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A cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri.

Egisto Bontempi al centro (vestito chiaro)

Una delle realtà produttive più importanti di Potenza picena è stata sicuramente la fabbrica di strumenti musicali Bontempi.

Il fondatore è stato Egisto Bontempi, poi l’attività è proseguita con il figlio, l’Ing. Paolo Bontempi.

Egisto Bontempi è nato a Castelfidardo il giorno 31/07/1902 da Luigi e da Vittoria Ruffini, il giorno 30/4/1931 si è sposato con la signora Maria Bianchi e dal loro matrimonio sono nati Paolo ed Anna. È morto il giorno 17/12/1993 a Potenza Picena ed è sepolto nel cimitero di Chiarino di Recanati.

Egisto Bontempi è venuto a Potenza Picena da Castelfidardo nel 1937 ed ha aperto una fabbrica di fisarmoniche presso il palazzo Marefoschi, oggi sede delle Poste Italiane, chiamata all’epoca “La Fisarmonica”.

Aveva iniziato questa avventura imprenditoriale a Potenza Picena insieme all’imprenditore di Castelfidardo Archimede Mancini, nato a Potenza Picena e grazie all’appoggio del maestro elementare Azzolino Clementoni.

Dopo la fine della seconda guerra mondiale Egisto porterà avanti da solo l’attività della ditta, mentre Archimede si trasferirà a Pesaro dove aprirà una fabbrica di armoniche a bocca e di fisarmoniche.

Agli inizi degli anni sessanta il palazzo di Via Silvio Pellico verrà lasciato dalla ditta Bontempi e la produzione trasferita nel nuovo stabilimento di Viale Don Bosco.

Il palazzo Marefoschi, valutato dai tecnici lire 115.000.000, nel 1979 verrà donato al Comune di Potenza Picena dai coniugi Egisto Bontempi e Maria Bianchi (delibera del Consiglio Comunale del 6/4/1979) per essere utilizzato per ricavarci appartamenti di edilizia popolare.

Oggi è occupato dalle Poste Italiane e sono stati ricavati solo 7 appartamenti di edilizia popolare.

Egisto Bontempi ha fatto parte a Potenza Picena del Comitato di Liberazione Nazionale, insieme al prof. Giuseppe Asciutti, Azzolino Clementoni, Presidente il Colonnello Giovanni Pasquali.

23. Virgili Paolo, Reucci Mario, Amicucci Mario, Ciuccarelli Antonio, Mataloni Franco, Mazzoni Paolo, Cennerelli Giuseppe, Ricciardi Arturo, Romagnoli Mario, Grandinetti Paolo, Giri Sante, Parigi Mario, Baiocco Franco, Clementoni Rossano – Fototeca Comunale “B. Grandinetti”

È stato rappresentante del Partito Socialista Italiano e degli industriali per un breve periodo e assessore alle attività produttive nella prima Giunta Comunale, nominata subito dopo la liberazione di Potenza Picena del 30/06/1944, Sindaco il colonnello Giovanni Pasquali, insieme a Giuseppe Pastocchi, per il PCI e per gli artigiani, Azzolino Clementoni per la DC e per i ceti impiegatizi, Antonio Mazzoni, in rappresentanza del Partito Democratico Liberale e degli Istituti di Credito.

Dopo le sue dimissioni dall’incarico di assessore, il suo posto è stato preso dal socialista Edoardo Clementoni.

È stato anche Presidente della Banca Popolare di Potenza Picena, istituto fondato nella nostra città nel 1897.

Trai i primi operai della ditta “La Fisarmonica” di Egisto Bontempi si ricordano Valfrida Percossi, Giuseppe Ricciardi, Giuseppe Rinaldoni (Peppò), Secondo Tortelli, Remo Galvani, Fernando Cennerelli, Emanuele Rosciani (il padre del Sindaco Alberto Rosciani), Emilio Magi (il padre del Sindaco Maria Magi).

Dopo l’invasione della Polonia da parte della Germania di Hitler il 1° settembre del 1939, Egisto Bontempi perse due cassoni di fisarmoniche del valore di lire 830.000 a causa del bombardamento tedesco della Dogana di Varsavia.

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Foto tratta dal libro “La mia terra” di Norberto Mancini. Anno 1954. ASCPP.

Presentazione di Simona Ciasca e Paolo Onofri.

In un nostro precedente articolo abbiamo parlato del ruolo svolto da Archimede Mancini nel portare l’industria della fisarmonica a Potenza Picena nel 1937.

Aveva iniziato questa avventura imprenditoriale a Potenza Picena con Egisto Bontempi, anche se  dopo la fine della seconda guerra mondiale Egisto proseguirà da solo l’attività della ditta “La Fisarmonica”.

Archimede Mancini era nato a Potenza Picena il giorno 06/07/1905 in C.da Orfanotrofio Vecchio n. 216 (l’attuale Via Tripoli), da Temistocle e da Massimina Bufalari.  Aveva altri tre fratelli: Dante, Vitaliano e Galileo.

Era parente sia dello scrittore Norberto Mancini, che dei fratelli Clementoni: Azzolino, Arturo, Flavio, Giulio e Giuseppe.

Azzolino Clementoni
Azzolino Clementoni

La sua venuta a Potenza Picena nel 1937 è stata favorita dal cugino, il maestro elementare Azzolino Clementoni. Norberto Mancini, anche lui suo cugino, aveva annoverato Archimede tra i “potentini illustri” nel 1950. Azzolino Clementoni nel libro di Norberto Mancini “La mia terra” del 1954 aveva tracciato una bellissima biografia di Archimede Mancini, che noi oggi vogliamo far conoscere a tutti i nostri affezionati lettori.

Archimede Mancini si era sposato il giorno 03/06/1933 con la signora Adelia Fontanella ed è morto ad Urbino il giorno 15/01/1976.

Si riporta di seguito il testo tratto dal libro “La mia terra” di Norberto Mancini, Editrice C.E.I. di Ancona 1954.

UN UOMO E UN’INDUSTRIA

Un nome diventato celebre in tutta Italia e in varie parti del mondo, ci richiama alla memoria le origini umili di una industria che, dopo aver prosperato e recato benessere alla popolazione della ridente cittadina di Castelfidardo (Ancona), si è diffusa sempre più, creando maestranze esperte e solerti operai, i quali, in questa nuova attività, hanno trovato la soluzione del loro problema economico nel modo  i più decoroso, nobilitante e redditizio: la industria della fabbricazione delle Fisarmoniche.

            Quel nome risponde al comm. Paolo Soprani.

            Ma una mente geniale e creativa era necessario si affiancasse a questo grande apostolo del lavoro; una mente che, intravedendo quale sarebbe potuto essere lo sviluppo di questa sorgente di attività, ne sapesse anche intuire quali fossero i bisogni tecnici e i problemi urgenti da affrontare e risolvere; l’uomo adatto insomma, che, prescindendo dal fattore economico, si ponesse validamente al centro del problema creativo, ne desse la vitalità, l’incoraggiamento, lo sviluppo; ne fosse come il perno, il centro di convergenza e di propulsione di ogni progresso tecnico, anche se inizialmente incompreso.

            Questo uomo, febbrile nella sua attività, arduo nelle sue moderne concezioni, ferrato per superare ogni ostacolo, fu Temistocle Mancini.

            La di Lui attività multiforme, segna l’inizio di un cammino che, dalle umili forme di strumenti quasi senza pretese, si dirige verso forme sempre più perfette di costruzione sonora ed estetica, fino al raggiungimento del capolavoro.

            Temistocle Mancini lascia l’industria in perfetta funzione e maturità e la sua opera avveduta non dilegua colla sua immatura scomparsa.

            Ben quattro figli erediteranno da Lui la passione per la medesima industria; i quali da perfetti, intelligenti ed appassionati lavoratori, faranno sentire tutto l’apporto della loro genialità originaria nei vari rami prescelti, ognuno con proprie attrezzatissime officine e maestranze fedeli e laboriose: Dante (attuale Sindaco di Castelfidardo), Archimede, Galileo Vitaliano.

            La guerra, che ha creato poi nuove necessità e nuovi impegni, ha fatto sì che tale industria venisse trapiantata anche nella città di Pesaro, madre dei suoni, artefice di maestri sommi, culla di quest’universale genio che è Gioacchino Rossini.

            Oggi il Gr. Uff. Archimede Mancini, premiato dal Presidente della Repubblica S. E. Einaudi, per merito di lavoro, può essere orgoglioso della sua attività, coronata da magnifico successo.

            A Porta Rimini, ove sanguinano ancora le ferite del recente conflitto dei popoli, sorge nuovo e magnifico un grandioso stabilimento di fisarmoniche: officine rumorose ed echeggianti di suoni; saloni festosi di gioventù laboriosa; inno di capacità organizzativa per eccellenza; sviluppo di tecnica sempre più perfetta; centro di benessere per tante famiglie; lotta alla disoccupazione avvilente; volontà concordi, sotto la guida di Colui che ne fu l’organizzatore e che passa la sua esistenza nel lavoro, fra i suoi duecento operai che ne seguono l’esempio, che ne riconoscono l’autorità per quel rispetto naturale che merita chi si impone, non per forza di padronanza, ma di comprensione, di bontà, di effettivo valore e genialità personale.

            Allo sguardo panoramico, tanto si presenta.

            È un angolo della città di Pesaro dove c’è vita, concordia, attività, lavoro.

            Tutto ciò è benemerenza del Mancini che, trasferendosi da Castelfidardo, ha trovato in Pesaro una città accogliente, i cui cittadini, godendone i molti benefici che ne derivano, sanno apprezzarlo a dovere. Egli ha creato un complesso industriale ben organizzato. I lavoratori vi sono ampiamente tutelati secondo tutte le norme vigenti: l’organizzazione degli uffici è perfetta; gli orari osservati con scrupolosità e in tutti si vede la serenità di animo, e quasi la gioia di vivere. Ogni reparto ha i suoi capi specializzati che curano la disciplina nella produzione e che si rendono garanti presso il Mancini e, quindi, presso il cliente. Il materiale prodotto è ottimo, comunque lo si voglia considerare. Su ciò non può inocularsi alcun dubbio perché i responsabili capi, oltre ad essere persone provate ed oneste, hanno una competenza ed esperienza certe e rappresentano quanto di meglio il Mancini poteva creare.

            Ma per il raggiungimento di tale meta, quali i problemi da risolvere?

            Se si pensa che la produzione, dalla semplicissima armonica a bocca, va alle complicatissime ed artistiche fisarmoniche da concerto, a ma la pena si intuisce i forti problemi che si presentano.

            Il visitatore di fronte alle varie sale in cui trovasi il macchinario, resta meravigliato e non sa rendersi ragione perché una simile attrezzatura di torni, di trapani, di stampi e di tante altre macchine che, dal reparto falegnameria va al reparto verniciatura a fuoco, a smalto, alla cromatura, a tutte le altre difficili e varie necessità richieste anche dal più piccolo oggetto di produzione. Citerò un solo esempio: la scanalatura delle piccole armoniche a bocca per poi innestare le voci, pur sembrando una cosa semplice e quasi da nulla, richiede una macchina speciale.

Ora per condurre a termine qualsiasi lavoro, occorre una attività molteplice, alla quale corrisponde una di queste macchine. Costruire una linguetta, significa essersi costruito un congegno appropriato ed unico. Ecco la ragione di uno sfarzo di macchinario costosissimo ed indispensabile e che trova la sua ragione di essere proprio nelle tante esigenze richieste da ogni più minuto oggetto di fabbricazione.

            Ebbene, quasi integralmente, le macchine sono creazioni dello stesso Mancini, non essendo molte quelle in commercio. Qui si rivela la più alta e meritoria opera di Lui, i cui sogni sono interrotti, quando urge la soluzione di un nuovo problema tecnico. Son tormenti non appariscenti e che sanno valutare ed apprezzare chi vive al suo fianco, chi conosce le difficoltà che giornalmente si prospettano o che ne è messo al corrente per l’espresso desiderio di essere bene edotto in questo ramo industriale.

            Nella vasta produzione, come per un respiro di sollievo, Archimede Mancini ha trovato modo di fabbricare un tipo di fisarmonica giocattolo che, Fornita di un geniale metodo per impararla a suonare senza conoscere la musica (opera del Maestro Prof. Flavio Clementoni, apprezzatissima anche all’estero), dà modo ai bambini di appassionarli allo strumento, di addestrar visi in preparazione per quello che sarà l’impegno di una fisarmonica da concerto.

            Una novità in tale genere è rappresentata dalla completa fisarmonica stampata in alluminio. Il meccanismo interno, complicatissimo, ha l’esigenza di precisione come di orologeria. E, se mi è lecito chiamarlo prodotto affine o sottoprodotto, aggiungerò che, oltre ai coristi, ha dato inizio a una fabbricazione di strumenti musicali in ottone per complessi di bambini; fisarmoniche di vari modelli, in cartone: giocattoli vari di indole musicale, i quali hanno il favore ed il plauso dei clienti sparsi in tutto il mondo.

            Il Mancini segue il suo genio. Non esaurita una invenzione, è già in fermento per una nuova e l’impeto produttivo si acquieta solo quando vede tradotto in pratica ciò che pensa. Una mente vulcanica in un fisico apparentemente sereno.

            È un continuo arricchimento di coscienza estetica; è un incitamento all’amore della musica che dalla primitiva, semplice, arcaica canzone, si eleva sino alle sublimi essenze di un Palestrina, agli accorati canti di un Bellini e di un Verdi, alle laboriose pagine di un Wagner, alle ardite concezioni di un Bach e alle poderose esplosioni di un Quinta e di una Nona di un Beethoven.

AZZOLINO CLEMENTONI
Trascrizione a cura di Gianfranco Morgoni

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Foto tratta dal libro “La mia terra” di Norberto Mancini. Anno 1954. ASCPP.

a cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri

erché Egisto Bontempi nel 1937 è venuto a Potenza Picena da Castelfidardo ad impiantare una fabbrica di fisarmoniche, in una realtà dove la produzione di questo strumento musicale non aveva alcuna radice storica? E’ una domanda che ci siamo sempre posti, non avendo trovato fino ad oggi legami convincenti tra Potenza Piena e la famiglia Bontempi.

Continuando a cercare nel nostro ricchissimo archivio storico comunale, probabilmente abbiamo trovato la risposta.

Una delle famiglie più importanti nel campo degli strumenti musicali a Castelfidardo ed in particolare delle fisarmoniche, che ha saputo sviluppare l’attività imprenditoriale con grandi successi, è stata sicuramente quella dei Mancini, figli di Temistocle, grande imprenditore, Dante, che è stato anche Sindaco di Castelfidardo, Vitaliano, Galileo ed Archimede. Questa famiglia si era trasferita nel 1910 a Castelfidardo da Potenza Picena, dove il capofamiglia Temistocle Mancini era il moderatore dell’orologio della Torre Civica ed anche un valente meccanico orologiaio, parente dello scrittore Norberto Mancini e della famiglia di Azzolino Clementoni.

In particolare il legame di uno dei figli di Temistocle Mancini e Massimina Bufalari, Archimede, nato a Potenza Picena il giorno 6/7/1905 in c.da Orfanatrofio Vecchio n° 216 (l’attuale Via Tripoli) si riallaccia il giorno 24/2/1937 con la nostra città, quando propone al nostro Comune l’apertura di una fabbrica a Potenza Picena per la produzione di organetti a bocca, la prima in Italia, (si producevano solo in Germania) di voci per armoniche e fisarmoniche, dove poteva contare sull’appoggio del suo cugino, il maestro elementare Azzolino Clementoni. Archimede Mancini a Castelfidardo aveva già una fabbrica con 140 operai.

Il comune di Potenza Picena, Podestà l’ing. Cesare Maggini, il giorno 7/4/1937, accetta la proposta di Archimede Mancini ed Egisto Bontempi, che acquistano i locali del Palazzo Marefoschi in Via Silvio Pellico, che erano di proprietà della Parrocchia di Santo Stefano, mentre il nostro Comune si impegnava a dare per 5 anni gratuitamente l’energia elettrica, acqua ed esenzione delle tasse comunali. Con Archimede Mancini a quel punto vengono a Potenza Picena anche Egisto Bontempi, incisore di armoniche, Emanuele Rosciani, il padre dell’imprenditore Alberto Rosciani e successivamente Remo Galvani, accordatore di voci, Emilio Magi, il padre dell’ex Sindaco di Potenza Picena Maria Magi e tanti altri. Tra i primi dipendenti locali della nuova ditta “La Fisarmonica” troviamo la sig.ra Walfrida Percossi, morta il giorno 1/3/2014 all’età di 104 anni, l’ultima testimone di quella straordinaria attività imprenditoriale creata a Potenza Picena e che è proseguita poi in solitaria da Egisto Bontempi dopo la fine della 2° guerra mondiale e si è ampliata con il figlio, l’ing. Paolo Bontempi, arrivando ad essere leader mondiale degli strumenti musicali giocattolo e non solo.

Archimede Mancini subito dopo la seconda Guerra Mondiale trasferisce la sua attività imprenditoriale di armoniche a bocca e fisarmoniche da Castelfidardo a Pesaro, dove lavorerà anche il nipote Mario Clementoni, arrivando ad avere nel 1950 250 dipendenti. Mario Clementoni fonderà successivamente a Recanati insieme alla moglie Matilde Brualdi “La Clementoni Giocattoli”, oggi leader mondiale nel settore. Archimede Mancini si era sposato il giorno 3/6/1933 con la Sig.ra Adelia Fontanella ed è morto ad Urbino il giorno 15/1/1976.

Azzolino Clementoni

Azzolino Clementoni

Comunque se abbiamo avuto la fortuna di una presenza imprenditoriale nel campo degli strumenti musicali, oltre che alla famiglia Bontempi, Egisto e la moglie Maria Bianchi, ed il loro figlio ing. Paolo, lo dobbiamo anche, senza ombra di dubbio, all’inventiva di un figlio illustre di Potenza Picena, trasferitosi poi a Castelfidardo e successivamente a Pesaro, di nome Archimede Mancini, pioniere dell’imprenditoria marchigiana nel campo degli strumenti musicali, in particolare delle armoniche a bocca e delle fisarmoniche. Potenza Picena non deve dimenticare questo suo figlio illustre.

Azzolino Clementoni, nel libro di Norberto Mancini “La mia Terra” del 1954, ha tracciato di Archimede Mancini una bellissima nota biografica con foto, molto interessante.

Anche Norberto Mancini in “Potentini Illustri” del 1950 ha preso in considerazione Archimede Mancini.

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In un nostro precedente articolo abbiamo parlato molto ampiamente del donativo al nostro comune del Palazzo Marefoschi da parte dei coniugi Egisto Bontempi e Maria Bianchi, valutato la considerevole somma di Lire 115.000.000 e di mq. 765.
Il palazzo in questione è stato accettato come donativo da parte del nostro comune, nella seduta consiliare del giorno 6/4/1979, sindaco l’Ins. Maria Magi, con l’impegno unanime di tutti i consiglieri comunali di utilizzarlo per alloggi popolari.
Questa destinazione è stata rispettata solo in parte, in quanto il grosso del fabbricato è stato venduto alle Poste Italiane, mentre solo in una porzione sono stati ricavati n° 7 alloggi popolari, inaugurati nel mese di settembre 2018.
FABRICA BONTEMPIPer non perdere la memoria di questo nobile gesto dei coniugi Bontempi a favore della comunità di Potenza Picena, sarebbe opportuno far collocare una targa sul palazzo di via Silvio Pellico che ricordi a tutti il loro donativo. Ci si augura che l’amministrazione comunale di Potenza Picena, guidata dal Sindaco Noemi Tartabini, raccolga il nostro accorato appello e proceda a far collocare una targa a ricordo.

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Giuseppe-Pastocchi

Giuseppe Nazzareno Pastocchi

A cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri

Potenza Picena è stata liberata dai nazi-fascisti il giorno 30 giugno del 1944 dalle truppe alleate polacche del Reggimento corazzato Skorpion al comando del colonnello Ignacy Kowalczewski.

Il giorno successivo, il 1 luglio 1944, il CLN (Comitato di Liberazione Nazionale) di Potenza Picena formato dal prof. Giuseppe Asciutti, dal maestro Azzolino Clementoni e dell’imprenditore Egisto Bontempi, dava l’incarico di sindaco della nostra città al colonnello Giovanni Pasquali. Il colonnello Giovanni Pasquali è stato poi confermato nel suo ruolo dall’ufficiale incaricato degli affari civili del Governo alleato Militare William A. Lessa.

Il colonnello Giovanni Pasquali nato a Potenza Picena il giorno 24/6/1887, eroe della prima guerra mondiale, più volte decorato, ha prestato servizio anche durante la seconda guerra mondiale nello Stato Maggiore dell’Esercito ed è morto il giorno 3/1/1963.

Il sindaco Pasquali, diventato anche Presidente del C. L.N., il giorno 8 Luglio 1944 ha nominato i componenti della Giunta Comunale: Mazzoni Antonio, in rappresentanza del Partito democra­tico Liberale e degli Istituti Bancari, Pastocchi Nazzareno Giuseppe, in rappresentanza del Partito Comunista Italiano e dell’Artigianato, Azzolino Clementoni, in rappresentanza del Partito Democratico Cristiano e della classe impiegatizia, Bontempi Egisto, in rappresentanza del Partito Socia­lista Italiano e della classe degli industriali.

La funzione di assessore anziano, o vice-sindaco era stata assegnata al sig. Pastocchi Nazzareno Giuseppe.

Il giorno 12/10/1944 si sono dimessi dalla carica di assessori Egisto Bon­tempi, “adducendo di non aver tempo da dedicare alle mansioni specifiche”, ed Azzolino Clementoni, “per comportamento poco garbato di alcuni cittadi­ni, ne discuteva il contenuto e si concludeva che una chiarificazione avrebbe dovuto avvenire fra il vice-sindaco Pastocchi e l’assessore Clementoni”. La Giunta comunale aveva respinto sia le dimissioni di Egisto Bontempi che quelle di Azzolino Clementoni.

Le prime elezioni amministrative si sono svolte il giorno 10 marzo 1946 vinte da una coalizione formata da socialisti, comunisti e repubblicani, ed è stato eletto Sindaco il comunista Antonio Carestia.

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Egisto Bontempi al centro

A cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri
Sono trascorsi 40 anni da quando il Consiglio Comunale di Potenza Picena, sindaco l’insegnante Maria Magi, ha accettato il donativo fatto dai coniugi Bontempi, Egisto e sua moglie Maria Bianchi, del loro palazzo situato nel Centro Storico della città, tra via Silvio Pellico e Corso Vittorio Emanuele II.
Questo Palazzo antico appartenuto alla famiglia Marefoschi di Monte Santo, il cui ultimo proprietario è stato il conte Giulio Marefoschi, figlio di Alessandro e di Maria Camilla Rospigliosi Pallavicini, nel 1937 ha ospitato l’attività imprenditoriale per la produzione di fisarmoniche di Egisto Bontempi, venuto nella nostra città da Castelfidardo, chiamata all’epoca “La Fisarmonica”.
Quando la Bontempi ha costruito il nuovo stabilimento industriale in Viale don Bosco, questa struttura originaria è stata chiusa e non più utilizzata.
Il fabbricato era molto ampio e comprendeva all’epoca magazzini, appartamento, sottotetto e garage per un totale di Mq. 765 ed un volume di Mc. 3.800, valutato dai tecnici comunali all’epoca ben 115.000.000 di lire, una somma considerevole.
I coniugi Bontempi avevano manifestato la volontà di donare al Comune di Potenza Picena il palazzo in questione con una loro lettera del 1/9/1977 ed il nostro Ente ha accettato il loro donativo nel Consiglio Comunale del giorno 6/4/1979, delibera n° 30, con votazione unanime dei presenti, cioè 28 consiglieri.
Durante la discussione del consiglio comunale è intervenuto il capogruppo del Partito Comunista Italiano Massimo Gattafoni, che nel compiacersi del nobile gesto della famiglia Bontempi a favore del comune di Potenza Picena ha proposto ai consiglieri presenti l’utilizzazione della struttura per “alloggi-parcheggio a favore di famiglie costrette ad evacuare da immobili da sottoporre ad interventi straordinari di recupero e ciò al fine di avviare un discorso sulla rivalutazione e sul recupero del Centro Storico”. Il consiglio comunale all’unanimità ha accettato la proposta del capogruppo PCI Massimo Gattafoni.

Palazzo donato dai Coniugi Bontempi visto da Corso Vittorio Emanue II. Foto Sergio Ceccotti.

Nel corso degli anni questa destinazione originaria dei locali del Palazzo donato dai coniugi Bontempi è stata solo in parte rispettata. Infatti sono stati ricavati n° 7 appartamenti popolari dell’Erap, consegnati nel mese di Settembre 2018, mentre il resto del Palazzo donato è stato occupato dalle Poste Italiane, che lo hanno acquistato dal nostro Comune.
Comunque rimane il nobile gesto dei coniugi Bontempi, Egisto e Maria Bianchi, a favore della comunità di Potenza Picena, che li ringrazia di cuore.

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