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Dott. Felice Schelini

Dott. Felice Schelini

Presso il Cimitero del Capoluogo di Potenza Picena si trova la tomba di famiglia del garibaldino Dott. Felice Schelini. La tomba, che si trova sotto al loggiato, a destra entrando nel nostro cimitero, è abbandonata da molti anni e si è verificato addirittura il crollo sia della volta che del tetto. La tomba di famiglia Schelini, insieme a quella della famiglia Bocci, sono state transennate e nessuno in questi anni è intervenuto per sistemare sia il tetto che la volta.

Nella tomba di famiglia Schelini si trovano oggi ben 18 salme. L’ultima tumulazione è avvenuta nel 1993, quando il giorno 26 aprile è morta la sig.ra Anmeris Mengoni, nipote del Dott. Felice e prima di lei la Sig.ra Bice De Angelis morta il giorno 2/1/1985 presso la nostra casa di riposo, nipote sempre del Dott. Schelini. Presso questa tomba è sepolta anche la figlia del Dott. Schelini, Matilde con il marito Ubaldo De Angelis ed i loro figli, il maestro Renato De Angelis e Lucina, poi il maestro direttore della Banda Cittadina di Potenza Picena, Ernesto Pettenati, oltre a due Schelini di Ancona, Annetta e Raffaele.

Il Dott. Felice Schelini era nato in Ancona il giorno 26/6/1827 da Domenico, possidente, e dalla Sig.ra Albina Sartini. Ha combattuto nelle file garibaldine ed ha fatto parte della spedizione dei Mille poi è rimasto a Potenza Picena a fare il medico condotto ed è stato anche un amministratore del nostro comune, dove ha ricoperto i ruoli di consigliere, assessore e proSindaco. Si era sposato con la sig.ra Rosa Tardelli ed è morto a Potenza Picena il giorno 8/5/1915. Ha avuto 3 figli, due femmine ed 1 maschio. La prima Matilde aveva sposato Ubaldo De Angelis di Potenza Picena, la seconda Virginia il Dott. Ennio Mengoni di Ascoli Piceno, mentre il maschio Goffredo, anche lui dottore, era emigrato in Brasile, dove oggi si trovano molti suoi discendenti. Schelini-lapideCi si augura che i discendenti del garibaldino Dott. Felice Schelini intervengano per far sistemare sia il tetto che la volta della loro tomba di famiglia, in modo da evitare l’intervento del nostro Comune che comporterebbe la rimozione di tutte le salme dalla tomba, comprese quelle del garibaldino Dott. Felice Schelini e di suo padre Domenico, tra i primi aderenti nelle Marche, insieme alla moglie Albina Sartini, alla Giovane Italia di Giuseppe Mazzini.

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Palazzo Comunale facciata. Foto di Sergio Ceccotti.a cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri

Il Palazzo comunale di Potenza Picena, che noi ammiriamo oggi in tutta la sua bellezza, ha subito delle trasformazioni nel corso dei secoli. Secondo Vincenzo Galiè sembra che in origine il palazzo fosse del Vescovo di Fermo e che risalisse agli anni 1199 – 1200.
Con la progressiva conquista dell’autonomia comunale, in particolare dalla metà del sec. XIII, l’edificio diventa sede dei Consigli Generali e di Credenza, del Magistrato e di uffici del Comune.
Il Palazzo viene praticamente ricostruito negli anni 1745-50 per mano dell’architetto ticinese Pietro Bernasconi, principale collaboratore del Vanvitelli.
L’edificio del Palazzo comunale era dotato di una doppia loggia, anche al piano superiore. Al di sopra delle logge c’era una torretta. Dopo la seconda metà del sec. XIX, la loggia superiore viene chiusa per far posto ad uffici, mentre la torretta viene abbattuta per dar luogo ad una soffitta con finestre ad occhio di bue, destinata ad ospitare l’archivio comunale e oggi gli uffici. Al primo piano nel 1816, si trovavano 13 stanze che ospitavano tra l’altro il forno, la stufa, lo spaccio del pane venale, il farinaro, la posta, il Monte di Pietà, l’Archivio Pubblico e la pesa.
Planimetria del Palazzo Comunale dopo l'incendio del 17-10-1816. A.S.C.P.P.Al secondo piano c’erano cinque vani, occupati due dalla Congregazione di Carità, uno dallo Stato Civile, uno dalla segreteria ed uno era la sala consiliare.
Nel terzo piano si trovavano tre vani, due dei quali occupati dall’Ispettorato di Polizia, mentre uno era inservibile.
Un violento incendio scoppiato il giorno 17 ottobre del 1816, duecento anni fa, per colpa del forno, ha causato gravi danni al Palazzo Comunale, tra cui il danneggiamento della scalinata principale e quello di due locali che ospitavano il forno ed il farinaro.
Sono stati eseguiti lavori di restauro delle parti danneggiate che si sono protratti negli anni successivi. Nel 1856 si era costituito a Monte Santo un comitato con lo scopo di costruire un Teatro Condominiale. Il Comune ha messo i locali, sacrificando nel contesto del primo piano del Palazzo Comunale sia il deposito del Monte di Pietà che l’archivio pubblico. Il Teatro, una volta ultimato è stato inaugurato il giorno 27/12/1862.
La facciata del Palazzo Comunale nel corso degli anni è stata arricchita da quattro lapidi marmoree. Due sono state collocate nel 1889 opera del marmista Francesco Grison di Ancona e dedicate al Re Vittorio Emanuele II ed al Generale Giuseppe Garibaldi, tra i principali artefici, insieme a Cavour, dell’Unità d’Italia e due collocate nel 1913, il giorno 23 novembre, opera del marmista Egidio Gabrielli di Macerata e dedicate una ai caduti di Potenza Picena nella guerra di Libia e di Eritrea ed una ai Veterani dell’Indipendenza Nazionale, in rappresentanza dei quali era presente quel giorno il Dott. Felice Schelini, garibaldino.
senza-titolo-2Inoltre sulla facciata si trovano anche due medaglioni metallici con lo stemma della Repubblica Italiana e quello del Comune di Potenza Picena realizzati da Beniamino Carestia nel 1993. A fianco del Palazzo Comunale, sulla destra, si trova l’ex chiesa di S. Giovanni Battista de “Platea”, che dipendeva dalla famiglia Bonaccorsi, anche questa trasformata nel corso degli anni in uffici comunali collegati al palazzo principale.

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