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Graduale dei Santi del 1544. Fot di Sergio Ceccotti.

Graduale dei Santi del 1544. Foto di Sergio Ceccotti.

Il Comune di Potenza Picena ha inserito tra i progetti finanziabili con la legge Art Bonus anche il restauro di n° 4 antifonari dei secc. XVI e XVII. Il progetto di restauro dei volumi è stato predisposto dalla “Le­gatoria artistica ed artigianale del Libro” di Gabriele Dondi di Urbino, approvato dalla Soprintendenza Archivistica di Ancona il giorno 26/11/2019 e si prevede una spesa complessiva per i 4 volumi di Euro 7.888,52 Iva compresa.

La Fondazione “Anton Mario Filippetti” di Potenza Picena ha manifestato la volontà di finanziare il restauro di uno di questi volumi, il più anti­co, il graduale dei Santi del 1544, per una spesa complessiva di Euro 1.722,40 Iva compresa.

La Fondazione “Anton Mario Filippetti” oggi è presieduta da Mario Carlocchia, ed i componenti il Consiglio di Amministrazione sono padre Michele Ardò, parroco della Parrocchia dei Santi Stefano e Giacomo di Potenza Pi­cena, Dott. Ugo Riccobelli, Geom. Simone Belardinelli, Giuseppe Properzi, in rappresentanza del Comune di Potenza Picena e Massimo Lavini segretario.

La Fondazione “Anton Mario Filippetti” è nata come Opera Pia nel lontano 30 Gennaio del 1943, dopo la morte del prof. Anton Mario Filippetti, avve­nuta il giorno 5/4/1942. Il prof. Filippetti prima della sua morte aveva deciso con testamento il giorno 29/8/1940 un lascito di Lire 800.000 per la costituzione di un Ente Morale per la concessione di borse di studio per gli studenti di Potenza Picena meritevoli.

Solo nel 1952 l’opera Pia “Anton Mario Filippetti” di Potenza Picena è stata eretta in Ente Morale con D.P.R. in data 1 Dicembre 1952, 4.584 – G.U. n° 144 del 26/6/1953.

L’Opera Pia “Anton Mario Filippetti” è andata avanti fino, al 2013, quando è stata trasformata in Fondazione di diritto privato ampliandone i contenuti e le funzioni.

Oggi la Fondazione è gestita da un Consiglio di Amministrazione, mentre all’inizio, nel 1943, quando è stata istituita, era affidata alla respon­sabilità dei parroci delle Parrocchie di Santo Stefano e San Giacomo Maggiore, don Marone Cesanelli e don Gustavo Spalvieri.

Un ringraziamento particolare va rivolto alla Fondazione “Anton Mario Filippetti” di Potenza Picena per questo suo gesto di sensibilità ver­so il recupero e la valorizzazione del nostro straordinario patrimonio storico e culturale.

Già nel passato L’Opera Pia, prima, poi la Fondazione “Anton Mario Filippetti” avevano dato dimostrazione di sensibilità verso le esigenze della nostra città, oltre alla concessione delle borse di studio per gli studenti meritevoli.

Nel 1949 aveva messo a disposizione della Parrocchia di Santo Stefano il terreno per la costruzione del fabbricato che doveva ospitare la colonia Elioterapica. In seguito il fabbricato è stato anche utilizzato per ospitare diverse attività produttive, tra cui la “Clavietta” e la Melody Guitars.

Nel 1977 ha contribuito con Lire 65.000.000 alla costruzione del nuovo Cinema del Capoluogo. Purtroppo il cinema in questione non è stato mai terminato ed il fabbricato è stato messo in vendita dal nostro Comune. Il parco pubblico del Colle Bianco è stato ricavato gratuitamente su di un terreno di proprietà dell’Opera Pia “Anton Mario Filippetti”, compreso lo spazio dove è stata collocata la statua della Madonna. Il piazzale davanti al monumento è stato intitolato al Prof. Anton Mario Filippetti.

aton-mario-filippettiCi piace infine ricordare un altro intervento della Fondazione “Anton Mario Filippetti” più recente. La fornitura nel 2014 del basamento che doveva ospitare all’interno della ex chiesa di Santa Caterina d’Alessandria oggi Fototeca Comunale “Bruno Grandinetti”, il trittico di Paolo Bontulli da Percanestro del 1507 “Madonna con Bambino tra i Santi Gia­como Maggiore e Rocco”, compresa la predella, di proprietà della Parroc­chia dei Santi Stefano e Giacomo di Potenza Picena.

In quella occasione la Fondazione si era anche offerta di poter restau­rare il rosone centrale trecentesco della facciata della chiesa di San Giacomo Maggiore a Galiziano. In questo caso purtroppo non si è più fatto niente.

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pianta-cinemaUno dei lavori pubblici rimasti incompiuti a Potenza Picena è stato sicuramente quello del nuovo cinema del Capoluogo. Doveva essere un’opera faraonica contenente 454 posti per gli spettatori ed una spesa complessiva di lire 260.000.000.

Il progetto era stato redatto nel 1977 dall’Ufficio Tecnico Comunale, diretto all’epoca dal Geom. Emilio Flamini. La scelta di costruire questo nuovo cinema a Potenza Picena nella zona PEEP, nel 1977 fu adottata dalla Giunta Comunale guidata dal Sindaco Ins. Maria Magi e nasceva dalla necessità di dotare il Capoluogo di una nuova struttura cinematografica in quanto il Cine-Teatro “Bruno Mugellini” era chiuso per inagibilità dal 1970 ed era funzionante solo la piccola sala parrocchiale dell’Aurora.

Nel 1977, delibera n° 81 del giorno 8 luglio, il Consiglio Comunale di Potenza Picena ha deliberato all’unanimità dei presenti, salvo l’astensione di due consiglieri comunali della lista cittadina della Barca, Rolando Simonetti e Mario Ottaviani, l’avvio del progetto di primo stralcio dei lavori per un importo di lire 153.000.000, finanziato per 30.000.000 con il ricavato dalla vendita a privati della farmacia comunale di Porto Potenza Picena, per 65.000.000 con una compartecipazione dell’Opera Pia “Anton Mario Filippetti” (oggi Fondazione) di Potenza Picena e per 58.000.000 con l’utilizzazione degli oneri di urbanizzazione secondaria.

Per quanto riguarda il secondo stralcio dei lavori dell’importo di lire 107.000.000, si prevedeva di utilizzare il ricavato della vendita all’Enel dell’Azienda Municipalizzata Elettrica, che era stata di lire 200.000.000. Il lavoro di primo stralcio è stato portato a termine, mentre il secondo non è mai iniziato.

11°_DSC6925La struttura incompleta è stata utilizzata dal nostro comune nel corso degli anni come magazzino e rimessa dei mezzi dell’Ente. Negli ultimi anni questo bene immobile incompiuto del nostro comune è stata incluso tra i beni alienabili dell’Ente, per un valore iniziale complessivo di € 967.500, ma non ancora venduto, nonostante ogni anno venga riproposta la sua vendita al pubblico, con il prezzo ribassato ad € 870.000.

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