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a cura di Maria Belardinelli

Luigi Morichetti. Foto prop. Famiglia Morichetti.

Luigi Morichetti, nacque a Potenza Picena (MC), il 23/05/1940.

Ultimo di tre fratelli, conobbe i tempi bui della seconda guerra mondiale, con le ristrettezze economiche che ne conseguirono.

All’ epoca c’era molta solidarietà tra parenti e vicini.

Ci si sosteneva affettivamente e materialmente.

Da bambino percorreva diversi chilometri a piedi, per raggiungere certi parenti in campagna, che lo facevano mangiare, dandogli anche qualcosa da portare a casa.

Spesso il ritorno solitario, capitava di sera e quando la paura lo assaliva, cantava, per farsi compagnia.

Da giovanissimo emigrò in Francia, unitamente alla propria famiglia, dopo aver frequentato il quinto Ginnasio presso il seminario di Fermo.

Quando, insieme a suo fratello Mario, arrivò alla Gare de Lyon di Parigi con le “famose valigie di cartone” e vide persone e cose avvolte in una fitta nebbia, provò l’istinto di rimettersi in treno e tornare indietro.

L’ Italia già gli mancava!

Dopo essersi scambiati sguardi di sconforto ma anche di speranza, accettarono la sfida di iniziare una nuova vita in un paese straniero.

Luigi rimase in Francia ventitre’ anni, imparando velocemente la lingua ed integrandosi perfettamente nel mondo lavorativo.

Luigi Morichetti insieme alla moglie Maria Belardinelli il giorno del loro matrimonio. Foto Prop. Fam. Morichetti

Il suo primo impiego fu presso una grande Ditta che costruiva televisori e che però, dopo qualche anno fallì.

Successivamente esercitò la sua attività, alle dipendenze della DITTA MEUBLES FADI con sede in Argenteuil, con la qualifica di capo delle vendite, in effetti con funzioni vicarie del proprietario.

La struttura organizzativa dell’Azienda era di tali dimensioni sia dal punto di vista dell’estensione (6000 mq di esposizione e 16.000 mq di deposito), sia dal punto di vista contabile-amministrativo.

Era molto amato dal proprietario, che lo considerava quasi come un figlio, dagli impiegati e dagli operai.

Quando qualcuno si trovava in difficoltà per incomprensioni tra colleghi o per richieste particolari al titolare, lui faceva da tramite e con il suo “savoir faire”, fatto di gentilezza e di fermezza all’ occorrenza, appianava ogni cosa.

Dal 1970 al 1981 fu iscritto all’ Albo dei Dirigenti d’ Azienda Francese.

Un caldo pomeriggio d’ estate del 1975, conobbi Luigi, amico d’ infanzia di mio fratello Mauro.

Stavano bevendo qualcosa in Piazza della Stazione a Porto Potenza Picena.

In quel momento mentre passavo, mio fratello mi vide e mi chiamò presentandomi Luigi.

Fu un colpo di fulmine!

Facemmo di tutto per dimenticare quell’ incontro, ma si sa “la lontananza spegne i fuochi piccoli, ma accende quelli grandi, grandi…”.

Luigi Morichetti da giovane. Foto di Sergio Ceccotti

Così nel 1981 ci fidanzammo ed il 24/07/1983 ci sposammo presso l’Abbazia di San Claudio.

Mentre la Francia, lo accolse a braccia aperte e gli permise di realizzarsi in senso lavorativo, sociale ed umano, il suo ritorno in Patria fu invece traumatico.

Per alcuni anni tutte le porte si chiusero per lui!

Non si scoraggiò e dotato di spirito di adattamento, creatività e tenacia, si inventò un nuovo lavoro.

Da sempre coltivava un vero e proprio amore per il legno che considerava “materia viva”.

Da autodidatta imparò a restaurare vecchi mobili, partendo dagli insegnamenti acquisiti su un vecchio libro francese.

Progettò e realizzò artigianalmente diversi mobili di casa nostra, una biblioteca a casa di mio fratello ed un tabernacolo in Collegiata prima del restauro definitivo, appoggiandosi, alla falegnameria di Enzo Torresi per i lavori più impegnativi, che necessitavano di strumenti adeguati.

Sempre per la Collegiata restaurò alcuni mobili provenienti dalla Chiesa di Sant’ Agostino.

Inoltre restaurò anche per il nostro Comune, un antico tavolo a ferro di cavallo con le relative sedie (in origine arredo della sala consiliare) e gratuitamente un’antica consolle in noce del settecento.

Sempre gratuitamente restaurò un Crocifisso attualmente situato alla Madonna della Neve.

Qualunque cosa “fioriva” nelle sue mani, nei suoi pensieri ed ancor prima nel suo cuore.

Qualcuno vedendo le sue realizzazioni gli disse: “Luigi, tu sei un artista e non lo sai!”.

Lettera di ringraziamento del Sindaco Mario Morgoni a Luigi Morichetti per aver restaurato gratuitamente la consolle in noce del sec. XVIII. 16/12/2002. Foto di Sergio Ceccotti

Diverse volte la sofferenza ed il dolore bussarono alla porta, mettendo in pericolo le nostre vite.

Accettammo con pazienza, confidando nell’aiuto di Colui che tutto sa, tutto può e che comunque sempre ama.

Il 10 aprile 2020, iniziò il suo Calvario reso più straziante dai sette trasferimenti da un Ospedale all’ altro.

Il Covid-19 è stata la causa iniziale, ma non quella che ha determinato la sua morte.

E’ vero, stiamo combattendo contro un nemico invisibile e pericoloso, ma spesso l’uomo, per superficialità, negligenza o vanagloria, vi aggiunge del suo, rendendo ancora più dolorose le storie di tanta gente.

Tutto ha sopportato senza un lamento, con dignità e sempre con un “grazie” pronto sulle labbra.

Da donna innamorata, gli dedicai alcuni versi, nel pieno della nostra giovinezza e dopo il triste epilogo.

Sono questi:

A  TE

“Mi tuffo nei tuoi occhi verdi,
mare di infiniti silenzi,
di dolci tenerezze,
di trasparenze luminose.

Incontro gli abissi
più tormentati
della tua anima.

Mi sento smarrita.

Torno a guardarti.

Mi perdo di nuovo
nel tuo mare”.

PERDERMI

 “Vorrei perdermi
nella corolla
di un fiore,
nelle note
di un pentagramma.

 Vorrei perdermi
in una goccia
delle tue lacrime,
nel tuo sorriso…

Per sentire
meno dolore
e più amore!”.

E come disse Giobbe (1, 21-22)
“Il Signore ha dato,
il Signore ha tolto,
sia Benedetto il
Nome del Signore!”.

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