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A cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri.

Inaugurazione restaurato stemma Comunale in Pietra Arenaria del Sec. XIV del giorno sabato 14 Novembre 2015. Foto Sergio Ceccotti.

Cento anni fa, nel 1919, è stato pubblicato il libro del dott. Luigi Pratesi “La Historia Servatae Libertatis di Montesanto” del 1562, contributo alla conoscenza delle vicende patrimoniali della Chiesa, stampato a Macerata dallo stabilimento Cromo-Tipografico Commerciale.

Il libro è dedicato alla memoria del conte Carlo Bonaccorsi, per molti anni benemerito Sindaco di Potenza Picena, “in cui alle vicende storiche di quel comune va unito il nome glorioso della sua famiglia”, i Bonaccorsi.

Il conte Carlo Bonaccorsi morì il giorno 25/03/1918.

Questa storia, che riguarda la nostra città, scaturisce da una decisione del Pontefice Pio IV, il milanese Giovanni Angelo Medici, eletto Papa il giorno 26/12/1559.

Il Pontefice Pio IV emanò il 16 maggio 1562 un Breve con il quale concedeva la città di Monte Santo al duca di Ferrara Francesco D’Este, in cambio di Benevento, che in questo modo passava al duca Cesare Gonzaga di Mantova, marito della nipote del Pontefice, Camilla, figlia del conte Gilberto Borromeo.

ritratto di pio iv

Il Segretario del Pontefice Pio IV era all’epoca il Cardinale Carlo Borromeo, suo nipote. La decisione del Pontefice Pio IV fu presa senza consultare il Collegio Cardinalizio ad esclusivo vantaggio di un suo parente, il duca Cesare Gonzaga di Mantova.

La popolazione di Monte Santo, una volta venuta a conoscenza di questa decisione del Pontefice Pio IV, si oppose e si mobilitò in ogni direzione per far cambiare la volontà del Pontefice. Furono presi contatti con alcuni Cardinali che sostenevano Monte Santo: Savelli, Carpi ed i veneziani Marcantonio da Mula e Bernardo Novaforo, oltre che l’ammiraglio Duca Marcantonio Colonna. Una delegazione di rappresentanti santesi si recò a Roma per essere ricevuta dal Papa e fargli cambiare idea sulla concessione di Monte Santo al Duca Francesco d’Este di Ferrara.

Tutta la popolazione di Monte Santo era contraria a passare dalla Santa Sede al potere temporale del signore di Ferrara, ad eccezione di un certo Cinzio Volpizio, che invece sosteneva la causa di Francesco d’Este, il quale aveva mandato a Monte Santo il suo emissario Borgheselli per prendere possesso della città. La popolazione per opporsi uccise Cinzio Volpizio a pugnalate ed il suo corpo fu abbandonato vicino al portone di ingresso del Monastero delle Clarisse di Monte Santo. Dopo questo delitto, a Roma, il Pontefice Pio IV, in accordo con il Duca Francesco d’Este di Ferrara, lasciò libero il comune di Monte Santo e gli concesse un altro territorio. Questo avvenne il giorno 19 settembre del 1562.

In questo modo la lotta del popolo di Monte Santo risultò vittoriosa ed il nostro comune rimase legato alla Santa Sede, nonostante si fosse ribellato ad una decisione del Pontefice nepotista Pio IV.

francesco deste 1516 1578

In segno di ringraziamento della mancata infeudazione, i rappresentanti della nostra comunità decisero di fare un pellegrinaggio al Santuario della Madonna di Loreto, portando in processione una raffigurazione in argento del palazzo comunale della città e lasciando in offerta al Santuario 5 fiorini d’oro.

Inoltre si decise di rendere festivo il giorno 19 settembre di ogni anno e di ripetere il pellegrinaggio al Santuario della Madonna di Loreto, portandovi sempre la raffigurazione del palazzo comunale in argento e lasciando in offerta 5 fiorini d’oro alla Madonna. La processione partiva dalla chiesa della Madonna della Neve, vicino Porta Girola.

marcantonio colonna

Questo tradizionale pellegrinaggio del 19 settembre è proseguito nel corso dei secoli, fino alla seconda metà del sec. XX. Oggi viene organizzato un pellegrinaggio a Loreto portando l’immagine della Madonna di Loreto del Monastero delle Clarisse il giorno sabato prima dell’inizio delle lezioni scolastiche, a settembre. Il giorno non si fa ricadere, quindi, col 19 settembre e non c’è alcun riferimento alla vicenda storica del 1562.

Oggi noi, a distanza di 100 anni, vogliamo far conoscere il libro scritto nel 1919 del Dott. Luigi Pratesi, in quanto lo riteniamo molto interessante e utile per capire la storia di Monte Santo e del suo attaccamento all’autonomia amministrativa ed alla Chiesa di Roma, che ha portato la nostra popolazione nel 1562 a mobilitarsi contro una decisione del Pontefice Pio IV ed a vincere la battaglia.

Conte Commendator Carlo Buonaccorsi. Foto Sergio Ceccotti.

Al suo interno troviamo il testo integrale del Breve del 16 Maggio 1562 del Pontefice da cui è partita tutta la vicenda che viene narrata nel libro di Luigi Pratesi. Anche Carlo Cenerelli Campana, nel suo libro del 1852 “Istoria dell’antica città di Potenza Rediviva in Montesanto” parla molto ampiamente di questa vicenda. Questo avvenimento è stato tratto da un manoscritto anonimo che era conservato presso il nostro Archivio Storico Comunale. Questo documento, che hanno potuto visionare sia Carlo Cenerelli Campana che il dott. Luigi Pratesi, oggi non è più presente nel nostro Archivio Storico e pertanto il libro del Pratesi è fondamentale per poter ricordare questa storia.

Documento allegato:

>Historia Servatae Libertatis web.pdf

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