Feeds:
Articoli
Commenti

Posts Tagged ‘mario clementoni’

Di Roberto Domenichini

Interno cineteatro Aurora. Foto Bruno Grandinetti.

Delle proprietà immobiliari che la famiglia Compagnoni-Marefoschi deteneva in Potenza Picena si conoscono soprattutto le residenze di campagna, oggetto di studi e di indagini storiografiche anche in tempi recenti. Si pensi, ad esempio, allo studio su “Palazzo Rosso” antica dimora gentilizia ubicata in contrada “La marina”, acquistata da monsignor Gio. Francesco Compagnoni Marefoschi nel 1813, ed alla più recente e approfondita tesi di laurea sul settecentesco “giardino Marefoschi” situato invece in contrada fonte di Galiziano.

Eppure la famiglia ha sempre avuto altresì solide radici nel centro abitato, acquisendo case e palazzi nei pressi della piazza del Comune (o piazza grande). Basti pensare che ancora nel tardo Ottocento, quando il peso politico ed economico della famiglia iniziava a declinare, i fratelli Compagnoni Marefoschi, Camillo e Giulio, possedevano due tra i più grandi palazzi della cittadina (palazzo Massucci e palazzo Marefoschi, appunto) nonché varie case di più modesta consistenza, affittate a privati, situate nelle zone più periferiche della “terra” (di Monte Santo).

Tra queste unità immobiliari il grande palazzo Marefoschi, contrassegnato dalle particelle 1036-1040 occupa senz’altro un posto di primo piano nel tessuto urbano di Potenza Picena ed anche nella storia della famiglia. Colpiscono innanzitutto le dimensioni dell’edificio, che occupava buona parte dell’antico quartiere di San Pietro – più tardi denominato anche Galiziano – composto da n. 4 piani e da n. 87 vani. Nel catasto urbano del 1879 esso risulta intestato a Giulio Compagnoni Marefoschi, musicista di valore, il quale, insieme al fratello Camillo, promosse anche la costituzione della Società filarmonica (banda musicale) di Monte Santo, fin dagli anni Quaranta dell’Ottocento.

Busto in marmo Sec. XVII del Cineteatro Aurora. Foto Sergio Ceccotti.

A causa della mancanza di studi, cui si è fatto cenno, poco si sa sulle origini del grande palazzo. Da una nota e da indicazioni contenute nella pianta tardo settecentesca dell’edificio, conservata nell’archivio di famiglia, il nucleo originario del palazzo risulta essere quello situato a sud-ovest, composto da 10 stanze ed un orto (tra l’attuale via Mercantini ed il Corso), queste stanze costituirono l’abitazione di Pietro Antonio Marefoschi (morto nel 1631), l’uomo che nella prima metà del secolo XVII fece compiere il salto di qualità alla famiglia, accumulando ingenti ricchezze, che contribuirono all’aggregazione dei Marefoschi alla nobiltà cittadina, nonché all’ascesa del nipote Prospero al cardinalato nel 1724.

L’ampliamento del palazzo -rispetto al nucleo originario di Pietro Antonio- è stato conseguito in concreto attraverso il progressivo acquisto di un numero non trascurabile di abitazioni private situate sia di fronte al convento ed alla chiesa degli Agostiniani sia nei pressi della piazza grande, accanto al Comune ed al palazzo dei Podestà. Proprio in questa zona fu realizzata la facciata e l’ingresso principale del palazzo.

Poco si conosce della ristrutturazione del complesso abitativo, che dovrebbe essere avvenuta – stanti le linee architettoniche della facciata ed alcune ricevute di pagamenti – proprio alla fine del Settecento, in concomitanza con il trasferimento stabile della famiglia da Macerata a Monte Santo. I lavori decorativi terminarono nei primi anni del secolo successivo.

Tra le decine di stanze che componevano il palazzo, quella denominata “il Salone” occupa certamente un posto di primaria importanza. Situato nel cosiddetto piano nobile, accanto al cortile interno dove potevano giungere e stazionare le carrozze, “il Salone” era il luogo dove si ricevevano gli ospiti, si tenevano ricevimenti, feste e, soprattutto, concerti di musica da camera, manifestazioni queste ultime forse in testa alle preferenze dei Compagnoni Marefoschi, come si rileva dai documenti del loro archivio. I dipinti delle pareti e del soffitto-esclusa la scena centrale- richiamano moduli in voga nel tardo Settecento; essi sono stati valutati dalla Soprintendenza per il Patrimonio storico artistico delle Marche “di notevole pregio e raffinata qualità”.

            Col tempo le fortune, soprattutto quelle economiche, della famiglia mutarono. Così tra la fine dell’Ottocento e i primi anni del secolo XX anche il grande palazzo venne progressivamente svuotato dei suoi arredi e venduto parte a privati parte ad istituzioni. “il Salone” venne acquistato dalla parrocchia della Collegiata e quasi subito trasformato nel luogo deputato alle rappresentazioni teatrali. È nato così il teatro “Alessandro Manzoni” popolarmente denominato il “teatro dei preti” gestito, in origine, dal circolo “Santo Stefano”, di fatto facente capo all’oratorio parrocchiale. Tra le vecchie famiglie di Potenza Picena, poche sono quelle che non possono vantare qualche familiare (antenato) che non abbia recitato o non abbia collaborato alle rappresentazioni nel teatrino, che in seguito sarà denominato teatro “Aurora”, per la decorazione della parte centrale del soffitto, effettuata probabilmente più tardi rispetto agli altri dipinti. Nei tempi antichi l’“Aurora” era raffigurata da una giovinetta alata, coperta di veli e manto d’oro, con una corona di rose sul capo; generalmente sta su un cavallo alato e tiene in mano una fiaccola. Esce da un castello sopra un carro trainato da due cavalli bianchi, spargendo fiori con una mano e reggendo una fiaccola con l’altra: così lei scaccia la Notte e il Sonno. Pur con alcune varanti, quasi tutti questi elementi mitologici sono presenti nel teatrino di Potenza Picena, che negli anni Cinquanta-Sessanta del secondo dopoguerra è stato trasformato in Cine-Teatro.

Ingresso Cineteatro Aurora. Foto Sergio Ceccotti.

Ora dopo anni di abbandono, dopo vari tentativi infruttuosi di utilizzare la struttura, tra i quali quello effettuato dal circolo cittadino, presieduto da Mario Celementoni, nel 1989 (quando l’architetto Scataglini ha disegnato un progetto di recupero dell’immobile da adibire a “sede di attività collettive”), si auspica che l’Amministrazione comunale non si faccia sfuggire l’occasione di acquisirlo al fine di realizzare un graduale restauro e restituirlo quindi alla collettività. Il teatro “Aurora” (o salone Marefoschi) può essere utilizzato come sala di rappresentanza del Comune, per pubbliche cerimonie (anche matrimoni civili), riunioni, conferenze e, soprattutto – come avveniva in passato – per concerti.

Pot. Pic., 23.2.2005

Articoli correlati:

Read Full Post »

A cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri

Azzolino Clementoni

Azzolino Clementoni

Due famosi stornelli che riguardano Potenza Picena e Porto Potenza Pi­cena ci fanno conoscere un personaggio, il maestro elementare Azzolino Clementoni, di cui noi oggi conosciamo molto poco.

I due stornelli sono “Jrenne per Monte Santo”, dedicato in particolare al Capoluogo, ma non solo, e “Nenie di… Porto”, dedicato questo principal­mente alla cittadina rivierasca, ma sempre facente parte dello stesso Comune.

Il primo stornello è stato scritto negli anni Trenta del Nove­cento da Azzolino Clementoni in vernacolo, con la musica del fratello, il famoso prof. Arturo Clementoni, ed il secondo agli inizi degli anni Cinquanta, questa volta con testo e musica dello stesso Azzolino, parte­cipando nell’anno scolastico 1951-1952 ad un concorso di canto corale a livello provinciale con la Scuola Elementare di Porto Potenza Picena, dove ottenne il primo premio. In questi due stornelli il maestro Azzolino Clementoni dà prova delle sue qualità poetiche e culturali, ma anche di profonda conoscenza delle due realtà, della loro storia, cultura e situazione sociale, compresi i personaggi e le realtà produttive dell’epoca, uno spaccato delle due co­munità evidenziato in maniera straordinaria, a dimostrazione del suo gran­de attaccamento alle due realtà.

Azzolino Clementoni, maestro elementare, nasce a Potenza Picena il giorno 18/10/1891, in via Garibaldi, l’attuale Via Bruno Mugellini, da Angelo, friscolo e da Annun­ziata Bufalari, casalinga. Era il 3° di 5 figli, Giulio, (scanè), i famo­si musicisti Flavio ed Arturo e Giuseppe, padre dell’industriale del gio­cattolo di Recanati Mario, morto in un incidente stradale a Monterotondo il gior­no 25/8/1937. Ha frequentato la scuola elementare locale con il maestro Raffaele Petetti e si è poi sposato il giorno 15/9/1920 con la sig.ra Giulia Marconi, anche lei maestra elementare ed abitarono in Via Fioretti.

2020 02 28 0001

Il Maestro Azzolino Clementoni al centro insieme ai ragazzi e alle ragazze della scuola elementare di Potenza Picena.

Dal loro matrimonio è nata Gabriela, che sposerà successivamente il soldato polacco del Reggimento Skorpion che ha liberato Potenza Picena il giorno 30/6/1944, Taddeo Link. Partecipa alla prima guerra mondiale; insegnante presso la locale scuola elementare di Via Massucci, poi Mariano Cutini, dà lezioni di educazione fisica ed organizza corsi di canto e musica per i ragazzi e le ragazze della scuola. Nel 1920 istituisce addirittura una scuola di musica e canto intitolandola al maestro Bruno Mugellini, di cui era un grande estimatore. Si deve probabilmente proprio a lui 1’intitolazione del nostro glorioso Teatro condominiale il giorno 28/10/1933 a Bruno Mugellini. Del Teatro con­dominiale “Bruno Mugellini” è stato segretario e consigliere delegato.

Fa parte da giovane della Corale Santo Stefano e della Banda Cittadina, suonando il clarinetto.

Cultore di storia locale, amante del folclore santese, è stato tra gli or­ganizzatori sia della Festa dell’Uva, durante il fascismo, che tra i pro­motori della Festa del Grappolo d’Oro nel 1955.

Fervente cattolico, aveva aderito al Partito Popolare prima dell’avvento del fascismo, poi nel ventennio ha aderito al fascismo, ricoperto dal 25 Luglio 1939 fino al 29/3/1940 il ruolo di Commissario Prefet­tizio e dal 5/4/1940 al 4/8/1940 quello di Podestà del nostro Comune. È stato anche Presidente dell’Opera Nazionale Balilla di Potenza Picena.

frat-clementoni

I fratelli Arturo, Flavio, Azzolino e Giuseppe durante la prima Guerra Mondiale

Alla Liberazione di Potenza Picena, il giorno 30/6/1944, ha fatto parte del Comitato di Liberazione Nazionale locale, insieme al prof. Giuseppe Asciutti, Egisto Bontempi e al Colonnello Giovanni Pasquali. Il giorno 8 Luglio 1944 è stato nominato membro della Prima Giunta Comunale di Potenza Picena, in rappre­sentanza della Democrazia Cristiana e della classe impiegatizia.

Nel 1927 è stato nominato Presidente della Cooperativa di Consumo “Alessandro Manzoni”. Nel 1937 Azzolino Clementoni è tra coloro che porteranno a Po­tenza Picena la Ditta “La Fisarmonica” da Castelfidardo, grazie all’iniziativa di Egisto Bontempi e Archimede Mancini, suo cugino e producevano organetti a bocca, prima industria in Italia, voci per armoniche e fisarmoniche. Egisto Bontempi dopo la guerra, da solo riuscirà a farne una grande impresa produttrice di fisarmoniche esportate in tutto il mondo. Con il figlio, l’ing. Paolo Bontempi, l’Azienda diventerà leader mondiale nel campo degli strumenti musicali giocattolo.

fam-clementoni

Flavio e Arturo Clementoni con la madre Annunziata.

Il 15/4/I940 è stato tra i promotori della nascita della “Pro Porto Po­tenza Picena”, la futura Pro Loco, come Presidente nella sua veste di Podestà di Potenza Picena, insieme al dott. Giulio Gasciotti, Guido Clemen­ti, Carlo Marchetti, Filippo Bocci, Attilio Masserini, Gerio Matteucci, Nazzareno Pavoni, Daniele Fava. Dopo aver insegnato per molti anni nella Scuola elementare del Capoluogo si trasferisce ed insegna nel 1948 a Porto Potenza Picena ed abiterà in via Duca degli Abruzzi.

Nella realtà di Porto Potenza Picena sarà uno dei più importanti promotori culturali e sociali. Muore il giorno 22/9/1971. Azzolino Clementoni, insegnante elementare, Presidente del Consorzio Provinciale Patronati Scolastici, Cavaliere del Lavoro e Grande Ufficiale, uomo di cultura, poeta, scrittore, giornalista, appassionato di Canto e Musica, di tradizione e folclore locale, è sicuramente uno dei personaggi poliedrici più importanti della nostra comunità che è giusto ricordare sia a Potenza Picena che a Porto Potenza Picena.

Articoli correlati:

Read Full Post »

copertina 2

Mario Clementoni

Una delle personalità più importanti nel campo imprenditoriale marchigiana è stato sicuramente Mario Clementoni di Recanati. Nato a Potenza Picena il giorno 27 Gennaio del 1925, nella casa di Corso Vittorio Emanuele II n° 9 da Giuseppe e da Luigia Maggini, nel 1957 fonda a Recanati la Clementoni Spa, azienda leader nel mondo nel campo dei giochi educativi per ragazzi e ragazze. Si era sposato a Pesaro con la sig.ra Matilde Brualdi il giorno 11/1/1953 e dal loro matrimonio sono nati 4 figli, Stefano, Giovanni, Pierpaolo e Patrizia.
Il padre Giuseppe era morto tragicamente in un incidente stradale a Monterotondo di Roma il giorno 25/8/1937, cioè 80 anni fa, dove si era trasferito con tutta la sua famiglia per lavoro. Mario Clementoni ha sempre mantenuto un solido legame con la sua Monte Santo, come lui voleva che si chiamasse Potenza Picena. Il suo grande desiderio era quello di ripristinare l’antica nome del Capoluogo, Monte Santo, nome che era stato cambiato il giorno 21 Dicembre del 1862.
Mario Clementoni è morto a Recanati il giorno 9/10/2012, circondato dall’affetto e dall’amore dei suoi cari.
La città di Recanati il giorno 14/10/2017 in occasione del quinto anniversario della sua morte, gli ha intitolato il Piazzale in zona Porta San Filippo nella città leopardiana.
Potenza Picena, la sua Monte Santo, potrebbe far collocare una targa sulla parete dell’abitazione di Corso Vittorio Emanuele II dove lui è nato nel 1925, che ricordi a tutti che l’uomo dei giochi, Mario Clementoni, è nato nella nostra città.

Casa natale di Mario Clementoni

Casa natale di Mario Clementoni

I cittadini di Potenza Picena sarebbero molto fieri di questa iniziativa, come certo lo sarebbero tutti i suoi familiari. Anche all’interno della nostra Biblioteca Comunale “Carlo Cenerelli Campana” di Via Trento si potrebbe dedicare una sala, quella destinata ai giochi ed alle letture per i bambini più piccoli a Mario Clementoni, esponendo anche una sua foto.

Articoli correlati:

Read Full Post »

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: