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Posts Tagged ‘Istituto Figlie dell’Addolorata’

a cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri

citynewsansafoto_20160825145606188-2Il giorno 28 dicembre del 1908, cioè 110 anni fa, una forte scossa di terremoto del 10° grado della scala Mercalli ha colpito la Calabria e la Sicilia, distruggendo quasi completamente le città di Reggio Calabria e di Messina e facendo nelle 2 regioni circa 80.000 morti e 100.000 feriti.
Di fronte a questa immane tragedia in tutta Italia ed anche nel resto del mondo ci fu una grande solidarietà verso queste popolazioni colpite da questa immane tragedia, il più forte terremoto mai avvenuto in Italia con conseguenze catastrofiche.
Potenza Picena, come tutte le altre città d’Italia, è stata molto vicina alle popolazioni della Calabria e della Sicilia. Tra l’altro in questo terremoto a Messina è morto anche un nostro concittadino, il Sac. Prof. Giuseppe Pasquali, che ricopriva il compito di Direttore dei Salesiani, figlio di un assessore comunale, Fileto Pasquali.
Grazie all’impegno del nostro Sindaco, il Conte Carlo Buonaccorsi, a Potenza Picena si è formato un comitato che ha raccolto tra la popolazione una notevole somma da inviare ai terremotati di Calabria e di Sicilia. Infatti è stata raccolta la ragguardevole somma di lire 2311, di cui il nostro Sindaco ha versato da solo la cifra di lire 450. Inoltre la nostra solidarietà si è anche dimostrata ospitando quattro anziani, due donne e due uomini, provenienti da quelle zone presso il nostro “Ospizio”, oltre che due orfanelle presso il nostro Orfanotrofio, ed un’altra presso le suore dell’Istituto dell’Addolorata. Quindi riassumendo, in questo tragico momento del terremoto che ha colpito la Calabria e la Sicilia, la nostra città ha dimostrato grande solidarietà verso queste popolazioni così colpite drammaticamente.

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5°_DSC2457 (2017)a cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri
Durante la giornata FAI d’autunno a Potenza Picena, che si è svolta il giorno Domenica 15 Ottobre 2017, i tanti visitatori venuti nella nostra città da ogni parte delle Marche (si parla di oltre 2.500 persone, secondo gli organizzatori), hanno avuto modo di ammirare gli antichi telai Jacquard delle Figlie della Addolorata.
I telai portano il nome del loro inventore francese, Joseph-Marie Jacquard, nato a Lione il giorno 7/7/1752 e morto il 7/8/1834.
Su questi telai le nostre monachette hanno confezionato fin dal 1886 i tessuti damascati in seta.
Guida d’eccezione durante la giornata FAI la sig.ra Paola Sabbatini di Potenza Picena che, per diversi anni, insieme all’amica Federica Vendemmiati, ha avuto modo di poter lavorare su questi antichi telai.
I primi telai Jacquard, per l’esattezza 2 sono stati acquistati dalle nostre suore a Torino nel 1886 ed installati dal tecnico Vittorio Costa, dovendo evadere un grosso ordine di tessuto damascato per la Cattedrale di Fermo. L’ordine di 400 metri di tessuto damascato era stato commissionato da Mons. Ferdinando Bazzani, canonico della Metropolitana di Fermo. Il canonico Bazzani era stato consigliato di rivolgersi alle nostre monachette da don Giulio Casciotti, originario di Potenza Picena e Primicerio della Cattedrale di Fermo ed insegnante di morale in quel periodo. Il filato di seta utilizzato per confezionare il tessuto era stato fornito dalla filanda Garulli di Recanati.
39°_DSC1486 (2014)Un grande impulso all’attività del laboratorio per i tessuti damascati delle nostre monachette fu dato dal dinamismo della superiora Madre Ida Murri, sorella di don Romolo Murri, che nel 1913 acquistò altri telai Jacquard. In questo modo le nostre suore erano in grado di evadere sia gli ordini delle famiglie nobili che quelli delle istituzioni religiose.
Per la loro attività, che è andata avanti fino agli anni Ottanta del Novecento, le nostre suore hanno ottenuto importanti riconoscimenti sia in Italia che all’estero.
Hanno partecipato all’Esposizione Nazionale di Firenze del 1871, a quella di Torino del 1888, all’esposizione di Recanati del 1898, nel 1905 all’Esposizione Regionale Marchigiana di Macerata, ottenendo la medaglia d’oro, medaglia d’argento nel 1921 ad Ancona, medaglia d’oro nel 1922 a Recanati, medaglia d’argento nel 1924 a Pesaro, medaglia d’oro alla Fiera Campionaria di Tripoli nel 1927, medaglia d’oro nel 1949 ad Ascoli Piceno, attestato di elogio del Centro Nazionale artigianale Angelicum nel 1952, attestato di elogio a Milano nel 1952, diploma di 1° grado e premio del Ministero dell’Industria e del Commercio nel 1953, medaglia d’oro alla mostra mercato di Fermo nel 1955, medaglia d’oro alla mostra dell’artigianato artistico di Montelupone nel 1957.
Inoltre hanno partecipato nel 1967, in occasione della inaugurazione della Piramide de Mayo di Largo Leopardi nella nostra città, alla mostra dell’artigianato che è stata inaugurata dal Ministro del Lavoro, on. Giacinto Bosco.
30°_DSC2635 (2017)Quindi i telai Jacquard delle Figlie dell’Addolorata di Potenza Picena hanno una lunga e gloriosa storia di artigianato artistico conosciuta in tutta Italia e non solo.
Le bellissime foto di Sergio Ceccotti ci consentono di apprezzare meglio questi antichi telai Jacquard, purtroppo oggi fermi, ma che nel passato hanno confezionato tantissimi metri di damascati, che ancora oggi ornano palazzi nobiliari e chiese di tutta Italia.
Notizie tratte da “Memorie storiche dell’Istituto “Figlie SS Redentore e B.V. Addolorata” a cura di Mons. Giovanni Cotognini, Sr. Maria Candida Italiani e don Giovanni Carnevale S.D.B.
Celebrazioni Italo-argentine Potenza Picena 8-16 Luglio 1967 a cura di Silvano Mazzoni.

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a cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri13°_DSC2739
La Delegazione FAI di Macerata quest’anno ha scelto per la terza volta, dopo quelle del 2007 e del 2008 Potenza Picena per la giornata d’autunno svoltasi Domenica 15 Ottobre 2017. I luoghi scelti dal FAI e messi a disposizione dei tanti visitatori che sono giunti nella nostra città da tutte le Marche dalle ore 10,00 fino alle ore 18,00 (termine poi prorogato fino alle ore 19,00), sono stati: il Monastero delle Benedettine di Santa Caterina in San Sisto in Via Mariano Cutini, la chiesa di San Sisto in Vico Dogali, la ex chiesa di Santa Caterina d’Alessandria, oggi Fototeca Comunale “Bruno Grandinetti” in Corso Vittorio Emanuele II; infine il Monastero delle Figlie dell’Addolorata presso l’ex complesso dei Gesuiti in Piazzale Santo Stefano.
Per la speciale occasione, sono stati esposti all’interno dei locali del Monastero delle Benedettine molti loro lavori a ricamo, ed il reliquario della Santa Croce, antica testimonianza di devozione e capolavoro di argenteria. Presso la chiesa di San Sisto è stata esposta per la prima volta la poltrona dove si è seduto il Pontefice Papa Pio IX, quando è stato ricevuto dalla nostra comunità al Porto di Monte Santo il giorno 16 Maggio del 1857, oltre che la sua papalina.
2°_DSC2715Nella ex chiesa di Santa Caterina d’Alessandria sono state esposte per la prima volta in una mostra una serie di foto scattate all’interno del Monastero delle Benedettine nel 1954 dal giornalista e critico teatrale Mario Roberto Cimnaghi. Inoltre nella stessa struttura abbiamo potuto ammirare per la prima volta dopo ben 137 anni, la tela del pittore, scultore ed architetto di Recanati Pietro Paolo Jacometti (Recanati 1580-1658) del 1630 “Madonna in Gloria coi i Santi Caterina d’Alessandria, Benedetto e Scolastica”. La tela quando erano presenti le Benedettine, fino al 1880, ornava l’altare maggiore della chiesa ed oggi si trova all’interno del Monastero.
Anche la Sala “Antonio Giannini” degli Amici della Musica, associazione che quest’anno festeggia i suoi 20 anni dalla fondazione nel lontano 1997, è rimasta aperta ai visitatori e al suo interno si sono esibiti i componenti dell’Associazione “La Torre che ride”.
Ultima tappa del giro, il Monastero delle Figlie della Addolorata, dove i visitatori hanno avuto accesso al locale del laboratorio dei telai Jacquard del 1860 dove le suore per oltre un secolo hanno confezionato artigianalmente tessuti pregiati damascati. Guida d’eccezione la sig.ra Paola Sabbatini di Potenza Picena che per diversi anni ha operato all’interno del laboratorio portando avanti l’attività artigianale insieme all’amica Federica Vendemmiati; oggi il laboratorio purtroppo non è più in attività.
Il materiale di promozione della manifestazione è stato predisposto dall’art grafic design Roberto Carlocchia di Potenza Picena, un vero maestro, mentre le guide per i visitatori venuti da ogni parte delle Marche sono state realizzate con grande preparazione, competenza e passione dai ragazzi e ragazze della Scuola Secondaria dell’Istituto Comprensivo “Giacomo Leopardi” di Potenza Picena assistiti dalle loro professoresse.
Il FAI di Macerata ha potuto inoltre contare sulla collaborazione fattiva del locale Fotoclub guidato dal presidente Giuliano Margaretini.
3°_DSC2718Un notevole contributo alla buona riuscita dell’iniziativa è da riconoscere alla sig.ra Margherita Mazzoni, originaria di Potenza Picena, figlia di Euro e di Teresa Fontana. Il nostro Comune ha patrocinato l’iniziativa, che si spera possa essere ripetuta il prossimo anno con la giornata FAI di primavera, magari ampliando i luoghi da visitare, come la Pinacoteca Comunale “Benedetto Biancolini”, l’Auditorium “Ferdinando Scarfiotti”, il Teatro “Bruno Mugellini” ed altre strutture del nostro territorio comunale, come la Cappella dei Contadini nella Collegiata di Santo Stefano.
Il bellissimo servizio fotografico della giornata FAI a Potenza Picena è stato effettuato da Sergio Ceccotti il quale, come sempre, ha collabortato con la sua professionalità per l’ottima riuscita dell’iniziativa.

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a cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri

Ritratto della Fondatrice Giovanna Faustina Mengo. Foto Sergio Ceccotti.

Ritratto della Fondatrice Giovanna Faustina Mengo. Foto Sergio Ceccotti.

Il giorno 5 aprile del 1816, venerdì di Passione, presso i locali del Palazzo Mazzagalli (oggi Pierandrei) in Piazza Grande (oggi Giacomo Matteotti), un gruppo di cinque giovani del posto fondava un nuovo ordine religioso, che raccoglieva nubili povere. Tra di loro troviamo la fondatrice, Giovanna Faustina Mengo, detta Cecicotti, Maria Zucchini, Maddalena Paoletti, Maria Domenica Melatini e Annunziata Mengo, sorella minore di Faustina.
Queste cinque giovani santesi venivano seguite dal Canonico Don Luigi Pasquali, parroco di S. Stefano, che deve essere considerato a tutti gli effetti come cofondatore dell’ordine di Monte Santo, e dai Frati Cappuccini locali. La necessità di fondare un nuovo ordine religioso che potesse ospitare giovani povere, ma che sentivano forte la loro vocazione religiosa, nasceva dalla constatazione che negli altri due ordini religiosi femminili presenti in quel periodo a Monte Santo, cioè le Clarisse e le Benedettine, le ragazze obbligatoriamente dovevano avere una dote e quindi l’ingresso di giovani povere era precluso in questi due monasteri.

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Cappellina interna dell’Istituto Figlie dell’Addolorata.

Pertanto Faustina Mengo che proveniva da una modesta famiglia di contadini di San Girio ha dato la possibilità, con l’istituzione di questo nuovo ordine religioso, l’Istituto “Figlie SS. Redentore e B.V. Addolorata”, riconosciuto ufficialmente solo il giorno 2/2/1924 con Decreto del Vescovo di Fermo Mons. Carlo Castelli, a tante giovani povere di poter vestire l’abito religioso. Successivamente le suore, chiamate popolarmente “monachette”, si sono trasferite prima nel Convento dei Frati Francescani Conventuali al Pincio, poi nell’abitazione del Conte Guelfo Rinaldini ed infine presso i locali dell’ex-collegio dei Gesuiti in Via Umberto I dove la casa madre si trova tuttora. L’ordine in questi duecento anni è molto cresciuto, ha svolto un importante ruolo nel contesto della realtà di Potenza Picena a livello religioso, educativo, scolastico ed anche artigianale, nella produzione di tessuti damascati con i loro famosi telai. Hanno aperto nel corso degli anni altre sedi sparse nelle Marche e non solo, andando nel 1972 anche nelle missioni in Brasile. Madre Giovanna Faustina Mengo, la fondatrice dell’ordine, nata a Monte Santo il giorno 3/2/1770 da Nicola e Maria Giovanna Pataccone, è morta il giorno 3 novembre del 1829. Il suo corpo era stato sepolto all’interno dei locali della Cappella dei Contadini nella Collegiata di S. Stefano ed è stato ritrovato il giorno 10 novembre del 1965 insieme a quelli di altre due fondatrici dell’ordine, suor Maddalena Paoletti e suor Maria Domenica Melatini.

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Chiostro dell’Isituto Figlie dell’Addolorata.

Sulla cassa di Madre Giovanna Faustina Mengo era apposta la seguente scritta: “Hic Est Faustina Barchiesi Cecicotti, Addì 3 N.bre 1829”.
Sarebbe apprezzato poter dedicare alla fondatrice dell’ordine una via o una piazza della nostra città. Inoltre nel Palazzo Pierandrei in Piazza Matteotti, dove le 5 giovani si sono riunite la prima volta il giorno 5 Aprile del 1816, si potrebbe far collocare una targa che ricordi a tutti questo importante avvenimento.

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