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Posts Tagged ‘fonte galiziano’

Il giorno 14 giugno 2021 la Fondazione Carima di Macerata ha comunicato al Comune di Potenza Picena la concessione di un contributo a fondo perduto di Euro 20.000,00 per il restauro della Fonte di Galiziano del sec. XV, nell’ambito del Progetto Art Bonus.

Foto di Bruno Grandinetti.

La richiesta di contributo alla Fondazione Carima era stata predisposta in data 28 maggio 2021 dall’Economo Comunale Dott.ssa Simona Ciasca, il progetto di restauro della Fonte era stato predisposto dall’Architetto di San Severino Debora Bravi nel 2018, approvato dalla Soprintendenza di Ancona in data 18/01/2019 ed inserito nel portale Art Bonus il 17/04/2019.

Il progetto complessivo del primo stralcio per il restauro della Fonte di Galiziano prevede una spesa di €48.000,00 I.V.A. compresa. Il nostro Comune, per dar modo di procedere con i lavori, ha previsto risorse aggiuntive per l’importo della differenza, pari ad €28.000,00, nella variazione di bilancio portata all’ordine del giorno del  Consiglio Comunale del 30/06/2021.

Tenuto conto dell’importo dei lavori, l’incarico per il restauro della Fonte di Galiziano può essere dato  con affidamento diretto, cioè senza il ricorso  ad una gara d’appalto. Pensavamo che si potesse agire velocemente, in modo da poter iniziare in breve tempo i lavori. Sono trascorsi oltre due mesi e l’Ufficio Tecnico, guidato dall’Ing. Dora De Mutiis, non ha ancora assegnato i lavori ad un’impresa edile abilitata per i restauri di manufatti antichi.

Cosa si aspetta? Il progetto c’è, è stato approvato dalla Soprintendenza di Ancona, è stato inserito sul portale Art Bonus e ci sono i finanziamenti per l’intero lavoro. Si tenga conto che la Fondazione Carima concederà il contributo solo quando i lavori saranno conclusi, esibendo le relative fatture.

Il nostro Comune nel passato altre due volte ha potuto ottenere finanziamenti da parte della Fondazione Carima di Macerata: nel 2006 per il restauro del sipario dedicato a Minerva del nostro Teatro “Bruno Mugellini” ha ottenuto €10.000,00 e nel 2007, per il restauro dell’organo da sala Giovanni Fedeli del 1757 della Chiesa di Sant’Agostino, ha ottenuto €25.000,00. In tutti e due i casi l’assegnazione dei lavori è avvenuta velocemente, subito dopo la comunicazione della concessione del contributo a fondo perduto da parte della Fondazione Carima. Si auspica di vedere a breve il cantiere aperto, così da poter ammirare presto la Fonte di Galiziano in tutto il suo antico splendore.

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A cura di Paolo Onofri.

Chiesa di S. Giacomo Maggiore, prima dei lavori di modifica eseguiti nel 1943

Piazzale San Martino e Vico della Libertà, le due zone del quartiere di Galiziano sistemate nel 2003 con una bellissima pavimentazione, un nuovo arredo urbano in stile ottocentesco e una nuova illuminazione, costituiscono oggi un vero “salotto” e rappresentano una delle zone più caratteristiche della nostra realtà cittadina.

Nel Medioevo facevano parte del quartiere di San Pietro, infatti all’epoca Monte Santo era suddivisa in quattro quartieri: San Pietro (zona di Porta Galiziano), San Paolo (zona di Porta Girola o Marina), San Giovanni (zona di Porta San Giovanni) e Sant’Angelo (zona di Porta del Cunicolo o della Cava).

Vico della Libertà è la via che costeggia la chiesa di San Giacomo Maggiore ed anticamente si chiamava Vico della Parrocchia.

Piazzale San Martino, invece, più comunemente conosciuto come i “mori”, anticamente non esisteva;  è “nato” solo dopo l’abbattimento di una casa ed a seguito dell’occupazione di un orto, col tempo è stato collegato alla Circonvallazione Le Grazie grazie alla costruzione di una scalinata.

Questo spazio isolato era il luogo ideale per il gioco dei ragazzi del quartiere di Galiziano (Via Galiziano, S. Croce, Carlo Zima, Le Rupi, Galvani, Vico del Ponte, Vico Guarnieri, Volta) che in questo spazio si ritrovavano per giocare a pallone, a “papa” ed altri giochi. 

Il quartiere di Galiziano è l’unico della nostra città che ha saputo mantenere la testimonianza di una porta medioevale, restaurata nel 1999, Porta Galiziano. La Porta risale agli anni compresi tra la fine del sec. XIV e gli inizi del seguente, epoca nella quale viene ampliata la cinta muraria della “terra” di Monte Santo, fino a comprendere quello che nel catasto del 1372 viene chiamato il borgo del quartiere di San Pietro, in seguito denominato di “Galazzano” (o di San Giacomo).

Il manufatto munito di doppie porte, ha subito nel corso dei secoli vari interventi, tra cui quello del 1566/72, del 1775 quando viene rifatta la facciata esterna secondo lo stile neoclassico ed il restauro del 1894. La porta, una costruzione che ospitava il corpo di guardia sormontata da “pinnacoli”, nel 1960 fu isolata dalla cinta delle mura castellane ed fu oggetto di un approssimativo restauro. Nelle vicinanze della Porta si trovava la chiesa della Madonna delle Lacrime o Madonnetta, demolita nel 1961 per consentire l’ampliamento della strada provinciale.

Trittico di Paolo Bontulli da Percanestro del 1507. Madonna con Bambino tra i santi Giacomo Maggiore e Rocco. Foto di Sergio Ceccotti.

Il quartiere di Galiziano si caratterizza, inoltre, per la presenza di una chiesa, purtroppo oggi chiusa, quella di San Giacomo Maggiore, parrocchia dal 1765 fino al 1986, oggi unita a quella di Santo Stefano.

La chiesa dovrebbe risalire alla seconda metà del sec. XIV e si caratterizza per un rosone in pietra arenaria sulla facciata, testimonianza dell’epoca. Venne ristrutturata completamente all’interno alla fine dell’Ottocento, assumendo connotati neo-gotici; la facciata venne rifatta nel 1943 su progetto dell’architetto Eusebio Petetti di Potenza Picena, inserendo sulla facciata, prima completamente in mattoni, la pietra bianca. I lavori furono eseguiti dall’impresa edile Persichini Giuseppe e Granati Roberto.

Fino al 1765 nel quartiere esisteva anche un “ospedale” collegato alla chiesa, gestito dalla Confraternita del “Corpus Christi” o di San Giacomo, che doveva servire ad accogliere poveri ed ammalati, la cui costruzione risale al 1430. L’attività della Confraternita comunque prosegue ancora oggi. 

La chiesa di San Giacomo Maggiore custodiva al suo interno un bellissimo trittico su tavola del 1507 del pittore Paolo Bontulli da Percanestro, che raffigura la Vergine col Bambino tra i santi Giacomo Maggiore e Rocco. L’opera è stata trasferita nel 2014 all’interno dell’ex Chiesa di Santa Caterina d’Alessandria, oggi Fototeca Comunale “Bruno Grandinetti”, mentre all’interno della chiesa di San Giacomo Maggiore si trova ancora oggi l’organo di Angelo Morettini degli inizi del Novecento.

Nel quartiere di Galiziano si trova anche la Fonte di Galiziano, collocata a poche centinaia di metri dall’abitato storico.

Porta Galiziano. Foto di Sergio Ceccotti.

La fonte di Galiziano, risalente al sec. XV, anticamente era utilizzata per gli usi civili e per abbeverare gli animali, era proibito utilizzarla per lavare i panni. Successivamente, nell’Ottocento, con la costruzione di altre vasche, è stata utilizzata anche per il lavaggio dei panni da parte delle nostre vergare. Con l’ampliamento dell’acquedotto comunale, la Fonte di Galiziano, come tutte le altre fonti, ha perso d’importanza ed è stata abbandonata al suo destino, nel totale degrado. Oggi, grazie alla Fondazione Carima di Macerata, che ha concesso un contributo di Euro 20.000, la Fonte di Galiziano verrà restaurata. Il nostro comune metterà altri 28.000 Euro per completare i lavori.  

Nel quartiere di Galiziano c’erano molte attività commerciali ed artigiane. Ricordiamo Orghetta (Olga Mazzarella), Pergè e Pina  (Pergentino Grandinetti e sua moglie Giuseppina Bernacchia), Renata Campitelli con la sua pizzeria, la macelleria di Mari de Pietro de Macerata (Maria Borroni e Pietro Natali), il forno di Nanni de Macerata (Giovanni Natali), il negozio di frutta e verdura di Annetta de Macerata, Anna Donati, quello de Peppe de Sesa (Giuseppe Pigliacampo), di Agostina Pescetti, moglie di Fernando de Carnuà (Cennerelli), il negozio di Gabriella Rebichini (moglie di Armando Scataglini), il negozio di Gianfranco Torbidoni, la lavanderia di Maria Rinaldelli e Nazzareno Simonacci. 

Inoltre gli artigiani: il barbiere Mario Sabbatini (“ferraretto”), il sarto Cardinali Giovanni, il calzolaio Enrico Bernabiti (“Rigo de quaglia”), il muratore Giuseppe Persichini, il carrettiere Guido Cittadini (“Guido de Cocò”) ed il netturbino Gino Romagnoli (“Varavà”). In questo quartiere popolare sono nati e vissuti Renzo Tortelli, famoso fotografo internazionale, lo storico ed archivista dott. Roberto Domenichini, padre Pietro Lavini, il “muratore di Dio” che ha costruito l’eremo di San Leonardo e Severino Donati, poeta e uomo di cultura dialettale. Per la cronaca è nato in questo bellissimo quartiere anche il sottoscritto.

Foto Sergio Ceccotti.

Il quartiere di Galiziano è il simbolo di come l’intervento di singoli cittadini, con l’intelligente recupero delle abitazioni private e quello del nostro Comune, con il recupero di Porta Galiziano, la sistemazione del Piazzale San Martino e Vico della Libertà, oltre che l’intera sistemazione della pavimentazione della zona, hanno potuto trasformare una realtà degradata in luogo ideale per poter ritornare a vivere, anche da parte di famiglie giovani e diventare esempio di recupero del centro storico. Dedichiamo questo lavoro a Bruno Grandinetti, morto il giorno 12/07/2003 che in tutta la sua vita si è impegnato a valorizzare la storia, la cultura e la tradizione di Potenza Picena.  

Severino Donati ha dedicato al quartiere di Galiziano di Potenza Picena una sua lunga poesia in dialetto santese pubblicata nel libro “Galazzà e dintorni”, curato da Anna Donati, sua figlia, pubblicato nel 2006, che noi facciamo conoscere ai nostri affezionati lettori.

GALLAZZA

di Severino Donati

E’ qui ch’è nato lo paese.
Quanno li putindìni, pé sarvàsse
da Unni e da ladrù,
jè toccò a bbuscàsse
quassù;
scì qui pròpio: a Galazzà.
E lo spiazzétto
fu piazza quella ò’
‘ndo c’èra lo cummune
che li modérni addè ha’ vuttàto jò;
Sagnàcomo però
angò sta llì:
Sagnàcomo ch’ha dato
lo nome a Galazzà;
Sagnàcomo che ‘dè,
più che ‘na chjesa,
lo sinbolo de Galazzà.
E cc’è la porta
che è rmasta llà:
adèssa pare pròpio u’ mmunuméndo
d’andichità.
E ll’abbitandi,
che quella ò’ nò n era certo tandi,
me sà che non passàva cinguecèndo,
addè do’ stà?
E’ jìti a popolà
La parte nòa più ‘nzù,
o è jìti a fadigà,
e tandi è rmasti llà,
in Argindìna per potè magnà.

Adèssa Galazzà non ci sta più,
ussìa, ci stà li muri cò le strade,
ma le persò de quella stréppa è rade:
fra pòco più nisciù.
E s’è rpulito Galazzà!
Addè ci stà
le jènde ‘ngivilìte
vinùte non se sà de dò;
le scene e le cagnare ‘dè finite
e anghe lo parlà tra le persò
nò n è più quillo de ‘na ò’,
addè se parla fino:
non sèndi più a dì ‘frico’ ma ‘bambino’;
tra vicinati non ce se conosce;
le donne non se fa più ròsce
se sgarra carghe ò’
e ll’òmmini, tranguìlli
è sènbre quilli
anghe se rsumìja ‘nbò a li vò.
Però ‘ste mode sta’ ‘nbertutto.
E sse s’è jìto via ‘llò monno vrutto
de Galazzà,
chj ‘dè che po’ giurà,
perché ci sta più pa’,
perché le jènde è fine per parlà,
perché de sesso c’è più libertà,
ch’addè c’è più filicità?
Me sà che carghidù,
venanghe sciàla cò ‘sta civirtà
e fame non cià più,
pè la filicità,
vurrìa canbà comme ‘na ò’
a Galazzà.  

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A cura di Paolo Onofri.

Due Vergare lavano i panni presso la fonte di Galiziano di Potenza Picena. Foto Bruno Grandinetti

Uno dei progetti più interessanti che il Comune di Potenza Picena ha inserito nel portale Art Bonus è sicuramente il restauro della Fonte di Galiziano.

La legge Art Bonus prevede per tutti coloro che finanziano i progetti un beneficio fiscale del 65%, diluito in 3 anni (Legge 29/7/2014 n. 106).

Il progetto di restauro della Fonte Galiziano è stato predisposto, a seguito della determina dell’Ufficio Ragioneria n. 2129 del 04/08/2018 di affidamento dell’incarico, dall’architetto di San Severino Marche Debora Bravi e prevede la ripartizione dei lavori in due stralci: il primo di Euro 48.229,91 (I.V.A. compresa) ed un secondo di Euro 46.823,80 (I.V.A. compresa), per un totale complessivo di €95.053,71. Il progetto, nel suo complesso, è stato approvato dalla Soprintendenza di Ancona in data 18/01/2019 e successivamente inserito sul portale Art Bonus dalla Dott.ssa Simona Ciasca (limitatamente al primo stralcio dei lavori di €48.229,91) in data 17/04/2019.

Dal giorno dell’inserimento di questo progetto sul portale non si è riuscito a raccogliere la somma sufficiente per iniziare i lavori.

Il giorno 28 maggio 2021 l’Ufficio Ragioneria ha predisposto la richiesta di finanziamento alla Fondazione Carima del progetto Art Bonus relativo al primo stralcio della Fonte di Galiziano, allegando il corposo progetto dell’architetto Bravi, nel quale l’Amministrazione ha previsto una iniziale compartecipazione economica a proprio carico di €10.000,00. La Fondazione Carima in data 14 giugno 2021, cioè solo dopo due settimane dalla presentazione della richiesta, ha comunicato al nostro comune la concessione di un contributo a fondo perduto di €20.000,00 sui €38.000,00 richiesti.
Tenuto conto che l’erogazione del contributo Art Bonus della Fondazione Carima si concretizza solo nel caso in cui l’intero intervento di restauro inserito sul portale venga completato, il nostro comune ha saggiamente deciso di coprire con propri fondi comunali i restanti €18.000, portando in questo modo l’impegno finanziario ad €28.000,00. E’ un risultato veramente straordinario per la comunità di Potenza Picena.

Fonte Galiziano – Foto di Sergio Ceccotti

Ci si augura a questo punto che i lavori di restauro possano essere avviati velocemente, in modo da poter vedere nel giro di pochi mesi la Fonte di Galiziano restaurata, vanto della nostra città.

La Fondazione non è la prima volta che finanzia un progetto del nostro comune: già del 2006 aveva concesso un contributo di € 10.000,00 per il restauro del sipario dedicato a Minerva del nostro Teatro “Bruno Mugellini”, poi inaugurato il giorno 18/11/2006. Nel 2007 aveva concesso un altro importante contributo di € 25.000,00 per il restauro dell’organo da sala Giovanni Fedeli del 1757 della chiesa di Sant’Agostino, oggi Auditorium “Ferdinando Scarfiotti”, inaugurato il giorno 08/12/2008.

Nell’ultima mostra fotografica di Bruno Grandinetti organizzata presso il palazzo comunale nel 2002 (dal 27 aprile al 19 maggio), un anno prima della sua morte avvenuta il giorno 12/7/2003, dal titolo molto significativo “Nel passato il nostro futuro, alla ricerca di una identità”, organizzata in collaborazione con la ditta Map srl di Potenza Picena di Mario Carlocchia, dove le foto esposte sono state scelte personalmente da Bruno Grandinetti, la locandina della mostra riportava una bellissima foto della Fonte di Galiziano degli anni Sessanta del Novecento, dove due nostre vergare sono intente a lavare i panni. Questa foto è un documento storico straordinario e per questa ragione la riproponiamo in questa occasione.

Un ringraziamento particolare va rivolto alla Dott.ssa Simona Ciasca, Economo Comunale, che ha seguito le varie fasi dell’iniziativa, dalla redazione del progetto di restauro, alla richiesta di autorizzazione da parte della Soprintendenza di Ancona, all’inserimento dell’intervento relativo al primo stralcio nel portale Art Bonus ed infine alla richiesta di contributo presso la Fondazione Carima.

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Fonti Storiche
Fonte della Concia Foto Sergio Ceccotti

Il Comune di Potenza Picena è oggi proprietario di ben quattro fonti storiche.

Si tratta nello specifico della Fonte di Galiziano, della Fonte della Concia, della Fonte di Carpineto e della Fonte della Valle.

Già nello Statuto Comunale del sec. XV alcune di queste fonti erano citate ed il loro ruolo era fondamentale per gli usi civili e per abbeverare gli animali. Successivamente, nel Novecento, alcune di queste fonti furono utilizzate anche come lavatoi pubblici, come quella di Galiziano e quella della Concia, dove furono anche costruite delle vasche apposite.

Oggi queste antiche Fonti non vengono più utilizzate e sono lasciate in uno stato di abbandono.

Fonte di Carpineto Foto Sergio Ceccotti

Per quanto riguarda la Fonte di Galiziano, il nostro Comune ha fatto predisporre dall’architetto Debora Bravi di San Severino Marche nel 2018 un interessante progetto di restauro, approvato dalla Soprintendenza di Ancona ed inserito anche nel portale Art Bonus, ma purtroppo ad oggi non è stato raccolto neppure un euro. Ci si augura che il nostro Comune possa finalmente prevedere un intervento economico per il restauro della Fonte di Galiziano, anche facendo richiesta di finanziamento alla Fondazione Cassa di Risparmio della Provincia di Macerata.

Per quanto riguarda la Fonte della Concia, si trova in una situazione peggiore della Fonte di Galiziano. Il tetto costruito sopra alle due vasche utilizzate nel passato per lavare i panni sta crollando, la struttura è stata transennata e nessun intervento di recupero è stato previsto.

La Fonte di Carpineto si trova nell’omonima contrada ed è formata da 3 archi, di cui uno è crollato. Anche in questo caso non è stato mai previsto un intervento di recupero da parte del Comune.

Fonte della Valle

L’ultima Fonte, la più piccola e sconosciuta a tutti, è quella della contrada omonima, Fonte della Valle. È una piccola struttura, anche questa lasciata in abbandono, collocata all’interno di una proprietà privata.

Le 4 fonti storiche di Potenza Picena sono un grande patrimonio architettonico da conoscere, salvaguardare e valorizzare.

Cogliamo l’occasione di questo articolo per far conoscere ai nostri affezionati lettori un’ulteriore fonte che nessuno conosce. Si tratta di una antica fonte collocata ai bordi della strada provinciale che collega Potenza Picena a San Girio, venuta alla luce solo dopo la pulizia del fosso.

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È da molti anni che si parla di far restaurare la Fonte di Galiziano di Potenza Picena, risalente al sec. XV.

Fonte Galiziano – Foto Sergio Ceccotti

Questa fonte, insieme ad altre, viene anche citata nello Statuto Comunale di Monte Santo del 1432.

Il nostro comune è proprietario da sempre di questa fonte, come della Fonte La Concia, della Fonte di Carpineto e di quella di Fonte La Valle.

Nel 2018, il giorno 5 ottobre, l’architetto di San Severino Marche Debora Bravi, su incarico del nostro Comune, ha elaborato un progetto di restauro della Fonte di Galiziano molto ambizioso e costoso, che prevede una spesa complessiva di euro 95.053,71 + I.V.A, suddiviso in due stralci. Il primo, di €48.229,91 + I.V.A., prevede interventi di manutenzione e di restauro conservativo e ripristino dell’organismo edilizio. Il secondo, di €46.823,80 + I.V.A., prevede interventi di valorizzazione, attraverso la rimessa in funzione del sistema idrico, la messa in sicurezza e la protezione dell’area per il suo riutilizzo.

Questo ambizioso progetto, approvato dalla Soprintendenza di Ancona in data 2/1/2019, è stato poi inserito nel portale Art Bonus in data 17/04/2019.

Sipario dedicato a Minerva del Teatro Mugellini. Foto Sergio Ceccotti.

Ad oggi, dopo circa due anni, il nostro comune, per quanto riguarda questo progetto, non ha raccolto neppure un euro tra la popolazione. Inoltre nel Bilancio Comunale non sono stati previsti fondi per il suo recupero, neppure nel Bilancio Pluriennale, a riprova del fatto che i nostri amministratori non vogliono investire risorse comunali per il recupero della Fonte di Galiziano.

Cosa fare allora? C’è la possibilità di presentare il progetto di restauro alla Fondazione Cassa di Risparmio di Macerata, che negli ultimi anni finanzia solo progetti Art Bonus.

Noi abbiamo già pronto il progetto di restauro della Fonte di Galiziano dell’architetto Debora Bravi, è stato approvato dalla Soprintendenza di Ancona ed inserito sul portale Art Bonus.

Organo da sala Giovanni Fedeli del 1757. Foto Sergio Ceccotti.

Tutto è pronto, basta fare la richiesta alla Fondazione Cassa di Risparmio di Macerata nei tempi previsti (le domande scadono il 30 giugno 2021). L’operazione non ci costa niente. Perché non farla?

Molti comuni a noi vicini hanno ottenuto finanziamenti dalla Fondazione Carima, tra cui citiamo quello di Corridonia che ha ottenuto per il restauro della loro Fonte Oliva la considerevole somma di Euro 12.000,00.

Il nostro comune, nel recente passato, ha ottenuto dalla Fondazione Carima due finanziamenti piuttosto importanti, il primo di €10.000,00 per il restauro del sipario dedicato a Minerva del nostro Teatro “Bruno Mugellini”, poi inaugurato il giorno 18 novembre 2006, il secondo di €25.000 per il restauro dell’organo da sala Giovanni Fedeli del 1757 dell’Auditorium “Ferdinando Scarfiotti”, poi inaugurato il giorno 8/12/2007.

Perché perdere l’opportunità di reperire risorse finanziarie per il recupero di un così rilevante monumento della nostra città?

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Il comune di Potenza Picena ha portato a termine positivamente il giorno 8 Novembre 2019 il suo primo progetto Art Bonus, grazie all’impegno dell’Economo Comunale, dott.ssa Simona Ciasca.

Si è trattato del restauro di n° 10 statue lignee portareliquari del sec. XVII, restaurate dalla dott.ssa Letizia Bruscoli di Pesaro e costato la somma di Euro 7.500, finanziato da 6 mecenati locali.

I mecenati sono il dott. Roberto Domenichini, il dott. Franco Senigagliesi, Enzo Romagnoli, Samuele Grappini, il Panificio degli Eredi Borroni e la ditta Elettromedia srl.

Il positivo risultato del restauro delle 10 statue lignee è stato anche comunicato al Ministro della Cultura Dario Franceschini il giorno 9 Di­cembre 2019.

Ci sono altri 3 progetti Art Bonus predisposti dal nostro Comune, presen­ti sul portale ufficiale del Ministero.

Si tratta di n° 4 antifonali dei secc. XVI e XVII, della Fonte di Gali­ziano del sec. XV e del quadro di Santa Apollonia del sec. XVIII.

Per questi tre progetti il nostro Comune ad oggi non ha raccolto neppu­re un euro, soltanto la Fondazione “Anton Mario Filippetti” di Potenza Picena ha manifestato la disponibilità a finanziare nel 2020 il restauro di un antifonale, quello più antico del 1544, per un importo di Euro 1.722,40, Iva compresa.

Chiunque fosse interessato a finanziare uno di questi progetti Art Bonus del Comune di Potenza Picena, potrà usufruire dei benefici fiscali della legge che prevede un credito d’imposta del 65%, diluito in 3 anni.

Per informazioni rivolgersi alla dott.ssa Simona Ciasca, (telefono ufficio 0733-679212).

Quadro di Santa Apollonia del Sec. XIX di autore ignoto. Foto di Sergio Ceccotti.

Perchè non richiedere dei finanziamenti ad esem­pio alla Fondazione Carima di Macerata?
La Fondazione Carima nel periodo 2015-2018 ha distribuito quasi 900.000 Euro a favore di progetti rientranti nell’Art Bonus.

Perchè non richiedere inoltre un contributo ad un’Azienda come l’Astea di Osimo, che si occupa della gestione dell’acqua, per il restauro della Fonte di Galiziano?

Si ricorda che negli ultimi anni il nostro comune è riuscito ad ottene­re finanziamenti sia per il restauro del sipario del Teatro “Bruno Mugellini”, poi inaugurato il giorno 18/11/2006, che per il restauro del nostro organo da sala Giovanni Fedeli del 1757, poi inaugurato il giorno 8/12/2007, da parte proprio della Fondazione Carima di Macerata.

Nel primo caso, cioè il sipario, abbiamo ottenuto un contributo di Euro 10.000, mentre per l’organo Fedeli di Euro 25.000.

Perchè non riprovare? Non siamo capaci di fare una domanda? Abbiamo tutti i progetti approvati dalle Soprintendenze, li abbiamo inseriti sul por­tale Art Bonus, cosa ci costa, al massimo si potranno ottenere dei di­nieghi. Facciamo queste richieste.

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