santo Stefano di Potenza Picena.

All’organo Bazzani si è esibito il maestro Mauro Buscarini con la Corale Santo Stefano di Potenza Picena, diretta dal maestro Danilo Tarquini e la Cappella Musicale della Santa Casa di Loreto, diretta dal maestro padre Giuliano Viabile e in quell’occasione sono stati eseguiti brani di Girolamo Frescobaldi, Bernardo Pasquini, Domenico Zipoli, Valentin Rathgeber e Biancamaria Furgeri.

Il restauro dell’organo Bazzani della Collegiata di Santo Stefano è stato avviato dal compianto parroco don Carlo Leoni e portato a termine dal parroco don Andrea Bezzini.

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Ricordando Don Carlo

A cura della Dott.ssa Maria Belardinelli

Don Carlo Leoni

Lassù tra i monti innevati, riposi.

Sognavi questo rifugio, lo vedevi già da lontano.

Assaporavi il silenzio interrotto dal sibilo del vento o dal cinguettare degli uccelli a primavera.

Vedevi già le farfalle intrecciare voli colorati o il primo mandorlo fiorire.

Sentivi 1’odore della terra dopo il temporale e ti dissetavi alla acqua della fonte limpida e trasparente come te.

Non ti spaventavano le tempeste.

La quiete sarebbe sopraggiunta.

Ti inebriavi di fronte ad albe e tramonti mozzafiato e davanti al cielo stellato il tuo colloquio con Dio diventava più intimo e più vero.

Ci manchi.

Ci manca la tua grande umanità, il tuo parlare “colorito”, le tue battute, le tue risate, le tue sopracciglia aggrottate quando “tuonavi” dal pulpito o quando c’era qualcosa o qualcuno che ti dava dispiacere

Ci manca il tuo amore per la buona tavola, la tua passione nel fare le cose, la tua intelligenza e la tua grande cultura, ambedue usate con grande discrezione, quasi tenute nascoste.

Già perché volevi far brillare solo la tua vera vocazione quella di fare il prete, come dicevi tu.

Nel confessionale o nel colloquio privato incontravamo la tenerezza del Buon Pastore, la misericordia del Padre. Metamorfosi sorprendente la tua e quante testimonianze a tal proposito!

Chi ha voluto veramente conoscerti e non si è fermato in superficie, ha solo potuto trarre grandi insegnamenti per la propria vita.

Hai seminato, Don Carlo, hai tanto instancabilmente seminato e i frutti già si cominciano a vedere ed altri ne verranno di più grandi.

Tutto per la gloria di Dio.

Per ciò che mi riguarda la nostra conoscenza è iniziata quando mi hai comunicato di avermi liberamente scelto come tuo medico, sfidando i pregiudizi di alcuni “ben pensanti”.

Tale rapporto si è consolidato nel tempo, anche se all’inizio ti dovevo “correre dietro” per farti prendere le medicine o ricordarti gli appuntamenti.

Poi sei diventato bravo, più docile attenendoti alle prescrizioni date.

Tra di noi non ci sono mai stati grandi colloqui, poche parole bastavano per capirsi, a volte solo uno sguardo.

Alla base c’era una stima reciproca cresciuta nel tempo e con il tempo sei diventato uno di famiglia.

Hai sempre lavorato e dato te stesso per far amare il Vangelo scuotendo a volte le coscienze per portarle ad un incontro più vero con Dio.

L’altra tua passione era quella di rendere bella e accogliente la Casa del Padre.

Soltanto la tua tenacia, la tua caparbietà, con 1’aiuto del Cielo ti hanno permesso di raggiungere 1’obiettivo.

Ma questo ha avuto un prezzo: la tua salute.

Quanta sofferenza in quegli anni, quante notti insonni, quanta rabbia verso alcuni che tu chiamavi “i ladri della Collegiata”. Anche tu avrai fatto degli errori ma sempre in buona fede.

Mi sembra che qualcuno abbia detto: “chi è senza peccato scagli la prima pietra”.

Tu hai pagato di persona con la vita.

Hai cominciato a perdere la vista perché dimenticavi le medicine tanto e tali erano le tue preoccupazioni.

Hai rasentato la cecità totale.

Un giorno mi hai confidato: “Tu sai quanto ho sempre amato ed amo i libri, ma adesso che non posso più leggere, ho imparato a pregare”.

E quante volte ti vedevamo lungo la Chiesa in silenzio con la corona in mano!

Due sole volte hai avuto veramente bisogno di me e ringrazio Dio che me lo ha permesso.

La prima fu la notte di un giovedì Santo.

Dovevi celebrare, ma stavi veramente male.

Mi hai fatto cercare.

Io ero altrove.

Volevano chiamare la Guardia Medica o il 118 ma tu hai rifiutato.

Volevi me.

Sono arrivata.

Diabete e pressione erano alle stelle, avevi anche una polimialgia reumatica che ti dava atroci dolori alle articolazioni di un braccio.

Disposi immediatamente per gli accertamenti in Ospedale.

Tu non volevi andare, ma ti convinsi.

Mentre ero lì, mi hai detto: “Sai, se dovessi morire non avrei nemmeno i soldi per il funerale. Qualcuno sarebbe anche contento, se succedesse…” “E tu non gli dare questa soddisfazione, vai in

Ospedale”, replicai.

Tutto hai dato e tutto hai fatto per la Collegiata.

Per te non chiedevi né compravi mai nulla.

La seconda volta fu quel tragico 20 dicembre 2006.

Tutto era predisposto perché mi trovassi lì in quel luogo e in quel momento.

Casualmente pochi giorni fa ho ritrovato una tua preghiera scritta e distribuita ai fedeli in occasione del 50° Anniversario della Consacrazione di Potenza Picena a Maria, datata 1 settembre 2005.

Dopo poco più di un anno il dramma e l’inizio del tuo doloroso Calvario.

Inconsapevolmente avevi scritto e lasciato il tuo Testamento Spirituale.

Era questa la tessera mancante al mosaico della tua vita, il perché di tanta sofferenza.

Nel corso degli anni ho visto trasformarti, vuotarti poco a poco della tua umanità per riempirti di Dio.

Alla fine eri tutto di Dio e Dio era totalmente in te.

Tu sei stato docile all’azione dello Spirito e sei stato premiato con il dono della Pace del Cuore.

Infatti un giorno mi hai detto: “Adesso dormo di notte, sono in pace. Non ho più paura”.

Un tuo grande desiderio era di invitare la veggente Marija affinché l’Apparizione della Madonna avvenisse in Collegiata prima della fine del 50° anniversario.

Questo non è stato possibile, ma tu hai fatto molto di più per la nostra Comunità Parrocchiale, hai offerto te stesso.

Pochi istanti prima dell’incidente ad una nostra amica comune che mi aspettava in macchina hai detto: “Vedi un po’ se riesci a far venire Marija per l’Apparizione. Io ho concluso il 50° anniversario e 1’8 dicembre ho riconsacrato Potenza Picena alla Madonna. Comunque, da parte mia, farò tutto per salvare questa Parrocchia”.

Sono state queste le ultime tue parole, il tuo ultimo pensiero è stato la salvezza delle anime, di tutte le anime della nostra Parrocchia.

Cinque minuti dopo io e la mia amica eravamo inginocchiate accanto a te mentre le nostre mani si riempivano del tuo sangue. Il tuo sacrificio è avvenuto li nel piazzale della Collegiata, non in un altro punto del paese, ma lì dove era il tuo cuore.

Quel piazzale dovrebbe essere ribattezzato “Don Carlo Leoni”. Non credo sia mai esistito a Potenza Picena un sacerdote che abbia dato la propria vita versando anche il proprio sangue per amore della sua Comunità.

Come il Buon Pastore.

Alla luce di tutto questo le atroci sofferenze di quei 4 lunghissimi anni, hanno finalmente un senso.

Il senso della Santità acquistata a caro prezzo.

In un passo si dice “Ma al Signore è piaciuto prostrarlo con dolori… dopo il suo intimo tormento, vedrà la luce e si sazierà della sua conoscenza, il giusto mio servo giustificherà molti, egli si addosserà la loro iniquità”. ISAIA Gap. 53 vv 10-12.

E in un altro passo si dice: “Nessuno accende una lucerna e la mette in un luogo nascosto e sotto il moggio ma sopra il lucerniere perché quanti entrano vedano la luce”. LUCA Cap. 11, 33-34.

Tu sei stato e sei Luce per questa Parrocchia, fa che anche noi con 1’aiuto dello Spirito Santo possiamo essere Luce per il proprio fratello e amare la Verità.

Grazie Don Carlo per l’amore che hai avuto per ciascuno di noi e da lassù guardaci sempre e sorridici.

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A cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri

Porta Galiziano negli anni '30.L’unica Porta medievale di Potenza Picena che si è salvata è stata quella di Ga­liziano, nell’omonimo quartiere, anticamente chiamato di San Pietro. Le altre tre porte di accesso al centro storico di Monte Santo non esistono più; la prima che è scomparsa, quella più piccola, solo pedonabile, era quella del Cunicolo o della Cava, che si trovava a tramontana, nella zona delle Fontanelle, nel quartiere di Sant’Angelo. Oggi a ridosso del­le abitazioni di Via Lodovico Scarfiotti, troviamo un muretto con delle feritoie che testimonia la sua esistenza.

La seconda, la più importante, quella chiamata Girola o Marina, si trova­va nel quartiere di San Paolo, vicino alla chiesa della Madonna della Neve ed è stata abbattuta nel mese di dicembre del 1950.

La terza, quella di San Giovanni, nel quartiere omonimo, vicino alla chiesa della Madonna delle Grazie, è stata abbattuta nel 1956.

Anche la Porta di Galiziano ha corso questo rischio nel 1960, quando è stata trovata la soluzione isolandola dalla cinta muraria antica.

Nel 1961 allargando la strada Provinciale che porta a Montelupone e Macerata, è stata invece abbattuta la Madonnetta, cioè la chiesa della Ma­donna delle Lacrime o del Pianto. Nello stesso anno, il giorno 29 Otto­bre 1961, sotto alla Porta di Galiziano, è stata collocata una terracotta del prof. Giuseppe Asciutti, raffigurante la Madonna con Bambino, mentre da­vanti alla Porta è stato collocato uno stemma comunale di Poten­za Picena, sempre in terracotta, opera del prof. Giuseppe Asciutti.

Porta Galiziano. Foto di Sergio Ceccotti.Fino al 1946 era presente invece lo stemma sabaudo. Il giorno 3/11/1997, si è verificato il distacco di materiale dalla volta interna del manufatto antico, e al quel punto la Porta di Galiziano è stata chiusa al transito pedonabile.

L’Amministrazione Comunale, guidata all’epoca dal sindaco Mario Margoni, ha richiesto all’ufficio Tecnico comunale di predisporre un progetto di res­tauro, in due stralci, il quale è stato successivamente approvato dalla Soprintendenza ai monumenti di Ancona ed i lavori sono stati affidati all’impresa edile di Potenza Picena di Umberto Parigi e del figlio Sergio, per una spesa complessi­va di Lire 78.000.000. In questo modo la Porta di Galiziano è stata riportata al suo antico splendore storico ed architettonico.

L’inaugurazione della Porta di Galiziano restaurata è avvenuta il gior­no mercoledì 9 giugno del 1999, cioè 20 anni fa, e sono intervenuti molti ragazzi e ragazze delle scuole elementari e medie di Potenza Picena, insieme ai loro insegnanti e professori, oltre che al Preside ed al Direttore Di­dattico.

All’inaugurazione della Porta di Galiziano doveva partecipare anche il parroco della Parrocchia dei Santi Stefano e Giacomo, don Carlo Leoni, ma per le polemi­che che la sua presenza aveva sollevato, non è più intervenuto.

Per la benedizione è invece stato presente il guardiano dei frati Minori, padre Nazzareno Capriotti.

Porta Galiziano. Foto di Sergio Ceccotti.La presentazione storica della Porta di Galiziano è stata fatta da Paolo Onofri, che per l’occasione aveva anche preparato e distribuito tra gli intervenuti ed i ragazzi di tutte le scuole, una pubblicazione che parla­va sia della Porta di Galiziano che delle altre tre porte medievali di Monte Santo, sponsorizzata dalla Cooperativa Vini Montesanto di Potenza Picena e stampato dalla Tipografia Cingolani Arnaldo, con foto di Bruno Grandinetti.

Sono intervenuti: il prof. Arturo Sardini, il Diret­tore didattico della scuola elementare prof. Francesco Forti ed il Pre­side della scuola media, prof. Dario Magnamassa, mentre una bambina ha letto una poesia.

Il sindaco Mario Margoni ha parlato a nome dell’Amministrazione comuna­le. Una bambina delle scuole ha infine tagliato il nastro di inaugura­zione della Porta di Galiziano restaurata.

Il servizio fotografico è stato curato da Luigi Anzalone, da pochi me­si operante a Potenza Picena, mentre Giordano Giretti di New Look ha effettuato delle riprese, oggi inserite in Rete.

Il restauro della Porta di Galiziano rappresenta un evento veramente straordinario che ci ha ridato in tutta la sua bellezza originaria questo monumento simbolo storico della nostra comunità, di cui essere orgogliosi.

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a cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri

Mons. Franco Crovi Vescovo titolare di Potenza Picena. Foto tratta dal sito della Diocesi di Crema.

Il giorno Domenica 11 Novembre 2018 è venuto a Potenza Picena Mons. Franco Croci, Vescovo Titolare della nostra città dal giorno 3 Dicembre 1999, nominato dal Pontefice Giovanni Paolo II.
Il giorno 6 gennaio 2000 ha ricevuto la Consacrazione Episcopale.
Lo ha accompagnato a Potenza Picena il suo Segretario, l’olandese Mons. Karel Kasteel.
La mattina di Domenica 11 Novembre 2018, alle ore 11,00, ha celebrato la messa presso la Collegiata di Santo Stefano insieme al parroco, padre Michele Ardò ed al suo Segretario Kasteel. Nell’occasione l’Amministrazione Comunale era rappresentata dagli assessori Tommaso Ruffini e Luca Strovegli.
Mons. Franco Croci è nato a Crema il giorno 25/6/1930 ed è il secondo Vescovo Titolare di Potenza Picena, dopo Mons. Adam Kozlowiecki, che era stato nominato dal Pontefice Paolo VI il giorno 26 Luglio 1969 ed ha ricoperto questo incarico fino alla sua nomina a Cardinale, avvenuta il giorno 21 Febbraio 1998.
Mons. Franco Croci è la terza volta che viene a Potenza Picena. La prima volta è venuto nei giorni 11, 12 e 13 Marzo del 2000 ed è stato accolto dal parroco don Carlo Leoni, che poi ha scritto un bellissimo articolo sull’avvenimento, uscito sul n° 7 dei mesi di Aprile-Maggio 2000 di Filo Diretto, oltre che essere accolto dal Sindaco dell’epoca Mario Morgoni.

Stemma Vescovile di Mons. Franco Croci Vescovo titolare di Potenza Picena. Foto tratta dal sito della Diocesi di Crema.

La seconda volta nel 2015, nell’occasione della Festa di San Girio, compatrono di Potenza Picena, il 25 Maggio, ed è stato ricevuto dai parroci don Andrea Bezzini, don Aldo Marinozzi, don Francesco Miti, don Cesare Di Lupidio e dal Sindaco di Potenza Picena Francesco Acquaroli e da tutta la sua Giunta Comunale in Municipio.
Il prossimo anno 2019, il giorno 26 Luglio, sono 50 anni dal giorno in cui Potenza Picena dopo diversi secoli è ritornata ad avere il suo Vescovo Titolare, oltre che la ricorrenza dei 20 anni dalla nomina di Mons. Franco Croci nel ruolo di Vescovo Titolare di Potenza Picena avvenuta il giorno 3 Dicembre 1999. Sarebbe significativo che l’Amministrazione Comunale di Potenza Picena valuti l’opportunità di conferirgli la cittadinanza onoraria della nostra città.

Mons. Franco Croci a Potenza Picena il giorno domenica 11 novembre 2018 durante la messa presso la Collagiata di Santo Stefano

Lo stesso precedessore di Franco Croci, Mons. Adam Kozlowiecki il giorno 21/2/1974, delibera di Consiglio Comunale n° 44, Sindaco il prof. Gabriele Nocelli, ha ricevuto questa onorificenza comunale. In questo modo Mons. Franco Croci non sarebbe solo il nostro amato Vescovo Titolare, ma anche un cittadino onorario di Potenza Picena. Siamo certi che la nostra proposta verrà presa in seria considerazione dai nostri amministratori.
Il servizio fotografico del giorno 11 Novembre 2018 presso la Collegiata di Santo Stefano ci è stato gentilmente fornito da Elisa Cartuccia, che ringraziamo di cuore.

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