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Posts Tagged ‘Norberto Mancini’

Foto tratta dal libro “La mia terra” di Norberto Mancini. Anno 1954. ASCPP.

Perché Egisto Bontempi nel 1937 è venuto a Potenza Picena da Castelfidardo ad impiantare una fabbrica di fisarmoniche, in una realtà dove la produzione di questo strumento musicale non aveva alcuna radice storica? E’ una domanda che ci siamo sempre posti, non avendo trovato fino ad oggi legami convincenti tra Potenza Piena e la famiglia Bontempi.

Continuando a cercare nel nostro ricchissimo archivio storico comunale, probabilmente abbiamo trovato la risposta.

Una delle famiglie più importanti nel campo degli strumenti musicali a Castelfidardo ed in particolare delle fisarmoniche, che ha saputo sviluppare l’attività imprenditoriale con grandi successi, è stata sicuramente quella dei Mancini, figli di Temistocle, grande imprenditore, Dante, che è stato anche Sindaco di Castelfidardo, Vitaliano, Galileo ed Archimede. Questa famiglia si era trasferita nel 1910 a Castelfidardo da Potenza Picena, dove il capofamiglia Temistocle Mancini era il moderatore dell’orologio della Torre Civica ed anche un valente meccanico orologiaio, parente dello scrittore Norberto Mancini e della famiglia di Azzolino Clementoni.

In particolare il legame di uno dei figli di Temistocle Mancini e Massimina Bufalari, Archimede, nato a Potenza Picena il giorno 6/7/1905 in c.da Orfanatrofio Vecchio n° 216 (l’attuale Via Tripoli) si riallaccia il giorno 24/2/1937 con la nostra città, quando propone al nostro Comune l’apertura di una fabbrica a Potenza Picena per la produzione di organetti a bocca, la prima in Italia, (si producevano solo in Germania) di voci per armoniche e fisarmoniche, dove poteva contare sull’appoggio del suo cugino, il maestro elementare Azzolino Clementoni. Archimede Mancini a Castelfidardo aveva già una fabbrica con 140 operai.

Il comune di Potenza Picena, Podestà l’ing. Cesare Maggini, il giorno 7/4/1937, accetta la proposta di Archimede Mancini ed Egisto Bontempi, che acquistano i locali del Palazzo Marefoschi in Via Silvio Pellico, che erano di proprietà della Parrocchia di Santo Stefano, mentre il nostro Comune si impegnava a dare per 5 anni gratuitamente l’energia elettrica, acqua ed esenzione delle tasse comunali. Con Archimede Mancini a quel punto vengono a Potenza Picena anche Egisto Bontempi, incisore di armoniche, Emanuele Rosciani, il padre dell’imprenditore Alberto Rosciani e successivamente Remo Galvani, accordatore di voci, Emilio Magi, il padre dell’ex Sindaco di Potenza Picena Maria Magi e tanti altri. Tra i primi dipendenti locali della nuova ditta “La Fisarmonica” troviamo la sig.ra Walfrida Percossi, morta il giorno 1/3/2014 all’età di 104 anni, l’ultima testimone di quella straordinaria attività imprenditoriale creata a Potenza Picena e che è proseguita poi in solitaria da Egisto Bontempi dopo la fine della 2° guerra mondiale e si è ampliata con il figlio, l’ing. Paolo Bontempi, arrivando ad essere leader mondiale degli strumenti musicali giocattolo e non solo.

Archimede Mancini subito dopo la seconda Guerra Mondiale trasferisce la sua attività imprenditoriale di armoniche a bocca e fisarmoniche da Castelfidardo a Pesaro, dove lavorerà anche il nipote Mario Clementoni, arrivando ad avere nel 1950 250 dipendenti. Mario Clementoni fonderà successivamente a Recanati insieme alla moglie Matilde Brualdi “La Clementoni Giocattoli”, oggi leader mondiale nel settore. Archimede Mancini si era sposato il giorno 3/6/1933 con la Sig.ra Adelia Fontanella ed è morto ad Urbino il giorno 15/1/1976.

Azzolino Clementoni

Azzolino Clementoni

Comunque se abbiamo avuto la fortuna di una presenza imprenditoriale nel campo degli strumenti musicali, oltre che alla famiglia Bontempi, Egisto e la moglie Maria Bianchi, ed il loro figlio ing. Paolo, lo dobbiamo anche, senza ombra di dubbio, all’inventiva di un figlio illustre di Potenza Picena, trasferitosi poi a Castelfidardo e successivamente a Pesaro, di nome Archimede Mancini, pioniere dell’imprenditoria marchigiana nel campo degli strumenti musicali, in particolare delle armoniche a bocca e delle fisarmoniche. Potenza Picena non deve dimenticare questo suo figlio illustre.

Azzolino Clementoni, nel libro di Norberto Mancini “La mia Terra” del 1954, ha tracciato di Archimede Mancini una bellissima nota biografica con foto, molto interessante.

Anche Norberto Mancini in “Potentini Illustri” del 1950 ha preso in considerazione Archimede Mancini.

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A cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri

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quadro di San Girio

Tra gli storici di Monte Santo, l’antica Potenza Picena, bisogna ricordar padre Antonio Maria Costantini, frate cappuccino.

“Nato a Monte Santo il giorno 19 Gennaio del 1693 da Giuseppe e da Gironima, al secolo Antonio, vestì l’abito cappuccino il giorno 2 Feb­braio del 1710. Ordinato sacerdote partecipò ad un concorso interno per professore di teologia morale. Due i concorrenti che risultarono di pari merito, ma la cattedra non fu assegnata al padre Antonio Maria Costan­tini. Per addolcire la mancata nomina i superiori lo elessero guardia­no di una comunità. Egli rinunciò all’incarico per dedicarsi completamente agli studi.

Come studioso il padre Antonio Maria ebbe una gamma vastissima di inte­ressi. Impossibile in questa sede una rassegna completa della sua atti­vità culturale; se ne darà l’elenco solamente.

Tra gli incarichi che ebbe dai superiori vi fu quello di postulatore delle cause dei santi. In tale veste redasse il processo sopra la fama di santità di fra Bernardo da Offida, laico cappuccino, che inviò alla Congre­gazione dei Santi. Dalla stessa Congregazione ottenne la messa e l’uffi­cio propri per il beato Girio, comprotettore di Monte Santo.

Si era acquistata una notevole fama di restauratore di opere pittoriche poiché fu incaricato dal Governatore di Loreto di un progetto per il res­tauro degli affreschi del Pomarancio.

Coltivò la topografia storica e in particolare si interessò della ro­mana Pausulae, lasciando due dissertazioni manoscritte sul luogo dove esisteva questa città, molto apprezzate dagli studiosi del tempo.

La sua versatilità non aveva limiti. Come egli stesso afferma, “è stato suo studio il soggetto delle acque di vene invisibili e delle acque vi­sibili dei fiumi”. Per tale sua competenza il Governatore di Loreto lo incaricò di rimediare all’inefficienza del sistema di approvvigionamento idrico della città. Tuttavia la ricerca storica fu la sua attività princi­pale. Della sua produzione è pervenuta un saggio giovanile ri­masto inedito su “l’Origine e notizie della terra di Monte Santo, nobile, antica ed illustre nella Marca”. L’anno 1742 per i tipi del Poggiarelli di Ronciglione pubblicava un “Liber tertius in quo varia documenta, iura et privilegia hominum et regiminis Montis Sancti”. Si tratta, come preci­sa l’autore, di un catalogo di documenti in appoggio al “Trattato istorico del territorio di Monte Santo”. Nonostante le ricerche eseguite dai vari eruditi del Sette e Ottocento del primo volume di tale opera, che l’au­tore dice che fosse già pronto per la stampa, non si è mai trovato nulla.

Il padre Antonio Maria Costantini cessava di vivere nel Convento di Offida il giorno 26 Febbraio del 1767.

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“La Deposizione” di Simone De Magistris del 1876

Il padre Antonio Maria Costantini, tipico esponente della cultura erudi­ta e scientifica del suo tempo, con la sua lunga ed operosa esistenza ha dato un suo contributo alla cultura marchigiana del Settecento, con le sue ricerche storiche, topografiche e attività scientifiche molto appre­zzate dai dotti del suo tempo.” (da I Cappuccini a Potenza Picena di Callisto Urbanelli, Giuseppe Santarelli e Nanni Monelli, Edizioni Anibali, Ancona 1993).

Secondo il Bruti Liberati, padre Antonio Maria Costantini, restaurò anche la tavola di Simone De Magistris del 1576 “La Deposizione”, che si trova all’interno della Chiesa di San Lorenzo dei Frati Cappuccini di Potenza Picena. (da Filippo Bruti Liberati 3° lettera sopra Monte Santo del 1840 e lettera del 1842, Ripatransone Tipografia Jaffei. Potentini Illustri di Norberto Mancini, Recanati, Tipografia Pupilli 1950).

Per quanto riguarda Monte Santo, vi facciamo conoscere il suo manoscritto giovanile che si conserva in originale presso la Biblioteca Comunale di Fermo ed il libro del Marinucci sulla vita di San Girio del 1766, di cui il Costantini fu il postulatore della causa di beatificazione.

pdficon_largemanoscritto_padre_maria_costantini_web.pdf  – Manoscritto di Padre Antonio Maria Costantini “Origine e notizie della terra di Monte Santo, nobile, antica ed illustre nella Marca”. – Biblioteca Comunale di Fermo

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Atto di Battesimo di Antonio Maria Costantini del 19-1-1693. Archivio Storico Parrocchia Santi Stefano e Giacomo.

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V0000248 Horatius Augenius. Line engraving, 1688.Di Norberto Mancini

Un oblio ingiustificato, non da oggi, copre la memoria di alcuni potentini che, attraverso i secoli, recarono il loro valido contributo al progresso dell’arte sanitaria. Meritano di esser conosciuti non solo perché beneficiarono spesso l’umanità sofferente con geniali e severe conquiste, ma anche in quanto sono il decoro e il vanto della terra nativa e della nostra regione.

Il primo insigne medico di cui si occupano gli annali di Potenza Picena è Lodovico Augeni assai famoso nella professione sanitaria che esercitò nelle principali città della Toscana e della Romagna. Egli fu accettissimo a diversi principi francesi e al papa Cle­mente VII che lo prese al suo servizio.

Nel 1511 andò a insegnare nello studio di Perugia. Morì vecchissi­mo il 17 gennaio del 1573. Gae­tano Marini, nel primo tomo della sua opera «Degli archiatri pon­tifici», afferma che scrisse un «Trattatello dei vini».

Figlio del precedente è Orazio Augeni (1527-1603). Fu lettore di logica all’Università di Macerata. A Roma, nella Sapienza, tenne la cattedra di medicina teorica straordinaria per cinque anni, sino al 1558. In seguito si ritirò a vita privata. Ma per breve tempo, poi­ché il principe Carlo di Savoia gli assegnò la prima cattedra di medicina nello studio di Torino dove rimase sino al 1593. Fu as­sunto, in ultimo, alla cattedra di medicina teorica in Padova. In questa città, carico di anni e consunto dalle fatiche, morì nel 1603. Pubblicò non poche opere. Se ne può vedere l’elenco nel primo to­mo dell’opera incompleta «Biblioteca picena» di Filippo Vecchietti e Tommaso Moro. Il figlio Ilario le fece stampare di nuovo offrendole, con lettera dedicatoria, al cardinale Alessandro Peretti. Al­l’edizione egli aggiunse di suo due indici: l’uno contenente il titolo dei capitoli delle varie materie e l’altro delle cose più degne di osservazione. L’edizione uscì a Ve­nezia nel 1607 «apud haeredem Damiani Zenari».

Console Generale Gaetano Solanelli

Gaetano Solanelli

Gli storici della medicina consi­derano Sebastiano Augeni (+1578) come uno dei migliori scienziati del suo tempo. Esercitò la professione di medico a Camerino. Recatosi a Firenze, per alcuni suoi interessi, Cosimo de’ Medici gli affidò la cattedra di medicina dell’Università di Pisa. Da questa, dopo vari anni, passò a quella di Perugia dove si trattenne lunganente. Lasciò opere di non piccolo pregio che trattano svariatissimi argomenti. Notevole quella intitolata «De natura humana».

Arcangelo Mercenari ( + 1585) in­segnò nell’Università di Padova. Ebbe una lunga polemica, su que­stioni di carattere scientifico, con Orazio Augeni. Le dottissime ri­sposte che diede al suo concitta­dino furono raccolte in volume. Si hanno di lui parecchi lavori di non secondaria importanza.

Gli storici Carlo Cenerelli Cam­pana, Antonio Maria Costantini, Giovanni Panelli e Filippo Bruti Liberati ci danno scarse notizie su altri due medici potentini: Giu­lio Pechini e Nicola Casanova. Vissero nel secolo XVI. Si distin­sero assai nelle discipline medico-­scientifiche. Il secondo stampò vari suoi scritti.

Molto interessante la vita di Gaetano Solanelli (1834-1898). Lau­reatosi giovanissimo all’Università di Bologna, andò a perfezio­narsi alla Sorbona di Parigi. Fu anche per qualche tempo in In­ghilterra. Egli si trovava in pa­tria il 18 settembre del 1860 quan­do tutta la popolazione era fuori Porta Marina — non esisteva ancora via Piana — e sul colle dei Cappuccini per seguire costernata le sorti della battaglia di Castelfidardo. Quando i «papalini», sbandati e in fuga, protestandosi vittime di una imboscata, attra­versarono la vallata del Potenza per risalire affannosamente i colli di Montesanto e di Montelupone, i cittadini ritennero prudente di rientrare nelle loro case e di chiu­dere le porte del paese. Il Solanelli e altri pochi animosi resta­rono fuori delle mura per soccor­rere i feriti e gli invalidi sotto il porticato della chiesa della Madonna della Neve e per con­vincere i fuggiaschi, violenti per disperazione e per paura, a pro­seguire il loro cammino verso Macerata.

Prof. Bruno Brunacci

Prof. Bruno Brunacci

Dopo un breve regime militare, il Solanelli fu il primo sindaco di Montesanto e quando il Governo Piemontese si trasferì a Firenze, eleggendo questa città a capitale, egli e il consiglio comunale, al­l’unanimità, deliberarono di cam­biare il nome di Montesanto in quello di Potenza Picena.

Per quanto fosse dottore, in me­dicina e chirurgia, riuscì ad entrare nella carriera diplomatica. Fu console d’Italia a Larnaca di Cipro, a Trebisonda, a Tagarong sul Mare d’Azof, a Gerusalemme e a Corfù dove chiuse l’operosa esistenza terrena. I suoi resti mor­tali furono portati nella terra na­tale il 7 marzo del 1898.

Poche le notizie della vita di Bruno Brunacci (1879-1919). Essa fu breve e fruttuosa. Nacque da famiglia antichissima della quale una donna, Piera, fu cognata a Dante Alighieri, e alla quale ap­partenne il celebre cardinale Ercole Brunacci-Consalvi, ministro di Pio VII. Insegnò fisiologia nel­le Università di Siena e di Roma. Egli portò contributi preziosi spe­cialmente alla conoscenza della secrezione parotidea e biliare nel­l’uomo e dell’adattamento degli anfibi all’ambiente liquido esterno mediante la regolazione dei loro liquidi interni. A proposito scrisse pregevoli lavori che resero noto il suo nome in Italia e all’estero, soprattutto in Germania.

Ecco, in ultimo, uno scienziato e umanista di fama internaziona­le: Balduino Bocci (1852-1945). Fu medico provinciale di Roma e pro­fessore di fisiologia nell’Ateneo ro­mano e in quello di Siena. Pub­blicò geniali memorie su l’ottica fisiologica e su la meccanica car­diaca.  Numerosissimi i lavori scientifici da lui dati alle stam­pe, quali: «L’Organo del gusto», «Immagini visive cerebrali» e «Guida allo studio sperimentale della psicologia». Quest’ultimo è il risultato della sua vita di scienziato e specialmente degli intenti che lo guidarono e lo sorressero nell’ardua via dell’insegnamento.

Balduino Bocci

Balduino Bocci

Oltre che scienziato il Bocci fu scrittore, critico, saggista e poe­ta. Molti i suoi libri di argomento letterario. Di particolare valore i seguenti: il poema epico-lirico «Italia! Italia», «Piccolo Decamerone eroico», «Il dinamismo cerebrale del genio: G. Leopardi» e « Le api ».

Maestro della esperienza scien­tifica, scrittore animoso e affascinante, poeta della grazia, uomo di vecchio stampo tutto d’un pezzo, Balduino Bocci può essere addita­to come esempio alle nuove gene­razioni.

Recentemente è stato proposto alla dottoressa Maria Sabbatini, attivissima dirigente del Circolo didattico di Potenza Picena ed amante dello spirito e dell’arte, della storia e della vita delle Mar­che, di adoperarsi perché al Bocci venga dedicato il nuovo edificio scolastico di Porto Potenza.

Articolo tratto dal Resto del Carlino del 1969.

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dsc03154-7di Simona Ciasca e Paolo Onofri
Il giorno sabato 23 Maggio 2009 presso l’Auditorium “Ferdinando Scarfiotti” di Potenza Picena, per l’occasione molto gremito, è stato presentato il libro curato da Renza Baiacco “Il fascino della storia e il respiro del mare, Potenza Picena”. I testi sono stati scritti da Andrea Bovari, che ha curato anche la ricerca storica, mentre il volume è stato stampato da Scocco e Gabrielli srl di Macerata.
Il progetto e la realizzazione grafica di questa importante opera editoriale sono a cura di Renza Baiocco e di Paolo Accoramboni.
Tra gli sponsor che hanno sostenuto la pubblicazione troviamo la Fondazione Cassa di Risparmio di Fermo e l’Istituto di Riabilitazione Santo Stefano di Porto Potenza Picena, mentre il critico d’arte prof. Vittorio Sgarbi ha curato la presentazione del volume.
Il Sindaco che ha portato a termine questo progetto editoriale era l’ing. Sergio Paolucci, mentre l’assessore alla cultura Andrea Bovari. La pubblicazione del libro è stato un evento molto importante per Potenza Picena, in quanto nella nostra comunità mancava da tempo un’edizione così ricca di notizie e foto.
dsc03159-9L’ultimo libro scritto con molto rigore storico su Potenza Picena è stata la guida storico-artistica curata da Duilio Corona nel 1998, con testi del dott. Roberto Domenichini e Moreno Campetella e foto di Bruno Grandinetti, Sindaco Mario Morgoni. Nel 1958 era uscito il libro di Norberto Mancini “Visioni Potentine”, quando sindaco era l’insegnante Lionello Bianchini ed è stato sponsorizzato dall’imprenditore della Società Ceramica Adriatica di Porto Potenza Picena comm. Eugenio Quaglia. Nel 1852 è uscito il primo libro su Potenza Picena, all’epoca Monte Santo, scritto da Carlo Cenerelli Campana “Istoria dell’antica città di Potenza rediviva in Montesanto”, finanziato dalla contessa Ippolita Compagnoni Marefoschi, sposata con il marchese di Ripatransone Filippo Bruti Liberati, l’autore delle 14 lettere sopra Monte Santo, scritte tra il 1839 ed il 1858.
La serata presso l’Auditorium “Ferdinando Scarfiotti”, presentata da Fabio Marano, è stata anche l’occasione per il conferimento delle cittadinanze onorarie al prof. Luigi Miti, ed ai coniugi Antonello Rosali e Matilde Cassano, oltre che la cittadinanza benemerita all’attore Raffaele Curi, rappresentato dal nipote Viola Giovanni.
Ci sono stati inoltre momenti musicali con al pianoforte il maestro Enrico Reggioli che ha accompagnato Anna Donati nella declamazione de “La Putendina”, musicata e scritta dai compianti Edgardo Latini e Severino Donati, ed il soprano Lucia Caggiano, mentre Giovanni Pastocchi e Maria Luisa Barbaccia hanno declamato poesie in vernacolo.
Il libro a distanza di 10 anni continua ancora ad essere attuale ed utilizzato dal nostro Comune per omaggiare gli ospiti della nostra città.
man libro potenza picena-5Un grazie doveroso al lavoro portato avanti con grande passione, impegno ed a­more per la nostra città da parte di Renza Baiocco e di Andrea Bovari. Il servizio fotografico della serata è stato realizzato da Nico Coppari, che gentilmente ci ha messo a disposizione tutto il suo prezioso lavoro per l’occasione e che ringraziamo di cuore.

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copertina del libro

Dopo aver pubblicato il giorno 31 Gennaio 2015 il libro”Potentini Illustri”di Norberto Mancini, oggi dello stesso autore pubblichiamo il secondo volume programmato, cioè “Visioni Potentine”, libro stampato nel 1958 presso lo Stabilimento Tipografico Sociale di Fermo. Il libro è stato finanziato dall’industriale comm. Eugenio Quaglia, titolare della SCA, Società Ceramica Adriatica di Porto Potenza Picena, a cui la nostra città aveva conferito la cittadinanza onoraria il 4/5/1957. Il volume è dedicato dall’autore al padre, Annibale, “impareggiabile maestro del cesello”, ed è arricchito da foto di Bruno Grandinetti e da xilografie del prof. Giuseppe Asciutti e di Giuseppe Boni, artista nato a Potenza Picena il 20/3/1906 e che è vissuto a Fermo dove è morto il 27/9/1980. Visioni Potentine a ragione può essere considerato il primo libro che parla sia di Potenza Picena che di Porto Potenza Picena in maniera molto esaustiva della loro storia, cultura, arte, tradizione, folklore ed economia. È anche una fotografia molto interessante della realtà economica della fine degli anni Cinquanta del Novecento, dove c’era la presenza di importanti realtà produttive, come la SCA di Eugenio Quaglia che aveva al suo servizio molti dipendenti, uomini e donne, e garantiva sia a Porto Potenza Picena che a Potenza Picena molte occasioni di lavoro, l’Istituto Elioterapico “Divina Provvidenza” (oggi S. Stefano), la Ditta di Egisto Bontempi “La Fisarmonica”, il Calzaturificio Kurbistan di Alessandro Mazzarella, le Fornaci Antonelli e Ceccotti, la SAP (Società Automobilistica Potentina), la Massalombarda e tante altre realtà come la cantina Douhet, l’Edalit, la ditta di gassose di Belluccini Giuseppe (sifonà). Di particolare interesse nel libro la parte che tratta delle 27 chiese di Potenza Picena, la demologia potentina, con le preghiere poetiche tradizionali, la festa della Venuta, la Pasquella, la Passione, le canzoni della culla, il saltarello potentino, la sapienza metereologica. Un capitolo a parte merita la Festa del Grappolo d’Oro iniziata da poco, solo nel 1955, che esalta una delle produzioni agricole più importanti della nostra realtà, la vite.

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Norberto Mancini

Si fa presente inoltre che un’altra produzione agricola è molto importante a Potenza Picena, quella dei piselli, che porterà successivamente nel 1959 ad organizzare una apposita sagra che proseguirà fino al 1964. Nella sua prefazione il prof. Lionello Bianchini, allora Sindaco di Potenza Picena, giudica Visioni Potentine “un testo di cultura locale, scritto per il popolo e per gli alunni delle scuole di ogni ordine e grado.
E particolarmente sotto quest’ultimo aspetto, il libro rappresenta un qualcosa di prezioso e indispensabile che ogni comune dovrebbe poter possedere”. Potenza Picena, grazie all’opera di Norberto Mancini, uno degli uomini di cultura della nostra città più importante del Novecento, nel 1958 poteva vantare questa originale opera, che oggi sicuramente merita di essere riproposta ai nostri concittadini, perché nonostante sia datata, non ha perso comunque la sua importanza storica e culturale.

pdficon_large Libro visioni_potentine completo.pdf

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Norberto Mancini all'età di 20 anni

Norberto Mancini all’età di 20 anni

Norberto Mancini nato a Potenza Picena il 23/2/1909, a cui abbiamo proposto di intitolare il nostro Archivio Storico Comunale, è stato nel Novecento un prolifico autore di testi librari, alcuni dei quali fondamentali per poter conoscere la storia di Potenza Picena e dei suoi personaggi più illustri. Mi riferisco in particolare ai libri “Potentini Illustri” del 1950 e “Visioni Potentine” del 1958. In tutti questi anni di apertura della nostra Biblioteca Comunale “Carlo Cenerelli Campana”, siamo riusciti a ritrovare molti dei libri scritti da Norberto Mancini, alcuni acquistati, altri donati. Oltre ai già citati e ben conosciuti “Potentini Illustri” e “Visioni Potentine”, presso la nostra struttura si possono trovare i seguenti libri:“Una grande figura: Umberto Boccabianca”, “La mia terra”, “Il bel Paese da li dolci colli (Il Piceno)”, “Un genio della stirpe Alberico Gentili da Sanginesio”, “Il vero Leopardi” e “p. Duilio Camillo Cosimi”. Inoltre il giorno 17 Novembre 2014 il figlio di Norberto Mancini, Giulio, ha voluto donare al nostro Comune altre opere appartenute al padre. A parte un’altra copia di “Potentini Illustri”, troviamo lavori che non sono presenti presso la nostra biblioteca, come “Giacomo Leopardi nell’interpretazione di Norberto Mancini” di Augusto Natali del 1966, “Annibal Caro” del 1967, “Il ritmo eterno” poesie del 1969 e n° 3 fogli sciolti de “L’anima lirica di Norberto Mancini” a cura di Alda Angelini. Il comune di Potenza Picena ha accettato il donativo di Giulio Mancini.

Potentini Illustri

Potentini Illustri

La nostra comunità deve ringraziare Giulio Mancini per questo nobile gesto, con l’augurio che il comune di Potenza Picena si decida finalmente ad intitolare al padre Norberto Mancini il nostro Archivio Storico Comunale. Per far conoscere meglio le principali opere di Norberto Mancini, in particolare i due libri che maggiormente hanno riguardato Potenza Picena, cioè “Potentini Illustri” e “Visioni Potentine”, abbiamo deciso di pubblicarli integralmente sul nostro blog il 31/1/2015 e il 28/2/2015. Sarà un’iniziativa editoriale molto importante che consentirà a tutti finalmente di conoscere queste opere di Norberto Mancini, uno dei nostri figli più illustri del Novecento.

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