Feeds:
Articoli
Commenti

Posts Tagged ‘opere d’arte’

3°_DSC3371

Grazie al contributo economico del Dott. Roberto Domenichini, nostro concittadino ed attualmente Direttore dell’Archivio di Stato di Pesaro, le monache Benedettine di Potenza Picena hanno potuto far restaurare quattro quadri.
Due di loro provengono dalla Chiesa di San Sisto e due dall’interno del Monastero. Si tratta nello specifico di quattro tele di autore ignoto:

  1. Olio su tela cm 200×100 raffigurante “Gesù Flagellato” – Sec. XVIII
  2. Olio su tela cm 200×100 raffigurante “Madonna Addolorata” – Sec. XVIII
  3. Olio su tela cm 98×120 raffigurante “Madonna del Buon Consiglio” – Sec. XVI
  4. Olio su tela cm 95×65 raffigurante “Madonna col Bambino” – Sec. XVIII

Il restauro è stato effettuato, con molta professionalità, dalla Signora Letizia Bruscoli di Pesaro. Le nostre monache Benedettine ringraziano di cuore il Dott. Roberto Domenichini, che si è anche impegnato al restauro del più famoso quadro di Pietro Paolo Jacometti del 1630 “Vergine in gloria tra i Santi Caterina d’Alessandria, Benedetto da Norcia e Scolastica”, che oggi si trova all’interno del loro Monastero e che anticamente fino al 1880 ornava l’altare maggiore della loro chiesa di Santa Caterina d’Alessandria, oggi Fototeca Comunale “Bruno Grandinetti”.
Anche la comunità di Potenza Picena ringrazia il Dott. Roberto Domenichini per questo suo ennesimo atto d’amore verso la nostra città ed in particolare verso le Monache Benedettine locali.
Negli anni passati il Dott. Roberto Domenichini aveva contributo al restauro del quadro, sempre delle Benedettine, “Madonna col Bambino, San Giovanni Battista e San Sisto”, fin sec. XVII di autore ignoto ed aveva finanziato il restauro del quadro della Collegiata di Santo Stefano “Madonna col Bambino ed Angeli, Sant’Ignazio di Loyola e San Girio”, sec. XVII di Giacinto Brandi.
Inoltre aveva provveduto, sempre a sue spese, alla stampa degli atti del Convegno Nazionale su Bruno Mugellini, svoltosi a Potenza Picena nel 2012, in occasione del centenario della morte del grande musicista nato nella nostra città il giorno 24/12/1871.
Il Dott. Roberto Domenichini per Potenza Picena si sta dimostrando un vero mecenate dell’arte e della cultura.

Articoli correlati:

Annunci

Read Full Post »

a cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri.
L'Assunta tra gli angeli. Sec XVII. Foto di Sergio Ceccotti.L’avvocato Silvano Mazzoni di Potenza Picena nella pubblicazione realizzata in occasione delle celebrazioni italo-argentine per l’inaugurazione della Piramide de Mayo di Largo Leopardi del giorno 16 Luglio 1967, nella rubrica relativa alle opere d’arte di Potenza Picena chiamata “L’A-B-C dell’arte a Montesanto”, cita per quanto riguarda il Monastero delle Clarisse di San Tommaso una tela raffigurante “La Vergine Assunta in Cielo”, attribuita al Pomarancio (Cristoforo Roncalli 1552-1626), e fa presente che il dipinto in questione era montato su “cornice finemente intarsiata” (secondo lui venduta ad un antiquario di Fermo nel 1963 dalle monache, che avevano probabilmente urgente bisogno di soldi per il loro Monastero).
La cornice è stata invece venduta nel 1961 e le monache hanno ricavato la notevole somma di Lire 250.000.
In questi cinquant’anni molti si sono domandati che fine avesse fatto la tela, una volta venduta la preziosa cornice. Si tenga conto che all’epoca, cioè nel 1961, un esperto, il sig. Giuseppe Bartozzi, aveva addirittura ipotizzato l’attribuzione della tela al Maratta, cosa però smentita sia dalla Soprintendenza di Urbino, tramite il suo soprintendete dott. Giuseppe Marchini, che da altri esperti d’arte del Vaticano.
Il nostro comune ha acquisito al proprio patrimonio una notevole quantità di tele, acqueforti, aggetti vari e mobili, donati dalle Clarisse di Pollenza, dopo che il Monastero di Potenza Picena era stato chiuso nel 2008.
quadro con corniceDi alcune tele abbiamo già avuto modo di parlare nel nostro blog, tra cui “Il Calvario”, “L’Assunta tra i Santi Tommaso Apostolo e Chiara”, e tutte le opere d’arte esposte dal giorno 2 Giugno 2017 nella Pinacoteca comunale “Benedetto Biancolini” di Via Trento.
Il giorno 30 Novembre 2017 inoltre sono stati definitivamente prelevati dal monastero di San Tommaso delle Clarisse tutti gli altri quadri, acqueforti e mobili che rientravano nel donativo a favore del nostro Comune e sono stati collocati temporaneamente nel soppalco dell’Auditorium “Ferdinando Scarfiotti”. Successivamente il giorno 22 Marzo 2018 le opere sono state trasferite nei locali di deposito della nostra Pinacoteca comunale. Tra questi quadri troviamo eccezionalmente anche quello citato dall’avvocato Silvano Mazzoni, purtroppo non più collocato nella sua straordinaria cornice intagliata, in quanto venduta nel 1961.
On quell’anno la persona che si era occupata per conto delle Clarisse della vendita del quadro e della cornice agli antiquari, è stato Mons. Giuseppe Bernacchia, nostro concittadino, nel passato Segretario del Vescovo di Fermo Mons. Carlo Castelli.
Nella corrispondenza con la Soprintendenza di Urbino, il Soprintendente dott. Giuseppe Marchini definisce la cornice del quadro “dorata e decorata da un motivo a girari in pastiglia rilevata”. Era stata inviata alla soprintendenza la foto del quadro con la preziosissima cornice, foto scattata da Bruno Grandinetti. Secondo la Soprintendenza di Mons. Giuseppe Bernacchi. Foto Studio Minnoni Fermo. Prop. Gianfranco Morgoni.Urbino l’attribuzione della tela al Maratta non era corretta, per motivi di qualità, per loro si trattava dell’opera di “un ignoto artista marchigiano della seconda metà del sec. XVII”.
Oggi l’opera d’arte in oggetto fa parte del patrimonio del nostro Comune ed andrebbe adeguatamente restaurata, incorniciata e valorizzata collocandola presso la nostra Pinacoteca Comunale, insieme a tutte le altre opere d’arte provenienti dal Monastero di San Tommaso delle Clarisse di Potenza Picena.

Articoli Correlati:

Read Full Post »

L’Assunta di Pietro di Orazio di Porta Marina. Foto di Sergio Ceccotti.

Chiunque entra nel centro storico di Potenza Picena, non può fare a meno di notare sulla parete alla destra, nel Palazzo De Angelis, una bellissima immagine dell’Assunta su maiolica. Sotto a questa immagine c’è la scritta “I potentini a protezione della loro città nel I° anniversario della definizione del dogma. 1 Novembre 1951”.
L’autore di questa raffigurazione dell’Assunta non è il prof. Giuseppe Asciutti, come si afferma nel libro curato da Renza Baiocco “Il fascino della storia ed il respiro del mare. Potenza Picena” del 2009, ma bensì il decoratore di Civitella del Tronto in Abruzzo, Pietro Di Orazio, che nel 1951 lavorava presso la Ceramica Adriatica di Porto Potenza Picena.
Nel punto dove si trova questa immagine dell’Assunta fino al 1950 c’era la medioevale Porta Girola o Marina con merli a coda di rondine, cioè ghibellini. Questa porta di accesso al nostro centro storico è stata abbattuta con decisione del consiglio comunale del 8/12/1950 a votazione unanime, Sindaco Antonio Carestia, con la seguente motivazione: “premesso che da più tempo, in vista dell’aumentato traffico di automobili nella zona di Potenza Picena, si era imposta la necessità di doversi ampliare la porta principale di ingresso all’abitato (porta denominata Girola), e ciò allo scopo di prevenire soprattutto seri pericoli per le persone transitanti per l’angusto spazio della porta stessa”. In pratica è stata ampliata la porta, abbattendola!
Fino ad oggi nessuno era riuscito a capire a quale dogma si riferisse la scritta posta sotto all’immagine dell’Assunta. Il giorno Venerdì 5 Gennaio 2018 finalmente il prof. Gianfranco Morgoni, nostro collaboratore, è riuscito a trovare la soluzione. Il giorno 1 novembre del 1950 il Papa Pio XII proclamò il dogma dell’Assunzione di Maria e pertanto è questo l’anniversario citato sotto all’immagine della nostra Assunta. In passato molti avevano invece pensato al dogma dell’immacolata Concezione proclamato questo dal Pontefice marchigiano Pio IX il giorno 8/12/1854.
Sopra l’immagine dell’Assunta si trova un’antica epigrafe marmorea di cui ci siamo occupati in passato. Risale all’anno 1567 quando sotto Pio V il patrizio alessandrino Cesare Guasco, commissario preposto alle fortezze pontificie aveva dotato la città di una grande cinta muraria, e la liberò dal pericolo dei turchi.
Questa epigrafe marmorea molto importante per la nostra storia nel 2014 è stata restaurata da Paola Carestia di Potenza Picena e riportata all’antico splendore, mettendo anche sotto una targa metallica con il testo sia in latino che in italiano.
Un particolare che non può sfuggire a chi si occupa da tempo della storia di Monte Santo è la citazione “città” quando si parla della protezione dell’Assunta. Questo titolo che abbiamo acquisito ufficialmente solo nel 2015, il giorno 29 Ottobre con Decreto del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, secondo il nostro parere risale addirittura al giorno 27 Settembre del 1128, cioè a 890 anni fa, quando il Vescovo di Fermo Liberto proclamò Monte Santo “civitas”, cioè città.
Il giorno 27 Settembre di ogni anno dovrebbe essere degnamente ricordato e festeggiato dalla locale comunità come giorno di fondazione della nostra città.

Articoli correlati:

 

Read Full Post »

La Maddalena ai piedi della Croce di Pietro Tedeschi. Foto di Sergio Ceccottia cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri
All’interno della chiesa di Sant’Agostino di Potenza Picena, trasformata dal giorno 19/12/2004 in Auditorium “Ferdinando Scarfiotti”, si trova la tela “La Maddalena ai piedi della Croce”, sec. XVIII di Pietro Tedeschi, collocata sulla parete dell’abside, dietro a dove un tempo si trovava l’altare maggiore.
La tela era stata prelevata da questa chiesa nel 1977 per essere collocata all’interno dei locali della Pinacoteca Comunale “Benedetto Biancolini” di Via Trento, inaugurata il giorno 27 Settembre del 1980.
L’autore del quadro è stato individuato solo nel 1962, grazie all’iniziativa dell’allora Sindaco di Potenza Picena, l’avvocato Silvano Mazzoni, che ha commissionato la ripulitura della tela. Solo dopo tale operazione è emersa la scritta rossa in basso a destra “Petrus Tedeschi pinxit Romae”.
Il pittore Pietro Tedeschi è nato a Pesaro nel 1750 ed è morto nella stessa città nel 1806.
Allievo di Gianandrea Lazzarini di Pesaro, ha lavorato insieme al suo maestro ed ad un altro allievo, Carlo Paolucci, alla realizzazione della parte decorativa della Galleria del Palazzo Bonaccorsi di Macerata.
Della tela “La Madonna ai piedi della Croce” nel passato nessuno storico ne aveva fatto cenno nei suoi scritti su Monte Santo, nè il marchese Filippo Bruti Liberati nelle sue 14 lettere scritte “sopra Monte Santo” tra il 1839 ed il 1858, nè Carlo Cenerelli Campana nella sua storia di Monte Santo del 1852, nè Norberto Mancini in “Visioni Potentine” del 1958.

Firma di Pietro Tedeschi. Foto Kriterion Bologna.

Firma dell’autore del dipinto

Solo in un inventario del 20/2/1908 sulle opere d’arte di Potenza Picena, voluto dal Prefetto di Macerata, si cita la presenza nella nostra città di quest’opera d’arte, definita “Il Crocifisso con la Maddalena”, di “buon autore ignoto, forse il Pomarancio”. Inoltre viene citata dall’avvocato Silvano Mazzoni ne “L’A-B-C dell’arte a Monte Santo”, sulla pubblicazione per le celebrazioni italo-argentine per l’inaugurazione della Piramide de Mayo di Largo Leopardi del 16 Luglio 1967.
Bisogna rilevare che la presenza di quest’opera d’arte nel contesto della struttura religiosa era giustificata dal fatto che la Maddalena, soggetto principale della tela, era anticamente la titolare della chiesa, successivamente intitolata a Sant’Agostino. Inoltre la figura della Maddalena riveste per la comunità di Monte Santo un ruolo molto importante in quanto nel nostro Statuto Comunale del 1441 viene considerata “Governatrice Feconda della città”, cioè protettrice di Monte Santo, la cui festa si celebra solennemente il giorno 22 Luglio.
Quindi non solo importante opera d’arte della nostra città di enorme valore artistico e storico, ma anche di notevole significato religioso e civile.

quadro pre restauro

Dipinto prima del restauro

Il quadro nel 2007 è stato sottoposto ad un accurato restauro da parte dei tecnici della ditta Kriterion di Bologna, sotto la guida della dott.ssa Francesca Rabbi e l’intervento è costato la somma di Euro 7.800 + IVA. Tra i restauratori che hanno lavorato al recupero della tela, troviamo anche Linda Ricci e Paolo Sciapichetti. Con l’occasione del restauro è stato anche ricollocato al suo posto il pezzo di cornice che si era staccato durante il trasferimento del 1977. La tela dopo il restauro, è stata sistemata nel suo originario posto il giorno 31 Agosto 2007 all’interno dell’Auditorium “Ferdinando Scarfiotti”, abbellita dalla cornice marmorizzata, un capolavoro.

Articoli correlati:

 

Read Full Post »

7°_DSC3091La chiesa di San Giacomo Maggiore a Galiziano di Potenza Picena è chiusa dal 2001, la volta interna è crollata, il rosone trecentesco della facciata è danneggiato.
In prospettiva per questa chiesa non ci sono interventi previsti di restauro da parte della Parrocchia dei Santi Stefano e Giacomo, proprietaria dell’immobile storico.
Inoltre in conseguenza della forte scossa di terremoto del giorno 30 Ottobre del 2016, anche il manufatto che si trova sopra alla facciata della chiesa e che racchiude la statua della Madonna, è stato danneggiato. Una delle colonnine interne si è spezzata.
Il giorno lunedì 22 Gennaio 2018 abbiamo segnalato il fatto al parroco, padre Michele Ardò, che ha subito coinvolto i nostri vigili urbani, che dopo un sopralluogo, vista la gravità della situazione, hanno provveduto a transennare lo spazio sotto alla facciata della chiesa di San Giacomo.
Inoltre hanno anche fatto una relazione, che hanno consegnato sia al parroco che al dirigente dell’ufficio tecnico comunale, ing. Giuseppe Percossi per poter adottare i necessari provvedimenti del caso, dopo aver effettuato un sopralluogo.
La Parrocchia di San Giacomo Maggiore era stata istituita con Bolla il giorno 20/10/1774 dall’arcivescovo di Fermo, Cardinale Urbano Paracciani ed è stata sciolta nel 1989, per confluire in quella di Santo Stefano.
4°_DSC3099
All’interno di questa storica Parrocchia ha sempre operato la Confraternita del Corpus Domini, le cui origini risalgono al 1430 ed oggi il Priore è Stefano Pescetti.
Dalla chiesa di San Giacomo Maggiore, dopo il crollo della volta del giorno 22/11/2013 è stato rimosso il trittico di Paolo Bontulli da Percanestro del 1507 “Madonna col Bambino tra i Santi Giacomo Maggiore e Rocco” compresa la predella. Il trittico, è stato portato prima ad Urbino, dove è stato ripulito ed è rimasto esposto dal giorno 22/12/2013 fino al giorno 6/4/2014 all’interno dei locali della Galleria Nazionale, poi il giorno 18 Giugno 2014 è stato collocato all’interno della ex chiesa di Santa Caterina d’Alessandria, dove si trova ancora oggi.
Si ricorda che nell’anno 2004 si era formato a Potenza Picena un comitato cittadino con l’intento di raccogliere fondi che dovevano servire per il restauro della chiesa di San Giacomo Maggiore.
Si doveva restaurare in particolare il rosone trecentesco della facciata della Chiesa, dove si era riscontrato il distacco di un elemento. Per questo recupero si era fatta avanti la Fondazione Anton Mario Filippetti, con il suo Presidente Mario Carlocchia, ma purtroppo non si è fatto ancora nulla.
Chiesa di San Giacomo Maggiore a Galiziano.  Foto di Sergio Ceccotti.Il destino di questa antica chiesa, che era stata restaurata nel lontano 1943 su progetto dell’architetto santese Eusebio Petetti, continuando in questo modo, sembra segnato. Nonostante i tanti seri problemi che si sono manifestati, non si fa ancora niente.
Pur in condizioni molto difficili, bisogna battersi perché non venga abbandonata al suo destino, ma prima passibile recuperata.
Incominciamo mettendo in sicurezza subito sia il rosone trecentesco che il manufatto che si trova sopra alla facciata.

Articolo correlato:

Read Full Post »

a cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri

1° DSC_3534

Madonna in gloria coi santi Caterina d’Alessandria, Benedetto e Scolastica. Foto di Sergio Ceccotti.

Durante la giornata FAI d’autunno del 15 Ottobre 2017 a Potenza Pice-na è stata esposta al pubblico all’interno della ex chiesa di Santa Caterina d’Alessandria la pala d’altare di Pietro Paolo Jacometti del 1630 “Madonna in Gloria, tra i Santi Caterina d’Alessandria, Benedetto e Scolastica” di proprietà delle monache benedettine locali, che lo conservano all’interno del loro Monastero di Via Mariano Cutini. La tela è ritornata dopo 137 anni all’interno della chiesa di Santa Caterina d’Alessandria, dove fino al 1880 ornava l’altare maggiore. La pala d’altare ha bisogno dopo quasi 4 secoli di un accurato restauro e ripulitura, per poterla riportare all’antico splendore. Le monache benedettine di Santa Caterina in San Sisto di Potenza Picena, proprietarie del quadro, dopo l’esposizione pubblica si sono decise a procedere al suo restauro confidando sul contributo economico del dott. Roberto Domenichini, nostro concittadino ed attualmente Direttore dell’Archivio di Stato di Pesaro. Si stanno contattando diversi restauratori e restauratrici delle Marche per poter avere dei preventivi, per poi decidere a chi affidare l’incarico, dopo aver avuto la necessaria autorizzazione da parte della Soprintendenza di Ancona. Ritornando al quadro, quasi sconosciuto ai cittadini di Potenza Picena e mai menzionato nella storiografia artistica locale, (ad eccezione di Mons. Giovanni Cotognini, che ne parla sul suo libro del 1987 “Il Monastero delle Benedettine di Potenza Picena”), in basso si trova la firma dell’autore e l’anno di esecuzione, cioè il 1630.

Interno mostra Ora et Labora nella Chiesa di S. Caterina.

Interno mostra Ora et Labora nella Chiesa di S. Caterina.

Fino a poco tempo fa non si sapeva chi fosse il Petrus Recineten(sis) della firma, e solo grazie agli studi del dott. Roberto Domenichini recentemente si è scoperto che si tratta di Pietro Paolo Jacometti di Recanati, pittore, scultore ed architetto, nato nella città leopardiana nel 1580 e morto nel 1658, fratello di un altro scultore Tarquinio ed allievo dello zio artista Antonio Calcagni e del Pomarancio. Sue opere in bronzo si possono oggi trovare a Loreto, Osimo, Parma e Ragusa (Dalmazia), oltre che a Recanati. La tela di Potenza Picena del 1630 delle Benedettine è una delle poche che si conoscono dì Pietro Paolo Jacometti.
Il restauro di questa importante opera d’arte, poco considerata dagli storici locali, fa seguito al precedente restauro portato a termine dalle nostre monache benedettine nel 2007, anche questo finanziato con fondi raccolti tra la cittadinanza, iniziativa promossa sempre dal dott. Roberto Domenichini insieme ad altri cittadini di Potenza Picena. Il restauro è stato portato a termine dalle restauratrici Paola Carestia di Potenza Picena ed Eleonora Maria Miliani di Muccia, costato la somma complessiva di Euro 5.200. Il nostro Comune, grazie alla sensibilità del Sindaco Sergio Paolucci, ha contribuito con 1.000 Euro.
Il quadro è oggi collocato all’interno della Chiesa di San Sisto delle Benedettine e si tratta della “Madonna col Bambino tra i Santi Giovanni Battista e San Sisto”, fine sec. XVII, di autore ignoto. Per concludere un plauso al dott. Roberto Domenichini per il suo mecenatismo a favore delle opere d’arte e non solo di Potenza Picena.

P1020513

Dott. Roberto Domenichini

Dopo aver finanziato prima la stampa del volume contenente gli atti del Convegno Nazionale su Bruno Mugellini del 2012, successivamente il restauro del quadro di Giacinto Brandi del sec. XVII “Madonna col Bambino tra i Santi Ignazio e Girio”, di proprietà della Parrocchia dei Santi Stefano e Giacomo, oggi di nuovo le monache benedettine locali per ridare splendore a quest’opera d’arte.
Siamo certi che non sarà l’ultimo intervento a favore della nostra comunità; in quanto il Sig. Domenichini ha dato la propria disponibilità a finanziare altri 4 quadri sempre delle Benedettine locali, oltre che il restauro di 3 statue lignee degli Apostoli, di proprietà comunale, oggi conservate nella Pinacoteca Comunale “Benedetto Biancolini”.

Articoli correlati:

Read Full Post »

A cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri

L’Assunta tra i Santi Tommaso Apostolo e Chiara d’Assisi. Foto di Sergio Ceccotti.

Il Monastero di San Tommaso delle Clarisse di Potenza Picena è stato chiuso nel 2008 e le ultime monache presenti si sono trasferite a Pollenza presso il Monastero San Giuseppe delle Sorelle Povere di Santa Chiara. La Badessa del Monastero di Pollenza, madre Maria Eleonora De Nigris, ha voluto donare al nostro Comune molte opere d’arte, tele ed acqueforti, nonché mobili presenti nel Monastero di Potenza Picena. Tra queste opere d’arte abbiamo già parlato della grande tela “II Calvario” degli inizi del sec. XVIII. Ora vogliamo parlare di un’altra importante tela incorniciata, grande cm. 185 X cm. 250.
Si tratta di una bellissima raffigurazione dell’Assunta con i Santi Tommaso Apostolo e Chiara d’Assisi del sec. XVII, di autore ignoto. Nelle opere d’arte di Potenza Picena l’Assunta viene solo raffigurata in una tela, presente all’interno della Cappella degli Artisti, nel contesto della Collegiata di Santo Stefano.

L’Assunta della Cappella degli Artisti. Foto tratta dal libro “Il Fascino della Storia. Il respirto del mare”. A cura di Renza Baiocco.

Anticamente questo Oratorio era la sede della Congregazione degli scolari ed artieri (artigiani) sotto il titolo dell’Assunzione, la cui festa si celebra il giorno 15 Agosto. Nel passato, fino agli anni Cinquanta del Novecento, era una delle feste più importanti di Potenza Picena, dove si svolgevano sempre giochi popolari, tra cui quello del pallone col bracciale, la corsa dei cavalli in Via Piana, i fuochi d’artificio, la Banda Cittadina, la lotteria, oltre alle manifestazioni religiose presso la Collegiata di Santo Stefano.
L’Assunta viene anche raffigurata nell’immagine in maiolica inaugurata il giorno 1 novembre 1951 sulla parete di Porta Girola o Marina all’ingresso del Paese, opera del decoratore Pietro Di Orazio. E’ stata collocata a protezione della nostra città in occasione dell’anniversario della definizione del Dogma dell’Assunzione di Maria, proclamato dal Papa Pio XII il 1 novembre 1950.
I santi raffigurati nel quadro donato dalle monache di Pollenza sono strettamente legati alla Chiesa ed al Monastero delle Clarisse di Potenza Picena. L’Apostolo Tommaso è il titolare della loro chiesa, mentre Santa Chiara d’Assisi è la fondatrice dell’ordine delle Clarisse. Il nostro Monastero di Monte Santo è stato tra i primi ad essere fondato ed il suo più antico documento risale al 1227.

L’Assunta di Pietro di Orazio di Porta Marina. Foto di Sergio Ceccotti.

Indubbiamente questa tela, insieme a quella del Calvario, è una delle più belle donate dalle Clarisse di Pollenza al nostro Comune ed andrebbe valorizzata collocandola degnamente all’interno della Pinacoteca Comunale “Benedetto Biancolini” di Via Trento. Oggi si trova all’interno dell’Auditorium “Ferdinando Scarfiotti”.
Le belle foto di Sergio Ceccotti ci consentono di apprezzare meglio questa importante opera d’arte antica, sconosciuta a tutti. Un grazie alle Clarisse di Pollenza per questo dono alla nostra comunità.

Articoli correlati:

Read Full Post »

Older Posts »

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: