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Frontespizio del volume di Orazio Augeni del 1570. ASCPP.

Frontespizio del volume di Orazio Augeni del 1570. ASCPP.

Molti storici hanno scritto su Monte Santo. Conosciamo bene quanto hanno scritto Filippo Bruti Liberati, Carlo Cenerelli Campana, Gaetano Moroni e Norberto Mancini.
E’ poco conosciuto invece quanto ha scritto su Monte Santo alla fine del Cinquecento, cioè nel 1597, padre Orazio Civalli, frate dei Minori Conventuali nato a Macerata da Pietro e da Bellafiore Pellicani, cultore di memorie storiche dell’ordine religioso e delle Marche. Nel suo ruolo di Provinciale dell’ordine dei Frati Conventuali delle Marche, eletto nel Capitolo che si è tenuto proprio a Monte Santo il giorno 9 Luglio dei 1594, nella sua relazione sulla visita triennale alla nostra città, ci fa conoscere tante notizie storiche di Monte Santo, alcune già citate da Gaetano Moroni nel 1846, molte altre non conosciute. Il testo integrale di tale visita è stato pubblicato nell’opera dell’abate Giuseppe Colucci del 1795, volume XXV. Copia in anastatica si trova presso la nostra Biblioteca Comunale “Carlo Cenerelli Campana”. Il Civalli ci dice che la città di Monte Santo è dotata di un bellissimo stagno. Si riferisce sicuramente a quello esistente in contrada Pampanesche, detta lo Stagno, già citato nel Catasto Federici del 1765 e che si trovava nella zona Nord di Porto Potenza Picena, ai confini con Porto Recanati, corrispondente oggi con il Natural Village, zona Torrenova. Questa zona era storicamente paludosa ed è stata bonificata negli anni Trenta del Novecento dalla famiglia Scarfiotti. Si dice inoltre che in un arco della Porta di San Giovanni si legge il millesimo MCC (1200).
Si cita il Vescovo di Fermo Liberto che nel 1128, il giorno 27 Settembre ha concesso a Monte Santo il titolo di città e la sua autonomia, con la facoltà di eleggere i propri rappresentanti. In questo documento si parla della nostra città, chiamandola Monte Santo Stefano, dal nome della Pieve che si trovava nella Piazza centrale, allora Piazza Grande e che è stata abbattuta nel 1796.

Frontespizio del volume di Arcangelo Mercenari del 1582. ASCPP.

Frontespizio del volume di Arcangelo Mercenari del 1582. ASCPP.

All’epoca, cioè alla fine del Cinquecento, l’avvocato, cioè il protettore della nostra città, secondo il Civalli, era San Girio, la cui festa si celebrava il giorno 25 Maggio di ogni anno. Inoltre il Civalli dice di aver avuto modo di leggere un manoscritto sulla vita di San Girio, da lui ritenuto molto bello, e fornito dal sig. Gio.Girio. Monte Santo all’epoca, dal Biondo, veniva chiamata Terra Nobile Oppidum, “poichè è tale per gli uomini illustri che hanno in lei fiorito in ogni tempo”. A questo proposito cita molti nomi di santesi illustri, alcuni dei quali all’epoca viventi.
Tra di loro i medici Sebastiano Augeni, detto Paparella, Arcangelo Mercenari, Orazio Augeni e suo padre Ludovico Eugenio, oltre ai suoi fratelli Simone, Fabrizio e Lelio, ed il dott. Ventidio Zamberlani. Altri personaggi viventi all’epoca l’Ambasciatore Rodolfo Corraducci, il Vescovo di Teramo Vincenzo Busciatti, che poi morì il giorno 6/1/1609.
Presso il Convento dei frati Conventuali al Pincio di Monte Santo era vissuto nel Trecento il Beato Gerardo da Monte Santo. Inoltre nello stesso Convento si erano svolti diversi Capitoli dell’ordine dei Conventuali, tra cui quello del 1425, del 1477, del 1566 e l’ultimo quello del giorno 9 Luglio del 1594 quando è stato eletto Provinciale lo stesso Orazio Civalli.

Zona Pampanesche dette Li Stagni. Dal catasto Federici del 1765. ASCPP.

Zona Pampanesche dette Li Stagni. Dal catasto Federici del 1765. ASCPP.

All’epoca della visita del Civalli si trovava già il polittico, chiamato cona, del pittore veneziano Vittore Crivelli del 1499 (si cita per errore l’anno 1463) ed era posto nell’altare maggiore della chiesa di San Francesco. Per quanto riguarda le informazioni sul convento dei Conventuali di Monte Santo il Civalli ci fornisce molte interessanti notizie, tra cui ci dice che il Vescovo di Fermo Gerardo nel 1257, dona ai nostri frati conventuali un pezzo di terreno vignato, che poi venduto il ricavato serviva per costruire la chiesa di San Francesco sul monte di San Nicolò al Pincio. Inoltre si cita anche il medico santese Giulio Pechini (lui lo chiama Picchini) per aver aiutato in vita i frati conventuali di Monte Santo a restaurare la loro chiesa, dando poi denaro e successivamente alla sua morte ha lasciato ai frati una “possessione” con casa, con facoltà di vendere il tutto ed il ricavato utilizzarlo per la fabbrica del convento. Dalla vendita della casa si ricavò sopra 600 scudi.
Indubbiamente questo breve testo della visita triennale del Provinciale dei Conventuali delle Marche, padre Orazio Civalli, è molto interessante ed importante per la storia millenaria di Monte Santo e ci è sembrato giusto farlo conoscere a tutti.
Notizie tratte dal tomo n° XXV delle Antichità Picene dell’abate Giuseppe Colucci del 1795. Biblioteca Comunale “Carlo Cenerelli Campana”.

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